LA PROVINCIA BRUCIA. RIPRENDONO I ROGHI NEL PALERMITANO, LA FORESTALE SCHIERA I DRONI CONTRO GLI INCENDIARI


Dal sito palermo.gds.it

30 Agosto 2022
Gran caldo e incendi in provincia di Palermo. Squadre dei vigili del fuoco sono state impegnate per spegnere le fiamme nella zona di Collesano sulle Madonie, a Misilmeri e Marineo. Le squadre antincendio sono intervenute a protezione delle abitazioni e delle aziende.

Nel pomeriggio un rogo è divampato lungo la statale Palermo-Agrigento nella zona di Ciminna. Da alcuni giorni per contrastare gli incendiari le squadre della forestale utilizzano dei droni per controllare il territorio dall’altro. Uno strumento in più anche per contrastare gli abusi edilizi nel territorio e la formazione di discariche abusive.

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Incendi: dieci elicotteri e novanta droni per la prevenzione in Sicilia







DON CHISCIOTTE IN SICILIA (29-08-21)


di Antonino Lomonaco
LTI di Linguaglossa

Don Chisciotte in Sicilia (29-08-21)

A volte si diventa "cornuti" perché non ci si accorge delle qualità del coniuge che si ha accanto e, invece, si celebrano le virtù e le delizie di altri, ritenuti sempre migliori: si è ciechi di fronte alla bellezza! Per cui, così, niente potrà mai diventare "bellissima" se prima, questa, neanche viene vista davvero.
Il nostro Musumeci regionale, in visita alla provincia autonoma di Trento, è stato abbagliato dalla "bellezza" dell'antincendio boschivo di tale provincia... e, come novello Saulo, cade dal ronzino rischiando di rompersi l'osso del collo.
In effetti il paragone migliore sarebbe, più che con Saulo, con don Chisciotte che scambia mulini a vento con giganti, fischi con fiaschi e lucciole per lanterne.
Perché, senza nulla togliere ai meriti dell'antincendio trentino, dovremmo capire quali caratteristiche possono essere avvicinate alle peculiarità del clima, della vegetazione, delle condizioni del territorio, ed altro ancora, della nostra "regione siciliana", così  come dice Musumeci, tanto da poterle confrontare, con le nostre e prenderle come esempio da seguire nell'attività dell'antincendio boschivo.
In Trentino gli incendi si verificano in autunno e primavera, cioè a dire, quando l'erba secca per le gelate, non quando le temperature ambientali superano i quaranta gradi! E, caro presidente, non è la stessa cosa spegnere un incendio con differenze ambientali di tale portata!
Inoltre, da noi predomina una conformazione vegetativa chiamata "macchia mediterranea", la quale si compone di erbacee che seccano in estate per la calura (non per le gelate!) e la carenza di precipitazioni, di arbusti oleosi, di alberi bassi e fitti. Componenti che, insieme, favoriscono particolarmente l'innesco e lo sviluppo degli incendi boschivi.
Conformazioni e caratteristiche molto lontane dai boschi alpini, per cui, ancora, quali esempi potremmo prendere dall'esperienza dell'antincendio trentino?...
Inoltre, con quale incidenza numerica di incendi si confrontano in Trentino, da trent'anni a questa parte, senza che mai qualcuno di questi incendi sia degenerato in un "fuori controllo" e in danni incommensurabili a cose, ambienti e persone, così come succede in tanti altri posti del pianeta, ma mai in Sicilia?!
Eppure... Eppure... C'è da dire che forse siamo noi operatori dell'antincendio siciliano ad esser stati troppo frettolosi nell'interpretare le esternazioni del buon don Chisciotte nostrano e del suo seguito di Sancho Panza: il senso era un altro!
Il senso delle parole del buon Musumeci forse era indirizzato all'apparato regionale Trentino, il quale probabilmente fornisce con puntualità i mezzi, i dispositivi di sicurezza e l'attrezzatura alle sue squadre di addetti allo spegnimento! Il riferimento era forse agli automezzi non obsoleti che utilizzano, a differenza dei nostri  utilizzati con scarsissima manutenzione da oltre trent'anni! Il riferimento è forse al numero di addetti in confronto al fenomeno da affrontare: il nostro sempre più esiguo e di età sempre più avanzata (essendo escluso il turnover), con il rischio che questi due fattori portino all' estinzione di una esperienza che in Sicilia, pur con tutte le possibili migliorie da apportare, può esser presentata solo come un vanto, così come poche altre.
Ecco! Mi sarebbe piaciuto avere dal nostro presidente della Regione tali considerazioni prima che si  lanciasse in un elogio entusiasta dell'altrui beltà, come fosse fanciulla in fiore.
Tuttavia bisogna capirle certe cose... certi politici (e non solo gli attuali): certi "geni" talmente fuori dal comune, dalla regione, dalla vita reale della gente, da essere quasi alieni, come personaggi della migliore letteratura mondiale, che non vivono il loro tempo ma "altro", in altro modo, e vi si schiantano contro, rompendosi le corn..., così come capita a quei conuigi ciechi ma desiderosi dell'altrui beltà, che svalutano chi gli sta accanto, senza riconoscerne i meriti.
Peccato! È così che si rovina la "bellezza"!
Antonino Lomonaco





PONTE SULLO STRETTO E TERMOVALORIZZATORI: ECCO LE PRIORITÀ DELL'AGENDA SCHIFANI. “LA SFIDA CHE NOI LANCIAMO È UNA SOLA: LA DIGNITÀ È IL LAVORO, NON ESSERE ASSISTITI. IL BLOG: VALE ANCHE PER I LAVORATORI FORESTALI O QUEST'ULTIMI LI VOLETE PRIVATIZZARE?


Dal sito palermo.repubblica.it

Il candidato governatore promette un'accelerazione in caso di elezione

30 AGOSTO 2022 - di Miriam Di Peri
Dal Ponte sullo Stretto all’emergenza rifiuti, fino al sì ai termovalorizzatori, su cui Renato Schifani promette – in caso di elezione – un’accelerazione. Nella prima uscita pubblica a Palermo da candidato alla presidenza della Regione, l’ex presidente del Senato torna a indicare nella continuità col governo Musumeci la linea politica da cui ripartire. “Il centrodestra – dice a margine della conferenza stampa di presentazione delle liste di Noi “Moderati” – è compatto, mi ha chiesto di candidarmi a questa autorevole carica, ho accettato e sono convinto che l'unità della coalizione, che registro quotidianamente, sia una forza e una garanzia. Le difficoltà sono tante - ha aggiunto -, ma eredito una gestione virtuosa da parte del governo Musumeci. Occorrerà seguire quel percorso non dimenticando come l'esecutivo abbia dovuto affrontare tante emergenze come, ad esempio, la pandemia".

