29 settembre 2016

LA GESTIONE FORESTALE SOSTENIBILE, PER GARANTIRE UN FUTURO AI NOSTRI BOSCHI


La gestione forestale sostenibile, per garantire un futuro ai nostri boschi




I premi comunità forestali sostenibili 2016

Legambiente e Pefc Italia, con il patrocinio di Anci e il ministero dell’ambiente, oggi premiano le buone pratiche di gestione territoriale e forestale delle aree interne con il “Premio comunità forestali sostenibili 2016”. Gli organizzatori spiegano che «L’iniziativa nasce con l’obiettivo di valorizzare alcune delle migliori pratiche a tutela del nostro patrimonio forestale che, oltre ad aiutare lo sviluppo delle aree interne montane e collinari, rafforzano le filiere virtuose e indicano la direzione da intraprendere per offrire esempi da conoscere e replicare».
Tra le 29 realtà, presenti in 13 regioni italiane, che hanno risposto al bando (sono stati scelti i migliori casi di gestione forestale in 4 diversi ambiti: gestione forestale, filiera, prodotto e comunicazione. Tutti testimoni di come sia possibile rendere compatibili valorizzazione economica da un lato e tutela dei valori sociali e ambientali dall’altro. Il “Premio comunità forestali sostenibili 2016” è andato a Cooperativa emiliana Briganti di Cerreto – Cerreto Alpi – Re (categoria Filiere forestali – prodotti e servizi), per la sua capacità di coniugare educazione ambientale, sensibilizzazione territoriale attraverso la produzione di castagne e di farina di castagne. Centro di Formazione Professionale ENAIP – Tesero – Tn (categoria Comunicazione forestale e delle sue filiere) per la sua campagna di comunicazione “Think Different!”. Cooperativa friulana Legno Servizi – Tolmezzo – Ud (Categoria Gestione forestale sostenibile) per aver saputo riunire i segmenti della filiera foresta-legno del FVG operanti nell’area montana. Falegnameria Cocco Gabriele – Montorso Vicentino – Vi (Categoria Prodotto di Origine forestale) per il suo progetto di finestra biologica realizzata con i larici della val di Zoldo.
La cerimonia di consegna del premio è stata per Legambiente l’occasione per presentare il documento “La gestione forestale sostenibile, per garantire un futuro ai nostri boschi”, ve lo proponiamo integralmente:
La superficie forestale nel nostro Paese ha raggiunto i 10,9 milioni di ettari ed è cresciuta di quasi il 6% rispetto al 2005. Negli ultimi trenta anni i boschi hanno conquistato oltre 3 milioni di ettari e oggi coprono un terzo della nostra penisola.
Questi numeri restituiscono uno scenario con luci e ombre, poiché la crescita delle nostre foreste non è certo il risultato di politiche mirate o di strategie per la conservazione della biodiversità quanto, piuttosto, dell’abbandono di territori che sono stati persi alla pratica agricola, quella di montagna in particolare, e di un più generale abbandono e spopolamento di aree interne e di economie locali che oggi non hanno un futuro.
Il bosco si è “impossessato” di prati d’alta quota dove le vacche non vengono più portate a pascolare, di terrazzamenti non più manutenuti e di terreni incolti da decenni, che hanno prodotto paesaggi modificati a causa dell’abbandono.
L’abbandono delle aree rurali ha prodotto, nei fatti, una crescita quantitativa a cui non ha corrisposto sempre una maggiore qualità del bosco e del paesaggio forestale, perché all’aumento della densità forestale ha corrisposto una forte riduzione del sottobosco, utilizzato anche per molte produzioni forestali non legnose che sono andate disperse. I nostri boschi, dunque, non sono in grado di produrre una efficace protezione del suolo, producono poco e non sempre offrono una reale garanzia di efficace conservazione della biodiversità.
Abbandono, politiche di riforestazione sbagliate e ritardi nella gestione forestale sostenibile ci restituiscono un patrimonio forestale che oggi ha bisogno di un nuovo progetto culturale e politico che metta al centro la montagna, le aree interne e le condizioni di vita di questi territori.
Occorre partire dal nuovo ruolo che possono svolgere le popolazioni residenti per prevenire il dissesto idrogeologico e frenare gli effetti del cambio climatico, prevenire gli incendi boschivi e le patologie parassitarie che devastano e colpiscono i nostri boschi, ridurre la perdita di biodiversità e garantire i servizi ecosistemici, costruire una nuova e buona economia attraverso la valorizzazione e gestione della risorsa bosco.
Lo sforzo che dobbiamo compiere è quello di imboccare la strada della gestione forestale sostenibile (GFS), un modello in cui la gestione e l’uso delle foreste e dei terreni forestali avviene nelle forme e ad un tasso di utilizzo che consentono di mantenerne biodiversità, produttività, capacità di rinnovazione, per adempiere, ora e nel futuro, a rilevanti funzioni ecologiche, economiche e sociali, a livello locale, nazionale e globale, senza comportare danni ad altri ecosistemi.
Valorizzare il ruolo del bosco significa, infatti, essere consapevoli di quanto siano importanti le foreste, che forniscono ossigeno, cibo, principi attivi farmaceutici e acqua dolce, contrastano la desertificazione, aiutano a prevenire l’erosione del suolo, e svolgono un importante funzione come la stabilizzazione del clima contro il surriscaldamento globale, assorbendo ogni anno 289 miliardi di tonnellate di anidride carbonica e fungendo da depositi naturali di carbonio.
L’Italia, in questo contesto, deve fare fronte a un problema specifico: solo il 30% della nuova superficie boschiva che cresce ogni anno nel nostro Paese viene utilizzato. Ogni anno quindi per 100 nuovi alberi che crescono se ne tagliano 30, determinando una crescita della biomassa a un ritmo del 70% all’anno. In Europa si preleva con percentuali molto più alte, dal 60 al 90% della nuova biomassa che cresce. Oltre a migliorare le utilizzazioni forestali, secondo i criteri di GFS, un altro tema che dobbiamo affrontare è quello del ricorso all’importazione dall’estero di prodotti forestali. La nostra industria del legno è la prima in Europa, e gli arredamenti made in Italy sono apprezzati in tutto il mondo, ma a fornire la materia prima sono soprattutto i nostri vicini: Francia, Slovenia, Austria, Croazia e Svizzera. Siamo il primo importatore al mondo di legna da ardere, pellet e cippato con una spesa che si aggira intorno a 1 miliardo di euro all’anno.  E’ necessaria, quindi, una proposta per il made in Italy per le foreste e la filiera boschiva che valorizzi le risorse nazionali attraverso una gestione anche economica delle nostre foreste.
Per valorizzare in maniera sostenibile le nostre foreste occorre risolvere alcune questioni strutturali e normative che frenano un settore capace di esprimere grandi potenzialità, soprattutto per quanto riguarda il ripristino e la valorizzazione degli ecosistemi ago-forestali e l’uso efficiente delle risorse e del paesaggio, attraverso i quali promuovere una economia a basse emissioni di carbonio. Si tratta di superare le sovrapposizioni, le lacune di competenze e la mancanza di normative, semplificare e rendere trasparenti le procedure, insediare una regia nazionale forte in un settore chiave per l’economia e l’ambiente.
Pur essendo ricchi di patrimonio boschivo non riusciamo a mettere in campo una strategia nazionale (basti pensare che il ministero competente, il MIPAAF non ha ancora una direzione che si occupi di foreste), nè riusciamo a coglierne il ruolo che svolgono le foreste per la tutela della biodiversità o ampliarne l’utilizzo nel settore della bioedilizia e degli acquisti verdi.
Un punto di partenza dovrebbe essere la valorizzazione del patrimonio forestale pubblico, considerato che nel nostro Paese il 32,4% dei boschi è di proprietà dello Stato, delle Regioni o dei Comuni.
Partendo da questa base può essere immaginato un vero e proprio progetto per le foreste d’Italia, con cui stimolare anche la partecipazione dei privati, da inserire in un quadro di gestione multifunzionale che assicuri la tutela e la qualità delle risorse naturali legate al bosco (suolo, acqua, aria, paesaggio), ne garantisca il ruolo sociale, economico e ambientale e coinvolga le comunità locali in una strategia di sostenibilità per il lungo periodo.
Secondo i dati del Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Territoriale, che ha analizzato il nostro patrimonio forestale, oltre l’80% della superficie boschiva nazionale interessa le aree interne periferiche ed ultraperiferiche del Paese, ed è al contempo interessata per il 70% da aree naturali protette. Territori quindi che hanno bisogno sia di strategie di conservazione della biodiversità che di politiche attive per frenare lo spopolamento e l’abbandono di attività economiche.
Accanto alle buone pratiche, si stanno sviluppando strategie e politiche su cui i Parchi, ad esempio, da tempo si misurano con alterni successi, ma che oggi trovano nuovo vigore grazie alle politiche europee per la tutela della rete natura 2000 (PAF-Prioritized Action Framework) che richiedono l’attuazione di metodi e modelli avanzati di valorizzazione dei servizi ecosistemici, a partire dai crediti di carbonio. Occorre riconoscere ai proprietari di boschi pubblici il diritto di proprietà dei crediti di carbonio emessi, a fronte di comportamenti virtuosi di tutela e manutenzione del loro patrimonio forestale. L’assenza di qualsiasi forma di remunerazione per l’importante servizio di sink svolto nelle proprietà forestali (soprattutto quelle pubbliche), infatti, ha privato di una risorsa importante i piccoli comuni che basavano parte consistente delle loro entrate sui tagli boschivi, oggi vietati dalla consapevole qualità ecologica, paesaggistica e ambientali di questi patrimoni.
La proposta, concreta, è quella di premiare la gestione sostenibile dei boschi pubblici riconoscendo a queste comunità, che svolgono una funzione di mantenimento di questo patrimonio, un valore economico in termini di fiscalità di vantaggio e un ristoro in termini di nuove politiche pubbliche che devono interessare questi territorio.
Per rispettare la multifunzionalità del bosco e garantire la risorsa forestale nel tempo, è fondamentale, inoltre, una pianificazione e gestione forestale sostenibile che valorizzi l’uso del legno in edilizia e nei settori del risparmio energetico, interrompa le filiere di valore concentrate solo sull’uso energetico per i grandi impianti di biomassa, e promuova le esperienze di filiera corta, che incentivano l’uso domestico di biomassa locale, con l’uso di camini ad alta efficienza.
La sfida di oggi è quella che deve vederci impegnati nella promozione della certificazione forestale, che garantisca standard etici e ambientali, la pianificazione e l’utilizzo sostenibile dei prodotti del bosco e del sottobosco, la crescita di filiere boschive con cui contrastare il lavoro nero, l’illegalità e la scarsa pianificazione della “risorsa bosco” nel nostro Paese.
Legambiente

