L'obiettivo dei sindacati

è quello di arrivare ad ottenere 2 contingenti:

Oti e 151nisti.

Obiettivo condiviso anche dai due assessori!

Ecco allora quanto manca

per la presentazione della riforma:






25 luglio 2013

STIAMO STUDIANDO COME APPLICARE L'ARTICOLO 25 PER L'UTILIZZAZIONE DEI FORESTALI



L'intervista


Foto lasicilia.it

Tony Zermo
Catania. Abbiamo l'Etna, abbiamo il quarto aeroporto italiano, forse avremo la compagnia aerea siciliana e magari un casinò, se Crocetta ce la fa. Insomma non siamo messi male e possiamo anche diventare una meta turistica ora che dalla lontana Cambogia è arrivata la notizia che l'Etna è diventato patrimonio dell'Umanità. Ho sempre avuto il dubbio se l'Etna sia maschile in quanto vulcano o femminile in quanto montagna, ma va bene lo stesso. Per noi è la montagna sacra che ci regala alcune visioni uniche al mondo, l'alba, il tramonto all'ora del Vespro, capire da quella cima il fatto che siamo isola, di toccarla con mano dalla Conca d'Oro alle Eolie, alla costa calabra, a Siracusa e Portopalo e perfino Malta nei giorni di chiaro. E' la bellezza della Natura che prende corpo e consistenza e ti fa sentire una formichina privilegiata sul dorso del gigante. Che è buono, ma ogni tanto s'incavola e sputa fiamme e lava, e cosparge su tutto il territorio un mantello nero di cenere difficile poi da levare e lavare.
Le statistiche dicono che l'80% dei turisti che arrivano all'aeroporto di Catania vanno poi a visitare l'Etna, arrivandoci in macchina o in autobus. E anche i crocieristi che toccano il porto approfittano di quel paio d'ore di sosta per salire sul vulcano dalle pietre ancora ardenti.
Abbiamo in casa una meraviglia e troppo spesso lo dimentichiamo. Quanti sono i siciliani che non sono mai andati sull'Etna? O se ci sono andati, da quanti anni non ci tornano? E perché le gite scolastiche vanno in Trentino o sul lago di Garda e non sull'Etna che è di famiglia? Certo l'Etna non è pulitissimo, ma la parte demaniale è tenuta bene dalle guardie forestali che sono pronte a intervenire anche sul resto del grande Parco, un territorio vastissimo che coinvolge dodici comuni.
A presiedere il Parco da qualche mese è Marisa Mazzaglia, avvovato, 45 anni, sposata e madre di due ragazzi, ovviamente essendo di Nicolosi è innamorata della montagna e ne ha scritto spesso sul nostro giornale. «Ma lanciare l'Etna come meta turistica mondiale non è semplice - dice - quando hai 45 dipendenti e un budget di tre milioni e mezzo che tolte le spese fisse, stipendi eccetera, lasciano un margine di 190 mila euro per le iniziative promozionali. Ad esempio sarebbe utile piazzare dei grandi cartelloni dell'Etna a Malpensa, a Fiumicino e a Fontanarossa, con dentro non solo le immagini del vulcano attivo più alto d'Europa, ma anche gli itinerari, i punti di ristoro, gli alberghi, i B&B. Però con i pochi soldi che abbiamo siamo con le mani legate e attendiamo che la Regione scommetta sull'Etna e sul turismo che può attrarre. Una bella notizia è quella data dal presidente Crocetta che vuol fare una compagnia aerea siciliana, perché i turisti debbono essere agevolati a raggiungere la Sicilia a prezzi accessibili ad una famiglia».
Già, gli alberghi. C'era una volta il grande albergo dell'Etna, una bella struttura con molto legno, molto spazio, «era mal gestito, da un paio d'anni è chiuso, c'è un contenzioso con i gestori che non hanno pagato l'affitto. Stiamo cercando di venderlo, e adesso con il nuovo marchio dell'Unesco dovrebbe essere possibile. Abbiamo aderito all'iniziativa "Dimora paese" dove in rete abbiamo inserito il Grande Albergo dell'Etna e la prestigiosa e antica Villa Manganelli di Zafferana. L'albergo venne acquistato negli anni 90 dalla Regione per un miliardo e mezzo di lire».
Le sue priorità sono «la pulizia del territorio e il decoro, dopodiché possiamo guardare oltre. E' davvero un'occasione per riprenderci. Arrivare lì in cima, avere la Sicilia davanti, le Eolie a un passo, guardare il mare di sotto, il solo vulcano europeo con il mare a 33 chilometri per cui fino a marzo puoi sciare e poi andare a fare il bagno a mare. Come si fa a non innamorarsi dell'Etna? ».
Immagino che in testa ai programmi ci sia la pulizia del Parco.
«Certamente. Preciso che 29 mila ettari del Parco che sono demaniali sono ben tenuti dalla Forestale. Siamo in zona A di alta protezione ed è il motivo per cui l'Unesco ci ha concesso il suo marchio: voleva la sicurezza che l'Ente fosse in grado di garantire una corretta gestione. Il resto del territorio sappiamo bene che è in mano a privati e molti di questi privati hanno abbandonato i loro terreni. Stiamo studiando come applicare l'articolo 25 per l'utilizzazione dei forestali e per i terreni privati cercheremo di dare una premialità per chi pulisce. Ne stiamo parlando con l'assessore Cartabellotta.
Tony Zermo (nella foto ) giornalista de "La Sicilia 
L'abbandono della terra è un problema non secondario della nostra agricoltura. La ripresa dell'agricoltura è una delle cose fondamentali per recuperare l'immagine del nostro territorio. S'è fatta un'iniziativa molto indovinata per quanto riguarda la produzione dell'uva doc dell'Etna, con vitigni tra i più apprezzati. I nostri vini oggi sono ricercati in tutto il mondo. Questa procedura si deve seguire per altri tipi di produzione. Ora il nuovo Psr, cioè il Piano di sviluppo rurale, deve prevedere contributi per quegli agricoltori che recuperano i terrazzamenti, che recuperano i vitigni autoctoni, che riprendono il meleto dell'Etna. I contributi non necessariamente debbono essere dati ad estensioni ampie di dieci ettari, ma anche ad appezzamenti più ridotti, fare quel tipo di incentivi che fotografa la situazione reale dell'agricoltura etnea. Ad esempio i noccioleti dell'area di Randazzo: sui Nebrodi i noccioleti sono protetti, sull'Etna no. Bisogna che questi incentivi siano calati in un piano di vero sviluppo agricolo del territorio».
Quali sono le dieci cose da non perdere sull'Etna?
«Il tramonto dalla vetta, il sorgere del sole, la vista dalle aree sommitali, la granita con la neve dell'Etna, i prodotti tipici, la passeggiata pedemontana, il percorso a cavallo di 42 chilometri, l'assaggio della ricotta fresca dal pecoraio, il trekking a piedi, il Parco Avventura per i ragazzi con i ponticelli fatti con le liane indiane. E mi fermo qua».

24 Luglio 2013



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