L'obiettivo dei sindacati

è quello di arrivare ad ottenere 2 contingenti:

Oti e 151nisti.

Obiettivo condiviso anche dai due assessori!

Ecco allora quanto manca

per la presentazione della riforma:






28 novembre 2013

LA PROTESTA DI ALCUNI BRACCIANTI AGRICOLI MA IL PROBLEMA RIGUARDA L'INTERO COMPARTO, L'INPS RIVUOLE FINO A 30MILA EURO


Mazzarrone (Ct). Ieri protesta di alcuni braccianti agricoli e forestali ma il problema riguarda l'intero comparto

«L'Inps rivuole da noi fino a 30mila euro»



In alto la protesta del gruppo di braccianti agricoli e forestali 
davanti la sede del patronato «La casa del popolo»
Foto lasicilia.it


A Mazzarrone esplode, dinanzi la sede del patronato «La casa del popolo», che fa capo al Movimento braccianti agricoli e forestali, la protesta di un folto gruppo di braccianti che dovranno restituire all'Inps somme che oscillano tra i 2mila a, addirittura 30mila euro.
Il tutto per effetto della Circolare n. 126 diramata dalla direzione centrale dell'Inps di Roma il 16 dicembre 2009 che, nel trovare la sua efficacia, sta adesso mettendo a dura prova, la resistenza della manodopera agricola. La norma, nella sintesi, tende a contrastare i fenomeni dei falsi rapporti di lavoro e del lavoro nero, sia in agricoltura, sia in altri settori della produttività.
I braccianti agricoli di Mazzarrone, di contro, si ritengono penalizzati, per via di alcune circostanze che, riconducibili a una presunta errata interpretazione della circolare Inps, li vede adesso costretti a restituire somme cospicue.
Il problema di fondo - a loro dire - sarebbe indirettamente legato al fatto che, se il titolare di una ditta risulterebbe inadempiente, per non avere versato loro i contributi previdenziali, a farne le spese sono gli operai. Da qui, le loro testimonianze. «Non si può - dice Giuseppina Sottosanti, bracciante - vedersi annullare 10 anni di contributi previdenziali. Io lavoro in campagna sin dal 1998, sono mamma di 3 figli, lasciandoli peraltro a varie baby sitter e, oggi, l'Inps mi invita a restituire 5mila euro».
A Mazzarrone i braccianti che prestano la loro opera in agricoltura provengono anche dai Comuni limitrofi: Vizzini, Caltagirone, Grammichele, Licodia e altri paesi ancora. «Dal 2003 a oggi - dice Gianluca Inguanti, bracciante di Vizzini - l'Inps mi chiede la restituzione di circa 20mila euro».
Salvatore Secolo, responsabile del patronato Casa del popolo, dice: «Sui lavoratori pende come la spada di Damocle, il peso delle inadempienze compiute dalle ditte. I sindacati confederali si rifiutano di tutelarli e si rivolgono a noi patronati. Pertanto stiamo predisponendo i ricorsi, ma con i tempi lunghi della burocrazia, non si sa quando si farà chiarezza sulla vicenda. La circolare dell'Inps, a mio avviso, non ha una giusta interpretazione. Intanto, l'Inps chiede loro la restituzione di somme vertiginose. Il problema non riguarda solo Mazzarrone, ma l'intero comparto agricolo».
GIANFRANCO POLIZZI

27 Novembre 2013






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