Tra le priorità individuate da Schifani ci sono "l'alta velocità, le liste d'attesa nella sanità, la disoccupazione, il caro bollette, l'attrattiva di fondi finanziari per poter investire e la semplificazione burocratica". Ma soprattutto l’emergenza rifiuti, da risolvere attraverso i termovalorizzatori, “che trasformano i rifiuti in energia. Ormai la tecnologia è avanzata e in grado di garantire tutte le città dal pericolo di inquinamento". Schifani annuncia anche che in caso di elezione chiederà al governo nazionale per la Sicilia "l'approvazione della norma voluta per Roma, la norma Gualtieri, che consenta ai due sindaci delle città metropolitane di Palermo e Catania di avere poteri commissariali per sveltire le procedure".
"Non possiamo stare a guardare, non possiamo stare fermi - ha aggiunto -. Capisco che ci saranno delle resistenze e le affronteremo, ma ormai la tecnologia è avanzatissima su questi argomenti. Non dico che dobbiamo tornare al nucleare, ma occorre guardare alla risoluzione dei problemi dell'ambiente con coraggio".

Sulla stessa linea anche il capo politico di Noi con l’Italia, Maurizio Lupi, che a margine della presentazione delle liste per il Parlamento e per l’Assemblea regionale dice “basta alla politica dei no” a proposito di rigassificatori e termovalorizzatori, ma entra anche nel merito del dibattito sul reddito di cittadinanza. “La sfida che noi lanciamo – dice – è una sola: la dignità è il lavoro, non essere assistiti. La dignità è avere un salario dignitoso e per un giovane avere l'opportunità, come è stata data a me, di avere un ascensore sociale. Noi spendiamo 8 miliardi di euro l'anno per il reddito di cittadinanza. C'è una quota di cittadini che non possono lavorare ed è giusto che vengano sostenute, tanto è vero che nella nostra proposta di 'Noi Moderati' 3 miliardi di euro devono essere destinati a queste persone, ma 5 miliardi di euro, devono essere dati alle imprese per potere dare lavoro e assumere quelle persone che oggi non hanno lavoro e che sono nelle liste".

A fare gli onori di casa è Saverio Romano, che apre la campagna elettorale e lancia le liste nazionale e regionale: “vogliamo offrire un contributo di competenza e progettualità, da forza di centro quale siamo. Raccogliamo questa sfida con grande senso di responsabilità e apriamo questa doppia campagna elettorale con l’ottimismo di chi, come noi, crede nel primato della politica e della democrazia”.






SICILIA, ELEZIONI ARS IL 25 SETTEMBRE. IL PRESIDENTE ELETTO POTREBBE NON AVERE LA MAGGIORANZA IN AULA

 
Dal sito www.ilgazzettinodisicilia.it

30 Agosto 2022
Regionali. L’attuale legge elettorale, pur prevedendo un “premio di maggioranza” nell’assegnazione dei seggi, in aggiunta a quelli conquistati dalle liste collegate al futuro governatore nei collegi provinciali, non assicurano al presidente eletto di disporre effettivamente di una maggioranza in Aula.

È possibile il voto disgiunto: l’elettore può votare una lista regionale ed una lista provinciale non collegate fra loro.

Il 25 settembre i cittadini siciliani eleggeranno contestualmente il presidente della Regione Siciliana e l’Assemblea Regionale Siciliana.
Ciascun candidato presidente è capolista di un listino regionale di sette candidati deputati, collegato ad almeno cinque liste provinciali. Chi otterrà più voti sarà proclamato presidente.
L’Ars è composta da 70 deputati. Di questi, due sono il presidente eletto e il più votato candidato alla presidenza non eletto; sessantadue deputati saranno eletti nei collegi provinciali. Gli altri sei seggi all’Ars saranno attribuiti come premio di maggioranza al listino del presidente eletto, fino alla concorrenza di un massimo di 42 seggi al complesso delle liste a lui collegate; i seggi eccedenti i 42, saranno ripartiti fra gli altri gruppi di liste. Questo meccanismo, com’è successo nelle precedenti elezioni regionali, non garantisce che la coalizione di liste collegate al presidente eletto abbia la maggioranza dei deputati all’Ars.

La votazione per l’elezione del Presidente della Regione e dell’Assemblea regionale avviene su un’unica scheda. Sessantadue seggi sono attribuiti in ragione proporzionale sulla base di liste di candidati concorrenti nei collegi elettorali provinciali. Non sono ammesse all’assegnazione dei seggi le liste provinciali il cui gruppo, sommando i voti validi conseguiti nei collegi elettorali provinciali, abbia ottenuto nell’intera Regione una cifra elettorale “di sbarramento” inferiore al 5 per cento del totale regionale dei voti validi espressi.
Ogni candidato alla carica di Presidente della Regione è capolista di una lista regionale. Ciascuna lista regionale deve comprendere un numero di candidati pari a sette, incluso il capolista. Tutti i candidati di ogni lista regionale, dopo il capolista, devono essere inseriti nell’ordine di lista secondo un criterio di alternanza fra uomini e donne. I candidati delle liste regionali, ad eccezione del capolista, devono essere contestualmente candidati in una delle liste provinciali collegate. Viene proclamato eletto alle cariche di Presidente della Regione e di deputato regionale il capolista della lista regionale che consegue il maggior numero di voti validi in ambito regionale. Viene altresì proclamato eletto deputato regionale il capolista della lista regionale che ottiene una cifra di voti validi immediatamente inferiore a quella conseguita dalla lista regionale risultata più votata.
Sono proclamati eletti deputati tanti candidati della lista regionale (cd listino) risultata più votata secondo l’ordine di presentazione nella lista, fino a quando il numero di seggi così attribuiti, sommato al numero dei seggi conseguiti nei collegi dalle liste provinciali collegate, raggiunga il totale di quarantadue, oltre al Presidente della Regione eletto. I seggi eventualmente rimanenti sono ripartiti, in proporzione alle rispettive cifre elettorali regionali, fra tutti i gruppi di liste non collegati alla lista regionale che ha conseguito il maggior numero di voti.

I 62 seggi sono attribuiti ai collegi provinciali in proporzione alla popolazione.
Il numero di deputati da assegnare ad ogni collegio elettorale provinciale viene calcolato dividendo per sessantadue la cifra della popolazione legale residente nella Regione, secondo i dati ufficiali dell’ultimo censimento generale della popolazione.
Ad ogni collegio sono assegnati tanti deputati quante volte il quoziente (popolazione regionale diviso 62) è contenuto nella cifra della popolazione legale residente nella relativa provincia. Gli eventuali seggi che rimangono ancora da attribuire sono assegnati ai collegi per i quali queste ultime divisioni hanno dato maggiori resti e, in caso di parità di resti, ai collegi relativi alle province con maggiore cifra di popolazione legale residente.

Elezione dei 62 deputati nei collegi provinciali in ragione proporzionale.
L’ufficio centrale circoscrizionale determina la graduatoria dei candidati di ciascuna lista ammessa all’assegnazione di seggi nel collegio provinciale, secondo l’ordine decrescente delle rispettive cifre individuali. La cifra individuale è data dalla somma dei voti validi di preferenza riportati da ogni candidato nelle singole sezioni del collegio. A parità di cifre individuali, prevale l’ordine di presentazione nella lista.

