PALERMO, I SINDACATI IN VISTA DEL PRIMO MAGGIO: «LA POLITICA PUNTI A UN PIANO DI RILANCIO DEL LAVORO». IL BLOG: PER L'OCCASIONE RICORDIAMO CHE PER GLI OPERAI FORESTALI INCOMBE UNA PROCEDURA D'INFRAZIONE, CHIEDIAMO IL VOSTRO AIUTO PER FARLA RISPETTARE

Manifestazione di Cgil, Cisl e Uil a Portella della Ginestra nel 2017


Dal sito palermo.gds.it

29 Aprile 2023
«Cosi come la nostra Costituzione pone a fondamento della nostra società il Lavoro, lo stesso la politica deve fare a tutti i livelli per dare nuova linfa vitale al nostro territorio e affrontare cosi la crisi e le emergenze che ancora attendono risposte con un chiaro e definito piano di rilancio». Cosi i tre segretari generali di Cgil Cisl Uil Palermo, Mario Ridulfo, Leonardo La Piana e Luisella Lionti, lanciano il loro messaggio in vista della Festa dei lavoratori, lunedì primo maggio, nel giorno in cui le tre confederazioni nazionali si riuniranno a Potenza, città simbolo della difficile situazione del Sud, ma anche come luogo dal quale può partire una nuova stagione di rilancio e crescita.

«Fondata sul lavoro» 75 anni di Costituzione, è lo slogan che identifica l’edizione di quest’anno del tradizionale corteo di Cgil Cisl Uil. Sono oltre 69 mila secondo i dati ufficiali dell’Istat le persone in cerca di occupazione a Palermo, il tasso di disoccupazione si attesta attorno al 18 per cento, sale ad oltre 32 per i giovani. «Riteniamo che i dati reali siano molto più alti anche perché la povertà è cresciuta in città. - aggiungono -. Ai giovani bisogna dare risposte al più presto, le politiche attive del lavoro devono portare a creare posti di lavoro vero sfruttando al massimo le potenzialità della nostra realtà e colmando quei gap, come quelli infrastrutturali che da sempre bloccano lo sviluppo e rendono impossibile la spinta propulsiva necessaria per la creazione di posti di lavoro. Ma bisogna pensare anche a chi, ultracinquantenne ha perso il posto e si sente escluso dal mercato del lavoro» spiegano Ridulfo, La Piana e Lionti.

«Servono strumenti di sostegno al reddito per i lavoratori delle aziende in crisi, tutelare il lavoro che c'è, e formare i nostri giovani verso quelle nuove professioni che puntano verso la digitalizzazione e lo sviluppo eco-sostenibile delle nostre città», aggiungono. E lanciano un appello: «Il lavoro poi è vita e non può mai mettere a rischio i lavoratori, per questo bisogna rilanciare anche il tema della sicurezza perché sono troppe le vittime di infortuni legati al mancato rispetto delle regole».

© Riproduzione riservata





INCENDI. CENTURIPE, INGEGNERE DI 71 ANNI DÀ FUOCO ALLE STERPAGLIE E POI MUORE NEL TENTATIVO DI SPEGNERE IL ROGO

Foto archivio

Dal sito enna.gds.it

29 Aprile 2023
Un ingegnere di 71 anni, Giuseppe Bonanno, è morto in un incendio che si è sviluppato nella sua campagna di contrada Piano Daino, a Centuripe, in provincia di Enna. L'uomo, affermano i vigili del fuoco, è morto nel tentativo di spegnere l'incendio di sterpaglie e vegetazione. L'uomo, secondo i primi accertamenti, aveva appiccato il fuoco per bruciare alcune sterpaglie, ma poi le fiamme lo hanno avvolto e si sono estese anche in altri terreni vicini.

Il fuoco ora avanza, minacciando case rurali e bovini. Il corpo dell’uomo non è ancora stato recuperato. Sul posto un elicottero e un aereo del corpo forestale e una squadra di vigili del fuoco del Comando provinciale di Enna. L'elicottero della forestale sta ultimando lo spegnimento dell'incendio. Un elicottero dei vigili del fuoco, invece, sta intervenendo con gli elisoccorritori, per recuperare il corpo, visto che si trova in una zona impervia. Sul posto anche i carabinieri.

© Riproduzione riservata

Fonte: enna.gds.it




29 aprile 2023

INCENDIO A CENTURIPE (EN)


Dalla pagina Facebook
Canadair Realforest Firetovirtual



SENTENZA DEL 21 APRILE 2023. IL TRIBUNALE DI CALTANISSETTA, HA RICONOSCIUTO IL RISARCIMENTO DEL DANNO COMUNITARIO PER LA ILLEGITTIMA REITERAZIONE DEL CONTRATTO A TERMINE DEI LAVORATORI FORESTALI, LIQUIDANDOLO NELLA MISURA DI 8 MENSILITÀ






Ricevo e pubblico
dallo studio legale Aiello

"Con sentenza del 21 aprile 2023, il Tribunale di Caltanissetta, sezione lavoro, ha accolto i ricorsi patrocinati dallo studio legale Aiello, riconoscendo ai lavoratori forestali il risarcimento del danno comunitario per l'illegittima reiterazione dei contratti a termine, liquidandolo nella misura di 8 mensilità dell'ultima retribuzione. Le predette sentenze costituiscono un importante riconoscimento per la categoria dei lavoratori forestali. Lo studio legale Aiello comunica che l'azione di risarcimento danni può essere proposta da tutti i lavoratori forestali, previa valutazione della singola storia lavorativa. Per ogni informazione su costi, modalità e termine per la proposizione dell'azione, lo studio legale Aiello riceve presso la sede principale di Barrafranca, via Sicilia n. 79 e presso la sede di Caltanissetta, via Rochester n. 7. "





28 aprile 2023

INCENDI, A TERMINI IMERESE E PETRALIA SOTTANA IN FUMO VERDE E BOSCAGLIA


Dal sito www.nuovosud.it

28 Aprile 2023
Notte di fuoco nel Palermitano, dove due incendi sono divampati nell'area delle Madonie. Nello specifico il primo ha interessato la zona di Termini Imerese, poco prima della mezzanotte, mandando in fumo un ampio tratto verde alle porte del paese. Sterpaglie e vegetazione in fiamme anche lungo la statale 120, nei pressi di Petralia Sottana, intorno all'1.30. In entrambi i casi non si registrano feriti, e il tempestivo intervento dei vigili del fuoco ha scongiurato gravi conseguenze.





