29 gennaio 2015

CROCETTA: «TAGLIEREMO TUTTI I PRIVILEGI PER SOSTENERE LO SVILUPPO DELLA SICILIA». CI SONO ANCHE LE MISURE PER I FORESTALI



FINANZIARIA

Crocetta: «Taglieremo tutti i privilegi
per sostenere lo sviluppo della Sicilia»


Sicilia, Sicilia e Nostra Regione

Il presidente della Regione: la norma sulle partecipate va riscritta, dobbiamo sfruttare l’Ast. L’Isola non è irredimibile, né senza speranza

PALERMO. «La Finanziaria è ancora tutta da costruire, quella presentata martedì da Baccei ai partiti è solo una bozza molto incompleta. E non potrà essere approvata senza prima aver portato a termine la trattativa con lo Stato sull’aiuto di cui abbiamo diritto e soprattutto senza aver inserito nel testo misure per la solidarietà sociale e lo sviluppo»: nel suo primo giorno a Roma per l’elezione del Capo dello Stato, Rosario Crocetta è di nuovo costretto a spegnere gli incendi scoppiati in Sicilia nella maggioranza e fuori dal Palazzo.
Dopo i sindacati autonomi, anche i tre confederali hanno proclamato lo sciopero contro i tagli al personale regionale nella Finanziaria.
«Mi chiedo per cosa scioperano i sindacati. Non c’è ancora una Finanziaria. C’è solo una bozza e prima di approvarla dialogheremo con le parti sociali».
Nella bozza si parla chiaramente dei tagli ai dirigenti, della riduzione di premi e straordinari, dell’adeguamento della pensione dei regionali a quella degli statali e dei prepensionamenti obbligatori. Sono misure che condivide?
«Non solo le condivido, le ho anche proposte io in passato ma l’Ars si è sempre rifiutata di approvarle. Ci sono anche le misure per i forestali. Toglieremo i privilegi in vari settori».
Ha già detto che verrà cancellato l’articolo che introduce tagli del 20% allo stipendio di sindaci e consiglieri comunali. Baccei ha però inserito anche una norma che riscrive del tutto il piano della Regione sulle partecipate. Nessuna delle 11 rimaste attive è intoccabile e molte altre verranno chiuse se non avranno i conti in ordine. Condivide questa norma?
«La norma sulle partecipate va riscritta. E ci stiamo lavorando insieme. Stiamo discutendo su quali settori di attività individuare come strategici e dunque quali partecipate mantenere in vita. Io ricordo che ho già avviato la chiusura di 22 società. E fra quelle rimaste in vita penso che non si possa rinunciare a Sicilia e Servizi, Riscossione Sicilia, Ast. Il principio in generale è che non dobbiamo buttare il bambino con l’acqua sporca. Costruiamo invece modelli organizzativi efficienti. Anche perché è giusto ammettere che spesso le partecipate sono nate con obiettivi importanti ma non li hanno realizzati e le assunzioni che hanno fatto sono state in violazione di divieti di legge e poco trasparenti».
Lei cosa aggiungerebbe alla bozza di Baccei?
«Se restiamo alle partecipate, io continuo a dire che dobbiamo sfruttare l’Ast per abbattere i costi del mercato dei trasporti. Oggi arrivare in Sicilia è un privilegio per ricchi. Ma l’Azienda siciliana trasporti può entrare nel mercato dei voli aerei. E poi stiamo pensando di creare un settore che si occupi di assistenza socio-sanitaria. Ma è un progetto che va fatto insieme all’assessore Borsellino e non può fermarsi al trasferimento dell’Arpa al fondo sanitario regionale».
L'INTERVISTA INTEGRALE NELLE PAGINE DEL GIORNALE DI SICILIA IN EDICOLA

28 Gennaio 2015 
http://gds.it/2015/01/29/crocetta-taglieremo-tutti-i-privilegi-per-sostenere-lo-sviluppo-della-sicilia_303668/


Nota
Presidente, sono tutti da respingere le misure sui forestali trapelate in questi ultimi giorni.
Accettiamo e condividiamo invece la Sua promessa, cioè che Lei vuole aiutare i forestali facendoli lavorare di più. 

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Crocetta: Non voglio licenziare i forestali, voglio che abbiano piu' lavoro










PA: CISAL-FORESTALE, QUALE FUTURO PER TUTTI I DIPENDENTI DEL CORPO?



PA: Cisal-Forestale, quale futuro per tutti i dipendenti del corpo?


cisal-cfs-logo-scritta



(AGENPARL) – Roma, 28 gen –  “La delega alla riforma della Pubblica Amministrazione sembra non poter prescindere dall’assorbimento del Corpo forestale dello Stato nel Ministero degli Interni. Questo vuol dire che la riduzione del numero dei Corpi di Polizia Civili dello Stato non produrrà la tanto discussa razionalizzazione delle risorse attuali perché non verranno eliminate le sovrapposizioni e duplicazioni. Andare avanti con le riforme è un argomento prioritario,occorre in ogni modo trasformare questa profonda crisi in un rinnovato impegno per creare nuove possibilità ed occasioni, tuttavia la fretta può essere cattiva consigliera ed è questa la sensazione che si sta facendo strada all’interno della riforma sulla Pubblica Amministrazione. Assorbire il Corpo Forestale nella Polizia di Stato significherebbe duplicare i presidi sul territorio. Senza stabilire i limiti delle specifiche competenze si genererebbero sovrapposizioni
difficilmente utili ai cittadini. La soluzione più realistica sarebbe procedere progressivamente con il rafforzamento delle singole specificità, pensare ad esempio ad un’unica Polizia Ambientale, aggregando al Corpo Forestale, tutti quei soggetti, polizie provinciali, corpi forestali delle regioni autonome e delle provincie a statuto speciale, personale della repressione frodi del Ministero delle Politiche Agricole, che attualmente operano in questo settore autonomamente e  senza alcun tipo di coordinamento. Prima di tutto questo, il Ministro Madia e il Ministro Martina, espressione del Governo Renzi, dovrebbero occuparsi dei 1400 lavoratori, assunti con contratto privato L. 124/85, che da oltre un trentennio aspettano di essere stabilizzati. Tutti operai a tempo indeterminato e determinato integrati e professionalizzati all’interno del Corpo Forestale che oggi, in virtù di una scellerata e frettolosa riforma, rischiano di tornare a casa.  Il Governo Renzi, tanto attento con il jobs act, alle forme contrattuali del settore privato dovrebbe preoccuparsi con la stessa attenzione delle anomalie presenti nel settore pubblico, con il rischio di generare GRAVI DANNI. Nessuno, ad esempio, parla o ipotizza un futuro certo per le 1.400 famiglie che con l’attuale disegno potrebbero andare ad incrementare il popolo dei disoccupati. Abbiamo bisogno di risposte chiare per tutti i lavoratori del Corpo forestale dello Stato, non soltanto per i dirigenti. Nessuno si sta occupando di questa problematica nonostante la Cisal-CFS l’abbia evidenziata difronte al Ministro Martina, ai vertici del Corpo Forestale e agli  organi parlamentari. Nessuno si è degnato di tranquillizzare 1.400 famiglie che da decenni lavorano con un contratto di tipo privato in un amministrazione pubblica, nonostante già nel 2007 la funzione pubblica consigliasse di stabilizzarli inserendoli nei ruoli. Lavoratori che svolgono compiti importanti come quello di collaborare alla gestione amministrativa e alla tutela della biodiversità nelle Riserve Naturali dello Stato. Al contrario proprio ieri il Consiglio di Amministrazione si è riunito per nominare nuovi Dirigenti Superiori, come se non fossero sufficienti quelli già esistenti. Qual è la razionalizzazione e quali sono i  risparmi che ha in mente di perseguire questo Governo? “.

