INCIDENTE MORTALE A PIETRAPERZIA, IN CONTRADA CAULONIA, DECEDUTO UN FORESTALE


Incidente mortale a Pietraperzia, in contrada Caulonia, deceduto un forestale


Pietraperzia incidente mortale


Pietraperzia. Una persona è morta in un incidente stradale avvento lungo la Strada Statale 191 di Pietraperzia, in contrada Caulonia in prossimità del bivio. L’Anas comunica che il traffico è momentaneamente bloccato in entrambi i sensi di marcia tra Barrafranca e Pietraperzia. Sulle cause dell’incidente, che ha coinvolto due veicoli, una Fiat Cinquecento e una Fiat Bravo. Marotta SalvatoreA perdere la vita è stato il conducente della Cinquecento, su cui viaggiava un’altra persona (dipendenti Forestale). Quest’ultima e il guidatore della Bravo sono stati trasportati al pronto soccorso di Caltanissetta.



Marotta SalvatoreAggiornamento:
Pietraperzia incidente mortaleLa vittima Salvatore Marotta, 51 anni di Pietraperzia, operaio forestale, ferito il collega del Marotta, di Barrafranca ricoverato al Sant’Elia di Caltanissetta, R F. di Piazza Armerina e residente a Barrafranca, dove gestisce una bancarella di frutta e verdura. Sembra che R.F. non si sia accorto di un trattore, e abbia sterzato bruscamente sulla sinistra invadendo la carreggiata dove sopraggiungeva un altra vettura, per cui l’impatto è stato frontale.


30 Novembre 2015
http://www.vivienna.it/2015/11/30/incidente-mortale-a-pietraperzia-in-contrada-caulonia-deceduto-un-forestale/




Nota

L'incidente stradale nel tragitto casa lavoro o per spostamenti nei cantieri,  è considerato infortunio sul lavoro.

Il collega Lorenzo Billeci, ci comunica con immenso dolore, che lui assieme ai colleghi del cantiere San. Bartolo, si stringono con cordoglio attorno alla famiglia.

Il collega Salvatore Similia comunica che tutto il personale del cantiere di Marcato Bianco sito a Pietraperzia e la squadra antincendio SAB 7 si associa al dolore della famiglia Marotta per l'immatura scomparsa del loro caro congiunto SALVATORE





Anche il blog esprime le più sentite condoglianze alla famiglia










RICEVO E PUBBLICO UN COMMENTO SU QUELLO CHE È ACCADUTO L'ALTRO GIORNO NEL CATIERE DI CEFALÙ


Ricevo e pubblico un commento su quello che è accaduto l'altro giorno nel catiere di Cefalù


Giuseppe FajllaBuona serata a tutti. E' stata una giornata campale. Si sono impuntati che oggi dovevamo pagare il conto di ieri. Così mentre nel resto delle Madonie intorno a noi tutti i comuni lavoravano nel cantiere Radica di Cefalù invece hanno deciso che pioveva; con l'assurdo che una squadra di forestali assegnata al servizio del comune di Cefalù nello stesso giorno è rimasta al lavoro per cui per loro non pioveva! Comunque, mentre la maggior parte degli operai dell'azienda appena comunicata la chiusura per pioggia si affrettavano a lasciare il cantiere altri, circa una trentina siamo rimasti. Dopo alcune comunicazioni ci viene detto che visto che gli altri comuni lavoravano potevamo iniziare anche noi e abbiamo firmato la presenza d'entrata circa alle ore 9,30 -10,00. verso le 11,00 apprendiamo che il nostro cantiere viene considerato chiuso e la nostra presenza abusiva. Abbiamo atteso l'arrivo di una pattuglia della Guardia Forestale dalla quale apprendiamo che l'OTI incaricato si rimangia le cose dette in mattinata. Abbiamo nuovamente chiamato la polizia alla quale abbiamo fatto presente la lesione dei nostri diritti,soprattutto per quelli che non arriveranno a finire le giornate,e soprattutto dopo un'annata così convulsa nella quale nessuna colpa è da addebitare agli operai per i ritardi se ci troviamo ora a queste condizioni. Faccio presente che l'OTI incaricato è stato scomodato oggi per aprire il cantiere dopo che hanno deciso che si sarebbe lavorato questo sabato, questo signore è invece venuto col solo intento di chiuderlo!! Sono state preparate delle relazioni da parte di polizia e forestali e ci riserviamo di vedere la presenza di qualche reato che si vorrà ravvisare. Da ultimo una interlocuzione sindacale ha fissato per lunedì una convocazione delle parti,vedrenmo. Scusate la lungaggine ma nel corso della giornata sono tante le cose accadute...
Giuseppe Fajlla



Nota

A proposito dell'articolo pubblicato questa mattina dal blog ma proveniente da Cefalùnews, dal titolo "Cosa accade fra i forestali cefaludesi? Una nota!
I lavoratori che erano sul posto mi hanno riferito che l'articolo porta delle inesattezze e cioè che ancora non è stato risolto un bel niente e quindi la giornata lavorativa è ancora in discussione 




LA BATTAGLIA DEL SINDACATO SNAF


Notizia segnalata 
dal Segretario dello Snaf del Calatino
Franco Cupane


La battaglia del sindacato Snaf



La battaglia del sindacato Snaf.

Indignati e disgustati” sono queste le parole con cui Franco Cupane (segretario provinciale SNAF-Catania) si descrive dinanzi alla fattispecie dei lavoratori forestali. Il sindacato spiega che diversamente dalle frottole populiste ed accusatorie espresse più e più volte in talk-show di caratura nazionale, i Forestali sono pagati dalla Regione Siciliana e non da Roma. Rimembrando che questa categoria di lavoratori nasce da un’accordo tra Stato e Regione siglato nel 1965, un’accordo che stabilì che i “forestali” non si sarebbero dovuti occupare di foreste, quanto di manutenzione del territorio tanto da preferire l’appellativo di “operai antincendio”, ed il mancato appoggio da parte di questi equivarrebbe all’abbandono totale del nostro fragile territorio all’incuria della noncuranza. Detto ciò il problema non è più “Chi?” ma “Quanti?” e Secondo uno studio tecnico svolto dal sindacato avente in calce l’esigenza di una quota tanto sufficiente quanto bastevole, i lavoratori che servirebbero ad occupare tale esercizio sono circa 3.500.
La segreteria regionale SNAF sotto il patrocinio di Giuseppe Pecorino suffraga l’illazione di Cupane con la stesura di un manifesto che si dice impegnato per la dignità dei lavoratori, in cui i dirigenti sindacalisti reclamano la conversione a tempo indeterminato del rapporto di lavoro dei precari forestali nonché l’estensione al personale operaio delle stesse condizioni migliorative previste per gli impiegati dal C.C.N.L. degli addetti ai lavori di sistemazione idraulico-forestale e idraulico-agraria, ricordando a tal proposito il riconoscimento da parte della Corte di Cassazione e di diversi Tribunali Italiani della conversione del rapporto di lavoro in favore di coloro che sono stati chiamati in servizio in violazione delle disposizioni richiamate al D.Lgs. n.368/2001. Con tali propositi SNAF si dice agguerrito e deciso nel procedere con vertenze individuali tese a risolvere le varie problematiche (tra cui la poca chiarezza sulle coperture finanziarie e il mancato rinnovo dell’integrativo Regionale) di cui il comparto forestale è afflitto.

