24 dicembre 2013

PASSA PER UN SOLO VOTO IL DPEF 2014-2017


Dal resoconto stenografico della seduta Parlamentare di lunedì 23 dicembre 2013

Tensioni e urla all’Ars, ma il Dpef passa

Gli interventi si concentrano:
1) sul riordino del sistema delle partecipazioni regionali, anche alla luce dell’articolo 4 del D.L.
n. 95/2012;
2) sull’elaborazione di un piano per l’utilizzo più efficace del personale a tempo determinato,
ovvero destinatario di garanzie occupazionali, impiegato nel settore pubblico allargato;
3) sulla riforma strutturale del sistema dei trasporti, sia sul versante di quelli marittimi verso le
isole minori, sia in quello del trasporto pubblico locale su gomma;
4) sulla riforma del settore forestale, con un impiego più efficiente del personale stagionale.

L'Assessore Bianchi dice che  abbiamo avviato un percorso di risanamento e stiamo portando la Regione in una condizione di 'normalità finanziaria. questo Documento di Programmazione Economico-Finanziaria è molto più ambizioso. Contiene un’ampia operazione di programmazione, che riguarda tutte le varie componenti della
spesa regionale, si concentra molto sul tema dei fondi strutturali, su cui anche qua ricordo che siamo
arrivati in una situazione di assoluta emergenza in termini di spesa dei fondi strutturali e riusciremo
a chiudere il 2013 senza avere un disimpegno dei fondi
. Questo è un DPEF che delinea le politiche economiche, largamente finanziate sui fondi extra regionali, bisogna aumentare l’attenzione su quello che
sarà il periodo 2014-2020. E c’è molto nel DPEF, ma io auspico che il Parlamento regionale tornerà
a gennaio anche con delle sessioni specifiche sul tema della programmazione 2014-2020 perché
parliamo di tre, quattro miliardi di euro l’anno che saranno lo strumento principale che avremmo per
fare ripartire la Regione.


Per visionare l'intera seduta parlamentare cliccate quì.


Assessore che la Regione ha avviato un percorso di risanamento è un dato positivo, ma che a pagare devono essere sempre i lavoratori (forestali) questo non è più accettabile. Noi non siamo bravi a masticare il politichese e su questo ce ne vantiamo, preferiamo invece un linguaggio "papale papale", quindi, per il momento gradiremmo sapere soltanto una cosa:
Quanti giorni lavorativi faremo per LEGGE?
Serve subito una risposta. Non in campagna elettorale.

Assessore Bianchi, Lei, i suoi colleghi di Giunta, il Presidente Crocetta e tutta la maggioranza parlamentare fate finta di niente, ma è gravissimo quello che è successo quest'anno a noi, di che si tratta? Avete TAGLIATO le giornate lavorative al comparto più anziano, facendo perdere in media circa 3500 euro a ogni lavoratore. Tutto questo è IMPERDONABILE!







CEFALU'. DESERTO DI CENERE: GLI SCATTI DEGLI INCENDI


Cefalù

I vasti e frequenti incendi forestali degli ultimi anni fanno della Sicilia la prima regione d’Italia a rischio desertificazione

Cefalù
I vasti e frequenti incendi forestali degli ultimi anni fanno della Sicilia la prima regione d’Italia a rischio desertificazione
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Deserto di cenere: gli scatti degli incendi

immagine di un incendio
Immagine di un incendio
Foto Portera

Sarà inaugurata venerdì 27 dicembre, alle ore 18 alla fondazione Mandralisca, la mostra fotografica di Rossella Portera dal titolo "Deserto di cenere". Le immagini si potranno ammirare tutti i giorni dalle ore 10 alle 13 e dalle 17 alle 20. In mostra  alcuni scatti che documentano gli incendi divampati nell'autunno del 2012 in varie contrade del territorio di Cefalù, nelle Madonie, e sui Nebrodi. «Mentre fotografavo - commenta Portera - due sentimenti hanno pervaso il mio animo: il desiderio di scoprire la realtà che violentemente si mostrava, di volta in volta, ai miei occhi, e la sofferenza nell’ascoltare il dolore della terra sopraffatta dalla cenere. In quella atmosfera, il caratteristico profumo della vegetazione mediterranea era solo un ricordo. Solo odore di morte, di distruzione». L'autrice riflette sul problema degli incendi boschivi che ha raggiunto una tale gravità da assumere dimensioni pericolose. «E' paradossale - commenta - che tutto ciò accada nonostante l’aumento costante degli investimenti volti a prevenire e a combattere il fenomeno. Solo in Sicilia, infatti, si contano circa 30.000 forestali a fronte di un modesto territorio boschivo. I vasti e frequenti incendi forestali degli ultimi anni fanno della Sicilia la prima regione d’Italia a rischio desertificazione». Per Portera diventa necessario, oggi più di ieri, investire sulla cultura della società contemporanea che ha un’idea approssimativa dell’ambiente e che partecipa alla sua degradazione in vari modi, provocando danni incalcolabili. «Ogni albero che va in fumo cancella secoli di storia della nostra terra».

23 Dicembre 2013
http://www.cefalunews.net/0_2014/news.asp?id=37033#alto





23 dicembre 2013

SICILIA: ALL'ARS IN DISCUSSIONE IL DPEF 2014-2017


Sicilia: all'Ars in discussione Dpef 2014-2017

Palermo, 23 dic.- (Adnkronos) - E' iniziata all'Assemblea regionale siciliana la discussione del Documento di programmazione economico-finanziario (Dpef) per gli anni 2014-2017. Il relatore del documento e' il capogruppo del Mehafono Giovanni Di Giacinto. Relatore di minoranza Marco Falcone (Forza Italia).

23 Dicembre 2013
http://palermo.repubblica.it/dettaglio-news/15:31/4444024







ARS, PRONTA LA MANOVRA PER SCARICARE SULLE FASCE DEBOLI 150MLN DI EURO PER PAGARE I PRECARI


Ars, pronta la manovra per scaricare sulle fasce deboli 150 milioni di euro per pagare i precari dei Comuni