LAVORATORI FORESTALI: CONVOCAZIONE DELLE OO.SS. IL 3 MAGGIO


Dalla pagina Facebook
Flai CGIL Sicilia 

Flai Cgil, assieme alla Fai ed alla Uila, in seguito all'impugnativa della Finanziaria Regionale, abbiamo richiesto un incontro urgente all'Assessore all'Agricoltura Luca Sammartino per capire come il Governo intenda intervenire al fine di recuperare le risorse necessarie ad assicurare le garanzie occupazionali dei lavoratori #Forestali e allo stesso modo le tutele necessarie ai boschi siciliani.
Stamattina è arrivata nota con la quale le OO.SS. vengono convocate per giorno 3 maggio.
La Flai Cgil tende a sottolineare come, dalle notizie in nostro possesso, solo le risorse relative ai fondi Fsc circa 74 milioni sono state bloccate dal Commissario dello Stato, e che quindi le risorse necessarie al recepimento del #CCNL siglato a dicembre 2021 inserite nel bilancio regionale non siano state impugnate così come riportato da una testata giornalistica.
Si spera nell'incontro di giorno 3 maggio di avere maggiore chiarezza da parte del Governo su questo settore così importante per l'isola.



PREVENZIONE, ENTI SPESSO INADEMPIENTI. DOTAZIONI CARENTI, PIROMANI GIÀ ALL’OPERA


Dal sito www.alpauno.com

Di Piero Messana - 27 Aprile 2023
Fissata indicativamente per la prossima settimana si terrà in Regione, a Palermo,  una riunione per sottoscrivere, in ambito di prevenzione antincendi boschivi,  il protocollo fra dipartimento regionale protezione civile e vigili del fuoco. Molto probabilmente saranno assegnate alla provincia di Trapani tre squadre.

Una a Trapani per vigilare sui boschi di Erice e san Vito Lo Capo, una a Favignana per le isole Egadi e un’altra, si spera, dal lato di Castellammare del Golfo per provare a salvaguardare la riserva dello Zingaro e Monte Inici, obiettivi costantemente nel mirino dei primani.

Tra fine maggio e metà giugno i comuni emetteranno le solite ordinanze sulla pulizia dei terreni incolti, la realizzazione di viali parafuoco e altre richieste per provare a evitare le solite tragedie di boschi e verde pubblico.

Il fatto è che poi la polizia municipale dei vari enti locali è dovunque carente numericamente e quindi impossibilitata a fare controlli a tappeto. Poi ci sono anche i paradossi: terreni di proprietà dei comuni o sotto la gestione degli stessi enti locali o di altri enti in cui l’erba secca arriva ad altezze di oltre un metro. Nelle città, a bordo delle strade, nelle campagne, un po’ dappertutto.

Potrebbe essere interessante ipotizzare una convenzione fra i comuni e il corpo nazionale dei vigili del fuoco al fine di effettuare i controlli. Intanto il 3 aprile scorso, un po’ in anticipo sul consueto e triste calendario dei fuochi, è divampato il primo incendio, molto presumibilmente doloso, che ha mandato in fumo 4 ettari del bosco Cave di Sa Giovanni, riserva naturale che sorge fra i comuni di Poggioreale e Sambuca di Sicilia. Per oltre 4 ore i vigili del fuoco del distaccamento di Santa Margherita di Belice hanno lavorato per riuscire a domare completamente le fiamme.

Gravi i danni procurati dal rogo alla vegetazione, alla fauna, con i conseguenziali inquinamento e riduzione della biodiversità autoctona. Un territorio, quello belicino, martoriato da eventi di questo tipo nel periodo estivo. La campagna antincendi partirà come di consueto il primo di giugno anche se in tanti sono coloro che si preoccupano anche per il periodo antecedente.

In Sicilia, fra il primo giugno e il 15 ottobre dello scorso anno è andata in fiamme una superficie pari a 56 mila ettari di terreni, dei quali oltre ottomila di boschi. Per il 2022 la campagna antincendio è costata alla Regione Siciliana 22 milioni di euro, dei quali oltre cinque milioni e mezzo per gli interventi aerei (850 con elicotteri e 570 tramite canadair).

I piromani, purtroppo, non si fermano mai e sarebbe necessario, per contrastarli, un incremento di uomini e mezzi per la forestale della Regione Siciliana che, da anni, opera fra tante carenze (soltanto 350 operatori mentre l’organico ne richiederebbe 1.500), mentre i seimila operai antincendio stagionali lavorano con mezzo spesso molto precari. Da tantissimi anni si parla di riorganizzazione del Corpo forestale con una legge di riforma che però non arriva mai.