Sono sette i candidati alla Presidenza della Siciliana: Gaetano Armao, Caterina Chinnici, Cateno De Luca, Nuccio Di Paola, Renato Schifani, Eliana Esposito, Fabio Maggiore.

Sono stati depositate le liste regionali (listini) dei sette candidati alla Presidenza e le liste dei candidati all’Ars nelle nove province dell’Isola.

Listini dei candidati alla presidenza

Gaetano Armao, Giulia Licitra, Fabrizio Di Paola, Giuseppina Valenti, Calogero Cittadino, Maria Grazia Cutrera e Giovanni Bavetta.

Caterina Chinnici, Cleo Li Calzi, Antonio “Peppe” Calabrese, Cettina Martorana, Cesare Mattaliano, Roberta Bellia e Nicola Grassi.

Cateno De Luca, Giulia Polizzi, Danilo Lo Giudice, Francesca Draià, Ismaele La Vardera, Marzia Maniscalco, Mirko Stefio.

Nuccio Di Paola, Stefania Campo, Antonio De Luca, Jose Marano, Giovanni Di Caro, Roberta Schillaci, Giorgio Pasqua.

Renato Schifani, Elvira Amata, Riccardo Gallo Afflitto, Marianna Caronia, Giuseppe Lombardo, Federica Marchetta, Gaetano Galvagno.

Eliana Silvia Saturnia Esposito, Ciro Lomonte, Anna Manzo, Fonso Genchi, Angela Romano, Marco Lo Dico, Carmela Cappello

Fabio Maggiore, Gery Bavetta, Davide Amato, Marco Baiamonte, Silvia Bentivegna, Maria Franca Garro.





CAMBI DI CASACCA: I RECORD DI SALA D’ERCOLE


Dal sito livesicilia.it

La storia recente dei gruppi parlamentari all’Ars è stata scandita da numerosi “traslochi” da parte dei deputati

di Roberta Fuschi
PALERMO – Chi di cambi di casacca ferisce, di cambi di casacca perisce. La storia recente dei gruppi parlamentari all’Ars è stata scandita da numerosi “traslochi” da parte dei deputati siciliani eletti sotto l’egida del partito x e approdati strada facendo al partito y. Sono poche le bandiere nel mondo del calcio che vestono sempre la stessa maglia figuriamoci altrove. Al netto delle scissioni legate a tsunami di carattere nazionale e della sacrosanta assenza del vincolo di mandato, la pratica del cambio di casacca è operazione che lascia spesso perplessi quantomeno gli elettori. Una carrellata dei cambi di maglia avvenuti nel corso della legislatura che ci lasciamo alle spalle rende l’idea di quanto la pratica sia diffusa in terra sicula. I numeri parlano da soli. Il mosaico dei gruppi parlamentari ha perso ed acquisito tasselli cambiando il volto della geografia di sala d’Ercole varie volte. Due le diaspore più consistenti, vere e proprie migrazioni di massa. La prima è quella legata alla scissione di Matteo Renzi che dà una mazzata al gruppo dem con l’addio di ben tre deputati: Luca Sammartino e Giovanni Cafeo (entrambi qualche tempo dopo aderiranno alla Lega di Matteo Salvini insieme a Carmelo Pullara eletto nelle liste degli autonomisti) e Giovanni Laccoto (che indosserà invece la maglia leghista alle prossime elezioni regionali dopo avere trascorso il reso della legislatura nel gruppo renziano con i sicilfuturisti Nicola D’Agostino ed Edy Tamaio adesso in corsa con i berluscones). I dem passano così da 11 a 7 deputati, ai Renzi’s boys infatti va aggiunta Luisa Lantirei che saluta il Pd per approdare ai lidi di Ora Sicilia e concludere la legislatura nel gruppo di Forza Italia. La seconda cesura è lo strappo degli ex grillini (Angela Foti, Elena Pagana, Matteo Mangiacavallo, Sergio Tancredi) che danno vita ad Attiva Sicilia, gruppo che a fine legislatura si federa con Diventerà Bellissima e che alle prossime elezioni regionali correrà sotto la bandiera di Giorgia Meloni. Del manipolo originario faceva parte anche la deputata Valentina Palmieri poi approdata al misto. Alcuni gruppi nel frattempo si sono addirittura passati a miglior vita. E’ il caso di Ora Sicilia con conseguente diaspora dei suoi componenti: Luigi Genovese (eletto in Forza Italia) approdato nel misto, Daniela Ternullo (eletta tra le fila di popolari e autonomisti) transitata nel gruppo azzurro e Toto Lentini (eletto tra i berluscones che dopo un breve soggiorno in Fratelli d’Italia chiude la legislatura sotto l’egida degli autonomisti e che il 25 settembre tenterà di tornare all’Ars candidandosi in Forza Italia). Tribolate le storie di Forza Italia e Udc che nel corso della legislatura hanno visto andare via e approdare numerosi parlamentari. Lo scudo crociato ha perso Danilo Lo Giudice, il delfino di Cateno De Luca al quale è subentrato, eletto nelle fila dell’Udc poi transitato al misto, Vincenzo Figuccia salito sul Carroccio di Matteo Salvini e Margherita La Rocca Ruvolo transitata in Forza Italia. Gli azzurri hanno visto più volte aprirsi e chiudersi le porte del proprio gruppo, facendo proseliti (il caso di Elio Caputo arrivato a sala d’Ercole in quota FdI-Lega) ma anche perdendo pezzi ( Rosanna Cannata transitata a FdI, Orazio Ragusa passato alla Lega e Marianna Caronia eletta tra le fila forziste, poi approdata al Misto che dopo una  breve parentesi nella Lega torna al misto  per poi tornare in Forza Italia e infine  salire nuovamente Carroccio.  Che cosa ci aspetterà al prossimo giro lo scopriremo solo vivendo ma se il buongiorno si vede dal mattino (i salti della quaglia pre elettorali) il futuro non promette benissimo.
31 Agosto 2022






DE LUCA: “SONDAGGI FALSATI, ENNESIMO TENTATIVO DI DISINFORMAZIONE”


Dal sito livesicilia.it

la nota del leader di Sicilia vera

PALERMO – “Nella giornata di ieri è stato diffuso l’esito di un sondaggio politico che riporterebbe la risposta sulla espressione di voto per l’elezione del presidente della Regione Siciliana del 25 settembre 2022. In verità quello pubblicato non è un sondaggio reso e diffuso secondo la disciplina vigente, ma si tratta della divulgazione di un dato privo di qualsiasi riscontro ed attendibilità, diffuso con il solo scopo di condizionare l’elettorato attivo”. Ad affermarlo è il leader di “Sud chiama Nord” e candidato alla presidenza della Regione Siciliana Cateno De Luca.

