L'obiettivo dei sindacati

è quello di arrivare ad ottenere 2 contingenti:

Oti e 151nisti.

Obiettivo condiviso anche dai due assessori!

Ecco allora quanto manca

per la presentazione della riforma:






16 novembre 2010

CAMERA DEI DEPUTATI

CAMERA DEI DEPUTATI - XIV LEGISLATURA
Resoconto delle Commissioni riunite
XI (Lavoro) e XIII (Agricoltura) 

RISOLUZIONI

Mercoledì 9 marzo 2005. - Presidenza del presidente della XIII Commissione della Camera dei deputati Giacomo de GHISLANZONI CARDOLI. - Intervengono il sottosegretario di Stato per le politiche agricole e forestali Paolo Scarpa Bonazza Buora.
La seduta comincia alle 14.05.
7-00578 Misuraca: per la costituzione di una «task-force» volta ad affrontare la questione del lavoro forestale in Sicilia.
(Discussione ed approvazione).

Filippo MISURACA (FI) illustra la risoluzione in discussione, volta ad affrontare e a risolvere l'annoso problema dei forestali siciliani. Ricorda infatti che in Sicilia vi è una azienda regionale che utilizza tre fasce di lavoratori, individuate a seconda del numero delle giornate lavorative effettuate ogni anno (51, 101 o 151); per le restanti giornate tali lavoratori godono dell'indennità di disoccupazione. Ricordato che non si conosce con esattezza neppure il numero di questi operatori forestali - la sua risoluzione parla di 20.000, ma in realtà il loro numero effettivo sembra avvicinarsi di più ai 30.000 - per un costo complessivo pari a circa 500 miliardi delle vecchie lire, erogato a fronte di personale utilizzato per un tempo limitato. Fa presente che proprio in questi giorni hanno avuto luogo alcune manifestazioni dirette ad ottenere la stabilizzazione di tali lavoratori, secondo quel che è già accaduto per gli operai forestali calabresi, anche sulla spinta di una risoluzione approvata dalla XIII Commissione.
Evidenzia poi le ragioni che fanno sì che il problema in esame assuma una rilevanza nazionale, tra le quali la competenza del Ministero del lavoro sull'indennità di disoccupazione, il rischio di problemi sociali sul territorio e infine la competenza del Ministero dell'ambiente per la predisposizione di un piano diretto al rimboschimento della regione Sicilia.
Sottolinea poi che, davanti un quadro siffatto, la sua risoluzione non chiede direttamente la stabilizzazione degli operai forestali siciliani, ma unicamente la costituzione di una «task-force» incaricata di svolgere una serie di delicate funzioni, tra le quali quella di monitorare il numero dei forestali, di stimare i loro costi e di verificare quanti forestali siano effettivamente disponibili alla stabilizzazione. A




