31 maggio 2022

CONSORZI DI BONIFICA, ROTA (FAI CISL): “SOLIDARIETÀ AI LAVORATORI DI PALERMO E AGRIGENTO. SOSTENIAMO LA MOBILITAZIONE”


Ricevo e pubblico 
dalla Giornalista Laura Compagnino  
Ufficio Stampa Fai Cisl Sicilia

Agrigento, 31 maggio 2022.  “Piena solidarietà agli oltre 120 lavoratori del Consorzio di Bonifica di Palermo che oggi hanno annunciato una giornata di sciopero per il prossimo 15 giugno, e a quelli del Consorzio di Bonifica 3 di Agrigento, che ho potuto incontrare questa mattina: qui gli operai sono senza stipendio da febbraio e l’Ente consortile sembra andare avanti a suon di promesse, senza alcuna reale prospettiva futura. Anche dalla politica regionale nessuna garanzia, per lavoratori che stanno anticipando di tasca loro i soldi per poter lavorare. É inaccettabile che questa situazione si protragga in piena stagione irrigua mettendo a rischio d’interruzione un servizio indispensabile per l’agricoltura siciliana. Sosteniamo pienamente lo stato di agitazione e chiediamo l’intervento della Regione Sicilia, per dare una svolta concreta a questa vicenda”.

Così il Segretario Generale della Fai Cisl Onofrio Rota in questi giorni in Sicilia e che oggi ha incontrato i lavoratori del Consorzio di Bonifica 3 Agrigento. Con lui il Segretario Generale della Fai Cisl regionale, Adolfo Scotti, che aggiunge: “In Sicilia, dove 270 comuni su 390 sono a rischio idrogeologico, è centrale il ruolo dei Consorzi di Bonifica ed è gravissimo che questi lavoratori attendano lo stipendio da quattro mesi. Ad Agrigento stiamo parlando di 400 persone, e di conseguenza famiglie, 200 lavoratori a tempo indeterminato e altri 200 stagionali. Il settore richiede evidentemente una gestione più lungimirante delle risorse economiche, maggiore autonomia e autogoverno, e una più concreta attenzione da parte di tutte le istituzioni. Sollecitiamo anche le parti datoriali, per una battaglia che deve essere portata avanti insieme per il bene dei lavoratori e delle aziende agricole”.

“Non si può ritenere indispensabile il ruolo dei Consorzi di Bonifica senza garantire stabilità economica e contrattuale e continuità lavorativa ai lavoratori. Per sostenere l’agricoltura siciliana, rilanciare il comparto e connettere l’economia regionale con il resto del Paese, è necessaria un’azione responsabile e tempestiva della politica e delle istituzioni” conclude il Segretario Generale Fai Cisl Onofrio Rota.







LE PREVISIONI. ARRIVA L’ANTICICLONE SCIPIONE: BATTERÀ I RECORD DI CALDO DI HANNIBAL


Dal sito www.ilsicilia.it

31 Maggio 2022
Dall’inverno all’inferno: esagerando un po’ nel titolo, potremo sintetizzare così l’estremo passaggio da un weekend quasi “invernale”, con il ritorno della neve sulle Alpi fino a 1.800 metri, al Ponte del 2 giugno “infernale” con massime fino a 40-41°C.

Senza esagerare, analizziamo in modo rigoroso i dati meteorologici registrati e le proiezioni modellistiche più affidabili: lo scorso weekend abbiamo osservato un crollo delle temperature anche di 15°C in alcune località del Nord, venti freddi di Bora, mareggiate con forte erosione delle spiagge e minime intorno ai 10°C in val Padana; la previsione dei principali modelli meteorologici vede invece la rimonta dell’anticiclone Africano verso il Sud con i primi 35°C in Sicilia già nelle prossime ore.

Arriva dunque di nuovo il caldo estremo con l’anticiclone Scipione l’Africano: come fece l’omonimo condottiero romano durante la Seconda Guerra Punica, Scipione sconfiggerà Annibale. Questo nuovo anticiclone sarà più forte di “Hannibal”, il primo precoce caldo estivo che ci ha interessato dal 10 maggio fino a pochi giorni fa. Scipione l’Africano porterà picchi superiori ai 40°C sulle Isole Maggiori, mentre Hannibal faticò a superare i 37-38°C: una guerra tra Colossi, comunque, e queste massime davvero eccezionali non promettono niente di buono per l’estate 2022.

Lorenzo Tedici, meteorologo del sito www.iLMeteo.it, conferma infatti che oggi, ultimo giorno della primavera meteorologica, un anticiclone nordafricano tornerà a gonfiare il petto verso l’Italia, spinto dall’approfondimento di una saccatura atlantica sull’Europa occidentale: nelle prossime ore farà già molto caldo al Sud, da domani toccherà anche al Centro e, dalla Festa della Repubblica, proprio in onore della Festa e per fare una cosa democratica, toccherà anche al Nord: avremo temperature di oltre 7-10°C superiori alla media del periodo, medie oramai stravolte da quasi un mese.

Va detto, ad essere precisi, che Scipione l’Africano, essendo un condottiero romano, quello famoso dell’Elmo di Scipio, porterà gran caldo soprattutto al Centro-Sud ed in particolare a Roma potremo toccare valori record per Giugno: il picco del caldo sarà comunque sulle regioni meridionali ed in particolare sulle Isole maggiori, mentre al Nord la coperta dell’Anticiclone risulterà a tratti corta, lasciando scoperto il settore alpino a frequenti temporali. Una nota da considerare di questa rovente fase anticiclonica: rispetto ad Hannibal, avremo più acquazzoni al Nord e una durata inferiore.

L’Anticiclone Scipione potrebbe scricchiolare già da lunedì prossimo con il ritorno verso condizioni “normali”: magra consolazione dopo 6 giorni di Febbre da Cavallo sul nostro Centro-Sud con l’Elmo di Scipio alla ribalta.

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ANTIMAFIA. DALLE LITI TRA PASTORI AL BUSINESS DEI FONDI UE, INDAGINE SUGLI INCENDI BOSCHIVI IN SICILIA


