INCENDIO TRA BAGHERIA E SANTA FLAVIA, PAURA TRA I RESIDENTI


Dal sito himeraweb.it

Mariangela Balsamo - 30 Luglio 2018
Si è sviluppato intorno alle 13 di oggi un vasto incendio tra il comune di Bagheria e quello di Santa Flavia. Le fiamme sono arrivate a ridosso dei campi di calcetto di via Vivaldi. Fortunatamente non si registrano danni a persone o cose.

Paura tra i residenti
Il vasto incendio ha spaventato i residenti della zona che avevano le auto parcheggiate a ridosso delle fiamme. Fortunatamente con il supporto di un muletto messo a disposizione da un vicino supermercato, alcuni cittadini sono riusciti a spostare le auto, evitando che venissero danneggiate.
Sul luogo sono intervenuti i vigili del fuoco, la polizia municipale e la protezione civile. In azione anche un elicottero.

Non si registrano danni a persone o cose.
Sono in corso gli accertamenti per chiarire le cause del rogo alimentato dalle alte temperature e dal vento.

Fonte: himeraweb.it






IL ROGO. VASTO INCENDIO A SEGESTA. MINACCIATE ALCUNE CASE

(Foto d'archivio)

Dal sito livesicilia.it

Non molto distante dallo svincolo per l'A29 e il parco archeologico.

CALATAFIMI SEGESTA (TRAPANI) - Un incendio di macchia mediterranea è in corso dalle 13,30 circa vicino al parco Elimi, a Calatafimi Segesta, non molto distante dallo svincolo per l'A29 e il parco archeologico. Per lo spegnimento del rogo stanno lavorando i forestali e quattro squadre dei vigili del fuoco: due provenienti da Trapani, una da Alcamo e una dal distaccamento volontari di Salemi.

Le fiamme hanno lambito anche alcune abitazioni e il fumo ha invaso alcune strade. Sul posto pure i vigili urbani.

Una trentina gli incendi, in parte di alberi e macchia mediterranea e in parte di sterpaglie, che da stamani sono stati chiamati a fronteggiare i vigili del fuoco in tutta la provincia di Trapani. Una dozzina sono ancora in corso.
30 Luglio 2018

Fonte: livesicilia.it







A BORDO DELL'ELICOTTERO DELL'AERONAUTICA CHE SPEGNE GLI INCENDI - IMMAGINI ESCLUSIVE


Dal sito trapani.gds.it

30 Luglio 2018 - di Max Firreri
Soltanto oggi ben quattro volte l’elicottero HH-139 dell’Aeronautica militare (di cui mostriamo qui delle immagini esclusive) di base a Trapani-Birgi è decollato per altrettante missioni antincendio, intervenendo sul vasto fronte di fiamme che sta interessando il bosco tra Sambuca di Sicilia e il territorio di Caltabellotta.

Le quattro missioni compiute dall’elicottero dell’Aeronautica militare si inseriscono nell’ambito dell’attività antincendio che vede coinvolti anche le Forze Armate, insieme a Marina ed Esercito e che si svolge sino a ottobre.

L'elicottero dell'Aeronautica militare ha competenza su interventi in tutta la Sicilia occidentale. In esclusiva per il Giornale di Sicilia ecco le immagini degli interventi sull’incendio ripresi a bordo dell’elicottero decollato da Trapani.

© Riproduzione riservata

Fonte: trapani.gds.it





30 luglio 2018

INCENDI. INTERVENTO DELL’ESERCITO IN PROVINCIA DI ENNA E NELL’AGRIGENTINO


Dal sito mobmagazine.it

Nadia Di Miceli - 30/07/2018
Un elicottero del secondo reggimento Aviazione dell’Esercito e’ decollato da Sigonella alle 15 di oggi su richiesta della Sala Operativa Unificata della Regione Siciliana per un incendio che e’ divampato nel comune di Piazza Armerina, in provincia di Enna. L’intervento e’ durato un’ora e quaranta e sono stati riversati 8 mila litri di acqua. Ancora in corso invece l’intervento di un elicottero dell’82esimo Centro Csar di Trapani Birgi, impegnato da questa mattina nelle operazioni di spegnimento di un vasto incendio che si e’ sviluppato nella zona di Catena, a Sambuca di Sicilia, in provincia di Agrigento. Qui sono stati gia’ effettuati piu’ di 40 sganci, per oltre 30 mila litri di acqua riversati sulle aree colpite dai roghi attraverso la speciale benna di cui e’ dotato l’elicottero. Dopo il cambio di equipaggio, e’ da poco partita la quarta missione sul posto. Con gli interventi odierni salgono ad oltre 100 le ore di volo complessive gia’ effettuate dagli elicotteri della Difesa in Sicilia per la lotta agli incendi boschivi. Un contributo che si inquadra nell’ambito dell’accordo siglato lo scorso giugno tra il Ministero della Difesa, la Regione e la Protezione Civile Nazionale, grazie al quale sono stati messi a disposizione – in diverse zone dell’isola – personale ed assetti delle Forze Armate.

Fonte: mobmagazine.it





IL NOSTRO COLLEGA GIOVANNI GRISANTI DOMINA LA CRONOSCALATA TERMINI CACCAMO. CONGRATULAZIONI!

A destra Giovanni Grisanti

di Michele Mogavero
L'isnellese Giovanni Grisanti (Aib 151nista), ha dominato la 20^ edizione della Cronoscalata Termini Caccamo. Ricordiamo che il nostro collega conta più di 100 vittorie ed è campione regionale dal 2007 ad oggi della classe 1150 gruppo 1. Si è conclusa nel migliore dei modi ieri per lui la gara di velocità in salita, organizzata dall’Automobile Club Palermo in collaborazione con la Caccamo Corse. Fatemelo dire, nella sua categoria non ce n'è per nessuno!

Giovanni, goditi questa meritata vittoria. 
Le nostre più sentite congratulazioni. 