“La legge 28/2000 prevede, art. 8 comma 3 – spiegano dall’ufficio legale del movimento – che i risultati dei sondaggi realizzati prima dei 15 giorni antecedenti la data delle votazioni possano essere diffusi soltanto se accompagnati dalle seguenti indicazioni: soggetto che ha realizzato il sondaggio; committente e acquirente; criteri seguiti per la formazione del campione; metodo di raccolta delle informazioni e di elaborazione dei dati; numero delle persone interpellate e universo di riferimento; domande rivolte; percentuale delle persone che hanno risposto a ciascuna domanda; data in cui è stato realizzato il sondaggio. Indicazioni delle quali è responsabile il soggetto che ha realizzato il sondaggio, e se contestualmente resi disponibili, nella loro integralità e con le medesime indicazioni, su apposito sito informatico, istituito e tenuto a cura del Dipartimento per l’informazione e l’editoria presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. In primo luogo – proseguono-, questo sondaggio non risulta essere stato pubblicato sul sito www.sondaggipoliticoelettorali.it“.

Consultando il sito in oggetto, infatti, risultano pubblicate solo due schede da parte della Tecnè srl che fanno riferimento entrambe alle elezioni nazionali, nelle quali viene indicato che il campione intervistato è riferito all’intero territorio nazionale e che il sondaggio è stato eseguito nelle date 23-24 agosto 2022. Confrontando queste schede con quella diffusa dal TG5, la cui scheda grafica si allega, risulta evidente che i dati diffusi non derivano certamente da quelli delle schede pubblicate, attese l’evidente difformità tra estensione territoriale, finalità del sondaggio (“verso le elezioni politiche”) e data di esecuzione dello stesso (nel sito viene detto 23-24 agosto, nella scheda del TG5 è scritto 26-29 agosto).

“L’omessa pubblicazione costituisce, oltre che una violazione alla su richiamata disciplina, una grave violazione anche dei doveri deontologici di informazione poiché impedisce agli elettori di accedere alle informazioni complete sulle modalità di esperimento del sondaggio, non consentendo di conoscere quale domanda sia stata esattamente posta al campione rappresentativo”, dicono dallo staff di De Luca.

“Altresì non risulta nota la composizione del campione rappresentativo, atteso che nella diffusione del dato (come da scheda grafica trasmessa sul TG5) viene riportato esclusivamente che si tratta di popolazione maggiorenne, laddove invece la Legge richiede che venga reso noto ‘l’universo di riferimento’ (es. studenti universitari, lavoratori autonomi, casalinghe, operai, etc. etc.) e che vengano anche resi noti i criteri per la formazione del campione (es. equamente rappresentato, o in percentuale). L’indicazione, in calce alla scheda grafica, “con metodo cati – cami – cawi” non soddisfa il superiore requisito anche in considerazione del fatto che il sondaggio non è stato pubblicato sul sito curato dalla Autorità preposta alla corretta informazione e vigilanza, cioè la Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria” concludono i legali.

“C’è più di un aspetto che non torna in questa storia – aggiunge il presidente del Movimento Ismaele La Vardera -. Il soggetto committente del sondaggio, – evidenzia – ad esempio sarebbe la RTI ed il sondaggio risulta essere stato realizzato dalla Tecnè Srl, considerato che Schifani è di Forza Italia e che RTI appartiene al gruppo Berlusconi, il cui capostipite è il leader politico di Forza Italia risulta evidente che un simile sondaggio, anche in considerazione delle palesi violazioni di legge sulla disciplina che regola in sondaggi, costituisce una palese violazione alle norme sulla par condicio elettorale ed una tentativo di esercitare una illegittima interferenza sulla formazione del libero convincimento degli elettori».

“È chiaro – afferma il candidato alla presidenza della Regione Siciliana Cateno De Luca -, che non resteremo in silenzio ad assistere ai tentativi di condizionare l’opinione pubblica portando avanti una campagna di ne nei nostri confronti. Stiamo segnalando alle autorità competenti le gravi violazioni”.
30 Agosto 2022




Leggi anche:






30 agosto 2022

TOTÒ CORDARO VA CON FRATELLI D'ITALIA: «CONDIVIDO I VALORI, L'UDC CONTENITORE VUOTO». L'ASSESSORE REGIONALE ALL'AMBIENTE AVEVA LASCIATO I CENTRISTI SCEGLIENDO DI NON RICANDIDARSI ALLE ELEZIONI DEL 25 SETTEMBRE


Dal sito www.lasicilia.it

30 Agosto 2022
L'assessore regionale all'Ambiente aveva lasciato i centristi scegliendo di non ricandidarsi alle elezioni del 25 settembre

Il parlamentare regionale e assessore regionale al territorio e ambiente, Toto Cordaro, ha aderito a Fratelli d’Italia. L’esponente politico, si legge in una nota, ha incontrato ieri a Messina la leader di FdI Giorgia Meloni, insieme ai coordinatori regionali del partito Giampiero Cannella e Salvo Pogliese.

Con Cordaro, prosegue la nota, entra in Fratelli d’Italia una consistente comunità' di amministratori locali, militanti e amici. «La condivisione di valori fondanti come Patria e Famiglia e la storia personale e politica di Toto Cordaro trovano, così, una naturale collocazione nel partito della leader dei conservatori italiani ed europei», sottolinea la nota. A dare il benvenuto a Cordaro sono i coordinatori regionali di Fratelli d’Italia in Sicilia, Giampiero Cannella e Salvo Pogliese.

Cordaro era entrato in polemica con l'Udc dopo la sua mancata ricandidatura: «Ci sono dei momenti nella vita - aveva detto - in cui un uomo deve preservare il patrimonio di credibilità guadagnato con il proprio duro lavoro e la propria coerenza. In questi 15 anni ho messo me stesso al servizio della Regione Siciliana con impegno e rettitudine, senza perdere mai di vista la strada maestra dell’agire nella legalità e per il bene comune. Sono sempre stato un uomo di centro. Ed è per questo che avevo scelto di tornare nell’UDC. Un ritorno a casa. Ma l’UDC si è rivelato un contenitore vuoto sia di uomini, che di principi. Per questa ragione, non mi ricandiderò alle Elezioni Regionali del 25 Settembre».

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INIZIANO I SONDAGGI IMMAGINARI: RENATO SCHIFANI AL 42% (BOOM!), CATERINA CHINNICI AL 44% (BOOM!) E CATENO DE LUCA SEMPRE SCONFITTO…


