AGROFORESTALI. IL SINDACATO: “SENZA L’ASSESSORE ARMAO, INUTILE L’INCONTRO DEL 4 APRILE”



RICHIESTO A FEBBRAIO IL DIALOGO CON LA REGIONE

31 Marzo 2018
Da circa un mese chiedono la riapertura del tavolo tecnico con la Regione, adesso gli Agroforestali affidano un ulteriore richiesta ai sindacati. Il presidente della Regione, Nello Musumeci, infatti, ha convocato le sigle per il 4 aprile ma, sembrerebbe non sia ancora prevista la presenza dell’assessore all’Economia, Gaetano Armao.

Questo, secondo Michelangelo Ingrassia, dell’esecutivo territoriale Uila Uil Palermo, la dice lunga sulla riuscita della trattativa. “La convocazione delle segreterie regionali di Fai Cisl Flai Cgil Uila Uil rischia di trasformarsi in una inutile perdita di tempo”.

“La presenza degli assessori al Territorio e all’Agricoltura e dei direttori generali del Comando e delle Risorse agricole non è sufficiente. Se si vuole discutere costruttivamente, devono partecipare anche il dirigente dell’Economia, Gaetano Armao e il Ragioniere generale, Giovanni Bologna. Solo così – conclude Ingrassia -è possibile impostare un confronto chiaro sulle questioni ferme sul tavolo della concertazione”.

Fonte: www.ilsicilia.it


Leggi anche:




I forestali sul piede di guerra. Tonino Russo su repubblica: lavoreranno tutto l'anno ha detto il governatore Nello Musumeci, mentre l'assessore Edy Bandiera, appena nominato in una intervista al Tg3 aggiungeva: ci sono tutte le condizioni e le risorse per lavorare tutto l'anno attraverso il tempo indeterminato

Forestali. Una convocazione anomala




FORESTALI. UNA CONVOCAZIONE ANOMALA



Ricevo e pubblico
Michelangelo Ingrassia
Esecutivo Territoriale Uila Uil Palermo

Perché il Presidente Musumeci ha aspettato la proclamazione della mobilitazione generale della categoria per convocare le segreterie regionali di Fai Flai e Uila? Perché ha disertato l'autoconvocazione del 27 marzo mandando in avanscoperta la sua Capo di Gabinetto che, tra le poche cose dette, ha additato come una "anomalia" il rapporto di lavoro a tempo determinato e indeterminato dei lavoratori nella Pubblica Amministrazione? Cosa significa questa convocazione alle ore 18 di giorno 4? Il sospetto è che si voglia impedire la mobilitazione prendendo tempo; facendo partire, chissà magari il 4 o il 5 aprile mattina, le richieste per la manutenzione di 25 giorni (perché tanto sarebbero i giorni di lavoro allo stato finanziati). Se qualcuno pensa che basti una convocazione serale e l'elemosina di qualche giornata lavorativa per far fallire lo sciopero e non programmare né rispettare gli impegni necessari, questo qualcuno si sbaglia di grosso. È bene che il Presidente Musumeci si presenti con un documento in cui dichiari la volontà di applicare sedutastante il Cirl; in cui certifichi le risorse destinate all'intero settore in finanziaria; in cui comunichi cosa intende fare con i lavoratori a tempo indeterminato e determinato dell'Esa e dei Consorzi di bonifica; in cui disponga la sodpensione del Dlgs 118\2011 per le retribuzioni dei salari, che qualcuno incautamente e frettolosamente ha applicato; in cui affermi la volontà di portare in aula, entro l'inizio della campagna antincendio, la riforma del settore elaborata insieme al Sindacato Confederale. Questa convocazione è sospetta, per tutta una serie di motivi, compreso quello del mancato coinvolgimento dell'Assessore all'Economia e del Ragioniere Generale. Naturalmente spero di essere smentito. Sia chiaro, comunque, che dal 4 all'11 aprile c'è una settimana; la rivoluzione russa fu fatta in dieci giorni, figuriamoci uno sciopero regionale. Infine, un consiglio al Presidente: si vada a rileggere cosa fece l'Assessore missino all'Agricoltura e Foreste Dino Grammatico nel 1958 con i lavoratori listinisti, trimestralisti, giornalieri, della forestale, dell'Esa e degli altri Enti regionali di settore... e senza aggravio di spesa, avrebbe certificato successivamente il deputato missino Vito Cusumano, che sapeva ben fare le pulci al bilancio e alla finanziaria.

Michelangelo Ingrassia.
Esecutivo Territoriale Uila Uil Palermo






REGIONE. MESSINA (UGL), BENE ARMAO, UN PRIMO PASSO RIEQUILIBRIO RAPPORTI CON LO STATO.QUESTA È LA STRATA GIUSTA. SI VA NELLA DIREZIONE DI IRROBUSTIRE LE CASSE SICILIANE PER INTRAPRENDERE QUELLA STAGIONE DI RIFORME E STABILIZZARE ANCHE I FORESTALI