28 Gennaio 2015
http://www.agenparl.com/?p=168358








PALMA DI MONTECHIARO, STIPULATA CON LA DIREZIONE PROVINCIALE DELLA FORESTALE L'AMPLIAMENTO CIMITERIALE


Palma di Montechiaro


Area cimiteriale l'ampliamento avverrà a Ovest


Il Cimitero di Palma


Palma di Montechiaro. Nel corso della seduta consiliare di lunedì sera il sindaco Pasquale Amato, rispondendo ad un a interrogazione presentata dai consiglieri comunali Giulio Castellino, Calogero Malluzzo e Letizia Pace, ha confermato che la zona prescelta per il progetto sull'ampliamento dell'area cimiteriale sarà quella ad ovest della attuale cintura. Egli l'ha giudicata, rispetto a quella a sud proposta da tre esponenti politici, più idonea logisticamente e urbanisticamente per la realizzazione di un considerevole numero di nuovi loculi e di tombe gentilizie. Il sindaco inoltre ha relazionato sulla convenzione che è stata stipulata con la Direzione provinciale della forestale con la quale il territorio, soprattutto quello della costa che si estende da Ciotta sino al Castello di Montechiaro, colpito da continui e pericolosi smottamenti, sarà interessato dalla piantumazione di alberi, attraverso i quali potere arrestare con il loro drenaggio il grave fenomeno dei movimenti franosi. Fenomeno che - ha aggiunto il primo cittadino - si è anche verificato in paese, a valle della villa comunale. Il sottostante costone, per tale motivo, sarà anche arricchito di piante idonee a potere arrestare eventuali altri smottamenti che minacciano seriamente l'area sottostante la località «Strolaco». Con la convenzione stipulata con la Direzione provinciale della forestale, diretta dall'ingegnere palmese Giuseppe Di Miceli, è stato assicurato anche che il Comune sarà fornito di oltre 20 mila alberi, perlo più conifere tra cui centinaia di eucalipti che serviranno per potenziare il verde pubblico attrezzato della cittadina e di rendere salubri anche le aree abbandonate e quelle comunali, facenti parte dei piani di lottizzazione. La presa d'atto della convenzione è stata approvata all'unanimità dai consiglieri presenti tra cui Orlando Dicembre e Antonino Volpe che, pur non facendo parte della maggioranza consiliare, con la loro presenza non hanno fatto sciogliere la seduta per mancanza di numero legale. È stato anche approvato l'aggiornamento degli oneri di urbanizzazione che secondo l'Istat dovranno essere aumentati nel 2015 dello 0,01%. Un aumento quindi irrisorio rispetto a quello del 2014. Stasera intanto la seduta è stata riconvocata con carattere di urgenza per approvare lo schema del Paes per l'energia sostenibile, il cui bando scade domani.
FILIPPO BELLIA


28 gennaio 2015







S. DOMENICA VITTORIA (ME) PIÙ VERDE, NUOVA PIANTUMAZIONE NEL PARCO. LA CURA DELLE AREE SARÀ AFFIDATA AL PERSONALE FORESTALE STAGIONALE. PREVISTI ANCHE INTERVENTI DI QUALIFICAZIONE


S. Domenica Vittoria più... verde
nuova piantumazione nel parco


S. Domenica Vittoria. La Giunta del sindaco Patorniti mette in atto una sorta di urban forestry (ovvero forestazione urbana) per salvaguardare quelle oasi di ruralità di cui il territorio domenicano dispone. Così, il primo cittadino del piccolo Comune altoalcantarino punta sulla riqualificazione e la cura delle aree del parco suburbano con interventi eseguiti dal personale dipendente e stagionale (tra cui quelli dell'Ente sviluppo agricolo, forestale e del consorzio Valle Alcantara), che prevedono non solo la manutenzione (persino del fontanile) straordinaria con annessa pulizia, recinzione, piantumazione, smacchiamento e decespugliamento ma che includono anche la sistemazione di strutture esistenti (bevai, muretti di contenimento in pietra e altro ancora).
Un nuovo "mood" che si è tradotto anche in un nuovo "sentire" politico, che mira a legare la locale longevità del territorio all'ambiente, evitando l'emarginazione geografica delle aree verdi senza perdere il filo identitario. Non è da escludere l'idea che delle aree se ne potrà fare un uso alternativo volto a realizzare attività sociali o ludico-ricreative, sia per anziani che per giovani, insomma, anche un alfabeto verde per ogni generazione.
A. I. T.


28 Gennaio 2015







BUCCHERI. (SR) FURTI IN SUGHERETA INDIVIDUATO IL LADRO SERIALE. L'OPERAZIONE E' STATA PORTATA A TERMINE DAGLI UOMINI DEL CORPO FORESTALE DI SIRACUSA E DAI CARABINIERI


Buccheri


Furti in sughereta individuato il ladro seriale


E' stato necessario un anno e mezzo d'appostamenti e d'indagini per individuare il presunto responsabile del furto di ingenti quantitativi di sughero, avvenuto nei boschi di Buccheri. La scoperta è stata fatta dal personale del Corpo forestale di Siracusa in collaborazione con i carabinieri della stazione di Buccheri. Il fenomeno è stato segnalato nell'estate del 2013 dal Comune di Buccheri che aveva registrato un cospicuo furto nel sughereto di contrada Pisano-Frassino nel territorio del comune collinare siracusano, dato in concessione al demanio del ripartimento delle Foreste.
Gli investigatori hanno eseguito controlli di varia natura fino a dipanare la matassa aggrovigliata alla fine dello scorso anno. La responsabilità degli ammanchi di sughero dalle relative piante è stata addossata al titolare di un'azienda, con sede legale a Messina, che opera in area demaniale per l'utilizzo e il prelievo di legname e dei frutti di bosco.
Gli investigatori sostengono che l'azienda in questione avrebbe più volte operato lo sconfinamento nel territorio buccherese per cui il prelievo di sughero sarebbe da considerare illecito. Da un censimento demaniale, il danno economico procurato all'ambiente dalla sottrazione di sughero dalle piante, ammonterebbe a 5 mila euro. I particolari dell'originale operazione portata a termine dagli uomini della forestale e dai carabinieri di Buccheri, sarà oggetto di approfondimento questa mattina nella sede provinciale del Corpo forestale di Siracusa.
F. N.