CI SI CHIEDE IN QUESTE ORE: MA LA CHIESA SICILIANA CHE FA DAVANTI AL NUOVO SCEMPIO CHE STA PER ABBATTERSI SUGLI ANZIANI POVERI, SUI MALATI, SUI MINORI A RISCHIO E SUI MALATI PSICHIATRICI? LO SANNO I VESCOVI SICILIANI CHE QUESTI TAGLI AI COMUNI DELL’ISOLA COLPIRANNO QUASI ESCUSIVAMENTE LA SPESA SOCIALE?
Si apre oggi a Sala d’Ercole una settimana politica all’insegna della solita confusione. L’obiettivo della malapolitica che sta finendo di distruggere la nostra Isola è quello di nascondere ai siciliani un’amara realtà: il taglio dal nostro Bilancio 2014 di un miliardo di euro da parte del Governo nazionale e l’ulteriore sacrificio, che verrà imposto alle famiglie e alle imprese siciliane, di oltre 300 milioni di euro. Soldi destinati a pagare i 24 mila (e forse più) precari degli enti locali. (sotto, a sinistra, foto tratta da palermomania.it).
La notizia incredibile è che se metà di questi 300 milioni – come già chiesa sicilianaaccennato – la pagheranno famiglie e imprese della Sicilia, gli altri 150 milioni di euro li pagheranno le fasce più deboli della popolazione della nostra Isola: gli anziani poveri che verranno assistiti male (o che non verranno assistiti affatto), i minori a rischio, i malati psichiatrici e, in generale, tutti gli assistiti dalla spesa sociale. Una vergogna che riguarda, in primo luogo, i ‘cattolici’, o presunti tali, del PD e dell’Udc.
Il Governo di Rosario Crocetta, nel totale silenzio delle forze politiche (compresi i 14 parlamentari del Movimento 5 Stelle che, per inesperienza, sono finiti anche loro a difendere le ragioni sbagliate di un precariato che le ‘casse’ regionali non possono più tollerare, se non appesantendo famiglie e imprese già stremate e, soprattutto, come già ricordato, colpendo le fasce deboli e indifese della popolazione siciliana), sta portando avanti una manovra folle. E lo sta facendo con l’avallo di un’Assemblea regionale siciliana che, nel nome dei voti dei precari, è disposta a tutto: anche ad approvare una anzianimanovra a ‘scatola chiusa’ entro il 31 dicembre o nei primi di gennaio del prossimo anno.
Il Governo, come abbiamo scritto la scorsa settimana, pur di portare a casa una manovra finanziaria truffaldina – con i conti di Bilancio e Finanziaria 2014 che non tornano – ha deciso di ‘infilare’ nella Finanziaria la proroga dei precari degli Enti locali. E poiché nessuna forza politica vuole rinunciare ai voti dei precari, in vista delle elezioni europee del maggio del prossimo anno, tutti sembrano d’accordo nell’approvare una manovra economica e finanziaria rigorosamente falsa e ‘banditesca’, con entrate fittizie.
La speranza, ormai, è che almeno i parlamentari del Movimento 5 Stelle si mettano di traverso per condurre una battaglia parlamentare in difesa delle fasce deboli della società siciliana che, in questa fase, sembrano essere state abbandonate anche dalla Chiesa isolana.
A differenza della Chiesa di Papa Francesco, che a Roma dà battaglia, la Chiesa siciliana sembra obnubilata, se non coinvolta nei ‘giochi’ di ‘Palazzo’, al pari delle Acli siciliane, ormai ridotte al basso rango di una peraltro scadente corrente di un ancora più scadente PD.
Non può sfuggire agli alti prelati siciliani il doppio taglio di fondi che il Governo regionale e il Parlamento siciliano stanno comminando ai Comuni. In due anni il Fondo regionale delle Autonomia locali è passato da 900 a 450 milioni. Per il prossimo anno, a questi 450 milioni – già pochi per i Comuni dell’Isola – esecutivo e Ars vogliono togliere altri 150 milioni di euro. E poiché, con appena 300 milioni di euro, i Comuni riusciranno a malapena a pagare gli stipendi a dipendenti e precari, a farne le spese saranno i soggetti deboli: le case famiglia per malati e portatori di handicap, gli anziani poveri, i minori a rischio, i malati. Cosa che è già avvenuta in parte quest’anno e che si accentuerà in modo drammatico il prossimo anno.
Come fa la Chiesa cattolica siciliana a non vedere questa vergogna? Coma può rimanere zitta? I vescovi siciliani pensano che per sopperire a questo incredibile scippo ai danni di chi non si può difendere basti, ogni domenica, chiedere soldi ai fedeli durante le Sante Messe?
Non funziona così. Anche perché a mettere in atto questo nuovo, scempio sociale sono i cattolici ‘impegnati’ in politica: i ‘cattolici’ del PD e i ‘cattolici’ dell’Udc che si accingono a massacrare le fasce deboli della società siciliana.
La speranza, lo ribadiamo, è che almeno i parlamentari grillini diano battaglia, provando a cambiare un’impostazione che sembra sia stata accettata anche dall’Anci siciliana. A Roma, del resto, i grillini stanno dando battaglia contro l’ultima schifezza del Governo Letta-Alfano-Bilderberg: il provvedimento legislativo che punisce le Regioni e i Comuni che si oppongono allo strapotere dei signori delle sale da gioco, protetti da uno Stato-biscazziere che consente a queste persone senza scrupoli di illudere migliaia di persone con il sogno di grandi vincite per ‘spennarli’ e, spesso, per ridurli alla rovina.
L’Italia nella mani dei massoni del Club di Bilderberg, dei massoni della Banca d’Italia e delle varie massonerie bancarie e finanziarie è diventata pessima. Di questo Paese alla deriva a farne per primi le spese sono i siciliani. Sono loro, infatti, che oltre a pagare le tasse sempre più esose allo Stato, si accingono a pagare anche i 300 milioni di euro e passa per retribuire, per un altro anno, i 24 mila e forse più precari degli enti locali. Una follia che dovrebbe pagare lo Stato e non la Regione, se è vero che tutte le leggi sul precariato, se non sono nazionali, sono state comunque avallate da Roma.

23 Dicembre 2013
http://www.linksicilia.it/2013/12/ars-pronta-la-manovra-per-scaricare-sulle-fasce-deboli-150-milioni-di-euro-per-pagare-i-precari-dei-comuni/




IL CODIRES CHIEDE UNO SCATTO D'ORGOGLIO ALLA POLITICA


Ricevo e Pubblico
dal Segretario Regionale del Codires

Collega Michele,
ti invio in allegato il comunicato stampa ove si evince la richiesta alla Politica regionale uno scatto d'orgoglio in difesa del comparto forestale e del territorio Siciliano.
Colgo l'occasione per invitare tutti i lavoratori forestali a non disunirci, perchè la Politica e parte dei Sindacati stanno  raggiungendo il loro obiettivo" tenendo schiavi i lavoratori per gli interessi ad uso e consumo. I colleghi dell'antincendio della Provincia di Palermo ne  è la prova tangibile.
Non è possibile che 24 mila lavoratori non riescono a difendere i propri diritti, perchè ognuno è convinto che la battaglia la difende sempre e comunque  il collega a fianco. Vi informiamo che l'O.S. Codires, ha messo a disposizione una serie di professonisti legali dove hanno già iniziato il lavoro meticoloso a difesa dei lavoratori, depositando centinaia di ricorsi. Alcuni già vinti in Provincia di Messina con la collaborazione del Segretario Provinciale Giuseppe Ravidà, riguardante l'indennità chilometrica.
Distinti saluti.

Auguro a tutti buone festività Natalizie.

Il Segretario regionale di categoria
Enrico Scozzarella 






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LA GESTIONE DEI BOSCHI PUO' DIVENTARE UN SERBATOIO OCCUPAZIONALE

L'azienda Silvopastorale gestisce un patrimonio boschivo di grande valore scientifico e culturale

In programma un parco-avventura




Sciatori nella riserva dell´Azienda 
silvopastorale di Troina
Foto lasicilia.it




Troina. In occasione del Natale l'amministrazione comunale ha voluto tracciare anche un bilancio dell'attività svolta dall'Azienda silvo-pastorale. Una realtà in forte espansione grazie anche agli investimenti per lo sviluppo del comparto forestale del bosco di Troina, inserito nella dorsale del parco dei Nebrodi. L'attività di rilancio è stata avviata dal nuovo management dell'azienda Silvo-Pastorale di Troina, guidata dall'avvocato Walter Giuffrida. L'ente è amministrato dal presidente e da tre componenti del consiglio d'amministrazione, nominati con provvedimento del sindaco. Le funzioni di direttore tecnico sono espletate invece da un dottore agrario esperto in materia forestale. Un'azienda che venne istituita dal Comune di Troina nel 1963, quest'anno ha compiuto 50 anni di fondazione, e che si occupa della conservazione, del miglioramento e della valorizzazione del proprio patrimonio boschivo, esteso per 4200 ettari circa, tra i migliori dei Nebrodi e della Sicilia, di grande valore scientifico, sociale, economico e culturale. In questi ultimi sei mesi si è voluto imprimere una nuova governance che punti ad innescare meccanismi virtuosi tali da garantire vantaggi per il territorio sotto il profilo economico e sociale. Le problematiche possono divenire potenzialità, lavorando pur sempre nel perimetro della tutela e salvaguardia del territorio, ma creando occupazione e sviluppo. Diversi gli ambiti di intervento. Innanzitutto un nuovo approccio culturale portando all'attenzione dell'opinione pubblica e della politica in generale l'importanza dell'esistenza di questo ecosistema nelle sue varie componenti e come ciò possa diventare l'anello che consenta di ottenere dai boschi benefici collettivi, trovando la necessaria sostenibilità economica delle operazioni.
«La gestione dei boschi - dice il presidente Giuffrida - può diventare un serbatoio occupazionale ed un palcoscenico privilegiato per creare condizioni per attività economiche pienamente sostenibili. Recentemente sono state adottate iniziative che dovrebbero consentire il rilancio economico dei boschi e la valorizzazione del patrimonio naturalistico che l'Azienda gestisce. Si sta lavorando alla realizzazione di un'area attrezzata e di un parco avventura nei pressi della Diga Ancipa per creare un polo di attrazione per il turismo escursionistico a Troina. Inoltre l'Azienda insieme al Comune e all'Ente Parco è impegnata in prima linea nel percorso di riconoscimento dei Nebrodi patrimonio dell'Umanità Unesco. Tutti interventi che vanno nella direzione di portare benefici economici al territorio. L'insieme di diversi strumenti, la semplificazione e la capacità delle singole amministrazioni se fanno sistema, come noi crediamo, ci consente - conclude Walter Giuffrida - un discreto ottimismo sulle possibilità di sviluppo di attività economiche che gravitano attorno al settore forestale».
Sal. Cal.

