22 dicembre 2016

UNA PROMESSA AL GIORNO PER IL PARTITO DEMOCRATICO. OGGI E' LA VOLTA DEL CAPOGRUPPO, ALICE ANSELMO. IL BLOG: LE PROMESSE MIGLIORI SONO QUELLE CHE SI MANTENGONO!


Governa il Pd (con tutti i suoi cespugli) e ce la prendiamo con il Pd. 
Governava il Centro Destra e ce la prendevamo con il Centro Destra. 
Non faremo sconti eventualmente nemmeno al M5S, a Diventerà Bellissima o Siciliani Liberi. 

Nessuno si deve permettere a prendere per i fondelli i lavoratori forestali, categoria più anziana non stabilizzata.

"Non si scherza col pane dei nostri figli"


Alla presentazione dei riordino forestale organizzato dai Sindacati, il Capogruppo del Pd, Alice Anselmo, diceva che bisogna dare dignità al settore. 

Il blog dei lavoratori forestali e degli aib: Gent.ma On. Anselmo, la dignità al settore deve essere data con un aumento delle giornate e non con la proposta dell'Assessore Cracolici, sposata da tutti Voi.

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CROCETTA A CATANIA: «CALMI, NON SI VOTA PRIMA DI OTTOBRE». IL GOVERNATORE: SAREBBE IRRESPONSABILE COMINCIARE UNA CAMPAGNA ELETTORALE, PRIMA DOBBIAMO PENSARE A RISOLVERE I PROBLEMI». IL BLOG: DEI FORESTALI NEMMENO A PARLARNE, NON FANNO PARTE DEL VOSTRO PROGRAMMA. VERO PRESIDENTE?


Il governatore alla manifestazione organizzata dal Megafono: «Sarebbe irresponsabile cominciare una campagna elettorale, prima dobbiamo pensare a risolvere i problemi»


CATANIA - «Prima di ottobre in Sicilia non si vota quindi stiano tutti calmi e tranquilli. Gli incontri di Palermo e Catania sono un modo per comunicare le cose che si fanno. Io l’ho sempre detto: prima pensiamo alle elezioni di Palermo, poi a quelle nazionali e poi a quelle regionali». Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta a Catania a margine di una manifestazione organizzata dal Megafono. «Non temiamo il confronto, ma è giusto che si faccia una grande operazione verità - ha aggiunto Crocetta - come quella che noi stiamo facendo dicendo ai siciliani quello che abbiamo ereditato: una Sicilia nel disastro che noi stiamo aiutando a crescere».

«Ma c'è tanto lavoro da fare - ha proseguito - e sarebbe irresponsabile cominciare una campagna elettorale. Credo che invece dobbiamo pensare a risolvere i problemi dei precari, a fare partire i cantieri del Patto per il Sud, la programmazione europea, approvare le norme di riforma dell’Urega e credo che dopo ognuno sia libero di fare le campagne elettorali che vuole, ma non è questo il momento». 

Commentando le polemiche delle ultime ore della campagna pubblicitaria fatta dal suo movimento in merito alla manifestazione odierna, il governatore ha detto: «Chi può proibire ad un movimento di fare manifestazioni politiche? È come se Il Megafono pretendesse dagli altri che non si ascrivano nei risultati del Governo. Tutti i partiti della coalizione si possono ascrivere in questi risultati. Il Megafono ha sentito il bisogno di ringraziare il presidente e il Governo per il lavoro che sta facendo e mi pare una cosa normale in politica...». 

E alla domanda se non ha paura di ritorsioni delle forze politiche in vista dell’approvazione della Finanziaria, il presidente Crocetta ha risposto: «Sarebbe come tenere in ostaggio i siciliani, ma veramente sarebbe una follia».

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21 Dicembre 2016
http://www.lasicilia.it/news/home/50831/crocetta-a-catania-calmi-non-si-vota-prima-di-ottobre.html




FINANZIARIA, CROCETTA LAVORA ANCORA A UN PIANO B. BILANCIO SNELLO PER I PRECARI E UN FONDO CALDERONE


Politica – Il governatore vorrebbe approvare subito una legge agile che consenta di liberare le somme per precari, Comuni e Province e istituisca un capitolo di spesa globale, i cui contenuti più politici della programmazione economica vengano definiti successivamente


Miriam Di Peri
Il piano B potrebbe essere una legge di bilancio molto snella, che consenta di liberare le somme per precari, Comuni e Province e rimandi alla Finanziaria i contenuti più politici della programmazione economica. L’esercizio provvisorio annunciato ieri in serata dal governatore Rosario Crocetta, infatti, comporterebbe il limite di sbarrare la strada al percorso di stabilizzazione dei precari nella mente del governo regionale. Per questo si starebbe verificando la possibilità di un bilancio essenziale, che guardi alle emergenze e che istituisca per i restanti capitoli di spesa un fondo globale, da definire successivamente, in sede di Finanziaria.

Resta in piedi, intanto, lo scontro in atto tra renziani e Crocetta, in vista del lungo anno elettorale. Se il governatore, infatti, ha preso i suoi in contropiede, facendo partire la campagna sotto il segno del Megafono, non è un mistero che Davide Faraone non l’abbia presa benissimo. A scagliarsi contro il governatore è stato anche Giuseppe Bruno, presidente del Partito Democratico siciliano, su tutte le furie per la pagina pubblicitaria che Crocetta ha comprato sul quotidiano La Sicilia «per mettere il cappello sui cantieri che apriranno nei prossimi mesi grazie al Patto per la Sicilia». 

 «Sarebbe ridicolo - ha commentato Bruno -, se non fosse patetico, assistere al tentativo maldestro di ingannare i siciliani assumendosi la paternità di idee e investimenti altrui, al solo scopo di far rinascere una formazione politica come il Megafono ormai in coma profondo. Crocetta abbandoni questa deriva populista che non inganna nessuno, la smetta di tentare di resuscitare fantasmi di un tempo andato anche se non troppo lontano e torni a rispettare le regole della politica, del buonsenso e del buongusto».