30 Novembre 2015
Sicilia Journal, Giornale online di notizie logo







COSA ACCADE FRA I FORESTALI CEFALUDESI? UNA NOTA DEGLI ISCRITTI AL SIFUS!


Cosa accade fra i forestali cefaludesi? Una nota!

Abbiamo ricevuto e pubblichiamo una nota da parte dei Forestali iscritti al Sifus. Restiamo in attesa di ricevere, ove lo volesse, la replica da parte del Caposquadra citato nella nota.



Desidero rappresentare come nell’anno 2015 vengono palesemente violati i diritti e la dignità dei lavoratori e nello Specifico dei lavoratori forestali. Inizio nel raccontare cosa è accaduto nella giornata odierna (sabato 28 novembre ndr). Ci presentiamo regolarmente al lavoro alle ore 7,30 in condizioni meteo (alle quali è subordinato il pagamento della nostra retribuzione!!!) Non buone .. pioviggina!! Attendiamo disposizioni dal capo squadra che alle ore 8,15 smettendo di piovere da’ disposizioni di iniziare a lavorare .. Considerato che le condizioni climatiche tendevano a migliorare e pertanto c’erano quindi tutti i presupposti per svolgere il nostro lavoro che avrebbe assicurato alle nostre famiglie la retribuzione di una giornata di lavoro!! Non si capisce perchè il caposquadra in violazione delle norme di lavoro ha impedito a tutti i lavoratori presenti di firmare la presenza al lavoro, non permettendo comunque di opporre la firma all’uscita! E dando disposizioni contrarie dicendo che avremmo potuto lavorare solo due ore …… anzichè le otto ore previste dal ccnl visto che il tempo era migliorato (c’era il sole). Soltanto l’intervento tempestivo prima delle guardie forestali e poi della Polizia di stato ha risolto il problema permettendo quindi ai lavoratori di riprendere il Servizio. Quanto accaduto non merita alcun commento.
Cefalù 28/11/2015 - I lavoratori forestali iscritti al Sifus


29 Novembre 2015
http://www.cefalunews.net/2014/?id=47404




Notizie correlate:










INTERVISTA A GIANCARLO CANCELLERI.BISOGNA EVITARE DI FARE DI FORESTALI, PRECARI E FORMATORI GLI AGNELLI SACRIFICALI. NON SONO I RESPONSABILI DI CIÒ CHE NON FUNZIONA IN SICILIA. «PERO QUESTE SONO DELLE FINTE MISURE ASSISTENZIALI


Intervista a Giancarlo Cancelleri    «Azzerare i precari reddito di cittadinanza per i veri bisognosi»




Perché tanto al prossimo giro, in Sicilia, vincono i grillini. È il refrain che drcola fra i sondaggisti e risuona dappertutto. Dagli scanali del superrnercato ai salotti radical-chic. Ma come sarà l'Isola a cinque stelle del futuro prossimo venturo? L'abbiamo chiesto al riconosciuto leader regionale del movimento e probabile, per sua stessa ammissione, candidato governatore: Giancarlo Cancelleri. Che, in una lunga intervista nel corso di una visita nella nostra redazione (accompagnato da Giusy Rannone e Rosario Diamante, consigliera e attivista di San Giovanni la Punta) non parla ne di apriscatole ne di calzini da rivoltare. Ma di un progetto - chiaro, semplice, fattibile - di governo. Basato «sull'onestà», perché «chi ci vota deve sapere prima cosa faremo». Comprese le «scelte impopolari». Come la stretta su dirigenti regionali, forestali, precari e formazione. Per investire sui veri deboli: «Faremo un reddito di cittadinanza per tutti i siciliani dawero bisognosi». 
Cancelleri, ma lei di fatto è già candidato "in pertore"? 
«Sulla carta c'è un percorso da seguire e io lo farò da semplice "soldato". Ma ci sono, di fatto. Diciamo di sì: voglio provarci». 
È consapevole che la parte difficile arriverà dopo l'eventuale vittoria? 
«Sì che lo so. Noi vogliamo essere credibili per governare questa terra all'insegna dell'onestà: chi ci vota deve sapere cosa faremo. Abbiamo cominciato a mettere i puntini sulle "i" sui forestali e lo faremo su altre cose. Non è che uno li molla, ma dobbiamo ripartire da un senso diverso. Non è facile prendere posizioni di questo tipo». 
Tant'è che l'Ars "mummificata" è riusci ta in tempo record a pagare gli stipendi ai forestali. 
«Ma chi ha sbagliato se ne assumerà la responsabilità. Il 2 dicembre la Corte dei conti ha convocato l'amministrazione regionale: Crocetta, Baccei e i dirigenti. Perché deve chiedere spiegazioni su una cosa che loro avevano detto che avrebbero fatto e che invece non hanno fatto. Ovvero: la delibera di disimpegno dei fondi, quella per la quale hanno potuto utilizzare i 10 milioni della sanità la prima volta, procedura all'epoca bypassata con l'assunzione di responsabilità dell'assessore Lo Bello. E in ballo ci sono in tutto 350 milioni: un danno incredibile, perché hanno preso dei soldi da altri capitoli e in questo momento ci sono due cose finanziate con gli stessi soldi». 
Ma per governare con efficacia e tempestività si deve pure derogare ai crismi dei meetup: non tutto può essere "partecipato".  
«Se c'è qualcuno, e purtroppo fra gli attivisti c'è, che pensa che un sindaco ogni giorno debba chiedere al meetup il via libera per ogni scelta, ebbene si sbaglia. Quello non è amministrare, è follia. La democrazia partecipata è su argomenti di medio-lungo periodo come il bilancio. Tutto il resto è nel programma, già partecipato e approvato». Una volta il sindaco di Ragusa, Piccitto, ammise in un'intervista al nostro giornale: 
«Una cosa è fare il grillino di lotta, un'altra è fare il grillino di governo». Condivide? 
«Certo. Le esperienze di governo sono importanti. Federico ha ragione, come evidenziano anche
altri nostri amministratori. Vi faccio un esempio: a Livorno l'amministrazione comunale ha deciso di liquidare la partecipata sui rifiuti, con 13 milioni fra debiti e buchi di gestione. I livelli occupazionali verranno tutelati con un affidamento diretto a terzi nelle more di una nuova gara e con i soldi risparmiati si farà un reddito di cittadinanza comunale. Ma è una scelta impopolare: ci sono 140 lavoratori, i sindacati li abbiamo contro... Governare significa anche fare delle scelte, spesso impopolari». 