28 Gennaio 2015






IL PERSONALE DEL CORPO FORESTALE DELLA REGIONE SICILIANA IN FORZA ALL'ISPETTORATO RIPARTIMENTALE DELLE FORESTE DI MESSINA, SEQUESTRANO L’IMPIANTO DI TRATTAMENTO SECONDARIO DI LOCALITÀ “VALLONE FUOTI” DOPO AVER CONSTATATO CHE IL SISTEMA DI DEPURAZIONE È PRIVO DELL’AUTORIZZAZIONE ALLO SCARICO


















28 gennaio 2015

CONTINUANO GLI ABBATTIMENTI DELLE FUSTAIE DEMANIALI PER BIOMASSE ORA ANCHE A MAZZARINO. LEGAMBIENTE: ESPOSTO ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI GELA ED ALL’AUTORITÀ NAZIONALE ANTICORRUZIONE.PIENA CONDIVISIONE E SOSTEGNO ALL’AZIONE DELL’ASSESSORE REGIONALE ALL’AGRICOLTURA NINO CALECA PER L’ANNULLAMENTO DEL CONTRATTO E LA REVOCA DELLA CONCESSIONE



Ricevo e volentieri pubblico
da Angelo Dimarca
Responsabile Conservazione Natura di Legambiente Sicilia











Demanio Forestale Gibliscemi (Mazzarino CL)


 Demanio Forestale Gibliscemi (Mazzarino CL)


Contrada Rigiulfo (Mazzarino, CL)




Continuano gli abbattimenti delle fustaie demaniali per biomasse ora anche a Mazzarino.

Legambiente: esposto alla Procura della Repubblica di Gela

ed all’Autorità Nazionale Anticorruzione.

Piena condivisione e sostegno all’azione dell’Assessore regionale all’agricoltura Nino Caleca

per l’annullamento del contratto e la revoca della concessione.



Mentre i riflettori sono tutti puntati sui tagli dei boschi demaniali di Gabbara a San Cataldo e nonostante le iniziative intraprese per fare piena luce sulla vicenda dell’affidamento alla Biomasse-Sper e della centrale a biomasse della Valle del Dittaino, Legambiente denuncia che analoghi ed assurdi estesi tagli hanno interessato e stanno interessando i boschi regionali di contrada Gibliscemi e Rigiulfo a Mazzarino  in provincia di Caltanissetta.

“Si tratta sempre degli interventi della società Biomasse – denuncia Angelo Dimarca Responsabile Regionale del Dipartimento Conservazione Natura di Legambiente Sicilia – Anche in questo caso si tratta di  tagli a raso di fustaie in assenza di  piani di assestamento del bosco o di piani di gestione forestale sostenibili, obbligatori per legge. Peraltro i suoli arenari di  quel comprensorio sono ancora più vulnerabili ed esposti all’erosione superficiale. Si tratta anche di aree limitrofe alla Zona di Protezione Speciale della Piana di Gela e senza che sia stata fatta la Valutazione di Incidenza. Per questo abbiamo presentato un analogo esposto alla Procura della Repubblica di Gela, competente per territorio”.

Legambiente manifesta piena condivisione e sostegno nei confronti dell’Assessore regionale all’agricoltura Nino Caleca, le cui recenti chiare dichiarazioni sulla nullità dei contratti e sulla revoca degli affidamenti dei tagli confermano la gravità della situazione.

Per Legambiente  sono state  violate anche   le norme sulla trasparenza di cui al decreto legislativo 33 del 2013 in quanto sui siti web del Corpo Forestale regionale e del Dipartimento regionale sviluppo rurale (ex Azienda foreste demaniali) non si rinvengono né i provvedimenti di autorizzazione al taglio né quelli di concessione.

Per questo Legambiente ha presentato un esposto anche all’Autorità Nazionale Anticorruzione.








PARCO DELL’ETNA: GIOVEDÌ 29 GENNAIO NELLA SEDE DELL’ENTE GIORNATA INFORMATIVA SUL PROGETTO DI FORESTA MODELLO



Ringrazio Gaetano Giacca 
per la segnalazione




COMUNICATO STAMPA


PARCO DELL’ETNA: giovedì 29 gennaio nella sede dell’ente giornata informativa sul progetto di Foresta Modello



 



 

NICOLOSI (28 gennaio 2015) – “Gestione partecipata del territorio agroforestale del Parco dell’Etna- Produzioni di qualità” è l’argomento della giornata informativa in programma domani, giovedì 29 gennaio, con inizio alle ore 10, organizzata nell’ambito del PSR Sicilia dal Parco dell’Etna e dalla SOAT (Sezione Operativa dell’Assessorato alle Risorse Agricole e Alimentari) di Zafferana Etnea presso la sede del Parco, l’ex Monastero Benedettino di San Nicolò La Rena a Nicolosi (via del Convento 45).
Saranno in particolare presentate e illustrate da alcuni dei principali esperti italiani e non solo l’idea e il progetto di Foresta Modello, che proviene dal Canada e si fonda sul principio di un ampio partenariato, che lavora sulla sostenibilità delle attività agroforestali ed è via preferenziale e strategica per l'incremento, attraverso l'innovazione e la governance, della qualità della vita nelle aree rurali.
Introdurrà i lavori la presidente del Parco dell’Etna Marisa Mazzaglia. Seguiranno in mattinata gli interventi di Riccardo Castellini, Segretario della Rete Mediterranea delle Foreste Modello (“La Foresta Modello: uno Standard internazionale per lo sviluppo sostenibile del territorio”); Stefano Berti, dirigente di ricerca del CNR-IVALSA e responsabile della prima esperienza specifica già consolidata in Italia (“L’esperienza della Foresta Modello Montagne Fiorentine”); Luciano Cosentino, Direttore Dipartimento 3 A Università di Catania (“Il territorio dell’Etna: potenzialità agroforestali”). Nel pomeriggio, alle 15, ripresa dei lavori con l’intervento di Ezio Riggi, responsabile dell’unità di Catania del CNR-IVALSA su “Foresta Modello Etna: proposta progettuale”. A seguire, la presidente Mazzaglia e Roberto Iannì, dirigente della Soat di Zafferana Etnea, coordineranno il dibattito e il confronto tra i relatori e gli operatori singoli e pubblici del settore. Previsto l’intervento di Calogero Ferrantello, dirigente del Servizio VI del Dipartimento Regionale Agricoltura.