OGGI CI RIVOLGIAMO AI TRE SEGRETARI REGIONALI DI FAI, FLAI E UILA. AL PROSSIMO INCONTRO CON IL GOVERNO, CHIEDETE CORTESEMENTE COME INTENDONO RISOLVERE LA PROCEDURA DI INFRAZIONE AVVIATA DALLA COMMISSIONE EUROPEA. RICORDATEGLI CHE IL TEMPO È SCADUTO, CHE I LAVORATORI FORESTALI VOGLIONO CERTEZZE E CHE LE CHIACCHIERE SONO FINITE. CI SONO SOLO DUE MESI PER DECIDERE


di Michele Mogavero
Gentilissimi Segretari regionali di Fai, Flai e Uila, al primo incontro utile con il Governo regionale, chiedete cortesemente come intendono muoversi in base alla procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea che intende condannare l’abuso di contratti e di rapporti di lavoro a termine.

Ci sono meno di due mesi di tempo per decidere ed approvare la riforma. Ricordategli che il tempo è scaduto, che i lavoratori forestali vogliono certezze e che le chiacchiere sono finite. Le procedure di infrazione piacciono o non piacciono devono essere rispettate!

Ricordiamo solo che il Governo Schifani ha la soluzione a portata mano.
Il presidente ha dichiarato che per superare questa procedura di infrazione è necessario intervenire con una norma che permetta di dare stabilità ai lavoratori forestali
Confermato dal Dott. Fulvio Bellomo, Dirigente Generale del Dipartimento Sviluppo Rurale e Territoriale, che parlando a nome del Governo, ha assicurato che rispetterà la procedura d'infrazione e tutti i diritti acclarati dei lavoratori forestali.

Non abbiamo motivo di non credere a queste parole perchè il presidente Schifani è la prima volta che governa la Sicilia.











IL MINISTRO MUSUMECI: INCENDI, SOLO CON UN’ATTENTA PREVENZIONE, POTREMO RIUSCIRE A NEUTRALIZZARNE GLI EFFETTI DEVASTANTI. IL BLOG: GENT.MO MINISTRO, SI RICORDA QUANDO DICEVA CHE SUI LAVORATORI FORESTALI SERVE UN CONFRONTO COL GOVERNO NAZIONALE, PER GARANTIRE ALMENO UNA CONTINUITÀ DI LAVORO CHE VADA OLTRE L’UMILIANTE CONDIZIONE DI LAVORATORI STAGIONALI? ADESSO È L'EUROPA CHE LO CHIEDE!


Dalla pagina Facebook
Nello Musumeci

Gli incendi estivi sono un nemico subdolo. Solo con un’attenta prevenzione e facendo rete fra tutti i soggetti, pubblici e privati, potremo riuscire a neutralizzarne gli effetti devastanti. Questo l’appello che ho lanciato nell'incontro preliminare tenuto a Roma in vista dell'imminente campagna estiva contro gli incedi boschivi. 
La riunione che ho presieduto, ha visto la partecipazione del sottosegretario all'Interno Emanuele Prisco, del capo dipartimento Fabrizio Curcio, del capo dipartimento dei Vigili del fuoco Laura Lega, dal comandante del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco Guido Parisi, dal generale Giuseppe De Riggi del Comando dei Carabinieri forestali. Presenti anche gli assessori alla Protezione civile di tutte le Regioni. 
Numerosi i temi affrontati, dai Piani comunali per gli incendi di interfaccia, ai Presidi rurali, dalla necessità di dotare alcune aree di elisuperfici, alla campagna comunicativa di prevenzione, dalla distrubuzione sul territorio della flotta aerea, alla sensibilizzazione dei ragazzi nei Campi scuola. La stagione estiva, è stato confermato, avrà inizio il 15 giugno e si concluderà il 30 settembre. Particolare attenzione è stata riservata alla flotta dello Stato che opererà in concorso con le risorse regionali. I velivoli saranno distribuiti su specifiche aree geografiche in ragione dell'andamento storico degli incendi boschivi e di interfaccia. 
Ho ribadito l’appello ad un maggiore senso di responsabilità da parte di tutti: più uomini in divisa sul territorio per scoraggiare i piromani, il rispetto della effettività della pena a carico degli incendiari condannati, solerzia dei proprietari nel realizzare i “viali tagliafuoco”nei loro fondi agricoli (coltivati o meno), allertamento dei sindaci, motivazione dei volontari e aggiornamento da parte delle Regioni della mappa dei punti di approvvigionamento d’acqua nelle aree rurali per i velivoli anfibi. Prepariamoci ad una stagione impegnativa per tutti!


Leggi e ascolta anche:

09 gennaio 2018 Assemblea Regionale Siciliana 9a seduta - Dichiarazioni programmatiche del presidente della Regione Siciliana On. Nello Musumeci:

Sui lavoratori forestali serve un confronto serrato, serio col Governo nazionale, per garantire loro almeno una continuità di lavoro che vada oltre l’umiliante condizione di lavoratori stagionali. Si tratta peraltro di personale che ha acquisito competenze e che può essere destinato anche ad altre attività, oltre a quelle abituali: penso alla pulizia dei corsi d’acqua interni, dei laghi, penso alla pulizia delle spiagge, alle aree a verde, quelle comunali e quelle extra comunali.






UE. SICILIA AGLI ULTIMI POSTI IN ITALIA PER LA SPESA DEI FONDI EUROPEI PER LO SVILUPPO REGIONALE


Dal sito gds.it

27 Aprile 2023
La Sicilia è agli ultimi posti nella classifica regionale italiana per la spesa del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), che in Italia vale in totale circa 36 miliardi di euro. In particolare la Regione si segnala perché non ha fatto registrare quasi nessun progresso nel tasso di assorbimento delle risorse rispetto al dicembre 2021. È quanto emerge da un’analisi dei dati pubblicati sul portale Cohesion Data della Commissione europea, che coprono l'andamento delle allocazioni fino a tutto il 2022.

