L'obiettivo dei sindacati

è quello di arrivare ad ottenere 2 contingenti:

Oti e 151nisti.

Obiettivo condiviso anche dai due assessori!

Ecco allora quanto manca

per la presentazione della riforma:






29 giugno 2019

IL MADONITA GIOVANNI GRISANTI, NONCHE' LAVORATORE FORESTALE DELL'ANTINCENDIO, TRIONFA ALLA 21ª GIARRE MONTESALICE MILO


Dalla pagina Facebook
Real Cefalù Reparto Corse

GIARRE (CT) Presenza assidua nelle cronoscalate del circus siciliano per Giovanni Grisanti pilota di Isnello nel cuore delle Madonie portacolori del sodalizio normanno Real Cefalù Reparto Corse, che a bordo della fida A112 Abarth di classe TC 1150 sui 6.4 km del tracciato etneo ha fatto sua la classe piazzandosi al termine di GARA 2 al 19° posto assoluto dopo due giorni di gara intensi visto l'esiguo numero di iscritti. Per Grisanti continua la stagione motoristica che lo vedrà impegnato in altrettanti appuntamenti validi per il campionato siciliano velocità montagna riservato alle autostoriche.

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Giovanni Grisanti si aggiudica la cronoscalata di Monte Erice ed è ad un passo dal titolo regionale

Giovanni Grisanti 151ista Aib di Isnello, pronto per la 100th Targa Florio con la sua inseparabile e mitica Fiat 112 Abarth 

Chiaramonte Gulfi, cronoscalata Monte Iblei 2018. Vittoria con record per il campione Giovanni Grisanti, Aib di Isnello

Il nostro collega Giovanni Grisanti domina la cronoscalata Termini Caccamo. Congratulazioni!

Autoslalom di Castelbuono: sul podio i piloti della scuderia Cefaludese. Il Blog: sul gradino più alto anche il nostro mitico collega Aib, Giovanni Grisanti, che ha già superato 100 vittorie. Merita un riconoscimento dalla regione!

Primo di classe alla Coppa Nissena e vincitore del campionato regionale 2016. Isnello festeggia il suo campione. A festeggiare insieme a lui anche i colleghi forestali

Magnifica vittoria a Monte Erice per il nostro collega Giovanni Grisanti (Aib Isnello)

L'Aib di Isnello, Giovanni Grisanti vince a Chiaramonte Gulfi la 59ª Salita dei Monti Iblei

L'Aib Giovanni Grisanti di Isnello si aggiudica la Cronoscalata Cefalù-Gibilmanna. Lo ribadiamo ancora una volta: nella sua categoria non ce ne per nessuno!

L'equipaggio Madonita Doc formato da Giovanni (Aib) e Mario Grisanti, alzano la coppa per il primo posto di classe conquistato alla 100th Targa Florio. Anche i forestali  festeggiano il primato











FIAMME ALTE SULLA MODICA-FIUMELATO-SCICLI, STRADA CHIUSA AL TRAFFICO. L'INCENDIO HA DISTRUTTO UNA VASTA AREA DI VEGETAZIONE


Dal sito www.sciclivideonotizie.it

28 Giugno 2019
SCICLI – Un incendio di notevoli proporzioni ha divorato, nel pomeriggio, una vasta area di vegetazione sulla Modica-Fiumelato-Scicli. Le fiamme si sono sviluppate nel costone adiacente la Conca del Salto al confine tra Modica e Scicli. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco. Considerata l’entità dell’incendio è stata disposta la chiusura al traffico dell’arteria nei due sensi di marcia. Notevoli i disagi per gli automobilisti.

Fonte: www.sciclivideonotizie.it







LA VICENDA PIRANDELLIANA DEL PARCO DEI MONTI SICANI. IL PASTICCIO DELLA REGIONE BOCCIATO TRE VOLTE DAL TAR


Dal sito meridionews.it

I decreti istitutivi del parco emanati dall'Assessorato sono stati dichiarati illegittimi. Così a un'area che punta sul turismo relazionale ed esperienziale viene meno un volano di sviluppo. «Un cortocircuito prevedibile visto che la Regione si ostina nel copia incolla»

SALVO CATALANO 29 GIUGNO 2019
Le gole scavate dal fiume Sosio, il teatro di pietra di Andromeda, i boschi incontaminati, la Magna via francigena e il cammino di Santa Rosalia. E poi i prodotti d'eccellenza dell'enogastronomia locale e alcuni rapaci, come il capovaccaio, che solo qui si fanno vedere. C'è un pezzo di Sicilia, tra le province di Agrigento e Palermo, lontana dai circuiti turistici tradizionali ma dalle fortissime potenzialità ancora inesplorate. Dodici Comuni spalmati tra il mare a 1.500 metri di quota, e riuniti da qualche anno nel Parco dei monti Sicani. Un brand che comincia lentamente a farsi strada nel panorama regionale e nazionale e che anche gli operatori commerciali iniziano ad apprezzare, consapevoli delle potenzialità economiche. Eppure tutto rischia di andare letteralmente in fumo. Il 13 giugno il Tar di Palermo ha infatti annullato il decreto istitutivo dell'ente. Per la terza volta negli ultimi otto anni. E sempre per le stesse motivazioni: una perimetrazione fatta male dalla Regione, senza tenere in debito conto gli interessi di alcune attività produttive che hanno fatto ricorso, e senza il necessario coinvolgimento degli enti locali e dell'Assemblea regionale. «Un cortocircuito prevedibile - commenta amaro il sindaco di Santo Stefano di Quisquina, Francesco Cacciatore - visto che la Regione si ostina a fare un copia incolla di un'impostazione già bocciata dal Tar per due volte». 

«Il parco in sostanza al momento non esiste più», si sussurra tra gli addetti ai lavori. E già si vedono i primi effetti concreti. Ieri dal dipartimento regionale al Territorio è partita una nota in cui si sottolinea che, in attesa di capire come l'assessorato voglia rispondere all'ennesima bocciatura del tribunale amministrativo, è opportuno fermare qualunque attività dell'ente.

Fonte: meridionews.it








ARRIVA IL CALDO E MEZZA SICILIA È IN FIAMME. MA COS’HA COMBINATO IL GOVERNO REGIONALE CON L’ANTINCENDIO?


