30 giugno 2017

INCENDIO A MISILMERI, I FORESTALI FANNO A PIEDI TRE CHILOMETRI PER RAGGIUNGERE IL ROGO


Guasta l'autobotte riparata con una colletta

Un incendio è divampato a Monte Gulino a Misilmeri (Pa). Le squadre dei forestali per raggiungere l’incendio dovranno percorrere tre chilometri a piedi.
Il mezzo per il trasporto non c’è e così le squadre si sono messi in marcia per andare a spegnere le fiamme.
“E’ questa la situazione in cui siamo costretti ad operare – spiegano i forestali – Nella zona di Misilmeri avevamo un autobotte che si è guastata. Abbiamo fatto una colletta per ripararla. Il guasto era di appena 15 euro.
Se si portava in officina restava lì per mesi. Abbiamo acquistato il pezzo e il mezzo presto sarà di nuovo efficiente. Non c’è però al momento nella zona un mezzo per trasportare noi nella zona dell’incendio”.





di Ignazio Marchese








29 giugno 2017

PREVENZIONE INCENDI, UN LAVORATORE FORESTALE SCRIVE AL PREFETTO


Riceviamo e pubblichiamo di seguito la lettera scritta da Michele Mogavero, lavoratore forestale e indirizzata al Prefetto e p.c. Al Capo Dipartimento della Protezione Civile Regionale, Ing. Calogero Foti, e ai Sindaci dei comuni limitrofi,  in merito alla mancata prevenzione degli incendi nelle strade provinciali delle Madonie








INCENDI AD ERICE, L’EX SINDACO TRANCHIDA ATTACCA LA REGIONE


29 Giugno 2017
Un lungo post sulla sua pagina facebook in cui interviene sugli incendi che negli ultimin due giorni hanno devastato buona parte della montagna. Giacomo Tranchida, già sindaco per 10 anni di Erice ed ora consigliere comunale, con il piglio di chi conosce bene il territorio spiega ciò che è accaduto, sottolineando la precarietà dei mezzi a disposizione dei vigili del fuoco per spegnere gli incendi, ricordando inoltre come la montagna appartenga al demanio della Regione sferrando un attacco, l’ennesimo, sulle inandempienze del Governo regionale sul tema della prevenzione degli incendi. Un modo anche per mettere a tacere alcune polemiche e prese di posizione da parte di alcuni esponenti poltici.
Di seguito la nota integrale di Giacomo Tranchida
“Al netto delle cretinaggini di qualcuno non addetto ai lavori o perditempo di mestiere su FB, ivi compresi taluni soggetti politici di già bocciati dagli elettori Ericini, anche di recente, giova render noto:
1) di natura sicuramente dolosa (e strategicamente premeditata …alias forte vento) il fuoco viene appiccato nella giornata di ieri in zona Demanio Aereonautica in loc. Raganzile ..nonostante il pronto intervento degli insufficienti mezzi antincendio dei Volontari di Protezione Civile Comunale e di un piccolo “modulo” della Forestale, la mancanza di potenzi mezzi idonei allo spegnimento (vedasi autobotte 1 della Forestale, a quanto pare guasta da 15gg) e/o il lieve “ritardo” dei mezzi dei Vigili del Fuoco, ha determinato che le fiamme hanno avuto ragione superando i primi tornanti della SP Martogna – Erice nella irraggiungibile scalata al monte; troppo tardi per l’allerting canadair?
2) oggi, allertato focolaio incendio dentro una legnaia della Forestale, atteso il forte spirare del vento, si registra che i primi Canadair arrivano dopo 1,40h dall’allerting;
3) si conferma che anche quest’anno vige l’ordinanza sindacale antincendio da me emanata nel 2008 e succ che impone a privati e soggetti pubblici la realizzazione di adeguate fasce parafuoco, nonché ai Vigili Urbani e Forze di Polizia tutte, in primis Guardie Forestali, di controllarne l’ottemperanza e contestarne in tutte le sedi l’eventuale inadempienza. Procedura attiva e corrente.
Ebbene, in via 30 Gennaio ci sarà sicuramente qualche Magistrato che si chiederà (e al quale chiediamo d’indagare) per capire chi, prima ancora di rispondere dei danni notevoli indirettamente provocati a centinaia di proprietari fondiari (fuoco proveniente da aree demaniali …dunque pubbliche!), poteva e non ha fatto o non ha potuto/voluto fare e perché, a Palermo come a Trapani, dietro scrivanie grandi, uffici climatizzati e lauti stipendi.
I ringraziamenti sentiti e veri, intanto ai volontari delle Associazioni di Protezione Civile che rappresentano la marcia in più anche in termini di prima vigilanza dei nostri territori, a seguire gli operatori comunali, della Forestale, dei Vigili del Fuoco e delle Forze di Polizia tutte, impegnati in corale straordinario sforzo per contenere i danni.
A Daniela Toscano, Sindaco di Erice e alla comunità ericina tutta e d’oltre confine e internazionale affetto per la città “du munti” non solo la solidarietà attiva e partecipata sui luoghi, ma anche lo sforzo e la rinnovata disponibilità per sostenere l’agire in danno della Regione “rea” dal suo demanio (mal custodito e mal gestito) percorso da incendio, di aver causato danni materiali ai patrimoni privati (case, giardini, culture, etc) oltre che immateriali a migliaia di cittadini e all’immagine del Comune e della sua comunità”.


Fonte: www.siciliaogginotizie.it






FORESTALI, 400 IN MENO PER SPEGNERE I ROGHI. I SINDACATI DENUNCIANO DIFFICOLTA' NEL COSTITUIRE LE SQUADRE E LANCIANO L'ALLARME SULLA CARENZA DI PERSONALE OPERATIVO

Dalla pagina Facebook
Flai Cgil Sicilia



Per integrare la carenza di organico nell'antincendio i Sindacati hanno chiesto all'Ass. Croce l'assunzione dei lavoratori a 78 giornate.




GLI INCENDI IN SICILIA: TUTTO PREVISTO, PROPRIO PER QUESTO È STATA BANDITA LA PREVENZIONE…


29 Giugno 2017
Alla fine che è successo? Non ci sono stati morti & feriti, solo ettari di verde andati in fumo. Alla fine che danno è? Un po’ di fotosintesi clorofilliana in meno. Bazzecole! In compenso l’Amministrazione regionale ha ‘risparmiato’ due mesi di attività forestale, avviando al lavoro gli operai della Forestale il 15 giugno invece che il 15 aprile. Vi sembra poco? Il glifosato che fa seccare le erbe ai cigli di strade e autostrade (lì non si risparmia…)

Le previsioni del tempo consentono oggi di sapere quando arriverà il vento di Scirocco accompagnato dagli immancabili incendi, qualche volta frutto del caso, molto spesso, se non quasi sempre, dolosi. In questi giorni la Sicilia è soggetta a un caldo che non dà tregua. Si soffre anche spostandosi in moto. In queste condizioni gli incendi sono la norma.

