L'obiettivo dei sindacati

è quello di arrivare ad ottenere 2 contingenti:

Oti e 151nisti.

Obiettivo condiviso anche dai due assessori!

Ecco allora quanto manca

per la presentazione della riforma:






21 marzo 2013

I FORESTALI SARANNO UNA RISORSA



Svolta epocale, Crocetta:
“Riforme senza precedenti”

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di Chiara Billitteri -
Forte della vittoria incassata ieri sera a Palazzo dei Normanni, il presidente della Regione va avanti ormai ad occhi chiusi. Che la chiami “rivoluzione”,  “modello Crocetta” o “modello Sicilia”, il succo è  sempre lo stesso: “la collaborazione – lo ha ripetuto anche stamattina – può produrre grandi effetti”.
L’abolizione delle Province, ormai praticamente ufficiale (manca solo il voto finale in Aula, ma la maggioranza del governatore è più che compatta), segna l’inizio di un percorso di riforme “senza precedenti”. Le linee guida sono contenute nel ‘pacchetto tsunami’, e con la legge che prevede l’istituzione dei liberi Consorzi, Crocetta può spuntare già la prima voce in programma.
Ma sono ancora tante le cose da fare. E il presidente della Regione punta tutto sulla compattezza della sua squadra. Smentite, quindi, le dichiarazioni dell’assessore all’Economia che ieri aveva criticato la decisione di prorogare di altri sei mesi la cassa integrazione per i lavoratori della Gesip. “Tra me e Bianchi non c’è alcuna divergenza di posizione – precisa Crocetta – , entrambi volevamo evitare la cassa integrazione e puntavamo al contratto di solidarietà (contratti solo per progetti specifici come pulizia di strade e giardini pubblici), ma la Regione si è trovata davanti al muro del Comune, che ha una posizione molto ferrea”.
Spiega il governatore che il Comune di Palermo avrebbe chiesto quattro anni di proroga della cassa integrazione per i dipendenti della partecipata, ma che alla fine l’accordo si sarebbe trovato su sei mesi. “Adesso però –  precisa Crocetta – il comune deve pensare ad un progetto che sia produttivo, altrimenti non avrà più i finanziamenti”.
Altra questione è il “Patto dei sindaci”. Ha sollevato qualche polemica la decisione del governatore di mettere a capo del progetto il consulente esterno  Antonello Pezzini, ma Crocetta lo difende: “dicono che non ha i titoli? Io l’ho conosciuto a Bruxelles, dove è tra i più stimati, se qualcuno pensa che io debba per forza utilizzare degli interni per la task force che metterà in piedi il progetto, gli ricordo che l’ex dirigente generale Galati non ha cavato un ragno dal buco”. Il presidente della Regione tenta di riportare l’attenzione sul cuore del problema. Quanti sono i comuni che aderiscono al patto dei sindaci? “E’ questo che conta”, spiega Crocetta, e a quanto pare finora siamo a buon punto: più di cento hanno già aderito, altri 280 stanno avviando le pratiche.
Poi è  il turno dell’economia. E Crocetta rasserena gli animi. “In Sicilia – spiega – non c’è nessuna grossa preoccupazione, se non quella di qualche problema col bilancio”. Ma in parlamento ha già preso il via la sessione di bilancio, e il governo è a lavoro anche su questo. “Non c’è nessuno spettro default”, dice l’assessore all’Economia regionale Luca Bianchi, l’importante è riuscire a “rimpinguare” alcune voci di bilancio. “E tagli ai capitali inutili – aggiunge il governatore – . Così lanciamo un messaggio: non si pensi di tenere in piedi enti che contribuiscono al dissesto della Regione e che tolgono soldi alle imprese”. Il riferimento a quali sono gli enti da abolire rimane un po’ vago, ma Crocetta cita il contributo di un milione di euro che la Regione versa annualmente per il Cerisdi. “Questi soldi non ci saranno più”.
Intanto, però, si cerca di tagliare e prendere dove si può. Ad esempio con il rincaro dei ticket sanitari, che sarebbero aumentati per un provvedimento governativo che però è stato bocciato in commissione Sanità all’Assemblea regionale. “Commissione o no, è così che deve essere – sentenzia il presidente – , vedeteli come dei ticket si solidarietà: chi se lo può permettere paga anche per gli altri, e noi incassiamo 13 milioni di euro in un anno”. Altro ambito al quale attingere per aumentare le entrate della Regione è quello delle tasse che pagano le imprese. “Chi lavora in Sicilia è qui che deve pagare”, Crocetta l’ha ripetuto più e più volte. Domani sera è previsto un incontro col ministro Grilli, ma se la risposta sarà negativa si andrà avanti comunque: “firmeremo la delibera io e Bianchi” annuncia il governatore.
Infine i forestali. Si procede a colpi di riforme: in conferenza stampa presente anche l’assessore alle Risorse agricole Dario Cartabellotta, che ha presentato, anche lui, un piccolo ‘piano d’azione’. “I forestali da problema saranno risorsa”, spiega. Intanto, cominciamo a non chiamarli più così. “Altro che forestali, le foreste sono in Amazzonia, non certo in Sicilia – dice Cartabellotta – e non possiamo concentrare in un solo ambito le competenze di una forza lavoro qualificata come la loro”. Per questo saranno utilizzati anche per interventi di manutenzione del territorio, dissesto idrogeologico, verde pubblico e aree cimiteriali.
Intanto Rosario Crocetta annuncia che il ricorso al giudice del lavoro, presentato dagli ex dipendenti dell’ufficio stampa della Regione, è stato rifiutato. E lo dice col sorriso stampato in viso, e con l’aria di chi, finora, sente di non averne sbagliata una.


20 Marzo 2013



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