LA PROTESTA A PALERMO
Lo sciopero dei separati in casa
"No all'accordo truffa"
Era una protesta annunciata. Poi le spaccature, le divisioni, le retromarce. Ma i dipendenti regionali sono comunque scesi in piazza.
"No all'accordo truffa"
Era una protesta annunciata. Poi le spaccature, le divisioni, le retromarce. Ma i dipendenti regionali sono comunque scesi in piazza.
PALERMO- Doveva essere lo sciopero generale che avrebbe
unito tutte le sigle sindacali, ma dopo l’accordo trovato tra il
governo e la maggioranza dei sindacati, è diventata quasi una protesta
contro la stretta di mano tra Crocetta e i colleghi sindacalisti. Stanno
sfilando infatti a Palermo centinaia di dipendenti regionali e tecnici
del Corpo Forestale, insieme alla Funzione Pubblica Cgil e alla Uil,
guidati da uno striscione con scritto “No all’accordo truffa”. Il
riferimento è appunto al protocollo d'intesa sottoscritto con il governo
da Cobas-Codir, Sadir, Siad, Fp Cisl e Ugl un paio di giorni fa che
prevede di delegare a un secondo tavolo con l'Aran Sicilia la trattativa
su permessi sindacali, malattia, mobilità.
Sono partiti questa mattina da piazza Marina e stanno percorrendo corso Vittorio Emanuele
fino a raggiungere il palazzo della Regione, in piazza Indipendenza.
“Questo accordo è una truffa - sottolinea il segretario regionale della
Fp Cgil, Michele Palazzotto - perché niente di quanto è stato
sottoscritto va a vantaggio dei lavoratori. Per questo motivo abbiamo
ritenuto immutate le ragioni della lotta. È soltanto un accordo
farlocco, siglato ben prima che ci sedessimo al tavolo tecnico”.
“La Regione vuole eliminare i privilegi?
- rincara Palazzotto - Cominci dagli uffici di gabinetto, dove non si
entra senza una tessera di partito e dove sono stati indicati molti
esponenti politici, a cominciare da quelli vicini a Davide Faraone”.
“Non si intervenga sulla carne viva dei lavoratori” aggiunge Enzo
Abbinanti, anche lui della Fp Cgil. “La partecipazione di questa mattina
- aggiunge - è la dimostrazione che i motivi della protesta restano
tutti, nonostante molte sigle non siano in piazza. Mi auguro soltanto
che su questi temi si ritrovi l’unità sindacale”.
Sul piede di guerra anche il comparto tecnico dei forestali, “penalizzato - dice Gaetano Guarino - da una norma inserita in finanziaria che taglia le indennità ai tecnici. Indennità che sono poi il nostro stipendio. Sarebbe il primo caso in Italia, per questo chiediamo il ritiro della norma, se vogliono tagliare i privilegi, Crocetta e Baccei sanno bene dove rintracciarli”.
Sul piede di guerra anche il comparto tecnico dei forestali, “penalizzato - dice Gaetano Guarino - da una norma inserita in finanziaria che taglia le indennità ai tecnici. Indennità che sono poi il nostro stipendio. Sarebbe il primo caso in Italia, per questo chiediamo il ritiro della norma, se vogliono tagliare i privilegi, Crocetta e Baccei sanno bene dove rintracciarli”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
20 Marzo 2015
L'accordo "truffa" firmato l'altro giorno
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