Si è fatto qualcosa per la prevenzione dei danni provocati dal fuoco? No. Da Palermo e provincia ad Erice le fiamme hanno bruciato il poco verde che è riuscito a sopravvivere ai disastri dei Governi regionali che si susseguono, uno peggiore dell’altro.

Dicono che gli uffici dell’assessorato al Territorio e Ambiente si siano dimenticati della prevenzione degli incendi. Può darsi che ci siano ritardi.

Si fa finta di ‘scoprire’ che mancano i soldi per la benzina che serve ai mezzi di soccorso…

Si fa finta di ‘scoprire’ che mancano i soldi per la manutenzione ordinaria…

I più ‘intelligenti’ – senza conoscere come stanno le cose (la rete produce moralisti della tastiera in quantità industriale!) – se la prendono con gli operai della Forestale:

“Sono 18 mila, 20 mila, 22 mila e non fanno nulla!”.

Eppure c’è un solo dato – tecnico – che dovrebbe fare riflettere tutti, soprattutto coloro i quali straparlano.

Quest’anno – come del resto lo scorso anno, come due anni fa, come si fa da quando le ‘casse’ della Regione sono state svuotate dal Governo nazionale – per ‘risparmiare’, gli operai della Forestale sono stati avviati al lavoro il 15 giugno.

Ora va detto che in Sicilia, il 15 giugno, è già estate piena. A meno che non ci si trovi in un’annata particolare: e non è il caso di quest’anno: non è proprio il caso di questi giorni!

Avviare al lavoro gli operai della Forestale il 15 giugno, in Sicilia, con le alte temperature previste, è un atto criminale.

Chi ha un minimo – basta anche un mimino – di dimestichezza con questi problemi sa che nelle aree boscate e, in generale, nelle zone verdi le operazioni di prevenzione degli incendi debbono iniziare a metà aprile, al massimo alla fine di aprile.

Senza queste operazioni di prevenzione – eliminazione delle erbe secche nel sottobosco, realizzazione dei viali parafuoco – il rischio che un incendio si propaghi in tempi brevissimi è elevatissimo.

Ebbene, dal 15 aprile al 15 giugno, per mancanza di soldi – e quindi per risparmiare due mesi di attività che avrebbe avuto un costo – l’Amministrazione regionale, scientemente e non perché distratta, ha deciso di ‘risparmiare’ sulle operazioni di prevenzione degli incendi. 

Hanno messo nel conto tutto, persino le polemiche di queste ore: avremo qualche incendio qua e là, non abbiamo più gli elicotteri (altri ‘risparmi’), ma ci sono sempre i Canadair, ci saranno articoli di ‘fuoco’, speriamo che nessuno ci lasci la pelle…

Se andrà bene – e finora è andata bene, visto che non ci sono morti – la Regione avrà risparmiato due mesi di attività. Vi pare poco?

Ah, dimenticavamo: lo sapete perché, in Sicilia, lungo i cigli delle strade e delle autostrade – da dove possono partire gli incendi – le erbe seccano già a marzo, anticipando l’arrivo della primavera?

Ve l’abbiamo già raccontato a marzo: perché per ripulire i cigli di strade e autostrade si utilizza, in abbondanza, il glifosato, come potete leggere qui e come potete leggere anche qui. E, ancora, come potete leggere qui.

In questo caso non si ‘risparmia’. Perché un conto è risparmiare sui boschi e sulla pelle de cittadini, e altra e ben diversa cosa è risparmiare sul glifosato prodotto da una nota multinazionale metà americana e metà tedesca…

Allora, riassumiamo: le erbe che crescono lungo i cigli delle strade e delle autostrade, già a metà marzo, vengono fatte seccare, in pochi giorni, con il glifosato, un erbicida che inquina l’ambiente e che in Sicilia – sulla carta la prima Regione italiana per agricoltura biologica – non dovrebbe essere utilizzato.

Ad aprile e a maggio, fino al 15 giugno, all’erba secca che si trova ai cigli delle strade si aggiungono le erbe secche dei sottoboschi e la mancata realizzazione dei viali parafuoco, visto che gli operai vengono avviati al lavoro il 15 giugno.

Il resto lo fanno gli automobilisti che gettano i mozziconi di sigarette lungo le strade (le erbe secche che si trovano ai bordi delle strade che prendono fuoco) e i piromani, che in Sicilia vantano una ‘antica’ tradizione.

Il resto è cronaca di queste ore.

In più ci sono i mezzi antincendio bloccati perché non ci sono i soldi per la manutenzione e per la benzina.

Ma questa non è una novità: a fine giugno tutti i Comuni dell’isola non hanno ancora ricevuto le risorse del Fondo regionale per le Autonomie locali, le ex Province sono fallite, tutti gli enti regionali sono senza soldi, le società regionali pure (le hanno liquidate per questo motivo), non ci sono i soldi per l’assistenza agli anziani, lo Stato ha ridotto del 50% i fondi per i disabili gravi, la spesa sociale legata alla legge nazionale n. 328, per la Sicilia, è passata 50 milioni all’anno a 17 milioni all’anno e via con i ‘rispasrmi’…

In compenso, il presidente Rosario Crocetta e i partiti di centrosinistra che lo sostengono – PD siciliano in testa – tre anni fa, a giugno, hanno rinunciato agli effetti positivi di alcune sentenze della Corte Costituzionale favorevoli alla Sicilia (leggere un regalo di circa 5 miliardi di euro allo Stato!); poi, lo scorso anno, sempre a giugno, Crocetta, il PD e compagna bella hanno regalato altri soldi regionali a Roma e hanno imposto alla Regione nuove penalizzazioni.