27 Settembre 2016
http://www.greenreport.it/news/agricoltura/la-gestione-forestale-sostenibile-garantire-un-futuro-ai-nostri-boschi/






LA CAMPAGNA ANTINCENDIO CONTINUA, MA FINO A QUANDO?


La campagna antincendio continua, ma fino a quando?


Adesso è ufficiale: la campagna antincendio continua, è arrivata la conferma nelle postazioni! Però non è ancora chiaro se si continua fio al completamento delle giornate, o ci sia qualche altra interruzione intorno ai 99 giorni così come si evince dall'audizione in Commissione Territorio Ambiente. Se così fosse: il teatrino continuerebbe? 



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L'audizione in Commissione Territorio Ambiente in merito alle problematiche attinenti al settore dell'antincendio. Guardate attentamente il video







SICILIA. L'ON MAGGIO (PD): BISOGNA INNANZITUTTO INDIVIDUARE LE RISORSE PER COMPLETARE L’ATTIVITÀ ANTINCENDIO. MA AL TEMPO STESSO È INDISPENSABILE LAVORARE DA SUBITO PER POTER FARE PARTIRE IN TEMPO LA CAMPAGNA 2017


Sicilia. Maggio: iniziare subito a lavorare per campagna antincendio


La campagna antincendio in Sicilia deve essere organizzata nel modo e nei tempi giusti: bisogna innanzitutto individuare le risorse per completare l’attività antincendio 2016 che prevede anche interventi di manutenzione e di prevenzione sul territorio, ma al tempo stesso è indispensabile lavorare da subito per poter fare partire in tempo la campagna 2017”. Lo dice Mariella Maggio, presidente della commissione Territorio e Ambiente all’Ars, dove oggi sono state ascoltate le organizzazioni sindacali del settore.
“E’ necessario ottimizzare il lavoro e le presenze sul territorio, servono mezzi ed equipaggiamenti adatti, bisogna coinvolgere enti ed amministrazioni locali: non basta ad esempio che i sindaci emettano ordinanze, bisogna poi farle rispettare. L’ultima stagione estiva è stata segnata da danni incalcolabili al nostro patrimonio boschivo ed al nostro territorio: già dalla prossima finanziaria bisognerà individuare risorse adeguate e sarà indispensabile organizzare il servizio all’interno di un progetto di riordino complessivo del settore, per tutelare e valorizzare il nostro verde”.