22 Dicembre 2013





22 dicembre 2013

IN BILANCIO SONO PREVISTI TAGLI DI 300 MLN, PRELEVATI IN PARTE DAL FONDO DESTINATO AI LAVORATORI FORESTALE


Crocetta: «Sulle partecipate task force in quindici giorni»




Lillo Miceli
Palermo. «Spero che il Bilancio venga approvato entro il 31 dicembre. Sarebbe un bel segnale e un modo per riavvicinare i cittadini alla politica». E' l'auspicio del presidente della Regione, Crocetta, che ha sottolineato: «Non dipende da me, ma penso che si possa fare la legge entro l'anno. Poi penseremo alla Province». La prudenza di Crocetta, evidentemente, è dettata dalla consapevolezza che all'Ars potrebbe emergere uno schieramento trasversale che potrebbe tentare di spingere il governo verso l'esercizio provvisorio. Nell'ambito della maggioranza, infatti, è rimasto sospeso il giudizio dell'Udc sulla manovra. Ma ciò non significa che il partito remerà contro.
«Penso che ci sia il tempo - ha aggiunto l'assessore all'Economia, Bianchi - per rispettare la scadenza di fine anno. La commissione Bilancio dovrebbe licenziare i documenti contabili non più tardi di giorno 29». Se le forze politiche non caricheranno di emendamenti il disegno di legge di stabilità, entro il 31 dicembre l'Ars potrebbe farcela. Ma anche se si andasse al voto finale tra Capodanno e l'Epifania, non ci sarebbe alcun problema per l'amministrazione. La tesoreria per tutto il periodo festivo rimarrà chiusa: quindi, non si effettueranno pagamenti, a prescindere. Però, non ricorrere all'ennesimo esercizio finanziario sarebbe un segnale positivo che si manderebbe a Roma, che tiene la Sicilia sotto costante osservazione. Il ministero dell'Economia, secondo indiscrezioni, spingerebbe il governo Crocetta verso l'approvazione nel rispetto dei tempo canonici.
Ciò consentirebbe di evitare il ricorso ad artifici per consentire il rinnovo dei contratti dei precari degli enti locali, circa ventimila dipendenti che in questi giorni sono con il fiato sospeso. Peraltro, in Bilancio sono previsti trecento milioni di tagli per consentire la copertura della spesa, come imposto dal Ragioniere generale dello Stato. Il governo ha fatto la sua parte, inserendo alcuni commi ad hoc nel disegno di legge di stabilità che lunedì dovrebbe essere approvato definitivamente dal Senato.
«Si tratta di trecento milioni di tagli veri», ha ribadito l'assessore Bianchi. Prelevati in parte dal fondo destinato ai lavoratori della forestale; in parte da quello per il trasporto su gomma, pubblico e privato; in parte dal fondo per le autonomie locali, ma in cambio i Comuni avranno una partecipazione dell'8,47% sul gettito Irpef; cento milioni di minori spese dovrebbero essere generati dall'applicazione dei costi standard nella sanità. Ai lavoratori della forestale sono destinati 180 milioni di euro, finanziamento che sarà integrato dai fondi europei per gli interventi nelle aree a rischio idro-geologico. In questo modo, sarebbe garantito un cospicuo monte di giornate lavorative.
Sul fronte del contenimento e della razionalizzazione della spesa, il governo regionale ha previsto di mantenere in vita solo le società partecipate ritenute strategiche: le altre saranno messe in liquidazione creando uno specifico ufficio presso l'assessorato all'Economia. Un settore che la Sezione di controllo della Corte dei conti ha messo sotto osservazione. Dopo l'adunanza pubblica dei giorni scorsi, si attende il verdetto dei giudici contabili. Come in tutti gli altri settori della pubblica amministrazione, anche in quello delle partecipate è stato gonfiato di un numero eccessivo di dipendenti.
«Nella fusione delle partecipate - ha affermato Crocetta - saranno trasferiti coloro che hanno i titoli per esserlo. Mi rendo conto che questo creerà qualche fibrillazione, ma non possiamo fare diventare legale ciò che è illegale. Qui prima molti si voltavano dall'altra parte; ora il sistema è cambiato. Ora le carte vengono portate in Procura, alla polizia e ai carabinieri. Stiamo istituendo una task force sulle partecipate perché vogliamo dati chiari per prendere le giuste decisioni. Entro quindici giorni sarà pronta».

21 Dicembre 2013



All'Assessore Bianchi, al Governo, ai Deputati, ai Sindacati e ai Lavoratori: L'unica garanzia è la legge, il tempo delle belle parole, delle chiacchiere o delle FALSE PROMESSE è finito.

Ci sono dei lavori in corso in diversi comuni del Palermitano affinchè anche i lavoratori siano ascoltati (subito dopo le feste) dal Presidente Crocetta, non ci interessa incontare Assessori, Deputati, Portavoce, Segretari, Capigabinetto ecc. Vogliamo parlare esclusivamente con il Governatore. Punto. 
L'idea è la formazione di un comitato, possono far parte tutti coloro che vogliono difendere la propria dignità umana del lavoro; "Senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali" (Art.3 Costituzione della Repubblica Italiana).

Non accetteremo mai:

Il blocco del tourn-over;
La fuoriuscita dal servizio antincendio a 50 anni;
Il taglio dell'indennità chilometrica;
La graduatoria unica; 
Vari ed eventuali.

Che sia ben chiaro, noi da questa bozza non arretriamo di un passo, su questi punti non si può e non si deve trattare. Nessuno può promettere niente, ma più siamo e meglio è, più siamo e meglio stiamo. Fidatevi!
Le Europee si avvicinano e gli incontri elettorali per fini personali sono già iniziati, adesso non bisogna cadere nella trappola, per noi ad oggi non c'è nessun miglioramento lavorativo, anzi. 
Prima la legge e poi tutto il resto...


 


LINK SICILIA: IL GOVERNO REGIONALE NON SCIPPERA' PIU' 50MLN AI FORESTALI, STA' SCIPPANDO SOLAMENTE DA 20 A 25 MILIONI


Ars, l’ultima follia: la proroga dei precari dentro la Finanziaria…



E’ L’UNICO MODO PER FAR APPROVARE DA SALA D’ERCOLE LA MANOVRA TRA LA FINE DI DICEMBRE E I PRIMI DI GENNAIO. CHI PAGHERA’ I 300 MILIONI DI EURO E OLTRE CHE SERVONO PER STIPENDIARE IL PRECARIATO NEL 2014? I PIU’ DEBOLI: I POVERI, GLI ANZIANI, I MALATI, I MINORI A RISCHIO, I MALATI PSICHIATRICI. CON LA PROBABILE SOPPRESSIONE DI CIRCA 200 COMUNI. COSI’ HANNO DECISO PD, UDC, ARTICOLO 4, NUOVO CENTRODESTRA E MEGAFONO DI CROCETTA

