29 luglio 2017

STIMA E ONORE ALLE SQUADRE ANTINCENDIO FORESTALE


28 Luglio 2017
Il lavoro delle squadre antincendio forestale non scade mai, e, non è un lavoro leggero. Sono squadre costrette a vivere ed operare in mezzo al fuoco.

Noi di forestalisicilia.com siamo fermi nella giusta opinione che la Sicilia non può fare a meno degli addetti alle squadre antincendio boschivo, per tutelare le zone demaniali dai fuochi.

La storia dei boschi, la storia delle piante, la storia del verde, in Sicilia, deve elogiare questi angeli che lavorano faticosamente tra mille fiamme in una terra bruciata dal sole e da piromani. Loro combattono il fuoco, lacrimando fumo, oggi come mai, proprio in questi giorni di fuoco, e tutti fraternizzano nel loro lavoro, con sintonia, con professionalità, con stima per i boschi, e nei boschi, con duro e faticoso lavoro. La storia della forestale ne registra come a scatti di molla gli eroici tentativi di spegnere sempre i fuochi appiccati nei boschi e loro con maestria ed eroismo riescono sempre a spegnere le fiamme, pericolose e calde, nelle calde ore dell’estate siciliana. Sorge l’alba e tutto è fuoco per le vie dei boschi tra le piante sempreverdi e tra mille ceppi secchi, ma loro sono pronti alla guerra, a combattere il fuoco, nei campi, dappertutto e il loro grido è: spegnere a qualunque costo le fiamme ardenti. Gli uomini rappresentativi di questa epoca forestale sono gli addetti allo spegnimento boschivo e tra mille difficoltà raggiungono insieme il limite massimo della loro potenzialità produttiva nello spegnere le fiamme.

L’arte di spegnere i fuochi nei boschi è l’espressione e la manifestazione dell’energia della vita, dell’energia della natura. Spesso il fuoco è invincibile e questa forma d’arte diventa dura arte lavorativa e da ciò si devono condannare i piromani e ogni artificiosa fiamma. Il soggetto esterno di questa arte è il forestale antincendio che rispecchia la vita delle piante che salva dal fuoco, e, quindi, va elogiato e premiato con grandezza colossale.

Esorto, in Sicilia, ad abbandonare l’odio tra uomini che porta a mille fiamme, esorto ad abbandonare l’idea di essere piromane, esorto a non far diventare la Sicilia come epopea di rovine e cenere, godiamoci il nostro verde, tuteliamo il nostro verde, lavoriamo nel nostro verde, abbandoniamo la battaglia politica e uniamoci tutti per dar vita e ripristinare i boschi presi dalla fiamme, non è più tempo di odio, non è più tempo di ferire le piante con le fiamme, non è più tempo di collera, ormai è tempo di una grande Patria amata da tutti. Il male fatto alle piante non torna più, la natura non ha nessuna colpa, la natura deve essere tutelata come tuteliamo noi stessi, e quando ci sarà di nuovo l’estate con il bacio del sole forte e con l’odore e il profumo delle piante nei boschi, facciamoci carico di tutela e salvaguardia delle nostre zone, per evitare che tutto sia fiamme e cenere. Quanta gente passa tra i boschi!!! Vi sono, in Sicilia, molte aree attrezzate utili al divertimento dei villeggianti e allora tutti controlliamo tutto, evitiamo il fuoco, perché dove c’è fuoco nei boschi non ci sarà più vita, ma solo cenere. Ma oggi, per fortuna ci sono ancora le squadre antincendio forestale e diamo loro il giusto merito e la giusta lode per lo spegnimento delle fiamme.

Questa è la nostra Sicilia, questa è la Sicilia di tutti, questa è la terra del sole e non facciamone una terra bruciata.

Santo Cortese
forestalisicilia.com






PROTOCOLLO PREVENZIONE INCENDI, POTENZIATI I VIGILI DEL FUOCO NELL’OASI DEL SIMETO


Firmato accordo in Prefettura a Catania

28 Luglio 2017
Firmato questa mattina in Prefettura un protocollo d’intesa tra la Città Metropolitana di Catania, la Prefettura ed il Corpo dei Vigili del Fuoco per la tutela del territorio. L’accordo prevede il potenziamento del normale servizio di spegnimento incendi nelle aree più a rischio, in particolare in quella dell’Oasi del Simeto.

Per la Città Metropolitana ha firmato il sindaco Enzo Bianco, per la Prefettura la prefetta Silvana Riccio. per i Vigili del Fuoco il vice comandante provinciale Santo Salluzzo. Presenti i vertici delle Forze dell’Ordine cittadine.
“Il protocollo firmato oggi – ha affermato il sindaco Bianco – è un atto importante per quel che riguarda la prevenzione incendi perché risponde a due specifiche esigenze: l’incolumità dei cittadini e la tutela del territorio. Bisogna fare squadra con i Corpi dello Stato, con i Comuni, con le associazioni di volontariato: questa è l’arma vincente per arrivare a buoni risultati”.

“E’ un servizio aggiuntivo a quello normale antincendio dedicato particolarmente all’Oasi del Simeto – ha aggiunto Il Sindaco – che ci consentirà interventi tempestivi che sono fondamentali per evitare danni più gravi. Catania è la prima città metropolitana in Sicilia che destina delle risorse per un’iniziativa del genere. Colgo l’occasione per ringraziare innanzitutto i Vigili del Fuoco e poi la Prefetto, le Forze di Polizia, la Protezione Civile ed i volontari che tanto hanno fatto in questi giorni di emergenza”.

Dalla giornata di domani, sabato 29 luglio, per i successivi 51 giorni, fino al 17 settembre, il normale servizio dei Vigili del Fuoco nell’area dell’Oasi del Simeto sarà integrato da una squadra formata da cinque elementi che opererà per 10 ore ogni giorno, dalle 10 alle 20. In caso di situazioni legate a particolari emergenze gli orari potranno essere prolungati. La squadra sarà formata da 3 vigili permanenti (di cui 1 in possesso della qualifica di Capo Reparto o Capo Squadra) e da 2 Vigili Volontari. La dislocazione, insieme ai relativi mezzi di spegnimento degli incendi boschivi, sarà presso la sede territoriale del Comitato Provinciale dei Vigili del Fuoco di Catania più vicina alla riserva naturale dell’Oasi del Simeto. L’impegno di spesa da parte della Città Metropolita è di quasi 40 mila euro.