27 Settembre 2016
http://www.regionelife.it/sicilia-maggio-iniziare-subito-a-lavorare-per-campagna-antincendio/


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DAL PONTE AL PATTO E AI PRECARI È PARTITA LA TOMBOLA ELETTORALE. LA GARA PER CHI PROMETTE DI PIÙ. IL BLOG: NON C'È TRACCIA PER I FORESTALI, CIOÈ LA CATEGORIA PIÙ ANZIANA NON STABILIZZATA


IL PUNTO

Dal Ponte al Patto e ai precari
È partita la tombola elettorale



La gara per chi promette di più. Dalla grande opera che piaceva a Cuffaro, e riproposta da Renzi, ai 1.100 cantieri annunciati da Crocetta.

PALERMO - Centomila. Milleecento. Quattordicimila. È partita la tombola elettorale. Il Ponte, il Patto e i precari. Ecco gli ingredienti del nuovo libro dei sogni di Sicilia. I protagonisti principali, il premier e il governatore, uniti stavolta nel ruolo degli illusionisti. Di diffusori di fumo verso gli occhi gonfi dei siciliani.


Adesso il ponte piace a tutti. Pensate un po', piace persino ad Antonello Cracolici e ai suoi compagni ex Ds. Gli stessi che sbraitavano e protestavano quando il progetto portava la targa di Totò Cuffaro, che ieri giustamente (e provocatoriamente) rivendicava: “Quei progetti sono i miei”. È scomparsa la mafia, insomma, il malaffae, i potentati. Ma anche il ponte di Renzi, come quello di Cuffaro, rischia di rimanere lì, sulla carta. A uso e consumo delle prossime tornate elettorali, dove il Pd dovrebbe (ma dia già una occhiata alle reazioni della gente di Messina) usare la leva dei centomila posti di lavoro garantiti dal megap-progetto. Una berlusconata con uno zero in meno. “Matteo Renzi, - attaccava il Movimento cinque stelle ieri in Aula - è la Wanna Marchi delle grandi opere. Viene qui a promettere infrastrutture irrealizzabili, un vizio che ha preso dai suoi predecessori”. Lo stesso Crocetta però ha aperto alla grande opera: “Sempre se ci sono i soldi, però...”. Nel frattempo, i pochi soldi destinati alle strade provinciali, poche settimane fa sono stati utilizzati per garantire gli stipendi dei dipendenti delle ex Province, innocenti vittime della riforma-flop del governatore. Mentre il ponte franato sulla Palermo-Catania non è mai stato ripristinato, nonostante un imbarazzante taglio di nastro dello stesso Renzi, pochi mesi fa. E mentre tra linee ferroviarie e autostrade, si impiega di più da Trapani a Ragusa di quanto impiegheresti da Napoli a Treviso. E così, persino qualcuno del Pd – nel caso specifico la deputata ex Cgil Mariella Maggio – ha alzato il dito: “Ma non sarebbe meglio, prima del Ponte, sistemare le strade?”. E magari, è stato chiesto ieri in Aula da Nello Musumeci, intervenire sul rischio antisismico, sulla riqualificazione urbana. Sulle falle di Sicilia, insomma.

Per quello, a quanto pare però, interverrà il Patto per la Sicilia e i sui cantieri. Già, perché nella tombola delle elezioni è importante anche tirare fuori il numero giusto, quello buono. Per Crocetta è “1.100”. Tanti sarebbero i progetti “quasi tutti già cantierabili” assicura il presidente. Ma quando mai. L'iter per sbloccare quei miliardi sotto i quali Crocetta e Renzi hanno apposto una firma all'ombra dei Templi di Agrigento servirà un procedimento lungo e faticoso. Anche perché al momento non esiste il documento “principe”, ovvero la delibera del Cipe. Quando questa sarà pronta, dovrà passare dal sottosegretario alla presidenza De Vincenti, poi dovrà avere il via libera dal Ministero per l'Economia e le Finanze, quindi dovrà essere firmato dal presidente del Consiglio Renzi e dal sottosegretario Lotti. Ma non è finita. Il documento dovrà quindi essere inviato alla Corte dei conti per la registrazione, quindi tornerà al Cipe, che dovrà rinviarlo al governo centrale prima del trasferimento delle risorse alla Regione che a quel punto potrà accertare le entrate. Ma non finisce qui. I soldi non verranno liquidati tutti in una volta, ma a scaglioni. Ovvero dapprima ecco un'anticipazione del cinque per cento, poi via via del dieci per cento solo tramite il rendiconto delle spese realmente compiute. Insomma, per farla breve, se il ritmo sarà quello della spesa dei fondi europei, altro che mille cantieri...

Intanto, incombe sull'isola un'emergenza per nulla emergenziale. È quella dei precari siciliani. Quattordicimila solo negli enti locali, altre migliaia in Asp e soggetti pubblici vari. Ogni anno, ovviamente, non si parla di loro fino agli ultimi mesi. Quando si prenderà atto che l'unica manovra possibile è una “proroghina” che sarà il frutto di qualche generosa deroga dello stato centrale, conquistata grazie all'impegno prezioso di qualche parlamentare siciliano. La solita storia, il solito copione. Se non fossimo già, di fatto, in campagna elettorale. E così, ecco sia Crocetta che i renziani saltare sul nuovo “carrozzone” della precarietà. Per Davide Faraone si chiama “Agenzia unica”, per il governatore risponde al nome “Resais”. Un calderone, comunque, nel quale far confluire questi eterni precari, come un purgatorio in attesa di una assegnazione. Una ipotesi rispedita al mittente dagli stessi lavoratori, a dire il vero, che la vedono come un passo verso l'addio all'agognato posto negli enti, dopo decenni di precariato. Ma da Roma e Palermo potrebbero presentarsi col classico aut aut: “O questo, o a casa”. E la manovra, raccontata così, sa tanto di salvataggio, di miracolo. Da “riscuotere” nei successivi mesi di campagna elettorale. Nel frattempo, altri piccoli “illusionisti” crescono. All'Ars, è il turno del deputato catanese renziano Gianfranco Vullo, che ha studiato un piano per l'assunzione di 1.200 giovani laureati attraverso incentivi. E ne ha già dato notizia, manco fosse cosa fatta. Il disegno di legge, invece, deve ancora essere persino discusso in Commissione. Fumo, insomma, al momento. O se si preferisce, un nuovo numero, nella tombola elettorale.