Dal sito gds.it

31 Maggio 2022
Nell’estate del 2021, in Sicilia ci sono stati 8.133 incendi, con una media di 135 roghi al giorno solo a luglio e agosto. Secondo i dati forniti dell’European forest fire information system (Effis) dall’inizio del 2021 sono andati in fumo nell’Isola oltre 78 mila ettari di territorio (esattamente il doppio dei 36 ettari del 2020) pari al 3,05% della superficie dell’intera Regione. Numeri che impongono una riflessione e che hanno indotto la Commissione Antimafia regionale, guidata da Claudio Fava, a svolgere un’accurata indagine «al fine di individuare quali possono essere le cause che muovono le mani criminali di chi, dolosamente, appicca un incendio». “Non c’è una unica motivazione sui roghi: questa è una certezza: ci sono dinamiche territoriali», ha affermato Giuseppe Compagnone dell’Antimafia regionale, in conferenza stampa assieme a Fava e ad altri componenti della commissione. L’inchiesta, presentata in conferenza stampa dall’Antimafia, ha avuto inizio l’8 giugno 2021 con l’audizione dell’associazione “Salviamo i Boschi in Sicilia» che ha fornito alla commissione un esposto-denuncia presentato da varie associazioni ambientaliste siciliane. I lavori sono proseguiti per oltre dieci mesi, con altre dieci audizioni nel corso delle quali sono stati ascoltati l’assessore regionale all’Ambiente Toto Cordaro, dirigenti della Regione e del Corpo forestale, sindaci, rappresentanti delle associazioni ambientaliste, giornalisti. Per l’assessore Cordaro, sentito in audizione, «le uniche ragioni che possono muovere tendenzialmente qualcuno ad appiccare volontariamente un incendio, un incendio boschivo di vegetazione di interfaccia che dir si voglia, sono ragioni legate alla volontà di bruciare i residui vegetali al fine pascolivo». «Questo accade soprattutto in alcuni periodi dell’anno e, cioè, tendenzialmente, dalla fine di agosto in poi, quando l’erba con le prime piogge o con la prima umidità si rigenera immediatamente e, quindi, crea l’humus per una più facile attività di pascolo. Poi - ha sostenuto Cordaro - ci sono degli interessi che sono pure emersi da segnalazioni precise legate all’accaparramento della concessione delle aree a pascolo per intercettare i contributi comunitari. Questo è un dato che mi è pure stato riferito. Una delle ragioni che mi vengono segnalate, seppure difficile poi provarlo, accade nelle vicende legate alle ritorsioni fra allevatori, soprattutto, quando c’è qualcuno che ha ottenuto le concessioni per il pascolo e, magari, qualche altro che è vicino che per ragioni che egli considera non motivate non lo ha ottenuto: sono le uniche categorie che mi sono state segnalate. Poi, c’è il tema legato al piromane che ha una tara mentale e che, quindi, ovviamente, vive dell’appiccamento dell’incendio».


Le liti degli allevatori per i fondi Ue

«A volte gli incendi dolosi possono nascere da un reato di qualche persona folle che appicca un incendio quando ci sono le condizioni scatenanti, quindi, venti prevalenti e dominanti, l’alta siccità, ma il più delle volte, sulla scorta della mia esperienza, questi incendi scaturiscono dalle liti fra allevatori», ha spiegato  il dirigente provinciale del Servizio 11 per il territorio di Catania del Dipartimento regionale dello sviluppo rurale e territoriale, Pietro Giovanni Litrico. “Annualmente il Dipartimento a cui io afferisco presenta delle manifestazioni di interesse sulla disponibilità di lotti pascolivi, a queste manifestazioni di interesse, ovviamente, partecipano tutti gli imprenditori agricoli che gestiscono allevamenti, allevamenti bovini o di caprini - continua il dirigente - L’amministrazione riceve le istanze, fa una graduatoria delle istanze pervenute e una volta esitata la manifestazione di interesse, assegna agli allevatori aggiudicatari dei lotti di terreno a pascolo. Questi lotti di terreno a pascolo servono, in prima istanza, ad alimentare il bestiame pascolante, ma, una volta che i pascoli sono concessi all’allevatore, questi può caricarli nel fascicolo aziendale e, quindi, ricevere i contributi comunitari; che possono essere concessi a superficie oppure a capo di bestiame detenuto. Io ricordo, ad esempio che fino al 2008 il premio che erogava Agea per ciascun capo di bovino adulto era di ottocento, per un vitello in accrescimento seicento euro. Capite bene che tutto questo rappresenta un bell’introito per gli allevatori. Quindi, presenta una istanza, può succedere che gli allevatori entrano in competizione per lo stesso lotto di terreno». Ed in effetti, ha affermato il dirigente «girando per il territorio e facendo le indagini di polizia giudiziaria sui roghi, molto spesso ho potuto verificare che a monte c’erano delle liti tra gli allevatori, i quali tendevano a bruciare il lotto del collega vicino che aveva prodotto l’istanza e aveva ottenuto il pascolo». «Il danno non è relativo soltanto ad un danno ambientale, questi reati incidono fortemente sulla natura della nostra economia perché nei boschi noi facciamo dei progetti, delle perizie forestali che servono ad assumere maestranze forestali, se bruciano i boschi non possiamo avere le maestranze forestali - ha sottolineato il dirigente - Non voglio giungere a conclusioni, ma dico che questo è quello che, per la natura degli incarichi che ho avuto, per le esperienze che ho avuto in questi sedici anni di servizio, tra i responsabili di incendi, responsabili di prevenzione e repressione incendi in provincia di Catania e controllore Agea, questo è quello che posso dire e mi sento di dire. I lotti sono stati messi sempre a disposizione degli allevatori, con le dovute misure, perché noi prendiamo informazioni, soprattutto antimafia, noi consultiamo il Ptna, non è che facciamo il contratto immediatamente all’allevatore, prima c’è una fitta rete di controlli, io chiedo alle Prefetture tutte le informative, ma, chiaramente, gli allevatori sono furbi, gli allevatori fanno presentare l’istanza a gente lontana, giovani che sono incensurati, queste cose non c’è bisogno che le dico io, io ho qualifiche di polizia giudiziaria, ho parlato sempre con i Prefetti, questa cosa l’abbiamo messa in evidenza d’ufficio e nonostante le verifiche, poi, risultano essere negative, nulla di fatto, molto spesso questi allevatori continuano a delinquere, molti dei quali sono stati incriminati, sono risultati mafiosi, addirittura collegati a cosa nostra siciliana».


