L'obiettivo dei sindacati

è quello di arrivare ad ottenere 2 contingenti:

Oti e 151nisti.

Obiettivo condiviso anche dai due assessori!

Ecco allora quanto manca

per la presentazione della riforma:






21 febbraio 2015

IL SINDACO DI AVOLA, LUCA CANNATA: APRITE SUBITO CAVAGRANDE! MA L'ENTE FAUNA SICILIANA E GUARDIA FORESTALE FRENANO


Il Sindaco di Avola, Luca Cannata: Aprite subito Cavagrande! 
Ma l'Ente fauna siciliana e Guardia forestale frenano





Avola. L'unico sentiero percorribile è quello di "Prisa-Carribella", per il resto i 2.700 ettari della Riserva Cavagrande del Cassibile sono chiusi al pubblico. E' così dal 26 gennaio dell'anno scorso, quando un devastante incendio trasformò in cenere 100 ettari dell'area naturale. Non sono bastate le segnalazioni mandate da associazioni cittadini e dallo stesso ente comunale alla Guardia forestale che gestisce il parco, per accelerare quegli interventi che permetterebbero il ritorno alla fruizione della riserva. Almeno fino ad oggi.
Il sindaco Luca Cannata alza la voce, e in un documento inviato agli uffici regionali dell'assessorato all'Agricoltura chiede la riapertura immediata del Canyon.
«Ci sono - dice Cannata - priorità che vanno rispettate e mi duole apprendere che ancora il progetto per la riapertura di Cavagrande sia in fase di definizione dal punto di vista geologico da parte degli uffici del demanio forestale e il suo finanziamento non sia ancora stato approvato. Abbiamo più volte sollecitato la cosa verbalmente e per iscritto all'assessorato regionale all'agricoltura, oltre ad avere rassicurazione dalla deputazione regionale ma ad oggi non abbiamo visto nulla di concreto».
E di concreto il primo cittadino vuole solo una cosa: «La richiesta è chiara per noi e cioè la riapertura immediata del canyon perché importante attrattore turistico e fonte di economia».
Ma la situazione non è semplice. La Guardia forestale, subito dopo l'incendio, ha commissionato alla facoltà di Scienze Chimiche e Geologiche dell'Università di Modena uno studio della roccia del canyon. Il pericolo più serio è che, a causa della ridotta vegetazione, le pareti di roccia o parti di esse possano cedere. Sono esclusi in maniera categorica - almeno è ciò che trapela dagli uffici della forestale - interventi di ancoraggio delle rocce con rete metalliche per non alterare l'ecosistema della riserva. L'unica soluzione sembra attendere la naturale evoluzione della vegetazione e capire quale sentiero, di volta in volta, poter aprire. Ma il sindaco avolese ha fretta.
«Il tempo delle chiacchiere è finito - dice Cannata - e ci aspettiamo i fatti che ci auguriamo avvengano al più presto. Se un comune qualsiasi intervenisse dopo così tanto tempo su un bene di importanza riconosciuta, sarebbe considerato inefficiente e pertanto provocatoriamente ci viene da dire che se la regione non è in grado di assolvere ai propri compiti si metta da parte e lasci fare ai comuni che sicuramente con le risorse economiche e umane di cui dispone la Regione sarebbero molto più efficienti».
Parole dure, provocatorie, in cui si nasconde un senso di frustrazione nel vedere una delle attrattive turistiche chiusa da quasi un anno. Proprio in un momento in cui Avola sta puntando molto sul turismo, partecipando alle fiere internazionali e stringendo rapporti di collaborazione con altri paesi. «Siamo convinti - continua il primo cittadino - che ogni presentazione della Sicilia all'Expo 2015 debba essere sostenuta da un lavoro ricognitivo e riqualificante di tutti i beni culturali e naturali del territorio da presentare. Dunque la Regione deve mettere in campo risorse e mezzi per salvaguardare e valorizzare il patrimonio».
L'Ente Fauna Siciliana, per voce del vicesegretario regionale Paolino Uccello, interviene sulla questione mettendo in primo piano la questione sicurezza. «La riapertura della riserva - dice Uccello - non è così semplice. Tutti i sentieri che permettono ai turisti di raggiungere i laghetti o le altre attrazioni del canyon, sono stati divorati dalle fiamme. Non bastano piccoli interventi di rispristino delle ringhiere. La Riserva è stata chiusa per questioni di sicurezza. C'è il pericolo che i massi cadano dai costoni, finendo sui sentieri». Un avvenimento che in passato è accaduto. Nel 1999, una signora avolese rimase vittima proprio della caduta di un masso. In corso ancora il procedimento di omicidio colposo contro l'ente gestore della riserva.
Francesco Midolo


20 Febbraio 2015









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