29 Settembre 2016
http://livesicilia.it/2016/09/29/dal-ponte-al-patto-ai-precari-e-partita-la-tombola-elettorale_787137/







FORESTALI, BACCEI RASSICURA: "CAMPAGNA ANTICENDIO SENZA STOP"


REGIONE

Forestali, Baccei rassicura:
"Campagna anticendio senza stop"




PALERMO - "L'impegno assunto ieri in Commissione Ambiente da parte dell'Assessore regionale all'Economia è stato mantenuto: la campagna antincendio boschivo può proseguire senza interruzione e i lavoratori possono continuare a lavorare senza sospensione". Lo afferma l'assessore Alessandro Baccei. "E stato firmato il decreto con il quale la Ragioneria sblocca interamente le somme autorizzate per l'antincendio con la legge di stabilità 2016. - aggiunge - Con il decreto si rendono disponibili anche le residue somme pari a 50 milioni di euro rimaste bloccate nell'allegato 2 della legge finanziaria 2016 in attesa dell'accordo con lo Stato".
"Con questo ulteriore provvedimento, che fa seguito al trasferimento dei 500 milioni da parte dello Stato oltre ai 900 milioni già assegnati alla Sicilia - prosegue - con la legge di stabilità nazionale, si completa così la manovra finanziaria 2016". Secondo Baccei: "Nei prossimi giorni, quindi, tutte le amministrazioni interessate, a cominciare dagli stessi Enti Locali, sia per le spese correnti che per i precari, i teatri, le ex province, gli enti regionali, le comunità alloggio, i consorzi di bonifica potranno utilizzare questo ulteriore disponibilità per far fronte agli impegni di bilancio assunti".


28 Settembre 2016
http://livesicilia.it/2016/09/28/forestali-baccei-rassicura-campagna-anticendio-senza-stop_787134/



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Ultim'ora. La campagna antincendio puo' proseguire. Emesso il decreto per sbloccare i 50 milioni della finanziaria

Emanato il decreto per far proseguire la campagna antincendio









IL MAB SICILIA NON ABBASSERÀ LA GUARDIA


Ricevo e pubblico 
dal Presidente MAB Sicilia 
Salvatore Ferrara 


Il MAB Sicilia non  abbasserà la guardia



Il MAB Sicilia non  abbasserà la guardia, vincere una battaglia non è vincere la guerra. Per questo colleghi dobbiamo andare avanti poiché quest'anno dobbiamo migliorare definitivamente il comparto antincendio boschivo forestale. Dobbiamo ottenere una legge e un contratto per un futuro lavorativo migliore. Andiamo avanti! 
Il Presidente MAB Sicilia 
Salvatore Ferrara 






APPROVATA IN GIUNTA REGIONALE LA PRIMA ATTUAZIONE DEL PATTO PER LA SICILIA. 60 MILIONI DI EURO IN PROGETTI DI MANUTENZIONE DEL TERRITORIO, RINATURALIZZAZIONE E TUTELA DELLA BIODIVERSITÀ DA REALIZZARE ATTRAVERSO GLI OPERAI FORESTALI


Patto per il sud. Cracolici: ”60 milioni per riqualificazione boschi e aree verdi con operai forestali”


“Approvata in giunta regionale la prima attuazione del Patto per la Sicilia. 60 milioni di euro in progetti di  manutenzione del territorio, rinaturalizzazione e tutela della biodiversità che realizzeremo attraverso gli operai forestali.”
Lo dice in una nota  l’assessore regionale all’Agricoltura Antonello Cracolici, commentando il via libera in giunta alla prima attuazione del Patto per il Sud.
“Con i 3,7 milioni per i Consorzi di bonifica stanziati nella ‘finanziaria bis’, che si aggiungono ai 2,7 della manovra economica di quest’anno, siamo riusciti a dare un aiuto concreto all’agricoltura siciliana sostenendo il costo dell’acqua per uso irriguo”. Lo dice Giovanni Panepinto, vicepresidente del gruppo parlamentare del Partito Democratico all’Ars.
“E’ stato un risultato non semplice vista l’attuale situazione finanziaria della Regione, che si somma ad altre misure per l’agricoltura come il bando di prossima pubblicazione per le strade rurali. E’ evidente – aggiunge Panepinto – che l’impegno del PD in questa direzione prosegue: nelle prossime variazioni di bilancio, in esame fra qualche giorno all’Ars, puntiamo a individuare le somme necessarie per la manutenzione degli impianti irrigui attraverso l’attività dei ‘cinquantunisti’, che devono poter effettuare settantotto giornale lavorative”.

23 Settembre 2016
http://www.siciliaagricoltura.it/2016/09/23/patto-per-il-sud-cracolici-60-milioni-per-riqualificazione-boschi-e-aree-verdi-con-operai-forestali/









28 settembre 2016

I SINDACATI VENGONO RASSICURATI CHE IL DIRIGENTE È STATO AVVISATO PER POTER CONTINUARE L'ATTIVITÀ ANTINCENDIO SENZA INTERRUZIONE


I sindacati vengono rassicurati che il Dirigente è stato avvisato per poter continuare l'attività antincendio senza interruzione


Abbiamo saputo in serata che è stata firmato il decreto con il quale assegnano ulteriori somme al Territorio Ambiente, inoltre ci hanno rassicurato che il Dirigente di Palermo è già stato avvisato per poter continuare l'attività antincendio senza interruzione.
Pertanto domani ci sembra opportuno che si autoconvochino solo le Segreterie all'IRF per verificare che tutto proceda per il verso giusto.
Scotti, Russo, La Bua