Un Canadair costa 4.600 euro l’ora

«Sicuramente c’è un business degli aerei perché purtroppo in Italia, ma anche noi come Regione, ci rivolgiamo agli operatori privati. Sfaterei però alcune fantasie come, per esempio, che un’ora di Canadair costa quindici mila euro», racconta il dirigente del Servizio4-antincendio boschivo del comando del Corpo forestale della Regione Siciliana, Rosario Napoli all'Antimafia regionale. Il dirigente ha spiegato che «un’ora di elicottero costa 2.300 euro a base d’asta; un’ora di Canadair costa intorno a 4.600 euro». «Il Canadair ha una capacità di circa 5.500 litri - ha spiegato Napoli - Invece un’ora di S64, che è l’elicottero più pesante, che ha una capacità di circa 9.000 litri, costa intorno ai 9.000 euro. Sono cifre approssimate perché poi nel calcolo dei contratti subentrano, come dire, tutta una serie di parametri, però diciamo che mediamente il costo è quello». Poi in riferimento alla domanda sul ‘business’ dei mezzi aerei e al sospetto che ci possano essere dei soggetti che innescano degli incendi spinti dalle aziende interessate, Napoli «tende ad escludere questa possibilità» si legge nella relazione dell’Antimafia, spiegando il meccanismo previsto dai contratti che vengono sottoscritti dalla Regione Siciliana con le aziende che si aggiudicano le gare bandite per lo spegnimento degli incendi attraverso i mezzi aerei. Le aziende che forniscono i velivoli, infatti, non vengono pagate «a chiamata», ma c’è un monte ore prestabilito. Nel 2021 sono state 1.360 ore, a partire dal 20 maggio e fino al 31 dicembre 2020. Il contratto inoltre prevedeva anche il diritto, da parte della Regione, di chiedere all’azienda aggiudicataria, di garantire un’estensione delle ore di volo previste dal contratto, per un massimo di ulteriori 200 ore, che vengono pagate la metà rispetto al costo orario desumibile dal contratto. «L’anno scorso abbiamo avuto una stagione veramente incredibile per cui abbiamo consumato, non solo le ore di progetto, ma abbiamo consumato anche le 200 ore aggiuntive che abbiamo pagato al 50% - ha affermato il dirigente Napoli - Le ulteriori ore di volo che si sono rese necessarie, da contratto avremmo dovuto pagarle al prezzo ribassato della gara d’appalto. Però devo dire che, in qualità di Rup ho chiesto all’azienda di rivedere il prezzo di appalto per queste ulteriori ore aggiuntive. Per cui in definitiva il costo orario previsto per le 1360 ore previste dal contratto è stato di circa 1.900 euro, il prezzo per le 200 ore di estensione concordate nel contratto è stato di circa 900 euro. Per le ulteriori ore aggiuntive, extra contratto, è stato fatto un accordo con l’impresa e sono state pagate circa 1.350 euro a ora».

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Fonte: gds.it




SIFUS CONFALI SICILIA: PER NASCONDERE LE PROPRIE INCAPACITÀ NELLA LOTTA CONTRO GLI INCENDI BOSCHIVI, IL GOVERNO SICILIANO SI INVENTA PALLIATIVI CHE COME TALI, SONO INCAPACI DI RISOLVERE IL PROBLEMA. È COME SE IN UNA CASA COSTRUISCI IL TERZO PIANO SENZA PRIMA AVER REALIZZATO IL PRIMO


Ricevo e pubblico
dal Segretario Generale del Sifus Confali
Maurizio Grosso

Palermo 31 maggio 2022 - L' incontro di ieri a Palermo in cui il SIFUS  ha avuto modo di interloquire con l'Assessore Reg.le al Territorio on. Cordaro e con il Comandante del corpo forestale, dott. Salerno, ha rappresentato, la prova del nove rispetto l'inefficienza e l'inefficacia dell'imminente campagna antincendio rispetto le sfide in atto degli incendi boschivi.

- Come si può realizzare in maniera efficiente una Campagna Antincendio se a tutela del patrimonio boschivo non sono state realizzate le opere di manutenzione propedeutiche e, dove queste sono state realizzate a maggio, a causa dei cambiamenti climatici, devono essere rifatte?

- Come si può  realizzare una Campagna Antincendio efficace quando si è  in presenza della carenza di almeno del 30% degli addetti Antincendio e di una quota significativa delle postazioni di avvistamento?

- Come si può intervenire nelle operazioni di spegnimento degli incendi con mezzi vetusti poiché non si è stati in grado di fare le gare in tempi utili per quelli moderni e cosa ancora più grave, senza l'avvenuta manutenzione?

- Può essere  considerato un risultato di questo Governo  la consegna dei D.P.I (disponibili di sicurezza) a tutti?

E' ovvio che quando non si è  in grado di gestire ed amministrare il comparto  forestale sia per quanto attiene l'aspetto legato alla manutenzione del territorio (non esiste la programmazione) che quello legato alla difesa degli incendi,  qualcosa per non perdere la faccia il Governo Musumeci deve pur inventarselo!
In quest'ottica, in assenza di un idea complessiva di gestione e di totale  programmazione, si fanno scendere i campo i "droni" (appena lo riterremo, renderemo noto di chi è  la ditta che li fornisce), ci si inventano le convenzioni con la protezione civile (gli si regalano mezzi in cambio di assunzioni vergognosamente gratuite di personale autoctono) con i vigili del fuoco, con il circolo bocciofilo (le passerelle servono), con Mazinga Z e con Athos ufo Robot!
Quale sarà il risultato di questa strategia fallimentare per il patrimonio boschivo e forestale siciliano? In verità, lo avete appreso già nel 2021: 1° nella classifica delle regioni più bruciate d'Italia!
In conclusione, rendiamo noto per l'ennesima volta ai sapientoni della Regione Siciliana, a partire dagli assessori, Cordaro e Scilla, per finire al Presidente Musumeci che si è efficienti ed efficaci nella lotta contro gli incendi quando ci si organizza per spegnere da terra gli incendi medesimi. Ovviamente , ciò è possibile realizzarlo, qualora la manutenzione venga effettuata secondo i tempi e le necessità del ciclo biologico delle piante, ossia, con la disponibilità  a tempo indeterminato dei lavoratori forestali. 
Per ridurre i danni vi invitiamo a mandare in cantiere  tutti i lavoratori del settore orestale, compresi i 78isti, poiche c'è bisogno oltre che per la realizzazione dei viali parafuoco per un significativo presidio del territorio.
Maurizio Grosso  
Segretario Generale SIFUS CONFALI





"PARLIAMO DI DATI", E' UN'ARTICOLO SEMPRE ATTUALE DELLO SCORSO ANNO DI ANTONINO LOMONACO (OPERAIO A TEMPO INDETERMINATO), DI LINGUAGLOSSA (CT)

 Antonino Lomonaco

"Parliamo di dati"

I dati ci dicono che nel territorio dove ho operato, di pertinenza del distaccamento forestale di Linguaglossa, il quale consta di un territorio di circa 20.000 ettari, nella campagna antincendio boschivo di questa estate (2021) ci sono stati ben 474 incendi su cui noi operai siamo intervenuti. Si tratta di una media di 118 incendi al mese. Significa perciò una media di circa 5 incendi al giorno nei quattro mesi estivi interessati dalla campagna antincendio stessa. Solo conoscendo profondamente cosa sia un intervento di antincendio boschivo, si può intendere il lavoro immane che abbiamo sostenuto, soprattutto se si considera che ad intervenire di fatto su questi incendi siamo rimasti solo in venti addetti, tutti ben oltre i cinquanta anni, tutti con scarsa consapevolezza di questi nostri meriti, eppure tutti con una grande esperienza che non andrebbe sprecata!!!
Ritengo che i dati di Linguaglossa, più o meno, siano i dati di ogni distaccamento forestale in Sicilia. 
Sono questi gli uomini, assieme agli autisti, alle vedette, e agli altri che compongono tutta l'organizzazione antincendio della forestale, che a fine stagione Musumeci, o qualsiasi altro Presidente della Regione, avrebbe dovuto ringraziare ed elogiare. 
Chi non comprende i pericoli e gli affanni, che come A.S.P. I. abbiamo sempre affrontato per proteggere il nostro territorio, non merita il potere politico di gestione del territorio stesso, non ha competenza di parlarne o di riferirsi poi ai rischi idrogeologici e ai cambiamenti climatici: sarebbero solo delle parole vuote, prive di contenuto reale e consapevolezza. 
Sono un semplice A.S.P. I., cosciente dei nostri limiti di operai e, tuttavia, proprio per questo cosciente dei nostri meriti, senza di cui un intero territorio oggi sarebbe in cenere. 
Grazie compagni di una grande esperienza, braccia, fiato e sudore, di una lotta grandiosa quanto misconosciuta!
Una tale lotta non può che esser affrontata da squadre professionali, adeguatamente preparate, motivate, organizzate e presenti costantemente nel territorio. Non certo da un volontariato che, per forza di cose, non può mai garantire uno standard adeguato delle prestazioni necessarie a raggiungere gli obiettivi richiesti dalle condizioni ecologiche e sociopolitiche in atto. 
(23-10-2021)