Dal sito www.inuovivespri.it

29 Giugno 2019
Ce lo chiediamo mettendo assieme gli incendi esplosi negli ultimi giorni – e nelle ultime ore – in quasi tutte le province della Sicilia e le considerazioni, peraltro molto gravi, del segretario regionale del SIFUS, Maurizio Grosso, che scrive senza mezzi termini di licenziamenti di operai della Forestale e della mancanza del 50% dei viali parafuoco. I Canadair e gli elicotteri antincendio lavorano gratis?  

L’attività di prevenzione degli incendi, in Sicilia, quest’anno, è stata effettuata correttamente? Gli operai della Forestale hanno iniziato a realizzare i viali parafuoco tra la fine di aprile e i primi di maggio? A giudicare da quello che leggiamo qua e là sui giornali, beh, sembrerebbe proprio di no!

Quello che sta succedendo in questi ultimi giorni – e alla fine sono solo i primi, veri giorni di caldo estivo – è a dir poco allarmante. Incendi si registrano a Messina, nel Catanese, nel Siracusano, nel Ragusano, nel Trapanese, nell’Ennese (tra Piazza Armerina e Aidone), nel Nisseno (dove il 22 maggio scorso è stata evacuata un’intera scuola!), nel Palermitano.

Qualcuno sostiene che noi non perdiamo occasione per criticare il Governo regionale di Nello Musumeci. Ora, a parte che non è così, cosa dovremmo fare in una Sicilia nella quale, ai primi caldi estivi, in quasi nove provincie su nove, vanno in scena incendi, in alcuni casi anche pericolosi per l’incolumità delle persone?

Noi vogliamo cominciare la nostra ricognizione sul fuoco che sta ‘inghiottendo’ una parte non certo secondaria di quel poco di verde che resta in Sicilia con una nota su Facebook di Maurizio Grosso, segretario del SIFUS, il sindacato che, da sempre, si batte per la stabilizzazione dei lavoratori forestali (la specificazione “da sempre” è importante: perché in Sicilia ci sono organizzazioni sindacali che, quando al Governo della Regione siciliana c’è il centrosinistra, e segnatamente il PD, si dimenticano dei lavoratori: gente seria…).

Maurizio Grosso – e questo, visto quello che sta succedendo in queste ore in Sicilia – racconta cose che noi non possiamo che definire incredibili:

“SIFUS CONFALI. I LICENZIAMENTI DEI FORESTALI IN PROVINCIA DI MESSINA RAPPRESENTANO LA PROVA PROVATA DI UNA VISIONE DISTORTA DEL TERMINE PROGRAMMAZIONE CHE APPARTIENE AI DIRIGENTI E ALLA CLASSE POLITICA.

SE E’ VERO COME E’ VERO CHE I FORESTALI ADDETTI ALLA MANUTENZIONE BOSCHIVA IN PROVINCIA DI MESSINA RAGGIUNGERANNO 75 GIORNATE LAVORATIVE PRIMA DI ESSERE LICENZIATI (CON QUESTO CHIARO DI LUNA È UN SUCCESSO), E’ ALTRETTANTO VERO CHE, DA LUGLIO E FINO ALLE NUOVE DISPONIBILITÀ DI CASSA, I FORESTALI MEDESIMI, TORNERANNO A CASA LASCIANDO I BOSCHI INCUSTODITI.
IN VERITÀ, NON SOLO I BOSCHI SARANNO INCUSTODITI E QUINDI, IN BALIA DEGLI INCENDI ESTIVI, MA ADDIRITTURA, IN ESSI MANCA LA REALIZZAZIONE, ALMENO PER IL 50%, DEI VIALI PARAFUOCO. I VIALI PARAFUOCO, PIACCIA O NO AI DIRIGENTI SCIENZIATI, RAPPRESENTANO LA FATTISPECIE DI LAVORAZIONE PIÙ EFFICACE A RIDURRE I RISCHI DI APPICCAMENTO INCENDI. COME SE CIO NON BASTASSE, POICHÉ ORAMAI VA DI MODA, IN QUESTI ULTIMI GIORNI PRIMA DEI LICENZIAMENTI, DIVERSE SQUADRE DI OPERAI VERRANNO DISTORTE DAL LAVORO NEI BOSCHI PER ESEGUIRE LAVORI LEGATI ALLA PULIZIA DEL VERDE PUBBLICO IN ALCUNI COMUNI. QUESTO E’ IL DRAMMATICO QUADRO DELLA SITUAZIONE IN ATTESA CHE AD AGOSTO O FORSE A SETTEMBRE, RIPRENDERANNO I LAVORI. CHE DIO C’E’ LA MANDI BUONA! PER QUESTE E TANTE ALTRE RAGIONI, VA IMMEDIATAMENTE AFFRONTATO IL TEMA DELLA RIFORMA DEL COMPARTO DEI FORESTALI IN MANIERA CHE IL PROSSIMO ANNO POSSIAMO VEDERE UN ALTRO FILM. IL SIFUS FARÀ COME SEMPRE LA SUA PARTE PER TROVARE LE SOLUZIONI ATTE A RIDURRE I DANNI”.

Quindi, presidente Musumeci, a fine giugno, in Sicilia, manca all’appello il 50% dei viali parafuoco e a Messina e dintorni si licenziano gli operai “lasciando i boschi incustoditi”?

La cosa strana sapete qual è? Che proprio a Messina – dove si stanno licenziando gli operai della Forestale – appena due giorni fa, un vasto incendio ha seminato il panico nel rione dell’Annunziata. Sono intervenuti i Vigile del fuoco, un elicottero antincendio e gli operai della Forestale (non ancora licenziati…).

“La situazione è sotto controllo. Le fiamme non hanno lambito le abitazioni come lo scorso 10 giugno”, leggiamo in un lancio dell’ANSA.

Quindi lo scorso 10 giugno, a Messina, ci sono stati pericoli per gli abitanti di alcune case?

Da Messina a Palermo. Dove le cronache di queste ultime ore registrano un paio di incendi: a Mondello (tanta paura per gli abitanti di un gruppo di ville), sulle colline che sovrastano Corso Calatafimi (dove le fiamme hanno seminato il panico in una casa di riposo) e nella zona di Villa Reale.

Incendi si registrano in provincia di Caltanissetta, nell’Ennese, nell’Agrigentino, nel Siracusano, nel Ragusano, nel Catanese.