Insomma, non tira affatto una buona aria dalle parti della maggioranza e, chiaramente, gli effetti si vedono in Aula, dove si continuano a rinviare i lavori perché la maggioranza non garantisce nemmeno la presenza del numero legale al governo. «La maggioranza dica a che gioco sta giocando ed esca una volta per tutte dall’equivoco», attacca il capogruppo di Forza Italia, Marco Falcone, confermando le indiscrezioni sul piano B di Crocetta: «Serve una finanziaria tecnica, che riguardi solo i precari e gli enti locali, da portare subito in Aula e da approvare entro la fine di dicembre. Diciamo invece no a norme che possano aprire un inaccettabile e becero mercato. Il governo dimostri serietà, presenti tutta la documentazione, con le tabelle complete di entrate ed uscite, eliminando dal disegno di legge tutti quegli articoli che potrebbero fare sorgere contenziosi». «La maggioranza faccia attenzione - gli fa eco Giuseppe Milazzo, componente della commissione bilancio -, evitando l’esercizio provvisorio che metterebbe a rischio proprio i precari, che non devono essere prorogati bensì stabilizzati».

21 Dicembre 2016
http://meridionews.it/articolo/50084/finanziaria-crocetta-lavora-ancora-a-un-piano-b-bilancio-snello-per-i-precari-e-un-fondo-calderone/





SALTA LA FINANZIARIA ALL'ARS, SI FARÀ L'ESERCIZIO PROVVISORIO: PER I PRECARI RISCHIO PROROGA SOLO PER TRE MESI


Fallisce il tentativo del governatore Crocetta di far votare entro l'anno i documenti economici: "Atti arrivati troppo tardi", dice il presidente Ardizzone. Sullo sfondo lo scontro con i renziani

di ANTONIO FRASCHILLA
Naufraga ancor prima di nascere il tentativo del governatore Rosario Crocetta di far votare entro l'anno sia il bilancio sia la Finanziaria, assicurando la proroga dei 15 mila precari degli enti locali e della Regione e avviare per questi il percorso di stabilizzazione. Aprendo la seduta di Sala d'Ercole il presidente dell'Ars è stato chiaro: "Ritengo che ormai non si possa non andare all'esercizio provvisorio, indispensabile per esitare la norma che mette in sicurezza il mondo del precariato - dice Giovanni Ardizzone - poco fa ho incontrato Crocetta e l'ho invitato a presentare una norma che preveda l'esercizio provvisorio, il Parlamento non può farlo se non viene presentato un bilancio. Dobbiamo attendere, il presidente ha assicurato che arriverà da un momento all'altro il bilancio". Il presidente della Regione Rosario Crocetta ha sempre respinto l'idea dell'esercizio provvisorio che per lui "provocherebbe un disastro sociale, impedendo la proroga dei precari e la loro stabilizzazione".
 Ma dopo diversi vertici di maggioranza, alla fine ha dovuto alzare bandiera bianca e prendere atto dei malumori interni al Pd, a partire dai renziani. In questi giorni tra Crocetta e i renziani guidati dal sottosegretario Davide Faraone sono volate parole pesanti e in questo clima era impossibile votare una Finanziaria comunque di 17 articoli con norme delicate sui finanziamenti agli enti e sui precari. Proprio il nodo precari rimane il più delicato. Con l'esercizio provvisorio per tre mesi, la proroga dei contratti non potrà superare marzo. Tradotto, altro che stabilizzazione, si continua ad andare avanti nella totale precarietà.


http://palermo.repubblica.it/politica/2016/12/21/news/salta_la_finanziaria_all_ars_si_fara_l_esercizio_provvisorio_per_i_precari_solo_proroga_di_tre_mesi-154609067/

Una sconfitta per il governatore che puntava a mettere in sicurezza tutti i precari e il mondo che ruota attorno a Palazzo d'Orleans alla vigilia del lungo anno elettorale, e che in questi giorni di fatto ha lanciato la sua campagna elettorale per una ricandidatura, avviando una campagna pubblicitaria con il marchio del Megafono che tesse le lodi del governo. Mossa che ha fatto andare su tutte le furie i renziani, con il presidente del dem, Giuseppe Bruno, che ha attaccato Crocetta: "Resuscita il fantasma del Megafono, atteggiamento ridicolo". La replica di Crocetta non è stata da meno: "Bruno? Lui sì che è stato un fantasma come assessore". E su Faraone, ex sottosegretario all'Istruzione, che invoca le primarie per bloccare la sua ricandidatura, il governatore ha replicato: "Non ho paura delle primarie, ci sono già 150 mila insegnanti che votano per me".  Il riferimento, nemmeno tanto velato, è alla contestata riforma della scuola propagandata da Faraone. 

21 Dicembre 2016
http://palermo.repubblica.it/politica/2016/12/21/news/salta_la_finanziaria_all_ars_si_fara_l_esercizio_provvisorio_per_i_precari_solo_proroga_di_tre_mesi-154609067/




21 dicembre 2016

ARS. FIGUCCIA: "CROCETTA ILLUSIONISTA. GOVERNATORE COME PINOCCHIO". CONTINUA A PRENDERE IN GIRO ANCHE I FORESTALI


Il vicecapogruppo di Forza Italia: "Non c'è traccia di bilancio e finanziaria".

PALERMO - "Ormai sentire le parole di Crocetta è come seguire le avventure di Pinocchio. Non si era mai visto un presidente della regione fallace che ancora ieri annunciava l’approvazione di bilancio e finanziaria di cui ancora non c’è traccia all’Ars". Così Vincenzo Figuccia, vicecapogruppo di Forza Italia all'Ars. "Ormai il governatore rasenta il ridicolo. Ma trovo gravissimo che sui precari degli Enti locali il governo, con Crocetta che fa l’illusionista, continui con le prese in giro, così come fa per i forestali, gli sportellisti, i Pip, i lavoratori di Esa, partecipate, formazione, rifiuti e per gli operatori e le imprese che agiscono in settori strategici come turismo, cultura e agricoltura - aggiunge -. Finita la fase delle promesse facili, vissuta durante la campagna elettorale per il referendum poi bocciato, Crocetta e la sua maggioranza hanno gettato la maschera svelandosi come affamatori della Sicilia”.