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Giovanni Grisanti 151ista Aib di Isnello, pronto per la 100th Targa Florio con la sua inseparabile e mitica Fiat 112 Abarth 

L'equipaggio Madonita Doc formato da Giovanni (Aib) e Mario Grisanti, alzano la coppa per il primo posto di classe conquistato alla 100th Targa Florio. Anche i forestali  festeggiano il primato

L'Aib Giovanni Grisanti di Isnello si aggiudica la Cronoscalata Cefalù-Gibilmanna. Lo ribadiamo ancora una volta: nella sua categoria non ce ne per nessuno!



Primo di classe alla Coppa Nissena e vincitore del campionato regionale 2016. Isnello festeggia il suo campione. A festeggiare insieme a lui anche i colleghi forestali


Autoslalom di Castelbuono: sul podio i piloti della scuderia Cefaludese. Il Blog: sul gradino più alto anche il nostro mitico collega Aib, Giovanni Grisanti, che ha già superato 100 vittorie. Merita un riconoscimento dalla regione!




BRUCIA ANCORA IL MONTE SAN CALOGERO, VIGILI DEL FUOCO E FORESTALI IN AZIONE


Dal sito himeraweb.it

Mariano Farina - 30 Luglio 2018
Questa mattina numerosi gli ettari di macchia mediterranea e ulivi andati a fuoco sul monte San Calogero. A domare le fiamme sono stati: la protezione civile, il corpo forestale della regione siciliana ed i vigili del fuoco.

Fonte: himeraweb.it





MARTEDI 31 LUGLIO LA III COMMISSIONE ALL'ARS AFFRONTERÀ IL TEMA INCENDI. CONVOCATO IL SIFUS CONFALI


Dalla pagina facebook
Si.F.U.S. (Sindacato Forestali Uniti per la Stabilizzazione)

Il Sifus ha chiesto ed ottenuto, martedì 31 luglio, alle ore 12.00, la convocazione della III Commissione all'Ars per affrontare il problema degli incendi che stanno devastando il nostro patrimonio boschivo. Alla riunione della Commissione, il Presidente, On. Ragusa, ha invitato gli assessori competenti e i Dirigenti del Corpo Forestale e del Dipartimento Sviluppo e Territorio.

Sarà l'occasione per analizzare le criticità del sistema e per chiedere al governo di intervenire aggiustando il tiro, sulla presenza continuativa nei boschi di tutti i forestali e sul rimpinguamento, nel settore antincendio, delle postazioni e delle squadre monche.
Maurizio Grosso Sifus Confali





QUANTI INCENDI CI SONO OGNI ANNO?


Dal sito www.lastampa.it

PAOLO MAGLIOCCO - 30 Luglio 2018

In Europa si sviluppano in media ogni anno 65.000 incendi, e di questi ben l’85% riguarda l’area mediterranea.  

Uno studio pubblicato nel 2011 da un gruppo di esperti di vari Paesi ha stimato la superficie bruciata in 5.000 chilometri quadrati (mezzo milione di ettari) all’anno, ma il dato può variare molto da un anno all’altro. L’estate scorsa è stata la peggiore che si ricordi e il 2017 è risultato l’anno con la maggiore superficie andata in fumo mai registrata: 10.000 chilometri quadrati (Un milione di ettari), ovvero il doppio della media. Negli incendi del 2017 sono anche morte 127 persone. 

Dal 2000 al 2017 nel nostro continente le fiamme hanno toccato un territorio di 85.000 chilometri quadrati (8,5 milioni di ettari) cioè una superficie pari a quella di un Paese come l’Austria o più di un quarto dell’intera Italia, come si può leggere nel rapporto annuale della Commissione europea sugli incendi. 

In Italia dal 1970 al 2017 sono bruciati in media mille chilometri quadrati (103 mila ettari) all’anno fra boschi e altri tipi di vegetazione per un totale di quasi 50.000 chilometri quadrati (5 milioni di ettari), che significano poco più di un terzo della superficie forestale attuale del Paese. 

Il 2% degli incendi nell’Europa mediterranea provoca l’80% dei danni in termini di territorio colpito. Anche la maggior parte dei danni socio economici sono il risultato di pochi di quelli che vengono chiamati «megafire events» o grandi incendi.  

Gli incendi più vasti, quelli che colpiscono più di 5 chilometri quadrati, mostrano una variabilità inferiore da un anno all’altro e una tendenza a ridursi leggermente. 

I fattori che favoriscono gli incendi più grandi risultano essere soprattutto l’abbandono delle terre e l’accumularsi del materiale che può alimentare le fiamme. In Italia l’aumento della superficie delle foreste, a causa soprattutto dell’abbandono delle terre e dello spopolamento delle aree rurali, è stato pari al 74% nell’arco di 40 anni. 

Le autorità greche hanno detto di essere piuttosto sicure che gli incendi che hanno colpito le zone intorno ad Atene la settimana scorsa siano di origine dolosa. Le statistiche dicono che gli incendi per i quali si riescono a stabilire le cause non sono più del 60% del totale. Di questi, oltre il 95% sono provocati dall’uomo e tra quelli provocati dall’uomo il 55% sono intenzionali. Gli incendi che si possono certamente considerare dolosi, dunque, sono tra il 25 e il 30% circa: più di uno su quattro, ma molto meno della metà. Il 40% degli incendi provocati dall’uomo non sono appiccati in modo intenzionale. 

Tra le cause degli incendi è ormai considerato anche il riscaldamento globale, che causa annate di grande siccità più frequenti e intense,come dimostra un recente studio su Nature Climate Change a cui hanno partecipato anche i ricercatori italiani Davide Ascoli, dell’Università Federico II di Napoli, Giorgio Vacchiano, dell’Università Statale di Milano, e Paola Mairota dell’Università di Bari. 

Fonte: www.lastampa.it






FIAMME NEL PALERMITANO, IN AZIONE CANADAIR ED ELICOTTERI. SUL POSTO ANCHE GLI OPERAI DELLA FORESTALE CON I MEZZI DI TERRA


Dal sito mobmagazine.it

Guido Lo Cicero - 30/07/2018
Vasti incendi vengono segnalati a Caccamo nella zona di Monte San Calogero e a Ciminna in contrada Monterondo. In contrada San Rocco a Caccamo un rogo è divampato alle 2,30.