E quali sono le «scelte impopolari» che fareste al governo della Regione? 
«I dirigenti regionali, ad esempio. Sono troppi, lo dice anche la Corte dei conti: da 1.800 devono diventare 900. Sono assurdi anche i premi di produzione per chi sa fare un fax o una mail... Poi si deve mettere mano alla formazione professionale, che deve diventare il braccio armato fra l'istruzione e l'impresa. Non si dovranno più sfornare esperti in smalto di unghie con i fondi europei, così come è assurdo che i corsisti siano pagati per rendere appetibili dei corsi inutili». 
Forestali, precari e formazione: tabula rasa, dunque... 
«Attenzione: bisogna anche evitare di fare di forestali, precari e formatori gli agnelli sacrificali. Non sono i responsabili di ciò che non funziona in Sicilia. Però... ». 
Però? 
«Pero queste sono delle finte misure assistenziali. E allora noi pensiamo di fare così: eliminare il reddito minimo d'inserimento, i pip e i precari vari. Si azzera tutto e si fa un reddito di cittadinanza per tutti i siciliani bisognosi che ne abbiano davvero i requisiti. E poi, con i soldi risparmiati, fare un serio piano di investimenti per il lavoro produttivo da un miliardo per cinque anni su agricoltura, piccole e medie imprese e infrastrutture, per creare nuovi posti di lavoro. Solo se riusciamo a spostare questa gente dal pubblico al privato, la Sicilia può salvarsi». 
Ponte di Messina: si o no? 
«In questo momento non ci serve. La nostra non è una preclusione ideologica. Il Ponte, in questo momento, più che unire due coste, unirebbe due cosche. E poi con otto miliardi e mezzo si potrebbero fare cose più importanti: infrastrutture viarie primarie e secondarie, ferrovie più moderne in una terra dove le rotaie sono state realizzate da Mussolini o dai Borboni e non s'è più messo un bullone in più. E soprattutto le infrastrutture digitali: una rete più efficiente per utilizzare l'energie da fonti alternative, la massima diffusione della banda larga nell'Isola». 
No al Ponte, ma sì alla trazzera grillina. È riproducibile anche al governo?
«Ogni volta che crolla un'autostrada, spunta sui social network la vecchia notizia del ponte giapponese ricostruito in sei mesi dopo lo tsunami. Lì c'è una legge che, in casi di emergenza, consente all'imperatore di derogare alle regole. Noi siamo ingessati da burocrazia: bisogna essere rapidi, efficaci e trasparenti». Però maligni dicono che per finanziare la trazzera avete fatto un mutuo con parte delle indennità all'Ars fino alla scadenza naturale della legislatura. Ed è per questo che non vi dimetterete mai... 
«Non abbiamo fatto nessun mutuo: nessuno dei 14 deputati sarebbe stato così pazzo da sobbarcarsi un debito personale di 300mila euro. Tramite l'associazione "Movimento 5 Stelle", un soggetto giuridico pubblico, abbiamo aperto un conto corrente dove confluisce ogni mese parte delle nostre indennità. La trazzera l'abbiamo già pagata tutta, perché avevamo messo da parte i soldi. E anche la prima tranche del progetto "Boom polmoni urbani", di circa 130mila  euro, l'abbiamo già coperta». 
Avete presentato una nuova sfiducia per Crocetta. Consapevoli che non passerà? 
«La sfiducia non è più a Crocetta. Lui non governa più la Sicilia da un anno e mezzo. Ai cittadini siciliani Crocetta non interessa più: l'hanno archiviato. Ora, questa mozione di sfiducia è rivolta al Pd. Quel partito che ogni giorno sui giornali parla di "staccare la spina" e di "spegnere la luce" a Crocetta. Noi li abbiamo tolti dall'imbarazzo: ora facciano seguire i fatti alle parole. A meno che non si dimostrano il partito della fuffa e della colla alle poltrone». 
Ma non avete raccolto la sfida di Musumeci: andiamo dal notaio a depositare le dimissioni in bianco...
«Noi siamo pronti a fare qualunque azione per mandare a casa Crocetta. Ma dobbiamo essere seri, senza prendere in giro i cittadini: non serve che 30 persone si dimettano, perché ci vogliono 46 deputati che "contemporaneamente" presentino le dimissioni. Sarebbe il miglior regalo a Crocetta e al Pd: spazzolare in un colpo solo tutta l'opposizione, ben rodata da tré anni. Ma a Musumeci diciamo sì se la sfida è: andiamo dal notaio a firmare le dimissioni in bianco e quando arriveremo a 46 le depositeremo tutte assieme». Ferrandelli, però, l'ha fatto. E Buttafuoco vi ha invitato a fare lo stesso. «Una settimana prima di presentare le dimissioni, Ferrandelli andò a Roma a parlare con Guerini. In quel momento storico, all'apice dello scandalo Tutino, si pensava che Crocetta fosse al capolinea. E il Pd, ritenendo che noi avremmo vinto le Regionali, alza l'ingengo e dice: freghiamoli. Prendono Ferrandelli, lo mettono dentro un cannone e lo sparano. Peccato che il bersaglio nel frattempo fosse venuto meno perché il caso dell'intercettazione s'era sgonfiato. E così Ferrandelli è rimasto a vagare nello spazio... Io, se fossi stato in lui, non mi sarei dimesso dall'Ars. Ma dal Pd: quella era la cosa giusta, quella era la vera sfida».
"La Sicilia" da tempo porta avanti una campagna sulla trasparenza: pubblicare bandi e atti anche sui giornali per informare il maggior numero di cittadini. È un impegno che, in prospettiva, si sente di assumere?
 «Assolutamente. La trasparenza si deve fare anche attraverso i giornali». 
twitter: @MaiioBarresi

29 Novembre 2015







L'INTERVISTA. FARAONE: «UN'AGENZIA STATALE ASSUMERÀ I PRECARI PER POI TRASFERIRLI DOVE C'È BISOGNO» IL BLOG: CHE FINE FARANNO I FORESTALI CHE SONO LA CATEGORIA PIU' ANZIANA NON STABILIZZATA?