Dal sito www.inuovivespri.it

30 Agosto 2022
  • Questi sondaggi, più che ‘sondare’ la volontà degli elettori siciliani, sembrano orientati a invitare gli elettori a votare questo e quello
  • Le contraddizioni 
  • I sondaggi ignorano i tantissimi cittadini siciliani che voteranno Cateno De Luca per rompere l’attuale sistema che tiene prigioniera la Sicilia
Questi sondaggi, più che ‘sondare’ la volontà degli elettori siciliani, sembrano orientati a invitare gli elettori a votare questo e quello
E’ iniziata la sarabanda dei sondaggi sui risultati – più immaginari che reali – delle elezioni regionali siciliane. Sulla propria pagina Facebook il nostro amico Tony Siino pubblica un sondaggio sui possibili risultati elettorali. Per la cronaca – come correttamente ha scritto su Facebook – Tony Siino lavora per Renato Schifani, il candidato del centrodestra siciliano (o quasi) alla presidenza della Regione siciliana. In un lancio dell’ANSA si legge infatti che “Nello staff (di Renato Schifani ndr) figura anche Tony Siino, 46 anni, che si occuperà della campagna elettorale sui social, anche lui con una vasta esperienza in questo settore”. Bene. Nel sondaggio riportato da Siino, in testa sarebbe Renato Schifani con una ‘forbice’ del 38-42%; al secondo posto sarebbe Caterina Chinnici, candidata del centrosinistra, con una ‘forbice’ del 27-31%; al terzo posto – bontà del sondaggista – ci sarebbe Cateno De Luca, definito “indipendente”, con una ‘forbice’ del 12-16%; al quarto posto il grillino Nuccio Di Paola con una ‘forbice’ dell’8-12%; al quinto posto Gaetano Armao, candidato di un ipotetico Terzo polo, con una ‘forbice’ del 3-5%; seguirebbero “altri candidati” con una ‘forbice’ del 2-4%. Circola anche un secondo sondaggio – sembrerebbe riconducibile al centrosinistra – nel quale in testa sarebbe Caterina Chinnici con il 44% dei voti; al secondo posto Cateno De Luca con il 27% dei voti, al terzo posto Renato Schifani, ‘degradato’ al 18% dei voti e al quarto posto Nuccio Di Paola con l’11% dei voti.

Le contraddizioni 
A noi questi sondaggi fanno un po’ sorridere. Il primo, ad esempio, presenta un paio di contraddizioni logico-politiche-elettorali. Viene dato vincente Renato Schifani dando per scontato che le 39 liste presentate da Cateno De Luca per il rinnovo dell’Assemblea regionale siciliana si fermino, sommando tutti i voti, a un 12-16%. Perché se De Luca arriverà al 12-16%, le sue 39 liste, per l’appunto, non dovrebbero superare il 12-16%. E’ assai improbabile, infatti, che ci siano elettori disposti a votare per Schifani presidente o per Caterina Chinnici presidente per poi votare le liste di De Luca! Semmai è molto più verosimile il contrario: ovvero elettori di centrodestra e di centrosinistra che potrebbero votare De Luca presidente e poi votare, per l’appunto, le liste di centrodestra e centrosinistra (cosa, questa, molto probabile). Per non parlare del fatto che a noi sembra molto improbabile che le 39 liste di De Luca per il rinnovo dell’Ars si fermino al 12-16%. La seconda, evidente, contraddizione è il 27-31% assegnato alla candidata presidente della Regione per il centrosinistra, Caterina Chinnici. Cinque anni fa il PD – che allora controllava il Governo regionale e tutto il sottogoverno regionale – si è fermato all’11% con circa 150 mila voti; cinque anni fa la lista Centopassi di Claudio Fava ha superato di poco il 5% con circa 100 mila voti). Se il sondaggio pubblicato da Siino è giusto, ebbene, le ipotesi non possono che essere due. Prima ipotesi: il PD e la lista di Claudio Fava raddoppiano i loro voti. Con rispetto parlando, a noi questa prima ipotesi sembra fantasiosa: a nostro modesto avviso, succederà l’esatto contrario: le liste di PD e Centopassi perderanno voti. Seconda ipotesi: dando per scontato che PD e Centopassi confermeranno i voti di cinque anni fa (e secondo noi non li confermeranno), Caterina Chinnici dovrebbe prendere il doppio dei voti delle liste: ipotesi a nostro modesto avviso assai inverosimile. Quanto a Cateno De Luca al 12-16% – con le sue 39 liste con la stessa ‘forbice’ – beh, a noi questa parte del sondaggio sembra più un desiderio di centrosinistra e centrodestra…

I sondaggi ignorano i tantissimi cittadini siciliani che voteranno Cateno De Luca per rompere l’attuale sistema che tiene prigioniera la Sicilia
Il secondo sondaggio è ancora più divertente. Caterina Chinnici sarebbe addirittura al 44% dei voti! Bontà di chi ha redatto questo sondaggio, De Luca sarebbe al 27%, mentre Renato Schifani viene dato del tutto abbandonato dalle liste del centrodestra e ridotto al 18%. Anche noi siamo convinti che tanti elettori del centrodestra non voteranno per Schifani presidente. Però, come si dice in Sicilia, bonu ‘u ventu ‘nchiesa, ma no p’astutari ‘i cannili! Insomma, Schifani al 18% è un sogno del centrosinistra e dei grillini, ma con tutti i possibili voltafaccia Schifani non dovrebbe scendere sotto il 35%. In chiusura, ci dispiace per il centrodestra e per il centrosinistra (e per chi lavora per questi schieramenti politici), ma le 39 liste di De Luca noi le vediamo un po’ più avanti, sia per un fatto ‘tecnico’, sia perché ci sono tantissimi elettori siciliani scoglionati – anche di centrodestra e di centrosinistra, oltre a normalissimi cittadini – che voteranno De Luca e le sue liste per rompere il sistema. Ma di questo i sondaggi non possono parlare…

Foto tratta da InformaSicilia





REGIONALI, SONDAGGIO DI TECNÈ: SCHIFANI IN VANTAGGIO SU CHINNICI, DE LUCA AL 16%



Dal sito sicilia.opinione.it

30 Agosto 2022
Cominciano i sondaggi in vista delle elezioni regionali in Sicilia, programmate per il 25 settembre. Secondo l’istituto di ricerca Tecnè per il Tg5, in testa ci sarebbe Renato Schifani, candidato del centrodestra.

Schifani avrebbe una forbice tra il 38% e il 42% e sarebbe seguito da Caterina Chinnici, candidata del Partito Democratico, attestata tra il 27% e il 31%.

Alle spalle dei due “big” ci sarebbe Cateno De Luca, leader di “Sud chiama Nord”, tra il 12% ed il 16%, poi Nuccio di Paola del M5s tra l’8% e il 12%.

Più staccato Gaetano Armao, del Terzo polo, tra il 3% e 5%. Gli altri candidati, secondo la ricerca, si attestano invece tra il 2% e 4%. È ancora alta e si attesta al 52% la quota di chi si colloca tra gli incerti o nell’astensionismo.





29 agosto 2022

INCENDIO IN UN TERRENO INCOLTO, MINACCIATA ATTIVITÀ COMMERCIALE: CACCIA APERTA AI PIROMANI


Dal sito newsicilia.it

28/08/2022
AGRIGENTO – Incendio in un terreno incolto nella zona industriale di Agrigento.

In poco tempo, le fiamme, alimentate da un leggero venticello caldo, si sono estese fino a lambire l’area esterna di un capannone di una attività commerciale e a bruciare materiale ammassato nella zona.


Scattato l’allarme al numero unico di emergenza, in poco tempo, nella zona sono intervenute più squadre dei vigili del fuoco del comando provinciale di Agrigento.

I pompieri non hanno esitato un attimo a operare con ogni mezzo, e sono riusciti a fermare l’avanzata del fuoco, evitando conseguenze peggiori. Caccia a eventuali piromani.






