L'obiettivo dei sindacati

è quello di arrivare ad ottenere 2 contingenti:

Oti e 151nisti.

Obiettivo condiviso anche dai due assessori!

Ecco allora quanto manca

per la presentazione della riforma:






04 maggio 2016

ETNA, GUIDE ALPINE IN VISITA DA TUTTO IL MONDO. «LA DIFFERENZA CON LE ALPI? IL VULCANO È VIVO»


Etna, guide alpine in visita da tutto il mondo. «La differenza con le Alpi? Il vulcano è vivo»




Claudia Campese, Dario De Luca
Cronaca – Un centinaio di esperti, arrivati anche da Nepal e Perù, si sono riuniti per il meeting che ieri ha fatto tappa a Catania. Nonostante le forti raffiche di tramontana, il gruppo si è spinto intorno a quota 2600 per scoprire le particolarità della montagna etnea. Un momento di confronto seguito da MeridioNews. Guarda il video

Vento, pioggia e neve. Uno scenario insolito per il mese di maggio. Ma è così che l'Etna ha accolto il meeting mondiale delle guide alpine. Un momento di confronto e studio che coinvolge ogni anno gli esperti della montagna e della sua fruizione, non solo turistica. L'edizione 2016 si è svolta in Sicilia, dove queste figure professionali hanno una particolarità unica al mondo: accompagnare i visitatori su un vulcano attivo, conoscendone e spiegandone la storia e i suoi continui mutamenti. «Anche da noi ci sono dei vulcani in attività, ma non abbiamo nessuna qualifica specifica - spiega Aldo Garrero, 38 anni, che viene dal Perù - In Sud America, se c'è un'eruzione, si chiude tutto. Non esiste un sistema di monitoraggio come sull'Etna che ci consenta di organizzare escursioni apposite. Sono qui per capire come importare questo modello nel mio Paese». «La differenza principale con una montagna come le Alpi è che un vulcano cambia rapidamente», spiega Cesare Cesa Bianchi, presidente delle guide alpine italiane. «E che quando una montagna è in attività si fugge via, perché vuol dire che sta crollando. Mentre, quando l'Etna è in attività, i turisti vengono apposta per vederla», gli fa eco Carmelo Ferlito, vulcanologo e docente dell'università di Catania.




L'appuntamento è alle 8.30 nel piazzale del Rifugio Sapienza, alla casetta delle guide Etna sud. Le condizioni atmosferiche sono di quelle che intimoriscono i meno esperti. Ma la fitta nebbia e la pioggia non fermano le guide alpine che da lì - a 1910 metri - partono per arrivare intorno a quota 2600. Un giro meno lungo di quello previsto, ma l'unico possibile con le forti raffiche di tramontana che hanno accompagnato la mattinata. Gli scarponi affondano un passo nella neve e uno nella cenere vulcanica nel ripido Canalone degli svizzeri. Intorno si sentono parlare lingue diverse. C'è chi viene dalla Slovenia e chi dal Nepal. E poi c'è Paolo Henry, psicologo e guida alpina, piemontese. Con i suoi 78 anni è il più anziano della comitiva di quasi cento esperti. «È la seconda volta che non posso salire in cima a causa del tempo - racconta - Siamo abituati alla neve e al vento ma, sarà che non ho più vent'anni, in certi tratti è stato pesante». «Però è bello, per una volta, non fare il meeting al chiuso - gli fa eco un collega svizzero - L'aria rinfresca anche le idee».

«Sono tutte guide alpine abituate a muoversi in contesti molto più impegnativi del nostro, ma magari non hanno familiarità con il contesto vulcanico», spiega Giuseppe Amendolia, guida vulcanologica di Catania. «L'Etna, nella storia, ha avuto più visite degli altri vulcani, sin dal periodo classico - continua Ferlito - Questo ha permesso di sviluppare una categoria di guide specializzate più di ogni altra parte del mondo». «Un'occasione di lavoro per i giovani - conclude il presidente Cesare Cesa Bianchi - ma che comporta anche delle responsabilità importanti, tanto più su un vulcano». La giornata catanese delle guide alpine si chiude con una lezione del docente di Unict sulle particolarità dei vulcani dal punto di vista della fruizione. Eppure a chiudere la partita è il piemontese Henry: «La vera differenza tra le Alpi e l'Etna? Il calore della gente, forse anche troppo per noi orsi montanari, e la cucina siciliana».