L'INTERVISTA

Faraone: «Un'agenzia statale assumerà i precari per poi trasferirli dove c'è bisogno»



governo, precari, Sicilia, In Sicilia così

Il sottosegretario annuncia la presentazione di un emendamento alla legge di stabilità

di Alessandra Turrisi

PALERMO. «Diremo addio al precariato negli enti locali in Sicilia, conciliando l’esigenza di garantire il posto di lavoro con quella di dare servizi efficienti alla popolazione». La nuova ricetta messa in campo dal governo nazionale per chiudere un capitolo infinito e «imbarazzante» della storia occupazionale nelle amministrazioni pubbliche dell’Isola viene illustrata da un autorevole esponente del Pd siciliano a Roma, il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone. È lui ad annunciare la presentazione di un emendamento alla legge di stabilità, firmato da tutti i parlamentari siciliani del Pd, «che permetterà di risolvere il problema di tutti lavoratori precari degli enti locali, circa 22 mila persone».

Onorevole Faraone, qual è l'idea messa in campo dal Pd?

«Grazie al governo Renzi, nella prossima legge di stabilità, lavoriamo per garantire finalmente la stabilizzazione di tutti i precari storici dell’Isola. Il tema è questo: abbiamo sempre detto di voler collegare la soluzione di questi problemi con azioni strutturali. La questione dei precari rientra anche nel tavolo economico Stato-Regione in cui si discute dei trasferimenti di un miliardo e 400 milioni e che si riunirà domani. Invece di cercare ogni anno le risorse per i precari, avere Comuni con personale in sovrannumero e altri in cui manca il personale, abbiamo deciso di dare un’organizzazione a questi lavoratori. Questo personale c’è? Allora va reso produttivo».

Come pensate di gestire la stabilizzazione di questo consistente bacino di precari storici?

«La norma sarà speciale e sarà valida solo per la Sicilia. Verrà istituita un’Agenzia del Lavoro, partecipata in house dalla Regione e dai Comuni, che avrà il compito di assorbire, stabilizzandoli, tutti i lavoratori e di collocarli successivamente in base alle esigenze. Per 22 mila lavoratori arriverà il momento del tempo indeterminato. Basta con le deroghe fatte anno dopo anno, di corsa, che hanno umiliato i diversi soggetti. I lavoratori non saranno più precari, saranno dipendenti dell’Agenzia e potranno lavorare anche per lo Stato, che parteciperà all’Agenzia, senza che costi un euro in più nelle tasche dei cittadini. Non ci sarà un aggravio di spesa».

Quindi, i precari stabilizzati potranno essere spostati anche in altri settori della pubblica amministrazione?

«Rendiamo il lavoro stabile e soprattutto produttivo. Garantiremo il lavoro, non il posto, partendo dai bisogni della Sicilia. Basta con i musei vuoti e le portinerie piene. Basta con Comuni senza personale e Comuni strapieni di personale. I lavoratori potranno essere utilizzati in tutti i settori della pubblica amministrazione. Daremo la possibilità anche di uscire dal bacino, con risorse economiche mirate. Non mandiamo a casa nessuno, se non per scelta».

Come riuscirete a individuare i bisogni reali delle varie amministrazioni?

«Dobbiamo avviare un’anagrafe dei dipendenti precari e delle loro caratteristiche. Faremo come abbiamo già operato con le scuole: alle istituzioni scolastiche abbiamo chiesto quali insegnanti servissero. Così faremo con i bisogni della pubblica amministrazione e realizzeremo una mappa».

A proposito di scuola. Si sta concludendo la fase C delle assunzioni previste dalla Buona Scuola. Qual è il suo bilancio?

«Nella scuola abbiamo assunto in Sicilia quasi 10 mila persone, pari a cinque nuove Fiat di Termini Imerese. Abbiamo reso obbligatoria l’alternanza scuola-lavoro, che sta mettendo in contatto gli istituti con le camere di commercio e le imprese, secondo le diverse specificità del territorio, creando un circuito positivo. Abbiamo realizzato un apprendistato più flessibile, tagliato il costo delle tasse per chi assume. Direi che è un bilancio straordinario».

29 Novembre 2015
http://gds.it/2015/11/29/faraone-unagenzia-statale-assumera-i-precari-siciliani-per-poi-trasferirli-dove-ce-bisogno_442925/








SICILIA, FONDI UE SPESI IN SAGRE E PRESEPI. BRUXELLES BLOCCA RIMBORSI PER 70 MILIONI


Notizia segnalata
da Tino Fragalà


Sicilia, fondi Ue spesi in sagre e presepi. Bruxelles blocca rimborsi per 70 milioni


Sicilia, fondi Ue spesi in sagre e presepi. Bruxelles blocca rimborsi per 70 milioni

162mila euro per il presepe di Custonaci, 70mila per il giro podistico di Castelbuono, 45mila per la settimana santa di Enna e ben 315mila per "la Scala illuminata" del santo patrono di Caltagirone... Così la Regione ha impiegato risorse vincolate al finanziamento di iniziative "di grande richiamo turistico". La Commissione: "Insieme frammentato di attività sporadiche, nessuna visione strategica". E nei conti di Crocetta si apre un buco