Antonino Lomonaco




ROGHI. INCENDI, ANCORA ALLARME. LA SICILIA BRUCIA DA BELMONTE MEZZAGNO A ERICE

L'intervento dei volontari di protezione civile a Erice


Dal sito gds.it

30 Maggio 2022
Un'altra giornata di fuoco in Sicilia. Diversi incendi, molti di origine dolosa, hanno intetressato le province di Palermo e Trapani.

Diversi roghi sono divampati oggi nella zona tra Misilmeri e Belmonte Mezzagno dove sono intervenute diverse squadre di vigili del fuoco e della forestale.  E’ stato necessario l’intervento dell’elicottero per contenere le fiamme ed evitare che potessero lambire alcune abitazioni.

Un altro incendio  è sviluppato intorno alle 14 nel territorio di San Cusumano, sul lato della montagna di Erice, colpita nelle scorse settimane sul versante di Martogna . Il rogo ha provocato una densa colonna di fumo nero che sarebbe stata provocata da rifiuti e anche pneumatici a cui qualcuno ha dato fuoco. Sono intervenuti i vigili del fuoco, la Protezione civile e un elicottero della Forestale.  La Strada provinciale 20 in direzione di San Vito Lo Capo è stata chiusa al transito in via precauzionale per alcune ore. Le fiamme nel tardo pomeriggio sono state domate ed effettuala la bonifica. Sono intervenuti un elicottero della forestale e i  volontari di protezione civile (Humanitas, Angeli del soccorso, Sos Valderice e Elimo Ericini), ed intervento con elicottero da forestale.

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Fonte: gds.it




SIFUS CONFALI: ESITO INCONTRO CAMPAGNA ANTINCENDIO 2022 CON IL DIRIGENTE GENERALE DEL CORPO FORESTALE DOTT. GIOVANNI SALERNO I DIRIGENTI DOTT. DI DIO E DOTT. CAVALLARO E L’ISPETTORE BRUSCA


Ricevo e pubblico
dal Segretario Regionale Sifus Confali
Comparto Forestale Antincendio
Franco Cupane

A seguito dell’incontro odierno tenutosi presso l’Assessorato
Territorio e Ambiente si evince che:

- Per la campagna antincendio 2022 la copertura finanziaria è di 66 milioni di euro, derivanti per una parte dalla finanziaria e per la restante parte a seguito della variazione di bilancio che verrà approvata entro la fine del mese di luglio

- Per la dotazione dei mezzi antincendio, il Dott. Salerno afferma che i mezzi saranno gli stessi dell’ anno precedente, compresi quelli in comodato d’uso della Protezione Civile regionale. Per i mezzi nuovi, Salerno comunica che si è in attesa della sentenza del Tar per definire l’appalto mentre per i mezzi in dotazione al comparto, la Regione ha centralizzato l’appalto per la manutenzione e la revisione.

- Per ciò che concerne i DPI, è stato assicurato che tutti i lavoratori ne saranno 
forniti.

I lavoratori antincendio impegnati nella campagna 2022 saranno, come da richiesta presentata ai Centri per l’im piego, 5608 (autisti e vedette), ma a detta del Dott. Cavallaro quelli attualmente presenti nei nulla osta si aggirano sui 5100, con una differenza in difetto, di circa 500 unità che verranno però reclutati successivamente, dove necessario e con una nuova richiesta, in base alla mansione di qualifica. Cavallaro comunica inoltre che entro il 2022, vista la carenza del personale si procederà all’adeguamento delle mansioni carenti.

La campagna antincendio 2022 per tutti i lavoratori inizierà ufficialmente il primo di giugno e si concluderà il 15 ottobre. In questo periodo saranno in servizio solo i lavoratori che compongono la fascia occupazionale delle 151 giornate (18 dei lavoratori del comparto antincendio).

E’ stata inoltre firmata la convenzione con i Vigili del Fuoco per usufruire di 13 squadre dei VVF su tutto il territorio regionale utili per far fronte alla lotta antincendio boschivo.

Il SIFUS non può ritenersi soddisfatto dell’organizzazione dell’intera campagna antincendio 2022, ma prende atto del lavoro e dello sforzo del Corpo Forestale mediante il quale è riuscito ad ottimizzare le poche risorse messe a disposizione dal governo regionale. Siamo sempre più convinti che se fosse stata approvata ed introdotta la riforma da noi sostenuta ddl 1009), sarebbero state assegnate ulteriori competenze e quindi stato possibile reperire maggiori risorse utili ad una più adeguata programmazione annuale delle attività mirate alla salvaguardia del territorio. Ci dispiace dover affermare che senza una riforma seria, anche
quest’anno si perde l’ennesima occasione per tentare di risolvere definitivamente la devastante questione degli incendi boschivi e della desertificazione

Franco Cupane
Segr. Reg.ale Sifus Confali
Comparto Forestale Antincendio




UGL, DAL PRIMO GIUGNO PARTE LA CAMPAGNA ANTINCENDIO 2022


Dal sito sicilia.ugl.it

30 Maggio 2022
Oggi abbiamo incontrato l’assessore Cordaro ed il dirigente Generale del corpo forestale Giovanni Salerno per l’avvio della stagione antincendio nella Regione Siciliana.

Il servizio antincendio boschivo per l’anno 2022 partirà in tutto il territorio siciliano il primo giugno, in anticipo rispetto agli anni precedenti.

Nel corso dell’incontro abbiamo avanzato alcune richieste all’assessore Cordaro ed al Comandante del Corpo forestale Salerno.
Ci è stato assicurato che le risorse finanziarie appostate in finanziaria saranno tutte disponibili e sufficienti per completare la campagna AIB 2022. Il Comando del Corpo Forestale della Regione Siciliana ha programmato i corsi di aggiornamento professionale che ripetutamente avevamo chiesto. Ci è stato comunicato che è stata aggiudicata la gara per la fornitura dei DPI ed anche quella per la manutenzione dei mezzi, mentre è ancora in corso un contenzioso per la gara di acquisto di nuovi mezzi. Abbiamo chiesto il recepimento del CCNL, sia nella parte normativa che nella parte economica e vigileremo affinché sia raggiunto per i lavoratori il risultato.