Ma, ovviamente, di questo non si parla… Sono fake news, come dice l’assessore regionale – del PD – Antonello Cracolici…

Fonte: www.inuovivespri.it






MACCHINA ANTINCENDIO A RILENTO, CROCE CONVOCA UN VERTICE: "STIAMO RISOLVENDO I PROBLEMI, BENZINA GIÀ ACQUISTATA"


L'assessore interviene dopo le polemiche sui mezzi fermi per mancanza di carburante e di manutenzione: "A Palermo stiamo recuperando i ritardi, martedì sarò di persona ad Erice per capire che cosa non ha funzionato"

di ANTONIO FRASCHILLA
Dopo la seconda giornata di incendi che ha devastato l'Isola da Erice al Palermitano, e dopo le polemiche per i mezzi antincendio fermi per mancanza di benzina e manutenzione, l'assessore Maurizio Croce convoca un vertice tra i dirigenti del Corpo forestale per capire che cosa non sta funzionando e assicura che a breve tutto tornerà alla normalità: "Relativamente all'incendio di Erice trattandosi della provincia di Trapani che è partita, come dichiarato dal Capo dell'Ispettorato, con tutta la macchina antincendio al completo già da giorno 15 non si può parlare di ritardo, deve essere chiaro per i sindacati che la macchina antincendio in alcuni casi può bloccare gli incendi ma in alcuni casi non è possibile - dice Croce -  Palermo è effetivamente l'Ispettorato un po' indietro considerato le dimensioni, ma molti mezzi sono in funzione e da oggi tutti i buoni benzina sono stati ritirati dall'Eni. Martedì sarà personalmente ad Erice er verificare cosa non ha funzioanto, ma adesso basta polemiche".
Da risolvere rimane il nodo degli elicotteri: al momento l'Isola non ha elicotteri dedicati all'antincendio. L'allarme intanto rimane per lo scirocco previsto anche nelle prossime ore, e la riserva dello Zingaro resta chiusa per precauzione.

28 Giugno 2017

Fonte: palermo.repubblica.it


Notizie correlate:

Vasti incendi in Sicilia, i forestali senza benzina e mezzi. I sindacati: "Disastro colpa della regione"

Incendi. In Sicilia s'infiammano anche le polemiche





INCENDI, L’ANATEMA DEL VESCOVO DI TRAPANI CONTRO I SELVAGGI AGGRESSORI DELLA NATURA

PALERMO 27.06.2017 - VENTO DI SCIROCCO NEL PALERMITANO. INCENDI TRA PALERMO E MONREALE. © MICHELE NACCARI/ STUDIO CAMERA

29 Giugno 2017
“Puntualmente, ogni anno, all’inizio  dell’estate, ci troviamo quasi totalmente paralizzati di fronte alla  selvaggia aggressione del fuoco nei confronti di quel creato di cui  siamo fieri e grati e che costituisce una delle forze più attrattive  del nostro territorio. Come reagire a questa paralisi? A chi tocca  prendere decisioni di lungo periodo in campo culturale e organizzativo fino a perseguire seriamente esecutori e mandanti?”. Lo dice il vescovo di Trapani, Pietro Maria Fragnelli, mentre sulla montagna di Erice oggi l’ennesimo incendio ha divorato ettari di macchia  mediterranea lambendo la funivia e la strada provinciale Trapani-San Vito Lo Capo. ”

“Sul piano educativo e spirituale – prosegue – avvertiamo la nostra  fragilità ma anche tutta la determinazione non solo nel condannare alla disapprovazione radicale e assoluta della gente ma anche nella metodica, lungimirante, formazione delle coscienze e in generale delle nuove generazioni. Con Papa Francesco vogliamo continuare il nostro Laudato sì con coraggio, riaprendo le pagine della Bibbia sulla vocazione della donna e dell’uomo ad essere custodi, e non padroni, del creato; coltivatori, e non violentatori, del giardino del creato”. Domani sera, intato, la Diocesi invita i fedeli a partecipare a un  momento di preghiera e di lode al creato all’aperto, al momento del  tramonto (intorno alle 20.30) davanti al Quartiere Spagnolo ad Erice. (Loc/AdnKronos)


Fonte: siciliainformazioni.com







PREVENZIONE INCENDI: ODDO PRESENTA INTERROGAZIONE ALL’ARS

Il deputato regionale Nino Oddo ha presentato questa mattina un’interrogazione, con carattere d’urgenza, sulla prevenzione degli incendi. La nota, rivolta al Presidente della Regione e all’assessore regionale per il territorio e l’ambiente, punta a fare chiarezza sugli “interventi che intendono adottare per avviare tutte le procedure utili per scongiurare ulteriori e gravi danni ambientali”. Un’iniziativa presa dal  parlamentare trapanese all’indomani del rogo che ha devastato parte del versante di nord ovest della montagna di Erice, dove ancora oggi si sono verificati ulteriori incendi.
“Le soluzioni per tamponare l’emergenza non bastano- dichiara l’on. Oddo nell’interrogazione-, senza che reali ed efficaci azioni di prevenzione siano mai state messe in atto”.
L’esponente del PSI elenca, nel documento, alcune proposte utili, valutate positivamente dalla comunità scientifica, che prevedono, per il monte ericino, la raccolta dell’acqua degli impluvi naturali.
L’acqua potrebbe essere fatta convogliare in invasi da poter collocare nelle cave dimesse (circa 15 siti), oltre che in serbatoi, interrati o schermati da vegetazione, da collocare in discariche da bonificare (almeno 5 siti) e lungo le strade principali (almeno 8 siti), consentendo il recupero ambientale.


“Risulta noto- si legge nella nota- che gli incendi estivi si sviluppano per l’aridità del bosco e del sottobosco ma si potrebbero evitare se una serie di invasi idrici, dove convogliare l’acqua dei numerosi canali naturali che oggi si perde in mare, potrebbero essere collocati su ogni versante della montagna ericina. Gli invasi proposti potrebbero essere naturalmente alimentati dalle precipitazioni o dalle sorgenti presenti e una volta collegati tra loro per caduta e costituire un accumulo idrico utile sia ai fini irrigui che ai fini antincendio, disponibili nell’immediato. I bacini di raccolta montana consentirebbero una corretta manutenzione forestale-ambientale permanente, nel rispetto delle tecniche di ingegneria ambientale”.
Il deputato trapanese inoltre sollecita “un sopralluogo tecnico immediato per un urgente intervento, attivando una conferenza di servizi permanente con i soggetti principali del settore per la soluzione del problema, tenendo conto delle reali proposte di prevenzione”.
28 Giugno 2017

Fonte: www.siciliaogginotizie.it







CALDO RECORD IN SICILIA FINO A DOMENICA: A CATANIA TEMPERATURE INCANDESCENTI


Il ciclone Caronte non allenta la morsa nell'Isola: anzi il picco è in arrivo. Dalla siccità agli incendi, si fanno sentire anche gli effetti collaterali dell'ondata di calore

28 Giugno 2017
CATANIA - Chi ha potuto ha cercato refrigerio al mare. Ma non sempre chi si è rifugiato sulle spiagge e litorali è riuscito ad evitare l’afa, che sta attanagliato gran parte della Sicilia, con temperature da capogiro. Complice l’elevata umidità, il caldo avvertito è stato largamente superiore ai gradi segnati dal termometro, con 10-12 tacche in più rispetto alle cifre reali. 