di Giuseppe Pipitone
Il carnevale di Termini Imerese e quello di Sciacca, la festa di Sant’Agata a Catania e la processione dei Misteri a Trapani, il presepe vivente di Agira e il convegno di studi pirandelliani ad Agrigento, un curiosissimo festival del Paesaggio e persino una kermesse musicale dal nome quasi equivoco: Palermo non scema. Sono solo alcuni degli eventi che la Sicilia ha finanziato con i fondi europei per il turismo, quelli previsti dai Fesr (fondi europei sviluppo regionale) 2007-2013. Novantacinque milioni di euro, messi a disposizione da Bruxelles per le manifestazioni di grande richiamo turistico, ovvero quella misura ideata dall’Ue per dotare le Regioni meno ricche di infrastrutture culturali e territoriali. Denaro che la Regione Siciliana ha quasi totalmente impegnato per cofinanziare fiere, sagre, e piccoli eventi locali, magari sponsorizzati dai vari deputati regionali, desiderosi di foraggiare i loro feudi elettorali. Con il risultato che adesso l’Unione Europea non intende erogare i fondi già impegnati dall’isola in piccole feste che di “grande richiamo turistico” non hanno nulla.
Un vero guaio dato che nell’ultimo rapporto di esecuzione sui fondi si legge che “risultano finanziate 209 operazioni con un impegno complessivo pari a euro 95.596.965,18 e pagamenti effettuati per euro 71.620.309,98, non ancora certificati. Occorre tuttavia segnalare che dai controlli eseguiti nell’anno di riferimento si evidenzia un’esigua percentuale di spesa certificabile”. In pratica le storicamente languide casse della Regione Siciliana, sempre a un passo dal default, adesso dovranno trovare altri 70 milioni di euro, e cioè i fondi europei sperperati malamente, che Bruxelles non intende più inviare a Palermo.
Una notizia emersa già il 24 luglio 2015, a margine del comitato di sorveglianza dei Fesr andato in onda a Palermo: “Il responsabile del dipartimento Turismo – si leggeva nel documento finale – afferma che il livello di spesa previsto è diminuito a causa delle problematiche inerenti la linea Grandi eventi, di cui è stata effettuata la sterilizzazione”. Nata come l’ennesima etichetta per rilanciare il turismo in Sicilia, la locuzione Grandi eventi era stata subito presa in prestito dalla magistratura, che così aveva ribattezzato l’inchiesta sul project manager Fausto Giacchetto, considerato il regista di un’operazione criminale che riusciva a orientare i fondi europei. In pratica dalla Regione, dopo aver fatto bandi, selezioni dei progetti e pagamenti, quest’estate annunciavano la “sterilizzazione”: abbiamo scherzato, scusateci tanto. Sul terreno rimanevano gli otto milioni elargiti al Sicilian open, un torneo di golf tutto siculo, i cinque milioni per i mondiali di scherma, il milione e trecentomila euro per il Cous Cous Fest di San Vito Lo Capo, fino ai nove milioni di euro del circuito del Mito, una grossa manifestazione ideata quando l’assessorato al Turismo era guidato da Daniele Tranchida e Nino Strano, l’uomo che conquistò notorietà nazionale quando mangiò una fetta di mortadella al Senato per festeggiare la caduta del governo Prodi.
Ma non solo. Perché nel mirino degli ispettori Ue, adesso ci sono anche tutta una serie di contributi minori: come i 43mila euro erogati per la sagra del Taratà a Casteltermini (una specie di danza folcloristica di guerrieri armati), i 146mila euro per il Raid dell’Etna, i 162mila euro per il presepe di Custonaci, e i 67mila per il palio dei Normanni di Piazza Armerina, che sarebbe poi un’annuale rappresentazione in costume. La lista continua con i 213mila euro per i teatri di Pietra di Calascibetta, i 70mila per il giro podistico di Castelbuono, i 55mila erogati al premio Pitré, i 45mila euro elargiti per i riti delle settimana santa di Enna, fino ad arrivare alla somma di 315mila euro con cui la Regione ha finanziato la Scala illuminata messa in piedi ogni anno a Caltagirone: sarà pure “uno spettacolo di memorabile suggestione”, come recita il sito web dedicato, ma si tratta pur sempre di un evento previsto per la festa del santo patrono del comune calatino. “Nella maggior parte dei casi, la promozione territoriale è stata intesa in senso unidirezionale, come insieme disomogeneo e frammentato di attività sporadiche di tipo tradizionale gestite in prevalenza da enti pubblici: eventi, campagne di comunicazioni, brochure, fiere, educational, senza una visione territoriale strategica unitaria”, scrive la commissione Europea.
Come dire che, con tutta la buona volontà, i soldi erogati da Bruxelles sono andati a finanziare piccoli eventi locali, in certi casi quasi sagre di paese, lontanissime dalla grande attrazione turistica, prevista dai bandi Ue. “I soldi pubblici sono andati a pioggia a finanziare eventi nei feudi dei politici di turno, mentre dovevano servire a generare uno sviluppo turistico strutturale, come dice la parola stessa si chiamano fondi strutturali e non fondi per le sagre di paese: la politica siciliana è incapace sia a programmare che a farlo secondo legalità”, attacca l’europarlamentare del M5S Ignazio Corrao, mentre tra i ranghi del governo Crocetta, esente da colpe dirette per i fondi in questione, si prova a trovare una situazione, nonostante i continui cambi al vertice del settore Turismo (quattro assessori in tre anni) rendano tutto più complesso.
Nel frattempo, il rischio è che il problema dei fondi Ue già spesi ma poi non erogati da Bruxelles si espanda a macchia d’olio: non solo alle altre regioni italiane, ma anche nei prossimi anni. Per evitare che si verifichi nuovamente una situazione simile, infatti, i nuovi accordi tra le regioni e Bruxelles vietano di utilizzare i fondi del Turismo per cofinanziare eventi di enti pubblici minori. Nonostante tutto, quest’estate la commissione Europea aveva nuovamente attaccato la Sicilia. “Si ricorda che, in base alle disposizioni contenute nell’accordo di partenariato, il Fesr non può cofinanziare gli eventi”. Insomma, mentre affiorano i primi problemi relativi all’utilizzo dei contributi 2007/2013, la commissione Europea si è già accorta che la Regione Sicilia rischia un utilizzo distorto anche della prossima tranche di fondi.
Twitter: @pipitone87

29 Novembre 2015
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/11/29/sicilia-fondi-ue-spesi-in-sagre-e-presepi-bruxelles-blocca-rimborsi-per-70-milioni/2263038/







29 novembre 2015

VINCENZO FIGUCCIA: IO ALLA GUIDA DEI PRECARI PER PRESENTARE RICORSI E CHIEDERE LA STABILIZZAZIONE



La complessa e articolata vertenza dei precari siciliani – afferma Vincenzo Figuccia, vicecapogruppo di Forza Italia all’Ars- rischia di intricarsi in una ancor più fitta matassa. Le dichiarazioni rese nelle ultime ore da Faraone e dal Pd sui precari, non mi convincono affatto. Piuttosto che dare un futuro produttivo a questi lavoratori siciliani, sia in termini di attivazione dei processi di stabilizzazione che di garanzia delle proroghe, cercando di valorizzare risorse, competenze ed esperienza, temo – continua Figuccia- che le più recenti manovre ideate da questo folle governo regionale, con il supporto del governo nazionale, pregiudicheranno gravemente la prosecuzione delle attività dei lavoratori, che invece devono essere stabilizzati seriamente e inseriti in percorsi produttivi per la nostra terra. L’Agenzia del Lavoro, partecipata in house dalla Regione e dai Comuni, che dovrebbe avere il compito di assorbire i lavoratori, finirà infatti per essere una gabbia di cristallo, pronta ad essere polverizzata insieme a tutti i lavoratori presenti al suo interno. Con queste premesse oltre alla totale paralisi di molti comparti in cui i precari sono impiegati, si corre il rischio di avviare una vera e propria guerra sociale e legale. I dipendenti stanno infatti organizzandosi con i legali e io stesso guidero’ delle azioni di coinvolgimento dei lavoratori per supportare i ricorsi. Ritengo- conclude Figuccia – che non possa essere un’intera generazione a pagare le spese di un fallimento che creando illusioni per anni ed anni, ci consegna una terra dilaniata, che oggi abbiamo il difficile compito di ricostruire.
Com. Stam.