Abbiamo sottolineato come la mancata riforma del settore non ci permetta di poter pianificare  per tempo gli interventi nel comparto forestale.
Ci è stato assicurato che saranno rispettati i numeri degli anni precedenti ed in sostituzione di lavoratori dei contingenti si procederà con quelli con i precedenti lavorativi e successivamente si provvederà con le prove d’arte.
abbiamo chiesto con forza che quest’anno i 151isti AIB completino tutte le giornate alle dipendenze del comando forestale.

Su tutti gli impegni assunti dal governo regionale e dal Comandante del Corpo Forestale continueremo a vigilare a tutela delle ragioni dei lavoratori.

A dichiararlo il Segretario regionale Ugl Agricoli e Forestali Franco Arena.





SALVIAMO I BOSCHI IN SICILIA INCONTRI INFORMATIVI CON LE SCUOLE




Dalla pagina Facebook
CORPO FORESTALE della REGIONE SICILIANA

Una intensa e proficua stagione di educazione ambientale si sta per concludere . Durante tutto il 2022, rispettando pedissequamente la normativa anti covid, gli Ispettorati ripartimentali delle Foreste, di concerto col Comando del Corpo Forestale della Regione Siciliana e il prezioso ausilio del Servizio 5 del medesimo Comando, hanno posto in essere numerosissime attività di avvicinamento dei giovani alla natura, coinvolgendoli e appassionandoli a un mondo che merita di essere salvaguardato e tutelato e che rappresenta il futuro della vita umana sul nostro pianeta. Approfittiamo di questa pagina per ringraziare le autorità scolastiche, le famiglie degli studenti, gli studenti e ovviamente tutti i divulgatori specializzati del Corpo Forestale che hanno messo a disposizione dei giovani alunni il loro bagaglio tecnico con dedizione e sacrificio. 
Al prossimo anno scolastico!





UNA NUOVA FIAMMATA AFRICANA È PRONTA AD ARROVENTARE L'ITALIA CON TEMPERATURE MOLTO AL DI SOPRA DELLE MEDIE DEL PERIODO. TRA LE REGIONI INTERESSATE ANCHE LA SICILIA


Dalla pagina Facebook
Canadair Realforest Firetovirtual

Una nuova fiammata africana è pronta ad arroventare l'Italia con temperature molto al di sopra delle medie del periodo.
L'ennesimo affossamento di una struttura perturbata sull'Atlantico portoghese porterà nei prossimi giorni, come risposta, una potente avvezione di aria calda nord africana, che investirà soprattutto la penisola italiana.
Le regioni più interessate saranno quelle centro meridionali, a partire da giovedì, con caldo via via sempre più intenso e temperature che supereranno i +35°C. Puglia, Sardegna e Sicilia potranno registrare localmente valori attorno ai +37°C





È STATA APPROVATA LA DELIBERA. INCENDIO A STROMBOLI, LA GIUNTA CHIEDE LO STATO DI CALAMITÀ


Dal sito www.ilsicilia.it

30 Maggio 2022
La giunta Giorgianni ha approvato la delibera per richiedere lo stato di calamità per Stromboli dopo il terrificante incendio. Il sindaco Giorgianni ha anche invitato gli isolani e inoltrare la richiesta dei danni che hanno riportato nelle loro case e nei terreni. Ci sarà anche una squadra comunale che farà una ricognizione. Inoltre il sindaco di Lipari ha riferito che i suoi avvocati hanno completato l’esposto che sarà presentato alla procura di Barcellona PdG che a sua volta è a buon punto sull’indagine e presto ci sarà anche la richiesta dei danni.

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INCENDIO A VALDERICE. SUL POSTO UNA SQUADRA ANTINCENDIO


Dalla pagina Facebook 
S.O.S. Valderice 

30/05/2022
Attivati dal Corpo Forestale per incendio su Erice, lato Pizzolungo, sul posto una nostra squadra. Falco 3 pronto al decollo dalla nostra pizzola di Valderice.




ESITO INCONTRO CAMPAGNA ANTINCENDIO 2022. FAI, FLAI E UILA: STAMATTINA ABBIAMO INCONTRATO L’ASSESSORE CORDARO ED IL DIRIGENTE GENERALE DEL CORPO FORESTALE


Ricevo e pubblico
dalle Segreterie regionali di
Fai, Flai e Uila

Ci è stato assicurato che le risorse finanziarie appostate in finanziaria saranno tutte disponibili e sufficienti per completare la campagna. Saranno attivati diversi corsi di formazione obbligatoria e professionale. È stata aggiudicata la gara per la fornitura dei DPI ed anche quella per la manutenzione dei mezzi, mentre è ancora in corso un contenzioso per la gara di acquisto di nuovi mezzi. Abbiamo con forza ribadito che va subito recepito il CCNL , sia nella parte normativa che nella parte economica. Inoltre abbiamo sottolineato che la mancata riforma del settore non ci permette di pianificare bene e per tempo gli interventi nel comparto forestale.
Saranno rispettati i numeri degli anni precedenti ed in sostituzione di lavoratori dei contingenti si procederà con quelli con i precedenti lavorativi e successivamente si provvederà con le prove d’arte.
Per ultimo abbiamo chiesto con forza che quest'anno i 151/isti aib completino tutte le giornate alle dipendenze del comando forestale!




SIFUS CONFALI: IL NEO CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DEGLI OPERAI AGRICOLI RAPPRESENTA UNA SCONFITTA PER 900 MILA LAVORATORI INTERESSATI POICHÉ NON GARANTISCE CHE LA RETRIBUZIONE PREVISTA GIUNGA PER INTERO NELLE TASCHE DEGLI INTERESSATI E SOPRATUTTO, PERCHÈ CONTINUA A RINVIARE LA DEFINIZIONE DEL COSTO DEL LAVORO ALLA CONTRATTAZIONE PROVINCIALE DETERMINANDO, DI FATTO, 109 GABBIE SALARIALI