30 Marzo 2018
“La costituzione con decreto assessoriale a firma del Vicepresidente della Regione siciliana e assessore dell’economia, Gaetano Armao, del gruppo di lavoro per la redazione dello schema di norme di attuazione dello Statuto in materia finanziaria è il primo concreto passo verso il riequilibrio dei rapporti finanziari con lo Stato messi a dura prova dagli accordi scellerati sottoscritti dal precedente governo Crocetta che hanno portato la Sicilia sull’orlo del fallimento”.
A dichiararlo, Giuseppe Messina, Segretario Generale Ugl Sicilia.
“Questa è la strata giusta – sottolinea -per affermare il principio dell’autonomia fiscale della Sicilia che tradotta in moneta significa milioni di euro da riscuotere, fondamentali per risanare le casse della regione”.
“Norme che andranno sottoposte alla Giunta regionale ed alla Commissione paritetica prevista dall’articolo 43 dello Statuto – aggiunge Messina – che debbono garantire il superamento degli accordi stipulati nel 2014, 2016 e 2017 e quello del ddl voto contenenti le proposte di modifica per il rafforzamento ed il rilancio dell’autonomia fiscali in Sicilia”.
“Iniziativa in linea con il programma elettorale del Presidente Musumeci, che abbiamo a suo tempo condiviso – precisa il Segretario siciliano dell’Uso – e che soddisfa il sindacato nella misura in cui si va nella direzione di irrobustire le casse siciliane per intraprendere quella stagione di riforme necessarie ed indifferibili”.
“Riforme necessarie – conclude Messina – per riorganizzare la burocrazia siciliana, stabilizzare i precari degli enti locali, normare il rapporto di lavoro degli Asu e degli ex Pip del bacino Emergenza Palermo, riorganizzare le partecipate regionali salvaguardando il personale, stabilizzare i forestali, rilanciare province e camere di commercio, mettere in moto strumenti finanziari incentivanti e la fiscalità di vantaggio per nuovi insediamenti industriali, le Zes, gli accordi di programma sulle aree di crisi complessa e non complessa e le infrastrutture per una mobilità di sistema indispensabile per l’industria del turismo siciliano”.

Fonte: uglsicilianotizie.blogspot.it





PROBLEMATICHE FORESTALI E CONSORZI DI BONIFICA. IL SIFUS HA INCONTRATO IL PRESIDENTE NELLO MUSUMECI. SEGUIRÀ COMUNICATO STAMPA. INOLTRE, SULLA PAGINA FACEBOOK, IL SIFUS INSISTE SULLE CRITICITÀ DEL CIRL 2017 SOTTOSCRITTO ED APPROVATO DAL GOVERNO CROCETTA E DAI SINDACATI




Dalla pagina Facebook
Consorzi di Bonifica Sifus Confali

A seguito di richiesta d'incontro inoltrata, fatta al Presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci, da parte del Sifus, in data odierna 30 Marzo 2018, si è discusso in merito alle situazioni programmatiche dei settori Forestali e Consorzi di Bonifica...........

SEGUIRÀ COMUNICATO STAMPA



Dalla pagina Facebook
del Si.F.U.S. (Sindacato Forestali Uniti per la Stabilizzazione)










I FORESTALI E LA MANIFESTAZIONE UNITARIA DELL’11 APRILE, LETTERA AL GOVERNATORE: “APERTI AL DIALOGO MA NOSTRA FIDUCIA NON SIA TRADITA”


30 Marzo 2018
“Abbiamo già indicato con determinazione tutti i nodi che soffocano in Sicilia il Primo Settore. Non lasceremo che diventi l’Ultimo e siamo certi che anche Lei non lo voglia”. Inizia così la lettera aperta che il commissario regionale della Fai Cisl, Pierluigi Manca, e i segretari generali di Flai Cgil e Uila Uil Sicilia, Alfio Mannino e Nino Marino, hanno inviato oggi al presidente della Regione, Nello Musumeci. Gli esponenti sindacali ricordano la manifestazione unitaria in programma l’11 aprile a Palermo, sollecitando “dialogo e confronto sui forestali, i Consorzi di bonifica, l’Ente di Sviluppo Agricolo e l’Aras”. “Il nostro auspicio – scrivono Manca, Mannino e Marino – è che, a partire da giorno 11 aprile, si possa avviare un percorso virtuoso e positivo”.

“In nome di tante lavoratrici e lavoratori, ma anche delle loro famiglie, abbiamo ritenuto doveroso come Segreterie unitarie di Fai-Flai-Uila Sicilia inviarLe questa lettera aperta per ribadire ancora una volta la nostra disponibilità al dialogo – scrivono -. Abbiamo dimostrato questa nostra voglia di confronto ancora negli ultimi mesi, con un comportamento responsabile che mira a un solo obiettivo: assicurare risposte positive a problemi gravi, cronici, che ostacolano lo sviluppo della nostra Isola. Noi rappresentiamo un settore che ha alle spalle un lungo, troppo lungo, periodo di incertezze e che in buona parte ha riposto fiducia in questa compagine di Governo, nella speranza di ricostruire un nuovo assetto per la tutela agro-ambientale attraverso un’attività di lavoro stabile e funzionale. Noi riteniamo che questa fiducia non possa essere tradita, ritenendo dovere comune collaborare perché la Sicilia diventi, se non “Bellissima”, almeno capace di assicurare ai propri figli una dimensione in cui sia finalmente centrale la dignità del lavoro. Il nostro auspicio è che, a partire da giorno 11 aprile, si possa avviare un percorso virtuoso e positivo – aggiungono -. Nell’interesse dei siciliani, sia consentito che comparti produttivi di fondamentale rilievo vengano dotati di un assetto normativo e di regole organizzative in grado di assicurare risposte inutilmente attese per troppo tempo dai lavoratori. Alla Sicilia sia consentito di avere una forestazione e servizi per l’agricoltura funzionali alla crescita di un Settore Finalmente Primo, che è strategico per il rilancio economico e sociale”.