29 Novembre 2015
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PRECARI IN SICILIA, QUANTI SONO? RENZI PENSA AD UNA STABILIZZAZIONE DI MASSA. TRA I PRECARI DA STABILIZZARE CI SONO ANCHE I FORESTALI, MA PER IL MOMENTO PER LORO NON C'E' NESSUN BUDGET. QUEST’ANNO HANNO FATICATO A RAGGIUNGERE I CIRCA 300 MILIONI NECESSARI


Precari in Sicilia, quanti sono? Renzi pensa ad una stabilizzazione di massa


Settimana calda quella che si apre sul fronte dei precari in Sicilia. Da mercoledì a Palermo scattano nuove proteste: chi vuole la stabilizzazione, chi non è pagato da mesi. Ma quanti sono i precari in Sicilia? Proviamo a fare i conti. Ci sono gli Lsu dei Comuni. Sono circa18.500, la maggior parte in servizio da una ventina d’anni. Costano circa 300 milioni all’anno e per lo più usufruiscono di un contratto che, a seconda dei casi, scade allafine di quest’anno o dell’anno prossimo.  Precari della sanità. Sono circa duemila e lavorano grazie a contratti che vengono rinnovati nella maggior parte dei casi ogni sei mesi. La Regione ha previsto le stabilizzazioni attraverso concorsi che però devono essere banditi. Precari della Regione. La maggior parte dei precari regionali è stata stabilizzata nel 2011. Restano circa 600 lavoratori a tempo determinato. Consorzi di bonifica. Sono circa un migliaio e costano 10 milioni all’anno. Molti di loro non prendono lo stipendio da mesi. Ente sviluppo agricolo. I cosiddetti “trattoristi” sono poco meno di 500. Dovrebbero lavorare ogni anno per 178 giorni al costo di circa 10 milioni. Ma quest’anno le risorse disponibili hanno permesso di garantire solo 151 giornate. Forestali. Sono la categoria maggiore. Costano circa 300 milioni all’anno.  Poi ci sono i lavoratori delle Opere Pie, 2000 persone, i precari dell’Irsap.
Va ricordato che Palazzo Chigi  ha dato il via libera a un emendamento alla legge di stabilità firmato da tutti i deputati dem che prevede la stabilizzazione dei 22 mila precari degli enti locali siciliani. Prevista la creazione di un’Agenzia unica partecipata da Regione, Comuni e Stato. Si creerà così un unico grande bacino di (ex) precari che saranno soggetti anche a mobilità
Da mercoledì Cgil, Cisl e Uil daranno il via alla più grande mobilitazione degli ultimi anni. La mobilitazione nasce dalle emergenze che si sono moltiplicate a causa dei problemi di bilancio della Regione. Per questo motivo i confederali porteranno in piazza da mercoledì all’11 dicembre tutti i precari degli enti locali e della Regione. I primi, mercoledì appunto, saranno i lavoratori delle Opere Pie: circa 2.000 persone che non prendono lo stipendio da mesi, in qualche caso quasi da un anno. L’appuntamento per loro è sotto Palazzo dei Normanni. Il giorno dopo sarà la volta dei lavoratori – non solo i precari ma anche i funzionari di ruolo – dell’Irsap,l’ente regionale che ha preso il posto dei vecchi consorzi  di sviluppo industriale. Protesteranno sotto l’assessorato alle Attività produttive. L’11 dicembre è fissato lo sciopero generale di tutte le categorie. Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl porteranno in strada i 600 precari della Regione, i 18.500 dei Comuni, i duemila della sanità e i circa 4 mila Lsu in servizio in vari enti. Sarà una protesta in cui saranno coinvolti circa 22 mila precari. Si potrebbero aggiungere circa mille precari dei consorzi di bonifica e i circa 500 dell’Ente sviluppo agricolo:i primi attendono lo stipendio da mesi, i secondi dovevano lavorare per 178 giorni ma si fermeranno a 151. «La situazione è drammatica – dicono i sindacati – Non si riesce ad avere una interlocuzione vera e costante col governo impegnato su questioni di potere e poltrone che poco appassionano i siciliani e chi non percepisce lo stipendio. L’elenco delle vertenze aperte – aggiungono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl – è lungo. Per questo proseguiremo con azioni di protesta e di lotta e con nuovi scioperi anche sulle altre questioni irrisolte a cominciare dall’assurda situazione in cui si trovano le ex Province e per rilanciare i rinnovi contrattuali». La preoccupazione è aumentata all’arrivo delle prime notizie sul bilancio che la Regione sta predisponendo per il 2016:in assenza di un accordo con Roma su aiuti che valgono un miliardo e 400 milioni, i tagli raggiungerebbero il miliardo e 800 milioni. La prima bozza prevede lo svuotamento quasi totale dei capitoli che finanziano i precari degli enti locali (circa 300 milioni all’anno), i tremila Pip di Palermo (30 milioni all’anno) e tutti gli enti regionali, che a loro volta impiegano i fondi per lo più per pagare il personale. Non c’è budget per il momento nemmeno per i 24mila forestali, che già quest’anno hanno faticato a raggiungere i circa 300 milioni necessari.

29 Novembre 2015
http://ilmattinodisicilia.it/15603-precari-in-sicilia-quanti-sono-renzi-pensa-ad-una-stabilizzazione-di-massa/






VENTIDUE FORESTALI SICILIANI MORTI IN SERVIZIO: UNA LAPIDE PER RICORDARLI


Ventidue forestali siciliani morti in servizio: una lapide per ricordarli



Lunedì a Ficuzza, davanti alla Caserma Forestale, sarà scoperta una lapide in ricordo dei 22 forestali siciliani morti in servizio. A organizzare la giornata in memoria dei Forestali è il comando del distaccamento Foreste di Ficuzza. Alle 10 sarà prima celebrata una messa nella cappella della Real Casina di caccia dei Borbone. All’iniziativa, alla quale sono state invitate le forze politiche e i sindacati, partecipa la Flai Cgil di Palermo.
“I forestali vanno ricordati anche per questo. Nel comparto dell’antincendio, visto oggi come luogo di sprechi e di assenteismo, c’è l’opera di quanti lavorano per la salvaguardia del patrimonio boschivo mettendo a rischio la loro vita e anche perdendola – dichiara il segretario della Flai Cgil di Palermo Tonino Russo -. E’ la prima volta che si organizza un’iniziativa del genere, importante per ricordare i morti e tutti i lavoratori forestali, e il lavoro utile e rischioso che fanno per la collettività”.
Tra le vittime ricordate nella giornata della memoria dei Forestali anche un aviere morto durante un’operazione a Castronovo, schiantatosi col suo mezzo nel lago Fanaco, e un brigadiere arso vivo assieme a tre operai della forestale a Linguaglossa, nel tentativo di domare un incendio. “Da un paio d’anni si parla e sparla del corpo forestale, dimenticando che uno dei motivi per cui nasce l’Azienda forestale, dopo la guerra, è stato quello di intervenire nei paesi distrutti dal bombardamenti, con il compito della tutela del vincolo idrogeologico. I forestali lavoreranno a questo scopo fino agli anni ’70 – aggiunge il commissario Francesco Muratore, comandante del distaccamento – Nel tentativo di spegnere gli incendi, ho classificato 25 vittime, ma solo di 22 siamo riusciti a risalire ai nomi. I forestali non sono un esercito di fannulloni come oggi una memoria poco attenta li considera: hanno pagato un tributo altissimo per salvare i nostri boschi, esposti a eventi criminosi quali sono gli incendi che continuano a distruggere il patrimonio boschivo”.