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quest'ultimo riguardo precisa infatti che, poiché molti di tali lavoratori svolgono un doppio lavoro, è presumibile che una quota rilevante di essi non accetti la prospettiva di una stabilizzazione. Tra i compiti della «task-force» vi è inoltre quello di predisporre, ovviamente di intesa con la Regione siciliana, progetti per la protezione civile e altre iniziative per la salvaguardia del patrimonio boschivo nei quali avvalersi degli operai forestali.
Claudio FRANCI (Misto-Com.it) dichiara di aver letto con interesse la risoluzione in discussione e ricorda che il lavoro nel settore forestale ha consentito, in passato, di assicurare una risposta positiva a rilevanti problemi sociali esistenti in diverse aree del Paese; con il passare del tempo, però, tali interventi si sono trasformati in fenomeni assistenziali, originando perciò effetti negativi sulle diverse realtà territoriali. Si tratta quindi di un problema che non può essere risolto facilmente, specie in tempi brevi. A suo avviso, la risoluzione in discussione andrebbe integrata allo scopo di introdurvi alcuni elementi ulteriori: in primo luogo, alla «task-force» andrebbe affidato altresì il compito di determinare il numero ottimale dei forestali effettivamente necessari nella Regione Sicilia; in secondo luogo, si dovrebbe affidare al Governo e alla Regione siciliana il compito di promuovere attività volte alla riconversione produttiva del personale eccedente rispetto a questo numero; in terzo ed ultimo luogo, andrebbero previste forme indirette di utilizzo degli operai forestali, per esempio attraverso impiego di cooperative.
Antonino LO PRESTI (AN), intervenendo sull'ordine dei lavori, riterrebbe opportuno ascoltare, prima dell'intervento di altri colleghi, il parere del Governo sulla risoluzione in esame.
Giacomo de GHISLANZONI CARDOLI, presidente, precisa che è in corso di svolgimento la discussione generale sulla risoluzione: il sottosegretario potrà intervenire subito se i deputati che hanno già chiesto la parola in questa sede vi rinuncino.
Benito SAVO (FI) preferisce intervenire subito, prima delle dichiarazioni del rappresentante del Governo, in quanto, nella sua qualità di deputato, si ritiene un sensore del territorio rispetto alla problematica in esame. Condiviso il testo della risoluzione in esame, evidenzia come la questione in essa affrontata riguardi non solo la Sicilia, ma l'intero territorio nazionale. Sottolinea infatti come il superamento della precarietà dei lavoratori forestali rappresenterebbe un valido strumento per la prevenzione degli incendi e l'emersione di fenomeni di lavoro nero. Sottolineata in particolare l'esigenza di lavoratori forestali nelle regioni del centro-Italia, come Abruzzo, Molise e Lazio, avanza la proposta di rendere obbligatorio, nel caso di svolgimento di lavori pubblici sul territorio, il rimboschimento al fine di contrastare il depauperamento del patrimonio boschivo e favorire la difesa idrogeologica.
Giacomo de GHISLANZONI CARDOLI, presidente, fa presente che la risoluzione in discussione concerne unicamente la questione dei forestali in Sicilia, che appare ora di estrema gravità. Nulla impedisce al deputato Savo di presentare un'altra iniziativa che faccia invece riferimento alla situazione nazionale o a quella di altre regioni.
Il sottosegretario Paolo SCARPA BONAZZA BUORA osserva che il Ministero delle politiche agricole e forestali non può non condividere l'impostazione e la filosofia di fondo della risoluzione in esame, tendenti a far risaltare il ruolo e l'importanza del settore forestale non solo dal punto di vista ambientale, secondo l'oramai consolidato approccio multifunzionale (conservazione della biodiversità, difesa idrogeologica dei versanti, produzione di ossigeno, depurazione delle acque, mitigazione dell'effetto serra, mantenimento delle proprietà estetiche del paesaggio), ma anche sotto il profilo sociale ed economico