L’ultima follia della politica siciliana è la Finanziaria 2014 ‘cucita’ su misura per i precari. A questo grado di abiezione politica e amministrativa non si era mai arrivati. Mai la Regione era caduta così in basso. Il fondo lo sta toccando con il Governo di Rosario Crocetta e con un’Assemblea regionale siciliana di ‘anime morte’ che, come ora proveremo a raccontare, sta sacrificando il futuro di 200 Comuni palazzo reale- e la salute di migliaia e migliaia di anziani e deboli – per tenere ancora in piedi il ‘circo equestre’ di un precariato che diventa ogni giorno sempre più insopportabile per le ‘finanze’ della nostra Isola. Ma andiamo ai fatti.
Stando a indiscrezioni, a questo finale politicamente folle si sarebbe arrivati dopo il diktat dell’Ufficio del Commissario dello Stato. Niente proroga per i 24 mila precari degli enti locali (che forse potrebbero essere di più) senza copertura finanziaria, avrebbe fatto sapere il Commissario dello Stato. E la copertura non può che arrivare dall’approvazione della manovra economica e finanziaria 2004.
Però c’è un problema: il 31 dicembre di questo mese scadono i contratti dei precari. E allora? Nulla di più semplice per la politica siciliana: ‘infiliamo’ la proroga dei precari degli enti locali nella Finanziaria! Di fatto, l’Ars si accinge ad esaminare una manovra – Bilancio e Finanziaria – a tamburo battente.
Sono tanti i parlamentari che nutrono profonde perplessità verso una manovra fatta con i piedi. Dove non esiste – ormai per definizione – nemmeno la certezza delle entrate. Ma nessuna forza politica vuole perdere l’aggancio con il precariato: con i 24 mila precari degli enti locali e con gli altri precari sparsi tra uffici ed enti regionali.
In questo passaggio politico si consuma tutta l’illusione del PD, dell’Udc, urne elezionidi Articolo 4, del Nuovo centrodestra di Alfano e del Megafono. Sanno, i dirigenti di questi scalcagnati Partiti, che non hanno alcuna speranza di intercettare i voti del dissenso sociale, in Sicilia ormai ai massimi livelli. Sanno che gli unici in grado di intercettare la protesta sono i grillini, anche alla luce del fallimento organizzativo dei Forconi in Sicilia. Così sperano di recuperare voti nel grande bacino degli 80 mila precari dell’Isola.
Questa, almeno, è la speranza – o l’illusione, a seconda dei punti di vista – dei dirigenti siciliani di PD, Udc, Articolo 4, Nuovo centrodestra di Alfano e Megafono. Partiti che stanno impostando le loro speranze elettorali delle prossime europee (previste nel maggio del prossimo anno) sul precariato. Di fatto, come scriviamo spesso una mega operazione di voto di scambio. 
Chi pagherà per mantenere in piedi il precariato siciliano? Con un Bilancio ‘ingessato’, fatto per il 90 per cento e forse più di spese correnti, per trovare 300 e passa milioni di euro per pagare un anno di stipendi ai soli precari degli enti locali bisogna scippare i soldi ad altre categorie. A chi?
In prima battuta il Governo ha cercato di ‘grattare’ 50 milioni di euro ai forestali. Lì, però, ha toccato duro. E allora ha fatto una mezza marcia indietro. Mezza e non tutta. Infatti, se da un lato Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno fatto sapere con soddisfazione ai propri operai forestali iscritti che il forestali terGoverno regionale non scipperà più 50 milioni di euro, dall’altro lato lo stesso Governo Crocetta (con l’accordo, sottobanco, di Cgil, Cisl, Uil e Ugl) sta scippando comunque ai forestali da 20 a 25 milioni di euro (nella speranza che gli operai della forestale non si accorgano dello scippo).
Ma questi soldi, ovviamente, non basteranno. A chi togliere il grosso delle risorse finanziarie per pagare i precari? PD, Udc, Articolo 4, Nuovo centrodestra e Megafono hanno già deciso: ai più deboli. A pagare il peso maggiore del costo del precariato saranno tutti i soggetti che usufruivano della cosiddetta spesa sociale: anziani, portatori di handicap, minori a rischio, malati psichiatrici. Insomma: tutta gente che non si può difendere.
Persone che la Regione si accinge a penalizzare direttamente e, soprattutto, indirettamente: a questo serve, infatti, il taglio secco di 150 milioni di euro rifilato ai Comuni dell’Isola. Messi alle strette, i Sindaci non potranno che fare quello che hanno già fatto quest’anno: tagliare i fondi ai servizi sociali: cioè a chi non si può difendere.
Attenzione: la manovra sui Comuni è duplice. PD, Udc, Articolo 4, Nuovo centrodestra e Megafono, oltre a colpire i più deboli, con questo taglio indiscriminato, si preparano, tra gennaio e municipiofebbraio del prossimo anno, ad abolire circa 200 Comuni.
Quando si illustrano Bilancio e Finanziaria, come sempre, parlano i numeri. Che non possono essere smentiti o confutati. Negli ultimi due anni il Fondo regionale per le Autonomie locali è passato da circa 900 milioni di euro a 450 milioni di euro. Con un taglio secco del 50 per cento.
Con la Finanziaria 2014 il Governo e l’Ars tolgono ai 450 milioni dei Comuni altri 150 milioni per pagare lo stipendio ai precari.
Una scelta che, come già accennato, costringerà i Comuni a tagliare i servizi sociali ai più deboli (a proposito: ma i cattolici che siedono tra i banchi di Sala d’Ercole che fine hanno fatto? se dovesse arrivare un appello dei vescovi siciliani per i più deboli – cosa auspicabile – che faranno? si nasconderanno?). Ma che metterà molti Comuni nell’impossibilità di andare avanti.
Anche su questo fronte la politica siciliana sembra aver scelto: a pagare saranno i piccoli Comuni, che molto probabilmente verranno lasciati morire per mancanza di soldi. La maggiore quota di compartecipazione all’Irpef inserta in Finanziaria è una presa in giro. Per due motivi. Proviamo a illustrarli.
In primo luogo, va detto che la manovra che l’Ars si accinge ad approvare è pesantemente depressiva. Una manovra che provocherà non recessione – che c’è già – ma depressione economica. Roma, al di là delle fandonie scritte nella manovra, non si prenderà dal Bilancio della Regione siciliana solo 500 milioni di euro: si prenderà da un miliardo a un miliardo e 200 milioni di euro. Soldi che usciranno dal flusso finanziario della Sicilia provocando una riduzione dei consumi e un aumento della disoccupazione.
Di più: i 300 e passa milioni di euro che Governo e Ars contano di trovare tra forestali (25 milioni di euro), Comuni (150 milioni di euro) e, in generale, colpendo famiglie e imprese (il resto delle somme che occorrono per arrivare ai 300 e passa milioni di euro), resteranno sì nel ‘flusso’ siciliano’, ma verranno tolti dalle tasche di altri siciliani: cosa, questa, che comporterà un’ulteriore riduzione della domanda al consumo e un ulteriore incremento della disoccupazione.
Una regola elementare dice che se il sistema economico va giù – e in Sicilia il sistema non va giù: precipita – il gettito fiscale si riduce. E infatti, con questo scenario, nel 2014 il gettito Irpef, in Sicilia, precipiterà.
Siamo arrivati al secondo motivo per il quale l’aumento di quota di compartecipazione che la Regione assegna ai Comuni per fargli recuperare le risorse è una presa per i fondelli: perché con tutto l’aumento della quota di compartecipazione, i Comuni siciliani, il prossimo anno, incasseranno meno di quanto hanno incassato quest’anno.
Da qui la prospettiva, tutt’altro che remota, della soppressione di almeno 200 tra piccoli e medi Comuni.
E allora? E allora coraggio caro Governo Crocetta e cari deputati dell’Ars: preparatevi a massacrare le fasce più deboli della popolazione, preparatevi a eliminare 200 Comuni, preparatevi a togliere altri soldi a famiglie e imprese della Sicilia per mantenere i precari. Tutto è già pronto: lunedì 23 dicembre si torna in Aula, a mezzogiorno del 24 fine del tempo disponibile per presentare gli emendamenti al Bilancio; il 28 scadrà il termine per la presentazione degli emendamenti alla Finanziaria, fare presto in Commissione Bilancio e Finanze e poi tutti in Aula per massacrare poveri, anziani, malati, minori a rischio, malati psichiatrici, famiglie, imprese e Comuni…

21 Dicembre 2013
http://www.linksicilia.it/2013/12/ars-lultima-follia-la-proroga-dei-precari-dentro-la-finanziaria/




COMPARTO FORESTALE A RISCHIO


Comparto agro-forestale a rischio Preoccupazione del "Sifus".