Fonte: www.blogsicilia.it



Leggi anche:




Ascolta anche:











VENTO DI SCIROCCO ALIMENTA INCENDI A PALERMO


Fiamme anche nel Villaggio Pollina

30/03/2018
PALERMO - Con il vento di scirocco sono entrati in azione gli incendiari a Palermo e provincia. Le squadre dei Vigili del fuoco sono impegnate per i roghi in contrada Danigargi, a Termini Imerese, e in contrada Sciumemi, a Prizzi. Fiamme anche nel Villaggio Pollina, sulla statale 113, e a nel capoluogo in via Messina Montagne. 

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonte: www.lasicilia.it




VITALIZI: DA DE MITA ALLE VEDOVE, RISCHI PER 2.600. VITALIZI: DA DE MITA ALLE VEDOVE, RISCHI PER 2.600. EX PARLAMENTARI, M5S CON COTTARELLI PRONTI A TAGLIARE PENSIONI

L'Aula della Camera in una recente immagine © ANSA

30 Marzo 2018 Da vecchi leoni della Dc, come Ciriaco De Mita o Gerardo Bianco, ad ex presidenti della Camera della Seconda Repubblica, come Gianfranco Fini, Fausto Bertinotti o Irene Pivetti, passando per Massimo D'Alema e alcune centinaia di ex deputati, senza dimenticare le vedove di ex parlamentari. Ammonta a circa 2.600 il numero di ex che percepiscono i vitalizi, presi di mira da M5s, dopo la loro abrogazione nel 2012 per i depurati in carica.

Il vitalizio, introdotto negli Anni Ottanta, consisteva in un assegno che il parlamentare incassava a vita una volta tornato alla vita civile.

Nel 2012 la riforma ha trasformato il vitalizio in una pensione, dunque percepita al compimento del 65esimo anno di età, quindi calcolata con metodo contributivo (pro rata). Analogamente a quanto avvenne con la riforma Dini delle normali pensioni nel 1995, il pregresso venne fatto salvo, sulla base di alcune sentenze della Corte Costituzionale per le quali i diritti acquisiti sono intangibili. Il che significa che gli assegni degli ex parlamentari non sono stati toccati e che la parte della futura pensione dei parlamentari in carica maturata fino al 2012, viene calcolata col vecchio metodo.

Il piano di M5s è trasformare in pensioni calcolate con metodo contributivo sia i vitalizi degli ex parlamentari, sia la parte maturata fino al 2012 dai parlamentari attualmente in carica. Il che comporterebbe un taglio agli assegni con un risparmio per le casse di Camera e Senato.

Sulle barricate gli ex parlamentari che hanno una Associazione che ne raccoglie 1.500, oggi guidati da Antonello Falomi che mette in guardia: "noi siamo pronti a contribuire ai risparmi, ma l'unico modo che rispetti le sentenze della Consulta è un contributo di solidarietà". "Il vero pericolo - aggiunge Falomi - è introdurre un pericoloso precedente nel sistema per il ricalcolo delle pensioni degli italiani, come chiede il Fmi. Non a caso Cottarelli è considerato dai M5s a loro vicino". Senza contare "le numerose vedove di ex parlamentari che hanno in quell'assegno l'unico mezzo di sostentamento".

Essendo stati introdotti da una delibera degli uffici di presidenza di Camera e Senato, i vitalizi possono essere modificati da una analogo atto, senza bisogno di una legge. E a M5s, che ha fatto man bassa di cariche negli uffici di presidenza delle due Camere, manca solo un voto per avere la maggioranza e portare a termine il loro piano.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Fonte: www.ansa.it




IL PUNTO. "AL VOTO, AL VOTO", SOLITA MINACCIA. LA DURA VITA DEI GOVERNI ALL'ARS



di Salvo Toscano
La difficile settimana di Musumeci e i precedenti di Crocetta e Lombardo.

PALERMO – Ci risiamo. Il copione del braccio di ferro tra Ars e presidente della Regione è tornato in scena. Per la terza legislatura di fila, i rapporti tra Palazzo d'Orleans e Palazzo dei Normanni si presentano complicati. E ancora una volta torna a essere ventilata l'ipotesi di chiusura anticipata della legislatura, un gridare al lupo a cui i palazzi del potere siciliano sono abbastanza abituati. E con essa, torna la dialettica del presidente eletto per cambiare la Sicilia ma imbrigliato dai giochi e giochini dei deputati, un altro evergreen della politica nostrana dell'ultimo decennio.

"Non sarò ostaggio di nessuno, né io né il mio governo”, ha tuonato in Aula, accalorandosi alquanto, Nello Musumeci questa settimana. Solo pochi giorni dopo aver lanciato un altro messaggio: "Questo deve essere il governo delle riforme, con quattro-cinque priorità, tra cui la modifica della legge elettorale. Poi, se vogliamo, possiamo anche discutere di andare a votare, io non sono attaccato allo sgabello. Come ho sempre detto sono il presidente della semina e non della raccolta".