Sul posto a lavoro le squadre del comando provinciale del vigili del fuoco di Palermo e gli operai della forestale con i mezzi di terra. E’ stato richiesto l’intervento di un mezzo aereo che possa raggiungere le zone più impervie. Intanto a Ciminna in contrada Monterondo gli operai della forestale stanno cercando di spegnere un incendio che e’ divampato poco dopo le 2 di questa notte.

In supporto ai mezzi della forestale una squadra di vigili del fuoco stanno cercando di contenere le fiamme con mezzi di terra. E’ gia’ in azione un elicottero che sta effettuando dei lanci per fermare le fiamme. E’ stato inoltre richiesto il supporto di un canadair per estinguere il fronte di fuoco.


Nella notte i vigili del fuoco di Palermo sono riusciti ad spegnere due principi d’incendio che sono divampati nella zona San Martino delle Scale. In primo rogo è partito ieri sera alle 21,40. Qui sono state spente le fiamme che avevano iniziato a bruciare una zona con sterpaglie.

I lavori di spegnimento si sono conclusi alle 23,30. Un secondo incendio è divampato sempre a San Martino delle Scale poco prima della mezzanotte. Anche in questo caso le squadre dei vigili del fuoco sono prontamente intervenute e in mezzora le fiamme sono state estinte.

Fonte: mobmagazine.it






UN VASTO INCENDIO HA COLPITO SAMBUCA DI SICILIA


Dal sito www.radioantennabisacquino.it

Un vasto incendio ieri ha colpito – dalle prime ore del pomeriggio e fino a sera – Sambuca di Sicilia. Talmente esteso che dicono “non si ricordi un evento del genere da almeno trent’anni”. Si parla addirittura di duecento ettari di bosco andati in fumo tra la contrada San Giovanni fino a Cava Grande. Impegnati a domare la combustione diverse squadre del servizio antincendio della forestale e tre canadair. Di sera, a parte la presenza di qualche piccolo focolaio, naturale dopo un intervento del genere, l’incendio sembrava domato. A livello paesaggistico e vegetativo il danno è comunque enorme. Le fiamme hanno lambito anche alcuni edifici. Possibili ulteriori aggiornamenti.

Fonte: www.radioantennabisacquino.it













INCENDI, GEMELLAGGIO COL PIEMONTE. MUSUMECI: "TUTELA DEI BOSCHI". IL BLOG: MA DA QUANDO NON AVREMO PIÙ UN GIORNO DI RIPOSO? ERA PER CASO UNA FAKE NEWS L'INTERVISTA ALL'ASSESSORE BANDIERA IN CUI DICEVA CHE CI SONO I SOLDI E LE CONDIZIONI PER 151 GIORNATE? FATTI E NON PAROLE!


Dal sito livesicilia.it

L'iniziativa si inserisce nella campagna antincendio boschivo 2018.

PALERMO - Un gemellaggio tra Sicilia e Piemonte. E' partito da qualche giorno a Mistretta, all'interno del versante messinese del Parco dei Nebrodi, il campo operativo del dipartimento regionale di Protezione civile, con un'importante novità: quest'anno i volontari siciliani hanno l'opportunità di lavorare insieme ai 'colleghi' del Corpo antincendio boschivo piemontese. "Una sinergia - afferma il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci - che permetterà a entrambe le squadre di arricchire il proprio bagaglio di esperienze e di scambio di buone pratiche, oltre che di prevenzione e tutela dei boschi".

L'iniziativa, che si concluderà il 20 agosto, si inserisce nella campagna antincendio boschivo 2018, iniziata a maggio con attività di divulgazione presso la popolazione sulle buone pratiche di prevenzione e autoprotezione dal rischio incendi. Oltre trenta volontari al giorno in turni di ventiquattr'ore - di cui dodici provenienti appunto dal Piemonte, specializzati in antincendio, telecomunicazioni, soccorso sanitario, logistica e coordinati dai funzionari del dipartimento regionale di Protezione civile - manterranno attivo il presidio istituito presso il Centro sovracomunale, con attività di perlustrazione del territorio, avvistamento e spegnimento dei fuochi incipienti. Il territorio interessato ricopre in parte il Parco dei Nebrodi e arriva fino alle aree costiere.

Le squadre di volontariato supporteranno il Corpo forestale della Regione Siciliana e i vigili del fuoco, nel contrasto degli incendi nelle aree interessate. Nel Comune di Librizzi, sempre nel Messinese, è stato inaugurato invece il 'Cuore', Centro unificato operativo regionale per l'emergenza.
29 Luglio 2018

Fonte: livesicilia.it


Ascolta anche:

Il Presidente Musumeci zittisce Bruno Vespa sui lavoratori forestali: non licenzieremo nessuno, anzi, li facciamo diventare da peso a risorsa. Li vorrei a pulire i fiumi, le aree verdi, le spiagge e non avranno un giorno di riposo. Conosco il metodo del governo





L'Assessore all'Agricoltura intervistato dalla Tgr Sicilia, ha detto che vuole stabilizzare i circa 22mila lavoratori forestali che sono una risorsa, ha confermato che ci sono tutte le condizioni e le risorse per far sì che possano lavorare tutto l'anno attraverso il tempo indeterminato e una parte con 151giornate. Verranno impegnati anche nei siti archeologici. Queste le parole di Edy Bandiera. 





APPICA UN INCENDIO A NICOSIA, ARRESTATO ANZIANO PIROMANE


Dal sito enna.gds.it

di Cristina Puglisi — 28 Luglio 2018
Si alza dal letto e appicca il fuoco, scatta l’arresto di un piromane da parte dei carabinieri, ma l’uomo, un ottantenne affetto da una grave patologia degenerativa, viene rimesso subito in libertà. L’uomo, G.P. classe 1934, è stato visto appiccare il fuoco a Sant’Anna, nella tarda serata di giovedì, e le fiamme hanno aggredito la scarpata soprastante fino a raggiungere il parcheggio delle auto sotto Santa Maria di Gesù. Un episodio per il quale si è subito risaliti al responsabile grazie ad un testimone oculare che ha allertato i carabinieri. Nessun responsabile, invece, ma le indagini sono in corso per l’incendio che ha mandato in fumo 50 ettari a San Giovanni, area periferica cittadina con una fitta vegetazione e meta ambita dei piromani.