MONTE PELLEGRINO RINASCE DOPO LA DEVASTAZIONE DEGLI INCENDI


A un anno dall’incendio che ha distrutto il sessanta per cento del bosco che porta al santuario di Santa Rosalia, il Comune e il dipartimento di Scienze agrarie dell’Università di Palermo avviano il progetto di recupero. Si svilupperà su 600 ettari
di CLAUDIA BRUNETTO


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28 Luglio 2017
Lecci, frassini, carrubi, olivastri e palme nane daranno un nuovo volto a Monte Pellegrino. A un anno dall’incendio che ha distrutto il sessanta per cento del bosco che porta al santuario di Santa Rosalia, il Comune e il dipartimento di Scienze agrarie dell’Università di Palermo lavorano a un progetto per quello che sarà il Monte Pellegrino di domani. Circa 600 ettari da rimettere in piedi. Si comincerà con almeno 10mila nuove piante. Partendo dalla fetta di bosco sopravvissuta alle fiamme e creando da zero la macchia mediterranea andata in fumo. «Monte Pellegrino potrebbe diventare una vera macchia- foresta mediterranea — dice Donato La Mela Veca, ricercatore e docente di Selvicoltura all’Università di Palermo — Una formazione intermedia fra la macchia e la foresta molto interessante in cui si mescolano le specie arbustive più basse tipiche della macchia e gli alberi più alti tipici della foresta. Stiamo lavorando al piano di gestione forestale che per Monte Pellegrino non è mai esistito e che porterà a un rinfoltimento utilizzando la vegetazione naturale della nostra zona che è, appunto, la macchia mediterranea».

Fonte: palermo.repubblica.it




INCENDIO A MONTEPELLEGRINO. IL SINDACO: "UN DEGENERATO HA APPICCATO IL FUOCO"


Il rogo, subito spento dai vigili del fuoco, è divampato dal lato di via Monte Ercta

29 Luglio 2017
E' stato spento nella notte l'incendio divampato a Monte Pellegrino, a Palermo, ieri sera. "Qualche degenerato ha appiccato il fuoco, lato via monte Ercta. Per fortuna è stato immediato l'intervento dei vigili del fuoco che  ha evitato che le fiamme si propagassero", ha detto il sindaco Leoluca Orlando. Adesso, sono in corso indagini per cercare di risalire agli autori del rogo.

Fonte: palermo.repubblica.it





28 luglio 2017

SICILIA. ANTINCENDIO, CROCETTA:”FIRMATE CONVENZIONI COI CARABINIERI, MARINA MILITARE E ED ESERCITO, MARTEDÌ QUELLA COI VIGILI DEL FUOCO”

Dalla pagina Facebook
del Presidente Crocetta



Palermo, 28 lug. Il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta e l'assessore al Territorio e ambiente Maurizio Croce, comunicano che sono state firmate tre convenzioni per tre elicotteri antincendio, rispettivamente coi comandi nazionali di Carabinieri, Marina Militare ed Esercito, mentre verrà firmata martedì prossimo, a Palermo, quella coi Vigili del fuoco relativa a mezzi aerei ed interventi di terra.




AGRIGENTO. CERCA DI SPEGNERE UN INCENDIO E FINISCE IN UN DIRUPO, FERITO OPERAIO DELLA FORESTALE

Soccorritori al lavoro (foto ARCHIVIO)

Il cinquantottenne, lavoratore stagionale, non è in pericolo di vita. E' stato portato al pronto soccorso dell'ospedale "San Giovanni di Dio"

28 Luglio 2017
Cerca di spegnere un incendio di sterpaglie e precipita in un dirupo. Un cinquantottenne di Agrigento, operaio stagionale della Forestale, è rimasto ferito - non è in pericolo di vita - ed è stato portato al pronto soccorso dell'ospedale "San Giovanni di Dio". Lo riporta oggi il quotidiano La Sicilia. A soccorrerlo è stata un'autoambulanza del 118.

E' accaduto nell'area di campagna fra Giardina Gallotti e Montaperto. La Forestale è intervenuta per spegnere un incendio di sterpaglie che si stava, complice il vento, propagando rapidamente. L'operaio stagionale, probabilmente a causa del fatto che la zona è impervia, è scivolato ed è finito nel dirupo. E' stato soccorso e poi, appunto, trasferito all'ospedale di contrada Consolida.


Fonte: www.agrigentonotizie.it




MANCATA PREVENZIONE INCENDI. IL SIFUS PRESENTA L'ESPOSTO ALLA PROCURA DI TRAPANI

Ricevo e pubblico
dal Segretario Regionale Sifus
Giuseppe Fiore


Con Pietro Di Giovanni alla Procura della Repubblica di Trapani per presentare l'esposto contro la mancata prevenzione degli incendi in Sicilia. Siamo a quota -3 (mancano Messina, Siracusa ed Agrigento). 
28/7/2017 Maurizio Grosso




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SIFUS: VERSO UN PROLUNGAMENTO DI CIRCA 40 GIORNATE PER I LAVORATORI ANTINCENDIO. INVECE PER I RISERVISTI 78ISTI, NON CI SONO ANCORA RISORSE DISPONIBILI

Ricevo e pubblico
dal Segretario Regionale Sifus
Giuseppe Fiore



Forestali antincendio.
Si rende noto che da un incontro telefonico odierno, con il Dott. Viola del Corpo Forestale, ci è stato comunicato che sono state poste in essere le procedure per addivenire al prolungamento di ulteriori circa 40 giornate di lavoro, nelle more delle disponibilità di cassa. Per quanto attiene i riservisti  78isti, non ci sono ancora risorse disponibili. Ovviamente, il Sifus si è dichiarato insoddisfatto e continuerà  a pressare perché i riservisti vengano avviati nell'interesse esclusivo del patrimonio boschivo. 
Maurizio Grosso





NESSUNA SPERANZA ALL’ORIZZONTE PER IL SUD, L’IMPIETOSA PREVISIONE DI SVIMEZ: SI TORNERÀ AI LIVELLI PRE-CRISI SOLO NEL 2028