CHI VUOL ESSERE PRESIDENTE: PUNTI DEBOLI E PUNTI FORTI


Dal sito livesicilia.it

di Roberto Puglisi
Le candidature passate ai Raggi X. Chi vincerà la gara per Palazzo d'Orleans?

Chi vuole essere presidente in Sicilia? Pronostici, pensieri e malumori sono una caratteristica di ogni campagna elettorale, Questa, poi, pare notevolmente caotica. Si sta parlando pochissimo di programmi, tutto l’interesse è legato alle squadre in campo e ai cambiacasacchisti di ogni coalizione. I bisogni dei siciliani sono un pallido sfondo nella contesa. La sfida partorirà comunque un governatore. Cerchiamo di capire i punti deboli e i punti forti dei candidati.


Renato Schifani, la sintesi difficile

Renato Schifani, candidato del centrodestra, è una figura di moderato con un solido aplomb istituzionale. Ha un profilo rassicurante ed è dotato di ottime qualità da mediatore. Ma il suo nome rappresenta il frutto di una sintesi difficile, il lascito di una sorta di ‘guerra civile politica’ che ha dilaniato la coalizione, in aspra polemica tra chi avrebbe voluto la ricandidatura dell’uscente Nello Musumeci e chi l’ha avversata. Non è semplice rimettere insieme i cocci, specialmente per un competitor che avrà bisogno dell’aiuto delle liste. Musumeci lo sostiene. Siamo sicuri che i più arrabbiati tra i musumeciani faranno altrettanto?


Caterina Chinnici, la seconda candidatura

A Caterina Chinnici, candidata dei progressisti, si riconosce la nobiltà di chi proviene da una storia di dolore privato e pubblico, vissuta sempre con sobrietà, nell’impegno. I toni equilibrati sono una dote, ma, forse, non quando diventano soffici, in una pugna elettorale. Alcuni, infatti, le hanno rimproverato una eccessiva tenuità del vocabolario. Oltretutto, l’onorevole Chinnici sta vivendo una seconda esperienza, non essendo più l’espressione delle primarie, per la rottura tra M5S e Pd. Ecco perché la corsa si presenta ardua: è stato necessario ricominciare, con uno schema differente rispetto a quello prestabilito. Un dettaglio che non aiuta.


Nuccio Di Paola, scusate il ritardo

Il grillino Nuccio Di Paola è giovane, ha una fresca capacità di comunicazione e corre con M5S, un partito che, per via del reddito di cittadinanza, potrebbe riscuotere consensi in una terra bellissima e poverissima. ‘Scusate il ritardo’, però e non per colpa sua, potrebbe essere il suo slogan elettorale. Si tratta di un ardito catapultato in zona d’operazioni, all’improvviso, per le note vicende, con una pacca sulla spalla e il più classico degli ‘in bocca al lupo’. Ecco perché dovrà affrontare una ‘acchianata’ ancora più scoscesa rispetto a Caterina Chinnici che, almeno, era già candidata. E non si mette in piedi un’elezione da presidente, su due piedi, anche se si è disposti a camminare parecchio a piedi.


Cateno De Luca, quanto vale il ‘Catemoto’?

Cateno De Luca è l’incubo di molti. La sua predicazione roboante spicca in un mese d’agosto caratterizzato dalla sonnolenza, con gli uffici-propaganda ancora immobili. Lui punta a coagulare il malcontento di chi non si sente garantito dalle conclusioni siciliane dei giochi partitici nazionali. E’ un uomo di rottura, con qualche eccesso che andrebbe francamente evitato, deciso a giocarsela fino all’ultima preferenza. Ma quanto vale davvero? Ha riserve auree di consenso nel Messinese e il resto? Chi può essere sicuro che sia anche ‘esportabile’? La sua forza sta, soprattutto, nelle debolezze degli altri. Bisogna vedere quanto durerà l’indolenza degli avversari.


Gaetano Armao, il moderato da qui a lì

Gaetano Armao è un professionista stimato, con un curriculum da moderato che gli viene riconosciuto, come la competenza. Ed è, tuttora, il vicepresidente e l’assessore all’Economia del governo Musumeci. E qui casca il punto debole: perché è obiettivamente non comodissimo ritenere che l’esponente di spicco di un governo regionale di centrodestra possa accasarsi con i terzopolisti, senza colpo ferire. Gli elettori sono gente curiosa e spiccia: se uno sta qui, poi non capiscono quando va lì. Ecco perché un salto del genere potrebbe avere il suo peso nell’orientamento delle matite elettorali. La concomitanza tra regionali e politiche potrebbe, invece, essere un vantaggio.


Eliana Esposito e Fabio Maggiore

Completano il quadro Eliana Esposito (‘Siciliani Liberi’) e Fabio Maggiore (‘Italia Sovrana e Popolare’) che avranno, nel nostro giornale, gli stessi spazi degli altri, per farsi conoscere dalla comunità di LiveSicilia.it. Ma non si fa un torto alla realtà se si ammette che, nella gara della competitività, sembrano parecchio indietro. E non per demeriti, soltanto per la forza oggettiva delle cose. In ogni caso è giusto riconoscere che sono entrambi espressione di comunità appassionate. 
29 Agosto (Roberto Puglisi)






27 agosto 2022

L'ASSESSORE AL TERRITORIO AMBIENTE, CORDARO: “NON MI RICANDIDO ALLE REGIONALI IN SICILIA, SAREMO AL FIANCO DI SCHIFANI”


Dal sito www.telenicosia.it

26 Agosto 2022
PALERMO (ITALPRESS) – “Ci sono dei momenti nella vita in cui un uomo deve preservare il patrimonio di credibilità guadagnato con il proprio duro lavoro e la propria coerenza. In questi 15 anni ho messo me stesso al servizio della Regione Siciliana con impegno e rettitudine, senza perdere mai di vista la strada maestra dell’agire nella legalità e per il bene comune. Sono sempre stato un uomo di centro. Ed è per questo che avevo scelto di tornare nell’UDC. Un ritorno a casa. Ma l’UDC si è rivelato un contenitore vuoto sia di uomini, che di principi. Per questa ragione, non mi ricandiderò alle Elezioni Regionali del 25 Settembre”. Così Toto Cordaro, assessore regionale al Territorio e Ambiente in Sicilia, che aggiunge: “Insieme ai tanti amministratori, militanti e amici, che ringrazio per la vicinanza e il sostegno instancabile, da domani inizia un nuovo percorso politico. Continuerà incessante il mio impegno per i Siciliani. Per ciò abbiamo scelto di sostenere con determinazione e concretezza il Presidente Renato Schifani: la mia comunità politica sarà al suo fianco in questa competizione elettorale. Inizia una nuova grande avventura”.
credit photo agenziafotogramma.it
(ITALPRESS).