Ricevo e pubblico
dal Segretario Generale del Sifus Confali
Maurizio Grosso

Roma 30 maggio 2022 -  CGIL-CISL-UIL e  CIA-COLDIRETTI-CONFAGRICOLTURA, nei giorni scorsi, hanno rinnovato, il contratto collettivo nazionale degli operai agricoli, ossia, lo strumento che regolamenta i rapporti di lavoro in agricoltura dipingendo l'evento come un fatto eccezionale per gli operai agricoli poiché  grazie ad esso l'agricoltura fornirebbe un assist al paese per scongiurare financo la recessione.
Siamo sicuri che quanto ci hanno raccontato su questo ccnl corrisponde a verità? 
Secondo il SIFUS queste soggettivita' sindacali mentono sapendo di mentire!
Vediamo il motivo.
Il primo problema strutturale del contratto degli operai agricoli è  rappresentato senza rischio di smentita, dal fatto che la retribuzione legata al costo del lavoro previsto in busta paga non giunge mai  per intero nelle tasche degli operai agricoli.
Né nel contratto, ne' in eventuali diversi accordi tra le parti , c'è traccia di una soluzione a questo essenziale problema.  Ciò significa che se il costo del lavoro previsto è, ad esempio 65 euro, gli operai continueranno a percepire 40 euro, ossia, quanto pattuito in parola con il caporale o con il datore di lavoro.
Il secondo problema atavico del contratto degli operai agricoli è rappresentato dal fatto che il contratto non contiene un costo del lavoro minimo ed univoco per mansione da Avola a Trieste poiché  la sua definizione viene rinviata alla contrattazione provinciale per tipologia aziendale.
Continueremo pertanto, ad avere, 109 contratti provinciali tante quante sono le province, quindi, 109 gabbie  salariali poiché  il salario teorico continuera' ad essere  diverso da provincia a provincia fermo restando che una parte di esso continuera' a rimanere  nelle tasche dei caporali e/ o dei datori di lavoro.
In conclusione, si puo' sostenere che il neo contratto è  buono e che i signori che lo hanno sottoscritto sono utili, sol perché hanno "immaginato" un l'incremento delle retribuzioni del 4,7% nell'arco di 12 mesi che non e' vero che corrisponderanno a 72 euro in un  anno?
Il sifus interverrà  presto con una conferenza stampa per rappresentare meglio la situazione ed annunciare soluzioni alternative.
Lino Masi  - Segretario Nazionale B.A 
Maurizio Grosso  - Segretario Generale SIFUS CONFALI




DOMANI A PALERMO PRESENTAZIONE DEL LIBRO “OBIETTIVO SICUREZZA” DI BENITO GIANNINO



Ricevo e pubblico
dal Giornalista Filippo Virzì

Domani a Palermo presentazione del libro “Obiettivo Sicurezza” di Benito Giannino 

Nella giornata di martedì 31 maggio si terrà dalle ore 16,00 in poi presso la Sala Teatro del Convitto Nazionale Giovanni Falcone di Palermo in Piazzetta Sett’Angeli n° 3 la presentazione del libro di Benito Giannino “Obiettivo Sicurezza”.

La presentazione del libro edito da CCE Currenti Calamo Editore sarà curata da Pino Lo Bello.

Dopo i saluti del Rettore del Convitto Cettina Giannino seguiranno gli interventi dei relatori  Elisa Trapani (Dirigente Spresal Asp Palermo), Michelangelo Ingrassia (Co.Co.Pro INAIL Palermo), Paolo Spallino (RSPP), Salvatore Carramusa (RLS), Riccardo Marotta (RLST), Claudio Camilleri (Sostituto Procuratore), Nunzio Lo Cascio (Medico competente).




EMERGENZA INCENDI, I RIMEDI CI SONO. IL DIRETTORE DEL QDS, CARLO ALBERTO TREGUA: MA IL CORPO FORESTALE DOV'È? PERCHÉ NON SI RIESCE A FARE PREVENZIONE? MA I 16, 17, 18 MILA FORESTALI COSA FANNO? QUESTI FORESTALI DISLOCATI UN KM A TESTA POTREBBERO GUARDARE IL FILO DI FUMO CHE ESCE E QUINDI PREVENIRE GLI INCENDI. VIDEO


Dal sito qds.it

27 Maggio 2022
Emergenza incendi, i rimedi ci sono

Non siamo ancora in piena estate e già in Sicilia cominciano a vedersi i primi 
incendi. Ma il corpo forestale dov'è? Perché non si riesce a fare prevenzione?
Non siamo ancora in piena estate e già in Sicilia cominciano a vedersi i primi incendi. Ma il corpo forestale dov’è? Perché non si riesce a fare prevenzione? 
Sono questi gli argomenti trattati dal nostro direttore Carlo Alberto Tregua nella 21a puntata de Il cittadino protagonista

Fonte: qds.it




DAI PORTABORSE AL COVID, LA FINANZIARIA VA IN GAZZETTA. C’È DA RISTABILIRE LA DOTAZIONE FINANZIARIA PER I FORESTALI PER IMPEDIRE CHE A FINE LUGLIO LE CAMPAGNE ANTINCENDIO SI DEBBANO FERMARE; SERVONO 51 MILIONI DI EURO


Dal sito livesicilia.it

Tutti i numeri dello strumento partorito all'Ars


di Andrea Cannizzaro
PALERMO – Dai portaborse al personale Covid passando per una sfilza di contributi a carnevali, Comuni ed enti. È prevista per oggi la pubblicazione in Gazzetta della legge Finanziaria e più che in altri anni è utile tornare a leggerla per approfondire consa contiene.

Si tratta di una Finanziaria elettorale che a differenza di altre occasioni è figlia della concertazione, o se si preferisce della spartizione, parlamentare. Fino alla fine, così, nella tarda serata di quel 13 maggio i deputati hanno fatto il loro, presentando subemendamenti ai maxi emendamenti. Le conseguenze sono state due. La prima: durante il voto si è votato quasi ‘a scatola chiusa’ tant’è che qualche deputato durante quelle ore concitate aveva chiesto di rinviare l’aula per capire cosa contenessero le norme. Se conoscere gli emendamenti è stato complicato, quindi, figurarsi capire cosa ci fosse nei sub emendamenti sono stati cuciti sul momento. Poi la seconda conseguenza è stata la difficoltà di rimettere assieme tutti i tasselli. Ardua attività che è toccata agli uffici e che ha fatto protrarre per due settimane la collazionatura del testo.

Stabilizzazione per il personale amministrativo Covid?

Accade così che sia passata inosservata una disposizione di tutto interesse come il comma 91 dell’articolo 13 della legge finanziaria. La norma, sebbene non chiara dal punto di vista linguistico, segna un percorso per la stabilizzazione del personale Covid amministrativo e tecnico, circa 3 mila persone.

Da una parte il comma invita a fare presto al ricognizione dei fabbisogni di personale per l’attuazione della normativa nazionale. Poi prevede un aggiornamento “anche in deroga” del piano triennale del fabbisogno di personale, applicando “le previsioni di legge anche al personale contrattualizzato a qualunque titolo del ruolo sanitario, tecnico ed amministrativo, selezionato attraverso prove selettive per titoli e/o colloquio, e che abbia maturato o che maturerà alla data del 31 dicembre 2022 i 18 mesi previsti dalla legge” di stabilità nazionale.

In altre parole quindi, tutto il personale con 18 mesi si attività al 31 dicembre di quest’anno potrà essere stabilizzato attraverso una selezione anche solo per colloquio in deroga al piano triennale del fabbisogno.

Portaborse stabilizzati

Non è passata inosservata invece la cosiddetta “norma sui portaborse”, una norma su cui, stando alle cronache dei corridoi di Palazzo dei Normanni, si sarebbe spaccato il fronte di quella nuova maggioranza parlamentare anti-Musumeci composta da opposizioni Fi, Lega e Mpa. La disposizione è stata voluta dalla triade Miccichè-Sammartino-Di Mauro e punta a stabilizzare e rendere stabile il contratto che alcuni dipendenti dei gruppi o del consiglio di presidenza hanno con gli stessi. Ogni legislatura, infatti, i gruppi parlamentari assumono del personale con contratti a tempo indeterminato. Se però il gruppo finisce di esistere i lavoratori non stabilizzati rischiano di perdere il lavoro. Da qui la norma per la stabilizzazione. Al parlamento siciliano non è la prima volta che si vara una disposizione del genere. Avvenne nel 2013 e ancora nel 2018.