Insomma, fiamme ovunque.

Su quanto avvenuto nei giorni scorsi a Catania e dintorni riportiamo un passo di un articolo de La Repubblica del 24 giugno:

“Un tavolo di crisi nel capoluogo etneo, in prefettura, ha monitorato l’emergenza fiamme nel Catanese. Molta paura a Belpasso nel primo pomeriggio di ieri, dove le fiamme sono arrivate a minacciare abitazioni e capannoni industriali e hanno richiesto il lavoro senza sosta dei vigili del fuoco. Soccorso un uomo rimasto bloccato in casa che è stato tratto in salvo dai pompieri e ricoverato all’ospedale Cannizzaro di Catania dove le sue condizioni non risultano gravi. Fuoco anche ad Acireale e nella frazione balneare di Vaccarizzo, nei pressi dell’Oasi del Simeto dove oltre alle squadre dei vigili del fuoco sono stati impegnati anche gli uomini della forestale. Le fiamme hanno lambito anche la strada statale 114 che per circa mezz’ora è stata chiusa al traffico. Le squadre dei vigili del fuoco di Acireale e Riposto hanno salvato 64 bovini da un incendio che ha invaso il fienile di un allevamento in via delle Grazie ad Acicatena. Il rogo, sviluppatosi da sterpaglie, ha minacciato l’allevamento e sono stati i vigili del fuoco a portare via gli animali e metterli al sicuro”.

Perché abbiamo riportato questo passo di un articolo su Catania e dintorni? Perché a noi risulta che, nel Catanese, l’attività antincendio sia stata ridotta ai minimi termini. 

Qual è, oggi, la situazione nel servizio antincendi della Forestale in Sicilia?

A noi risulta che il personale impegnato non superi le 4 mila e 500 unità. E sono pochissime, rispetto ai bisogni di una Regione come la Sicilia.

A noi risulta che il personale, in media, presenti un’età di cinquant’anni: e sono tanti per un lavoro così rischioso, che richiede una preparazione fisica non indifferente.

A noi risultano carenze nei dispositivi di sicurezza: perché chi va ad affrontate le fiamme, si sa, deve andare protetto.

A noi risulta – e qui quello che sappiamo noi coincide con quanto affermato da Maurizio Grosso, là dove lamenta l’assenza del 50% dei viali parafuoco – che gli operai della Forestale sono stati avviati al lavoro il 15 giugno e non a metà aprile-fine maggio: perché è tra aprile e maggio che – almeno è quello che sappiamo noi – dovrebbero essere realizzati i viali parafuoco, non dopo il 15 giugno! 

A noi risulta che, per ciò che riguarda i mezzi che servono per espletare le attività antincendio, ci siano problemi di revisione e di manutenzione.

A noi risulta che, allo stato attuale, gli operatori del Corpo Forestale – che in Sicilia fa ancora capo alla Regione – che fino a qualche anno fa erano poco più di 900, si sono ridotti, sì e no, a 250 unità!

Insomma, come negli ospedali pubblici della Sicilia, dove i medici e gli infermieri che vanno in pensione non vengono sostituiti (nella sanità pubblica siciliana si ‘risparmia’ così, anche perché, con una fetta consistente delle risorse del Fondo sanitario regionale si pagano altre spese: spese che non hanno nulla a che vedere con la sanità), anche nel Corpo Forestale chi va in pensione non viene sostituito.

Ci hanno detto che, nei prossimi tre anni, il Corpo Forestale della Regione siciliana sparirà: un bel ‘risparmio’, non vi pare? Soprattutto un ‘intelligente’ risparmio…

D’accordo: il Governo regionale ci risponderà, per bocca dei suoi autorevoli rappresentanti, che le finanze della Regione sono a ‘secco’. Tutto vero: siamo i primi a riconoscere all’attuale Governo regionale di aver trovato una situazione finanziaria disastrosa.

Sappiamo benissimo – lo scriviamo da quando siamo in rete – che il passato Governo regionale di Rosario Crocetta a ‘trazione’ PD ha massacrato le finanze regionali. Tutto vero.

Il problema, però, è che mentre si ‘risparmia’ sul Corpo Forestale, mentre si ‘risparmia’ sul personale della Forestale che viene licenziato mezza Sicilia va a fuoco.

E chi interviene, visto che si ‘risparmia’ sulle persone? I Canadair e gli elicotteri antincendio. Che, sicuramente, in Sicilia, lavoreranno gratis. Infatti, sarebbe veramente singolare se si dovesse scoprire che, mentre stiamo sbaraccando il Corpo Forestale, mentre si riduce il personale della Forestale si vanno a pagare i Canadair e gli elicotteri!

Però, su questi punti – licenziamenti, Canadair e quant’altro – ci piacerebbe che qualche deputato regionale ci ‘illumini’ un po’. Magari con qualche bella interrogazione con richiesta di risposta scritta: le parole pronunciare a voce volano, le parole scritte restano…

Foto tratta da nuovosud.it 

Incendi/ Sorpresa: i Canadair e gli elicotteri antincendio sono gestiti da privati! 

I Canadair che sorvolano la Sicilia? Angeli per le tasche di qualcuno 

Incendi in Sicilia/ Per caso i Canadair si pagheranno con i fondi del PSR? 

Con il caldo mezza Sicilia in fiamme: non diteci che sono i soliti piromani!


Fonte: www.inuovivespri.it






A TUTTE LE AMMINISTRAZIONI COMUNALI DELLA SICILIA CHE CHIEDONO LA COLLABORAZIONE DEI LAVORATORI FORESTALI. CHIEDETE URGENTEMENTE ANCHE VOI LA RIFORMA ANNUNCIATA IN POMPA MAGNA DAL GOVERNO MUSUMECI. MA SE NEL FRATTEMPO NON VIENE APPROVATA, NON CHIAMATECI PIÙ!