Ufficio Stampa
Gaetano Perricone



Facebook. 28 Gennaio 2015
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DISBOSCAMENTO SELVAGGIO VALLE DEL DITTAINO L'ASSESSORE NINO CALECA: “IL CONTRATTO CON LA BIOMASSE SICILIA S.P.A. HA ELEMENTI DI NULLITÀ. HO CHIESTO ALL'AVVOCATURA LA SOSPENSIONE DEL CONTRATTO”



Ricevo e volentieri pubblico
dalla Dott.ssa. Maria Giambruno
Relazioni esterne e comunicazione
Assessore Regionale Agricoltura








DISBOSCAMENTO SELVAGGIO VALLE DEL DITTAINO

L'Assessore Nino Caleca:
Il contratto con la Biomasse Sicilia S.p.A.
ha elementi di nullità. Ho chiesto all'Avvocatura la sospensione del contratto”


Palermo 28 gennaio 2014 – L'Assessore regionale dell'Agricoltura Nino Caleca ha chiesto all'Avvocatura dello Stato di valutare l'azione di nullità del contratto sottoscritto nel 2007 con la Società Biomasse Sicilia S.p.A. avente ad oggetto il taglio di biomassa legnosa da terreni del demanio forestale ricadente nelle province di Caltanissetta ed Enna.
Sulla vicenda, sollevata nei giorni scorsi dalle associazioni ambientaliste e da alcuni rappresentanze politiche, l'Assessore Nino Caleca ha chiesto immediati chiarimenti agli uffici per comprendere la natura dell'intervento di disboscamento selvaggio.
La vicenda legata alla vendita di eucalitti data nel 2001 quando la Biomasse Sicilia s.r.l., aggiudicataria del pubblico incanto esperito nel marzo del 2000, acquistò dalla Regione Siciliana le piante di eucalitti su un lotto di terreno di 2.706 ettari per un periodo di tre anni al prezzo di Lit. 6.071.181.600 (attuali € 3.135.503,62) secondo un piano tagli indicato. Contratto prorogato a tutto il 2014.
“Siamo dinanzi ad un contratto di compravendita e non ad un atto di concessione amministrativa – ha dichiarato l'Assessore Nino Caleca. Questo comporta la impossibilità di interrompere l'attività con un atto di imperio e di dover adire, invece, il giudice civile. Il contratto, sottoscritto nel 2007 con la specifica di “contratto integrativo” di quello originario del 2001 ha, però, ad avviso mio e degli uffici del Dipartimento dello Sviluppo Rurale, numerosi ed evidenti profili di nullità per i quali ho dato disposizioni di avviare azione legale per la rescissione del contratto. In attesa di verificare gli sviluppi ho, intanto, dato disposizioni agli uffici di sospendere la consegna dei rimanenti lotti”.




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MANIACE (CT). SALVATORE GALATI MUCCILLA, 53 ANNI OPERAIO FORESTALE STAGIONALE, È IL NUOVO CANDIDATO SINDACO


Nuovo candidato sindaco è il consigliere Galati




Per le Amministrative di primavera c'è un nuovo candidato sindaco a Maniace. E' l'attuale consigliere comunale di opposizione, Salvatore Galati Muccilla: 53 anni, operaio forestale stagionale, da 20 anni viene sempre riconfermato consigliere comunale. I primi 5 è stato in maggioranza, il resto sempre all'opposizione.
«Mi candido - ci dice - per consentire agli elettori di scegliere fra la vecchia politica, chi ha ultimamente amministrato e chi come me, che non è mai stato in Giunta, rappresenta il rinnovamento. Chi mi sostiene - continua - sente l'esigenza di promuovere il cambiamento e soprattutto il dialogo politico. Riteniamo inoltre che il Comune debba sostenere la creazione di posti di lavoro attraverso la valorizzazione dei boschi, come quello di Semantile, e soprattutto la corretta gestione di strutture come la "Casa famiglia"».
Nei prossimi giorni Galati assicura che renderà pubblico il nome e il simbolo del movimento che lo sostiene, per adesso tenuti rigorosamente segreti.
«La nostra battaglia sarà contro ogni spreco di denaro pubblico - conclude Muccilla - siamo per una migliore efficienza dei servizi e soprattutto contro gli aumenti delle tasse locali».
G. G.


27 Gennaio 2015





IL PRESIDENTE CROCETTA IMBUFALITO PER LA FUGA DI NOTIZIE SULLA BOZZA DEL DDL DI STABILITA' CHE HA CREATO PARECCHIE TENSIONI TRA I DIPENDENTI REGIONALI E I FORESTALI, CHE HANNO APPRESO DAI MEDIA DEL RISCHIO DI ESSERE COLLOCATI ANTICIPATAMENTE IN QUIESCENZA