© Riproduzione riservata

Fonte: enna.gds.it





BENI CULTURALI, LE FIAMME MINACCIANO LA STORIA. TUSA PENSA A NUOVI PARCHI. IL BLOG: MA CHE FINE HANNO FATTO L'UTILIZZO COSTANTE DEI LAVORATORI FORESTALI NEI SITI ARCHEOLOGICI?


Dal sito livesicilia.it

di Giovanna Cirino
Gli incendi sfiorano i siti archeologici. La proposta di Granata: "Un Parco a Siracusa per la salvaguardia del territorio". Spunta anche Pantelleria.

Ci mancavano pure le fiamme. A incendiare ancor di più il clima rovente che si respira a Siracusa a seguito delle polemiche scatenate dall'affaire della piazza d’Armi di Castello Maniace, e dei veleni e sospetti consumati all’interno della Soprintendenza che hanno portato
al trasferimento di Rosalba Panvini, si aggiungono ora anche i roghi.

“Dopo il secondo incendio nel giro di una settimana all'interno delle nostre Aree archeologiche, diventa ancora più urgente e pressante la richiesta d’immediata istituzione del Parco Archeologico di Siracusa” ha dichiarato l’assessore comunale alla Cultura Fabio Granata. Gli incendi a cui si riferisce sono divampati nelle due più note aree archeologiche della città aretusea: quella di Castello Eurialo, e quella della Neapolis, che ha interessato l’Ara di Ierone a pochi metri dal Teatro greco.

Il problema degli incendi si presenta ogni estate quando, per incuria o dolo, bruciano ettari di macchia mediterranea, fondi agricoli e abitazioni, e non solo in Sicilia. Drammatiche, in questi giorni, le immagini della coltre di fumo che ha avvolto gli antichi monumenti dell’acropoli di Atene.

Il parco Archeologico di Siracusa in effetti esiste già, ma quello auspicato da Granata sarebbe "un Parco autonomo che riperimetrato nei suoi confini valorizzi  il patrimonio archeologico dell'intera città, consentendo l'ordinaria e straordinaria manutenzione delle aree strategiche. Un Parco che includa insieme alla Neapolis, anche il Castello Eurialo e le Latomie dei Cappuccini avrebbe un potenziale straordinario capace di valorizzazione la nostra più preziosa eredità. Senza escludere aree come quelle dietro Piazza Adda o confinanti con Casina Cuti, che risultano strategiche per creare passeggiate archeologiche nel verde rendendo la città più bella. Sono certo - prosegue - che l’assessore regionale ai Beni Culturali Sebastiano Tusa, metterà mano all’istituzione del Parco e troverà nel Comune di Siracusa e nella sua Università, che sta lanciando la “Cattedra Unesco”, piena collaborazione per riconsegnare ai siracusani il loro più grande Patrimonio”.

Tutto il centro storico di Siracusa, in effetti, è da considerare area d’interesse archeologico: si fa infatti fatica a escludere un qualsiasi luogo di Ortigia fuori dal perimetro del nuovo Parco, contrariamente a quanto sostenuto dalla Panvini per la piazza d’Armi di fronte a Castel Maniace, prima della sua defenestrazione.

Ma adesso, come detto, ai tanti problemi legati alla loro gestione, con l'estate una nuova minaccia incombe sui beni archeologici e monumentali: gli incendi, appunto. “Se non vengono adeguatamente manutenute, - spiega l'assessore regionale ai Beni culturali Sebastiano Tusa - tutte le aree archeologiche per loro natura sono soggette al rischio incendio, ma questo deve essere scongiurato a prescindere dalla tipologia di bene e dal fatto che si collochino o meno nel perimetro dei parchi archeologici. Grazie a un accordo raggiunto con il corpo della Forestale e con l’Esa l’assessorato ai Beni Culturali ha effettuato una campagna di diserbi preventivi per mettere a riparo i principali siti. Ma non si può mai abbassare la guardia”.

L’autonomia amministrativa e gestionale dei Parchi Archeologici, secondo molti, li renderebbe autosufficienti anche da questo punto di vista, evitando il rischio di demandare a personale non appositamente formato delicati interventi sul patrimonio archeologico. “Sono un sostenitore - prosegue Tusa - dell’autonomia dei Parchi ed è mia intenzione portare a compimento la legge 20 del 2000 estendendo l’autonomia già in vigore per la Valle dei Templi di Agrigento a tutti i Parchi archeologici siciliani. Non solo a quello di Siracusa: aggiungerò infatti anche Pantelleria, che non era inclusa nell’elenco originario, con tutto quello che questo comporterà in termini di programmazione della manutenzione ordinaria come pure di miglioramento della fruizione”.

In effetti i numeri confermano che quello di Agrigento è di gran lunga il sito più visitato. Un modello che molti vorrebbero venisse esportato nelle oltre venti aree archeologiche sparse in tutte le province dell’Isola, dove la governance dei Parchi già istituiti è ancora depotenziata e gli stessi dipendono per la manutenzione ordinaria dal trasferimento delle risorse dalla Regione.