di Michele Mogavero
Ai Sindaci, Consiglieri e Assessori comunali,
il 5 Aprile 2019 in occasione della giornata "SvegliaRegione" siete stati veramente fantastici per aver sostenuto la proposta dei Sindacati che darebbe dignità al comparto, ma nonostante la promessa di un disegno di legge entro la fine di aprile, ad oggi dobbiamo constatare che esiste solo sulla carta. Ci rivolgiamo a Voi affinchè si faccia pressione al governo regionale nel richiedere URGENTEMENTE il riordino del comparto agroforestale. Siccome dalla politica bisogna aspettarsi di tutto, vi chiediamo con il cuore in mano, che se non saranno previsti i due soli contingenti o la stabilizzazione per tutti, dovreste eventualmente prendere le distanze da chi non mantiene le promesse. Ma nelle stesso tempo non chiamate più i forestali, specialmente in un momento come questo che dovrebbero stare nei boschi anzichè a casa. Noi ricordiamo a chi di competenza, che la collaborazione presso i comuni era partita nel 2010 dalle Madonie, ma con uno scopo ben preciso: quello di aumentare le giornate lavorative a TUTTI! 
Da premettere che siamo strafelici ed orgogliosi per aver avuto la testardaggine di essere impegnati in altre competenze, e non vediamo l'ora di essere nuovamente impegnati presso gli enti locali, ma senza tralasciare i nostri amati boschi. 
Ovviamente la politica dimentica in fretta. E ti pareva...


Il Blog non assicura niente, ma ha in mente di coinvolgere i Sindaci delle Madonie. Vi comunico in anteprima che già qualcuno di loro vuole essere avvisato per qualsiasi iniziativa, perfetto, a noi interessa la dignità lavorativa. Gradiremmo che gli stimoli dei lavoratori siano più insistenti, perchè da soli non si va da nessuna parte.
Io ci sono, ci sono sempre stato e ci sarò sempre, tranne che per cause di forza maggiore.

Ci risulta che il governo ha sul proprio tavolo alcune proposte, sia sulla stabilizzazione che per due soli contingenti, decidano loro quale far approvare, noi non entriamo nel merito. Poi se ci mettiamo anche che il presidente Musumeci ha detto che non avremo un giorno di riposo, allora abbiamo tutte le carte in regola per rivendicare la dignità che ogni singolo forestale merita, dal 78ista all'Oti. Non siamo economisti che dobbiamo individuare le somme, questo lo facciamo fare alle persone competenti in materia. Ma sappiate che non siamo scemi, il comparto forestale può e deve essere anche produttivo, quindi non è una questione economica, ma bensì squisitamente politica. 
In questi anni abbiamo scoperto tante cose....Bye Bye...




Conta quello che si fa, non che si dice
Ascolta

30/04/2019

07/11/2017

11/12/2017






MORTE SEBASTIANO TUSA, RITROVATI I RESTI DELL’ARCHEOLOGO ASSESSORE


Dal sito www.blogsicilia.it

IL DISASTRO ETHIOPIAN AIRLINES DEL 10 MARZO SCORSO

28/06/2019
Sono stati individuati alcuni resti dell’archeologo siciliano Sebastiano Tusa, morto il 10 marzo scorso nel disastro aereo della Ethiopian Airlines. Lo ha comunicato l’unità di crisi della Farnesina alla vedova di Tusa, Valeria Patrizia Li Vigni.

Il riconoscimento dei resti è stato fatto attraverso un esame comparativo del Dna dell’archeologo che era anche assessore regionale ai Beni culturali.

Gli accertamenti proseguono sugli oltre tremila reperti recuperati sul luogo dell’impatto. La società inglese incaricata degli accertamenti conta di concludere la sua attività entro il mese di ottobre. Tusa è stato finora ricordato con alcune cerimonie: una si è svolta, alla presenza dei familiari, in cattedrale.

Nell’atrio di palazzo dei Normanni, sede dell’Assemblea regionale siciliana, è stata posta nei giorni scorsi un’istallazione di Salvatore Gentile che raffigura gli occhiali gialli solitamente usati da Tusa.

Disastro aereo, anche l’assessore regionale ai Beni Culturali Sebastiano Tusa nella lista passeggeri del volo precipitato in Etiopia

Disastro aereo in Etiopia, la tragica conferma, fra le 157 vittime c’è Sebastiano Tusa 

Ecco chi era Sebastiano Tusa, archeologo di fama internazionale con la passione per la politica 

“Amava la Sicilia ed era determinato a fare tutto per la sua terra”, il ricordo di Sebastiano Tusa 

In ricordo di Sebastiano Tusa, Cattedrale e Palazzo d’Orleans gremiti a tre mesi dalla tragica scomparsa (FOTO)







28 giugno 2019

RIFORMA FORESTALE, LA REGIONE DORME ANCORA. NINO MARINO UILA SICILIA: “PRONTI ALLA MOBILITAZIONE ASSIEME AI SINDACI DI TUTTA LA SICILIA”




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07/11/2017

11/12/2017






SIFUS CONFALI. I LICENZIAMENTI DEI FORESTALI IN PROVINCIA DI MESSINA RAPPRESENTANO LA PROVA PROVATA DI UNA VISIONE DISTORTA DEL TERMINE PROGRAMMAZIONE CHE APPARTIENE AI DIRIGENTI E ALLA CLASSE POLITICA



Dalla pagina Facebook
Maurizio Grosso Sifus Confali

Se è vero come è vero che i forestali addetti alla manutenzione boschiva in provincia di Messina raggiungeranno 75 giornate lavorative prima di essere licenziati (con questo chiaro di luna è un successo), d' altrettanto vero che da luglio e fino alle nuove disponibilità di cassa, i forestali medesimi, torneranno a casa lasciando i boschi incustoditi.
In verità, non solo i boschi saranno incustoditi e quindi, in balia degli incendi estivi, ma addirittura, in essi manca la realizzazione, almeno per il 50%, dei viali parafuoco.
I viali parafuoco, piaccia o no, ai dirigenti scienziati, rappresentano la fattispecie di lavorazione più efficace a ridurre i rischi di appiccamento incendi.
Come se ciò non bastasse poiché oramai va di moda, in questi ultimi giorni prima dei licenziamenti, diverse squadre di operai, verranno distorti dal lavoro nei boschi per eseguire lavori legati alla pulizia del verde pubblico in alcuni comuni.

Questo è il drammatico quadro della situzione in attesa che ad agosto o forse a settembre, riprenderanno i lavori.

Che dio c'è la mandi buona!