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27 GENNAIO 2015. COMUNICATO STAMPA DEL MAB SICILIA




Ricevo e pubblico 
dal MAB Sicilia



27 Gennaio 2015. Comunicato Ufficio Stampa MAB Sicilia
 



 Mab Sicilia


E' diventata ormai nostra abitudine ringraziare gli amici e colleghi dell'antincendio siciliano che di volta in volta ci invitano e ci ospitano, in locali preposti o a volte adibiti per l'occasione, nei paesi di ormai quasi tutta la Sicilia. Volevamo per questo ringraziare gli amici del Distretto IV della provincia di Trapani del comune di Valderice, gli amici dei comuni di Calatafimi e Salemi che proprio ieri sera, lunedì 26 gennaio abbiamo avuto il piacere di conoscere e con cui abbiamo avuto un piacevole scambio di idee ed opinioni. Un ringraziamento particolare va al nostro collega Antonino Simone che si è messo volentieri a disposizione per organizzare l'incontro, coadiuvato dalla presenza di un altro caro amico e collega come Giuseppe La Torre del V Distretto di Trapani che ha speso belle e convinte parole sulla operosità del MAB Sicilia ed ha così anche lui permesso la buona riuscita del dibattito. Quello di cui si è discusso ci sembra sia ormai risaputo e notorio a tutti, almeno per noi addetti all'antincendio, ma non per questo smetteremo di cercare sempre un dialogo con quanti più colleghi possibili in modo sempre di più da far capire, a noi stessi prima degli altri, che non ci possiamo permettere di stare inermi ed immobili mentre la Sicilia diventa sempre più precaria direttamente proporzionale al nostro futuro. Dobbiamo insieme decidere quello che è meglio fare per migliorare il nostro lavoro ma dobbiamo deciderlo noi...ORA...e non aspettare fino a Maggio o Giugno quando qualcuno ci dirà che per noi non ci saranno fondi per le giornate lavorative e che quindi dovremo subire il solito calvario annuale fra uffici di collocamento, ispettorati, assessorati e quant'altro ancora, forse non abbiamo ancora metabolizzato la famosa frase che dice “PREVENIRE E' MEGLIO CHE CURARE”. Vi aspettiamo nei prossimi incontri ancora più numerosi cari colleghi e soprattutto quello che conta, ancora più convinti che stiamo facendo la cosa giusta, che insieme ed uniti possiamo fare grandi cose e che lottare per il nostro lavoro è un diritto costituzionale di cittadini italiani.
 

Uff.Stampa MAB Sicilia
P.Tubiolo

















CENTRALE DI BIOMASSE AL POSTO DEL BOSCO, L'ASSESSORE CALECA: "PER NOI IL CONTRATTO È NULLO"



Centrale di biomasse al posto del bosco, l'assessore Caleca: "Per noi il contratto è nullo"

 

 Centrale di biomasse al posto del bosco Caleca: "Per noi il contratto è nullo"


La Regione si rivolge all'avvocatura dello Stato. Secondo l'assessorato, l'accordo stipulato con le imprese appaltatrici non sarebbe più valido
di LORENZO TONDO





Centrale di biomasse al posto del bosco, l'assessore Caleca: "Per noi il contratto è nullo""Per noi quel contratto è nullo". Lo ha detto l'assessore all'Agricoltura Nino Caleca nel corso della conferenza stampa di questa mattina a Palermo, spiegando i provvedimenti dell'amministrazione regionale sul caso del "bosco svenduto": quei diecimila ettari di alberi nel cuore della Sicilia, tra Caltanissetta ed Enna, consegnati nelle mani dei privati della Biomasse Spa. Sul banco degli imputati i due contratti stipulati tra la Regione e la società a partire dal 2001. Due accordi finiti sul tavolo dell'Avvocatura dello Stato che ha rilevato "gravi criticità". "Siamo dinanzi alla violazione delle norme sulla concorrenza e sull'evidenza pubblica - ha continuato Caleca - in conflitto anche con le leggi europee, nazionali e regionali. Quel contratto è quindi radicalmente nullo".

L'assessore ha inoltre annunciato la momentanea sospensione della consegna degli oltre 5 lotti oggetto dell'accordo. "Il contratto del 2001 prevedeva solo l'utilizzazione boschiva, l'esbosco e il trasporto degli alberi di eucalipto - ha spiegato Caleca - ma non che questi alimentassero una centrale a biomasse, cosa che invece fa il contratto del 2007. Rispetto al primo contratto del 2001, quindi, quello del 2007, invece di far scattare una semplice proroga da 3 a 9 anni come prevedeva una legge apposita del 2003, è un atto aggiuntivo vero e proprio perché viene modicato l'oggetto del contratto in merito alle quantità, al prezzo e alle penalità in caso di ritardo: dai 516 euro per giorno di ritardo del primo contratto si passa ai 16 del secondo. Praticamente sarebbe stato necessario un secondo bando di gara".

Eppure sulla complessa vicenda del contratto la Regione era già stata messa in guardia nel 2012. In un documento di 18 pagine, un dirigente agli affari legali del Dipartimento Azienda foreste demaniali, aveva sottolineato le enormi "criticità presenti nel contratto tra l'assessorato e i privati" suggerendone la revoca della concessione. Qualcuno però decise di ignorare quel fascicolo e, dopo qualche tempo, il dirigente fu rimosso dal suo incarico.

A rispolverare quel parere ci penserà quasi 3 anni l'ispezione messa in atto dal neo assessore Nino Caleca, determinato a revocare la concessione della Biomassa Spa. Sulla situazione societaria dell'azienda Caleca ha anche richiesto la documentazione antimafia. Il socio unico della Biomassa spa si chiama Pietro Mauriello. E il suo nome non è nuovo alla procura di Palermo. L'imprenditore, che non risulterà iscritto nel registro degli indagati, compare più volte nelle carte delle intercettazioni dell'"Operazione Eolo" che nel 2009 porterà all'arresto di otto persone tra politici e imprenditori accusati di aver stretto accordi con Cosa nostra per la realizzazione di alcuni impianti eolici. Mauriello al tempo era un impiegato della Fri-el Green Power Spa. La stessa società che qualche mese fa ha acquisito il controllo
totale della nuova centrale a biomasse inaugurata lo scorso dicembre a Dittaino, in provincia di Enna (costata 100 milioni di euro), alimentata dalla legna prelevata dai boschi dell'entroterra.

"Per quanto riguarda la legislazione antimafia -  ha sottolineato Caleca - sia nel primo sia nel secondo contratto si è andati avanti con l'autocertificazione. Qualche mese fa abbiamo chiesto alla prefettura di Enna un certificato antimafia ma siamo ancora in attesa"



28 Gennaio 2015
http://palermo.repubblica.it/cronaca/2015/01/28/news/centrale_di_biomasse_al_posto_del_bosco_l_assessore_caleca_per_noi_il_contratto_nullo-105980409/




Assessore Lei è stato un grande!

Da ignorante la domanda adesso nasce spontanea: Se la società biomasse è riuscita in questi anni a ricavare 40 milioni di euro l'anno, perchè i forestali rispettando l'ambiente non possono far altrettanto per la Regione Sicilia?