Alla fine dell’anno scorso, la spesa certificata della Regione e rimborsata da Bruxelles era pari a circa 2,5 miliardi di euro sui 4,2 miliardi disponibili, cioè il 59% del fondo nel periodo di programmazione 2014-2020, praticamente come alla fine dell’anno precedente. Restano quindi da spendere e rendicontare entro la fine dell’anno circa 1,7 miliardi di euro che altrimenti rischiano di essere persi. Anche per quanto riguarda l’assorbimento del Fondo sociale europeo - per il quale l’Italia dispone di circa 23 miliardi - la Sicilia rimane ai piedi della classifica, con un tasso di assorbimento del 64%, pari a circa 520 milioni. Le risorse assegnate alla Sicilia sono tra le più consistenti tra quelle destinate alle singole regioni italiane. Dai dati esaminati emerge inoltre che le regioni hanno speso in media il 75% (circa 25 miliardi di euro) delle risorse Ue, mentre i programmi nazionali si sono fermati al 43% (circa 13 miliardi). Restano quindi ancora quote importanti da spendere entro la fine dell’anno, termine ultimo per non perdere risorse sempre più preziose alla luce delle ristrettezze che si stanno profilando per il bilancio nazionale anche nell’ottica del ripristino delle regole Ue sui conti pubblici.

© Riproduzione riservata

Fonte: gds.it




I "SENTIERI DEL GATTO" IN SICILIA, TRA BOSCHI E VIGNETI: ITINERARI SUGGESTIVI E POCO CONOSCIUTI. È IL SEGNO TANGIBILE DELL’IMPEGNO PROFUSO DAI FORESTALI NEL TEMPO

I sentieri del Gatto in Sicilia

Dal sito www.balarm.it

L’ambiente qui ha una colorazione particolare, d’un verde scuro a chiazze gialle. Una discesa su carreggiata stretta è il preludio all'inizio del percorso "felino"


Salvatore Di Chiara - 27 Aprile 2023
Il Demanio forestale del comune di Montevago si estende per circa 363 ettari. Una superficie che si divide in 5 complessi denominati "Siini", Magaggiaro", "Carbonara", "Diesi" e "Acque Calde".

Un’area ricca di itinerari escursionistici conosciuti e alcuni inesplorati. Tra questi, fanno parte dei percorsi particolari e dalle caratteristiche bizzarre: i tracciati del Gatto-Turracida e Gatto-Ruvetto.

I nomi possono trarre in inganno qualsiasi visitatore. La partenza è stabilita nel parcheggio del complesso boscato e attrezzato di Magaggiaro. Una volta pronti, finalmente si esce dalla zona per procedere nel lato opposto e iniziare il cammino verso un ambiente intenso.

Lo sterrato è classico di qualsiasi tracciato nel mezzo della natura. Il dislivello è di circa 175 metri. I primi passaggi scandiscono un complesso boscato artificiale che cambia repentinamente una volta percorso circa un chilometro. Difatti, è presente un canyon singolare, breve e caratteristico delimitato nella roccia in calcarenite.

Un’immagine fuori contesto rispetto al vicino Bosco di Magaggiaro. A quel punto la scelta cade su due opzioni: nella prima, i volenterosi possono continuare la camminata. Nella seconda, il tratto vira verso l’uscita con grande rammarico. I colori della natura prendono forma nei metri successivi e caratterizzano ogni angolo del paesaggio.

Tra ambienti agricoli (specie vigneti e uliveti) e flora spontanea, la strada si restringe e l’itinerario del Gatto inizia a prendere forma. In lontananza si intravedono alcuni luoghi importanti come il Castello della Pietra e il Bosco di Frassino con la cittadina di Partanna sullo sfondo.

L’ambiente assume una colorazione particolare, d’un verde scuro con chiazze gialle tipico dei paesaggi dei Monti Iblei. Una discesa su carreggiata stretta è il preludio all'inizio del percorso felino (Gatto). Si entra in un’atmosfera incantevole e ricca di vegetazione.

Mentre si scende in basso è possibile ascoltare i suoni della natura e degli abitanti (fauna) che hanno trovato l’habitat perfetto per stabilirsi. I tracciati del Gatto sono brevi e abbastanza impegnativi. E’ la giusta descrizione per chi decide di addentrarsi all’interno del “grande” canyon. Di fronte è presente una strada. Questa, è la via di collegamento con un’ampia cava non distante.

Il percorso è ad anello e continua imperterrito verso una salita impegnativa. La fatica ha raggiunto il culmine ma vale la pena continuare. Una volta terminata, lo sguardo si concentra sulla presenza di parecchi tronchi tagliati.

È il segno tangibile dell’impegno profuso dai forestali nel tempo. Finalmente si raggiunge il Bosco del Gatto.

È un complesso costituito prevalentemente da pini ed eucalipti. Dal punto di vista biologico e botanico non sono notevoli. Malgrado tutto, sono ugualmente importanti per la funzione di regimazione delle acque e la prevenzione dal dissesto idrogeologico.

Non sono presenti servizi particolari o aree attrezzate. Da lassù si concentra uno scenario che si confonde tra l’attività estrattiva (cava), impianti agricoli e boschetti sparsi. Un trittico con caratteristiche differenti.

L’ultimo tratto è semplice e si toccano con mano i vigneti. Le zone di Montevago, Menfi e Sambuca sono ricche di verde. Meritano il massimo rispetto per l’importanza e il ruolo che rivestono.

Negli ultimi anni sono state colpite da molti incendi che, nel tempo, hanno distrutto ettari di bosco. Un danno incalcolabile che pagheremo successivamente. Gli itinerari del Gatto si nascondono e confondono nello scenario magnifico dell’entroterra agrigentino.