«La proposta di legge al vaglio dell'Ars rischia di rivelarsi un boomerang»



Maurizio Grosso, Segretario Generale del Sifus
Foto lasicilia.it

Dura presa di posizione del "Sindacato forestali uniti per la stabilizzazione" (Sifus) avverso la proposta di legge, al vaglio dell'Assemblea regionale siciliana, che ridisciplina l'Ente Foreste e il futuro dei lavoratori. Il perché delle critiche è ravvisato dal segretario generale del Sifus, Maurizio Grosso, all'unisono con il segretario provinciale, Michele La Porta di Nicosia, con il resto della dirigenza e la platea degli aderenti al Sifus.
«Il modello di revisione del sistema forestale rischia di essere un boomerang per la tutela ambientale e naturalistica del territorio, avendo il solo scopo - condannano i vertici del Sifus - di penalizzare la categoria dei lavoratori stagionali. La prima cosa è gravata dal taglio nel 2014 di oltre 50 milioni di euro, rispetto alle già esigue risorse utilizzate per il 2013. Il disegno di legge prevede altresì il blocco del turnover e l'accorpamento dell'Azienda forestale, dell'Ispettorato forestale, dell'Esa, dei consorzi di bonifica sotto la guida dell'assessorato dell'Agricoltura. E, ciliegina sulla torta, lo strumento imporrebbe agli addetti all'antincendio, raggiunto il 50esimo anno d'età, il transito all'Azienda foreste, senza alcuna prospettiva di sostituzione con i riservisti appartenenti alla fascia "settantottisti"». Questa in sintesi le ragioni che hanno fatto insorgere da subito gli esponenti del Sifus, capendo il malumore iniziato a serpeggiare tra i braccianti lavoratori.
«Il progetto di modifica disegnato dal Governo Crocetta - attacca Maurizio Grosso - condurrebbe allo smantellamento del comparto agro-forestale, e metterebbe persino a rischio il patrimonio boschivo naturale dell'Isola».
«Il quadro all'orizzonte - avverte il segretario provinciale del Sifus, Michele La Porta - riserva sorprese inaspettate che penalizzano i diritti della categoria, stremata dalla crisi e in lotta per la sopravvivenza e i bisogni delle loro famiglie. La Porta ci tiene anche a fustigare le organizzazioni dei sindacati confederali, inoperosi (forse perché complici) nel contrastare il disegno che noi respingiamo, immaginando uno sviluppo coerente e armonico del settore».
«Non a caso abbiamo, ormai da anni, avanzato - dice Grosso - la proposta finalizzata a stabilizzare i precari discontinui della forestale. L'inquadramento in pianta stabile consentirebbe l'assegnazione, con mansioni aggiuntive, anche in interventi di contrasto alle calamità naturali, agli eventi franosi e messa in sicurezza del territorio. Tra l'altro per i costi dell'intera operazione c'è la possibilità di attingere a fondi europei, che altrimenti si perderebbero».
CARMELO LOIBISO

21 Dicembre 2013





21 dicembre 2013

PRIMO INCONTRO UFFICIALE DEL MOVIMENTO 5 PIGNE DI CASTRONOVO DI SICILIA



Ricevo e pubblico



PRIMO INCONTRO UFFICIALE DEL MOVIMENTO 5 PIGNE
DI CASTRONOVO DI SICILIA
Si è conclusa ieri la prima riunione degli  Operai Forestali del distretto 7, organizzato dal  Movimento 5 Pigne presso il Centro Sociale “Toto’ Tirrito di Castronovo di Sicilia” sono intervenuti circa 60 operai tutti dell’antincendio e si è discusso delle problematiche del nostro settore e delle relative decisioni da prendere per SVEGLIARE sia i nostri Politici Regionali, sia la Triplice CGIL, CISL, e UIL, e  tutti quei COLLEGHI a cui sembra che questa situazione drammatica del nostro comparto non INTERESSI. I punti fondamentali sono stati l’iscrizione al movimento di tutti gli operai intervenuti, si è parlato delle proposte fatte dal movimento stesso, della legge proposta dal Sifus al Parlamento Regionale, e dettagliatamente del ricorso presentato dallo SNAF dei nostri colleghi della Sardegna. Si è stabilito inoltre di cercare di ampliare il nostro movimento contattando gli operai degli altri distretti. I relatori del Movimento 5 Pigne sono stati Verri Vitale e Franco Martorella i quali possono essere contattati per qualsiasi chiarimento.
Vi auguriamo un Buon Natale e un Felice Anno Nuovo dal Movimento 5 Pigne.

Firmato
Vitale Verri
Franco Martorella

 
Carissimi amici mi permetto di dire che bisogna dire:
No al blocco del turn-over;
No al taglio dell'indennità chilometrica;
No alla graduatoria unica;
No alla fuoriuscita dei 50 anni dall'antincendio.
Possiamo rimanere anche in un unico Assessorato, ma con un'altra graduatoria, come lo sono per esempio i colleghi dell'Esa e dei Consorzi di Bonifica, bisogna solamente impostare bene la proposta. Purtroppo ci arrivano notizie che su questi punti hanno già deciso, ma si può sempre cambiare idea, dipende solo da noi.




CATANIA. SBLOCCATI I PAGAMENTI DI OTTOBRE



L'annuncio dei sindacati

Forestali, sbloccati i pagamenti di ottobre

La notizia è stata resa nota dai segretari provinciali di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil Alfio Mannino, Pietro Di Paola e Nino Marino che aggiungono: “La vertenza forestali, ovviamente, non si chiude qui.


CATANIA - “Sbloccati i pagamenti di ottobre per i forestali. L'amministrazione s'e' impegnata a pagare novembre entro la fine dell'anno. La decisa presa di posizione di Flai, Fai e Uila in difesa dei diritti dei lavoratori ha prodotto effetti concreti, anche grazie all'impegno della Prefettura e del direttore provinciale dell'Azienda Foreste”.

Lo affermano i segretari provinciali di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil Alfio Mannino, Pietro Di Paola e Nino Marino che aggiungono: “La vertenza forestali, ovviamente, non si chiude qui. Sappiamo che dovranno ancora essere affrontate molte battaglie per assicurare presente e futuro a una categoria ingiustamente penalizzata, soprattutto perché sottovalutata nelle proprie risorse professionali e umane”.
http://catania.livesicilia.it/2013/12/21/forestali-sbloccati-i-pagamenti-di-ottobre_273793/

PIETRO AGEN: SE ALLA FORMAZIONE AGGIUNGIAMO I 30MILA DIPENDENTI, 2000 DIRIGENTI, 20MILA PRECARI, FORESTALI E TUTTO IL RESTO. SIAMO SENZA FUTURO







Pietro Agen, Presidente Confcommercio Sicilia
Foto lasicilia.it


Andrea Lodato
Catania. «Quattrocentosedici pagine di niente. Un bel niente. Altro che bilancio». Sconti a nessuno. Pietro Agen, vice presidente nazionale e presidente regionale di Confcommercio/Rete imprese Italia, ha passato tutta la notte a leggere il testo del documento finanziario della Regione Siciliana. Quel che viene fuori dalla sua analisi, che coincide, drammaticamente, con deduzioni molti simili delle altre categorie produttive, dei sindacati, del mondo delle imprese, è che in questa manovra non c'è niente per nessuno.
«Forse c'è di peggio - spiega meglio Agen - perché niente sarebbe, appunto, niente e uno potrebbe rassegnarsi. Qui ci sono, invece, alcuni interventi che diventano paradossali per come vengono presentati e per l'effetto che, invece, possono produrre. Quali? Penso, per esempio, alla voce dedicata al fondo per abbattere gli interessi per gli imprenditori che hanno fatto ricorso a prestiti nel centri fidi. Argomento centrale, come ripetiamo da anni, per dare ossigeno alle imprese. Bene, dentro quel fondo sono stati messi 400 mila euro. Quattrocentomila. Non era meglio tagliare la voce e dire che non c'erano quattrini per quel fondo? ».
Per Pietro Agen, per Confcommercio Sicilia, in quelle 416 pagine non solo si rischia di prendersi gioco delle imprese e dei cittadini («perché rimettere in moto l'economia aiuterebbe tutti e l'intero sistema», ribadisce Agen), ma c'è la conferma che il governo regionale non ha la benchè minima idea, o la voglia, di puntare sullo sviluppo, sulla crescita.
«Su una spesa totale che arriva a 23 miliardi, la somma destinata agli investimenti è di una decina di milioni. Cioè, anche in questo caso, non è poco, è nulla. In compenso, si fa per dire, leggendo dentro il documento scopriamo che viene ancora finanziato un fondo che dovrebbe aiutare gli ex dipendenti della Fiera di Palermo, da quindici anni chiusa».
Per paradossi, insomma, il bilancio è ricco, anche troppo. Per prospettive, invece, stiamo a zero. Al punto che Agen si può spingere oltre e dire: «Prendiamo atto che c'è più attenzione da parte del governo nazionale nei confronti della Sicilia, che non dal governo Crocetta. Ed è inutile dire, ovviamente, che andiamo incontro al nuovo anno colando a picco. Perché non è stato trovato un solo strumento, una sola via per aiutare le imprese ad uscire da questa situazione disastrosa. In compenso, però, la Regione continua a caricarsi i costi impressionanti e insostenibili di migliaia di precari e di lavoratori della cosiddetta formazione. Per carità, noi siamo attenti alla situazione dei precari, ma lo siamo anche per chi non è nemmeno precario, per chi non ha mai lavorato e, soprattutto i giovani, con questo scenario rischia di non trovare mai un varco per entrare nel mondo del lavoro. Però al Ciapi di Priolo sono stati caricati i 1750 dipendenti di Palermo, dopo l'esplosione dello scandalo. Così quel'ente ne ha circa 3000. Per fare cosa? Con quale utilità per la collettività? Sappiamo solo con quali costi, purtroppo. E stiamo parlando della formazione-fantasma che ha generato queste situazioni. Aggiungete i 30 mila dipendenti, 2000 dirigenti, 20 mila precari della Pa, forestali e tutto il resto. Siamo senza futuro».
Terribile. Disastroso. Agen lo dice chiaro e tondo. Crocetta che fa? «Ci ha convocati per il pomeriggio del 23 a Palermo. Ci andremo, ma temiamo già di non cavare fuori nulla e di passare un triste Natale».
E' il momento degli auguri, tristissimo rituale quest'anno. Perché se guardiamo avanti...
«In Sicilia - conclude Agen - non solo non ci sarà nessuna ripresa, ma perderemo un altro 0,2% di Pil. Lo dice il nostro Centro studi e vi assicuro che, purtroppo, non sbaglia mai. Per il settimo anno consecutivo, dunque, andiamo incontro ad una stagione di sofferenza, di disagi, di crisi nera. Senza che nessuno pensi a prendere adeguate contromisure».