E le temperature sono da record. Basti pensare che tra la Valle d'Aosta e la Sicilia ci sono ben 20 gradi di differenza, un numero che dà la dimensione del "divario" Nord-Sud sul fronte meteo, con il maltempo che "impera" al settentrione e il sole e l'afa "regine incontrastate" al mezzogiorno.  

A prendere lo "scarto termico" tra le due regioni come esempio sono i meteorologi del Centro Epson Meteo-Meteo.it, secondo i quali al Sud sono previste punte fino a 40 gradi, mentre al Nord un’intensa perturbazione atlantica porterà un deciso calo delle temperature. E il picco del caldo al Sud in realtà ancora non è arrivato: la fase di caldo intenso è attesa tra oggi e sabato 1 luglio. Quindi sarà questo finale di mese ad essere incendiato dalla massima espressione dell'anticiclone denominato Caronte. 

E ad essere responsabile della furia calda di Caronte è proprio il vortice Circe che sta interessando il Nord e che solleva con veemenza intense masse d'aria calda direttamente dal deserto algerino-tunisino verso il Sud Italia.  

Le aree più colpite dall'ondata di calore saranno soprattutto la Sicilia, la Puglia, diverse aree della Lucania e anche della Calabria. Ma se in alcune aree sono previste temperature infuocate comprese mediamente tra 38 e 39°, è a Catania che si prevdono valori davvero incandescenti con punte fino a 42/44°. Le aree del Catanese, o quelle tra Catania e Caltanissetta, in Sicilia, sono quelle candidate ad avere i valori più infuocati, anche over 42°.  

Gli effetti dell’ondata di calore si stanno facendo sentire, soprattutto si continua a fare i conti con la siccità. «Le piogge previste al Nord - sottolineano i metereologi - potranno contribuire solo a un parziale sollievo sul fronte della siccità: il deficit idrico è infatti assai importante, considerato che manca circa la metà delle piogge che cadono normalmente nella stagione primaverile e in quella invernale. Al Centrosud invece la siccità non potrà che aggravarsi, visto che le precipitazioni continueranno ad essere scarse o addirittura assenti. La persistenza di temperature elevate e l’intensa ventilazione inoltre contribuiranno ad innalzare il livello di pericolo di incendi». E infatti la Sicilia brucia e non solo per le temperature. 

L’ondata di caldo al Sud dovrebbe allentare la sua morsa domenica grazie a venti più freschi di Maestrale. 

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BRUCIA LA PROVINCIA. EMERGENZA INCENDI A CATANIA. QUARANTA INTERVENTI DEI VIGILI


I pompieri hanno anche messo in salvo una famiglia.

CATANIA – Giornata di “fuoco” per i vigili catanesi: effettuati circa 40 interventi. Tutte le squadre della provincia di Catania, distaccamenti compresi, stanno operando sul territorio. Un dato che la dice lunga sulla mole di lavoro dei pompieri impegnati a sedare incendi e a mettere al sicuro la popolazione di Catania e provincia. Circa il 90% degli interventi di oggi riguarda incendi causati da sterpaglie e terreni incolti con la complicità delle alte temperature e del vento. Interventi tra i più insidiosi, spiegano i vigili- perché minacciano le abitazioni e sono tra i più complicati e faticosi. Poderoso il dispiego di uomini e mezzi, compresi due elicotteri che hanno agevolato le operazioni dei vigili a Caltagirone e Viagrande, utilizzati per una quarantina di interventi di svariata durata. Incendi di sterpaglie, ma non solo. Due interventi hanno riguardato mezzi andati a fuoco e un caso di incendio domestico con provvidenziale  azione dei pompieri che hanno messo in salvo una famiglia.
28 Giugno 2017

Fonte: catania.livesicilia.it





CAMMINATE FRANCESCANE IN SICILIA. TURISMO TRA SPIRITUALITÀ E NATURA



L’assessore Barbagallo presenta oggi il progetto a Palermo: 400 km di percorsi a piedi, in bici e cavallo. Oltre 80 aziende coinvolte e la creazione di un marchio regionale, le 4 Tau

PALERMO - Sarà Anthony Barbagallo, assessore al Turismo della Regione Sicilia, a presentare oggi, 28 giugno alle ore 11 a Palermo il progetto “Cammini Francescani in Sicilia”: sede dell’evento l’assessorato regionale al Turismo. Oltre quattrocento chilometri di percorsi percorribili a piedi in bici e a cavallo fruibili con una pratica app, oltre ottanta aziende coinvolte, la creazione di un marchio regionale (le 4 Tau) e di innovativi servizi dedicati alla famiglia, la nascita di una nuova impresa sociale e il lancio sul mercato delle prime quindici strutture ricettive siciliane pet friendly: questi i tratti salienti di un progetto strepitoso che ha coinvolto ben cinque province dell’Isola.

All’incontro, in cui saranno presenti  anche Fra Alberto Marangolo, Ministro Provinciale dell’Ordine dei Frati Minori di Sicilia e Fra Mauro Billetta della Provincia dei Frati Minori Cappuccini di Palermo , si presenteranno per la prima volta i sedici Cammini tra spiritualità e Natura realizzati dal Progetto per vivere pienamente alcuni angoli speciali della Sicilia e i suoi protagonisti.

Obiettivo dell’iniziativa, realizzata dall’associazione Astes con il coinvolgimento di altre dieci associazioni culturali siciliane e il supporto tecnico della T&T s.r.l. Territorio e Turismo di Palermo, è promuovere lo sviluppo locale attraverso la definizione di innovative proposte turistiche per viaggiatori attenti alla sostenibilità ambientale, in grado di coniugare la ricerca della spiritualità francescana con la bellezza e le suggestioni della natura, della storia e della cultura siciliana.

Il progetto “Cammini Francescani in Sicilia”, co-finanziato, all’interno dei Progetti di eccellenza Culto e Cultura, dall’assessorato al Turismo della Regione Sicilia e dal ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, si propone la valorizzazione turistica di alcune realtà conventuali francescane, localizzate in siti di particolare rilievo culturale e/o naturalistico, e dei relativi comprensori territoriali.

Il progetto, avviato nel 2016 ha individuato e tracciato 16 cammini di particolare interesse turistico con almeno una tappa in un Convento francescano. Si tratta di itinerari affascinanti percorribili a piedi, in bici e a cavallo - fruibili con una specifica app gratuita. Oltre alla creazione dei percorsi è stata prevista la messa in rete di un sistema territoriale di servizi specialistici per trekker, cicloturisti e cavalieri. Le realtà conventuali francescane interessate dai “Cammini” sono quelle dell’ordine dei Frati Minori di Alcamo, Gangi, Chiaramonte Gulfi e Ispica e quelle dei Frati Minori Cappuccini di Nicosia, Modica e Savoca. Oltre ai comuni, sede dei conventi, i percorsi coinvolgono anche i territori di Mistretta, Calatafimi, Monterosso Almo, Ragusa, Taormina, Letojanni e Sant’Alessio.

