L'obiettivo dei sindacati

è quello di arrivare ad ottenere 2 contingenti:

Oti e 151nisti.

Obiettivo condiviso anche dai due assessori!

Ecco allora quanto manca

per la presentazione della riforma:






04 novembre 2015

MARCO MORONI, SINDACALISTA DEI FORESTALI, SCRIVE AL MINISTRO MARTINA: "ULTIMO APPELLO CONTRO LO SMANTELLAMENTO DEL CORPO"



Marco Moroni, sindacalista dei Forestali, scrive al ministro Martina: "Ultimo appello contro lo smantellamento del Corpo"


Pubblichiamo la lettera aperta di Marco Moroni, Segretario Generale Sapaf (Sindacato Autonomo Polizia Ambientale Forestale) al ministro dell'Agricoltura Maurizio Martina: "Ultimo appello contro lo smantellamento dei Forestali, poi sarà ricorso in sede europea".


SAPAF


Signor ministro,
con la riforma della pubblica amministrazione targata Marianna Madia il Corpo forestale dello Stato si avvia ad una profonda trasformazione. Una reformatio in peius che, nelle previsioni non ancora formalizzate dei decreti delegati, ma sempre più cogenti, spiana la strada alla soppressione e soprattutto alla militarizzazione “grazie” al previsto accorpamento all'Arma dei carabinieri.
Si tratta di una scelta destinata ad assestare un duro colpo alle indagini in materia di reati ambientali ed agroalimentari perchè, senza nulla togliere alla "benemerita", questo tipo di attività mal si confà con gli eccessivi formalismi dello status militare e con la forma mentis di chi è abituato a portare le "stellette": il nostro lavoro si svolge anche in chiave preventiva e non solo come repressione. Questo modo di operare in materia di illeciti ambientali, purtroppo, è spesso ben distante dal modus operandi militare.
Del resto, tutte le associazioni ambientaliste e animaliste del nostro paese - senza contare Libera di Don Ciotti - si sono espresse a favore di una battaglia che, è bene ricordarlo, vede il 90 per cento dei forestali contrari alla militarizzazione.
Lo sa, caro ministro, che a vigilare sulla terra dei fuochi oggi è praticamente solo il Corpo forestale dello Stato e che col passaggio all'Arma verrebbero cancellate in un solo colpo circa 1.000 stazioni (che diventerebbero normalissimi presidi dei carabinieri), distruggendo competenze specifiche, professionalità ed esperienze che da decenni sono un vanto dell'Italia anche in Europa?
Lo sa, caro ministro, che ogni giorno i forestali sono in prima linea per tutelare l'agroalimentare italiano, per constrastare le contraffazioni e per difendere i nostri prodotti migliori che con giusto orgoglio lei ha presentato a Expo Milano?
Lo sa, caro ministro, che pressochè in tutto il mondo la polizia ambientale e agroalimentare è un Corpo ad ordinamento civile e il suo personale gode di diritti sindacali inalienabili? Anche laddove altri corpi di polizia militare svolgono funzioni di polizia ambientale, non esiste in nessuna nazione l’anomalia di una forza di polizia ad ordinamento militare che è anche quarta forza armata!
Sarebbe questa la "grande riforma" dell'apparato della sicurezza italiano per "efficientare il sistema e produrre risparmi di spesa"? Qui di risparmi non se ne vedono e anzi si registrano aggravi di costi! Per altro, si ha l'impressione che il Governo si sia limitato a toccare solo l'anello debole. Se proprio si voleva attuare una riforma seria, non era più ragionevole creare una specialità di polizia ambientale nell'ambito della polizia di Stato, analogamente a quanto oggi avviene per la stradale o la polfer? Non è per fare polemica, ma il capogruppo del Pd alla Camera, Ettore Rosato, ha presentato nella scorsa legislatura e anche in questa delle proposte relative al passaggio in polizia dei forestali: perchè il Governo non ne vuol tenere conto?
Fa specie che un Esecutivo che si definisce "progressista" intenda portare avanti una riforma che cancella ope legis i diritti di rappresentanza di oltre 7.000 appartenenti al Corpo forestale dello Stato.
Signor ministro, abbiamo tentato di dialogare con lei molte volte, le abbiamo chiesto un incontro che viene costantemente negato o rinviato dai suoi uffici, abbiamo posto in essere una costante attività di mobilitazione e protesta - destinata a continuare - che è stata a dir poco ignorata e sottaciuta. Quello che abbiamo, invece, costantemente e pervicacemente riscontrato è l’assenza totale di confronto con le rappresentanze del personale.
Soggiungo, inoltre, che sin dal suo arrivo al dicastero delle politiche agricole, alimentari e forestali, lei ha sostenuto e supportato il peggior capo del Corpo forestale che la storia ricordi, l'ing. Cesare Patrone, protagonista di una gestione a dir poco dissennata e scarsamente trasparente - come dimostrano anche alcune interrogazioni parlamentari con le quali ne sono state chieste apertamente le dimissioni - e gran maître a penser dell'accorpamento coi carabinieri, magari in cambio di qualche poltrona come generale dell'Arma.
Non ci resta, dunque, che una sola strada per contrastare gli ormai prossimi decreti attuativi della legge 124/2015: il ricorso giurisdizionale alla Corte di giustizia europea.
E' appena il caso di ricordare, infatti, che alcune direttive europee impongono precise prerogative sindacali e civilistiche per i Corpi armati dello Stato.
Un ricorso che, secondo gli avvocati internazionalisti che abbiamo contattato e con i quali stiamo lavorando, ha ottime possibilità di essere accolto.
Saremo una spina nel fianco sempre, anche nella malaugurata ipotesi di un accorpamento con l'Arma dei carabineri. Questa non è una minaccia, ma una certezza.
Distinti saluti.
Roma, 2 novembre 2015
Marco Moroni
Segretario Generale Sapaf
Sindacato Autonomo Polizia Ambientale Forestale

02 Novembre 2015
http://www.huffingtonpost.it/2015/11/02/lettera-aperta-martina-forestali_n_8451590.html




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