EMANATO IL DECRETO PER FAR PROSEGUIRE LA CAMPAGNA ANTINCENDIO


Ricevo e pubblico
dal Segretario regionale del Sifus
Giuseppe Fiore












ULTIM'ORA. LA CAMPAGNA ANTINCENDIO PUO' PROSEGUIRE. EMESSO IL DECRETO PER SBLOCCARE I 50 MILIONI DELLA FINANZIARIA


Ricevo e pubblico
dal Segretario Provinciale Uila Uil Enna-Caltanissetta
nonchè componente della Segreteria Regionale
Vincenzo Saverino










PSR SICILIA, BANDO DA 34 MILIONI PER LA VIABILITÀ RURALE. L'AVVISO, CHE HA UN TETTO DI SPESA DA 34 MILIONI DI EURO, È VALIDO PER L'AZIONE 1: VIABILITÀ INTERAZIENDALE E STRADE RURALI PER L'ACCESSO AI TERRENI AGRICOLI E FORESTALI


Psr Sicilia, bando da 34 milioni per la viabilità rurale



 
L'assessore regionale all'Agricoltura Antonello Cracolici, da Palermo, annuncia: "Entro fine anno saranno attivate tutte le misure del Psr Sicilia 2014-2020"

di Mimmo Pelagalli
In Sicilia è stato lanciato il bando sulla misura 4.3 "Sostegno a investimenti nell'infrastruttura necessaria allo sviluppo, all'ammodernamento e all'adeguamento dell'agricoltura" del Programma di sviluppo rurale 2014-2020.
L'avviso, che ha un tetto di spesa da 34 milioni di euro, è valido per l'azione 1: viabilità interaziendale e strade rurali per l'accesso ai terreni agricoli e forestali.

Il bando, presentato in una conferenza stampa a Palermo, ha visto l'assessore all'Agricoltura della Regione siciliana, Antonello Cracolici, annunciare che entro il 2016 saranno attivate tutte le misure del Psr Sicilia 2014-2020.

In questo bando alle strade rurali sono riservati 30 milioni di euro, alle vie di accesso ai boschi vanno invece 4 milioni.
Le domande di partecipazione vanno inviate tramite il portale Sian dal 1° novembre al 20 dicembre 2016; ed entro quelle stesse date, la documentazione, completa di progettazione, va presentata anche in forma cartacea.

"Con il bando sulla viabilità rurale e forestale saranno stanziati 34 milioni di euro destinati ad associazioni di aziende agricole, e consorzi di comuni per la costruzione di nuove strade di collegamento, la ristrutturazione  e la messa in sicurezza di strade già esistenti" spiega in una nota l'assessore regionale all'Agricoltura. "La difficoltà di accesso nelle aree agricole rappresenta uno dei problemi più seri che penalizza la competitività delle nostre aziende. Con queste risorse sarà possibile dare risposte concrete a tutto l'indotto agricolo" continua l'assessore.
Nella nuova programmazione della Sicilia, anche gli enti pubblici potranno partecipare al bando: comuni e consorzi di comuni in particolare.  Priorità verrà data ai progetti su aree a forte concentrazione aziendale, ai collegamenti con le industrie di trasformazione o con assi viari principali.
Sulle strade rurali la dotazione finanziaria complessiva è di 76 milioni di euro fino al 2020.

"Questa è la decima misura attivata assieme alle misure a superficie, a quelle sulla promozione e certificazione. Il Psr sta prendendo forma; nelle prossime settimane saranno pubblicati gli altri bandi sugli investimenti. Contiamo di avviare tutte le misure entro l'anno" conclude Cracolici.

28 Settembre 2016
http://agronotizie.imagelinenetwork.com/agricoltura-economia-politica/2016/09/28/psr-sicilia-bando-da-34-milioni-per-la-viabilita-rurale/50285





IL COMANDO NON RITIRA LE SOSPENSIONI E I SINDACATI DECIDONO DI AUTOCONVOCARSI PER DOMANI MATTINA AL SIRF DI PALERMO


Ricevo e pubblico
dalle Segreterie Provinciali  di
Fai, Flai e Uila Palermo


Il Comando non ritira le sospensioni e i Sindacati decidono di autoconvocarsi per domani mattina al sirf di Palermo 




CAMPAGNA ANTINCENDIO
Ritenevamo che a seguito della riunione di ieri in Commissione ARS Territorio e Ambiente tutti i sogetti avessero compreso la gravità di quanto sta accadendo e si fossero immediatamente attivati e che il Comando inoltre, avesse compreso che doveva ritirare la sospensione. Almeno al momento non sembrerebbe così, ma sappiamo che il Bilancio ha preparato i decreti sulle somme disponibili con l'obiettivo di mandare tutto al Comando entro questa sera.
A questo punto come Segreterie non ci rimane che autoconvocarci a partire dalle 10.30 di domani al SIRF di Palermo per pretendere la prosecuzione della  campagna antincendio e il completamento delle giornate occupazionali previste dalla legge.
Scotti, Russo, La Bua







L'IMPEGNO PRESO DAGLI ASSESSORATI AL TERRITORIO E AL BILANCIO. FORESTALI, ATTESE NUOVE RISORSE PER IL SEVIZIO ANTINCENDIO IN SICILIA


L'IMPEGNO PRESO DAGLI ASSESSORATI AL TERRITORIO E AL BILANCIO

Forestali, attese nuove risorse per il sevizio antincendio in Sicilia


Un provvedimento immediato dell’assessorato regionale al bilancio per l’assegnazione di ulteriori risorse al comando del Corpo forestale siciliano, per scongiurare la sospensione del servizio antincendio.
L’impegno del governo regionale è scaturito da un’audizione di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil siciliane nella Commissione Territorio e ambiente dell’Ars alla quale hanno partecipato i capo di gabinetto degli assessorati al Territorio e al Bilancio e il direttore generale del comando corpo forestale.
“Vigileremo adesso – dicono i segretari generali di Flai, Fai e Uila Tripi, Cipriano e Marino – affinchè tutto proceda per come ci è stato assicurato”.