20 Dicembre 2013



FONDI CONTRO I RISCHI IDROGEOLOGICI IN PROVINCIA DI MESSINA


Fondi contro i rischi idrogeologici

Finanziati dalla Regione con 730mila euro i due progetti presentati dai Comuni di Casalvecchio e Furci


Foto lasicilia.it

Arrivano fondi per la riduzione del rischio idrogeologico, di desertificazione e di incendio nel territorio siciliano. L'assessorato regionale alle Risorse agricole e alimentari ha approvato le graduatorie delle istanze ammissibili a finanziamento in merito alla seconda sottofase della misura 226 - azioni A e B del Psr Sicilia 2007/2013. I fondi, in particolare, riguardano la "Ricostituzione del potenziale forestale ed introduzione di interventi preventivi".
Per quanto riguarda l'azione "A" nella riviera jonica sono stati ammessi a finanziamento i progetti presentati dai Comuni di Casalvecchio e Furci, appartenenti al Distretto forestale n. 2. Entrambi i progetti hanno ricevuto 20 punti di valutazione piazzandosi a pari merito in graduatoria tra gli ammissibili a finanziamento.
Il Comune di Furci riceverà 340mila euro, fondi che serviranno alla «ricostituzione del potenziale forestale ed introduzione di interventi preventivi atti a ridurre il rischio incendio mediante - si legge testualmente nell'istanza di finanziamento - sfolli fitosanitari e diradamenti in impianti monospecifici di conifere per favorirne il successivo latifogliamento e decespugliamento selettivo in zone particolarmente esposte, finalizzati alla riduzione del rischio di incendio».
Ancora più cospicuo il finanziamento ottenuto dal Comune di Casalvecchio che riceverà 390mila euro. Il piano prevede, in particolare, la «ricostituzione del potenziale forestale ed introduzione di interventi preventivi atti a ridurre il rischio incendio mediante sfolli fitosanitari e diradamenti in impianti monospecifici di conifere per favorirne il successivo latifogliamento, diradamenti e sfolli fitosanitari su castagneti e decespugliamenti selettivi in zone particolarmente esposte, finalizzati alla riduzione del rischio di incendio».
Gli investimenti finanziati serviranno a prevenire calamità naturali e incendi e a migliorare la funzionalità degli ecosistemi forestali danneggiati. Il sostegno previsto dal Piano di Sviluppo rurale copre il 100% del costo dell'investimento.
Per l'azione "A" sono stati ammessi a finanziamento 46 progetti in tutta la Sicilia, per un totale di quasi 15 milioni di euro. Cinque, invece, le istanze ammesse nell'azione "B" per complessivi un milione e 800mila euro.
GIANLUCA SANTISI

20 Dicembre 2013



20 dicembre 2013

STIPENDI AI FORESTALI. RITARDO INACCETTABILE









Per una migliore visualizzazione cliccare quì.





ON. PANEPINTO (PD): GARANTIRE I LAVORATORI FORESTALI A FAR SVOLGERE ALMENO LE STESSE GIORNATE DEL 2013




Bufera su bilancio e finanziaria
Musumeci: "Tagliati i fondi all'antimafia"

Bufera su bilancio e finanziaria Musumeci: "Tagliati i fondi all'antimafia"
Polemiche sulla manovra varata dal governo Crocetta. Proteste anche dall'Anav, l'associazione degli imprenditori che gestiscono i trasporti locali: "Riduzioni ai finanziamenti insostenibili, a rischio centinaia di posti di lavoro"
 
 
Dal presidente della commissione Antimafia dell'Ars agli imprenditori del trasporto pubblico privato, fioccano le proteste per i tagli previsti nel bilancio presentato all'Ars dal governo Crocetta.
"Se le previsioni di bilancio del governo Crocetta in tema di sostegno alle persone e alle associazioni impegnate nella lotta alla mafia dovessero restare quelle presentate all'Ars - dice Nello Musumeci, presidente della commissione Antimafia -  sarebbe un danno gravissimo in termini materiali e morali. Siamo passati da circa un milione e mezzo di euro dello scorso anno ad appena 150 mila euro per il 2014, con un calo del 90 per cento. Un taglio irragionevole - aggiunge - sotto ogni punto di vista. Spero proprio che il governo voglia correggere in tempo l'assurda previsione e dare ossigeno a quanti, sul territorio, si spendono per la difesa della legalità"

"No a ulteriori tagli al trasporto pubblico locale e per uno strumento normativo che sostenga l'efficienza e la produttività del settore". Questo invece il contenuto di un documento sottoscritto nel corso della riunione del Consiglio direttivo dell'Anav, l'associazione che raggruppa in Sicilia settanta aziende private di trasporto pubblico su gomma.
"In 24 mesi il settore ha subito una riduzione del 30 per cento, pari a 60 milioni di euro di cui 20 a danno del settore privato e 40 di quello pubblico, non possiamo subire ulteriori contrazioni delle risorse - dice Antonio Graffagnini, presidente dell'Anav Sicilia - Questi tagli orizzontali, nel 2012 del 20 per cento e adesso di un altro 10 per cento, rischiano di mettere fuori gioco l'intero settore a scapito della mobilità di lavoratori e studenti pendolari. Così si uccide la parte produttiva e si solletica quella improduttiva mettendo a rischio i livelli occupazionali".

Anche da pezzi della maggioranza arrivano critiche alal manovra: "'E' inammissibile che a pagare le conseguenze dei tagli per la complessiva riduzione dei capitoli di bilancio sia il fondo destinato ai forestali. Bisogna assolutamente trovare il modo di evitare decurtamenti che inciderebbero pesantemente sul futuro di migliaia di lavoratori e sulla tutela del nostro patrimonio boschivo", dice in una nota il deputato regionale del Pd Giovanni Panepinto, che così prosegue: "Bisogna garantire i lavoratori forestali, aiutando il governo a reperire le somme necessarie a far svolgere loro almeno le stesse giornate lavorative del 2013, ma al tempo stesso bisogna ripensare profondamente le politiche regionali in materie di aree boschive Il personale deve essere utilizzato al meglio anche in progetti strutturali di prevenzione e tutela del territorio rispetto al rischio di dissesto idrogeologico Utilizzare meglio la manodopera dei forestali -conclude- significa offrire un servizio fondamentale alla Sicilia e garantire agli stessi lavoratori una piena occupazione. Vanno, infine, predisposte politiche per l'utilizzo della biomasse da legno per la produzione di energie alternative"

Intanto protesta questa mattina degli ex Pip a Palermo che hanno manifestato con un corteo partito da piazza Croci verso palazzo d'Orleans. I lavoratori degli enti pubblici chiedono garanzie per il loro futuro occupazionale. Il corteo è stato indetto dalle organizzazioni sindacali Ugl terziario, Cisal, Cisaas, Usb e Alba in concomitanza con l'approdo all'Ars del bilancio regionale. Una delegazione chiederà al governatore Crocetta, al presidente Ars Giovanni Ardizzone e ai capigruppo parlamentari di essere ricevuta.