20 Dicembre 2016
http://livesicilia.it/2016/12/20/figuccia-crocetta-come-pinocchio-governatore-illusionista_811094/





UNA FOTO PROMESSA AL GIORNO PER IL PARTITO DEMOCRATICO. OGGI E' LA VOLTA DELL' ON. ANTONELLA MILAZZO. IL BLOG: LE PROMESSE MIGLIORI SONO QUELLE CHE SI MANTENGONO!




Governa il Pd (con tutti i suoi cespugli) e ce la prendiamo con il Pd. 
Governava il Centro Destra e ce la prendevamo con il Centro Destra. 
Non faremo sconti eventualmente nemmeno al M5S, a Diventerà Bellissima o Siciliani Liberi. 

Nessuno si deve permettere a prendere per i fondelli i lavoratori forestali, categoria più anziana non stabilizzata.

"Non si scherza col pane dei nostri figli"


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21 settembre 2013. I siciliani ci chiedono provvedimenti concreti per risolvere le emergenze, prima fra tutte quella del lavoro: ed è su questo che dobbiamo concentrare le nostre energie”. Ci aspettiamo di poter concordare col governo misure forti per superare i nodi legati a precari e forestali. Link


La foto richiesta che nell'immediato metterebbe d'accordo tutti






LA COMMISSIONE TERRITORIO AMBIENTE PRESIEDUTA EGREGIAMENTE DALL'ON. MARIELLA MAGGIO, PUO' DARE VERAMENTE DIGNITA' AI LAVORATORI FORESTALI? NOI CI SPERIAMO! GUARDA IL VIDEO


La vergognosa proposta di riforma (la parte che riguarda il lavoro e i lavoratori forestali) presentata dall'Assessore Cracolici, che potete leggere (quì), toglie dignità ai lavoratori. La speranza è la Commissione Territorio Ambiente presieduta egregiamente dall'On. Mariella Maggio.

In occasione della presentazione del riodino del settore forestale organizzato dai Sindacati nel giugno scorso, l'On Mariella Maggio, presidente della Commissione Territorio Ambiente, diceva che bisogna togliere i lavoratori dalla condizione delle giornate, che è davvero triste. Si deve pensare anche a percorsi futuri di tutela del lavoro, mi spenderò su questo con gli Assessori preposti. Solo così ci potremmo presentare a voi, altrimenti è inutile continuare a parlare.
Così concludeva l'On. Mariella Maggio


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COMUNICATO STAMPA DELL'ON VINCIULLO: DISPONIBILI 11,6 MILIONI PER I LAVORATORI DELLA FORESTALE

Dalla pagina facebook
dell'On. Vinciullo







REGIONE. ATTACCO DEI RENZIANI A CROCETTA: VUOLE INGANNARE I SICILIANI. IL BLOG: INVECE I FORESTALI SONO STATI INGANNATI DA TUTTO IL PARTITO, NESSUNO ESCLUSO!

Il presidente del Pd siciliano, Giuseppe Bruno


PALERMO. "'A volte ritornano', recitava il titolo di un vecchio film dell’orrore. Ed è proprio vero! Quest’oggi, infatti, sembra essere tornato il fantasma del Megafono". Lo dice il presidente del Pd siciliano, Giuseppe Bruno.
“La scelta di acquistare una pagina pubblicitaria sui quotidiani per mettere il cappello sui cantieri che apriranno nei prossimi mesi grazie al Patto per la Sicilia conferma l’assoluta inadeguatezza di un presidente della Regione a ricoprire qualsiasi ruolo di responsabilità amministrativa”.

Bruno, esponente dei renziani in Sicilia, ci va giù pesante: “Sarebbe ridicolo, se non fosse patetico, assistere al tentativo maldestro di ingannare i siciliani assumendosi la paternità di idee e investimenti altrui, al solo scopo di far rinascere una formazione politica come il Megafono ormai in coma profondo”.

“Tutto questo - aggiunge - nasconde il palese tentativo di Crocetta di trovare una casa nella quale essere leader politico senza doversi confrontare con gli strumenti della partecipazione democratica come avviene, invece nel Pd. Crocetta abbandoni questa deriva populista – conclude Bruno – che non inganna nessuno, la smetta di tentare di resuscitare fantasmi di un tempo andato anche se non troppo lontano e torni a rispettare le regole della politica, del buonsenso e del buongusto”.

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20 Dicembre 2016
http://gds.it/2016/12/20/attacco-dei-renziani-a-crocetta-tentativo-maldestro-di-ingannare-i-siciliani_606086/





LA LENTA MARCIA DELLA FINANZIARIA, LASCIA ADESSO PALAZZO D’ORLEANS MA SOLO DOMATTINA ARRIVERÀ IN PARLAMENTO. LO ANNUNCIA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE


di Manlio Viola
Sono partiti dopo le 18 da Palazzo d’Orleans i documenti tecnici e la Finanziaria regionale con annesso il bilancio di previsione 2017 e il triennale 2017-2019 destinati all’Assemblea regionale siciliana per la trattazione. Lo rende noto il Presidente della Regione che invia, allegati ad una mail, la bozza di finanziaria in 17 articoli (15 + 2 tecnici quindi due in più rispetto alla bozza che circolava da tre giorni) e due schede allegate, un allegato G contenente i saldi del bilancio di previsione triennale, ed un allegato con i fondi per il bilancio di previsione 2017.
Una risposta chiara, quella del mail del Presidente della Regione, alle insistenti richieste  dei deputati che da due giorni pressano la segreteria del Parlamento per avere copia del documento da analizzare con urgenza sentendosi rispondere che nulla è ancora arrivato. Pressioni positive e propositive che BlogSicilia ha raccontato sin da ieri con annesse le previsioni del presidente della Commissione convinto sin da subito che la norma non si sarebbe vista prima di mercoledì mattina. E  che ha raccontato anche oggi visto che i documenti ancora non arrivavano.
“Nelle prime ore di domani – scrive Crocetta – verrá completato l’iter”. Una affermazione che conferma le previsioni e dunque bilancio che arriva mercoledì mattina con tutte le conseguenze temporali del caso. Commissioni di merito, poi riunione della commissione Bilancio alla vigilia di Natale, tempo per gli emendamenti, riunione in notturna nel giorno di santo stefano pe rpoter incardinare il documento a Sala d’Ercole il 27 e trattarlo dal 29 al 31.
Restano sul tappeto due domande? ma quana starada c’è da Palazzo d’Orleans a Palazzo dei Normanni? A memoria bisogna solo attraversare Piazza indipendenza. Ma forse la Finanziaria partiva dal bilancio di via Notarbartolo. L’altra domanda, visto che l’impianto è quello che circola da domenica con solo due piccole aggiunte tecnico formali, a cosa sono serviti questi tre giorni dalle 18 circa di sabato alle 18 circa di martedì?
Tutte domande che non hanno più importanza. la Finanziaria è finalmente partita, ora bisogna correre all’Ars. Tempi stretti e contingentati. Basterà un qualsiasi intoppo a far saltare tutto.

