L'obiettivo dei sindacati

è quello di arrivare ad ottenere 2 contingenti:

Oti e 151nisti.

Obiettivo condiviso anche dai due assessori!

Ecco allora quanto manca

per la presentazione della riforma:






03 luglio 2014

LE ACQUE DELLA TIMPA PER PROTEGGERE IL PARCO GIOENI, IL MODELLO ESAREBBE QUELLO UTILIZZATO DALLA FORESTALE SULL'ETNA


«Le acque della Timpa per proteggere il Parco Gioeni»


Faccio seguito all'articolo pubblicato a pagina 25 de "La Sicilia" del 26 giugno, dal titolo "Nuovo sfregio al Parco Gioeni, si tratterebbe di un rogo doloso", per significare, nella mia qualità di consulente del Distretto Lions 108 Yb Sicilia, per la tutela ambientale, Service distrettuale "La cultura della prevenzione", che a margine della realizzazione e consegna delle opere previste nel progetto di "Tutela, conservazione e valorizzazione della Timpa di Leucatia", realizzate dai Lions Catanesi, con la consulenza dell'Associazione "Stelle e Ambiente", nel mese di aprile 2013, i Lions catanesi espressero all'Amministrazione Comunale pro tempore, la volontà di contribuire ad addurre le acque della Timpa dentro il Parco Gioeni, per essere utilizzate a scopo irriguo e/o antincendio. Vale appena il caso ricordare come le acque della Leucatia, a tutt'oggi, in parte si disperdono nel sottosuolo ed in parte sono raccolte in una canale che, dalla grata posta all'inizio dell'antica via Licata, nei pressi dei ruderi dell'acquedotto benedettino, giunge fino al canale di gronda interrato sotto l'incrocio tra le vie Pietro Novelli e Leucatia; da qui, il collettore prosegue, sotto la via Leucatia fino all'incrocio tra questa strada medesima e via Cardinale Nava, all'altezza della villa di Angelo Musco, per poi continuare fino al mare. E' di tutta evidenza, perciò, come per portare le acque della Leucatia dentro il Parco Gioeni basti intercettare dette acque nel canale di gronda all'incrocio tra le vie Leucatia e Cardinale Nava e deviarle fino al Parco medesimo (in tutto circa 250 metri), all'interno del quale potranno essere accumulate in un serbatoio, sul modello di quelli utilizzati dalla forestale sull'Etna, (da cui è possibile prelevare l'acqua tramite il cestello di un elicottero) per prevenire gli incendi o per irrigare il Parco stesso. Torno, perciò, ad offrire la disponibilità e la collaborazione dei Lions catanesi per realizzare questo progetto di cui, per altro, da recente, ho avuto modo di accennare, seppur in modo fugace e informale, all'assessore Rosario D'agata.
Luigi Savarino
Consulente Distretto Lions 108 Yb per la tutela ambientale


02 Luglio 2014





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