 © Riproduzione riservata 

19 Dicembre 2013
http://palermo.repubblica.it/cronaca/2013/12/19/news/bufera_su_bilancio_e_finanziaria_musumeci_tagliati_i_fondi_all_antimafia-74052753/


Svolgere ALMENO le giornate del 2013 non è altro che la vittoria di Pirro.
On. Panepinto, per una minima dignità economica bisogna partire ALMENO dall'accordo del 2009. E basta! 
Questo sta a significare che sono state rimangiate tutte le grandi promesse fatte al comparto. On. Panepinto me lo faccia dire:  Avete fatto tante promesse, non ne avete mantenuta una! Non abbiamo più fiducia nella politica.
Inoltre, ci spiace constatare che alcuni Suoi colleghi pensano più al malaffare che agli interessi dei più deboli, su questo il Presidente Crocetta deve andare avanti e deve sapere che ha la più ampia solidarietà di tutti noi!





RAGUSA. OPERAI FORESTALI AL LAVORO, CIRCONVALLAZIONE E SCUOLE RIPULITE DALLE ERBACCE


Proseguono i lavori di scerbatura

Circonvallazione e scuole ripulite dalle erbacce



Operatori della forestale al lavoro
Foto lasicilia.it


Circonvallazione Ortisiana e scuole ripulite dalle erbacce. Il programma di scerbatura e ripulitura voluto dall'amministrazione comunale prosegue spedito. Ieri al lavoro operatori della forestale, con cui l'amministrazione ha stipulato un accordo e che nei giorni scorsi hanno terminato i lavori nell'area artigianale.
Hanno ripulito i cigli stradali e le aiuole spartitraffico della Circonvallazione Ortisiana e le aree a verde della scuola materna di Treppiedi Sud e del plesso "Denaro Papa"". Il sindaco, Ignazio Abbate, ieri mattina ha effettuato un sopralluogo nelle zone interessate dai lavori per vedere l'andamento delle operazioni. "Queste - spiega - consistono nella potatura degli alberi di oleandro e nella pulizia delle aiuole da anni abbandonate". La scerbatura sulla Circonvallazione Ortisiana rende più sicura l'arteria, restituendo una visuale sgombra da ostacoli agli automobilisti.
L'area, comunque, richiede altri interventi, come sottolineato negli scorsi mesi dal consigliere Vito D'Antona, che sottolineava come una parte dell'arteria, quando piove, si allaghi rendendo impraticabile la strada per diverse ore. "Si tratta dell'unica via che serve un intero quartiere costituito da decine di cooperative di abitazione - ricordava il capogruppo di Sel - e vi insistono, tra l'altro, una scuola e una chiesa". Secondo il consigliere a causare gli allagamenti sarebbe l'attuale impianto di deflusso e convogliamento delle acque, realizzato alcuni anni fa e non in grado di accogliere le acque provenienti dalla ex SS 115. Per questo, secondo D'Antona, si rende necessario un intervento di potenziamento della rete di raccolta delle acque bianche mediante convogliamento più in alto delle acque o attraverso la realizzazione di caditoie.
Quanto all'attività che ha visto gli operatori della forestale impegnati negli istituti scolastici, esiste un crono-programma voluto dall'amministrazione comunale che sta venendo rispettato. "Come programmato - spiega il sindaco Abbate - gli spazi a verde delle scuole di Frigintini, Treppiedi Sud e Denaro Papa saranno ripulite tre volte l'anno. Gli interventi sono stati realizzati con un notevole risparmio per l'Ente che proseguirà nell'azione di pulizia e manutenzione delle aree a verde del nostro territorio".
V. R.

19 Dicembre 2013





BARRAFRANCA (EN). VILLETTA BONIFICATA GRAZIE AI FORESTALI DELL'ANTINCENDIO


Barrafranca, villetta bonificata
grazie ai forestali dell'anticendio



Foto lasicilia.it

Barrafranca. lavoratori forestali dell'antincendio bonificano una villetta del centro urbano di via Toscana, piccolo polmone verde dell'abitato, vicino il plesso della scuola media "Verga - Don Milani". L'iniziativa è stata possibile a seguito dell'istanza inoltrata dal sindaco barrese, Salvatore Lupo all'ispettorato ripartimentale foreste (Irf), la quale accolta positivamente ha permesso ad alcuni lavoratori a mettersi a disposizione del comune per le attività di protezione e valorizzazione di alcuni siti del centro urbano. I lavoratori forestali dell'antincendio sono Pasquale La Medica, Giuseppe Bevilacqua, Lillo Marrocco, Michele Curatolo, Giovanni Guerreri, Borino Cumia e Gaetano Strazzanti, i quali dedicandosi alla cura del sito, recentemente hanno svolto l'attività lavorativa nella villetta di via Toscana. In rappresentanza di tutta la comunità, il sindaco Lupo con l'assessore all'agricoltura hanno apprezzato la disponibilità e l'impegno mostrato dai lavoratori forestali. Anche i lavoratori forestali hanno apprezzato il suo impegno e quello del consigliere comunale Giovanni Patti che ha seguito da vicino l'iter procedurale facendo da tramite anche tra amministrazione e ispettorato.
«Il mio ruolo di consigliere comunale - afferma il consigliere Patti - mi impegna a servire la mia città e sono orgoglioso di quanto fatto dai lavoratori antincendio della forestale, questo a dimostrazione che questa categoria di persone svolgono delle attività importanti per il nostro ambiente. Ringrazio il dirigente dell'ispettorato Antonio Viavattene per aver accettato la richiesta del comune».
RENATO PINNISI

19 Dicembre 2013





ADRANO (CT). IL CORPO FORESATLE DONA 120 ALBERELLI ALLA CITTA'



Il Corpo forestale dona 120 alberelli alla città

Anche quest'anno il Corpo forestale ha donato al comune di Adrano più di un centinaio di alberelli, cipressi e pini che nei prossimi giorni verranno piantumati in diverse aree della città. «Voglio ringraziare il comandante della forestale per il dono - dichiara il sindaco Pippo Ferrante -. Nei prossimi giorni, insieme con l'assessore Chiara Longo, individueremo delle aree dove andare a collocare le piante. Pensiamo alla casa di ospitalità in Contrada Catena, la villa comunale, la zona di via Edoardo de Filippo, piazza Sant'Agostino, il cimitero comunale e altre aree che meritano una maggiore valorizzazione».

19 Dicembre 2013







L'ABETE NEBRODENSIS TORNA A POPOLARE LE MADONIE, I MILIONE DI EURO PER LA SALVAGUARDIA DELLA SPECIE ARBOREA


L’Abete Nebrodensis torna a popolare le Madonie. Avviata la piantumazione di 5000 esemplari. Regione e Parco investono 1 milione di euro per la salvaguardia della specie arborea


Il  Dipartimento Regionale Foreste Demaniali di concerto con il Parco delle Madonie hanno dato il via ad un progetto di rilevante impatto per la salvaguardia di una specie arborea unica nel suo genere, la cui presenza è garantita solo in alcune aree protette del Parco.
Si tratta del magnifico Abete dei Nebrodi, meglio conosciuto nella forma latinizzata di Abies Nebrodensis, di cui soltanto 30 esemplari si trovano disseminati lungo il versante che, dall’abitato del comune di Polizzi Generosa, conduce a Piano Battaglia , sul versante settentrionale di Monte Scalone, nei pressi dell’area demaniale denominata “Vallone degli Angeli”.
Saranno 5 mila gli esemplari re introdotti, grazie ad un finanziamento del Cipe che ha creduto in questo progetto ed ha investito ben 1 milione di euro per la salvaguardia della specie.
Il metodo utilizzato per il ripopolamento è l’innesto. Le specie più comuni di abete vengono tagliate ed innestate con l’albero tipico delle Madonie.
L’operazione è già partita la scorsa primavera (periodo idoneo per l’attecchimento) e proseguirà nei prossimi mesi.