Al voto, al voto. Ritornello già sentito. Musumeci non è il primo presidente senza maggioranza. Non ce l'aveva da principio nemmeno Rosario Crocetta, la costruì pezzo a pezzo con un abbondante transito da destra, in buona parte con la regia di quel sapiente conoscitore dell'Aula che era Lino Leanza. Aveva una super-maggioranza invece Raffaele Lombardo. Che però ruppe con un pezzo dei suoi compagni di viaggio, trovandone altri, in quel famoso ribaltone che sovvertì l'andazzo della politica siciliana. Legislature complicate, le ultime due. Complicate come si annuncia questa, con un governo senza maggioranza, costretto a patire sin dalle primissime battute.

E quando la legislatura si fa difficile, i toni tra presidente e deputati si alzano, inevitabilmente. E magari arriva la minaccia di dimissioni, arma sempre carica in mano al governatore, che se lascia manda a casa tutti i deputati. Ma si sa, l'arma seppure carica, quando non viene mai usata, perde un po' del suo potere di deterrenza. Crocetta ad esempio ventilò la minaccia di dimissioni ai suoi alleati – ma mai in Aula o in dichiarazioni ufficiali – quando si dibatteva sulla nascita del “governo politico” nel 2014. In compenso, il governatore gelese che visse diversi momenti di attrito col Parlamento, quando qualcuno parlò di sue possibili dimissioni l'anno dopo, mandò un segnale di tutt'altro genere al Parlamento: “Le dimissioni? È un problema che non mi pongo. Se l'Ars non fa una riforma perché mi dovrei dimettere io? E comunque, per eliminarmi devono usare il bazooka”.

Raffaele Lombardo minacciò le dimissioni nel 2011, quando infiammava la polemica per la sua vicenda giudiziaria, agli albori. Il presidente di Grammichele aveva usato toni ultimativi già alla fine del 2010, sfidando l'Ars a presentare una mozione di sfiducia. Una sfida che poi il governatore ripeté altre volte nel corso della sua complicata navigazione a Palazzo d'Orleans.

Musumeci, invece, cerca la strada del dialogo. Anche se alla prima difficoltà perde le staffe e striglia in Aula l'opposizione quasi imputandole la responsabilità del pantano che sta invece nella fragilità della sua coalizione rattoppata alla bell'e meglio per vincere le elezioni. Il presidente ha teso la mano e dall'altra parte qualche volenteroso, nella fattispecie Sicilia Futura, s'è subito affrettato a stringerla. È solo l'inizio, la legislatura è lunga e le sue dinamiche oggi sono ancora difficilmente prevedibili. I fiori del dialogo sbocceranno o si tornerà al copione trito e ritrito del braccio di ferro e dell'al lupo al lupo della fine anticipata della legislatura? È ancora presto per dirlo.
30 Marzo 2018

Fonte: livesicilia.it





FIGUCCIA #CAMBIAMOLASICILIA: "SOLIDARIETÀ DEI SICILIANI AI CATALANI".

Ricevo e pubblico
dall'On. Figuccia




Con la regia delle banche e la guida degli interessi dei potenti del mondo, nell'indifferenza di troppi, tra complici e ignari, l’indipendentismo catalano riceve colpi mortali ad ogni piè sospinto.
Invitiamo tutti i Siciliani a donare ed esprimere la propria solidarietà al popolo catalano, nel giorno dell’anniversario del Vespro siciliano, in memoria degli antichi e autentici rapporti tra Catalani e Siciliani.




TRA LE RIFORME ANNUNCIATE ANCHE QUELLA DEI FORESTALI. IL BLOG: MA CHE NON SIA QUELLA PUBBLICATA DAL GDS IL 16 MARZO SCORSO E CIOÈ: CHE VERRANNO UTILIZZATI IN UN PERIODO PIÙ LUNGO DI TEMPO SENZA VEDERE AUMENTATO IL NUMERO DI GIORNATE DI IMPIEGO

Giornale di Sicilia del 16 Marzo 2018


Ne avevamo parlato, ma è d'obbligo ritornare sull'argomento

Estratto dal Gds del 16 Marzo 2018
Musumeci ha fatto un esempio che riguarda il futuro dei forestali: «Per ora lavorano 3 mesi l'anno ma nel corso di questi 3 mesi vengono impiegati spesso senza progetto. Noi li utilizzeremo in un periodo più lungo di tempo e per compiti nuovi. Penso alla pulizia delle spiagge o alla cura delle aree verdi. La delibera che stiamo progettando ci permetterà di offrire opportunità di reinserimento per alcune figure professionali che volessero approfittarne».
Alla delibera stanno lavorando i tecnici di Palazzo d'Orleans con quelli degli assessorati Lavoro e Formazione. E' un provvedimento che sfrutterà i fondi europei del Fse. I forestali, per restare all'esempio, non dovrebbero vedere aumentato il numero di giornate di impiego.
Dovrebbe trattarsi di una riorganizzazione e redistribuzione. L'assessre all'Agricoltura, Edy Bandiera, ha aggiunto che «potranno essere impiegati pure nella manutenzione delle aree archeologiche e delle strade».



La nota del Blog

Vorremmo sapere con la massima urgenza cosa significa tutto questo, facciamo seriamente fatica a comprendere il politichese. Il “politichese” è utile perché spiega tutto e niente.

Ci sembra la stessa proposta dell'ex Assessore Cracolici: lavorare tutto l'anno ma con le stesse giornate di contingente. Speriamo di sbagliarci!