VIAGGIO NELLA RISERVA DI CAPO GALLO, TRA BELLEZZA E RARITÀ BOTANICHE


Dal sito www.ilmediterraneo24.it


Le particolarità di un luogo dove la natura si esprime nella sua meraviglia, a Palermo, raccontate con la guida di un docente universitario. L'impegno del Comitato Cittadino "Il Mare di Sferracavallo" per valorizzare le risorse della zona

27 Aprile 2023 - Caterina Gangi
PALERMO. La più illustre è l’Hieracium lucidum con i suoi fiori gialli che sbocciano in autunno, invece, tra maggio e giugno fiorisce la Genista gasparrinii. Nella parte delle rupi si può trovare l’Anthemis ismelia, mentre più vicini al mare si possono ammirare i Limonium panormitanum che si estendono fino in alto. Sono le quattro specie che esistono nella riserva di Capo Gallo e in nessun altro luogo del mondo.

Non solo bellezza paesaggistica ma anche storia, rarità botaniche, peculiarità geologiche e geomorfologiche rendono il posto un libro aperto per i naturalisti. La riserva di Capo Gallo, costeggiata dalle acque del mare, offre uno spettacolo unico che si accentua con il risveglio della natura. Ospita elementi esclusivi anche per i geologi. Purtroppo, dal 2019 il tratto da Barcarello fino all’estremità settentrionale di Capo Gallo è interdetto alla fruizione per rischio caduta massi.

A raccontare la bellezza della Riserva di Capo Gallo, il professore Riccardo Guarino, associato di Botanica Ambientale e Applicata dell’Università di Palermo che il 24 aprile nell’Anfiteatro di Punta Barcarello, a Sferracavallo, ha intrattenuto i partecipanti dell’evento “La Magia di Capo Gallo una riserva naturale in città”.

Al termine dell’incontro, il Comitato Cittadino “Il Mare di Sferracavallo” ha donato alcune specie forestali, fornite dallo sponsor Vivaio Forestale di Francesco Matraxia, rappresentative della vegetazione reale della Riserva Naturale Capo Gallo.


“Partendo dal mare c’è una fascia scura – spiega il professore- che fa da transizione tra la riserva marina e quella terrestre, a seguire un’altra parte è colonizzata da una vegetazione alofile tipiche delle zone umide salmastre. Qua e là si può trovare il finocchio di mare e il Limonium bocconei. Proseguendo ci sono altri tipi di vegetazione come l’Allium dai fiori rosa da un aspetto delicato e straordinario che fiorisce a maggio. La pianta non è l’unica, in pieno inverno fiorisce un’altra specie rara e particolare dai fiori bianchi. La fisionomia che adesso domina Monte Gallo è la disa, una pianta di rilevanza tradizionale e d’origine antica. Al suo posto, dalla scogliera fino alla zona d’attacco della falesia, ci sarebbe stata la macchia mediterranea se gli incendi non avessero più volte devastato il luogo. Un aspetto che è cambiato nel tempo. E se andiamo ancora indietro negli anni, nella parte della falesia fino al mare venivano praticate le attività agro-silvo-pastorali. In basso c’erano gli uliveti, nelle fasce intermedie vigneti mentre nei terrazzamenti più alti vicino alle rupi si produceva il sommacco siciliano che veniva venduto dai contadini ai conciatori. Per sfruttare queste risorse è stata creata una rete di sentieri e mulattiere che ancora oggi sono percorribili“. 

L’evento inaugura l’inizio di una serie di altri appuntamenti culturali che il Comitato cittadino intende portare avanti per far vivere gli spazi che Sferracavallo offre. “Non abbiamo lanciato un calendario perché è in via di definizione in funzione degli ospiti. Il tema centrale degli incontri sarà sempre il potenziale di questo luogo. Noi ci battiamo tantissimo per la salvaguardia del territorio che afferisce alla borgata di Sferracavallo, Mondello e Isola delle femmine“.





CALDO AFRICANO IN ARRIVO IN SICILIA: TEMPERATURE FINO A 27 GRADI


Dal sito www.direttasicilia.it

L'anticiclone africano porterà un'ondata di caldo anomalo in Sicilia. Dalle previsioni dei meteorologi, le temperature massime nell'isola potranno toccare i 25-27 gradi

26 Aprile 2023
L’anticiclone africano porterà un’ondata di caldo anomalo in Sicilia. Secondo le previsioni dei meteorologi, da venerdì 29 aprile e fino al 1 maggio le temperature massime nell’isola potranno toccare i 25-27 gradi, specie nelle zone interne e nelle pianure.

Cosa aspettarsi dal clima in Sicilia nei prossimi giorni?
Oggi, mercoledì 26 aprile, brevi piogge potranno interessare i settori tirrenici della Calabria e lo Stretto di Messina, oltre a occasionali acquazzoni sulle zone montuose dell’Appennino. Si tratterà degli ultimi fenomeni di una certa importanza prima dell’arrivo dell’alta pressione subtropicale che dominerà il tempo fino a fine mese.

Quali saranno le temperature massime raggiunte?
L’anticiclone africano porterà giornate soleggiate e temperature in aumento. Da venerdì sole e caldo la faranno da padrone, con valori massimi fino a 27 gradi nelle pianure siciliane, in particolare nelle province di Siracusa, Ragusa, Caltanissetta ed Enna. Sabato 30 e domenica 1 maggio il tempo resterà prevalentemente soleggiato, salvo qualche sparuto annuvolamento mattutino.

Le condizioni di bel tempo e clima mite per il periodo perdureranno fino ai primi giorni di maggio, regalando così ai siciliani e ai turisti un ponte del 1° Maggio all’insegna del caldo. La fase più calda è attesa tra sabato e domenica, quando il termometro potrà superare agevolmente i 25 gradi in tutte le località. Temperature elevate per il mese di aprile, considerando che la media è sui 19-21°C.