19 Dicembre 2013
http://www.ilcaleidoscopio.info/Notizie_l_abete_nebrodensis_torna_popolare_madonie_avviata_piantumazione_5000_esemplari_regione_e_parco_investono_1_milione_euro_per_salvaguardia_specie_arborea?idNews=c4e10ca5-e793-464a-ab96-3d7a3865d868#.UrPLevvy3GE





FINANZIATI 2 MILIONI DI EURO PER IL RIMBOSCHIMENTO DELLA PROVINCIA DI CALTANISSETTA


Ecco il piano di finanziamento della regione nel nisseno

Per il rimboschimento 2 milioni di euro


Il dirigente generale del Dipartimento regionale azienda foreste demaniali, ing. Pietro Lo Monaco, ha approvato la graduatoria definitiva dei finanziamenti inerenti la misura "Ricostituzione del potenziale forestale ed introduzione di interventi preventivi" finanziati dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale.
Sono stati finanziati complessivamente nove progetti per complessivi un milione e 986 mila euro.
Otto di questi progetti sono relativi ad azioni di contrasto per la protezione delle foreste dagli incendi attraverso l'adozione di adeguate pratiche selvicolturali di prevenzione e riguardano i comuni di Mussomeli e Villalba - località Arcichiuppo, Polizzello e Chiapperia (finanziamento di euro 167.368), Santa Caterina di Villarmosa (143.353), San Cataldo - località "Santalena - Mustigarufi" (135.296), Mazzarino - località Canalotto - Verdecanne (222.931), Caltanissetta - località "Furiana e Imera" (143.750), Mazzarino e Piazza Armerina - località "Budonetto" (214.854), San Cataldo località Quartarone - Cioccafa (207.278) e Mazzarino - località "Rafforosso-Giase" (207.231).
L'altro progetto finanziato riguarda i "lavori di ricostituzione boschiva in aree danneggiate da incendi e a rischio erosione e desertificazione, attraverso il rimboschimento con specie più resistenti a tali avversità" che saranno realizzati in località Carruba nel comune di Butera (544.483).
Valerio Cimino

19 Dicembre 2013




19 dicembre 2013

IL RESTAURO DELLE NOSTRE FORESTE: QUANDO LA NECESSITA' (ECOLOGICA) FA VIRTU'


Il restauro delle nostre foreste: quando la necessità (ecologica) fa virtù

Scritto da Marta Gaia Sperandii
Si è tenuto giovedì scorso a Roma il primo convegno nazionale della Società Italiana di Restauro Forestale (SIRF).
L’obiettivo di questo primo appuntamento, realizzato in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Economia Agraria (INEA) e l’Osservatorio delle Foreste, è stato individuare significati ed obiettivi del restauro forestale in Italia, raccogliere presupposti teorici per impostare una prassi condivisa in un settore in cui il nostro paese attualmente non primeggia.
Alta valle del Bidente Foto: Agostino. Fonte : Wikipedia
Alta valle del Bidente Foto: Agostino. Fonte Wikipedia

L’importanza del restauro in campo forestale trascende la sola logica estetica: un bosco sano ospita un ecosistema funzionale e in equilibrio, offre ecoservizi ad alto valore aggiunto, protegge il territorio dagli eventi calamitosi, combatte la perdita di suolo, contribuisce a riattivare economie locali e crea occupazione.
A minacciare il nostro patrimonio boschivo, esercitando pressione congiunta, sono numerosi fattori in concorrenza: abbandono delle superfici agricole, prelievo legnoso esercitato in maniera non sostenibile, gestione irrazionale delle attività di pascolo, e ancora diffusione di specie alloctone, incendi, interramento di rifiuti. Dietro tutto questo c’è l’uomo, responsabile in maniera più o meno diretta di un degrado che modificando struttura e composizione del bosco, pregiudicandone la funzionalità, ostacolando la fruizione dei diversi servizi che l’ecosistema offre, si ripercuote in maniera altrettanto negativa sul benessere della società. Ogni bosco perso nella sua integrità è una pagina di storia strappata alla vita.
Un presupposto, benchè infelice, è d’obbligo: qualunque sia la tipologia di restauro, esso non può che essere parziale, giacchè pensare di poter rimediare a secoli di impattante presenza antropica è pura utopia.
n2
Ma quand’è che un bosco necessita di un’azione di restauro?
Se per alcune aree, come quelle percorse da incendi o caratterizzate dall’assenza di una copertura forestale, la necessità di un intervento è immediatamente comprensibile, più complicato è il discorso per quanto riguarda la foresta frammentata, che si configura come un’area degradata al limite della possibilità di recupero.
Il prof. Roberto Mercurio, presidente SIRF, ha sottolineato in apertura come la mancanza di una definizione univoca, di natura scientifica, ma anche giuridica, di bosco degradato, dia luogo ad una conseguente incertezza nella stima della consistenza dei boschi degradati.
E’ qui che si fa sentire l’urgenza di stabilire dei parametri, degli indicatori che segnalino l’irreversibilità del processo di degradazione, e lo facciano in tempo utile a prendere adeguate misure.
n6
Che tipo di misure?
Lo stesso concetto di restauro non sembra esimersi da una molteplice varietà di interpretazioni. “Parlare di fondamenti scientifici del restauro forestale”, secondo il prof. Bartolomeo Schirone dell’Università della Tuscia, “è difficile, perchè i termini di riferimento del problema, sul piano biologico ed ecologico, non sono ancora abbastanza chiari. Rischiamo di proporre nuove teorie senza conoscere almeno in parte i meccanismi che determinano i processi bioecologici su cui dovrebbero essere costruite le teorie stesse”.
A confrontarsi sono state tuttavia principalmente due posizioni, che data la complessità del fenomeno potrebbero non essere esclusive, parimenti rappresentate dalla varietà di professionisti ed esperti intervenuti al convegno. La prima sostiene un tipo di restauro attivo, attuato dall’uomo anche mediante interventi selvicolturali come il rimboschimento, sempre nell’ottica di ricreare un ecosistema e non una semplice piantagione di alberi. All’estremità opposta troviamo un restauro passivo, che non preveda l’intervento dell’uomo, ma lasci fare alla natura, scommettendo sulla resilienza del sistema ovvero sulla sua capacità di ricostituirsi autonomamente tramite i meccanismi di successione vegetazionale.
Foresta di Faggi. Parco Naturale dei Monti Aurunci
Foresta di Faggi. Parco Naturale dei Monti Aurunci
L’intervento della dott.ssa Camilla Wellstein dell’Università di Bolzano ha contribuito ad ampliare la prospettiva, evidenziando come le stesse foreste di oggi potrebbero non essere adatte al clima cui saremo soggetti da qui a 50 anni, e sia dunque necessario condurre approfondite analisi che esulino dal fotografare unicamente la realtà attuale.
La comunità forestale è molto più che semplice vegetazione, ed è quindi opportuno considerare anche le interazioni con la fauna, come ha sottolineato Francesco Contu della Regione Abruzzo. Analogamente, gli entomologi presenti hanno ricordato come buona parte delle tecniche selvicolturali di restauro possa risultare dannose per l’entomofauna che, forse in considerazione della minore attrattività esercitata sul pubblico rispetto ai grandi mammiferi, viene talvolta trascurata.
In conclusione, non si può prescindere da una visione di tipo olistico, che tenga presente le diverse variabili in gioco compreso l’aspetto socio-economico, e consideri il fitto intreccio di relazioni causa-effetto cui qualunque ipotesi di intervento è legata.
“Il restauro forestale” come ha ricordato il prof. Mercurio, “può essere la risposta alle grandi emergenze ambientali del nostro tempo: la conservazione della biodiversità, la lotta all’ effetto serra e alla desertificazione, la conservazione delle risorse idriche”. Sarebbe tuttavia ingiusto sottovalutarne il significato culturale ed identitario, che lo tratteggia come un gesto di conservazione dovuto e doveroso nei confronti di un patrimonio naturale e sociale dal valore inestimabile.

18 Dicembre 2013
http://gaianews.it/ambiente/il-restauro-delle-nostre-foreste-quando-la-necessita-ecologica-fa-virtu-49636.html#.UrLwS_vy3GF