Oltre un terzo dei meridionali è a rischio povertà

E’ impietoso lo scenario futuro per il meridione fornito da Svimez, l’associazione per lo Sviluppo delle Imprese del Mezzogiorno che oggi ha diffuso le anticipazioni del Rapporto 2017. In buona sostanza, i prossimi anni saranno tutti lacrime e fatica.
Per la Svimez se il Mezzogiorno proseguirà con gli attuali ritmi di crescita, “recupererà i livelli pre crisi nel 2028, 10 anni dopo il Centro-Nord”. Si configurerebbe così un ventennio di “crescita zero”, che farebbe seguito “alla stagnazione dei primi anni duemila, con conseguenze nefaste sul piano economico, sociale e demografico”.
“Oltre un terzo dei meridionali è a rischio povertà”. A dirlo è il vicedirettore di Svimez, Giuseppe Provenzano. Nel Rapporto 2017 si legge che nel 2016 “circa 10 meridionali su 100 sono in condizione di povertà assoluta, contro poco più di 6 nel Centro- Nord”.
Nelle regioni meridionali il rischio di povertà “è triplo rispetto al resto del Paese: Sicilia (39,9%), Campania (39,1%), Calabria (33,5%)”, continua Svimez spiegando che la povertà deprime la ripresa dei consumi, e, in questo contesto, “le politiche di austerità hanno determinato il deterioramento delle capacità del welfare pubblico a controbilanciare le crescenti diseguaglianze indotte dal mercato, in presenza di un welfare privato del tutto insufficiente al Sud”.
La Campania è la regione italiana, e non solo meridionale, che ha registrato nel 2016 il più alto indice di sviluppo. Lo afferma Svimez nelle anticipazioni del rapporto 2017 spiegando che “la crescita del 2,4% giunge al termine di un triennio, dal 2014 al 2016, tutto all’insegna di dati positivi”.
In Campania un ruolo trainante “l’ha svolto l’industria, grazie anche alla diffusione di Contratti di Sviluppo, ma ha
potuto altresì beneficiare del rafforzamento del terziario nell’ultimo anno, frutto prevalentemente del positivo andamento
del turismo”, continua Svimez.

Tuttavia il 2016 è stato positivo per il Sud, “il cui Pil è cresciuto dell’1%, più che nel Centro-Nord, dove è stato pari a +0,8%” ma quest’anno il Pil “dovrebbe aumentare dell’1,1% al Sud e dell’1,4 % nel Centro-Nord”, facendo quindi tornare indietro il Mezzogiorno rispetto alle altre zone d’Italia” prevedendo poi per il 2018 “un aumento del prodotto dello 0,9% nel Mezzogiorno e dell’1,2% al Centro Nord”.
28 Luglio 2017

Fonte: palermo.blogsicilia.it





SIFUS: A CALTANISSETTA VERRANNO IMMEDIATAMENTE AVVIATI I 78ISTI PER OCCUPARSI DELLA MANUTENZIONE DEI BOSCHI

Dalla pagina Facebook
Maurizio Grosso Sifus Confali



Forestali Siciliani. 
La lotta inizia a pagare. Vogliamo 9 Caltanissetta! 
Nei 4 distretti di Caltanissetta verranno immediatamente avviati 274 forestali 78isti per occuparsi della manutenzione dei boschi.
Lo riteniamo, seppur tardivo (prima rubbaru a Sant'Aita e poi ci ficiru i porti), un passo avanti verso la riduzione dei danni che potrebbero derivare dagli incendi boschivi. Rivendichiamo che tutte le province si muovano in questa direzione. Stiamo già pressando la direzione di Caltanissetta perché le 12 giornate iniziali vengano immediatamente prolungate e siano senza il meccanismo cau. Chiediamo inoltre, alla direzione di caltanissetta, il prolungamento di 151isti e 101isti che in ogni caso, garantiranno il loro prezioso lavoro fino al 31 agosto. Ringrazio per l' impegno manuel bonaffini e tutto il gruppo dirigente del sifus.
la lotta paga sempre! 

Maurizio Grosso





I VIALI PARAFUOCO NON SONO STATI FINITI NON PERCHÉ GLI OPERAI SONO LAVATIVI, MA PERCHÉ LE ASSUNZIONI, GRAZIE A UN BILANCIO "PROVVISORIO", SONO STATI AVVIATE A LUGLIO, MENTRE QUESTI LAVORI PER ESSERE UTILI DEVONO ESSERE FINITI ALMENO ENTRO MAGGIO

Dalla pagina Facebook
del Sig. Camillo Di Maria


Foto Facebook

Venghino signori..venghino. Anche oggi si punta su gli ultimi lembi di bosco rimasti. Presto ci sarà un'altra giornata calda e ventosa e sapremo chi sono i vincitori. Questo pensiero me lo ha scritto ironicamente un'amico visto che puntualmente con lo scirocco o con venti forti si assisteva al verificarsi di incendi dolosi sul nostro territorio. Verrebbe da ridere se non fosse che all'avverarsi di questi disastri siano andati in fumo ettari e ettari di bosco, macchia mediterranea e migliaia di animali uccisi dal fuoco con danni all'ecosistema e all'assetto idrogeologico del territorio per non parlare di quello economico.
Ho letto i commenti dell'Assessore dell'agricoltura che asseriva che i viali parafuoco erano stati fatti, ma che con certi tipi di incendi non servono a niente.(Si decida questi viali parafuoco servono o no.) Peccato che il giornalista non si sia documentato bene..e non abbia replicato. I viali parafuoco non sono stati finiti. Questo non perché gli operai sono lavativi, ma perché le assunzioni, grazie a un bilancio che in Sicilia ogni anno si chiama solo "provvisorio", sono stati avviate a luglio, mentre questi lavori per essere utili devono essere finiti almeno entro maggio. Il presidente della Regione da la colpa allo Stato, in quanto ha sciolto il Corpo Forestale e non fornisce più i mezzi aerei.. Caro presidente in Sicilia il Corpo Forestale c'è ancora. Strano che lei non lo ricordi, eppure l'opinione pubblica sa, a detta di giornalista più ignoranti di una capra o solo servi del potere, che in Sicilia ci sono ben 25000 guardi forestali. . Lo hanno fatto ridicolizzare anche nel film di Ficarra e Picone scambiandoli per operai, ma con la divisa e pistola. Lei non solo non ha mai difeso le appena 400 Guardie Forestali attivi nel territorio che ormai ultra cinquantenni devono sorvegliare migliaia di ettari di bosco, ma se li dimentica pure. Da quasi 35 anni non vi sono più concorsi e da 10 anni a questa parte per il servizio di prevenzione incendi non viene più speso un centesimo. Questo lo sa? Quanto ci costa poi reprimere gli incendi, questo ce lo possiamo immaginare , milioni e milioni di euro e mezza Sicilia distrutta del fuoco. Questo lo sapete cari giornalisti e opinione pubblica che sa solo dire licenziamo i forestali. Ma dire licenziamo i politici e amministratori che sono i veri responsabili di questo scempio no.