Si tratterà di una breve parentesi di caldo intenso, tipico delle incursioni dell’anticiclone subtropicale, ma non destinata a durare a lungo. Già nel corso della prossima settimana l’alta pressione dovrebbe indebolirsi, favorendo una maggiore instabilità atmosferica con temperature in progressivo calo. Per la Sicilia sembra profilarsi una stagione primaverile piuttosto dinamica, con frequenti sbalzi termici dettati dall’alternanza tra masse d’aria calde nordafricane e correnti più fresche dal Nord Europa.





27 aprile 2023

SIFUS CONFALI SICILIA: GROSSO INCONTRA L'ASSESSORE AL BILANCIO, ON. FALCONE ED OTTIENE GARANZIE PER I 74 MILIONI PER I FORESTALI E L' IMPEGNO PER LA RIATTIVAZIONE DEL TURNOVER AL SUPERAMENTO DELL' ACCORDO STATO REGIONE


Dalla pagina Facebook
Maurizio Grosso Sifus Confali

Palermo 27-04-2023 - In data odierna presso l'Assessorato al Bilancio di via Notarbartolo in Palermo, Maurizio Grosso, in qualità di Segretario Generale del Sifus, ha incontrato l'Assessore  Reg.le al Bilancio, On. Marco Falcone. L'incontro é servito per affrontare i problemi  dei Consorzi di bonifica e del comparto forestale in seguito all'impugnativa dei 74 milioni extraregionali adottata dal Consiglio dei Ministri contro la finanziaria regionale.

Comparto forestale
L'Assessore Falcone ha dichiarato che già ieri, in Commissione Bilancio, ha depositato l'emendamento che prevede il reperimento dei 74 milioni con fondi immediatamente spendibili. L'Assessore ha aggiunto che nemmeno i 74 milioni extraregionali verranno perduti e saranno disponibili da fine ottobre 2023.

Consorzi di bonifica
All'insistenza di Grosso circa la riattivazione del turnover, attraverso soluzioni credibili, l'Assessore ha risposto che ciò è impossibile fino a quando vigerà l'accordo Stato-Regione, ossia fino al prossimo metà giugno. Da quella data e, in seguito al superamento  dell'accordo Stato-Regione, l'Assessore s'impegna a trovare risorse per riattivare il turnover in una successiva variazione di bilancio.
Alla domanda di Grosso circa alla risoluzione del problema legato ai Durc (documento unico di regolarità contributiva) in 9 consorzi su 11, l' Assessore Falcone ha risposto: "Non ne so nulla".
In sintesi, il Sifus giudica l'incontro di oggi sostanzialmente positivo sia perché l'Assessore ha dato ufficiali rassicurazioni circa i 74 milioni mancanti per il comparto Forestale, sia perché si è impegnato, subito dopo il superamento dell'accordo Stato-Regione, a riattivare il turnover. 
Risulta grave, tuttavia, che l'Assessore  non sia stato informato della vicenda dei Durc  che impedisce ai Consorzi di accedere ai bandi finanziati con fondi extraregionali.
La disponibilità dei 74 milioni pro forestali, dopo l'approvazione della variazione di bilancio, consentirà al sifus di rivendicare  nei confronti del dipartimento Sviluppo e Territorio, e quindi, dell'Assessore on. Sammartino, l'avviamento di tutti i forestali, nessuno escluso nel periodo il cui si registrano il massimo degli incendi boschivi, ossia, luglio, agosto e settembre. 
L'addetto stampa sifus confali



PRECARI ILLUSI E “IMPUGNATI”: CON LA BOCCIATURA DELLA FINANZIARIA SALTANO GLI AUMENTI DI STIPENDIO. NIENTE INCREMENTO PER FORESTALI AL CONTRATTO NAZIONALE E NIENTE ARRETRATI CONTRATTUALI


Dal sito qds.it

Chiara Billitteri - 27 Aprile 2023
Niente incrementi per Asu, Pip e Forestali. Ed è ancora incerto il futuro dei lavoratori della Sanità.

L’impugnativa di cui è stata vittima la legge Finanziaria della Sicilia ha bloccato diverse norme che dovevano garantire migliaia di precari della Regione, e il cui futuro, adesso è incerto, almeno finché il Governo regionale non troverà una soluzione.

Nella legge di Bilancio, infatti, erano diversi gli articoli che finanziavano incrementi salariali, proroghe, assegni di sostegno al reddito ma, poiché il Governo regionale aveva pensato di coprire queste spese con somme del Fondo per lo sviluppo e la coesione (Fsc) che non sono state ancora stanziate dallo Stato, da Roma è arrivato lo stop.

Stop agli aumenti per gli Asu
Il primo gruppo di lavoratori precari ad essere “colpiti” da questa impugnativa è il bacino del personale Asu in forza all’assessorato ai Beni culturali: circa 300 persone che lavorano nei parchi e nei musei regionali, per i quali svolgono, ad esempio, mansioni come custodi.
La Finanziaria regionale prevedeva per l’incremento orario settimanale, da 20 a 36 ore, una spesa di 3 milioni di euro all’anno per il triennio 2023-2025.

“Al riguardo – ha scritto nell’impugnativa il ministero dell’Economia – si rileva che la disposizione in esame incrementa sensibilmente l’entità delle risorse per l’erogazione del sussidio spettante ai lavoratori ASU, e pertanto si ritiene necessario acquisire le motivazioni che giustifichino tale incremento, tenuto conto che l’integrazione oraria fino al limite di 36 ore era già prevista nel precedente esercizio finanziario 2022”.