Ma l’iniziativa “Cammini Francescani in Sicilia”, oltre che percorsi e servizi turistici mirati, è anche un marchio regionale, rappresentato da 4 Tau francescani, che identifica le imprese, localizzate lungo i percorsi e nei comuni di arrivo e partenza dei Cammini. Si tratta di imprese che aderendo al progetto ne hanno condiviso l’impegno su quattro precise tematiche: l’attenzione per i bambini; l’amore per gli animali; la sostenibilità ambientale e l’impegno sociale (tutti fronti particolarmente coerenti con la vita e la storia di S. Francesco).

Per ottenere il marchio, le imprese di ospitalità segnalate su ogni percorso hanno, infatti, seguito un preciso percorso formativo e di assistenza tecnica e si sono impegnate alla sottoscrizione di un disciplinare che impone precise regole e standard di servizi destinati alle famiglie con bambini e a viaggiatori con amici a quattro zampe, nonché ad azioni per ridurre il proprio impatto ambientale. L’impegno sociale di ogni azienda sarà invece espresso, da un piccolo box esposto all’ingresso di ogni struttura destinato alla raccolta di fondi finalizzati alla nascita di una nuova impresa sociale.

Anche tutte le altre imprese convolte nella Rete dei Cammini e segnalate ai viaggiatori, come ad esempio, ristoranti, bar, negozi o impianti sportivi e ricreativi, negozi, saranno dotate del piccolo box per la raccolta fondi e si caratterizzeranno per essere family, pet e eco friendly.

I percorsi saranno fruibili e le nuove proposte di viaggio saranno disponibili da luglio 2017 sul sito www.camminifrancescanisicilia.it.

28 giugno 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonte: www.qds.it




FIAMME IN AUTOSTRADA, CHIUSA LA A19 PALERMO-CATANIA


28 Giugno 2017
Incendio fra Trabia e Termini Imerese, chiuso il tratto dal chilometro 19,900 al chilometro 25,700. Il traffico, in entrambe le direzioni, è stato deviato sulla strada statale“

A causa di un incendio fra Trabia e Termini Imerese, è stata chiusa l’autostrada A19 Palermo-Catania, dal chilometro 19,900 al chilometro 25,700. Il traffico, in entrambe le direzioni, è stato deviato sulla strada statale 113 Settentrionale Sicula. La chiusura del tratto è stata disposta per consentire l’intervento dei mezzi antincendio. Sul posto sono intervenute le squadre Anas, i vigili del fuoco e le forze dell’ordine.

Fonte: PalermoToday




INCENDIO A CEFALÙ: ECCO UN VIDEO DALLA ZONA COLPITA


28 Giugno 2017
Fiamme a Cefalù in contrada Grugno una zona vicina all’ospedale. Il vento sembra dare qualche problema anche in altre zone nella periferia cefaludese. Il fumo si è alzato nella zona che già altre volte in questi ultimi mesi è stata teatro di incendio. Lo scorso 1 maggio ci sono voluti diversi lanci da parte del Canadair prima di bonificare una zona vicina all’attuale perché era difficile da raggiungere alla squadra antincendio. Al momento sul luogo il sindaco che sta coordinando le fasi per lo spegnimento dell’incendio.







Fonte: cefalunews.org






NEL TRAPANESE. ERICE AVVOLTA DALLE FIAMME. DANNI AI CAVI DELLA FUNIVIA


TRAPANI - "Situazione seria e molto critica ad Erice, per un incendio di vaste proporzioni che ha raggiunto la vetta". Lo afferma Pino Aceto, responsabile dell'associazione di volontariato "Il Soccorso" di Trapani. Le fiamme hanno lambito la funivia e un capannone di un'azienda per la lavorazione della ceramica. Il vento ha spinto le fiamme in direzione di un distributore di carburante.
Il fumo, intanto, ha invaso la strada provinciale Trapani - San Vito Lo Capo, tra Pizzolungo e Bonagia. Sul posto operano decine di vigili del fuoco, forestali e volontari. Dall'alto continua a sganciare acqua un Canadair. La strada è stata poi riaperta.
La Prefettura di Trapani ha disposto l'apertura dell'unità di crisi costituita dalle Forze dell'Ordine, dalla Protezione Civile Regionale, dai Vigili del Fuoco, dal Corpo Forestale, per coordinare le operazioni di soccorso e di spegnimento, d'intesa con le amministrazioni comunali interessate.
“Il vasto incendio che ieri ha deturpato Erice è triste conseguenza dei ritardi nella programmazione della campagna antincendio da parte della Regione Sicilia”. Lo affermano i segretari generali di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil Trapani Giacometta Giacalone, Massimo Santoro e Tommaso Macaddino. “Esprimiamo – affermano - rammarico e sconforto per il rogo che ha colpito duramente la montagna ericina, probabilmente a causa di qualche criminale che approfittando della giornata di vento e caldo ha causato la distruzione di un patrimonio inestimabile. Siamo altresì vicini ai lavoratori forestali già in servizio che si sono adoperati, anche a rischio della propria vita, per compiere il proprio dovere e arginare i danni”.
*Aggiornamento ore 19.29
L'incendio divampato ad Erice ha causato danni ai cavi dei circuiti di sicurezza di quattro piloni della funivia. L'impianto è inattivo in attesa di un sopralluogo tecnico che sarà eseguito nelle prossime ore. Sono infatti ancora in corso le operazioni di bonifica da parte delle squadre antincendio. Trecento passeggeri rimasti bloccati ad Erice vetta hanno raggiunto Trapani con dei pullman. L'impianto potrebbe rimanere fermo alcuni giorni.