La norma prevede che possano entrare nell’elenco degli stabilizzati coloro che hanno avuto un rapporto di lavoro subordinato con contratto a tempo indeterminato con Gruppi parlamentari in questa e nella precedente legislatura, coloro che hanno rapporto di lavoro subordinato con contratto a tempo indeterminato presso le Segreterie particolari dei componenti del Consiglio di Presidenza; limitatamente alla XVII legislatura, valgono anche i rapporti di lavoro D6.

Anche in questo caso si tratta di una norma i cui confini dovranno essere delineati nelle prossime settimane. Con la pubblicazione della legge la palla passa al Consiglio di presidenza che deciderà le modalità di selezione del personale. Ad aspirare al posto sarebbero circa 80 persone mentre i posti disponibili dovrebbero essere circa 20, tanto il numero delle persone che andranno in pensione a fine legislatura.

La finanziaria che nasce vecchia

Intanto la finanziaria in cui le norme di spesa sono principalmente mance elettorali o spese congelate nasce vecchia. Proprio mentre si compie l’atto che ne sancisce l’efficacia giuridica, infatti, arriva una novità destinata a farà cambiare parte del bilancio.

È di qualche giorno fa, infatti, la notizia del via libera da parte dei Consiglio dei ministri di 211 milioni di euro per la Regione Siciliana. Si tratta di una cifra attesa dal governo regionale che giù durante nel giorno del voto della legge finanziaria aveva esposto come queste risorse sarebbero arrivate nel giro di due settimane.

A cosa dovrebbero servire è presto detto. Basta guardare la tabella con le spese congelate. C’è da ristabilire la dotazione finanziaria per i forestali per impedire che a fine luglio le campagne antincendio si debbano fermare; servono 51 milioni di euro. E poi: i fondi per gli investimenti dei Comuni (mancano 47 milioni), i fondi per l’espletamento del trasporto pubblico locale (68 milioni di euro), quelli per gli ex Pip (12 milioni di euro), la Sas (16 milioni) e il trasporto marittimo con le isole minori: mancano 26 milioni di euro.

In questo caso la palla passa alla giunta. Spetta al governo regionale infatti assumere la decisione attorno a quale spesa scongelare. Certo non tutti potranno essere contenti: le spese in attesa di copertura per essere autorizzate sono 468 milioni di euro. I 211 milioni quindi sono una boccata d’ossigeno, non la fine dei problemi.
28 Maggio 2022





29 maggio 2022

LA SICILIA CON L’ACQUA ALLA GOLA. C’È CHI, NEI CORRIDOI DELL’ARS, SPINGE ANCORA PER UNA RIFORMA DEI FORESTALI. MA CON LA STAGIONE ANTI-INCENDIO GIÀ COMINCIATA – LA SICILIA HA GIÀ INIZIATO A BRUCIARE. L’ASSESSORE SCILLA AVEVA PROMESSO LA STABILIZZAZIONE A SEI MESI PER I 19 MILA OPERAI: SEMBRAVA TUTTO PRONTO...


Dal sito www.buttanissima.it

Tra Bilancio e campagna elettorale il tempo è finito. Rifiuti, partecipate, burocrazia: le incompiute

Il tempo è praticamente scaduto e la campagna elettorale è alle porte. Dopo aver esitato la Finanziaria, e vista l’incombenza delle Amministrative e dell’estate, al “governo del fare” rimarrà pochissimo tempo per fare le cose. Qualche settimana appena. E allora il conteggio delle “opere realizzate” (non solo con il contributo dei fondi Fesr, che hanno garantito uno spot televisivo da 30 secondi, pagato poco meno di 700 mila euro) andrebbe aggiornato. Al ribasso.

C’è chi, nei corridoi dell’Ars, spinge ancora per una riforma dei Forestali. Ma con la stagione anti-incendio già cominciata – la Sicilia ha già iniziato a bruciare – sembra impossibile mettere d’accordo questa maggioranza falcidiata su un tema così sensibile. L’assessore Scilla aveva promesso la stabilizzazione a sei mesi per i 19 mila operai: sembrava tutto pronto per far approdare la proposta in aula, ma qualcosa si è inceppato. Il problema è la colla, il mastice di una coalizione andata in frantumi sul bis di Musumeci e incapace di reagire. Dopo la prima curva, anche la Legge Finanziaria sta prendendo corpo con estrema fatica (e qualche sgambetto). Micciché ha ripudiato alcune proposte del governo (dalle assunzioni nelle partecipate, passando per la riforma delle Ipab), ma l’ultima frattura è emersa quando l’articolo 6 è stato stralciato dal testo perché privo di copertura finanziaria: così l’assessore Samonà, che aveva tentato di facilitare l’accesso ai luoghi della cultura regalando una card da 40 euro alle famiglie residenti con tre figli a carico, si è risentito: “Politicamente, la responsabilità è da ascrivere alla sinistra, ai grillini e a chi, in Aula, ha retto loro il gioco”.

Anche il leader di Confindustria Sicilia, Alessandro Albanese, è apparso molto turbato per l’esito della manovra: “Da parte nostra avevamo chiesto di dirottare tutte le risorse possibili per aiutare le imprese puntando sui fondi per ottenere uno sconto sui contributi previdenziali e per abbattere in parte i costi provocati dal caro energia. Le riunioni di ascolto con il governo regionale erano andate bene – ha spiegato al Giornale di Sicilia – ma purtroppo dobbiamo constatare che in Finanziaria non c’è nessuna traccia dei dieci punti che avevamo posto all’attenzione: alla fine le imprese sono sempre le più penalizzate”. Poi ha puntato i riflettori su una delle riforme mai fatte: quella sulla burocrazia. Si tratta di una riforma “a costo zero. La grande battaglia è sulla riqualificazione del personale della Regione, un’esigenza che adesso comincia ad essere avvertita anche dagli stessi lavoratori che sono male organizzati e non hanno più riferimenti. Ma l’impressione è che non si voglia realizzare”. Sul dramma della burocrazia anche Sicindustria, diretta da Gregory Bongiorno, ha realizzato un dossier sulle autorizzazioni ambientali da cui si evince che 1155 progetti di investimento pubblici e privati restano in attesa di un decreto autorizzativo.