20 Dicembre 2016
http://palermo.blogsicilia.it/la-lenta-marcia-della-finanziaria-lascia-adesso-palazzo-dorleans-ma-solo-domattina-arrivera-in-parlamento/370037/





20 dicembre 2016

ARS. ARDIZZONE A CROCETTA: INAMMISSIBILE IL RITARDO SULLA MANOVRA, SERVE ESERCIZIO PROVVISORIO

Giovanni Ardizzone

PALERMO. "In occasione dell'ultima Conferenza dei capigruppo il governo ha assunto l'impegno formale di presentare entro la settimana oramai trascorsa i disegni di legge di bilancio e di stabilità dal contenuto essenziale e tecnico. Ad oggi 20 dicembre devo purtroppo constatare che gli stessi non sono ancora pervenuti in Assemblea". E' un passaggio della lettera indirizzata al governatore Rosario Crocetta dal presidente dell'Ars, Giovanni Ardizzone, che l'ha letta in aula.

"Nell'esercizio del mio ruolo istituzionale mi sono sempre preoccupato di contemperare le esigenze di celerità spesso rappresentate dal governo con quelle di garantire il rispetto delle prerogative istituzionali delle Commissioni parlamentari e dell'Assemblea nella sua interezza - scrive Ardizzone -. Nel caso in specie a fronte della richiesta di un celere esame dei testi i governativi devo riscontrare un inammissibile ritardo nella presentazione degli stessi, elemento questa che non si concilia con quella richiesta di assunzione di responsabilità che Lei stesso richiede".

E ancora: "Ritengo, pertanto, a questo punto assolutamente necessaria la presentazione, congiuntamente ai documenti finanziari, del disegno di legge di esercizio provvisorio proprio per evitare quella interruzione dell'attività amministrativa che porterebbe un grave nocumento alla società e all'economia siciliana, con particolare riferimento alla necessità di assicurare le risorse finanziare idonee a garantire la proroga dei precari".

Ardizzone ricorda che "in diverse dichiarazioni rese alla stampa" Crocetta "ha ritenuto di richiamare questa Assemblea al senso di responsabilità così da consentire l'approvazione dei disegni di legge di bilancio e di stabilità entro il 31 dicembre".

"Come lei sa e ha avuto modo di apprezzare da ultimo in occasione dell'esame del disegno di legge di assestamento, - scrive Ardizzone nella lettera al governatore - questa Presidenza si è sempre assunta l'onere, spesso gravoso, di garantire l'approvazione di disegni di legge importanti per la Regione entro tempi rapidi. Il tutto però nel rispetto del regolamento e del ruolo dell'Assemblea nelle sue diverse articolazioni".

"Un onere che questa Presidenza non può assumersi è quello relativo alla presentazione dei disegni di legge di bilancio e di stabilità - prosegue Ardizzone - onere che, per espressa previsione costituzionale, grava sul governo. Al riguardo i tempi di presentazione dei predetti disegni di legge sono scanditi in modo puntuale dalla normativa vigente (d.lgs 118/2011, all. 41/1 paragrafi 4.1 e 9.2), e sono abbondantemente trascorsi; allo stesso modo anche la presentazione del Defr è avvenuta con notevole ritardo rispetto ai termini previsti".

© Riproduzione riservata

20 Dicembre 2016 
http://gds.it/2016/12/20/ardizzone-a-crocetta-inammissibile-il-ritardo-sulla-manovra-serve-esercizio-provvisorio_606022/
 






CAOS NELLA MAGGIORANZA ALL'ARS, A RISCHIO L'APPROVAZIONE DELLA FINANZIARIA



Il governo Crocetta non ha ancora inviato le delibere. I deputati disertano la commissione Bilancio e salta il via libera al Documento di programmazione economica. Ardizzone scrive al governatore: "Adesso porti anche norma per esercizio provvisorio"

Caos nella maggioranza che sostiene il governo Crocetta, alle prese con l'intricata partita dell'approvazione di bilancio e finanziaria. In commissione Bilancio all'Ars si sono registrate tantissime assenze al punto che è saltata l'approvazione del Documento economico finanziario regionale, il Defr. Senza il varo di questo atto importante e propedeutico non si potrà procedere all'iter di esame del bilancio e della finanziaria, che peraltro la Giunta non ha ancora trasmesso all'Assemblea regionale siciliana, a fronte dell'obiettivo dichiarato da Rosario Crocetta di procedere al varo entro la fine dell'anno. "In commissione - riferisce Giovanni Di Giacinto, capogruppo del Psi - eravamo in sei. Con me c'erano solo i colleghi Cimino, Cancelleri, Di Pasquale, Anselmo e Lupo". A questo punto appare inevitabile il ricorso all'esercizio provvisorio, ipotesi che il governatore ha sempre respinto. A rischio quindi sono diverse norme che dovrebbero garantire stipendi e proroghe dei contratti per 30 mila precari, da quelli degli enti locali ai contrattisti di enti che gravitano attorno a Palazzo d'Orleans.