Per queste e tante altre ragioni, va immediatamente affrontato il tema della riforma del comparto dei forestali in maniera che il prossimo anno possiamo vedere un altro film.
Il Sifus farà come sempre la sua parte per trovare le soluzioni atte a ridurre i danni.
Maurizio Grosso Sifus Confali





PROGETTI PER I BOSCHI DISTRUTTI DA INCENDI, LA REGIONE STANZIA FONDI PER 5 MILIONI


Dal sito www.blogsicilia.it

LA RICHIESTA SUL PORTALE SIAN FINO AL 13 NOVEMBRE 2019

28/06/2019
La Regione stanzia cinque milioni di euro per ripristinare i boschi danneggiati da incendi, calamità naturali ed eventi catastrofici. E’ stato pubblicato l’avviso, predisposto dal dipartimento dello Sviluppo rurale, guidato da Mario Candore, relativo alla sottomisura 8.4 del Programma di sviluppo rurale 2014/2020. Obiettivo dell’iniziativa è la ricostituzione del potenziale forestale rovinato attraverso interventi di rinnovazione artificiale e gestione selvi-colturale, oltre alla  sistemazione di strutture e infrastrutture al servizio del bosco.

L’avviso prevede un aiuto pari al 100% delle spese sostenute per la realizzazione di investimenti specifici destinati a risolvere situazioni d’emergenza derivanti da queste cause. Per quanto riguarda i danni da incendio, l’evento deve essersi verificato in un periodo antecedente almeno cinque anni rispetto alla data di presentazione della domanda di sostegno.

Possono accedere al finanziamento soggetti privati, Comuni, la Regione Siciliana e altre amministrazioni pubbliche e loro associazioni. In considerazione dell’importanza che riveste questo intervento per la salvaguardia del patrimonio boschivo siciliano, la dotazione finanziaria del bando potrà essere suscettibile di eventuali incrementi. Il termine di scadenza per l’inserimento della richiesta sul portale Sian è il 13 novembre 2019.

“Con l’emanazione di questo bando il mio Governo – evidenzia il presidente della Regione Nello Musumeci – vuole dare una risposta per il ripristino dei boschi siciliani che negli anni precedenti sono stati ripetutamente danneggiati, soprattutto dagli incendi. È un’altra azione concreta che mettiamo in campo per la conservazione del patrimonio naturale, paesaggistico e forestale, e per la salvaguardia delle biodiversità”.

Fonte: www.blogsicilia.it






PAURA A MONDELLO. PALERMO: VASTO INCENDIO NELLA RISERVA DI CAPO GALLO, CANADAIR IN AZIONE. SUL POSTO GLI UOMINI DEL CORPO FORESTALE. VIDEO


Dal sito www.ilsicilia.it

28 Giugno 2019
Tante le segnalazioni e le telefonate alla sala operativa dei vigili del fuoco di Palermo. Un vasto incendio si è sviluppato in mattina, verso le 12 in via Tolomea, a Pizzo Sella, nella riserva di Capo Gallo. A fuoco sarebbero andate le sterpaglie e poi, a causa del caldo e del vento, il rogo si sarebbe esteso in tutta la zona.

Sul posto tre squadre dei vigili del fuoco, gli uomini del Corpo Forestale ed è stato necessario anche l’intervento di un canadair. Dalla vicina spiaggia di Mondello, tanti i bagnanti preoccupati per il fumo e le fiamme.

Il rogo è visibile anche dall’Addaura. Le villette della zona di Pizzo Sella non sembrano comunque essere minacciate dalle fiamme.

Fonte: www.ilsicilia.it





SE LE BIOMASSE PROVENIENTI DALLA GESTIONE FORESTALE DEVONO ESSERE UN MAGNA MAGNA PER I PRIVATI, NOI NON CI STIAMO. CON DATI ALLA MANO, LA REGIONE CON I RICAVI POTREBBE FINANZIARE I FORESTALI. MA LA POLITICA A COSA PENSA?


di Michele Mogavero
L'esempio eclatante è la centrale biomasse di Dittaino (Enna). Nel 2010 la regione Siciliana svende 10 mila ettari di bosco di proprietà dell’Azienda Regionale Foreste Demaniali, ad una società tedesca per 430 mila euro all'anno, mentre la Sper (società tedesca), dalla vendita dell'energia elettrica al gestore della rete, ricaverà circa 40 milioni di euro all'anno.
Tagliano i nostri boschi, ne fanno profitti rinnovabili per Decenni.
I nostri alberi “regionali” vengono regalati, a kilometrozero (=nel raggio di 70km), il conto andrebbe fatto con precisione. La materia prima è regalata “a 1 euro ad albero”. La potenza installata dichiarata è di 18,7 Megawatt. Produce 126.000 MWh all’anno (fonte: stima SPER-S.p.A.). Per anni, Terra e LiberAzione”  si è occupata, in questa chiave, della vicenda.

Un'occasione persa per il comparto forestale. Il taglio del bosco di eucalipto poteva essere effettuato dai forestali se solo la legna si vendesse ad un prezzo equo. Il ricavo permetterebbe di ottenere delle risorse per il loro finanziamento. Con un impianto di biomasse pubblico si sarebbero potuti permettere pure i 22.000 forestali. Insomma: c'è tanto da fare, ma la politica che fà? Ha altro a cui pensare?

Foreste e biomasse, gli alberi andrebbero piantati non certo sradicati. Noi siamo contro al disboscamento selvaggio, però ci possono essere gli scarti legnosi, boschi artificiali per tale obiettivo, l’eucaliptus per esempio ricresce perfettamente nel giro di 20 mesi dal taglio, quindi che ben venga la centrale di biomassa che brucia solo scarti vegetali. 
Di produttività seria non ne parla nessuno, di prevenzione incendi nemmeno, i miliardi di euro per il dissesto idrogeologico volano. Ma i forestali stanno a guardare. Anzi, quando la politica si rifiuta di utilizzarli per la difesa del territorio, vengono addirittura infangati dai media nazionali e da qualche Onorevole scienziato.