Ma chi erano i lavoratori forestali che non avranno un giorno di riposo? Sicuramente erano gli Oti! 

Ma che fine hanno fatto le risorse per le 151 giornate per tutti?

Se il Presidente Musumeci usava il linguaggio del politichese, l'Assessore Bandiera era stato più chiaro!

Come ricordiamo, uno dei primi provvedimenti del governo Musumeci è stato quello di tirare fuori i forestali dal bilancio in dodicesimi, come spesa inderogabile e urgente, per potere utilizzare le squadre antincendio e gli operai per realizzare i viali antifuoco. Una posizione condivisa da tutti i sindacati e da tutti i lavoratori, che hanno salutato positivamente il ddl sull'esercizio provvisorio. Ebbene, ad oggi quelle risorse permettono di lavorare solamente per circa 25 giorni, giusto in tempo per avviare la macchina antincendio.

Questo Blog ricorda che il governo regionale ha previsto l’impiego dei circa 22 mila operai forestali già dal mese di aprile. Quindi tutti al lavoro, nessuno escluso! O eravamo forse su scherzi a parte?



Ascoltare all'infinito senza dimenticare









29 marzo 2018

LA FLAI CGIL SCRIVE A MATTARELLA, FIRMI SUBITO TESTO UNICO SU FORESTE

© ANSA

(ANSA) - ROMA, 29 MAR - Appello della Flai Cgil al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, perché firmi a breve il testo unico sulle foreste, approvato dal consiglio dei ministri il 16 marzo scorso.

"Il Testo Unico - scrive Ivana Galli, Segretaria Generale Flai Cgil - contiene una serie di misure assolutamente necessarie per il settore forestale e soprattutto introduce importanti elementi di tutela e gestione attiva del patrimonio forestale", mentre "si rafforza la funzione di coordinamento istituzionale svolta dallo Stato nei confronti delle regioni e delle autonomie locali, direttamente e indirettamente competenti sulla materia forestale".

Per questo, scrive Galli, "noi ci appelliamo a Lei, Signor Presidente, alla Sua sensibilità verso il lavoro, affinché firmi al più presto il Decreto legislativo sulle foreste e filiere forestali perché sentiamo forte la necessità di avere una legge che possa dare una nuova opportunità alla forestazione in Italia, valorizzando, ancora di più, l'importante e silenzioso lavoro che quotidianamente svolgono tanti lavoratori forestali".(ANSA).

Fonte: www.ansa.it



Leggi anche:

Enrico Borghi: basta castronerie sulla legge forestale

Nuova legge forestale: un assalto ai boschi italiani?

Legge forestale: borghi "misura moderna per lo sviluppo sostenibile"

Legge forestale nazionale, Uncem: "strumenti importanti per comuni e unioni montane”


Decreto foreste, il Presidente Mattarella non firmi l’ennesima legge ai danni dell’ambiente

Legge forestale italiana in mezzo alle polemiche

La nuova legge forestale: un’aggressione ai boschi italiani. Il trionfo della motosega

Ministero Ambiente, vogliamo far approvare legge forestale. "Ma per interventi servono più dati"

Codice forestale: 250 scienziati in rivolta e appello a Mattarella. Aree protette in silenzio

Via libera da consiglio ministri a testo unico sulle foreste

Boschi siciliani, energia in fumo. Nell’isola filiera all’anno zero mentre crescono i roghi. 2,5 miliardi di euro di danni in tutta italia, un terzo di questi in Sicilia

Governo: illegittime operazioni a firma Gentiloni. Danni all’ambiente da accordi con industrie energetiche





GOVERNO: ILLEGITTIME OPERAZIONI A FIRMA GENTILONI. DANNI ALL’AMBIENTE DA ACCORDI CON INDUSTRIE ENERGETICHE



Gentiloni e i grandi industriali dell’energia: accordi contro l’ambiente, l’aria e la salute dei cittadini come se il mandato alla presidenza del consiglio, fosse ancora valido.


23 marzo 2018 - Patrizia Gentilini
Ancora una volta in “assordante silenzio” mediatico si sta consumando l’ennesimo delitto a scapito della salute e dell’ambiente, anzi, forse proprio perché ormai sonoramente bocciato dagli elettori con le elezioni del 4 marzo,  il governo a guida Gentiloni va “all’assalto della diligenza” e “raschia il fondo del barile”, continuando in modo del tutto illegittimo a legiferare e a fare ulteriori gravissimi danni al paese e ai suoi abitanti.

Questa volta le mani vengono messe sul nostro patrimonio boschivo e forestale che, con l’approvazione  il 16 marzo scorso, del D.Lgs riguardante le “Disposizioni concernenti la revisione e l’armonizzazione della normativa nazionale in materia di foreste e filiere forestali “ in attuazione dell’art. 5 della legge 28 luglio 2016, n. 154, noto anche come  “Testo Unico Forestale (TUF)”, viene visto solo nel suo aspetto economico di “valorizzazione energetica” per alimentare centrali a biomasse, trascurando totalmente il suo ruolo fondamentale ed insostituibile come fornitore (gratuito!) di servizi ecosistemici: purificazione dell’aria e delle acque  mantenimento dell’assetto idrogeologico e della biodiversità, contrasto ai cambiamenti climatici, solo per ricordarne i principali.