Duro l'intervento del presidente dell'Ars, Giovanni Ardizzone: " "In diverse dichiarazioni rese alla stampa ha ritenuto di richiamare questa Assemblea al senso di responsabilità così da consentire l'approvazione dei disegni di legge di bilancio e di stabilità entro i 31 dicembre". Inizia così la nota che il presidente dell'Ars Ardizzone ha inviato questa mattina al governatore Crocetta.  "A fronte della richiesta di un celere esame dei testi governativi -afferma Ardizzone- devo riscontrare un inammissibile ritardo nella presentazione degli stessi, elemento questo che non si concilia con quella richiesta di assunzione di responsabilità che lei stesso (Crocetta ndr) richiede. Ritengo a questo punto assolutamente necessaria la presentazione, congiuntamente ai documenti finanziari, del disegno di legge di esercizio provvisorio proprio per evitare quell'interruzione dell'attività amministrativa che porterebbe un grave nocumento alla società e all'economia siciliana, con particolare riferimento alla necessità di assicurare le risorse finanziarie idonee a garantire la proroga dei precari"

20 Dicembre 2016
http://palermo.repubblica.it/politica/2016/12/20/news/caos_nella_maggioranza_all_ars_a_rischio_l_approvazione_della_finanziaria-154536307/




CROCETTA E LA "SCUSA" DEL DISASTRO SOCIALE. I PRECARI SARANNO I PROTAGONISTI DI QUESTO BILANCIO. È STATA INSERITA UNA NORMA CHE PREVEDE LA STABILIZZAZIONE DI QUESTI LAVORATORI. MA CI SONO ANCHE I SOLDI PER I FORESTALI


Il presidente: “Mancata approvazione del Ddl sarà un torto a 20mila lavoratori”. Salva i precari ma scaccia all’inferno i disoccupati 

di Raffaella Pessina
PALERMO - Riprendono questo pomeriggio i lavori all’Assemblea regionale siciliana, ma protagonista della settimana è il documento sul bilancio che è stato approvato in Giunta e che ora dovrà essere trasmesso agli uffici dell’Ars. Da qui dovrà transitare dalla commissione Bilancio e quindi approdare in Aula per essere approvato entro la fine dell’anno, pena la proclamazione ancora una volta dell’esercizio provvisorio. 

Il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta è stato tassativo: “Nel caso in cui il parlamento regionale non approverà la legge sulla stabilizzazione dei precari, non farà un torto a Rosario Crocetta ma a 20 mila lavoratori e ne lascerà altri 30 mila senza stipendio. Ma non credo che farà questo”. Ed ha proseguito dicendo: “Credo che il senso della responsabilità dovrebbe prevalere in tutti e sono convinto che attraverso un confronto puntuale entro il 31 dicembre si può approvare la legge di bilancio, perchè diversamente sarebbe il disastro sociale. In mancanza di una legge - ha affermato il presidente - i precari non potrebbero più essere assunti dalla pubblica amministrazione, soprattutto quelli che lavorano nei comuni in dissesto. Gli articoli della legge sono 15. Si potranno esaminare, se si vuole, in una sola giornata”.

In una nota precedente il Crocetta aveva definito il bilancio approvato dalla giunta un documento “rigoroso, dove il rigore corrisponde al pareggio di bilancio, e che tutela le fasce più deboli. Nei 15 articoli sono previste risorse per i dipartimenti regionali e per tutti gli enti, comprese le società partecipate, argomento questo che solleverà non poche polemiche. I precari saranno i protagonisti di questo bilancio che ricade nell’anno del rinnovo del parlamento regionale”. “È stata inserita una norma che prevede non soltanto la proroga ma la stabilizzazione di questi lavoratori - ha continuato, ribandendo che ci sono anche i soldi per i forestali. 

“Non mancano risorse per nessuno. Tutto è stato previsto senza inserire articoli ad personam, finalizzati a tutelare particolari soggetti, ma solo norme generali a beneficio dell’intera Sicilia. Volevamo approvare questa legge prima, non è stato possibile per il protrarsi dell’approvazione dell’assestamento di bilancio al 30 novembre e per il mancato inserimento, nella finanziaria nazionale, della proroga dei precari che ha richiesto una valutazione e delle verifiche molto attente della normativa relativa a questo settore”.

Stando alle dichiarazioni del presidente siciliano, quindi si tratta di un bilancio tutto dedicato alla salvaguardia della categoria dei precari e di tutti coloro che attendono uno stipendio da mesi dalla Regione. Ma a ben pensare sarebbero necessarie misure per lo sviluppo e la rinascita di una Sicilia, ormai in ginocchio a causa della crisi economica che ha portato la disoccupazione non solo giovanile a tassi esageratamente elevati.

Ma Crocetta non si preoccupa di ciò perchè ha già dichiarato che  “nella prossima finanziaria potranno essere inserite tutte le norme che non hanno trovato spazio adesso e nelle manovre di assestamento verificare eventualmente le previsioni anche sulla base dell’andamento delle entrate che si verificheranno nei prossimi mesi. Dobbiamo verificare – ha aggiunto  - gli effetti reali dell’accordo fatto con il governo nazionale e le previsioni di Pil che ci danno fortemente in crescita e che potranno portare a ulteriori entrate”. Non la pensa così Matteo Salvini, segratario della Lega Nord, che con il progetto “Noi con Salvini” ha visitato lo scorso fine settimana il Palermo: “Il mio obiettivo è, come abbiamo mandato a casa Renzi, mandare a casa il governo Gentiloni-Alfano e, a livello siciliano, Crocetta e Orlando che sono disastrosi. Crocetta è come Gentiloni, non puoi sparare sulla Croce rossa. Sono come il latte, ormai in scadenza: sono finiti”. “Tanto - ha concluso - l’anno prossimo sia a Palermo sia in Sicilia si smaltiscono i residui: ora la Sicilia ha bisogno di una persona normale”.