FORESTALI ITALIANI, FORESTALI SICILIANI. È INAUDITO CHE CON QUESTA MASSA ENORME DI ADDETTI AL SETTORE, NELLE VARIE PARTI DELLA SICILIA, SCOPPINO INCENDI DEVASTANTI E RIPETUTI


di Carlo Alberto Tregua


Incendi a go go senza controlli

L’Autonomia della Regione, che avrebbe dovuto portare un beneficio ai siciliani e consentire il migliore utilizzo delle risorse pubbliche a loro vantaggio, ha invece creato una serie di privilegiati che continuano a percepire compensi di vario genere. 
Cosicché, anziché utilizzare le risorse per investimenti pubblici e privati, per opere pubbliche e per lavori  necessari ai siti dove incombe il rischio idrogeologico, per la manutenzione straordinaria degli 829 borghi e per tutte le altre iniziative più volte elencate su queste colonne, la Regione è diventata un dispensario di stipendi, consulenze, contributi: insomma, ha alimentato un clientelismo che l’ha portata a farle occupare uno degli ultimi posti della graduatoria delle Regioni europee.
Quanto precede, è la fotografia degli eventi di queste ultime settimane, relativamente agli incendi appiccati quasi tutti in modo doloso in varie parti della Sicilia.
In un solo giorno, i vigili del fuoco sono stati impegnati in quasi 400 operazioni di spegnimento.
 

Da una nostra recente inchiesta risulta che se la Regione avesse dislocato tutti i componenti del Corpo forestale siciliano, nonché gli operai forestali (circa 23 mila), lungo circa 3.800 km2 di boschi, si sarebbero messi sei guardiani per ogni chilometro quadrato. Per conseguenza, nessuno avrebbe potuto appiccare il fuoco, neanche coloro preposti alla sorveglianza, a meno che non avessero formato un’associazione per delinquere.
È inaudito che con questa massa enorme di addetti al settore, nelle varie parti della Sicilia, scoppino incendi devastanti e ripetuti, come il caso della Riserva dello Zingaro, dove già cinque anni fa i danni erano stati enormi ed oggi sono aumentati di gran lunga: la storia non ha insegnato nulla a Crocetta.
La Protezione civile ha mosso rilievi al presidente della Regione, accusandolo di disorganizzazione e di non avere fatto nulla per prevenire gli incendi. Per esempio, avrebbe potuto mettere in campo tutte le risorse umane di cui la Regione dispone e che paga profumatamente, per quanto concerne dirigenti e dipendenti in organico al Corpo forestale, e a perdere per quanto riguarda gli operai stagionali.



Con il decreto legislativo 177 del 2016, il Corpo forestale italiano è stato incorporato nell’Arma dei Carabinieri. Un corpo già efficiente, che acquisirà ulteriore efficienza all’interno della Benemerita.
Ma la Regione siciliana non ha ritenuto con proprie leggi di trasferire i rangers siciliani, circa mille, nell’Arma dei Carabinieri. Se l’avesse fatto, avrebbe raggiunto due obiettivi: si sarebbe scaricata di un costo di circa 250 milioni e avrebbe fatto aumentare nettamente l’efficienza dei detti rangers, i quali avrebbero operato con i metodi traslati dall’Arma.
Ovviamente dall’operazione sarebbero stati esclusi gli operai forestali, di cui non si sente alcun bisogno. Infatti, essi non esistono in nessuna delle altre 19 Regioni e nelle due Province autonome.
Nessuna emergenza incendi paragonabile a quella della Sicilia è scoppiata nel bolzanese, in Trentino, in Lombardia e in Piemonte. E neanche in Emilia.


Perché la Regione non ha ritenuto di trasferire il Corpo forestale all’Arma come è avvenuto in Italia? Perché dirigenti e dipendenti regionali, avrebbero dovuto tagliare del 30% i propri compensi. Infatti, i carabinieri con pari grado e pari anzianità percepiscono all’incirca un terzo in meno dei forestali regionali.
Il discorso va esteso a tutti i dipendenti regionali che percepiscono molto di più dei colleghi delle altre Regioni e dei dipendenti statali: un privilegio da noi denunciato in questi ultimi due decenni.
Va sottolineato, inoltre, che ai privilegi, come fattore negativo, si somma l’inefficienza che trasforma le risorse impiegate in sprechi perché ad ogni euro speso non corrisponde una quota di servizio efficace.
La gestione di un’azienda pubblica, qual è la Regione, dovrebbe improntarsi ai principi costituzionali di efficienza, di efficacia, di economicità, di trasparenza, ma Crocetta e compagni non hanno letto la Costituzione e continuano per la strada perversa che ha portato la Sicilia, un’Isola meravigliosa, in queste drammatiche condizioni economiche.