Fonte: livesicilia.it


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Antonino De Marco, dirigente provinciale dell'Azienda Regionale Foreste Demaniali. Se non ci fossero stati i forestali non ci sarebbe Pantalica, non ci sarebbe Vendicari, Cavagrande del Cassibile e neanche Cava del Carosello, solo per citare alcuni tesori del siracusano che siamo riusciti a riscoprire


Governo Musumeci: 

Il neo Assessore regionale ai Beni Culturali. Sgarbi: “Metterò i forestali custodi nei musei e toglierò le pale eoliche di me…”

Uil e Uila Sicilia: "Apprezzamento per le dichiarazioni di Sgarbi sulla risorsa-forestali, la nuova Ars esami la proposta unitaria di riforma del settore avanzata dai sindacati" 

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Sgarbi: in Sicilia sono al lavoro per spostare i forestali in eccesso ai beni culturali



Governo Crocetta:

All’Assessore Regionale Mariarita Sgarlata proposto l’utilizzo del personale per le manutenzione del verde pubblico e dei siti archeologici;

Assessore Sgarlata: per la pulizia e la manutenzione dei siti siglerò un accordo con la forestale

Assessore Sgarlata: è stato un successo quello di affidare la manutenzione delle aree archeologiche ai forestali

L'accordo interdipartimentale tra Beni Culturali e Agricoltura ha impegnato per la prima volta i forestali nella pulitura dei siti archeologici;

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PATERNÒ, INCENDIO MINACCIA STRUTTURA CON RANDAGI. UN CHIOSCO VICINO ALLE FIAMME, POMPIERI AL LAVORO


Dal sito catania.meridionews.it

SALVATORE CARUSO 29 LUGLIO 2018
Il rogo si è sviluppato in una vasta area incolta all'incrocio tra via Nazario Sauro e corso Italia. Sul posto i vigili del fuoco di Catania sud. Anche alcune case sono state lambite e riempite di fumo, ma quel focolaio sarebbe stato già domato. Guarda le fot

Le fiamme scatenatesi alle 15.30 in una vasta area incolta a Paternò hanno minacciato per qualche tempo l'ex macello comunale, dove sono sistemati, in stallo temporaneo, otto cani randagi curati dalle associazioni animaliste, i cui rappresentanti si sono portati rapidamente sul posto. Quel versante del rogo, nei pressi dell'incrocio tra via Nazario Sauro e corso Italia, è stato già domato dai pompieri. Si trovava ormai a un centinaio di metri dalla struttura. Era inoltre pericolosamente vicino a un chiosco e ad alcune abitazioni per altro interessate dal fumo, i cui residenti sono scesi in strada. 

L'incendio, che presenta ancora focolai attivi, rende molto difficile attraversare in auto la strada che costeggia il terreno, anch'essa invasa dal fumo. Ad operare in quella zona è attualmente una squadra dei vigili del fuoco di Catania sud. Il luogo in cui si è sviluppato è un terreno abbandonato di circa 5mila metri quadrati, dove si trovano  erbacce e di micro discariche di rifiuti. 

Fonte: catania.meridionews.it











INCENDIO A PRESIDIO NO MUOS A NISCEMI: PER ATTIVISTI È "INTIMIDAZIONE"


Dal sito www.lasicilia.it

29/07/2018
Alcuni militanti del Movimento, da sempre contrario alla realizzazione della base per il sistema di comunicazioni satellitari della Marina americana, sostengono di aver visto qualcuno lanciare, da un'auto, un innesco incendiario

Niscemi (Caltanissetta) - Gli attivisti del Movimento No Muos di Niscemi hanno denunciato un presunto atto intimidatorio ai danni di un loro presidio. In serata un gruppo di militanti è riuscito a scorgere un'auto bianca dalla quale sarebbe stato lanciato un innesco incendiario contro il tendone del presidio No Muos, in contrada Ulmo a Niscemi, dove in questi giorni è in via di allestimento il campeggio che si terrà fino al cinque agosto. Secondo il racconto degli attivisti, gli attentatori avrebbero atteso che tutte le macchine le auto, presenti sul posto, si allontanassero prima di passare all’azione, non considerando che alcuni militanti erano rimasti “di guardia” all’interno del presidio. L'incendio è stato domato anche con il pronto intervento degli stessi attivisti. 

Il Movimento No Muos sta organizzando una manifestazione per il prossimo 4 agosto, con partenza alle 15 dal presidio fino al cancello 1 della base Muos della Marina Militare americana.

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Fonte: www.lasicilia.it





INCENDI. POMERIGGIO DI FUOCO LUNGO LA 624 SCIACCA PALERMO


Dal sito www.telemontekronio.it

Lillo Cantone - 29 Luglio 2018
Un pomeriggio di fuoco lungo la statale 624 Sciacca Palermo in località Bertolino Scifitelli a Menfi

dove sono andati in fiamme diversi ettari di macchia mediterranea, e alcuni uliveti. Fiamme che hanno lambito anche la statale 624, dove il traffico è stato interrotto per alcuni minuti, a causa del fumo che complicava la visibilità lungo la Sciacca Palermo. Sul posto la Polizia per disciplinare il traffico, mentre gli uomini della Forestale e i vigili del fuoco di Santa Margherita erano a lavoro per domare le fiamme. Fiamme che hanno preoccupato diversi agricoltori, intervenuti anche loro per evitare che l'incendio raggiungesse i propri poderi, molti gli uliveti. Le fiamme divampate in tarda mattinata e alimentate nel pomeriggio dal forte vento, sono state domate solo al tramonto. E quello di località Bertolino Scifitelli pare non sia nemmeno l'unico incendio di questa calda domenica di fine luglio.

Fonte: www.telemontekronio.it




28 luglio 2018

LAVORO. GIORNALISTI, MEDICI, FORMATORI. LA REGIONE TORNA AD ASSUMERE


Dal sito livesicilia.it

di Accursio Sabella
Concorsi in vista per Ufficio stampa, ospedali e Ars. Ripartono i corsi di formazione. Più complicate le assunzioni nelle partecipate.

PALERMO - Concorsi alla Regione, negli ospedali e all’Ars. E ancora, nuovi (e vecchi) posti di lavoro nelle
società partecipate e nella Formazione professionale. La Regione torna ad assumere. Direttamente o indirettamente, attraverso società ed enti comunque finanziati da fondi regionali. In attesa che una legge faccia definitivamente “saltare il tappo”: quel blocco alle assunzioni in vigore ormai da qualche anno e che il governo vuole abolire, come ha apertamente annunciato nell’ultimo Documento economico e finanziario.