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20 Dicembre 2016
http://www.qds.it/23908-crocetta-e-la-scusa-del-disastro-sociale.htm


MASSIMO COSTA: “LA REGIONE È GIÀ FALLITA. PREVEDO UN’ECATOMBE. A COMINCIARE DA PRECARI E FORESTALI”


Il docente universitario e leader di Siciliani Liberi, Massimo Costa, analizza non il progetto di legge su Bilancio e Finanziaria del Governo Crocetta – che tra l’altro non c’è ancora – ma quello che succederà in Sicilia nei prossimi mesi. Spiega che la Regione siciliana è già fallita. E che quella di Crocetta e Baccei è “la gestione di un fallimento”. Migliaia di soggetti resteranno senza stipendi. La crisi colpirà anche “il settore privato dell’economia, per effetto dell’azzeramento degli investimenti in infrastrutture, di tasse erariali e locali sempre più elevate, mancanza di liquidità nel sistema e crollo della domanda interna” 

Il Governo di Rosario Crocetta dovrebbe presentare – ma quando? – in Assemblea regionale la proposta di legge per un Bilancio ‘tecnico’, o per una Finanziaria ‘tecnica’. Noi non crediamo che l’Ars approverà ‘sta manovra entro il 31 dicembre, come abbiamo scritto ieri sera (e come potete leggere qui).
Per provare a capire quello che potrebbe succedere in Sicilia da qui a qualche mese abbiamo posto alcune domande al professore Massimo Costa, docente universitario di Economia e leader di Siciliani Liberi, il movimento degli Indipendentisti siciliani. 

Professore Costa, qual è la sua valutazione della legge di stabilità 2017 di Crocetta? 
“Quale legge? Mi risulta che ancora non sia stata nemmeno presentata in Ars. Apprendo dai giornali che sarebbe fatta da 15 articoli, che senza di questa 50.000 persone resterebbero senza stipendio o licenziate. Un’ecatombe silenziosa. Leggo che Crocetta invita l’Ars a fare in fretta, ma intanto lui ‘fa tardi’. Siamo a Natale, praticamente, e di questo disegno di legge non c’è traccia”.

Crocetta sembra ostentare una certa buona volontà nell’evitare questa ecatombe… Stiamo almeno ai “si dice”, alle “indiscrezoni”… 
“Non so se Crocetta ha il potere di battere moneta; non credo. I conti sono conti e hanno la testa dura. La Corte dei Conti ha ridimensionato il valore dell’accordo tra Crocetta e Renzi del 20 giugno scorso, con il quale la Regione regala, senza alcun compenso e per sempre, il 29% dell’IRPEF dei Siciliani, in cambio della promessa di non farsi derubare più il restante 71% (questo significano le ‘risorse certe’). Secondo la Corte dei Conti, queste ‘risorse certe’ sono più che compensate da tutti i soldi che la Regione continua a regalare allo Stato. Non sono del tutto d’accordo con la Corte; i giudici della magistratura contabile sono ‘troppo buoni’ con Crocetta, anche se lo bacchettano duramente. Dimenticano di dire che quei ‘soldi’ non sono ‘dati’ alla Regione ma – appunto – si è in presenza della mera promessa di non rubarli più in futuro. Ma almeno dice chiaramente che quelli trattenuti (illegittimamente, anche questo non si dice) dallo Stato, sono di più, e che quindi il quadro finanziario della Regione nel prossimo futuro continua ad essere scardinato da un punto di vista finanziario. Forse il termine più corretto dovrebbe essere ‘scassinato’, dall’ingordigia dello Stato. In questo quadro le risorse certe servono – se Dio vuole – a pagare gli stipendi dei dipendenti regionali, gli affitti, le rate dei mutui e poche altre spese obbligatorie. Per il resto, come farà? Davvero sono curioso di leggerla questa finanziaria tecnica”… 

Cosa potrebbe succedere quindi, concretamente, nel 2017 in Sicilia? 
“Già una volta, tempo addietro (inizi 2015), avevo previsto quello che poi si è puntualmente verificato: il default della Regione. Ora dobbiamo prevedere cosa succederà dopo: siamo già alla gestione del fallimento. Credo che, per motivi elettorali, si inserirà qualche norma di principio, che consenta di prorogare giuridicamente i contratti, per evitare domani mattina la rivolta sociale, senza però individuare le risorse, rinviate alla manovra di assestamento che ci sarà a luglio prossimo. In questo modo si continueranno a far lavorare senza stipendio decine di migliaia di persone, cercando di prenderle in giro per qualche mese ancora, in attesa delle elezioni. Non dimentichiamo che, con la scusa del referendum, i precari degli enti locali siciliani sono già stati messi tutti a bagnomaria. La Sicilia è l’agnello sacrificale dell’austerity italiana. L’Europa ce lo chiede: chiede la nostra testa e il nostro sangue. E il ministro dell’Economia, Padoan, d’accordo con i servetti che trova dalle nostre parti, non fa che eseguire. Non sono neanche sicuro del pagamento degli stipendi del personale di ruolo degli enti locali; soprattutto di quello provinciale, ma molto probabilmente anche di quello dei Comuni. Si salveranno, a stento, i dipendenti regionali. In Sicilia riceveranno sicuramente lo stipendio solo i poliziotti, i medici pubblici, i professori e i dipendenti regionali (pure gravemente penalizzati questi ultimi). Ovviamente anche i pensionati dovrebbero essere al sicuro, per il resto… Per il resto, insomma, ci attende un massacro socio-economico, che non potrà che colpire anche il settore privato dell’economia, per effetto dell’azzeramento degli investimenti in infrastrutture, di tasse erariali e locali sempre più elevate, mancanza di liquidità nel sistema e crollo della domanda interna”. 