Leggi i contratti di compravendita

Contratto di compravendita tra il Dipartimento Azienda Regionale Foreste Demaniali e la Società Biomasse Sicilia

Contratto Integrativo di compravendita biomasse di eucalitto da eucalitteti demaniali, tra tra il Dipartimento Azienda Regionale Foreste Demaniali e la Società Biomasse Sicilia








COMBUSTIONE DEGLI SCARTI AGRICOLI O FORESTALI: GLI SCARTI VERDI ESCONO DAL CATALOGO DEI RIFIUTI SPECIALI


Combustione degli scarti agricoli o forestali: gli scarti verdi escono dal catalogo dei rifiuti speciali

di Mauro Calabrese


A pochi mesi dalla conversione, con modificazioni, del Dl 24 giugno 2014 n. 91, convertito a opera della legge 11 agosto 2014 n. 116, cosiddetto “Decreto Competitività&Crescita”, la terza sezione penale della Corte di cassazione con la sentenza 7 gennaio 2015 n. 76torna nuovamente a pronunciarsi sulla controversa questione della combustione degli scarti agricoli o forestali, spingendosi fino a riscrivere il catalogo normativo dei rifiuti speciali.

La questione di fondo
Ricordiamo che, dopo lungo dibattito politico e controversi interventi normativi, sia a livello nazionale che regionale o locale, l’articolo 14 definitivamente approvato del Dl n. 91/2014 ha emendato il testo degli articoli 182 e 256-bis del Dlgs 3 aprile 2006 n. 152, cosiddetto Codice dell’Ambiente, per rispondere alle pressanti istanze provenienti dal mondo produttivo agricolo, onde depenalizzare le attività di abbruciamento “in pieno campo” dei materiali descritti dalla lett. f) del comma 1 dell’articolo 185 del medesimo Codice dell’Ambiente, ovverosia paglia, sfalci, potature e ogni altro materiale agricolo-forestale naturale non pericoloso, definite quali tradizionali pratiche agricole oggi consentite per il reimpiego dei materiali come sostanze ammendanti o concimanti.
Come già sottolineato nelle precedenti pronunce emesse sul finire dello scorso anno, la Cassazione ha individuato nella formulazione della novella legislativa, la delimitazione di un’area di “irrilevanza” penale della condotta tipizzata, riguardante tali tipologie di materiali vegetali, purché rispondente a specifici requisiti normativi: che l’attività di raggruppamento e abbruciamento consentite per il reimpiego dei materiali come concimanti o ammendanti avvenga in piccoli cumuli, in quantità giornaliere non superiori a 3 metri steri per ettaro (circa 3 metri cubi), effettuate nel luogo di produzione, fuori dai periodi di massimo rischio per gli incendi boschivi, come dichiarati dalle regioni, e sempre che non intervengano provvedimenti amministrativi diretti a sospendere, differire o vietare la pratica della combustione in presenza di avverse condizioni meteorologiche, climatiche o ambientali sfavorevoli e pericolose per la salute pubblica e la privata incolumità.
Rispondendo a tali requisiti, le pratiche, che altrimenti configurerebbero certamente i reati, previsti dal Codice dell’Ambiente, di gestione di rifiuti non autorizzata ex articolo 256 o la più grave fattispecie di combustione illecita di rifiuti ex articolo 256-bis, secondo la disciplina attualmente in vigore, rientrano tra le tradizionali pratiche agricole e della silvicoltura, senza comunque, sottolinea quindi la Cassazione, chiaramente definire quale sia lo specifico apparato sanzionatorio applicabile alla violazione dei limiti quantitativi giornalieri, del rispetto dei periodi di maggior rischio per gli incendi boschivi e delle limitazioni e divieti posti dalle amministrazioni locali.

La decisione della Cassazione
La recente pronuncia della Suprema corte, completa la ricostruzione interpretativa della novella legislativa, sottolineando come sulla base di tale ultima equiparazione, che esclude l’applicabilità della Parte IV del Dlgs n. 152/2006, dedicata alle “Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati”, alla paglia, sfalci, potature e ogni altro materiale agricolo non pericoloso reimpiegato in agricoltura e nella silvicoltura, i materiali in questione debbano essere ritenuti esclusi dal novero dei rifiuti.
Infatti, ricordano i giudici della terza sezione penale, ancora lo stesso Dl n. 91/2014 ha novellato l’articolo 256-bis, comma 6, aggiungendo un secondo periodo, a norma del quale, fermo restando quanto previsto dall’articolo 182, comma 6-bis, le sanzioni penali per la combustione illecita di rifiuti non si applicano all’abbruciamento di materiale agricolo forestale naturale, anche derivato dal verde pubblico o privato, e quindi, dal sistema così delineato, può desumersi in via interpretativa che gli scarti vegetali sono esclusi dal novero dei rifiuti e che a essi non sono di conseguenza applicabili né l’articolo 256-bis, che contiene, del resto, un’espressa esclusione in tal senso, né soprattutto l’articolo 256, che si riferisce ai soli materiali riconducibili alla categoria dei rifiuti.
Ancora, la Corte si spinge oltre e rende più sistematica la formulazione normativa del Codice dell’Ambiente di cui all’articolo 184, comma 3, lett. a), secondo cui sono rifiuti speciali non pericolosi “i rifiuti da attività agricole e agro-industriali, ai sensi e per gli effetti dell’art. 2135 c.c.”, laddove afferma che rientrano in tale categoria, con applicazione quindi delle norme sanzionatorie del medesimo Codice, soltanto quei rifiuti agricoli e agroindustriali diversi da quelli utilizzati in agricoltura, nella silvicoltura o per la produzione di energia da biomassa mediante processi e con metodi che non danneggiano l’ambiente né mettono in pericolo la salute umana (secondo il disposto del richiamato articolo 185, comma 1, lett. f), visto che tra tali metodi rientrano ora, per espressa previsione del legislatore, il raggruppamento e l’abbruciamento effettuati in piccoli cumuli e in quantità giornaliere non superiori a 3 m steri per ettaro, nel luogo di produzione ex articolo 182, comma 6-bis.

Assoluzione dell’imputato e motivazioni
Così argomentando, infatti, la Cassazione giunge a pronunciare l’assoluzione di un imputato di smaltimento senza autorizzazione, mediante incenerimento a terra, di scarti vegetali, affermando il principio secondo cui le attività di raggruppamento e abbruciamento in piccoli cumuli in quantità giornaliere non superiori a 3 m steri per ettaro dei materiali vegetali di cui all’articolo 185, comma 1, lett. t), del Dlgs n. 152/2006, effettuate nel luogo di produzione, non sono sanzionate penalmente ai sensi degli articoli 256 e 256-bis del medesimo Dlgs, neanche quando esse siano effettuate nei periodi di rischio per gli incendi boschivi indicati dalle Regioni, potendo tali condotte essere soltanto sanzionate in via amministrativa, così come previsto, del resto, più in generale dal novellato secondo periodo del comma 6 dello stesso articolo 256, secondo cui le sanzioni penali per la combustione illecita di rifiuti non si applicano all’abbruciamento di materiale agricolo forestale naturale, anche derivato dal verde pubblico o privato.