28 Giugno 2017

Fonte: livesicilia.it





NICOSIA, “CAMPANITO IN FESTA: LA NOSTRA MONTAGNA LE NOSTRE RADICI”. L’ EVENTO È STATO REALIZZATO CON IL PATROCINIO DELLA REGIONE SICILIA, L’AZIENDA REGIONALE FORESTE DEMANIALI ED IL CORPO FORESTALE DELLA REGIONE SICILIANA


di Marilena Galati-27 giugno 2017

All’interno della Riserva Naturale Orientata “Campanito Sambughetti”

Si è svolta domenica 25 giugno, l’edizione 2017 di “Campanito in festa: la nostra montagna le nostre radici”. L’ evento è stato realizzato, all’interno della Riserva Naturale Orientata “Campanito Sambughetti”, dal Comune di Nicosia, l’Azienda Speciale Silvo Pastorale di Nicosia, l’Ecomuseo Petra D’Asgotto; con il patrocinio della Regione Sicilia, l’Azienda Regionale Foreste Demaniali ed il Corpo Forestale della Regione Siciliana.
La giornata all’insegna della natura è stata caratterizzata da diverse attività, tutte volte a promuovere e valorizzare la montagna ed il vasto patrimonio naturalistico e culturale che essa offre. I partecipanti hanno potuto prendere parte ai diversi eventi in programma, dal trekking dei Nevaroli, organizzato dalla guida naturalistica Giacomo Giaimi, rivolto agli appassionati di escursionismo per riscoprire gli antichi sentieri del ghiaccio siciliano; al tour della montagna in 4×4, organizzato da Giuseppe Scarlata e dall’associazione Nicosia 4×4, per gli amanti delle quattro ruote che hanno percorso impervi luoghi alla scoperta delle meraviglie del territorio con rispetto dell’ambiente e della natura. Spazio anche per i patiti di cavalli con i Cavalieri di San Felice, e alle MTB.
Luogo di aggregazione è stata l’area attrezzata di San Martino, lungo la s.s. 117 direzione Mistretta, dove sono stati collocati diversi stands di prodotti tipici del territorio. Il pranzo, offerto dall’Azienda Speciale, è stato a base di carni e formaggi a km zero.
La festa è stata rallegrata da RADIO Studio2 e dalla musica live dei gruppi “Assi del liscio” e “Sicania group”; inoltre, è stato portato in scena lo spettacolo “Sonorità dialettali: Fra rime e cadenze galloitaliche”, una recita di poesie e testi in gallo-italico. Maria Letizia D’Amico presidente dell’Azienda Speciale Silvo Pastorale ha detto “sono molto soddisfatta della riuscita dell’evento. La festa della montagna è un’iniziativa che vuole promuovere e valorizzare il territorio, la cultura e l’ambiente. E’ stata una giornata molto partecipata con più manifestazioni, dai nostri cavalieri, al trekking, alle mountain bikes, ai 4×4. Continueremo su questa strada di valorizzazione e promozione della nostra montagna, infatti, quanto prima vogliamo immettere nel circuito siciliano i sentieri del “Campanito Sambughetti” e vogliamo, anche, valorizzare le nostre strutture sparse per il territorio, come il rifugio Nibbio. A breve ci sarà anche l’apertura del museo della montagna.”
La manifestazione si è conclusa con la consegna a Silvio Polizzi, presidente dell’associazioni Nicosia 4×4, e Giacomo Giaimi, presidente dell’associazione Sentierinnovativi, da parte del sindaco e dell’amministrazione comunale, di una targa “per l’impegno costante profuso durante l’emergenza neve 2017”.
Lo scorso gennaio, a seguito delle abbondanti nevicate che hanno interessato l’intero territorio, entrambe le associazioni si sono prodigate a prestare soccorso a tutti coloro che erano rimasti isolati, soprattutto nelle zone rurali; operando con grande spirito di solidarietà ed in sinergia tra loro.
A tal proposito il vicesindaco Annamaria Gemmellaro ha detto “un grande ringraziamento va all’associazione 4×4 nella persona del suo presidente Silvio Polizzi e a Giacomo Giaimi e la sua associazione, perché durante l’emergenza neve del gennaio di quest’anno sono stati insieme a noi, 24 ore su 24, a presidiare il territorio e a fare degli interventi umanitari, che hanno permesso di raggiungere le persone che erano state completamente isolata dalla neve. Grazie di cuore per quello che avete fatto.”
Premiati, anche, i vincitori dell’esibizione off-road 4×4: Silvio Polizzi, primo classificato; Maurizio Pantaleo, secondo, e Michael Canarozzo terzo classificato.







28 giugno 2017

SICILIA. FORESTALI. FIGUCCIA (FI): SERVE IMPEGNO DI TUTTE LE FORZE POLITICHE PER APPROVARE DDL 104 DI INIZIATIVA POPOLARE SU STABILIZZAZIONE PER TUTTI I FORESTALI

Ricevo e pubblico
dall'On. Vincenzo Figuccia



COMUNICATO STAMPA del 28 giugno 2017

PALERMO - "Oggi in commissione Territorio e ambiente all'Ars è ripresa la discussione del Ddl 104 di iniziativa popolare riguardante il riordino del comparto Forestale. Auspico un impegno convergente di tutte le forze politiche affinché la legge possa essere approvata entro fine legislatura. Il Ddl in questione rappresenta un  passo avanti per i lavoratori che da tanti anni chiedono certezze sul loro futuro attraverso un percorso che li conduca subito alla stabilizzazione lavorativa all'interno di un sistema produttivo e capace allo stesso tempo di preservare il patrimonio boschivo e ambientale della regione". Lo afferma Vincenzo Figuccia, deputato di Forza Italia all’Assemblea regionale siciliana.

UFFICIO STAMPA – 3488723447



Notizia correlata: 

La discussione del ddl 104 in Commissione Territorio Ambiente. Il Segretario Generale del Sifus, Maurizio Grosso, entra nel merito. Video







INCENDI. IN SICILIA S'INFIAMMANO ANCHE LE POLEMICHE


Caldo e temperature record, è emergenza incendi in diversi Comuni. I sindacati: "Ritardi nella programmazione con mezzi non revisionati che non permettono un servizio efficiente"

PALERMO - Caldo, afa e temperature record in Sicilia. Un mix micidiale che ha fatto registrare come ogni anno l'emergenza incendi. Un rogo è divampato nuovamente questa mattina a Capo Gallo, nella zona che sovrasta il club nautico Costa Ponente, a Palermo. E' dalla scorsa notte che la montagna delle riserva brucia.

I vigili del fuoco e gli uomini della forestale all'alba erano riusciti a circoscrivere le fiamme che sono riprese in modo violento questa mattina. Nelle ultime 24 ore gli incendi hanno divorato diversi ettari tra Misilmeri, Bolognetta, Balestrate e lo svincolo autostradale della A29 per Terrasini. A Partinico per ore ha bruciato una mega discarica abusiva in via Mulini, in una zona densamente abitata; i residenti si sono riversati in strada.

Un incendio alimentato dal forte vento di scirocco minaccia anche Erice vetta. Il versante Nord della città del Trapanese ieri pomeriggio è stato assalito da un altro rogo che ha interessato un'area di oltre 40 ettari. Probabilmente è stato qualche focolaio a rinfocolare le fiamme.