27 Settembre 2016
http://palermo.blogsicilia.it/forestali-attese-nuove-risorse-per-il-sevizio-antincendio-in-sicilia/357041/






ENNA. ARRIVANO GLI STIPENDI PER GLI AIB E I LAVORATORI OTI E OTD DELL'AZIENDA


Ricevo e pubblico
dal Segretario Prov.le Uila Uil Enna-Caltanissetta
Vincenzo Savarino


Enna. Arrivano gli stipendi per gli aib e i lavoratori oti e otd dell'azienda




Enna. Firmati e inviati in banca i mandati di pagamento del saldo mese di luglio e mese di agosto servizio antincendio. 
Azienda. Domani saranno trasmessi in banca i mandati relativi al pagamento della mensilità di luglio Oti e Otd
Scornavacche - Bubbo - Savarino 




L'ANAS DI COLLESANO PROMUOVE UN CORSO DI MICOLOGIA VALIDO PER IL RILASCIO DEL PATENTINO PREVISTO DALLA LEGGE


Ricevo e pubblico
dal Presidente Anas Collesano
Antonello Vara










L'ON. TRIZZINO IN COMMISSIONE AMBIENTE PER DISCUTERE DEL PROBLEMA DEGLI INCENDI: AL PROSSIMO INCENDIO, SARANNO PRONTI A PRENDERVI PER I FONDELLI. E SAPETE DI CHI È LA COLPA? LA COLPA È DI QUEI SICILIANI CHE GODONO NEL FARSI PRENDERE PER I FONDELLI E CONTINUANO A VOTARLI


Dalla pagina facebook
dell'On. Giampiero Trizzino (M5S)



L'On. Trizzino in Commissione Ambiente: al prossimo incendio, saranno pronti a prendervi per i fondelli. E sapete di chi è la colpa? la colpa è di quei siciliani che godono nel farsi prendere per i fondelli e continuano a votarli


Avete presente i comunicati dei politici che gridano allo scandalo all'indomani degli INCENDI che distruggono centinaia di ettari di patrimonio boschivo? Frasi del tipo "dobbiamo impegnarci tutti", "la nostra terra va difesa" e altre menzogne di questo tenore, riempiono le loro bocche e le pagine dei quotidiani.
Ebbene, in questo esatto momento, al Parlamento regionale si sta celebrando una audizione per discutere del problema degli INCENDI. Sapete quanti di quei politici sono presenti oltre a noi del M5S? Due! Due soltanto.
E gli altri? Gli altri, al prossimo INCENDIO, saranno pronti a prendervi per i fondelli con le frasi di cui sopra. E sapete di chi è la colpa? La colpa non è loro. La colpa è di quei siciliani che godono nel farsi prendere per i fondelli e continuano a votarli.



Notizia correlata:

L'audizione di oggi in Commissione Territorio Ambiente in merito alle problematiche attinenti al settore dell'antincendio. Guardate attentamente il video






MODIFICHE ED INTEGRAZIONI, PER IL COMPLETAMENTO DELLE ATTIVITÀ PER LA DIFESA DEL PATRIMONIO BOSCHIVO DELLA SICILIA PER L'ANNO 2016. ECCO LA DELIBERA DELLA GIUNTA DEL 21 SETTEMBRE


Modifiche ed integrazioni per il completamento (garanzie occupazionali) delle attività per la difesa del patrimonio boschivo della Sicilia per l'anno 2016. Ecco la delibera della Giunta del 21 settembre



Leggi la delibera in Pdf







IL SIFUS: LA PRESIDENZA DELLA REGIONE CI HA COMUNICATO CHE UTILIZZERÀ I FONDI DELIBERATI IL 21 SETTEMBRE DALLA GIUNTA. CIÒ SIGNIFICA CHE IL SERVIZIO ANTINCENDIO NON VERRÀ INTERROTTO


Ricevo e pubblico
dal Segretario regionale del Sifus
Giuseppe Fiore


Il Sifus: la Presidenza della regione ci ha comunicato che utilizzerà i fondi deliberati il 21 settembre dalla giunta. Ciò significa che il servizio antincendio non verrà interrotto


Forestali antincendio siciliani.
La Presidenza della Regione, tramite il Dott. Giuseppe Caudo ci ha comunicato che la ragioneria generale ha autorizzato il Dott. Gullo del Comando Forestale ad utilizzare la stragrande maggioranza dei fondi deliberati il 21 settembre dalla Giunta, senza passare  dal voto alle variazione di bilancio  da parte dell'Ars. Ciò significa che il servizio antincendio  non verrà  interrotto, ne'  in provncia di palermo né  ovunque. Teniamo alta la guardia! Stateci vicini! Il Sifus c'e'! 
Maurizio Grosso-Giuseppe Fiore






CROCETTA ALL’EXPO DI BRONTE. SANITÀ E PRECARI FULCRO DELL’INCONTRO. PER I PRECARI L’IMPEGNO È LA LORO STABILIZZAZIONE PRIMA DELLA FINE DEL SUO MANDATO


LA VISITA

Crocetta all’Expo di Bronte
Sanità e precari fulcro dell’incontro




BRONTE – Il presidente Crocetta e le urgenze del territorio. Sono stati loro, ieri a Bronte, i protagonisti della prima domenica di Expo del pistacchio. Una giornata di pioggia battente che solo nel tardo pomeriggio ha concesso una tregua, giusto in tempo per accogliere in Comune il Governatore della Sicilia e permettere poi la programmata visita agli stand dell’Expo.

di Barbara Prestianni
Il futuro dell’ospedale e la situazione dei precari. Prima del giro tra leccornie al pistacchio e delle strette di mano a commercianti e passanti, sono state però le priorità dell’agenda cittadina, e quelle di tutto il territorio, ad essere discusse all’interno dell’aula consiliare. Alla presenza delle Forze dell’Ordine, dei cittadini e degli amministratori di Maletto, Maniace, Cesarò e Santa Domenica Vittoria, è stato il padrone di casa, il sindaco Graziano Calanna, accompagnato dalla propria Giunta e dal Consiglio, a riportare al Presidente le preoccupazioni vissute ad oggi dagli abitanti della zona. Su tutte gli interrogativi sul futuro dell’Ospedale Castiglione - Prestianni, che secondo il nuovo Piano sanitario dovrebbe essere trasformato in presidio di zona disagiata, e la situazione dei 75 precari comunali in seguito alla decisione della Regione di tagliare il fondo a loro riservato per i Comuni che percepiscono le royalties. 841 mila euro in meno, una decurtazione “dal nostro bilancio che ci crea serie difficoltà ad andare avanti”. “Noi ancora oggi, a settembre – ha aggiunto Calanna – non abbiamo potuto fare il bilancio previsionale. Eravamo pronti per approvarlo in giunta, poi questa decurtazione di fondi ci ha reso impossibile proseguire”.