28 Novembre 2015
http://www.siciliainformazioni.com/redazione/220046/ventidue-forestali-siciliani-morti-servizio-una-lapide-per-ricordarli






Nota

Nella sezione a sinistra del blog, è stata creata un'apposita sezione. 
Se avete documenti che testimoniano altri lavoratori forestali morti durante il servizio di lavoro, potete liberamente inviarli al seguente indirizzo: michelemog@alice.it











28 novembre 2015

AI DIRIGENTI, AI DIRETTORI, AGLI AGENTI TECNICI FORESTALI. VI CHIEDIAMO DI COMPRENDERE LA GRAVE SITUAZIONE CHE C'È IN TUTTI I CANTIERI DELLA SICILIA


Ai Dirigenti, Ai Direttori, agli Agenti Tecnici Forestali. Vi chiediamo di comprendere la grave situazione che c'è in tutti i cantieri della Sicilia


I lavoratori mi hanno pregato di scrivere un messaggio per focalizzare la situazione del momento. Lo faccio volentieri

Non possiamo accontentarci per nessun motivo delle 2 ore e andarcene a casa senza aspettare un pò, abbiamo bisogno oltre della collocazione anche della retribuzione dell'intera giornata lavorativa. Voi non avete nessuna colpa, ci mancherebbe altro, assieme all'Azienda Foreste state rispettando in pieno l'Art. 59 del CCNL. Ma è capitato che dopo qualche minuto il cielo si è aperto spazzando via quelle maledette nuvole che stanno creando non pochi problemi alle famiglie. Non chiediamo favori, ma solamente qualche minuto in più prima di prendere le drastiche decisioni. Se fossero state rispettate le leggi, oggi non avremmo parlato di questo.
Vi ringraziamo per l'attenzione

I lavoratori forestali





PRECARI ENTI LOCALI SICILIA, OK DEL GOVERNO RENZI ALLA STABILIZZAZIONE. NIENTE INVECE PER LA CATEGORIA PIU' ANZIANA NON STABILIZZATA


Precari enti locali Sicilia, ok del governo Renzi alla stabilizzazione


Il sottosegretario Faraone annuncia un emendamento alla legge di stabilità concordato con Palazzo Chigi per l'assunzione dei 22 mila dipendenti degli enti locali siciliani con contratti a tempo: "Basta precariato"
 

di ANTONIO FRASCHILLA

Precari enti locali Sicilia, ok del governo Renzi alla stabilizzazionePalazzo Chigi dà il via libera a un emendamento alla legge di stabilità firmato da tutti i deputati dem che prevede la stabilizzazione dei 22 mila precari degli enti locali siciliani. Prevista la creazione di un'Agenzia unica partecipata da Regione, Comuni e Stato. "Grazie al governo Renzi, nella prossima Legge di Stabilità, lavoriamo  per eliminare il precariato storico attraverso un emendamento, firmato da tutti i parlamentari siciliani del Pd, che garantirà finalmente la stabilizzazione di tutti i precari storici dell'Isola", dice il sottosegretario all'Istruzione, Davide Faraone. "La norma - spiega Faraone - sarà speciale e varrà solo per la Sicilia. Verrà istituita un'Agenzia del Lavoro, partecipata in house dalla Regione e dai Comuni, che avrà il compito di assorbire, stabilizzandoli, tutti i lavoratori e di collocarli in seguito in base alla richiesta. I lavoratori non saranno più precari, saranno dipendenti dell'Agenzia, e potranno lavorare anche per lo Stato, perché parteciperà all'Agenzia, e potranno continuare a lavorare nel loro stesso posto fino al totale assorbimento, senza che costi un euro in più nelle tasche dei cittadini".
"Per 22 mila lavoratori - aggiunge - arriverà dunque il momento del tempo indeterminato. Basta con le deroghe fatte anno dopo anno di corsa che hanno umiliato i diversi soggetti. Rendiamo il lavoro stabile e soprattutto produttivo. 

Garantiremo il lavoro, non il posto, partendo dai bisogni della Sicilia. Basta con i musei vuoti e le portinerie piene. Basta con Comuni senza personale e Comuni strapieni di personale". "Finalmente - conclude Faraone - lavoriamo non solo per eliminare una piaga che si portava avanti da più di 20 anni ma anche per garantire ai cittadini servizi pubblici più efficienti. Dopo il Jobs Act, dopo le assunzioni della Buona Scuola, anche i lavoratori siciliani saranno valorizzati e potranno così svolgere il loro lavoro al meglio nella pubblica amministrazione".

28 Ottobre 2015




Nota

Il Governo Renzi non sta facendo nessun regalo, non fa altro che rispettare la sentenza del 26 novembre 2014 della Corte di Giustizia europea che riconosce agli insegnanti precari la stabilizzazione, ma che la stessa sentenza è valida anche per tutti i precari della pubblica amministrazione, quindi anche per i 22 mila lavoratori siciliani. Dalla sentenza purtroppo sono esclusi i lavoratori forestali, ma alcuni legali sparsi in Sicilia stanno studiando alcune strategie per raggirare l'ostacolo anche per loro.