MONUMENTO FORESTALE DI VALLELUNGA A CASTELLAMMARE DEL GOLFO, PER I 4 OPERAI FORESTALI MORTI DURANTE LO SPEGNIMENTO DI UN INCENDIO. IN MEMORIA DEL LORO ESTREMO SACRIFICIO IN DIFESA DELLA NATURA. FOTO












LO STUDIO LEGALE FASANO RICONOSCIUTO PER L'ECCELLENZA NAZIONALE NEL DIRITTO DEL LAVORO E SINDACALE 2019. SI RICORDA CHE IL SUDDETTO STA PORTANDO AVANTI PRESSO LA COMMISSIONE EUROPEA IL RICONOSCIMENTO DELLA STABILIZZAZIONE DEI LAVORATORI FORESTALI. FOTO





Dalla pagina Facebook Angela Fasano







ARATA, LA COMMISSIONE ANTIMAFIA CHIAMA I POLITICI. CONVOCAZIONE PER MICCICHÈ E TRE ASSESSORI


Dal sito palermo.repubblica.it

Dopo le rivelazioni di Repubblica il caso a Palazzo dei Normanni. Nelle carte i nomi di Pierobon, Cordaro e Turano

di ANTONIO FRASCHILLA - 28 GIUGNO 2019
La commissione Antimafia dell’Ars dopo le intercettazioni pubblicati da Repubblica si muove sul caso Arata e anche con un certo imbarazzo, visto che tra i convocati ci sarà il presidente di Sala d’Ercole Gianfranco Micciché. «Oltre ai tre assessori regionali che compaiono dalle carte del caso Arata, e cioè Toto Cordaro, Girolamo Turano e Alberto Pierobon — dice Claudio Fava, presidente della commissione — mi pare ce ne sia abbastanza, da quello che ho letto su Repubblica su questa vicenda, per aprire una verifica su come certi personaggi vengono accreditati dentro la macchina burocratica, su come certi personaggi avvicinano la politica e cercano di avere autorizzazioni e favori».
Fava ieri ha chiamato Micciché annunciandogli la convocazione in commissione.

Dalle intercettazioni è Micciché che presenta a Pierobon Francesco Paolo Arata, il faccendiere vicino alla Lega che cercava di ottenere una autorizzazione e che avrebbe corrotto l’ex sottosegretario della Lega Armando Siri per ottenere una norma in Parlamento. In Sicilia Arata secondo gli inquirenti era socio occulto di Vito Nicastri, il re dell’eolico agli arresti perché sospettato di essere vicino al cerchio magico di Matteo Messina Denaro.

A chiedere l’intervento di Micciché è Alberto Dell’Utri, fratello di Marcello attualmente in carcere per scontare una condanna per concorso esterno. Il presidente dell’Ars avrebbe anche convocato il dirigente generale Salvo Cocina nel suo ufficio in Assemblea per parlare del progetto Arata. Almeno questo è quello che ha dichiarato agli inquirenti Cocina. Dalle intercettazioni emerge poi una telefonata di Pierobon ad Arata nella quale lo rassicura sulla imminente firma di Cocina per dare il via libera al progetto. Arata entra in contatto poi anche con Turano, sempre con l’intervento di Micciché, e poi anche con Cordaro per avere il via libera dell’Ambiente: da Cordaro arriva attraverso una presentazione di Calogero Mannino.

«Insomma, mi pare ce ne sia abbastanza da quello che ho letto perché la commissione si interessi di questa vicenda che riguarda faccendieri, burocrazia e soprattutto il governo Musumeci e la politica — dice Fava — dobbiamo fare chiarezza. Alla fine delle audizioni convocheremo anche il governatore Musumeci».

Giancarlo Cancelleri dei 5 stelle attacca: « Più vanno avanti le indagini e più si scopre come queste persone, Arata, Nicastri, per fortuna adesso in carcere, avevano “ santi” ovunque. Da quanto leggo sui giornali c’erano assessori, il presidente Micciché, tutti a spingere e raccomandare le pratiche di chi è poi finito in manette. Se tutto ciò fosse vero sarebbe davvero una vergogna morale enorme».



Leggi anche:






BIOMASSE, IN SICILIA UN PROGETTO PER MINI IMPIANTI SOSTENIBILI NELLE AREE PROTETTE


Dal sito sicilia.gazzettadelsud.it

27 Giugno 2019
Trasformare il “problema” delle biomasse residue provenienti dalla gestione forestale nelle aree protette siciliane in risorsa per produrre energia attraverso piccoli impianti, ecologicamente ed economicamente sostenibili, collegati ad una filiera cortissima, in grado di soddisfare il fabbisogno energetico, ad esempio, di strutture sportive, scuole o altri edifici pubblici e privati, calibrando le esigenze non sulla domanda di energia quanto sull’effettiva possibilità di produrne. È questo uno degli obiettivi del progetto ForBioEnergy, finanziato nell’ambito del Programma Europeo Interreg Med 2014-2020 e che ha come Lead Partner il Dipartimento Regionale dello Sviluppo Rurale e Territoriale della Regione Siciliana. Oggi sono stati presentati i risultati nella sala Lanza dell’Orto Botanico di Palermo.

Il progetto ha, innanzitutto, condotto uno studio pilota su un’area protetta, precisamente il Parco Naturale Regionale delle Madonie, in provincia di Palermo, che è stato suddiviso in cinque Distretti della Biomassa. In uno di questi, che comprende i comuni di Petralia Soprana, Petralia Sottana e Castellana Sicula, è stato realizzato un modello di come dovrebbe funzionare la filiera corta delle biomasse. Innanzitutto, attraverso la redazione di un piano di gestione forestale, è stata censita la quantità di biomassa utilizzabile nei prossimi 10 anni a scopi energetici presente nel territorio, pari a oltre 24 mila tonnellate, al netto degli altri assortimenti legnosi (esempio legna da ardere).

Un calcolo effettuato includendo soltanto le biomasse residue ottenibili dalla gestione ordinaria dei boschi, indispensabile per aumentarne la complessità ecologica e strutturale e la resilienza agli incendi e ai cambiamenti climatici, escludendo le aree più integre e in equilibrio con l’ambiente (circa il 50%). La biomassa da destinare ad uso energetico potrebbe essere trasformata in “cippato” (cioè ridotto in piccoli pezzi adatti alla combustione) sul posto e utilizzato per alimentare un mini impianto o venduto per uso domestico. In particolare, è stata immaginata la possibilità di usare la biomassa per soddisfare il fabbisogno energetico della piscina di Petralia Sottana, attualmente chiusa. Secondo una stima, in generale, le biomasse presenti nel distretto potrebbero soddisfare il 6% del fabbisogno energetico della popolazione che vi risiede. Il sistema punta a creare anche un mercato locale di biomassa e possibilmente occupazione.