28 luglio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonte: www.qds.it




ANCHE NOI!I COMPITI DEI LAVORATORI FORESTALI DELLA SARDEGNA. QUANDO SI VERIFICA UNA CALAMITÀ NATURALE, SIA CHE SI TRATTI DI ALLAGAMENTI, DI FRANE, DI NEVE O DI INCENDI, È LÌ PRESENTE CON LA SUA ATTREZZATURA SPESSO UN PO’ DATATA, MA UTILE ALLO SCOPO


16 Luglio 2017
Oggi vorrei provare a spiegarvi i compiti dell’operaio forestale e del dipendente Forestas ex Ente Foreste della Sardegna.
Spesso oggetto misterioso per molti, denigrato da tanti, dimenticato molto spesso dai media.
Il suo è un lavoro silenzioso, spesso molto pesante, sovente di grande responsabilità, talvolta addirittura pericoloso.
Quando si verifica una calamità naturale, sia che si tratti di allagamenti, di frane, di neve o di incendi, il dipendente di Forestas (non importa che sia responsabile o operaio), è lì presente con la sua attrezzatura spesso un po’ datata, ma utile allo scopo.
È lì che spala la neve o il fango, a mano o con mezzi meccanici, per liberare strade e case o per soccorrere chi ha bisogno di aiuto.
Durante l’estate poi, attraverso le vedette vigila sul nostro territorio affinché le squadre in campo possano essere guidate in maniera precisa sul luogo dove è partito il rogo.
Le squadre a terra appunto. Quasi mai nominate dai giornali o tg, che spesso purtroppo, ne ignorano addirittura la presenza sul campo.
Ma rischiano la vita esattamente come tutte le forze facenti parte della macchina dei soccorsi. E sono proprio coloro che hanno appena finito di spegnere il fuoco ad esempio, magari dopo ore di intervento in condizioni proibitive, che si ripresentano a distanza di poche ore per compiere un’operazione tanto importante quanto delicata: la bonifica del terreno percorso dal fuoco.
Importante e delicata perché serve a scongiurare la ripartenza di nuovi focolai e quindi i nuovi incendi.
La prossima volta quando vedete un incendio o una qualsiasi calamità e leggete gli attori in campo, fate un pensierino ai dipendenti di Forestas.


Fonte: pietropedoni.wordpress.com






ESTESO DALLA GIUNTA DI GOVERNO LO STATO DI CALAMITÀ A TUTTA LA REGIONE. CONVENZIONE COI VIGILI DEL FUOCO PER INTENSIFICARE I SERVIZI DI TERRA


28 Luglio 2017
La giunta regionale siciliana ha esteso la dichiarazione dello stato di emergenza per gli incendi a tutto il  territorio siciliano. Contestualmente si è autorizzato l’assessorato  Territorio e ambiente, nelle more dell’approvazione dell’assestamento  all’Ars, “di mantenere in servizio i lavoratori impegnati nella campagna antincendio, per evitare gravi danni al patrimonio boschivo  siciliano. Sempre ieri, è stato dato mandato alla Ragioneria di  reperire un milione e mezzo di euro per potere effettuare la stipula di apposita convenzione coi Vigili del fuoco per intensificare i  servizi di terra”.
“Tali risorse, erano già state proposte dalla  giunta in fase di finanziaria, ma erano state cancellate dal  Parlamento – si legge in una nota – Per i mezzi aerei le somme già  stanziate di tre milioni e mezzo, sono già operative. Per martedì  prossimo è prevista la stipula della convenzione con Vigili del fuoco  sia nazionali che regionali”.
(Ter/AdnKronos)

Fonte: siciliainformazioni.com





SCOUT SALVATI DA UNA SQUADRA DI OPERAI STAGIONALI ADDETTI AL SERVIZIO ANTINCENDIO DEL DISTACCAMENTO DI PIAZZA ARMERINA

Ricevo e pubblico
dal collega Lorenzo Billeci



di
PIAZZA ARMERINA. Come in un romanzo di Stephen King, un gruppo di adolescenti si era perso al buio nel bosco. Ma nessuno di loro, benché l’orario, le nove e mezza di sera, non fosse certo dei più incoraggianti, si era ancora arreso a chiedere aiuto con i telefonini.


Nel frattempo però i soccorsi sono arrivati da soli, grazie al lavoro di una squadra di operai stagionali della Forestale, addetti al servizio antincendio del distaccamento di Piazza Armerina, dopo che erano stati avvistati dalle torrette. I protagonisti, loro malgrado, di questa storia, sono sette giovanissimi scout, dai dodici ai quindici anni, venuti martedì da Siracusa per compiere un’escursione nel bosco, in contrada Ciappino, a due passi dal cosiddetto bosco Bellia, uno dei più importanti della provincia.

© Riproduzione riservata

Fonte: enna.gds.it





VESUVIO, SMA CAMPANIA: “250 ETTARI A 'DANNO RIDOTTO' GRAZIE A TECNICA FUOCO PRESCRITTO”. IL BLOG: QUESTO DIMOSTRA CHE CON LA LA PREVENZIONE SI POSSONO RIDURRE I RISCHI DI INCENDIO


27 Luglio 2017
"Il 18 luglio scorso, insieme al personale del Reparto Carabinieri Biodiversità di Caserta, ufficio che gestisce la Riserva Alto Tirone del Parco Nazionale del Vesuvio, un gruppo di lavoro costituito da SMA Campania, società in house della Regione Campania, rappresentata dal project manager Saverio Basile con il collaboratore Pietro Lavorgna, e dall’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, rappresentata dalle ricercatrici Assunta Esposito e Giovanna Battipaglia, ha condotto un primo sopralluogo nelle aree percorse dal fuoco in quest’ultimo periodo con l’obiettivo di raccogliere dati utili alla fase che farà seguito a quella emergenziale". Così la nota di Sma Campania. "I Reparto Carabinieri Biodiversità, - si legge nel testo  - mentre è ancora impegnato a spegnere e a bonificare, intende già delineare gli interventi che si dovranno mettere in atto nei prossimi mesi, a partire dalla messa in sicurezza della Strada Matrone, per passare alle opere di difesa del suolo dal dissesto idrogeologico; rischio che, data l’incoerenza del suolo e le pendenze che caratterizzano molte delle aree bruciate, diventerà concreto non appena arriveranno le prime piogge. Intanto, dai primi dati elaborati in ambito GIS dal gruppo di lavoro dell’Università “Vanvitelli”, a partire da immagini da satellite, risulta che l’area del Vesuvio percorsa dal fuoco supera i 1.980 ettari. Di questa superficie, circa 960 ettari di vegetazione risultano “completamente distrutti”, 770 ettari “molto danneggiati” e 250 ettari “leggermente danneggiati”. Tra gli ettari “leggermente danneggiati” ci sono le parcelle che sono state trattate con la tecnica del fuoco prescritto nel marzo 2016, nell’ambito di un programma promosso dalla Regione Campania attraverso la società in house SMA Campania e di cui la Professoressa Assunta Esposito era responsabile per conto dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”. La tecnica utilizzata consiste nella riduzione del carico di combustibile fine presente in bosco con l’obiettivo specifico, in questo caso, di ridurre il rischio incendi. In ogni caso, è bene ribadire che il fuoco prescritto, sebbene di estrema utilità, non può rappresentare da solo e sempre la soluzione ad un problema così complesso come quello degli incendi. Di certo - hanno concluso da Sam Campania -  la riduzione del carico di combustibile fine che caratterizza la tecnica, contribuisce alla possibilità di un migliore controllo del fenomeno, purché si rispetti una logica di approccio integrato allo stesso".