Ma è solo un piccolo segnale che racconta di una guerra più grande. Di un pantano amministrativo che non verrà risolto dall’approvazione di un Bilancio che, al contrario, appare solo l’ultimo atto possibile. Perché obbligatorio. Altrimenti non si sarebbe fatto neanche quello. A palazzo dei Normanni esistono visioni inconciliabili sull’operato del governo, che in questi mesi ha tralasciato riforme importanti: a partire da quelle dei Consorzi di Bonifica, che aspettano di essere risanati sotto il profilo economico. E come dimenticare i rifiuti. Un tentativo venne fatto nel 2019, ma dopo la bocciatura dell’articolo 1, la legge di riforma della governance venne ritirata dalla scena e archiviata per sempre, fra un passaggio in commissione e l’altro. E’ rimasta impantanata in commissione anche la riforma sul commercio proposta dall’assessore Turano, che avrebbe voluto imporre nuove regole a centri commerciali, botteghe e negozi. Anche dell’acqua si è discusso a più riprese – senza mai trovare un punto di caduta per la ferma opposizione del Pd – e alla fine non se n’è fatto nulla.

Un capitolo a parte merita, come sempre la razionalizzazione delle società partecipate della Regione, cui l’ultimo scandalo dell’Ast avrebbe dovuto dare un’accelerazione. Invece l’unica proposta del governo nel ddl Stabilità era quella di procedere a una nuova campagna di assunzioni per strappare il controllo alle società interinali (che, come accaduto per l’azienda dei trasporti) ha rappresentato il tappetino delle clientele politiche; e di nominare nuovo personale esterno per potenziare l’attività di verifica che i dipartimenti incaricati non riescono a svolgere. Ma le opposizioni, al momento propizio, hanno ricordato ad Armao che esiste una legge, votata all’unanimità dall’Assemblea, che impedisce le nomine negli ultimi 360 giorni di legislatura. Quindi non se ne farà nulla. L’unico tentativo di razionalizzare è tradotto nell’accelerazione della liquidazione di Espi, con la Regione che ha deciso di accollarsi l’ultimo contenzioso in capo all’ente per lo sviluppo industriale, che avrebbe dovuto chiudere una ventina d’anni fa. Per il resto nessun accorpamento, nessuna fusione, nessun risparmio di spesa. Solo un maggiore controllo e una “misura sanzionatoria ai dipartimenti deputati al controllo degli inadempimenti degli enti controllati dalla Regione, quali Enti, consorzi, istituti, che ha l’obiettivo di creare uno stimolo per l’attivazione di ogni forma di controllo”.

Questa è l’unica traccia su una questione annosa, che aveva portato il presidente della Regione a pronunciarsi più volte durante e dopo l’ultima campagna elettorale. Musumeci aveva promesso la chiusura dell’Esa, l’ente di sviluppo agricolo, ma ha finito per metterci a capo un suo fedelissimo. E’ solo l’esempio di una gestione maccheronica e incompleta di una macchina rimasta senza olio nel motore. Che in questi giorni sta emettendo gli ultimi gemiti prima del “rompete le righe”. Restano davvero poche settimane per realizzare cose che sono state trascurate per anni. Dopo la chiusura della sessione Finanziaria, entro la metà di questa settimana, bisognerà lasciare obbligatoriamente spazio alla campagna elettorale per le Amministrative (si vota a Palermo, Messina e un altro centinaio di comuni). Poi ci sono i ballottaggi, seguirà l’estate, e infine la campagna elettorali per le Regionali. In questi giorni, come rivelato da ‘La Sicilia’, si era parlato anche di un’ideuzza per ravvivare la contesa: ovvero la modifica della legge elettorale. Ma neanche per questo ci sarà tempo.

PAOLO MANDARÀ







NOTTE DI FUOCO A REITANO, NEL MESSINESE. SI MOLTIPLICANO I ROGHI NELL'ISOLA. PROTEZIONE CIVILE IN ALLERTA PER FRONTEGGIARE LA STAGIONE DEGLI INCENDI. IL SERVIZIO VIDEO DELLA TGR


Dal sito www.rainews.it

28 Maggio 2022
Notte di fuoco a Reitano, nel messinese
Si moltiplicano i roghi nell'Isola. Protezione civile in allerta per fronteggiare la stagione degli incendi
di Maurizio Di Lucchio





REITANO, INCENDIO DISTRUGGE NUMEROSI ETTARI DI MACCHIA MEDITERRANEA E MINACCIA LE CASE. FOTO


Dal sito messina.gazzettadelsud.it

28 Maggio 2022
Nella serata di ieri, 27 maggio 2022, intorno le 18.30, la sala operativa dei Vigili del fuoco di Messina ha inviato la squadra dei volontari di Mistretta e successivamente anche i vigili permanenti di S. Agata Militello, per contrastare un incendio boschivo nel comune di Reitano che si avvicinava ad alcune abitazioni rurali e villette presso le contrade Bordolaro e Saia.  L’intervento si è concluso intorno le 3.30 del giorno successivo. Numerosi gli ettari di vegetazione andati in fumo. Sul posto anche i volontari di protezione civile di Mistretta.
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420 MILIONI PER L’ATTUAZIONE DELLA STRATEGIA FORESTALE NAZIONALE: DISPONIBILI I FONDI PER IL 2022 ED IL 2023


Dal sito siciliarurale.eu

DI ROBERTA MANNINO - 27 Maggio 2022
Disponibili i fondi per il 2022 ed il 2023 stanziati dalla Legge di Stabilità per In tempi rapidissimi è stato pubblicato il 27 maggio in Gazzetta ufficiale il Decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Stefano Patuanelli, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e d’intesa con la Conferenza Stato Regioni concernente i criteri e le modalità di utilizzo delle risorse del Fondo per l’attuazione della Strategia Forestale Nazionale.

Il provvedimento prevede, al fine di assicurare l’attuazione della Strategia Forestale Nazionale, l’utilizzo di un fondo con una dotazione complessiva, fino al 2032, di complessivi 420 milioni di euro. Vengono così stabilite le ripartizioni tra Regioni, prevalentemente in proporzione alla superficie forestale, per le prime due annualità (2022 e 2023) e gli obiettivi che ci si prefigge di raggiungere.

Per l’adozione del provvedimento, la Direzione generale dell’economia montana e delle foreste ha attivato il medesimo percorso che, con successo, ha portato all’attuazione delle previsioni del decreto legislativo n. 34/2018 – Testo unico in materia di foreste e di filiere forestali; il provvedimento è infatti il frutto della collaborazione in sede tecnica con i rappresentanti delle Direzioni forestali di tutte le Regioni e le Province autonome in sede di Tavolo di concertazione permanente del Settore forestale.

Tra i più di 30 obiettivi delineati dalle Azioni, e il quasi centinaio tra azioni e sottoazioni della Strategia Forestale Nazionale, il Tavolo di concertazione ha ritenuto concordemente di selezionare cinque azioni operative, due azioni specifiche ed una azione strumentale ritenute prioritarie ed urgenti, in accordo con le declaratorie della Strategia stessa. Si è ritenuto prioritario finanziare azioni per aumentare la diversità biologica degli ecosistemi forestali, per prevenire o riparare i danni causati da rischi naturali e antropici, per migliorare lo stato dei boschi ripariali, planiziari e costieri e le pinete litoranee, adottare tecniche di gestione forestale sostenibile, proseguire nella formazione degli operatori forestali, avviare azioni riguardanti le risorse genetiche ed i materiali di propagazione forestale.

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