04 Maggio 2016
http://catania.meridionews.it/articolo/43140/etna-guide-alpine-in-visita-da-tutto-il-mondo-la-differenza-con-le-alpi-il-vulcano-e-vivo/





La meravigliosa Etna, senza se e senza ma



Il Comitato esecutivo scrive a Crocetta: Il Parco dell'Etna è fermo

L'Etna non è pulitissimo, ma la parte demaniale è tenuta bene dalle guardie forestali. Stiamo studiando come applicare l'articolo 25 per l'utilizzazione dei forestali

Uil: La Risorsa-Forestali per un grande Progetto Etna

I forestali pronti per la fruizione e la tutela dell'Etna

Anche per Marisa Mazzaglia, Presidentessa del Parco dell'Etna, “l’economia verde è la chiave di volta per lo sviluppo dell’isola”

Il Corpo Forestale a tutela dell'area protetta nel parco dell'Etna  

Verde pubblico degradato, le proposte da parte del Pd. «Il Comune deve garantire la fruizione dei parchi»

Dolomiti ed Etna, splendore e immondizia

Sull'Etna Basta sporcizia e lentocrazia

Usi e abusi delle meraviglie dell'Etna   

Il Parco dell'Etna non ha propri Guardiaparco e che il compito del controllo e della repressione degli abusi nell'area protetta è affidato a ben 7 distaccamenti forestali che operano attorno alle falde del vulcano, ciascuno con pochi uomini e con competenze territoriali e funzionali non coincidenti con il territorio dell'area protetta

Etna, indagini sul festival di musica house, corpo forestale: autorizzazioni superficiali. Abbiamo trovato una situazione sgradevole, ma la cosa ancora più sgradevole è che il parco abbia dato il permesso, spiega il comandante ferlito

Etna, dopo il festival di musica techno «Uno sfregio autorizzato, si chieda scusa»

Etna, ambientalisti sul festival techno. «Area protetta svenduta per un rave»

Etna burning, parco e organizzatori a rischio denuncia. Proseguono le indagini del Corpo Forestale

Controlli delle forze dell'ordine. Il Parco dell'Etna «protetto» dai gitanti incivili

Parco dell’Etna: eseguito l’intervento per la salvaguardia delle querce secolari di Monte Egitto. I lavori progettuali sono stati eseguiti da maestranze forestali brontesi, sotto la sovraintendenza in loco di Carmelo Costanzo

Etna: volontari ripuliscono, sacchi restano in strada. Operazioni di facciata, utili solo per foto sui giornali. Il blog: perchè la Sicilia non deve utilizzare i lavoratori forestali per la cura e manutenzione del territorio?

Il reportage. Etna, discariche a perdita d'occhio cumuli di rifiuti tra le lave del 1600. 24 luglio 2013. Il Presidente del Parco: stiamo studiando come applicare l'articolo 25 per l'utilizzazione dei forestali

Etna, discariche abusive a 1700 metri. «Nemmeno da Ikea tutti questi mobili»

Sei km tra natura e storia nel Parco dell’Etna: nasce un sentiero di trekking archeologico

Pic-Nic di Pasquetta sull’Etna. No ai resti dei pic-nic abbandonati nei boschi del parco sarà installato a tarderia maxi cassonetto per rifiuti 

Parco dell'Etna, i rifugi che nessuno vuole gestire. Offerte solo per la casa citata da Giovanni Verga

Il Presidente del Parco Marisa Mazzaglia: non esiste nessun pericolo che l'Etna venga cancellato dal Patrimonio Mondiale Unesco, lo assicura con una lettera il Ministero dell'Ambiente








Nessun commento:

Posta un commento

Ogni commento anonimo sarà cestinato, verranno pubblicati tutti tranne quelli offensivi e/o volgari, si ricorda che commentare significa anche assumersi la responsabilità di ciò che si dice. Qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate comunicarlo via email. Saranno immediatamente rimossi. Quelli con profilo Anonimo DEVONO essere firmati alla fine del commento altrimenti saranno cancellati. Il titolare del blog declina ogni responsabilità per i commenti rilasciati da terzi. Le immagini pubblicate sono quasi tutte tratte da internet e quindi valutate di pubblico dominio. Qualora il loro uso violasse diritti d'autore, lo si comunichi all'autore del blog che provvederà alla loro rimozione.