Fonte: www.ilvelino.it




CARO PRESIDENTE, L'ARS È MORTA. SCIOGLIETELA O SPEGNETE LA LUCE


Sala d'Ercole quasi vuota e improduttiva. Uno spettacolo indecente a cui porre fine.

di Salvo Toscano
I cronisti che all'epoca consumavano le suole sul marciapiede tramandano l'aneddoto risalente agli anni dei morti ammazzati di mafia un giorno sì e un altro pure. La sparatoria a Palermo aveva lasciato in terra un altro corpo crivellato. Il grande medico legale dal doppio cognome come sempre arrivò a lampo sulla scena del delitto, infilò i guanti e si chinò sullo sfortunato. Udendo così un sofferto rantolo del medesimo. E a quel punto vuole il leggendario apologo che, sfilandosi i guanti, il nobile clinico con distaccata flemma esclamasse: “Quest'uomo è vivo. Chiamate un medico”. 

Caro presidente Giovanni Ardizzone, ci perdoni la divagazione, ma nel nostro caso ci pare fin troppo evidente che il medico non serva più. Il morto è morto e come tale si mostra ai siciliani. Il morto è l'Ars, quel consiglio regionale che la magniloquenza dell'autonomia ci fa chiamare Parlamento, e che da mesi boccheggia senza riuscire a far nulla se non costare soldi, anzi, soldoni ai siciliani. Tanto che lei stesso, presidente, che è politico abituato a parlare pane al pane e vino al vino, ha detto in questi giorni una frase del tipo “siamo ostaggio degli assenti”. 

Sì, perché è curioso come i deputati facciano carte false per riuscire a entrare a Palazzo dei Normanni salvo poi mostrare una certa insofferenza nel frequentarlo. A Sala d'Ercole in questi giorni si è fatto vedere solo un pugno d'amici. Faceva caldo, è vero, ma il risultato è stato l'ennesimo rinvio di un Parlamento che da mesi non riesce a fare praticamente nulla. E che in questa disgraziata legislatura, almeno da un certo momento in poi, si è ridotto solo a scrivere e riscrivere finanziarie o a mettere pezze a leggi pasticciate e impugnate. 

Abbiamo dato, presidente. Non è mancato il suo impegno in questi anni per difendere il decoro e il prestigio delle Istituzioni. Ma proprio per salvarle dall'ennesima vergogna, forse sarebbe il caso di fare qualcosa. E cioè prendere atto del decesso di quest'Assemblea in un sommario esame necroscopico e agire di conseguenza. 

Liberate gli ostaggi, scioglietela questa inutile Assemblea, mandate in naftalina questa sventurata legislatura, ponete fine a questo indecoroso spettacolo di banchi vuoi e pasticci. Sì, mancano solo tre mesi al voto, sì, siamo forse fuori tempo massimo, ma farsi da parte adesso, magari rinunciare a una sola mesata di stipendio, forse potrebbe aiutare questa deputazione a salvare la faccia. Non si intende più partecipare ai lavori d'Aula? Si sciolga l'Ars in extremis e chiudiamola qui. 

Non si può? Non si vuole? Bene, allora, in quel caso, caro presidente, voglia accogliere una provocatoria richiesta. Li mandi tutti in vacanza i suoi colleghi. Non convochi più il teatrino di Sala d'Ercole. Spegnete tutto e chiudete baracca fino a novembre. Fateci risparmiare almeno i soldi della luce.

Fonte: livesicilia.it




FINANZA PUBBLICA. LA CISL: "SCADENZE CRUCIALI POSSONO MANDARE SICILIA IN TILT"


L'allarme del sindacato.

PALERMO - Sulla finanza pubblica, in Sicilia, si allunga l’ombra di mille incognite. A lanciare l’allarme la Cisl, che fa riferimento, dice, non solo alla minaccia della procura generale della Corte dei conti di impugnare, per la prima volta nella storia, il giudizio di parifica del rendiconto 2016 della Regione, per altro in attesa ancora del voto dell’Ars. Anche, segnala il sindacato, alle scadenze in tema di bilanci e Partecipate che attendono al varco, a settembre, Regione ed enti locali. In un contesto in cui ben 200 Comuni su 390 non hanno ancora adottato il bilancio di previsione 2017, 290 mancano del consuntivo 2016. E sul fronte delle società a partecipazione pubblica, quasi il 40% del totale (345), per la precisione 145, risultano inattive o in rosso, con un rischio che incombe direttamente su 4500 addetti. 

Così, la Cisl Sicilia stamani ha puntato i riflettori sul sistema della finanza pubblica di Comuni e Regione, nel corso di un dibattito svoltosi a Palermo e concluso da Mimmo Milazzo, segretario generale; aperto da Riccardo Compagnino, esperto della materia e consulente del sindacato. E che ha visto la partecipazione di Nicola Tonveronachi, ceo del Centro studi enti locali di San Miniato, Pisa. 

Le scadenze che la Cisl mette in luce, arriveranno immediatamente dopo la pausa di agosto e, praticamente, alla vigilia delle elezioni regionali del 5 novembre e delle Politiche nazionali di primavera. È su questo sfondo che, entro settembre, i Comuni con più di cinquemila abitanti (i più grandi), dovranno approvare, per la prima volta, il bilancio consolidato che di fatto trasforma l’ente locale in un gruppo societario organico. Inoltre, sempre entro settembre, Comuni e Regione dovranno procedere alla “revisione straordinaria” delle loro partecipazioni, con l’obiettivo di razionalizzare il sistema attraverso il taglio dei cosiddetti rami secchi. Due appuntamenti “dal valore strategico”, insiste Milazzo, imposti dalla riforma Madia delle Partecipate (decreto legislativo 175/2016) e dalla normativa sul riassetto finanziario degli enti locali (decreto legislativo 118/2014). “Due scadenze che, a dispetto della palude burocratica e dell’immobilismo politico, avranno un impatto diretto su Pil regionale, servizi ai cittadini, lavoro e diritti”, puntualizza il segretario invitando politica e istituzioni a una “severa presa di coscienza” e lanciando alla politica “l’appello a far prevalere il senso di responsabilità sugli interessi di bottega”. 