Due incendi sono divampati nella zona di Villagrazia a Palermo in contrada Rebuttone e a Monte Crasto. Sono impegnate diverse squadre dei forestali che nonostante i pochi mezzi stanno cercando di arginare le fiamme. Il fronte dei roghi è molto ampio e le alte temperature di questi giorni rendono faticosi gli interventi di spegnimento.

"Il vasto incendio che ieri ha deturpato Erice è triste conseguenza dei ritardi nella programmazione della campagna antincendio da parte della Regione Sicilia", affermano i segretari di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil Trapani Giacometta Giacalone, Massimo Santoro e Tommaso Macaddino. "Esprimiamo rammarico e sconforto - aggiungono - per il rogo che ieri ha colpito duramente la montagna ericina, probabilmente a causa di qualche criminale che approfittando della giornata di vento e caldo ha causato la distruzione di un patrimonio inestimabile. Siamo altresì vicini ai lavoratori forestali già in servizio che si sono adoperati, anche a rischio della propria vita, per compiere il proprio dovere e arginare i danni".

I sindacalisti ribadiscono che "a causa dei ritardi burocratici e amministrativi della Regione siciliana nello stanziamento dei finanziamenti da destinare ai territori, non è stata permessa la totale efficacia ed efficienza del servizio, considerato che ci sono mezzi non ancora revisionati e che i viali parafuoco sono da terminare poiché non solo non tutti i lavoratori sono stati messi in servizio, ma quelli attualmente operativi sono stati chiamati al lavoro soltanto lo scorso 15 giugno".

"L'ennesima emergenza di ieri - concludono - mette in luce, ancora una volta, l'importanza di una riforma del settore che dia dignità ai lavoratori e rispetti i tempi e le esigenze del bosco e del territorio".


Fonte: www.lasiciliaweb.it





PAPA: "PENSIONI D'ORO OFFESA AL LAVORO"


Pubblicato il: 28/06/2017
Le 'pensioni d'oro' sono "un'offesa al lavoro non meno grave delle pensioni povere". Lo denuncia Papa Francesco nel corso dell'udienza alla Cisl nell'Aula Paolo VI. Il Pontefice chiede che venga riconosciuto "il diritto a una giusta pensione - giusta perché né troppo povera né troppo ricca: le 'pensioni d’oro' sono un’offesa al lavoro non meno grave delle pensioni troppo povere, perché fanno sì che le diseguaglianze del tempo del lavoro diventino perenni. O quando un lavoratore si ammala e viene scartato anche dal mondo del lavoro in nome dell’efficienza - e invece se una persona malata riesce, nei suoi limiti, ancora a lavorare, il lavoro svolge anche una funzione terapeutica: a volte si guarisce lavorando con gli altri, insieme agli altri, per gli altri".
Forte la denuncia del Papa: "E’ una società stolta e miope quella che costringe gli anziani a lavorare troppo a lungo e obbliga una intera generazione di giovani a non lavorare quando dovrebbero farlo per loro e per tutti. Quando i giovani sono fuori dal mondo del lavoro, alle imprese mancano energia, entusiasmo, innovazione, gioia di vivere, che sono preziosi beni comuni che rendono migliore la vita economica e la pubblica felicità".
Da qui il monito del Papa per un nuovo patto sociale: "È urgente un nuovo patto sociale per il lavoro, che riduca le ore di lavoro di chi è nell’ultima stagione lavorativa, per creare lavoro per i giovani che hanno il diritto-dovere di lavorare. Il dono del lavoro è il primo dono dei padri e delle madri ai figli e alle figlie, è il primo patrimonio di una società. È la prima dote con cui li aiutiamo a spiccare il loro volo libero della vita adulta".
Il Pontefice ribadisce il no a un lavoro disumanizzante: "Persona e lavoro sono due parole che possono e devono stare insieme. Perché se pensiamo e diciamo il lavoro senza la persona, il lavoro finisce per diventare qualcosa di disumano, che dimenticando le persone dimentica e smarrisce sé stesso. Ma se pensiamo la persona senza lavoro, diciamo qualcosa di parziale, di incompleto, perché la persona si realizza in pienezza quando diventa lavoratore, lavoratrice; perché l’individuo diventa persona quando si apre agli altri, alla vita sociale, quando fiorisce nel lavoro". "Il lavoro - dice Bergoglio - è la forma più comune di cooperazione che l’umanità abbia generato nella sua storia".
Papa Francesco denuncia poi che sono ancora "troppi" nel mondo i bambini e i ragazzi che anziché studiare lavorano. "La persona - dice il Papa - non è solo lavoro, perché non sempre lavoriamo, e non sempre dobbiamo lavorare. Da bambini non si lavora, e non si deve lavorare. Non lavoriamo quando siamo malati, non lavoriamo da vecchi. Ci sono molte persone che ancora non lavorano, o che non lavorano più. Tutto questo è vero e conosciuto, ma va ricordato anche oggi, quando ci sono nel mondo ancora troppi bambini e ragazzi che lavorano e non studiano, mentre lo studio è il solo 'lavoro' buono dei bambini e dei ragazzi".
Bergoglio scende poi ancora una volta in campo per i diritti delle donne. Nel mondo del lavoro, sottolinea, "la donna è ancora di seconda classe e più facilmente sfruttata".
Per il Papa il sindacato deve dare voce a chi non ce l'ha, smascherare i potenti, lottare e tutelare chi ancora non ha diritti. "Sindacato è una bella parola che proviene dal greco syn-dike, cioè 'giustizia insieme'. Non c’è giustizia insieme - scandisce Francesco - se non è insieme agli esclusi". "Ma nelle nostre società capitalistiche avanzate il sindacato - avverte il Papa - rischia di smarrire questa sua natura profetica, e diventare troppo simile alle istituzioni e ai poteri che invece dovrebbe criticare. Il sindacato col passare del tempo ha finito per somigliare troppo alla politica, o meglio, ai partiti politici, al loro linguaggio, al loro stile. E invece, se manca questa tipica e diversa dimensione, anche l’azione dentro le imprese perde forza ed efficacia".
Il Pontefice sottolinea che "il sindacato nasce e rinasce tutte le volte che, come i profeti biblici, dà voce a chi non ce l’ha, denuncia il povero 'venduto per un paio di sandali', smaschera i potenti che calpestano i diritti dei lavoratori più fragili, difende la causa dello straniero, degli ultimi, degli 'scarti'". Per Francesco "il sindacato non svolge la sua funzione essenziale di innovazione sociale se vigila soltanto su coloro che sono dentro, se protegge solo i diritti di chi lavora già o è in pensione. Questo va fatto, ma è metà del vostro lavoro. La vostra vocazione è anche proteggere chi i diritti non li ha ancora, gli esclusi dal lavoro che sono esclusi anche dai diritti e dalla democrazia".
Ancora, sferzando il sindacato, dice: "Forse la nostra società non capisce il sindacato anche perché non lo vede abbastanza lottare nei luoghi dei 'diritti del non ancora': nelle periferie esistenziali, tra gli scartati del lavoro. Pensiamo al 40% dei giovani da 25 anni in giù, che non hanno lavoro. Qui. In Italia. E voi dovete lottare lì! Sono periferie esistenziali".
"Non lo vede lottare tra gli immigrati, i poveri, che sono sotto le mura della città; oppure non lo capisce semplicemente perché a volte - ma succede in ogni famiglia - la corruzione è entrata nel cuore di alcuni sindacalisti. Non lasciatevi bloccare da questo", aggiunge il Papa a braccio.