La questione è complessa e deve essere ben compresa in tuttala sua gravità, ma in poche parole  il TUF, che pure si richiama a principi di sostenibilità, si basa su presupposti incredibilmente antiscientifici come quello secondo cui i boschi morirebbero senza l’intervento costante dell’uomo e che “l’abbandono” sarebbe responsabile del loro degrado e addirittura degli incendi.

L’impostazione è pressoché esclusivamente produttivistica, utile solo al profitto immediato delle industrie del pellet e delle grandi centrali elettriche a biomasse, peraltro assai inquinanti, che oggi proliferano solo grazie agli incentivi statali senza i quali non hanno competitività di mercato e talune delle quali travolte da inchieste giudiziarie denominate “silvomafie”.

Guarda caso ai tavoli di lavoro per la stesura  del TUF di fatto si è registrata la partecipazione ampia di rappresentanti del mondo dell’industria ( specie delle filiere del legno e dell’energia “green”),  di pochissimi rappresentanti di docenti di materie forestali e completamente assente è risultata la presenza del mondo accademico esperto in ambienti naturali (botanici, zoologi, ecologi, patologi, geologi, ecc.).

Quando questo scenario ha cominciato a delinearsi in tutta la sua gravità si sono  levate vivissime  proteste che – come era logico  aspettarsi – non hanno mai raggiunto i grandi canali di comunicazione. Fra le prime voci che si sono levate va ricordata il 14 gennaio 2018 quella del Prof. Paolo Maddalena che in suo articolato documento lo ha definito. “ un decreto contro la Vita”, sottolineandone anche  i gravissimi aspetti di incostituzionalità.

L’Associazione dei Medici per l’Ambiente ISDE Italia e la Rete degli Scienziati di Energia per l’Italia con un comunicato congiunto hanno ricordato  come nel 3° millennio l’energia deve essere innanzi tutto risparmiata ma poi  attinta dall’unica energia veramente pulita e sostenibile, il sole e che incrementare la combustione di biomasse legnose non potrà che peggiorare la qualità dell’aria, pessima in tante aree del paese.

Già oggi in Italia la qualità dell’aria è infatti particolarmente scadente e per questo siamo sotto procedura di infrazione da parte dell’UE.

Le biomasse solide contribuiscono (dati ISPRA) per circa il 68% al PM2.5 primario, cui va attribuito una consistente quota dei 60.000 decessi prematuri che si registrano ogni anno in Italia.

Ma alla cattiva qualità dell’aria vanno ascritte, oltre alle morti premature per eventi cardiovascolari, numerose altre patologie quali alterazioni della fertilità, della gravidanza, e del periodo perinatale,  nonché numerose patologie croniche cardio-respiratorie, metaboliche e neurologiche, compreso l’Alzheimer, cancro a polmone e vescica e ricoveri per patologie acute (soprattutto negli esposti più suscettibili come bambini e anziani)

Ma poi anche 264 Accademici si sono rivolti  direttamente al Presidente Mattarella e a Gentiloni, e così pure 224 esperti di diverse discipline ( medici, giuristi, forestali, ingegneri , urbanisti etc), ed  un centinaio associazioni, fra cui anche i Comuni Virtuosi ed il cui elenco si aggiorna di ora in ora.

Ben 23.957 cittadini nel momento in cui scrivo hanno sottoscritto e stanno continuando a farlo una petizione.

Moltissimi cittadini poi continuano a rivolgersi direttamente a Mattarella andando sul sito ufficiale del Quirinale e scongiurando il Presidente di non firmare il decreto e risparmiare una ennesima sciagura all’Italia.

Ma anche European Consumers, ITALIA NOSTRA, LIPU, WWF, Greenpeace hanno sollevato dissenso e  pesanti critiche.

Questi diversi soggetti hanno evidenziato,  con diverse sfumature, sulla base delle diverse competenze e sensibilità, come il decreto sia un vero e proprio attentato  alla salute e al patrimonio boschivo, ambientale e paesaggistico italiano, già messo a dura prova dai recenti atti vandalici e criminali e verosimilmente favorito dallo smantellamento del Corpo Forestale.

L’unica associazione ambientalista che si è espressa a favore del Dlgs è Legambiente, il cui presidente onorario Ermete Realacci è stato fra i suoi più accesi fautori.

Ma ben tre dei 4 onorevoli che hanno voluto il DLgs (on. Olivero, sottosegretario all’Agricoltura, on. Realacci presidente della Commissione Ambiente, on. Sani presidente della Commissione agricoltura) non sono stati rieletti alle ultime consultazioni elettorali! Come si può continuare come se dopo il 4 marzo nulla fosse successo?

E’  davvero paradossale pensare che  tutti noi paghiamo di più l’energia elettrica (l’ultimo aumento a gennaio) perché incentivi destinati a fonti rinnovabili  finiscono per incentivare fonti energetiche che di rinnovabile hanno solo il suffisso “bio” e che non solo attentano all’ambiente, calpestano la Costituzione, ma  ci  rovinano anche la salute.

Una importante occasione per mettere a fuoco i tanti aspetti  che il TUF coinvolge sarà il convegno del 6 aprile dal titolo “ Biomasse forestali ad uso energetico, aspetti ambientali, forestali, energetici, giuridici, economici, sanitari”.