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28 Gennaio 2015
 Quotidiano Enti Locali & PA – Il Sole 24 Ore









IL DOCUMENTO ILLUSTRATO SEGRETAMENTE AGLI ALLEATI. LA SCURE SUL PERSONALE REGIONALE TAGLI ANCHE SENZA RIFORMA


Il documento illustrato segretamente agli alleati


La scure sul personale regionale
Tagli anche senza riforma
 


palazzo orleans



Tagli alla dotazione organicablocco del turn over per 4 anni (non 5 come da precedenti indiscrezioni) dunque niente assunzioni contrariamente a quanto era stato fatto circolare nelle scorse settimana e fronte dei prepensionamenti, adeguamento agli statali nel calcolo delle pensioni, riduzione del salario accessorio (se non cancellazione alla quale si punta in aula), pensionamento forzato per chi ha i requisiti delle quiescenza, abolizione della norma di salvaguardia per i dirigenti che perdendo la posizione dirigenziale perderanno automaticamente anche il salario da dirigente di quella fascia.
E’ una vera e propria scure quella che potrebbe abbattersi sui 16mila dipendenti (diretti)  della Regione siciliana in base alle norme contenute nella bozza di finanziaria chiarite dalle norme del dpf e anticipata dal governo ai partiti della maggioranza nel corso del vertice di ieri pomeriggio a Palazzo d’Orleans.
Il governo fissa la dotazione organica in base al personale in servizio a fine 2014 ma senza stabilire ricognizione e definizione normativa della pianta organica in base alle esigenze di servizio, dunque chi andrà in pensione non sarà sostituito. Gli organici saranno ulteriormente ridotti dal 2016 al 2019 in numero pari al 50 per cento dei dipendenti che andranno via nell’anno precedente, la riduzione sarà maggiore per i dirigenti.
Divieto di assunzioni anche nel 2016, 2017, 2018. Per i dirigenti scompare la clausola di salvaguardia che consentiva loro di mantenere intatta la retribuzione nonostante la presenza rimozione dall’incarico. Tagli anche ai permessi per motivi familiari e personali (solo 3 all’anno) e alle pensioni con l’abolizione del sistema misto di calcolo e il passaggio al contributivo che avrà un impatto su almeno 7 mila dipendenti del comparto.
Ma la bozza parla anche di cancellazione di tutte le partecipate ad eccezione di quelle inserite nell’elenco delle strategiche con il personale che dovrebbe rientrare nei tagli previsti per i regionali aumentandone l’entità e l’impatto e di addio anche agli Istituti autonomi case popolari che saranno posti in liquidazione. Cancellazione anche per l’ente autonomo porto di Messina nonostante le proteste, le richieste di rilancio e l’ipotesi di accorpamento degli enti porto in tre grandi strutture.
Nascerà, invece, l’Aspa, l’Agenzia siciliana per le politiche abitative che sarà istituita con decreto dal Presidente della Regione e acquisirà il patrimonio degli Istituti Autonomi Case popolari ma potrà scavalcare tutte le norme fin qui esistenti e riformare il settore con semplici decreti attuativi. in pratica una riforma che si trasformerà negli aumenti dei canoni di locazione e di cessione degli immobili nei confronti delle famiglie più deboli.
La manovra, però, non è tutta qui e di lacrime e sangue da scoprire ce ne sono ancora tante.

28 Gennaio 2015
http://palermo.blogsicilia.it/la-scure-sul-personale-regionale-con-o-senza-riforma-sta-gia-nella-finanziaria/284987/








27 gennaio 2015

SIRACUSA. I FORESTALI PULIRANNO IL PARCO ARCHEOLOGICO. PURPURA: “STAVA DIVENTANDO UN PROBLEMA”


Siracusa. I forestali puliranno il parco archeologico. Purpura: “stava diventando un problema”

teatro grecoSe Siracusa è una destinazione con “reputazione turistica riconosciuta a livello internazionale” gran parte del merito è della sua cartolina più nota: il teatro greco e gli eventi di spettacolo che lì vanno in scena, richiamando visitatori da ogni dove.
Lo sa bene l’assessore regionale ai Beni Culturali, Antonio Purpura. Di recente si è occupato proprio dello storico monumento siracusano, in un summit nei suoi uffici di Palermo. Perchè l’antica cavea “sottoposta a stress di varia natura” – come racconta a Siracusaoggi.it – ha bisogno di interventi di tutela e conservazione. Niente che possa precludere o mettere a rischio la stagione degli spettacoli, piuttosto lavori tampone con fondi da reperire dallo sbigliettamento dell’area archeologica nella quota parte del Comune di Siracusa. E poi la Regione dovrà fare però la sua, intercettando quei fondi necessari per lavori che possano mettere al riparo da sorprese ma costosi.
“Di teatro greco ho parlato più volte anche con la sovrintendente Basile”, spiega Purpura. “Ci sono dei progetti, impostati alla tutela e conservazione che adesso dobbiamo fare diventare esecutivi”, conferma. Il primo, forse banale ma comunque importante, riguarda la pulizia dell’intera area archeologica. “Rinnovo la convenzione con i forestali per il diserbo della grande zona archeologica di Siracusa perchè il problema della pulizia sta diventando serio”, confida il responsabile dei Beni Culturali.
Che non dimentica di elogiare – in ottica regionale – il sistema Siracusa dove “si coniuga al meglio la valorizzazione del patrimonio culturale con il turismo”. Possibile fare ancora di più e di questo Purpura è convinto. “Siracusa ha una realtà archeologica locale diffusa anche in provincia” e con la sua esperienza può guidare una vera rete di teatri antichi “in cui spicca insieme a Taormina mentre Tindari, Palazzolo e Segesta restano marginali pur avendo potenzialità attrattive”. 


27 Gennaio 2015
Siracusa Oggi









ENNA. L'UGL: OPERAI ESASPERATI, TEMIAMO TENSIONI






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CALTANISSETTA. RIORGANIZZAZIONE DELLA FORESTALE. UNA ASSEMBLEA SUL FUTURO DEI LAVORATORI

















FINANZIARIA. PER I FORESTALI E' PREVISTO LO SCIVOLO ALLA PENSIONE PER CHI HA 63 ANNI DI ETÀ, CON CONTRIBUTO PARI ALL’INDENNITÀ MINIMA. SARANNO ESPULSI DAL BACINO I LAVORATORI CHE HANNO UN REDDITO FAMILIARE ISEE SUPERIORE AI 60 MILA EURO.