Per Milazzo, l’approvazione solo a maggio all’Ars del bilancio di previsione 2017 della Regione, non ha messo i Comuni nelle condizioni di programmare le loro attività e i loro flussi. D’altronde gli enti locali brillano di luce propria per lentezze e ritardi e, dal canto suo, il governo regionale non ha ancora nominato i commissari ad acta che, in base al testo unico di settore, dovranno varare i bilanci comunali non ancora adottati. Insomma, un guazzabuglio politico e istituzionale che preoccupa la Cisl e su cui si staglia l’ombra delle scadenze ormai imminenti, con il suo carico di incognite e di rischi per l’economia e la rete dei servizi.
27 Luglio 2017

Fonte: livesicilia.it





INCENDI, SICILIA SENZA AEREI E LA REGIONE PAGA LO STATO. IMPEGNATI 350 MILA € PER IL SUPPORTO ANTINCENDIO VIA CIELO


Il ministro Galletti relaziona in Senato. Finora 4.500 interventi a terra. Impegnati 350 mila € per il supporto antincendio via cielo

PALERMO - “La Regione Siciliana è sprovvista di una flotta” aerea regionale per lo spegnimento degli incendi. Lo ha detto il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, durante una audizione sull’emergenza incendi davanti la commissione Ambiente del Senato, con particolare riferimento alla Sicilia e al Parco nazionale del Vesuvio. 

“Ciò ha inciso e incide in modo determinante sul rilevantissimo volume delle richieste di intervento di concorso della flotta aerea di Stato. Basti pensare che le richieste lanciate dalla Sicilia, già nel mese di maggio, hanno rappresentato circa il 48% del complessivo dato nazionale, evidenziando un sensibile aumento rispetto all'ultimo quadriennio”, ha aggiunto Galletti. “Tenuto conto della situazione, per apportare un contributo alla soluzione della delicata situazione - ha detto il ministro - il Dipartimento della Protezione Civile ha trasmesso tre note al presidente della Regione Siciliana richiamando le responsabilità affidate alle Regioni, ribadendo l'impegno delle strutture statali per fronteggiare la situazione incendi nel territorio regionale e segnalando l‘anomalo incremento di richieste di concorso aereo”. 

Per rimediare, il ministro ha ricordato che si è deciso di sottoscrivere una convenzione tra Regione e Vigili del fuoco per impiegare assetti ad ala rotante dedicati alla Regione stessa ad uso esclusivo antincendio ed è stato inoltre previsto il supporto di due mezzi aerei ad ala rotante del comparto Difesa da dedicare alla Regione Siciliana per le attività antincendio previa sottoscrizione di una convenzione a titolo oneroso a carico della Regione stessa. Quest’ultima ha confermato la disponibilità al rimborso dei costi sostenuti impegnando la somma di 350mila €. 

I dati complessivi dell’emergenza restano impressionanti: da metà giugno  i Vigili del fuoco hanno effettuato più di 4.500 interventi di spegnimento a terra. Per Galletti la Sicilia è, al momento, la Regione in cui è stato attivato il maggior numero di interventi aerei: 184, su un totale a livello nazionale pari a 632.

28 luglio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonte: www.qds.it



EMERGENZA INCENDI, ANCORA COLPITE LE PENDICI DI ENNA. ALL’INTERVENTO DI SPEGNIMENTO HANNO PARTECIPATO AMCHE LE SQUADRE DELLA FORESTALE


27 Luglio 2017
Un incendio figlio di sospetti ma anche di certezze. E’ quello che ha interessato nel pomeriggio di ieri 26 luglio e per diverse ore le pendici di Enna in contrada Pettirosso e che ha costretto anche la chiusura alla viabilità la strada Monte Cantina.
Sospetti che possa essere di natura dolosa, certezze che alcuni danni si sarebbero potuti evitare se
ci fosse stata a monte maggiore prevenzione da parte degli stessi proprietari dei terreni percorsi dalle fiamme. All’intervento di spegnimento hanno partecipato squadre dei Vigili del Fuoco, Forestale e Corpo Volontari Protezione Civile. Intervenuti anche degli elicotteri della Forestale.
la foto dall’alto è stata scattata dal Drone del Corpo Volontari Protezione Civile di Enna. 


Fonte: ennapress.it




INCENDI SICILIA, REALACCI: “CROCETTA NON ACCUSI LA PROTEZIONE CIVILE”. VI E’ POI L’ASPETTO IMMEDIATO DELLE POLITICHE DI MANUTENZIONE E CURA DEL TERRITORIO A PARTIRE DAGLI INTERVENTI PER ARGINARE IL DISSESTO IDROGEOLOGICO, SINO AD ARRIVARE AD UNA ADEGUATA PROGRAMMAZIONE DEI SERVIZI DI PREVENZIONE

A cura di Antonella Petris-26 luglio 2017

"E' inaccettabile che il presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, scarichi sulla Protezione Civile nazionale, come ha fatto ieri in Senato, responsabilita' che sono della Regione"


“E’ inaccettabile che il presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, scarichi sulla Protezione Civile nazionale, come ha fatto ieri in Senato, responsabilita’ che sono della Regione. E’ dal 2000 che tocca alle Regioni redigere e gestire i piani antincendio, cosa in cui la Sicilia non ha certo brillato”.
Lo ha detto Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente della Camera, commentando l’audizione del Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, sull’emergenza Siccita’. “Per affrontare la Siccita’ servono misure di breve, medio e lungo periodo – ha detto il presidente -. Sicuramente va tenuto presente il contesto dei mutamenti climatici e vanno portati avanti gli accordi internazionali di Parigi. Detto questo, l’Italia deve mettere in campo azioni concrete, come, ad esempio, la manutenzione e l’efficientamento delle rete idrica che, in media, perde il 38% di acqua. E’ importante anche una cura attenta e un maggior numero di invasi per conservare l’acqua piovana, in modo da rafforzare le riserve idriche per l’estate”.
“Ci sono interventi di medio periodo anche in agricoltura che possono certamente aiutare – ha proseguito Realacci – penso ad un progressivo abbandono dell’irrigazione a pioggia e a scorrimento a favore di quella a goccia; cosi’ come l’incentivazione di colture tipiche italiane come la vite, il grano e l’olivo, che richiedono meno acqua rispetto ad altre, come il mais ad esempio, che hanno maggiore bisogno di risorse idriche.”
“Vi e’ poi l’aspetto immediato delle politiche di manutenzione e cura del territorio – ha concluso Realacci – a partire dagli interventi per arginare il dissesto idrogeologico, sino ad arrivare ad una adeguata programmazione dei servizi di prevenzione”.