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(valorizzazione delle produzioni legnose e non, fruizione ricreativa e culturale).
Il patrimonio forestale siciliano, secondo i primi dati provvisori dell'Inventario nazionale delle foreste e del carbonio, realizzato dal Ministero delle politiche agricole e forestali - Corpo forestale dello Stato - in collaborazione con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio per rispondere anche agli impegni relativi all'attuazione del protocollo di Kyoto, ammonta a circa 366.000 ettari, pari ad oltre il 14 per cento della superficie territoriale della Sicilia.
Pur essendo ben al di sotto della media nazionale, tale dato denota un significativo incremento della superficie forestale della Sicilia (circa 100.000 ettari in più rispetto ai dati del 1o Inventario forestale nazionale del 1985), determinatosi anche grazie ad una maggiore efficacia dell'intervento regionale sia in termini di azioni di rimboschimento e ricostituzione boschiva, sia in termini di tutela e miglioramento del patrimonio esistente, con i conseguenti vantaggi in termini ambientali e socio-economici.
Per quanto riguarda la programmazione e l'attuazione della politica forestale sul territorio, la competenza è delle regioni già a partire dagli anni '70.
Tale competenza si è ulteriormente rafforzata con il decreto legislativo 4 giugno 1997, n. 143 e quindi con la legge costituzionale 18 Ottobre 2001, n. 3.
Gli incendi boschivi costituiscono una grave minaccia per il patrimonio forestale e ambientale nazionale ed in Sicilia assumono una particolare rilevanza per motivi di carattere climatico, vegetativo e sociale.
I comportamenti irresponsabili, la negligenza, l'imprudenza e la superficialità che spesso caratterizzano l'interazione delle attività umane con il territorio, esauriscono solo parzialmente l'attribuzione delle cause di incendio poiché l'incremento del numero dei fuochi è direttamente correlato all'eccezionale aumento della dolosità, come documentato anche dall'indagine conoscitiva sugli incendi boschivi, effettuata alla fine dell'anno 2001 dal Corpo forestale dello Stato su incarico del Governo e dai dati dell'assessorato agricoltura e foreste della regione siciliana - Ufficio speciale servizio antincendi boschivi (in attuazione della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10).
La ridefinizione dei compiti e dei rapporti istituzionali in tale delicato settore è stata operata con la legge 21 novembre 2000, n. 353 (legge quadro sugli incendi boschivi), che rappresenta un modello di collaborazione per un federalismo possibile ed efficiente.
Cardine della legge quadro è il rapporto tra il Governo, attraverso il Ministro delegato per il coordinamento della protezione civile e quindi gli organi tecnici di cui esso si avvale (Dipartimento per la protezione civile, Corpo forestale dello Stato e Vigili del fuoco), a cui spetta la definizione delle linee guida per la programmazione e le Regioni, responsabili dirette della pianificazione territoriale e della gestione di tutte le risorse disponibili e che sfruttano le sinergie con gli organi statali mediante specifici accordi.
In conclusione, alla luce delle ragioni anzidette, esprime il parere favorevole del Governo sulla risoluzione in discussione.

Antonino LO PRESTI (AN) apprezzati l'illustrazione da parte del primo firmatario Misuraca della risoluzione, da egli stesso sottoscritta, nonché il parere favorevole espresso dal Governo, esprime la propria soddisfazione per l'intenzione di avviare a soluzione un problema grave ereditato dal passato. Dichiara pertanto il voto favorevole del suo gruppo sulla risoluzione in esame.
Filippo MISURACA (FI) ribadisce che la sua non è in alcun modo una risoluzione di tipo clientelare, essendo anzi diretta ad avviare una moralizzazione del settore. L'unico impegno che il Governo si assume con essa è quello a costituire un gruppo di lavoro per risolvere la questione.
Giuseppe ROSSIELLO (DS-U) rileva che la risoluzione in discussione contiene una provocazione a suo avviso positiva.



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Sottolinea l'importanza delle risorse forestali, che hanno il pregio di unire il bello all'utile, in quanto contribuiscono alla tenuta idrogeologica del territorio, all'ossigenazione del pianeta e al mantenimento della biodiversità. Concorda nel qualificare come problema nazionale quello dei lavoratori forestali stagionali. Evidenzia poi il grave danno anche economico che deriva dagli incendi e ricorda che il controllo e la direzione di questi processi non può che aspettare alle regioni; tuttavia esistono alcune importanti interazioni con le politiche sociali determinate a livello nazionale. In definitiva, poiché la risoluzione in discussione va nella giusta direzione, dichiara il suo voto favorevole su di essa, nel presupposto che essa possa costituire l'occasione per l'avvio di una discussione di carattere più generale.
Benito SAVO (FI) dichiara il suo voto favorevole sulla risoluzione in discussione, ritenendo che analoghe iniziative debbano essere assunte anche per altre regioni.
Le Commissioni approvano la risoluzione Misuraca n. 7-00578.
La seduta termina alle 14.40.
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