Da Crocetta sono giunte ancora rassicurazioni. Le stesse già date pochi giorni fa al sindaco di Bronte ricevuto a Palazzo d’Orléans. Di fronte alle criticità orografiche e di mobilità presenti in Sicilia, “dobbiamo fare dei ragionamenti, per cui la bozza di piano che c’era per me è inesistente. Si parte dalla consultazione dei territori”. Nelle parole del Presidente bisogna prima di tutto porsi “la questione del rafforzamento dei presidi sanitari e le questioni legate alle aree di disagio. Chiarite queste, poi possiamo fare qualsiasi piano di rete vogliamo”. Da rivedere, invece, la questione delle royalties, mentre per i precari l’impegno è la loro stabilizzazione prima della fine del suo mandato. La soluzione sarebbe infatti quella di un loro “incardinamento presso una società della Regione, come può essere la Resais, che può assumerli tutti e man mano che nei comuni si liberano posti in pianta organica possono assorbirli”. 

Al centro del dibattito anche i finanziamenti previsti dal Patto per il Sud, che a Bronte ha portato 18 milioni e 820 mila euro destinati a quattro opere pubbliche. Un patto che, ha evidenziato Crocetta, “non ha previsto solo cose per Catania, Palermo e Messina, ha previsto per tutte le città siciliane cantieri, servizi e strutture”. Finanziamenti che metteranno in moto “l’economia locale”, con “imprese piccole e medie siciliane che potranno lavorare e determineranno l’occupazione del territorio” e diverse di queste opere che “verranno gestite direttamente dai comuni”.

“Non è il momento di parlare di candidature, ma io non permetterò che questa Sicilia ritorni indietro. Abbiamo iniziato un cammino e lo dobbiamo portare avanti”. Ma la speranza, tra le parole finali del Governatore, impegnato anche ad elencare i risultati raggiunti in questi anni e i progetti futuri, è quella di uscire da Palazzo “fra sei anni”, con la precisazione, quando sarà, che “io non esco dal Palazzo con le società”, “io riesco nudo come sono entrato”.


27 Settembre 2016
http://catania.livesicilia.it/2016/09/27/crocetta-allexpo-di-bronte-sanita-e-precari-al-centro-dellincontro_390742/







MAFIA - OPERAZIONE GRANDE PASSO. QUALCUNO RUBÒ LA MUCCA AL MAFIOSO E I FORESTALI PAGARONO I DANNI


MAFIA - OPERAZIONE GRANDE PASSO
Qualcuno rubò la mucca al mafioso
E i forestali pagarono i danni


I verbali del blitz. Insolita estorsione scoperta dai carabinieri in provincia di Palermo.

di Riccardo Lo Verso
PALERMO - Furono accusati di avere rubato una mucca a uno dei presunti affiliati della famiglia mafiosa di Chiusa Sclafani. Non erano stati loro, ma quattro operai della forestale misero lo stesso mano al portafogli. Mille euro ciascuno per evitare guai.


Il furto era stato subito da Pietro Vaccaro che gestì la richiesta di risarcimento senza dire nulla al suo referente mafioso, Pietro Paolo Masaracchia. Che quando lo seppe diede disposizioni a Vincenzo Pellitteri, pure lui arrestato nei mesi scorsi: "Questa grana della vacca indietro devono tornare". Anche il figlio di Pellitteri era a conoscenza della faccenda: "Mio padre deve capire quei quattro mila euro dove sono andati a finire" .


Alla luce delle intercettazioni i quattro operai furono convocati dai carabinieri. Uno di loro raccontò che Bernardo Saporito, altro presunto allevatore affiliato al clan, gli diede appuntamento a Corleone. E da qui raggiunsero un luogo appartato a bordo della Ford Focus di Saporito, dove fu mossa la contestazione ufficiale: avevano rubato la mucca di Vaccaro e se l'erano mangiata. L'operaio si fece portavoce della rimostranza con i colleghi. Bisognava raccogliere, e in fretta, i soldi.


"Pur non essendoci appropriati del bovino in questione - hanno messo a verbale una volta che gli investigatori gli hanno mostrato le intercettazioni - abbiamo deciso di versare tale somma di denaro, evitando al contempo che altri operai della forestale appartenenti alla nostra squadra e in una situazione economica più disagiata della nostra potessero essere coinvolti, al fine di evitare discussioni e per la tranquillità delle nostre famiglie...".

28 Settembre 2016



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CARO RENZI, IL PONTE SULLO STRETTO NON FARÀ DIMENTICARE I DANNI CHE HA FATTO AL LAVORO, ALLA SCUOLA E AL SUD


Caro Renzi, il Ponte sullo Stretto non farà dimenticare i danni che ha fatto al lavoro, alla scuola e al Sud


I mega-servizi dei Tg sulle sue trovate – in queste ore c’è il berlusconismo di ritorno, col Ponte sullo Stretto di Messina e i 100 mila posti di lavoro – non cancellano i danni che il suo Governo ha prodotto nel mondo del lavoro, nel mondo della scuola e al Sud. Il 4 Dicembre, in occasione del referendum sulle riforme-deforme costituzionali imposta dal suo Governo e avallate dal Parlamento nazionale di ‘nominati’, gli italiani in generale e i meridionali in particolare le dimostreranno che la demagogia da quattro soldi non paga


Cosa pensa Renzi della Sicilia? E, in generale, cosa pensa dei meridionali? Come ha detto e ribadito Pino Aprile, non è facile, nella storia della Repubblica italiana, trovare un Governo nazionale più ostile del suo al Sud. Un antimeridionalismo che rasenta il razzismo, quello dell’attuale capo del Governo. Cosa si aspetta Renzi da Napoli, dopo che sta cercando di mettere in difficoltà l’Amministrazione comunale partenopea di Luigi De Magistris tagliandogli tutte le risorse finanziarie? E cosa si aspetta dalla Sicilia, dove ha portato la Regione, i Comuni e le ex Province a un default non dichiarato?

Ora, dopo che ha massacrato il Mezzogiorno pensa di risolvere tutto con la trovata, ormai trita e ritrita, del Ponte sullo Stretto di Messina?