INCENDIO AL BOSCO SCORACE, IL SINDACO TRANCHIDA PRESENTA UN ESPOSTO


Dal sito www.siciliaogginotizie.it

26 Agosto 2022
Il Sindaco di Trapani Giacomo Tranchida ha presentato in data odierna un esposto/querela in merito ai fatti accaduti il 18 Agosto 2022 al “Bosco Scorace”, tragicamente distrutto quasi in toto da un terribile incendio. Dall’esposto, che riporta anche il dettaglio dei momenti concitati descritti parimenti dal Sindaco di Buseto Palizzolo, emerge come ancora una volta il servizio regionale antincendio sia risultato impreparato e inadeguato rispetto all’incendio, come più volte sostenuto anche dall’amministrazione comunale trapanese in occasione di altri simili eventi negli anni scorsi. “Incomprensibile che i canadair siano dovuti giungere addirittura dalla Sardegna e che non vi fossero aerei disponibili per il territorio regionale – dichiara il Sindaco Tranchida – nonostante l’elevatissimo allarme lanciato dalla protezione civile regionale. Ancora una volta, le criticità e le disfunzioni del sistema dei controlli sono state eloquenti e disastrose, con conseguenze terribili per il polmone verde della provincia di Trapani. Mi risulta che anche il Sindaco di Buseto Maiorana stia per procedere analogamente con un esposto, auspicando che determinate situazioni non abbiano a ripetersi e che vi sia tolleranza zero per eventuali responsabili”.



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L'INCENDIO DI PANTELLERIA, CONTINUANO LE INDAGINI E LE PERQUISIZIONI


Dal sito www.tp24.it

25/08/2022
Proseguono con perquisizioni e altri accertamenti le indagini dei carabinieri di Pantelleria per fare luce sulla natura e l’origine degli incendi che hanno ridotto in cenere diversi ettari di vegetazione.

Due i punti di innesco, lontani 400 metri l'uno dall'altro, ma non è chiaro se il fuoco è divampato in maniera accidentale oppure qualcuno lo ha appiccato volontariamente.

Nell’ambito di queste indagini ha rischiato grosso un pantesco di 43 anni (G.S.) residente nella zona di Gadir. Nella sua auto, parcheggiata davanti l’abitazione, infatti, i militari hanno trovato un bidone di cinque litri solitamente utilizzato per trasportare carburante.

L’uomo, difeso dall’avvocato marsalese Francesco Vinci, ha rintuzzato il sospetto che possa essere un piromane affermando che il bidone è della sua compagna che lavora lontano dai distributori di carburante e per questo lui, di tanto in tanto, le compra la benzina e gliela porta con quel bidone. Interrogata, la donna ha confermato. Per questo, la posizione di G.S. è stata stralciata.

L’indagine è coordinata dal pm Paolo Bianchi, della Procura di Marsala, che nel frattempo ha disposto l’acquisizione dei rilievi fotogrammetrici e di tutte le ordinanze comunali sulla prevenzione e sulla gestione dei roghi.

I rilievi fotogrammetrici saranno utili a capire dalle bruciature sul terreno da dove è partito l'incendio e da come può essersi propagato in considerazione del forte vento di scirocco che soffia da ieri sull'isola. Mentre le ordinanze sindacali chiariranno se sono state prese tutte le misure necessarie a prevenire e gestire eventuali roghi in una zona che in estate per le alte temperature è spesso colpita da incendi devastanti.

"Un incendio colposo, causato dall'incuria umana non sarebbe da considerare meno grave di uno doloso", commenta il procuratore di Marsala, Roberto Piscitello.



Fonte: www.tp24.it









VIDEO E FOTO. SAN CATALDO. VASTO INCENDIO IN CONTRADA PALOMBARA




Dal sito giornalecentrosicilia.it

26 Agosto 2022
Di Danila Bonsangue. 

A San Cataldo dopo l’inferno di fuoco di ieri quando per 5 ore Forestale, vigili del fuoco, pantere verdi, elicotteri e canadair, hanno operato per spegnere un vastissimo incendio partito da via Mimiani, bruciati 65 ettari di terreni incolti e vegetazione varia, anche oggi 26 agosto intorno alle 14, un rogo è stato appiccato da qualche delinquente piromane. L’incendio è stato appiccato in tre punti in contrada Palombara, stessa zona di ieri, nella parte più bassa. Un rogo molto vasto. Sul posto gli uomini della Forestale con i mezzi Sab1, Sab2 e Sab3 e i vigili del fuoco. Le fiamme si sono propagate in più punti ed è stato quindi necessario l’intervento dell’elicottero Falco 2, coordinato dalla Cl 3 Ispettorato Forestale Caltanissetta. Alle 17 l’incendio è stato domato, l’elicottero ha effettuato 11 lanci. Andati distrutti dalle fiamme circa 10 ettari di terreno, sterpaglie, canneti, vegetazione varia e un piccolo boschetto.VIDEO:








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26 agosto 2022

CATENO DE LUCA AL FORUM DEL QDS: I BILANCI SI DEVONO APPROVARE ENTRO L'ANNO. “ECCO I PUNTI CHIAVE DELLA MIA RIVOLUZIONE” – VIDEO. LA QUESTIONE DELL'APPROVAZIONE DEL BILANCIO ENTRO DICEMBRE L'AVEVA DICHIARATO ANCHE AL BLOG. E PROPRIO IN QUELL'OCCASIONE, PER GLI OPERAI FORESTALI DICEVA DI AVERE UN OBIETTIVO BEN CHIARO: STABILIZZAZIONE SALVAGUARDANDO IL PUBBLICO




Dal sito qds.it

25 Agosto 2022
Il leader di "Sicilia Vera" oggi ospite al forum del Quotidiano di Sicilia con il direttore Carlo Alberto Tregua. Tanti i temi trattati, dalla campagna elettorale alla "sburocratizzazione"

L’ex sindaco di Messina e attuale candidato alla presidenza della Regione Siciliana, Cateno De Luca, è stato oggi ospite del Quotidiano di Sicilia per partecipare al Forum con il direttore Carlo Alberto Tregua.

In occasione dell’incontro sono stati affrontati diverse tematiche, tra le quali l’avvio anticipato della sua campagna elettorale, il giudizio sugli altri contendenti alla poltrona di Palazzo d’Orléans e il processo di “sburocratizzazione” che l’ex primo cittadino messinese vuole portare anche a Palermo.

Di seguito una prima parte dell’intervista a Cateno De Luca che verrà pubblicata integralmente nei prossimi giorni sulle pagine del QdS e su QdS.it.

Fonte: qds.it



Ripubblichiamo l'intervista esclusiva per il Blog: obiettivo stabilizzazione lavoratori forestali salvaguardando il pubblico.
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Nota
Saranno sempre e comunque cestinati tutti quei commenti volgari e offensivi. E' bellissimo invece criticare un'idea con intelligenza e con educazione. 
Le critiche, quelle costruttive, sono il sale della democrazia!
Per fortuna non tutti la pensiamo allo stesso modo. E allora che ben venga un dibattito sano e costruttivo essenziale per garantire un futuro ai nostri figli.