Ma è mai possibile che il PD non pensi che questo si tradurrebbe in una sconfitta elettorale sicura? 
“Secondo me ormai è calcolato. La Sicilia è già stata (in parte) massacrata da Roma, ed ha avuto la forza di dirlo al referendum, dove il NO ha superato le medie del Centro-Nord di 15 punti percentuali circa. Adesso, visto che per il PD è ‘nelle parti degli infedeli’, persa per sempre, per essa c’è solo la vendetta dello Stato, dello Stato in mani PD, che sostanzialmente deve farcela pagare, questa ribellione. E’ vero quindi che, per motivi elettorali, si rinvia all’assestamento, per salvare il salvabile. Poi, però, all’assestamento i soldi non si troveranno comunque, o si troveranno briciole, o si farà un altro mutuo, l’ennesimo, e si rinvierà ancora, magari scaricando ogni colpa su Crocetta, in modo da far sembrare verginelle lo Stato e il PD. Così si andrà ad elezioni a ottobre, sperando che la coincidenza con le politiche (che certamente saranno celebrate quando deputati e senatori avranno maturato il loro vitalizio) trascini in parte anche il voto regionale. In ogni caso, persi per persi, la patata bollente sarà consegnata al prossimo Presidente della Regione, che si ritroverà con centinaia di migliaia di bocche da sfamare, una montagna di debiti fatta dal precedente Governo, e non avrà alcuno strumento di politica economica per rispondere a questo disastro”. 

Non le sembra di essere troppo “apocalittico”? 
“Chi vivrà, vedrà. L’unica possibilità per i Siciliani è – a mio avviso – quella di chiudere definitivamente con i partiti italiani. Con un presidente indipendentista si potranno fare quelle ‘finanziarie di guerra’ che garantiranno che a nessuno sarà tolto il pane. Ma al contempo si devono adottare misure emergenziali, qualora lo Stato si arroccasse in una contrapposizione frontale, come la denuncia unilaterale e la disapplicazione di tutti gli accordi tra Stato e Regione. E inoltre: la regionalizzazione immediata, anche unilaterale, dell’Agenzia delle Entrate. L’emissione immediata di uno strumento monetario per le transazioni interne per far fronte alla crisi di liquidità e finanziaria. Forse anche la ricusazione del debito, immorale che lo Stato ha imposto alla Regione. Naturalmente, tutto ciò, solo in caso di emergenza. Speriamo che lo Stato, di fronte ad una vittoria elettorale degli indipendentisti, capisca che l’era del colonialismo è finita e si sieda a trattare. In fondo anche l’Italia è colonizzata dalla Germania. Potremmo dare qualche consiglio per liberarci insieme: noi dall’Italia e l’Italia dall’Europa. Potremo essere ‘amici’, ma ciò dipenderà dall’Italia, più che da noi. Non sembri ‘eversivo’ quello che dico. La vera eversività è continuare così. Il vero tragico errore che oggi potrebbero fare i Siciliani è quello di continuare a votare per i partiti italiani. Allora davvero ci dovremmo preparare a un esodo di due milioni di Siciliani verso il Continente”. 

Torniamo alla finanziaria. Quali sono le categorie a maggior rischio immediato da questa manovra? 
“Purtroppo quelle che hanno minore tutela giuridica. I precari degli enti locali e i forestali, senza alcun dubbio. Sarà miopia mia, ma davvero non capisco dove stiano le risorse per un loro inquadramento stabile. Prevedo un inverno … molto caldo”. 

Elezioni anticipate anche qui? 
“No, no. I vitalizi maturano ad aprile, e poi non vale più la pena. 50 o 100 mila persone senza stipendio non commuovono più di tanto gli ‘onorevoli’, il loro vitalizio sì, quello è decisamente più importante”.

20 Dicembre 2016
http://www.inuovivespri.it/2016/12/20/massimo-costa-la-regione-e-gia-fallita-prevedo-unecatombe-a-cominciare-da-precari-e-forestali/




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UNA FOTO PROMESSA AL GIORNO PER IL PARTITO DEMOCRATICO. OGGI E' LA VOLTA DELL' ON PANEPINTO. IL BLOG: LE PROMESSE MIGLIORI SONO QUELLE CHE SI MANTENGONO!



Governa il Pd (con tutti i suoi cespugli) e ce la prendiamo con il Pd. 
Governava il Centro Destra e ce la prendevamo con il Centro Destra. 
Non faremo sconti eventualmente nemmeno al M5S, a Diventerà Bellissima o Siciliani Liberi. 

Nessuno si deve permettere a prendere per i fondelli i lavoratori forestali, categoria più anziana non stabilizzata.

"Non si scherza col pane dei nostri figli"


Leggi la notizia

22 Novembre 2010. On. Panepinto: Siamo quì per sollecitare il passaggio dei lavoratori forestali da 51 giornate a 78 sia all'Azienda che dell'Ispettorato Forestale. Ed ancora per avere il passaggio da 151 giornate a tempo indeterminato degli aventi diritto dei lavoratori forestali dell'Azienda e dell'Ispettorato Forestale ed il passaggio da 101 giornate a 151 degli aventi diritto dei lavoratori forestali dell'Azienda e dell'Ispettorato Forestale". Link


La foto richiesta che nell'immediato metterebbe d'accordo tutti






STOP DELL’ARS AL BILANCIO IN FRETT’E FURIA DELL’ACCOPPIATA (PERDENTE) BACCEI-CROCETTA? LE RISORSE PER I FORESTALI SAREBBERO PRIVE DI REALE COPERTURA FINANZIARIA


Con molta probabilità, al di là della ‘drammatizzazione’ e del clamore mediatico che Crocetta e Baccei stanno cercando far passare nei media, l’Ars non approverà il Bilancio ‘tecnico’ 2017 entro il prossimo 31 dicembre. Anche perché, ormai, non cvi sono nemmeno i tempi tecnici, visto che oggi, in Assemblea regionale siciliana, non si sono nemmeno materializzati i documenti finanziari


L’abbiamo scritto più volte (anche stamattina, come potete leggere qui): per oltre tre anni il presidente della Regione, Rosario Crocetta, ha tenuto sotto scacco i parlamentari di Sala d’Ercole e, segnatamente, quelli che fanno capo alla maggioranza di centrosinistra che appoggiano il suo Governo: “O fate come dico io, sennò mi dimetto e andate tutti a casa”. Con le dimissioni del governatore – questo prevede l’attuale legge – se il presidente della Regione si dimette, vanno a casa tutti i deputati dell’Ars. Ora, però, a dettare legge è il Parlamento: il presidente Crocetta e l’assessore-commissario, Alessandro Baccei, vorrebbero approvare una mezza manovra entro la fine di quest’anno, ma l’Assemblea regionale siciliana – questa l’indiscrezione che circola nel ‘Palazzo’ – non avrebbe alcuna intenzione di approvare questo mezzo Bilancio 2017 entro il 31 dicembre.