Fonte: www.adnkronos.com






VASTI INCENDI IN SICILIA, I FORESTALI SENZA BENZINA E MEZZI. I SINDACATI: "DISASTRO COLPA DELLA REGIONE"


28 Giugno 2017
Incendi da Capo Gallo a Erice. Nel Palermitano 50 autobotti in tilt perché non è stata fatta la manutenzione. Operai stagionali armati solo di scope. Mancano anche gli elicotteri perché il comando nazionale dei carabinieri non ha rinnovato la convenzione con Palazzo d'Orleans
 

di ANTONIO FRASCHILLA
I sindacati non hanno dubbi: "Il vasto incendio che ieri ha deturpato Erice è triste conseguenza dei ritardi nella programmazione della campagna antincendio da parte della Regione Sicilia", dicono i segretari generali di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil Trapani Giacometta Giacalone, Massimo Santoro e Tommaso Macaddino. "Esprimiamo - affermano - rammarico e sconforto per il rogo che ieri ha colpito duramente la montagna ericina. A causa dei ritardi burocratici e amministrativi della Regione siciliana nello stanziamento dei finanziamenti da destinare ai territori, non è stata permessa la totale efficacia ed efficienza del servizio, considerato che ci sono mezzi non ancora revisionati e che i viali parafuoco sono da terminare poichè non solo non tutti i lavoratori sono stati messi in servizio, ma quelli attualmente operativi sono stati chiamati a lavoro soltanto lo scorso 15 giugno".

La situazione è drammatica, come raccontato oggi su Repubblica Palermo.  Ieri i forestali sono dovuti andare a spegnere il fuoco a piedi, con una semplice scopa antincendio in mano. Mentre andavano in fumo sterpaglie e pezzi di macchia mediterranea a Piano Stoppa, a due passi di Misilmeri, con i vigili del fuoco che non si addentrano nei boschi, gli unici ai quali affidarsi erano gli operai stagionali dell’antincendio. Che però non avevano mezzi e autobotti al seguito. Tanto che il loro coordinatore, il capo distretto del Corpo forestale, li guardava allargando le braccia: «Con questo scirocco sono iniziati gli incendi, solo oggi (ieri, ndr) ben otto nel Palermitano, e ci aspettano quattro giorni ad alto rischio, ma non abbiamo i mezzi nemmeno per muoverci da un punto all’altro — dice Gaetano Guarino, delegato della Cgil — e sa perché? Manca la benzina e non è stata fatta alcuna manutenzione alle macchine e alle autobotti. Alcuni mezzi sono fermi perché occorre cambiare una semplice batteria, altri perché hanno le gomme logore. Le pare normale, a fine giugno, trovarsi in queste condizioni? ». No, non è normale in una Regione che spende oltre 240 milioni di euro per i 6.500 addetti stagionali all’antincendio che si aggiungono ai 18mila operai che dovrebbero ripulire i boschi e le sterpaglie. Una mole di stipendi enorme, e poi manca tutto il resto.


l ritardo nell’approvazione del bilancio regionale e nel trasferimento delle somme ha reso di fatto impossibile fare delle gare per l’acquisto della benzina e per la manutenzione delle autobotti. «Abbiamo acquistato la benzina in questi giorni, ma ci sono ritardi nel trasferimento del carburante da Catania a Palermo — dicono dal comando provinciale — poi, sempre per il ritardo nell’accreditamento delle somme dalla ragioneria, soltanto oggi (ieri, ndr) abbiamo potuto aprire le buste della gara per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle autobotti. In questo momento, quindi, soltanto il 35 per cento del personale e delle squadre ha mezzi a disposizione, gli altri sono fermi o vanno a piedi».

Ma anche sul fronte degli elicotteri la situazione è un disastro. Dopo lo stop alle gare con i privati, la Regione ha varato convenzioni con il Corpo forestale che poi si è fuso con i carabinieri. Quest’anno dai carabinieri non è arrivata alcuna disponibilità. Tradotto: al momento la Sicilia non ha elicotteri antincendio dedicati, ma può utilizzare solo quelli dei vigili del fuoco e della Protezione civile nazionale che però servono anche altre regioni, dalla Calabria alla Sardegna. Insomma, in queste ore l’Isola si sta presentando alla stagione del fuoco solo con qualche scopa a disposizione.


Fonte: palermo.repubblica.it






LA DISCUSSIONE DEL DDL 104 IN COMMISSIONE TERRITORIO AMBIENTE. IL SEGRETARIO GENERALE DEL SIFUS, MAURIZIO GROSSO, ENTRA NEL MERITO. VIDEO

https://www.youtube.com/watch?feature=share&v=mdv3G-JFibM&app=desktop





EMERGENZA. NOTTE DI FUOCO A CAPO GALLO. FIAMME A POCHI METRI DALLE CASE. INCENDI DA MISILMERI A TERRASINI


di

PALERMO. Un vasto incendio ha interessato la zona di Capo Gallo. Dalle 22 i vigili del fuoco hanno cercato di estinguere il rogo. Sul posto sono intervenute sei squadre e questa mattina anche un canadair perchè l’incendio si è propagato in una zona impervia della montagna. I vigili del fuoco sono riusciti a bloccare il fronte di fuoco quando si stava avvicinando alle abitazioni.
Questa mattina un altro rogo nella zona che sovrasta il club nautico Costa Ponente.
Le alte temperature degli ultimi giorni hanno reso molto difficoltose le attività di spegnimento di roghi in sterpaglie un po’ in tutta la provincia di Palermo. Le zone colpite sono Misilmeri, Bolognetta, Balestrate e lo svincolo autostradale della A29 per Terrasini.
A Partinico per ore ha bruciato una megadiscarica abusiva in via Mulini in una zona densamente abitata e i residenti si sono riversati in strada. Nell’area interessata c’è una discarica abusiva con ogni tipo di rifiuto urbano che ha preso fuoco provocando una densa coltre di fumo nero.

© Riproduzione riservata


Fonte: palermo.gds.it