Precari di Comuni e Asp
Stesso discorso per i lavoratori socialmente utili (Lsu) di Comuni e Asp. La Finanziaria prevedeva una spesa annua per lo stesso triennio di 14 milioni di euro all’anno (42 milioni in totale) ma da Roma hanno chiesto chiarimenti: è stata, infatti, rilevata “una notevole riduzione delle risorse stanziate rispetto a quelle destinate per l’anno 2022, si chiede alla Regione di fornire utili chiarimenti in ordine alle relative motivazioni, con particolare riferimento ad avvenute variazioni della platea dei beneficiari dell’integrazione oraria”.

Tutti lavoratori che avrebbero dovuto ricevere, grazie all’incremento orario, circa 600 euro in più ogni mese in busta paga. Una misura che era stata fortemente voluta dalla maggioranza, in particolare dalla Democrazia cristiana, che aveva definito gli Asu “lavoratori in nero legalizzati” e che sta, infatti, lavorando per la stabilizzazione.

L’assegno degli ex Pip
Poi c’è la questione annosa dei PIP. La legge di Bilancio promulgata lo scorso febbraio dall’Ars riconosceva, a partire dall’inizio del 2023, un incremento dell’assegno di sostegno al reddito che viene attualmente erogato al bacino di lavoratori “Pip Emergenza Palermo”, inseriti ormai in un elenco ad esaurimento e che, di recente, avevano ricevuto la notizia di un’imminente assunzione all’interno delle partecipate regionali. L’assunzione non è ancora arrivata, nel frattempo era stato previsto un contributo per aumentare l’importo dell’assegno di sostegno, definito entro il limite massimo di quasi 5 milioni di euro per circa duemila e cinquecento lavoratori. Anche questi, però, non adeguatamente “giustificati” dalla Regione.

Ad essere saltata, poi, c’è anche la norma che prevedeva l’adeguamento ISTAT dell’indennità prevista per i lavoratori utilizzati nei cantieri di servizio: circa 1 milione di euro in totale.

Precari illusi e “impugnati”: con la bocciatura della Finanziaria saltano gli aumenti di stipendio
Niente incrementi per Asu, Pip e Forestali. Ed è ancora incerto il futuro dei lavoratori della Sanità.

Le indennità dei Forestali
Ma con la Finanziaria era stato approvato anche un articolo che riguardava la platea dei precari stagionali dell’Azienda foreste demaniali, i cosiddetti “forestali”, lavoratori che oggi sono in carico al Dipartimento regionale dello sviluppo rurale e territoriale dell’Assessorato all’agricoltura e al Comando del Corpo forestale della Regione siciliana. Un aumento alla loro indennità era stato previsto come “recepimento del contratto collettivo nazionale di lavoro riguardante gli addetti ai lavori di sistemazione idraulico-forestale e idraulico-agraria”, la norma prevedeva una spesa di circa 22,5 milioni di euro in più che corrispondono da un lato all’adeguamento al contratto nazionale e dall’altro agli “arretrati contrattuali spettanti per gli anni 2021 e 2022”. Visto che i Forestali sono circa 17mila, doveva trattarsi di un aumento compreso tra i 50 e i 100 euro lordi al mese in ogni busta paga. Anche questo, impugnato dal Governo nazionale.

Il futuro incerto dei “precari Covid”

Tutto questo mentre, ancora, è incerto anche il futuro di quei lavoratori che sono stati soprannominati “precari covid”, perché chiamati a lavorare durante l’emergenza pandemica.

Qualche settimana fa l’assessorato alla Salute aveva siglato solo con una manciata di sigle sindacali un protocollo di intesa per l’assunzione che però lasciava fuori un grosso numero di lavoratori, tutti tecnici informatici in servizio nelle Asp, negli ospedali e negli Hub vaccinali in epoca emergenza Covid. Per questo la maggior parte dei sindacati presenti all’incontro con l’assessore non avevano firmato il documento, e un paio di giorni fa i lavoratori hanno proclamato di nuovo lo stato di agitazione per protestare contro le “disparità di trattamento verso i precari nelle aziende sanitarie siciliane. L’assessorato – ha denunciato la Fials Sicilia – non ha emanato alcuna direttiva e i commissari si muovono in ordine sparsi, rifiutandosi in certi casi di rinnovare i contratti anche su posti vacanti in organico”.

Fonte: qds.it



ANCHE LE INFRAZIONI DELLA COMMISSIONE EUROPEA DEVONO ESSERE RISPETTATE. IL GOVERNO SCHIFANI DEVE DECIDERE ENTRO IL 19 GIUGNO 2023. I SINDACATI POTREBBERO SIN DA SUBITO INCALZARE IL GOVERNO A DECIDERE



di Michele Mogavero
Da ora in avanti bisogna lavorare su questa decisione. Non può essere di sicuro il Blog a trovare le soluzioni adatte. I sindacati possono sempre andare a bussare a Roma tramite o con le segreterie nazionali. E se vogliono aiuto dai lavoratori, questi sono pronti a recarsi nella capitale, ma anche a Palermo.

Mettiamo le mani avanti. L'eventuale ipotesi sulla mancanza di risorse per i lavoratori forestali, non può stare nè in cielo nè in terra.
Bisogna lavorare tosto sin da subito perchè ci sono solo due mesi di tempo per approvare la riforma. Gli operai aspettano provvedimenti dignitosi per come deliberato da Bruxelles.

La Commissione, quando reputi che uno Stato membro abbia mancato a uno degli obblighi a lui incombenti in virtù dei trattati, emette un parere motivato al riguardo, dopo aver posto lo Stato in condizioni di presentare le sue osservazioni.
Qualora lo Stato in causa non si conformi a tale parere nel termine fissato dalla Commissione, questa può adire la Corte di giustizia dell'Unione europea.

La Commissione Europea ha il compito di controllare che le leggi dell'UE siano applicate correttamente e nei tempi previsti.