Un  convegno dal taglio rigorosamente scientifico,  in cui saranno affrontati ed approfondati tutti  i risvolti che  tale pratica comporta cui auspichiamo la massima partecipazione perché ormai non sono frequenti nel nostro paese  le occasioni il cui le voci  di esperti “indipendenti”, senza alcun conflitto di interesse, possono farsi sentire.

Fonte: www.themisemetis.com




LEGGE DI STABILITÀ SICILIA: PAGLIARO (CGIL), MISURE INSUFFICIENTI PER REGIONE IN CADUTA LIBERA



Palermo, 28 marzo- “Nella legge di stabilità per il 2018 c’è quello che non dovrebbe esserci e non c’è quello che dovrebbe esserci. Nonostante la promessa che non avremmo avuto una legge omnibus ci troviamo di fronte a un provvedimento di ben 34 articoli che sembra un insieme di atti amministrativi piuttosto che di scelte programmatiche. Troppo poco in ogni caso per una regione in caduta libera come la Sicilia”. Lo dice Michele Pagliaro, segretario generale della Cgil Sicilia. “Ci saremmo aspettati norme per accelerare la spesa per investimenti previsti dai Patti per la Sicilia e per le città metropolitane”, dice Pagliaro sottolineando che “sono disponibili tanti soldi e non abbiamo  ad oggi procedure e progetti per spenderli”.  “Invece il governo- sottolinea il segretario della Cgil- inserisce temi come la fusione di Irfis, Crias e Ircac ( per la natura giuridica  argomento sensibile in quanto l’Irfis  in qualità di intermediario finanziario iscritto all’albo ex art.107 del testo unica bancario è soggetto al controllo della banca d’Italia) o quelli di Esa, Eas e delle partecipate, argomenti che meritano tempi di discussione a approfondimento ben più ampi di quelli esigui previsti per l’approvazione della Finanziaria”. Pagliaro dice che “ avendo percepito di non avere maggioranza come dimostra la questione del Def,  il governo pensa probabilmente a un’azione di forza nei confronti dell’assemblea, nella confusione dell’ultimo minuto, mettendo sul tavolo l’inventario delle questioni irrisolte in questi anni, delle quali non si può venire a capo in pochi giorni”. Quanto alle disposizioni per lo sviluppo, Pagliaro rileva che “si concentrano nel biglietto unico per il trasporto locale, su un ipotetico frazionamento del rischio bancario , su interventi per l’acquisto della prima casa a a partire dal 2019 e su interventi a sostegno dell’agricoltura già visti in precedenti programmazioni”. “Siamo lontani insomma- conclude il segretario della Cgil- da quello di cui la Sicilia avrebbe bisogno”.





IL PROSSIMO 7 E 8 APRILE SI TERRÀ AD ISNELLO L’XI° “SAGRA DELLE VERDURE TRADIZIONALI ED ANTICHE DELLE MADONIE”. NON MANCATE!



Un appuntamento importante che promuove e valorizza la gastronomia tradizionale ed in particolare quella basata sulle verdure dei campi e che esalta al tempo stesso la cultura e la storia dei piccoli borghi delle Madonie. Un ritorno al passato, alla cucina tradizionale, ai sapori e ai profumi di un tempo.
Non mancate!




TUTELA DEL TARTUFO SICILIANO


29 Marzo 2018
“Coltivazione e commercializzazione: una fonte di ricchezza non ancora utilizzata”

“Coltivare il tartufo è possibile e la sua commercializzazione sarà una fonte di ricchezza facilmente raggiungibile. Ampi territori della Sicilia sono microbiologicamente adatti alla proliferazione di questo fungo ipogeo dalle mille applicazioni in cucina” lo dice Giorgio Assenza il quale ha depositato un progetto di legge volto alla tutela del trufulu (è il suo nome in siciliano) e, con essa, alla coltivazione e alla vendita anche fuori dai nostri confini del prodotto spontaneo (scovato, per legge, soltanto dal Bracco italiano e dal Lagotto Romagnolo) come di quello proveniente da tartufaie da realizzare con l’aiuto fattivo della legge in itinere.

Già adesso, ne sono conosciute sei specie diverse, compreso il rarissimo bianco pregiato: una varietà la quale ha fatto le fortune dell’areale piemontese di Alba. Allo stato spontaneo, i tartufi si possono già trovare nella zona iblea, sia sul versante ragusano che in quello siracusano, sui Nebrodi, sulle Madonie, sui Sicani come nella zona etnea e sui Peloritani.

“Considerando che il tartufo isolano è conosciuto da almeno un secolo e mezzo, e lo  testimoniano scritti di Tomasi da Lampedusa, degli studiosi Taranto e Gerbino come di Giuseppe Inzenga che ne trovò una varietà addirittura nell’Orto Botanico di Palermo, si è perso fin troppo tempo a cercare di farne una vera risorsa economica per la Sicilia” sottolinea il presidente del Collegio dei Questori che si è avvalso della collaborazione di esperti quali Mario Brinch, il biologo micologo Giovanni Amato e il professor Giuseppe Papia, per la redazione del ddl il quale, se approvato, “aprirà ancora impensati scenari finanziari nonché di prestigio per la nostra terra, impedendone la depredazione che ancor purtroppo si perpetra per mancanza di norma, con grave nocumento ecologico”.