Rinasce l'Ufficio stampa

È di ieri l'annuncio del presidente della Regione Nello Musumeci: entro l'anno partiranno i concorsi per ricreare l'Ufficio stampa della Regione. La Consulta, infatti, dopo avere parzialmente impugnato la norma presente nel collegato alla Finanziaria ha accolto le modifiche apportato dal governo, riaprendo, di fatto, alle assunzioni. Verrà così “resuscitata” la struttura di comunicazione che era stata improvvisamente azzerata dall'ex governatore Crocetta, col licenziamento dei 21 addetti stampa che vi lavoravano. Stavolta, però, stando alla norma, la selezione non avverrà intuitu personae (con chiamata diretta e rapporto fiduciario, insomma) come era stato per la maggior parte dei giornalisti, ma si procederà attraverso un concorso. Musumeci ha annunciato entro settembre la nascita di un Tavolo di lavoro per fissare i criteri. Ma le assunzioni di giornalisti adesso potrebbero riguardare non solo i giornalisti alla Regione, ma qualcosa potrebbe muoversi anche nei vari enti pubblici: “Il Tavolo tecnico – si legge nella nota della Regione - tenterà di mettere ordine all’interno degli Uffici stampa nei Comuni, nella Sanità e negli enti sottoposti a controllo e vigilanza della Regione. Da oggi, a Palazzo d'Orleans si cambia registro in tema di comunicazione. Dopo oltre cinque anni di informazione 'fai da te', vogliamo ripristinare un sistema affidato a professionisti, come nelle altre Regioni italiane".

Sanità: più vicina la Rete, più vicini i concorsi

E qualche novità potrebbe arrivare anche nel mondo della Sanità. Martedì infatti la commissione Salute dell'Ars darà il proprio parere alla nuova rete ospedaliera, sulla quale l'assessore Ruggero Razza sta operando le ultime modifiche. A quel punto, saranno più vicini anche i tanto attesi concorsi nella Sanità regionale, ovviamente passando attraverso la modifica degli atti di indirizzo e delle piante organiche. In qualche caso, però, i concorsi stanno già per partire. Si apprende da Piazza Ziino infatti che quelle aziende che non saranno “toccate” dalla nuova rete o in quei reparti dove non sono previsti tagli e modifiche rispetto all'ultima rete vigente, quella del governo Crocetta, si potrà già procedere con le assunzioni. Per il “grosso” bisognerà attendere verosimilmente i primi mesi del 2019.

Formazione, si riparte

Sarà più breve l'attesa invece per i lavoratori della Formazione professionale siciliana. Se infatti alcuni sindacati autonomi e rappresentanti degli “ex sportellisti” dalla prossima settimana saranno in sit in permanente di fronte Palazzo d'Orleans, tutti gli altri – dagli altri sindacati ai rappresentanti delle associazioni datoriali – pochi giorni fa hanno sottoscritto, con tanto di dichiarazione congiunta con cui viene espressa “piena soddisfazione”, l'accordo col governo regionale rappresentato da Roberto Lagalla per i criteri relativi proprio alle assunzioni. E così, adesso si potrà davvero partire con i corsi dell'Avviso 2, finanziati con 132 milioni di euro del bilancio regionale. Le prime “chiamate” dei lavoratori potrebbero arrivare già in agosto, il grosso da settembre e ottobre. Si stima che possano tornare a lavoro circa 2.500 addetti, senza un lavoro in molti casi da circa tre anni e “parcheggiati” finora nell'albo dei formatori.

Partecipate, il dilemma dell'albo

A proposito di albo. Assai complessa è invece la situazione che riguarda le società partecipate della Regione. Anche queste, infatti, si preparano a una infornata di assunzioni. Soprattutto le più grosse, come la Sas, che ha già ricevuto richieste di personale per oltre 300 persone. Il problema, però, in questo caso è strettamente normativo. Un decreto legislativo, infatti, aveva disposto che le società regionali, in caso di nuove assunzioni, dovessero “pescare” dall'albo dei lavoratori provenienti da società dismesse o liquidate. Quella norma, però, aveva anche una scadenza: quella del 30 giugno scorso. Da quel momento in poi, dovrebbero applicarsi le norme “standard”: quelle che prevedono, in caso di assunzioni, il rispetto dei criteri di trasparenza e imparzialità. In pratica: i concorsi. Che non potranno essere destinati solo ai lavoratori in attesa all'interno dell'albo, ma dovranno essere “aperti” anche all'esterno, per la metà dei posti disponibili. Ma qui, ecco l'altro scoglio: è tutt'ora vigente in Sicilia il blocco delle assunzioni, deciso ai tempi del governo Lombardo. Così, non si può assumere solo dall'albo, ma non si possono nemmeno bandire i concorsi. Uno stallo che il governo intende superare, come spiegato nero su bianco nell'ultimo Def, attraverso l'abolizione della norma che prevede il blocco delle assunzioni. A quel punto, porte aperte anche nelle società regionali, che – a dire il vero – anche nell'ultimo giudizio di parifica sono finite sotto la lente della Corte dei conti anche per il gran numero di assunti e per i costi connessi al personale: qualcosa 250 milioni l'anno. Oltre 1,2 miliardi di euro in una legislatura.

Tornano i concorsi all'Ars

Ristabiliti i tetti, adesso, si pensa a nuove assunzioni all'Ars. Si tratterà di pochi posti, stando a quanto annunciato dal presidente dell'Assemblea Gianfranco Micciché: una decina, a rimpolpare il personale notevolmente “dimagrito” dopo le norme sui prepensionamenti che hanno portato alla “fuga” di molti burocrati, prima dell'intervento, appunto dei tetti sui maxi-stipendi. E così, si torna ad assumere anche a Palazzo dei Normanni. Il concorso dovrebbe partire, stando sempre alle parole di Micciché, entro la fine dell'anno.