LINGUAGLOSSA: MALORE PER UNA OPERAIA DELLA FORESTALE, INTERVIENE ELISOCCORSO


Notizia segnalata
da Gaetano Giacca


Linguaglossa: malore per una operaia della forestale, interviene elisoccorso




L’elisoccorso dell’ospedale Cannizzaro è intervenuto questa mattina a Linguaglossa per prestare soccorso ad un’operaia della forestale che ha accusato un malore ed è svenuta.
Il fatto è avvenuto intorno alle 7:30 quando la signora, originaria di Piedimonte Etneo, era di turno con i colleghi sull’Etna nel bosco del Monte Crisimo e si è sentita male. Scattato l’allarme si è levato in volo l’elicottero della Forestale e quello del 118 che è atterrato al campo sportivo linguaglossese.
La zona impervia non ha permesso all’ambulanza di raggiungere precisamente il luogo dei fatti ma gli operatori del 118 sono riusciti ugualmente a provvedere poi a trasportare la donna, che nel frattempo si era ripresa, al vicino nosocomio ospedaliero di Taormina per i controlli del caso.
Fortunatamente alla fine non c’è stato bisogno del trasporto della malcapitata in elisoccorso verso il Cannizzaro.
Intervenuti durante i fatti anche la Polizia Municipale e i Carabinieri della Stazione di Linguaglossa.


28 Novembre 2015





Nota

Auguriamo alla collega un buon riposo ed auspichiamo di vederla in servizio lunedì mattina. Buon wek end






OPERATORI FORESTALI DELLA REGIONE SICILIANA - LA STABILIZZAZIONE VI SPETTA - DIRITTO NEGATO - A BREVE IL CALENDARIO DEGLI INCONTRI INFORMATIVI PER CONOSCERE LA NOSTRA STRATEGIA LEGALE


Dalla pagina facebook
dell'Avvocato Fasano






Nota

Ieri pomeriggio a Castelbuono c'è stato il primo incontro informativo con l'Avvocato Fasano, ne seguirà un altro per lanciare un'azione collettiva. I lavoratori che hanno partecipato hanno ritenuto interessante il primo appuntamento. 



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SICILIA, MANCA UN MILIARDO E MEZZO PER CHIUDERE IL BILANCIO. NON CI SONO SOLDI PER I FORESTALI


Sicilia, manca un miliardo e mezzo per chiudere il bilancio

Sicilia, manca un miliardo e mezzo per chiudere il bilancio. Ieri pomeriggio la giunta Crocetta, con soli sette assessori presenti oltre al presidente, ha iniziato l’esame del bilancio predisposto dall’assessore all’Economia, Alessandro Baccei. Più una formalità, che altro, perchè la Sicilia non può chiudere il bilancio: manca infatti un miliardo e mezzo di euro. Lunedì a Roma ci sarà un altro vertice con i tecnici del governo per capire se Roma darà una mano o meno, e la Giunta pertanto è stata aggiornata a martedì. Baccei si porta avanti con il lavoro, e ha predisposto un bilancio con le sole spese obbligatore, non ci sono soldi per i forestali, i consorzi di bonifica, gli enti locali, le partecipate. Le poche risorse disponibili vengono utilizzate per il cofinanziamento dei fondi europei. In questo momento, senza l’aiuto da Roma, la Sicilia può contare solo sulle proprie entrate, 11 miliardo di euro, comprese le addizionali Irpef e Irap che erano state aumentate per rientrare dal deficit della sanità regionale, e che ora non sono state ridotte perché la Sicilia deve allo Stato due miliardi anticipati per il pagamento dei debiti con le imprese private. In Sicilia le entrate pro capite sono 2090 euro, ed è la Regione che minori entrate tra quelle a Statuto speciale. La spesa pro capite è invece di 3220 euro. Per fare un esempio, la Valle d’Aosta incassa 9720 e spende 9040. Ogni anno la Sicilia versa allo Stato 1,3 miliardi di euro di gettito fiscale. Fa meglio solo la Lombardia: 1,7 miliardi di euro.

27 Novembre 2015
http://ilmattinodisicilia.it/15582-sicilia-manca-un-miliardo-e-mezzo-per-chiudere-il-bilancio/




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MANIFESTAZIONE DEL 29 OTTOBRE 2015 DEI LAVORATORI FORESTALI SICILIANI. CONCETTA RAIA, DEPUTATA REGIONALE SICILIANA DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA ACCUSATA SUL BLOG DI BEPPE GRILLO DI AVER MINACCIATO CHI VOTA MOVIMENTO 5 STELLE


Concetta Raia: la bufala della deputata PD che minaccia chi vota 5 Stelle


Concetta Raia, deputata regionale siciliana del Partito Democratico, è stata accusata sul blog di Beppe Grillo di aver minacciato chi vota MoVimento 5 Stelle. Scrive Grillo:

Il filmato, che è stato pubblicato su Youtube tagliato, in effetti però fa capire altro rispetto a quello che viene raccontato sul blog di Grillo. In esso la Raia dice: «…perché l’unica che sta qua (si intende: alla manifestazione dei lavoratori forestali siciliani, che protestano perché Il blocco del patto di stabilità impedisce l’inizio del lavoro degli operai, ndr) sono io, sono io qua. Ci sono io qua, non ci sono gli altri». Poi la Raia aggiunge con fare interrogativo: «Hai votato 5 Stelle?», e fa il segno della croce volendo intendere, evidentemente, che loro – i 5 stelle – non sono in piazza con i forestali e lei (la persona a cui si rivolge) ci può mettere “una croce sopra”. L’onorevole Raia, da quel poco che si vede, non sta “minacciando i forestali” per non far votare i 5 stelle, ma, semplicemente, sta parlando male degli avversari. Ovvero, sta facendo propaganda politica. Come fanno del resto tutti i partiti politici.





D’altro canto, in occasione della protesta del 29 ottobre (quella che vedete nel video è più recente) il MoVimento 5 Stelle di Palermo era stato chiaro a proposito dei lavoratori forestali:

Non ce l’abbiamo con i forestali, ma questo modo di operare sistematicamente all’ultimo minuto è assolutamente fuori da ogni logica e, soprattutto, da ogni regola. Per stornare i fondi della sanità ci vuole una delibera di una giunta che non c’è, mentre il presidente va a tutelare le imprese all’estero e dimentica quelle siciliane. Noi non ci stiamo a svestire un figlio per vestirne un altro. A togliere fondi ad alcuni per darli ad altri”.
Con queste parole del deputato Giancarlo Cancelleri, il Movimento 5 Stelle all’Ars ha annunciato la volontà di non partecipare al voto della mini proroga ai forestali, costruita con i cocci raccattati tra le pieghe di un bilancio più che all’osso. I deputati del Movimento domani (30 ottobre 2015) non saranno presenti in aula.
[…] “Non può passare il messaggio – afferma Claudia La Rocca – che chi paralizza le piazze e crea enormi disagi alla gente ottiene subito quel che vuole. E’ inaccettabile, oltre che immorale. Non sono solo i forestali ad aver diritti da difendere. Tantissime altre categorie soffrono e patiscono e lo fanno in silenzio, senza che nessuno si ponga il problema di trovare per loro soluzioni in tempi decenti”.


Pubblicato il 27 novembre 2015
da Alessandro Amato


27 Novembre 2015 
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