25 agosto 2022

VASTO INCENDIO A SAN CATALDO, NUBE DI FUMO E CASE MINACCIATE. SUL POSTO SONO PRESENTI ANCHE DUE SQUADRE DELLA FORESTALE


Intervento massiccio dei vigili del fuoco.

Dal sito livesicilia.it

25 Agosto 2022
SAN CATALDO – Un vasto incendio sta minacciando le case a San Cataldo, in provincia di Caltanissetta. Sulla città si è formata un’enorme nube di fumo e la cenere piove sulle strade. Il fronte di fuoco va dalla zona Mimiani fino a lambire le abitazioni della periferia di San Cataldo e le contrade Palombara e Jannigreco. Fiamme vicine il palaMaira e l’hotel Helios. Decine di persone per precauzione sono state fatte allontanare dalle abitazioni perché l’enorme coltre di futuro sta rendendo l’aria irrespirabile. Sul posto stanno lavorando, tre squadre dei vigili del fuoco, vale a dire tutto il personale della sede centrale di Caltanissetta.

Dalla centrale operativa dei vigili del fuoco si sta cercando di fare arrivare altri mezzi e uomini da altre sedi, probabilmente dal distaccamento di Mussomeli e dal comando di Enna. Sul posto sono presenti anche due squadre della Forestale, pattuglie dei carabinieri, e i volontari delle Pantere Verdi. Stanno operando anche mezzi aerei: due canadair e un elicottero. La cittadinanza, dicono dai vigili del fuoco, è invitata a mantenere gli infissi chiusi per evitare conseguenze dovute all’inalazione del fumo. (ansa)





MONREALE. INTERVISTA A FILIPPO NOTO, DELLA SQUADRA ANTINCENDIO CASABOLI DEL CORPO FORESTALE. BOSCHI DISTRUTTI DAGLI INCENDI: NESSUNA PULIZIA DEL SOTTOBOSCO, ASSENZA DI PERSONALE, SOLO TAGLI AD UN SETTORE CHE IN PASSATO COSTITUIVA UN’ECCELLENZA. E POI I DRONI, CHE AVREBBERO DOVUTO CONTROLLARE IL TERRITORIO. QUI NON LI ABBIAMO MAI VISTI VOLARE


Dal sito filodirettomonreale.it

Luigi Gullo 24 Agosto 2022

MONREALE – Un paesaggio spettrale, surreale, un puzzo forte di ossido di carbonio nell’aria a tal punto da renderla rende irrespirabile. E il bosco di valle Presti, o, per meglio dire, quello che rimane del bosco. Un deserto nero, laddove fino ad una settimana fa c’era il paradiso della biodiversità.


È cominciato tutto lì, quella sera di ferragosto. Il primo rogo e le successive “riprese”, nei giorni a venire, prevedibili per il forte vento, ma soprattuto “inevitabili”, come ci spiegano gli addetti antincendio. Gli alberi carbonizzati, hanno continuato ad ardere nel sottobosco, e con il forte vento si sono riattizzati.

“Quando non viene fatta da anni la manutenzione, laddove ci sono stati precedenti incendi si crea un sottobosco con tronchi e rami carbonizzati che al prossimo incendio diventano carburante pronto a divampare. E per noi intervenire con le fiamme altissime diventa impossibile”.

È quanto spiega Filippo Noto, della squadra antincendio Casaboli del Corpo Forestale, che ci ha accompagnato nel giro di perlustrazione attraverso il bosco distrutto.

“Quella sera del 15 agosto è avvenuto un disastro ambientale. Erano le 23,15 circa quando è partito il primo incendio nella vallata che costeggia lo scorrimento Palermo-Sciacca. Siamo intervenuti noi della squadra Casaboli e i colleghi della squadra Carpineto. Abbiamo circoscritto l’incendio in un’area di tre ettari. Ma il 16 c’è stata una “ripresa”, l’incendio si è allargato per circa 10 ettari. Poi, giorno 17, quella terribile giornata con temperature di 45/48 gradi, e un forte vento che ha consentito la ripresa delle fiamme. L’area è stata devastata. Il vento ha spinto le fiamme su Giacalone, Poggio San Francesco, pizzo Nespola e infine a Fontana Fredda, devastando circa 200 ettari di territorio boschivo”. 

Per alcune aree non c’è possibilità di ricrescita naturale. “Già alcuni anni fa erano state interessate da incendi. Le giovani piante non sono ancora in grado di produrre nuova vegetazione”. 

Sono andati a fuoco gli alberelli che erano nati dopo l’incendio del 2012. In quel caso le pigne erano esplose per il forte calore spargendo semi ovunque. Le giovani piante, alte fino a due metri, carbonizzate dall’incendio di questi giorni, non hanno fatto in tempo a generare nuove pigne. Senza un intervento dell’uomo, un rimboschimento significativo, la valle rimarrà una terra desolata.

“La politica dovrebbe impegnarsi a garantire il rimboschimento. Adesso c’è anche il rischio di erosione, bisognerebbe intervenire al più presto. Laddove le piante sono adulte si attende la ricrescita naturale, la legge non consente per 5 anni un intervento dell’uomo. Ed invece io ritengo che bisognerebbe consentire in questo periodo la manutenzione tesa a ripulire il sottobosco dai tronchi bruciati. Se dovesse verificarsi un ulteriore incendio, troverebbe terreno fertile per alimentarsi”.

“La ripresa si verifica in quei terreni dove il nostro intervento diventa difficile perché presentano un sottobosco ricco di vegetazione. Se fosse stata fatta annualmente la manutenzione le fiamme non avrebbero trovato quella miccia che invece gli ha consentito di espandersi velocemente”.

Il giudizio di chi si trova sul fronte del fuoco è molto amaro soprattutto nei confronti della politica. “Ha tagliato negli anni la spesa per la manutenzione ordinaria. Se gli operai fossero stati impiegati già da gennaio, invece che a maggio, si sarebbe potuta fare una valida prevenzione. Pulire, bruciare, piantare dove necessario. La piantumazione, il terrazzamento, le mulattiere, da anni non vengono più fatte. A maggio si fanno i viali parafuoco, che tra l’altro non vengono neanche ultimati”.

Per Noto è un problema sistematico. “Disponiamo di poche unità nelle squadre dell’azienda foreste, con operai over 50, dato che non esiste da decenni un turn over”.

A valle Presti esiste una vasca artificiale che dovrebbe essere utilizzata dagli elicotteri e dalle autobotti per approvvigionarsi d’acqua duranti gli interventi antincendio. Oggi è invasa dalla vegetazione. “Anche qui, per difetto di manutenzione, i nostri mezzi non possono collegarsi alle tubature, mentre gli elicotteri sono ostacolati dagli alberi che sovrastano la vasca.

Negli anni non c’è stato un ricambio generazionale. “Disponiamo di poche unità nelle squadre dell’azienda foreste, con operai over 50. Squadre formate da 2 o 3 operai, insufficienti ad intervenire. È un problema sistemico che riguarda tutto il settore che in passato era invece un’eccellenza”.

E poi i droni, che avrebbero dovuto controllare il territorio. “Qui non li abbiamo mai visti volare”.








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