28 aprile 2017

FINANZIARIA, SCONTRO SULLE OPERAZIONI IMMOBILIARI GARANTITE DALLE PENSIONI DEI REGIONALI. SI APRE LA PORTA ALL'AUMENTO DELLE GIORNATE LAVORATIVE. MA L'ASSESSORE ALESSANDRO BACCEI È STATO CHIARO: SE SALTA QUESTA NORMA NON SI PUÒ ANDARE AVANTI



Riprendono i lavori della manovra economica. Tensioni in aula sulla proposta di utilizzare il Fondo pensioni per riaqcuistare i beni ceduti ai privati

di ANTONIO FRASCHILLA
Riprendono i lavori della Finanziaria ed è subito scontro sulla norma che prevede una manovra immobiliare utilizzando la liquidità del Fondo pensioni. Per liberare risorse nel bilancio,e coprire così una miriade di spese non ultime quelle sui disabili, il governo ha proposte una dobbia azione. La prima prevede la cessione al Fondo pensioni di un centiaio di immobili regionalo valutati oltre cento milioni di euro: in quetso modo per due anni la Regione non trasferisce liquidità al Fondo pensioni per un totale di 118 milioni, risorse che si liberano quindi per coprire la manovra. Con una seconda azione, con i soldi del Fondo pensioni, si investono circa 70 milioni di euro per ricompreare i palazzi ceduti dal governo Cuffaro alla ex Pirelli Re, oggi Prelios. Considerando che in questo fondo immobiliare il 35 per cento è della Regione, in entrata a bilancio la stessa Regione metterebbe altri 22 milioni di euro. Tradotto in sintesi: se salta questo articolo dal bilancio salterebbero decine di milioni di coperture.

In aula l'opposizione definisce questa norma "una truffa ai danni dei pensionati della Regione": "E' uno scandalo, questa proposta è inaccettabile e i beni immobili della Regione ceduti al fondo sono sopravvalutati, un palazzetto ad Assaro che secondo questa norma vale 2 milioni di euro per il Fondo pensioni, in realtà sul mercato ne vale 200 mila euro", dice il capogruppo di Forza Italia, Marco Falcone. Anche i 5 stelle contestano la proposta del governo: "La Regione sta inoltre ricomprando a peso d'oro gli immobili ceduti ai privati sui quali non è stata mai fatta manutenzione e che valgono molto meno di dieci anni fa", dice Giancarlo Cancelleri.

Ma l'assessore Alessandro Baccei è stato chiaro: "Se salta questa norma non si può andare avanti". Insomma, la Finanziaria è appesa a un filo. Tanto che per la prima volta in aula interviene il governatore Rosario Crocetta: "Non capisco perché un'operazione positiva viene presentata come negativa, noi stiamo rimediando a chi dieci anni fa ha svenduto i beni della Regione per poi farli riaffittare alla stessa Regione il giorno dopo".

Ecco le altre norme approvate
I fondi ai Comuni
Via libera ai fondi per i Comuni. E l'assessore all'Economia Alessandro Baccei rimanda al mittente le accuse di tagli al bilancio. "La Sicilia è la regione italiana che fa i trasferimenti più alti ai Comuni, abbiamo lasciato le risorse stabili dal 2015, per un totale di oltre 800 milioni di euro, negli ultimi anni i trasferimenti regionali ai Comuni non sono mai diminuiti, anzi posso dimostrare, come dice la Corte dei conti, che sono sono aumentati",  dice Baccei che assicura come "la stessa somma è prevista nella Finanziaria di quest'anno e carte alla mano - l'ultima relazione della Corte di Conti in materia di trasferimenti ai Comuni - dal 2012 al 2015 i trasferimenti hanno registrato un'inversione di tendenza passando da 906,3 milioni a 829,1 milioni. Sono oltre 800 milioni, non 300 quindi".  Approvate alcune riserve dal fondo dei Comuni. Due milioni e mezzo andranno per gli abbonamenti degli studenti pendolari fuori sede: “È un ottimo risultato – afferma il deputato Giancarlo Cancelleri - finalmente i Comuni hanno la possibilità di dare una risposte a tante famiglie con un fondo ad hoc, che grazie a noi è stato portato a 2,5 milioni di euro”."Grazie ad un mio emendamento all’articolo 1 della finanziaria, anche i comuni colpiti dalla calamità della ‘cenere lavica’ potranno accedere al fondo unico da un milione e 700 mila euro per interventi straordinari di protezione civile”, dice Concetta Raia, parlamentare regionale del PD a proposito dell’esame della finanziaria in corso all’Ars. “Lo scorso anno molti comuni della Sicilia orientale hanno subito pensanti danni dalla cenere lavica: escluderli dalla possibilità di accedere al fondo – aggiunge Raia – sarebbe stato un grave errore”.

Gli enti in liquidazione e la salvaguardia del personale
 Ok alla norma sugli enti in liquidazioni, tra cui Eas, Espi, Ems, Terme di Acireale e Sciacca, oltre che l'Arsea, l'Agenzia della Regione siciliana per le erogazioni in agricoltura. La norma prevede che per gli enti soppressi e in liquidazione, la Regione non rispondera' delle "passivita' eccedenti l'attivo della singola liquidazione". In sostanza, se il patrimonio dell'ente non bastera' a pagare i debiti, la Regione non interverra' in aiuto. Il deputato Giorgio Assenza di Forza Italia aveva sollevato dei dubbi, perche' la norma non garantirebbe il pagamento dei debiti di queste aziende ai creditori. Previsto, infine, il trasferimento del personale di questi enti nella Resais.

Consorzi di bonifica e forestali
Via libera anche alle norme di salvaguardia per i Consorzi di bonfiica e per i forestali: saranno pagate le mensilità arretrate e si apre la porta all'aumento delle giornate lavorativa "se ci saranno le risorse".

Le proteste
Mercoledì scorso duecento sindaci hanno manifestato a Palazzo dei Normanni contro i tagli ai trasferimenti regionali ai Comuni previsti in Finanziaria e contro la norma che prevede la decadenza delle giunte e del consilgio in caso di mancata approvazione del bilancio. Ad accoglierli il presidente dell'Ars Giovanni Ardizzone, il governatore Rosario Crocetta e i capigruppo. Se da un lato Ardizzone ha invitato i sindaci a non enfatizzare la norma sulla decadenza di sindaco e giunta, certo che "si troverà, attraverso la buona politica, una soluzione condivisa per procedere alla modifica della norma in questione", dall'altro il presidente dell'Anci Sicilia Leoluca Orlando, ha precisato che "i sindaci sono sempre più preoccupati per la continua mortificazione del ruolo delle autonomie locali".

27 Aprile 2017

Fonte: palermo.repubblica.it






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