Fonte: www.meteoweb.eu



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INCENDI, GALLETTI: IN SICILIA RECORD DI INTERVENTI

Il ministro dell'Ambiente, Gianluca Galletti

27 Luglio 2017
ROMA. Un quadro particolarmente critico, quest'anno, sul fronte incendi in Italia ed in particolare in Sicilia. E' quello che emerge dalle parole del ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, in audizione in commissione Ambiente al Senato sugli incendi.

Difficoltà legate ad almeno per due ordini di motivi: "Da un lato - ha detto il ministro - abbiamo la forte siccità che sta caratterizzando la stagione estiva, con temperature al di sopra della media e una ventilazione che favorisce il propagarsi degli incendi. Dall'altro lato c'è la gravissima recrudescenza di episodi dolosi, che rappresentano la stragrande maggioranza delle cause degli incendi che ancora oggi siamo chiamati a fronteggiare".

Citando i dati della Protezione civile, Galletti parla di "eccezionalità" e "complessità" ricordando che "nella sola settimana dal 10 al 17 luglio sono stati richiesti oltre un terzo degli interventi anti-incendio dall'inizio dell'anno.

Di fronte a questo insopportabile crimine contro la natura e contro ognuno di noi, stiamo mettendo in campo tutte le azioni e tutto il personale, Esercito compreso, disponibile". Ma avverte: "serve anche una fortissima azione repressiva contro i piromani e gli incendiari".

In proposito Galletti fa presente che "oggi Forze dell'ordine e magistratura dispongono di una normativa più adeguata, grazie proprio al lavoro del Parlamento: la legge sugli ecoreati che ha infatti introdotto strumenti attesi da decenni contro chi fa scempio dell'ambiente"; tra cui "il reato di 'disastro ambientale'", tra cui può rientrare l'incendio boschivo, che prevede una pena di reclusione da 5 a 15 anni ma che con "l'inasprimento" si può arrivare a una condanna "di oltre 20 anni di reclusione". Inoltre il ministro ricorda che si sta predisponendo "un Programma nazionale di incremento della resilienza, di ripristino dei servizi ecositemici e di conservazione della biodiversità forestale nelle aree protette percorse dal fuoco; per il quale ho previsto un primo stanziamento di 5 milioni di euro".

Il ministro - parlando di "un'attività di coordinamento tra i diversi livelli istituzionali con la quale si sta affrontando una stagione che ha tutti i caratteri dell'eccezionalità" - ricorda "un Accordo quadro tra il governo e le Regioni" per "integrare ulteriormente il quadro delle iniziative assunte dal governo per prevenire, per quanto possibile, su tutto il territorio nazionale, eventuali disfunzioni operative". "I vigili del fuoco da metà giugno a luglio di quest'anno - dice - hanno già effettuato circa 33 mila interventi a terra", contro i 73.043 di tutto il 2016 e i 68.651 del 2015; inoltre sono state "già attivate" nello stesso periodo "ben 832 schede da parte del Centro operativo aereo unificato (Coau) per l'impiego di mezzi aerei della flotta statale. Il Coau oggi vanta una delle maggiori flotte di cui abbia potuto disporre nell'ultimo decennio".

Inoltre Galletti offre un'analisi di alcune situazioni particolari. La Campania: nel parco del Vesuvio sono stati individuate 7 aree sensibili su cui opera una pattuglia composta da 3 unità in servizio 24 ore su 24 dell'Esercito, con l'impiego complessivo di 105 militari; una prima approssimativa stima dei danni dei tre incendi parla di circa 1600 ettari del parco del Vesuvio, di questi 550 della riserva forestale 'Tirone Alto Vesuvio'. La Sicilia: da metà giugno a metà luglio i vigili del fuoco hanno effettuato più di 4.500 interventi di spegnimento a terra; è la Regione dove, al momento, sono stati attivati il maggior numero di interventi aerei dal Coau, più di 184 su un totale nazionale pari a più di 632. E infine l'emergenza a Roma, con particolare riferimento alla pineta di Castel Fusano, di cui ancora non è possibile una precisa quantificazione dei danni, "sicuramente copiosi".

© Riproduzione riservata

Fonte: gds.it





DALLA SICILIA FERITA DAGLI INCENDI PRENDE IL VIA CAMPAGNA SOCIAL #IONONBRUCIO


A lanciarla l'associazione Ad Maiora di Bagheria

28 Luglio 2017
Visto il crescente numero di incendi che ha piegato metà penisola, l’Associazione Ad Maiora! ha lanciato tre giorni fa la campagna di sensibilizzazione autofinanziata contro gli incendi #iononbrucio
Ad Maiora!, nata il 1 Luglio 2017 con sede a Bagheria, si occupa di valorizzazione dell’arte, in tutte le sue forme, e della sua fruizione. Crede che l’arte debba essere accessibile in modo equo e che possa ispirare un cambiamento culturale.
La campagna di sensibilizzazione consiste nell’usare l’hashtag #iononbrucio sui social network, soprattutto condividendo notizie su incendi e postando foto delle bellezze naturali italiane prima che andassero in fumo. Nel giro di 24 ore due organizzazioni e artisti nazionali hanno deciso di sostenere la campagna. Ad oggi, più di 1400 persone si sono unite al gruppo Facebook #iononbrucio attraverso il quale si discute sulla prevenzione, cronaca e soluzioni.
Abbiamo chiesto al Segretario Nazionale del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare di proclamare il 1° Agosto, mese più caldo, giornata di lutto nazionale chiedendo pene esemplari per gli ecoreati.

Fonte: palermo.blogsicilia.it