“Con ForBioEnergy – spiega Massimo Pizzuto Antinoro, coordinatore responsabile del progetto – si è voluto ribaltare l’errata concezione che i boschi non debbano essere gestiti. La gestione è, invece, necessaria per evitare che queste aree vengano lasciate al degrado o peggio preda degli incendi. E da questa azione si producono le biomasse residue che possono essere utilizzate con una filiera cortissima che non dovrebbe superare i 5 chilometri per essere veramente sostenibile ecologicamente ed economicamente. Inoltre, il progetto ha coinvolto attivamente gli enti locali per individuare le soluzioni migliori per lo sfruttamento di queste risorse”.

La questione della gestione delle aree forestali è fondamentale nel progetto che propone anche una serie di percorsi per superare tutti gli ostacoli (legislativi, amministrativi, tecnici e socio-culturali) per lo sviluppo di queste filiere corte delle biomasse. “Il piano di azione – spiega Donato La Mela Veca, docente del Dipartimento SAAF dell’Università di Palermo, che ha seguito gli aspetti tecnico-scientifici di ForBioEnergy – prevede innanzitutto un nuovo modello di gestione delle aree forestali anche attraverso la professionalizzazione della manodopera e la dotazione di attrezzature idonee. Inoltre, sono stati individuati tutti gli ostacoli allo sviluppo della produzione di energia con biomasse, elaborando proposte, rivolte all’amministrazione regionale per superarli: si va da modifiche normative a tavoli tecnici con le amministrazioni locali e tutti i portatori di interesse del territorio ad azioni di comunicazione per spiegare azioni e obiettivi”.
Il progetto ForBioEnergy, coinvolge 8 partner di 4 paesi europei: Italia, Spagna, Slovenia e Croazia. I partner italiani sono Enviland s.r.l. ed il Comune di Petralia Sottana; partecipano pure 4 Partner associati, 2 italiani, l’Ente Parco delle Madonie ed AIEL e 2 croati.

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Fonte: sicilia.gazzettadelsud.it





27 giugno 2019

VERDE PUBBLICO ADRANO. IN CAMPO GLI OPERAI DELL’AZIENDA FORESTALE


Dal sito www.tvadrano.com

26 Giugno 2019
Alla villa comunale di Adrano finalmente un intervento significativo per eliminare l’erba infestante che degradava il salotto verde della città. In azione con i decespugliatori gli operai dell’azienda forestale che in questi giorni hanno restituito un aspetto più dignitoso al giardino pubblico adranita. 4 i forestali impegnati sino alla fine del mese per interventi di manutenzione del verde pubblico cittadino. Esperti del settore finalmente utilizzati, anche se per pochi giorni, nel luogo più frequentato da grandi e piccoli, degradato da erbe infestanti e rifiuti. Il lavoro degli operai della forestale è più visibile soprattutto nella  parte alta della villa comunale, dove  finalmente è stata rimossa erba infestante, un lavoro che dovrebbe essere garantito quasi quotidianamente nel più grande parco della città, diventa invece straordinario e fa notizia  tagliare l’erba alla villa. Ma gli operai della forestale sono stati impegnati anche in altre zone della città: in piazza Immacolata,  nell’area archeologica delle Mura dionigiane e in piazza Genova.








FERMA LA PROPOSTA DI LEGGE DI RIORDINO DEL SETTORE. FORESTALI IN SICILIA E RIFORMA AL PALO: “IL GOVERNO REGIONALE È IN LETARGO”


Dal sito www.ilsicilia.it

di Maurizio Zoppi - 27 Giugno 2019
Estate qui in Sicilia è sinonimo di Forestali. Come ogni anno puntualmente le cronache dell’Isola deliziano i palati dei lettori attraverso le notizie più disparate in merito ai dipendenti regionali e al loro assessorato di riferimento: quello al Territorio ed Ambiente.

Dal 28 giugno, a quanto pare, rientrano in servizio i 300 forestali stagionali dell’anti-incendio, assenti dal proprio posto di lavoro, perché non avrebbero seguito in tempo le visite mediche necessarie per entrare in servizio. Una dimenticanza, sembrerebbe, da parte della Regione Siciliana che ha bandito la gara in ritardo per individuare i medici competenti che avrebbero dovuto effettuare le visite.

Ma l’ultima incombenza del popolo dei Forestali non fa dimenticare agli stessi la domanda che attanaglia da tempo la loro vita lavorativa: “Che fine ha fatto la riforma del settore forestale”? Una legge che stenta ad arrivare, che ha smosso, lo scorso aprile, più di 5mila lavoratori in corteo, ma che di fatto non ha suscitato nessun ‘prurito’ nell’Assessore all’Ambiente, Toto Cordaro.


Lo stesso assessore, in quota Udc, ma che ha un ‘debole’ politico per il governatore Nello Musumeci, durante la campagna elettorale di Saverio Romano per le Europee, aveva dichiarato ai microfoni dei giornalisti: “A giorni avremo pronte sia la riforma dell’urbanistica sia la riforma dei Forestali…”

Le elezioni europee sono passate, il suo punto di riferimento a Bruxelles per un migliaio di voti si è fatto soffiare la poltrona dal forzista Giuseppe Milazzo, e della riforma, ad oggi, nemmeno l’ombra.

Da anni i sindacati hanno depositato sulla scrivania dei vari assessori regionali, compreso quello targato Udc, una proposta di riordino nel settore forestale, ma a quanto pare la situazione è sempre identica, tranne aver ritrovato in busta paga 85 euro al mese grazie al nuovo contratto integrativo firmato dal Presidente.
Continua in questo link:
http://www.ilsicilia.it/forestali-in-sicilia-e-riforma-al-palo-il-governo-regionale-e-in-letargo/


LE SEGRETERIE PROV.LI DI FAI, FLAI E UILA PALERMO, ESPRIMONO APPREZZAMENTO AL DIRIGENTE DEL SIRF DOTT. CHIARELLI, PER AVER RITIRATO LA SOSPENSIONE DEL SERVIZIO ANTINCENDIO

Ricevo e pubblico
dalle segreterie Prov.li 
di fai, Flai e Uila Palermo






“LE RESPONSABILITÀ DELLA POLITICA SU FORESTALI E SICUREZZA SUL LAVORO” È LA DIRETTA CONSEGUENZA DELLA MANCATA RIFORMA DEL SETTORE FORESTALE. DICHIARAZIONE DI MICHELANGELO INGRASSIA PRESIDENTE DEL COMITATO CONSULTIVO PROVINCIALE INAIL PALERMO

Michelangelo Ingrassia

Dal sito giornalelora.it

27 Giugno 2019
Quello che sta accadendo in queste ore nella provincia di Palermo ai lavoratori forestali nell’ambito della prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro è la diretta conseguenza della mancata riforma del settore forestale.