Fonte: livesicilia.it





IL METEO. AUMENTANO CALDO E AFA. SI TOCCHERANNO I 38 GRADI


Dal sito livesicilia.it

ROMA - Tempo soleggiato sull'Italia in questo fine settimana, con temperature che toccheranno punte intorno ai 35 gradi. Caldo e afa - affermano i meteorologi del Centro Epson Meteo - si intensificheranno la prossima settimana durante la quale si potranno raggiungere i 38 gradi soprattutto nelle regioni del Centronord. Questa ondata di caldo potrebbe persistere per tutta la prima settimana di agosto; in seguito il caldo anche se lentamente, dovrebbe iniziare ad attenuarsi. Il nucleo di aria fresca che dai Balcani ha favorito negli ultimi giorni lo sviluppo di temporali anche forti, infatti, si allontanerà verso la Grecia, precisano gli esperti lasciando il posto all'anticiclone nordafricano a metà settimana porterà ad un ulteriore lieve aumento delle temperature, sia nei valori massimi diurni, sia in quelli notturni. Nelle località della Val Padana, nei fondovalle alpini e nelle zone interne del Centrosud e delle Isole - spiegano i meteorologi del Centro Epson - i termometri toccheranno i 35 gradi con punte di 36-37 gradi con afa specie al Nord. La prossima settimana vedrà solo una locale instabilità pomeridiana su Alpi e Appennino settentrionale.
28 Luglio 2018

Fonte: livesicilia.it






SIRACUSA. EMERGENZA INCENDI, I CONSIGLIERI DEL M5S: “IL COMUNE FACCIA RISPETTARE LE ORDINANZE”


Dal sito www.siracusaoggi.it

27/07/2018 - ORIANA VELLA
“La Sicilia, il sole caldo, il mare, i paesaggi bucolici. La Sicilia che brucia, per il caldo e per il fuoco”. I consiglieri comunali Silvia Russoniello, Ivan Rosano e Claudio Nasca affrontano il tema dell’emergenza incendi, che si è riproposto anche quest’anno, nonostante leggi e ordinanze in vigore.  “Pericolo invisibile-  lo definiscono i consiglieri pentastellati- che distrugge flora e fauna, che depaupera la natura, che consuma infiniti ettari di vegetazione.Le cause naturali che possono scatenare un incendio boschivo sono estremamente rare. I roghi, quando non dipendono da irresponsabilità o da distrazione, sono quasi tutti dolosi, appiccati con l’intenzione di radere al suolo la vegetazione. In parte si spiegano con la tradizione agropastorale che considera il fuoco un mezzo per procurarsi nuovo pascolo o per rigenerare la fertilità del terreno, sicuramente il dato fattuale più sincero e grave è connesso ad altre note cause. Nel 2017 -proseguono- c’è stato un boom di arresti per crimini contro l’ambiente. Il dato sembra confermarsi per il 2018. Al fenomeno degli incendi dolosi l’Italia è storicamente vulnerabile nonostante negli ultimi anni abbia provato ad aumentare le difese. Fondamentali sono le campagne di sensibilizzazione connesse ad una miglior organizzazione dell’apparato antincendio della Protezione civile, dei Vigili del Fuoco e delle Regioni, i loro interventi celeri e mirati spesso evitano il peggio, ma non bastano”. Poi un’ulteriore considerazione. “Gli strumenti principali per frenare la devastazione delle aree protette-ricordano Russoniello, Rosano e Nasca- restano l’applicazione delle leggi, in modo cogente ed imperativo, per evitare la speculazione sulle aree incendiate, attraverso il rafforzamento dei divieti e l’istituzione del catasto regionale delle aree attraversate dal fuoco. Nonostante ciò, il fenomeno degli incendi boschivi resta una terribile piaga per il nostro Paese. Questo è quanto sta accadendo in Sicilia ed in particolare nella provincia Aretusea, vittima di questo crimine. Belvedere, così come altre zone di Siracusa, continuano ad ardere. Solo lo scorso anno un terribile incendio ha devastato il versante sud, quest’anno è toccato pure al versante nord. Nei giorni scorsi un vasto fronte di fuoco ha letteralmente assediato il quartiere siracusano distruggendo un patrimonio vegetale e faunistico non indifferente e causando danni anche ad abitazioni e infrastrutture civili pubbliche e private. Un tempo, quegli stessi ettari di vegetazione oggi andati in fumo, erano vissuti, venivano puliti e curati, in quanto fonte di sostentamento o di svago per le famiglie; adesso sono solo terreni quasi del tutto abbandonati, divenuti ricettacolo di rifiuti di vario genere, con alberi e arbusti quasi sempre non sfrondati a dovere”. Partono, infine, delle chiare sollecitazioni. “A fronte di quanto descritto e come diretta conseguenza dello stesso- concludono i consiglieri del Movimento 5 Stelle-  basta un mix fatto da una giornata di grande caldo e forte vento per dare il via alla generazione di incendi, che se non presi in tempo provocano l’annientamento del nostro patrimonio naturalistico, oltre ad attentare alla salute dei cittadini.Tutto brucia, continua a bruciare, in modo irreversibile e immodificabile. Urge intervento serio.Squadre di Vigili del fuoco, Volontari della Protezione Civile, Forze dell’ordine, seppur dotati di limitati mezzi, predispongono quanto in loro dovere per salvaguardare il patrimonio vegetativo e faunistico, per tutelare la salubrità dell’ambiente e la salute dei cittadini, pur tuttavia, lo scenario che viene fuori è quello dell’emergenza mista a incredulità e paura.Ed inoltre, non si può sottacere circa la tragedia che si è consumata in questi giorni nelle campagne siracusane, parecchi poveri cani indifesi, legati ad alberi ed arsi vivi. Vittime annunciate di una situazione preoccupante già conosciuta da cittadini ed istituzioni.Appare doveroso individuare criticità e responsabilità”. Il Meetup 5 stelle di Siracusa, al fine di porre fine a questa preoccupante situazione, insiste sui seguenti punti: “L’amministrazione comunale deve far rispettare le ordinanze che obbligano i proprietari dei terreni soggetti al fenomeno del “rogo facile” a potare gli alberi e a procedere alla diserbatura dei terreni di loro proprietà. È di massima urgenza dotare i Vigili del fuoco, le Forze dell’ordine e le Associazioni di volontariato di adeguati mezzi per fronteggiare disastri di tali e gravi portate. È necessario agire alla fonte del problema. Pertanto, si auspica un celere intervento dell’amministrazione comunale di concerto con quella regionale, allo scopo di ridurre ed arginare il gravoso fenomeno degli incendi. Adottare procedure ad hoc così come per legge, al fine di circoscrivere codesto status emergenziale, attraverso l’applicazione di quanto disposto dalla normativa speciale di riferimento, provando ad attuare politiche volte alla tutela del nostro patrimonio boschivo e faunistico, magari per il tramite della predisposizione di strumenti per riavvicinare i cittadini alla terra, con incentivi e sussidi adeguati, valorizzando quei terreni che potrebbero ridiventare fonte di lavoro e, quindi, di reddito per i tanti disoccupati del territorio”.