Per i lavoratori forestali della regione siciliana, bisogna rispondere entro e non oltre il 19 giugno 2023. Le chiacchiere sono finite!

Il Dott. Fulvio Bellomo, Dirigente Generale del Dipartimento Sviluppo Rurale e Territoriale, parlando a nome del Governo, ha assicurato che rispetterà la procedura d'infrazione e tutti i diritti acclarati dei lavoratori forestaliIl presidente Schifani, in campagna elettorale aveva già trovato la soluzione per superare questa procedura di infrazione. Ha dichiarato che è necessario intervenire con una norma che permetta di dare stabilità ai lavoratori forestali. Non abbiamo nessun motivo di non credere a queste dichiarazioni!

La coerenza e le parole sono sempre stati il cavallo di battaglia del Blog. Sono importanti e soprattutto valgono.



15 Marzo 2023
1° Congresso Nazionale del Sifus Confali
Il Dirigente Generale del Dipartimento
Regionale dello Sviluppo Rurale e Territoriale, Dott. Fulvio Bellomo
Video estrapolato dalla pagina Facebook
Telejato Servizi



Leggi anche:








ANTINCENDIO, DALLA REGIONE IMPEGNATI 17 MILIONI DI EURO PER I VIALI PARAFUOCO. SONO OLTRE 30MILA I ROGHI IN 42 ANNI


Dal sito meridionews.it

27/04/2023 di Dario De Luca
Quasi 30mila incendi censiti in 42 anni con un consistente incremento dal 2005. Luglio e agosto sono i mesi più critici, in particolare quando si registrano temperature oltre la media stagionale, con picchi compresi tra 35 e 40 gradi, e venti forti. Dal 2010 al 2020 c’è anche un dato da tenere in considerazione: sono aumentati i roghi nelle superfici dell’Isola in cui sono presenti dei boschi. In questo quadro da bollino rosso, che mette in primo piano i rischi per il patrimonio ambientale della Sicilia, a ridosso del primo caldo si torna a parlare di prevenzione e antincendio. Senza dimenticare polemiche, carenze e dubbi emersi negli anni scorsi: dall’ampliamento della flotta elicotteristica con l’affidamento ai privati all’utilizzo in via sperimentale di 90 droni per monitorare il territorio. Da qui a breve, in tutti i distretti forestali – 44 in tutta l’Isola suddivisi per province – dovrebbero partire i lavori per la manutenzione dei viali parafuoco. Il condizionale è d’obbligo anche considerando quanto accaduto negli anni passati con cittadini, associazioni e sindacati del settore che hanno denunciato – anche con esposti in procura – i ritardi nella prevenzione.

A fronte di una situazione sempre più complessa, il Dipartimento regionale Sviluppo rurale e territorio ieri e il 18 aprile ha pubblicato una serie di decreti con i quali vengono impegnati oltre 17 milioni di euro da distribuire all’interno dei vari distretti. Nell’area della Timpa di Acireale e dell’Oasi del Simeto, gestiti dal distretto forestale 6, sono stati impegnati 440mila euro. Di cui 147mila euro per la manutenzione dei viali parafuoco e 239mila euro per «il decespugliamento delle aree verdi a rischio», si legge nel documento. Il resto dei soldi verrà impiegato per l’acquisto dei dispositivi di protezione individuale – poco più di ottomila euro – e 12mila euro per le «spese generali per la conduzione dei lavori».

Ammonta a 585mila euro la somma per il distretto forestale 5 in cui ricadono i territori dei Comuni di Caltagirone, San Michele di Ganzaria e Mirabella Imbaccari. Anche in questo caso, il grosso della cifra – 535mila euro – verrà impegnato per la manutenzione dei viali parafuoco. Con due delibere vengono invece impegnati 700mila euro e  660mila euro per i distretti forestali 4 e 5 nei Comuni di Ramacca, Vizzini, Militello in Val di Catania, Licodia Eubea, Raddusa, Mineo. In questo caso, nei documenti vengono inserite più voci. Oltre alla manutenzione dei viali parafuoco, sono previsti «interventi di prevenzione passiva», il «ripristino della pista forestale» e 41mila euro per «la predisposizione di interventi di prevenzione incendi».

Per i distretti forestali 2 e 3 in cui ricade il territorio del Comune di Randazzo vengono impegnati 990mila euro la cui fetta più grossa – pari a 600mila euro – è destinata ai lavori lungo i viali parafuoco. Tra le spese da sostenere anche quelle per l’acquisto di motoseghe e decespugliatori per una cifra totale di 1340 euro. Sono 865mila euro e 690mila euro le cifre che vengono impegnate, con due delibere, anche per i distretti 1 e 3, nei territori di Longi, Bronte, Adrano, Ragalna, Belpasso, Nicolosi e Paternò. Oltre ai viali parafuoco, i soldi sono destinati alla realizzazione di alcune staccionate in legno per un importo complessivo di 75mila euro – e per l’acquisto di materiale vario tipo tra cui motoseghe, una motocarriola agricola e dei potatori telescopici. Per il servizio territoriale di Messina – in cui ricadono le aree boschive dei monti Nebrodi e dei Pelortiani – vengono impegnati, tramite più decreti del responsabile del servizio, quasi 5 milioni di euro suddivisi in voci generiche tra le quali «manodopera» e «materiali». Per il distretto forestale Jonico, che ricade sempre nel servizio territoriale peloritano, vengono impegnati 660mila euro mentre sono 557mila gli euro che sulla carta dovrebbero andare al distretto forestale tirrenico. Alcuni giorni fa, il 18 aprile, il dipartimento aveva pubblicato altri nove decreti per un impegno di spesa complessivo di 6 milioni e 200mila euro per le aree della Sicilia occidentale e centrale.