Renzi è un personaggio politico scontato. Tutto quello che fa sembra scritto in un pessimo copione che lui recita peggio. Prima la sceneggiata del ‘Patto per il Sud’. Ha preso i soldi delle Regioni del Mezzogiorno, ne ha dirottato più di metà nel Centro Nord Italia, e poi ha organizzato una serie di sceneggiate, peraltro anche volgari, facendo credere, provando a fare credere ai cittadini che il Governo nazionale sta investendo nel Sud.

Ci aspettavamo una reazione dignitosa da parte degli amministratori delle Regioni e delle città del Meridione. Ma l’unico presidente di Regione che ha ricordato a questo personaggio che i soldi del ‘Patto per il Sud’ sono risorse finanziarie del Mezzogiorno e che, anzi, sono state più che dimezzate, è stato il presidente della regione Puglia, Michele Emiliano. Solo Emiliano ha detto a Renzi che i soldi erano già della Puglia e che, anzi, Roma li aveva più che dimezzati. Per il resto, silenzio e lecchinaggio.

Il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, per l’occasione, ha anche organizzato una sceneggiata all’ombra della Valle dei Templi di Agrigento. Come hanno fatto qualche mese prima alcuni miliardari, che hanno affittato il Parco archeologico della Valle dei Templi per cenare tra il Tempio della Concordia e il Tempio di Giunone – noi, qui in Sicilia, quelli che si comportano così li chiamiamo tasci – Renzi, Crocetta e il Ministro agrigentino Angelino Alfano non hanno trovato di meglio che montare un tavolo nella Valle dei Templi per annunciare investimenti ‘megagalattici’ con i nostri soldi.

Cosa pensa di guadagnare, politicamente, il Governo nazionale con questa pagliacciate? Renzi, Crocetta, Alfano e, in generale, l’eletta schiera del centrosinistra lo scopriranno ad apertura delle urne.

Prima lo scopriranno il 4 Dicembre, quando i Siciliani gli dimostreranno che cosa pensano di Renzi, del suo PD e delle riforme costituzionali ammazza-democrazia. Ma le vere sorprese Renzi, il suo PD, il Ministro Alfano e tutta l’allegra compagnia di ‘ascari’ e trasformisti le avranno alle elezioni regionali siciliane del prossimo anno e alle elezioni politiche nazionali del 2018.

Renzi pensa veramente che, con la trovata berlusconiana del Ponte sullo Stretto di Messina e con il miraggio di centomila posti di lavoro, i siciliani e i calabresi ‘abbocchino’?

Presidente Renzi: il suo Governo ha lasciato gli ospedali pubblici siciliani senza posti letto e la Ministra Lorenzin li vuole impoverire ancora di più; circa 200 analisi cliniche sono ormai a pagamento e chissà cosa dovremo pagare ancora; le autostrade, le strade a scorrimento veloce, le strade provinciali e persino le strade interpoderali sono abbandonate; le scuole – le scuole, presidente Renzi! – sono senza manutenzione; le linee ferroviarie sono un disastro; se da Palermo o da Catania ci dobbiamo recare a Bari o a Lecce, cinque giorni su sette dobbiamo prendere un areo che prima ci porta a Roma, spendendo una cifra impossibile; per non parlare di Alitalia, che ha ricominciato a fare i soliti giochi sulla pelle dei Siciliani (per fortuna che, rispetto al passato, ci sono altre compagnie aree).

Potremmo continuare con la pasta al glifosato, con l’olio d’oliva tunisino, con le arance del centro Africa, con i limoni argentini: tutte cose che dobbiamo anche al suo Governo e agli europarlamentari del suo partito, che approvano questi accordi contro l’agricoltura del Sud.

Per non parlare dei danni che il suo Governo ha fatto alla Regione siciliana: grazie all’ascarismo dei dirigenti del PD siciliano, le hanno consentito di ‘saccheggiare’ le risorse finanziarie della nostra Isola, dai due ‘Patti scellerati’ firmati con lei da Crocetta ai circa 10 miliardi di Euro di entrate fatte sparire dal Bilancio regionale.

Poi arriva, si rende conto che non solo in Sicilia, non solo nel Sud, ma in tutta l’Italia monta la protesta nei suoi confronti e che fa? Tira fuori la storia del Ponte sullo Stretto di Messina!

Ma non ha dove andare, presidente Renzi. Il fatto che l’informazione ufficiale nasconda le manifestazioni popolari contro di lei e contro il suo Governo in tante città italiane non significa che le proteste non ci sono: per sua sfortuna la rete, oggi, fa quello che molta parte dell’informazione italiana non fa: tutti abbiamo visto i celerini – che sono i suoi compagni di viaggio in Italia – che massacrano di botte chi scende in piazza per protestare contro il suo Governo.

Noi l’aspettiamo, presidente Renzi. L’aspettiamo il 4 Dicembre. Pensa che avere allontanato la data del referendum convincerà gli italiani a votare Sì? Pensa che gli italiani dimenticheranno i danni che lei ha prodotto all’economia, alla scuola, al mondo del lavoro? Pensa di far dimenticare tutto questo con il Ponte sullo Stretto?

Si sbaglia, presidente Renzi. E, se ha tempo, avverta anche il suo sodale Ministro Alfano che i Siciliani stanno aspettando anche lui: stanno aspettando le elezioni per fare scomparire il suo partito di ‘Anime morte’ – il Nuovo Centrodestra Democratico – e i suoi alleati dell’UDC.

28 Settembre 2016
http://www.inuovivespri.it/2016/09/28/caro-renzi-il-ponte-sullo-stretto-non-fara-dimenticare-i-danni-che-ha-fatto-al-lavoro-alla-scuola-e-al-sud/






27 settembre 2016

L'AUDIZIONE IN COMMISSIONE TERRITORIO AMBIENTE IN MERITO ALLE PROBLEMATICHE ATTINENTI AL SETTORE DELL'ANTINCENDIO. GUARDATE ATTENTAMENTE IL VIDEO


L'audizione di oggi in Commissione Territorio Ambiente in merito alle problematiche attinenti al settore dell'antincendio. Guardate attentamente il video


L'On. Sorbello (Udc) al Segretario Regionale della Fai Cisl Cipriano: che cosa gli debbo dire, che 28 mila forestali non ci sono in tutta Italia?


https://www.youtube.com/watch?v=mloU-O1_WEo
Sposta il cursore al 40:50



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