Fonte: www.siracusaoggi.it





SNAF FNA CATANIA: TRA OGGI E LUNEDÌ SARÀ PUBBLICATA LA GRADUATORIA UNICA PROVVISORIA, IN CASO DI PROBLEMI SLITTAMENTO A FINE AGOSTO


Dalla pagina Facebook
del Segretraio Prov.le Snaf Fna Catania
Franco Cupane

Ufficio Provinciale del lavoro di CT. Pubblicazione graduatoria provvisoria unica forestale. Ci comunicano che quasi sicuramente tra oggi e lunedì sarà pubblicata, in caso di problemi slittamento a fine Agosto... La graduatoria sarà aggiornarta alla data del 30.06.2018. 
CF. SNAF. CT





ANCHE IN SICILIA. DALLE SONDE SPAZIALI ALLA TUTELA DEI BOSCHI: ECCO IL SENSORE IN GRADO DI PREVENIRE GLI INCENDI. UNA COSA È CERTA: NESSUN FORESTALE VERREBBE LICENZIATO

Un incendio su Monte Pellegrino

Dal sito www.palermotoday.it

Daniele Ditta 26 luglio 
Un'azienda palermitana, la Ciodue di Carini, pronta diffondere anche in Sicilia la tecnologia brevettata in Germania. FireWatch, così si chiama, rileva il fumo prima che si propaghi il rogo. Equizzi: "Il sistema non sostituisce il lavoro dell'uomo, ma lo rende più efficace"

Un sensore che intercetta il fumo prim'ancora che si sviluppi l'incendio. La tecnologia, usata nelle sonde spaziali che studiano le comete, è stata riconvertita in un sistema in grado di prevenire i roghi. Si chiama FireWatch ed è stata brevettata da una società tedesca - la Iq Wireless di Berlino - che quindici anni fa l'ha sviluppata per proteggere dagli incendi l'enorme foresta che cinge la città.

Adesso un'azienda palermitana, la Ciodue di Carini, ne è diventata esclusivista a livello nazionale e vorrebbe diffondere questa tecnologia partendo proprio dalla Sicilia, dove ogni anno un numero record di incendi devasta il patrimonio boschivo. Un problema sociale che rappresenta una delle tante emergenze irrisolte nella nostra regione. 

Già adottato in 13 diverse nazioni come ad esempio Spagna, Portogallo e recentemente Canada, FireWatch riesce a rilevare il fumo nel giro di 4 minuti - anche laddove non è visibile all'occhio umano - in un raggio di 700 chilometri quadrati, con una gittata minima di 15 chilometri (fino a 60 in condizioni climatiche ottimali). "Il rilevamento dell'insorgere, così viene definito tecnicamente, consente un intervento tempestivo sul luogo e la possibilità di spegnere l'incendio prima che si propaghi. Questo perché, oltre a rilevare il fumo, il sistema individua anche la posizione Gps" spiega a PalermoToday, Mariano Equizzi, responsabile sviluppo e relazioni internazionali della Ciodue.

Più nel dettaglio, l'impianto antincendio viene montato su normali torri di avvistamento: i segnali pronvenienti dai sensori, che scandagliano il territorio, vengono inviati ad una sala di controllo. "Noi ci occupiamo della progettazione e dell'installazione della tecnologia, ma anche della formazione continua degli operai forestali. Sì, perché questo è un sistema che non sostituisce il lavoro dell'uomo ma lo valorizza e lo rende più efficace. Una cosa è certa: nessun forestale verrebbe licenziato". 



Non a caso, i primi che hanno dato riscontro positivo a questa innovazione sul fronte della prevenzione antincendio sono stati proprio i sindacati. "L'azienda ci ha prospettato un progetto di alta tecnologia, che se applicato nella nostra realtà darebbe grande sviluppo occupazionale per i metalmeccanici e allo stesso tempo sarebbe di enorme aiuto alla tutela del patrimonio boschivo" dice Francesco Foti, della segreteria Fiom Cgil Palermo, che ieri ha illustrato il progetto nel corso di un incontro con il Comune che si è tenuto a villa Niscemi. "I dipendenti della Ciodue, una dozzina circa, hanno subito in pieno la crisi e da anni sono costretti agli ammortizzatori sociali per mancanza di commesse. Adesso - aggiunge - c'è una prospettiva di rilancio, che avrebbe ricadute positive anche sui lavoratori interessati alla prevenzione e alla gestione degli incendi".

La diffusione di FireWatch passa però dagli enti pubblici responsabili della salvaguardia del territorio. E' a loro che si rivolge l'azienda di Carini, specificando che "è possibile utilizzare le risorse a fondo perduto del Psr per finanziare gli investimenti. Germania, Spagna e Portogallo - afferma Equizzi - hanno fatto così". Ma qual è il costo per radicare sul territorio FireWatch? "Potendo contare su una torre di vedetta agibile - risponde il responsabile sviluppo e relazioni internazionali della Ciodue - servirebbero tra i 150mila e i 200mila euro a unità. Se pensiamo che un elicottero costa 5 mila euro all'ora e un canadair costa 15mila euro all'ora, basta poco per capire che la sostenibilità economica c'è". 

Tra l'altro, le pubbliche amministrazioni potrebbero attingere fondi dal Psr, in particolare dalla misura 8.3, che finanzia proprio le tecnologie per la prevenzione degli incendi. "In Sicilia ogni anno è disponibile un plafond di 60 milioni di euro - conclude Equizzi - ma se ne spendono solo 2. Con un'estensione forestale di 700mila ettari in tutta l'Isola basterebbero 7 torrette per 'coprire' le zone boschive di pregio". 

Fonte: www.palermotoday.it