Scure su regionali e consigli comunali, ecco la nuova Finanziaria


Il testo presentato ai deputati durante il vertice di maggioranza a Palazzo d'Orleans
 

 di ANTONIO FRASCHILLA


Scure su regionali e consigli comunali, ecco la nuova Finanziaria

 
Una manovra  di 23 articoli, che punta il dito su personale e costi della politica. Ecco la bozza della Finanziaria scritta dall'assessore Alessandro Baccei e presentata ai deputati durante il vertice di maggioranza a Palazzo d'Orleans. Inserite alcune modifiche, rispetto a una precedente versione, volute dal governatore Rosario Crocetta. Per quanto riguarda i regionali dal primo luglio 2015 tutte gli importi degli assegni di quiescenza di chi andrà in pensione «non potranno superare l’importo complessivo secondo la disciplina statale». Dal 2015 al 2018 sarà messo in pensione d’ufficio chi ha i requisiti pre Fornero, cioè la quota 96 tra anni di lavoro ed età anagrafica. Tra le novità volute dal governatore c’è il blocco delle assunzioni fino a tutto il 2016.  Via libera invece ai trasferimenti dei dipendenti regionali entro 50 chilometri dall’attuale sede.

Un capitolo corposo della bozza riguarda i forestali. Previsto lo scivolo alla pensione per chi ha 63 anni di età, con contributo pari all’indennità minima.  Saranno espulsi dal bacino i lavoratori che hanno un reddito familiare Isee superiore ai 60 mila euro, una novità introdotto nelle ultime ore.
Sul fronte enti locali  Baccei annuncia il ritiro della previsione della riduzione di indennità e gettoni per sindaci e consiglieri (che al momento è nella bozza)  ma conferma l’equiparazione alle norme nazionali per quanto riguarda i numeri: cioè, Palermo dovrà scendere da 50 a 40 consiglieri, i Comuni con più di 250 mila abitanti non potranno averne più di 36, quelli
con più di 100 mila abitanti averanno3 2 consiglieri. E, ancora, i Comuni con più di 50 mila abitanti avranno 28 consiglieri, quelli con più di 30 mila 24 consiglieri, quelli con più di 10 mila abitanti 16 consiglieri e infine, i Comuni con più di 3 mila abitanti ne avranno 12 e 10 consiglieri tutti gli altri. E permessi di assenza non saranno parametrati all’intera giornata ma solo «alle effettive ore di riunione dei consigli».



27 Gennaio 2015
http://palermo.repubblica.it/cronaca/2015/01/27/news/scure_su_regionali_e_consigli_comunali_ecco_la_nuova_finanziaria-105931322/








FORESTALI, SCOZZARELLA (CODIRES): NO A BLOCCO TURNOVER E TAGLI INDISCRIMINATI


Forestali, Scozzarella (Codires): No a blocco turnover e tagli indiscriminati



A RISCHIO LE FASCE DI GARANZIA OCCUPAZIONALE IN UN SETTORE CHE REGISTRA IL BLOCCO DEL RINNOVO CIRL DA 14 ANNI E IL MANCATO PAGAMENTO DEL 50 PER CENTO DEGLI ARRETRATI CONTRATTUALI


di Peppe Messina


www.forestaliantincendiosicilia.blogspot.comSi scalda il clima nel comparto forestale dopo l’annuncio del Governo regionale di ‘sforbiciare’ pesantemente il settore, riducendo il numero dei forestali. “Cambiano gli attori del Governo Crocetta, ma non cambia la sinfonia stonata nei confronti dei lavoratori forestali”. Ad affermarlo Enrico Scozzarella, segretario regionale del sindacato autonomo Codires per il comparto forestale. Il quale aggiunge: “In riferimento al riordino del comparto forestale, Codires è seriamente preoccupata, perché questo Governo regionale pur di fare cassa, secondo le direttive impartite da Roma, potrebbe cancellare con un colpo di spugna le garanzie occupazionali dei contingenti previste dalle leggi speciali n.16 del 6 aprile 1996 e n.14 del 14 aprile 2006”. A tale proposito, il cintato sindacato ha chiesto, attraverso una nota, un incontro con l’assessore all’agricoltura e foreste, Nino Caleca, evidenziando che oggi urge un confronto serrato con i rappresentanti dei lavoratori in modo da evitare una macelleria sociale e lo sblocco degli stipendi di novembre e dicembre 2014.

“In una riforma condivisa – precisa Scozzarella – si potrebbe ipotizzare la possibilità di una discussione sul prepensionamento di una parte del bacino dei lavoratori forestali, a condizione che non verrebbero ulteriormente penalizzati. Codires – aggiunge – non condivide alcuni punti del progetto di riordino dei forestali da parte del Governo Crocetta, come il blocco del turnover e il taglio del 20 per cento del personale antincendio”.

Per Codires restano in piedi molte criticità non ancora risolte come il rinnovo del Contratto integrativo regionale di lavoro (Cirl) scaduto da 14 anni,oltre al 50 per cento degli arretrati contrattuali non ancora riconosciuti dal Governo regionale ai lavoratori forestali, il mantenimento di tutte le garanzie occupazionali, nonché la verifica sulla possibile applicazione dell’accordo del 14 maggio 2009 attraverso l’utilizzo dei fondi europei.
“Chiederemo – sostiene Scozzarella – la scissione nei capitoli di bilancio inerente al costo reale del lavoro e dei lavoratori forestali dai costi di gestione, da quelli per le visite sanitarie e da altre voci che nulla hanno a che fare con il costo effettivo. Come ad esempio è inopportuno che con tutto il personale in dotazione ancora si appalti all’esterno il servizio buste paga dal costo di circa 1 milione e ottocentomila euro l’anno”.
“Il Sindacato – sottolinea il segretario regionale di categoria del Codires – rivendica il diritto al lavoro di cui è previsto dall’articolo 1 della Costituzione Italiana. Non accettiamo per nessun motivo – rilancia – che un lavoratore forestale gli possa venire a mancare il sostegno a reddito poiché viene considerato un parassita o un assistito, anzi, riteniamo che sono lavoratori in possesso di qualifiche specializzati che possono migliorare il bosco, le ville comunali, il verde autostradale la prevenzione del dissesto idrogeologico attraverso gli interventi mirati, acclarato che 270 comuni in Sicilia sono seriamente a rischio”.
“Se dall’incontro con l’assessore Caleca – conclude Scozzarella – dovessero pervenire notizie allarmanti che insidierebbero la categoria, siamo pronti a tutte le forme di lotta per mantenere e difendere i diritti acquisiti dai lavoratori negli ultimi trent’anni”.


26 Gennaio 2015
SiciliaOnPress