Sarà così? Non dobbiamo dimenticare che anche in occasione dei debiti fuori Bilancio i deputati si rifiutavano di approvarli. Poi, però, hanno approvato i debiti fuori Bilancio e anche altro.

C’è da dire – per completezza d’informazione – che allora era ancora in piedi il Governo nazionale di Matteo Renzi. Oggi il Pinocchio fiorentino è ‘azzoppato’. ha perso il referendum e ha lasciato Palazzo Chigi. E’ sempre segretario nazionale del PD. Ma comanda meno rispetto a prima.

Il secondo elemento dal quale non si può prescindere è che Crocetta e Baccei, contrariamente a quello che vanno ripetendo, non hanno alcuna intenzione di mettere in sicurezza i conti della Regione. Al contrario, stanno cercando disperatamente di mettere in sicurezza se stessi. E lo fanno male: da circa dieci giorni parlano di Bilancio 2017 ‘tecnico’. Ma oggi – e siamo già al 19 dicembre – dei documenti finanziari, in Assemblea regionale siciliana non c’è traccia.

Quando si parla di economia e di Bilanci le parole non contano: contano i numeri. Facciamo un esempio che è emblematico di quello che sta succedendo nei conti pubblici della Regione e dei Comuni.

La Regione ha completato i trasferimenti finanziari ai Comuni siciliani solo da qualche mese. Deve ancora trasferire i fondi del 2016, cioè di quest’anno: 90 milioni di Euro di Fondo per le Autonomie, 180 milioni di Euro per i precari e 115 milioni di Euro per il pagamento delle rate dei mutui (questi 115 milioni sono stati inseriti nella legge di assestamento di Bilancio 2016 approvata nelle scorse settimane, ma i Comuni – allo stato attuale – non hanno ricevuto nulla).

Se facciamo i conti, sono 385 milioni di Euro che la regione deve trasferire ai Comuni a valere sul 2016. Con che faccia i parlamentari dovrebbero andare ad approvare una legge di Bilancio 2017 dove si prevede la spesa di 90 milioni di Euro per i precari? Ma se i Comuni siciliani aspettano ancora i fondi del 2016, come si fa a scrivere che sono pronti i 90 milioni di Euro del 2017?

La verità è che Baccei e Crocetta vogliono approvare un Bilancio ‘tecnico’ che prevede il pagamento delle sole spese obbligatorie: stipendi del personale, sanità, rate di mutui e qualche altra cosa ancora. Tutto il resto – a cominciare dai fondi per il precariato – ma anche le risorse per i forestali, per le ex Province, per i Consorzi di Bonifica, per le società regionali e via continuando sarebbero solo delle mere previsioni giuridiche prive di reale copertura finanziaria.

Non dimentichiamo che Baccei, nel 2016, ha fatto il inserire nella manovra 500 milioni di Euro che lo Stato avrebbe dovuto erogare alla Regione. Soldi che non sono mai arrivati. Si è materializzata solo una riscrittura truffaldina delle norme di attuazione relative all’articolo 36 dello Statuto. Mentre i 500 milioni – così c’è scritto nel ‘Patto scellerato’ Renzi-Crocetta del giugno scorso – potrebbero essere utilizzati solo per pagare il personale, ma poi dovrebbero essere restituiti.

Di fatto, nella legge di stabilità regionale 2016, a proposito di questi 500 milioni di Euro, sono state scritte cose non vere.

Come finirà? Dai deputati di centrosinistra dell’Ars c’è da aspettarsi di tutto. Ma dubitiamo che approvino un Bilancio ‘tecnico’ 2017 che consentirebbe a Crocetta e a Baccei di ‘fuggire’ subito dopo. Anche perché le dimissioni di Crocetta – come già accennato – manderebbero a casa tutti i parlamentari con dieci mesi di anticipo.

Molto più probabile – anche alla luce dei ritardi accumulati dal Governo (nemmeno domani, a quanto pare, i documenti finanziari relativi al Bilancio ‘tecnico’ 2017 arriveranno all’Ars) – che si vada verso l’esercizio provvisorio.

Si possono prorogare i contratti dei precari con un disegno di legge di esercizio provvisorio? A nostro modesto avviso, no. Ma c’è un precedente.

Insomma, se l’hanno fatto una volta, lo possono rifare. E poi chi dovrebbe impugnare l’esercizio provvisorio con la proroga dei precari, scatenando il licenziamento di migliaia di persone? Il Governo Gentiloni? Già in Sicilia il PD di voti non ne ha molti. Un’eventuale impugnative gliene farebbe perdere ancora. Bravi non sono: ma nemmeno fessi…

19 Dicembre 2016
http://www.inuovivespri.it/2016/12/19/stop-dellars-al-bilancio-in-frette-furia-dellaccoppiata-perdente-baccei-crocetta/




GIOVEDÌ 22 ELEZIONE DEL NUOVO SEGRETARIO GENERALE DELLA FLAI CGIL DI CATANIA


La Flai Cgil di Catania si riunirà in assemblea generale giovedì 22 dicembre nella sala "Russo" di via Crociferi 40, a partire dalle ore 9,30, subito dopo il direttivo che voterà il bilancio. All'ordine del giorno le dimissioni di Alfio Mannino, da poco eletto Segretario generale Flai Cgil Sicilia, e l'elezione del nuovo segretario generale. Per l'occasione saranno presenti oltre a Mannino, anche il segretario generale della Camera del lavoro di Catania, Giacomo Rota e il segretario nazionale Mauro Macchiesi.

19 Dicembre 2016
http://www.cgilct.it/site/tutte-le-news/notizie-categorie/2288-flai-cgil-catania-giovedi-22-lelezione-del-nuovo-segretario-generale