Fonte: www.madonielive.com





MAGGIORANZA VERSO L’IMPLOSIONE? CANCELLERI: “PRONTI A COLLABORARE E SCRIVERE INSIEME LA FINANZIARIA”


Intervista al leader dei Cinque Stelle in Sicilia


di Antonella Bonura | 29/03/2018
Quel che è accaduto a Sala D’Ercole durante la discussione sul Documento di Economia e Finanza Regionale, lo spaccato politico offerto è presente con tutto il suo peso nonostante il via libera al documento e l’ok alla proroga dell’esercizio provvisorio. 

La bocciatura ricevuta in prima battuta in Aula è qualcosa che è andata oltre i numeri e cifre ma che ha mostrato  gli equilibri interni ad una coalizione di Governo che ancor prima di questo ‘scivolone’ ha mostrato segni di evidente cedimento, nervosismo e inesistente compattezza.

Di fronte a questo scenario, il M5S ha chiesto un ritorno alle urne entro la fine dell’anno, ma si è anche mostrato aperto al dialogo con Musumeci “alla luce del sole” per discutere di Finanziaria e legge elettorale per poi tornare celermente al voto.

BlogSicilia ha intervistato Giancarlo Cancelleri, leader dei 5 Stelle in Sicilia, per analizzare la situazione politica e delineare possibili ma anche concreti scenari futuri.

“A me sembra che dopo quattro mesi dal voto siamo nelle stesse condizioni del Governo Crocetta – dice -, ci troviamo in una situazione di stallo totale. Ci doveva essere entusiasmo da parte di chi aveva vinto la tornata elettorale inveceq questo entusiasmo è stato ammutinato da Musumeci e dalla sua Giunta. Si è fatto davvero poco in questi mesi, complice la campagna elettorale, sono state approvate tre leggi, questo è un bottino magro, qui non si tratta di aver assunto un profilo basso io direi piuttosto che è inesistente”.

Cancelleri ancora una volta approfitta dell’occasione per ricordare le parole di Musumeci stesso che si è definito non “attaccato allo sgabello” : “‘se non ci sono condizioni di andare avanti io mi dimetto’ – ha detto il Governatore -Ecco le condizioni non ci sono.  Quello che chiediamo e di fare la legge finanziaria, lasciare i conti apposto e fare i trasferimenti ai Comuni, infine chiudere partita facendo una legge elettorale tutti insieme per dare la possibilità di governare e tornare al voto entro l’anno”.

Cancelleri mostra il volto di un’opposizione “responsabile” e parla chiaro con il Presidente della Regione: “Abbiamo un mese di tempo siamo pronti a collaborare a scrivere insieme la Finanziaria ma partendo da foglio bianco. Le nostre priorità da inserire nella legge?  Disabili, lavoro ed investimenti a comuni ed imprese”.

Di qui una riflessione più ampia su  quanto accaduto: “Si apre una stagione di transizione – sottolinea il leader grillino – . La maggioranza che uscita dalle urne non ce l’ha fatta, finora si sono solo spartiti poltrone e nomine. Non immaginavo che in quattro mesi si risolvessero i problemi però quantomeno si poteva avviare un percorso riforme ed imboccare direzioni che davvero ti raccontano quel che si vuole fare”.

Ma nel concreto c’è chi questo ‘galleggiamento’ non lo vede come un momento di reale crisi, c’è chi ha visto scenari ben peggiori ma su questo Cancelleri taglia corto: “Sì è vero c’è chi vuol giustificare un crollo verticale – dice -. Questa terra però si merita di essere governata. Se l’idea è quella di navigare a vista sarà peggio del Governo Crocetta che lo stesso Musumeci contestava”.

Cancelleri che chiede il ritorno alle urne è consapevole che tale ipotesi potrebbe lasciare il passo ai consueti giochi della politica alla ricerca di una quadratura per lo meno dei numeri.

“Se si faranno compravendite parlamentari in cambio di articoli di finanziaria – dice – si allungherà la legislatura mettendo poca roba sul piatto. Critiche sul questo Defr? E’ un documento vuoto, dovrebbe essere un disegno a lungo raggio di quel che vuoi realizzare, un gettare la palla in avanti in prospettiva ma non lo è. Approvarlo o non approvarlo, o trasformarlo cambia poco perchè si deve tradurre in leggi. Ma guardiamo anche alla finanziaria arrivata in Parlamento: ci sono delle riforme anche epocali all’interno che non possono essere affrontate in questo modo in un articolo di finanziaria, è lo stesso modo di agire di Crocetta”.

Cancelleri ritorna sul punto e nel merito dei contenuti su cui confrontarsi “Se si vuole aprire dialogo con noi, noi siamo disponibili a farlo alla luce del sole”.

E’ chiaro che eventuali nuove elezioni regionali potrebbero far intravedere scenari molto positivi per il Movimento sulla scia del successo nazionale del M5S, sopratutto qui in Sicilia. Su questo Cancelleri rimane prudente:  “Ogni elezione ha una storia, certezze non ce ne sono. Se si torna alle urne, si farà una campagna elettorale molto difficile, ma dobbiamo avere chiaro che il nostro compito sarà quello di ragionare sui problemi dei siciliani e sulle cose concrete da fare per Governare l’Isola”.

Leggi anche: In un clima rovente approda a Sala D’Ercole il Defr, attacchi dall’opposizione: Musumeci “Non sarò ostaggio di nessuno”.

“Musumeci si dimetta”, lo chiedono il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico

La Corte dei Conti presenta relazione sul Defr: “pronti a collaborare e ad offrire soluzioni e pareri”.