Quello che sta accadendo in queste ore nella provincia di Palermo ai lavoratori forestali nell’ambito della prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro è la diretta conseguenza della mancata riforma del settore forestale. I fatti denunciati dall’opinione pubblica dimostrano che è in corso un cedimento strutturale della macchina organizzativa dovuto principalmente a due fattori: le norme contabili e finanziarie di stampo montiano, recepite a suo tempo dalla Regione, che hanno tolto autonomia finanziaria all’Amministrazione forestale costringendola a espletare determinate funzioni e competenze non quando è necessario farlo ma quando lo consente la procedura contabile e finanziaria; e l’altro fattore dell’obsolescenza del comparto causato da norme organizzative ormai incoerenti con le nuove esigenze che provengono dai mutamenti climatici, idrogeologici, ambientali. Ormai una consistente letteratura scientifica in materia spiega che quando si verificano queste due condizioni, la prima vittima è la prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro. Penso che gli attuali vertici regionali e provinciali della struttura non siano essi i responsabili di quanto accaduto poiché è evidente che essi hanno trovato in eredità una situazione generata dall’immobilismo di chi li ha preceduti. Le responsabilità sono, invece, politiche. Il governo e l’Assemblea in carica continuano ad essere indifferenti alla richiesta di una riforma del settore, tanto quanto il governo e l’Assemblea della passata legislatura. Non dovrebbe essere complicato prevedere, nella riforma, che i lavoratori debbano essere sottoposti alla sorveglianza sanitaria mediante ente pubblico e corsia preferenziale; né tantomeno può essere complicato stabilire che le spese relative alle tutele della prevenzione e sicurezza debbano seguire un percorso preferenziale rispetto a quello dell’acquisto delle penne e matite. Auspico, dunque, un atto di coraggio politico che renda più autonomo e più efficiente il comparto forestale, e soprattutto più sicuro il lavoro degli operai forestali.

Fonte: giornalelora.it






SICILIA. IL CORPO FORESTALE AL CONCERTO DI RADIO ITALIA, MONTA LA PROTESTA DEGLI UOMINI IN DIVISA SONO 509 MA 498 SONO ULTRA 60ENNI


Dal sito www.blogsicilia.it

di Gaetano Ferraro - 26/06/2019
Protesta il personale in divisa del Corpo forestale della Regione siciliana in vista del mega concerto “Radio Italia Live” che si svolgerà il 29 giugno al Foro Italico di Palermo. Anche quest’anno le squadre del corpo verde siciliano sarà impegnata per garantire la sicurezza dei migliaia di spettatori che si attendono per questo grande evento.  Il cobas-codir ha proclamato lo stato di  agitazione del personale con qualifiche di polizia giudiziaria e pubblica sicurezza e ha chiesto un incontro urgente al Prefetto di Palermo Antonella De Miro, al fine di rappresentare la grave situazione del corpo forestale della regione siciliana.

La protesta degli uomini in divisa monta in ragione del fatto che, anche questa volta, il personale, partecipando “in concorso”, non percepirà l’indennità di ordine pubblico prevista per le Forze di polizia.

Il personale “in divisa” del Corpo forestale della Regione Siciliana conta attualmente, nella sua totalità, 509 unità dislocate su tutto il territorio della Regione Siciliana, di cui 498 sono vicino alla sessantina e una parte impiegati in servizi amministrativi per motivi sanitari, mentre 63 sono Commissari, cioè un grado di ufficiale e, quindi, esentati da questo servizio.

“L’Amministrazione forestale – fa sapere il Cobas-Codir – , priva di qualsivoglia progetto di rilancio e di un serio piano di assunzioni da parte della politica, a fronte dell’impossibilità di potere garantire i servizi strategici sul territorio statutariamente previsti, chiede però ai “reduci” ancora in servizio di svolgere mansioni più adatte ai più giovani con il grado di agente o assistente delle altre Forze di polizia, rischiando di esporre il personale alla frustrazione per l’esecuzione di servizi a nostro avviso incompatibili con il grado e l’anzianità possedute”.

In realtà, più volte, il Cobas-Codir, sindacato più rappresentativo del pubblico impiego regionale, ha sollevato questo genere di problema e su questo genere di servizi ritenuti incompatibili con lo status quo, ma, lamentano i sindacalisti,  “il comandante generale del comando sembra non avere raccolto questa ripetuta doglianza”.

Intanto la situazione è diventata sempre più intollerabile, soprattutto alla luce di alcune promesse mai mantenute di un “rilancio” del Corpo a cominciare dall’indizione di un concorso per agenti che si aspetta ormai da decenni.

Fonte: www.blogsicilia.it







PARTANNA, APPICCATO INCENDIO DOLOSO. A FUOCO TERRENI. DECISIVO INTERVENTO DELLA FORESTALE


Dal sito castelvetranonews.it

26/06/2019
A causa della mancata ripulitura dei terreni di competenza comunale e grazie al pronto intervento del mezzo della Forestale di Castelvetrano avvenuto intorno le ore 13:00, si è scongiurato il peggio in quanto l'incendio doloso appiccato nei terreni tra via XV gennaio, via Bengasi, nei pressi dell'ufficio Postale e via Prete Battaglia ubicata nel centro di Partanna e limitrofa ad abitazioni, avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi per le stesse.

L'area lasciata abbandonata alle erbacce tutti gli anni viene puntualmente incendiata. Si tiene a ricordare che da 15 giugno tutti i proprietari e possessori di terreni sono tenuti a ripulire le proprietà o realizzare i viali parafuoco come prescritto nelle Ordinanze Sindacali dei Comuni, l'inottemperanza può fare scaturire sanzioni amministrative ad anche penali.

Fonte: castelvetranonews.it






DA GDS IN EDICOLA. ATTIVITÀ ANTINCENDIO A MENFI, SCATTA IL SERVIZIO H 24


Dal sito agrigento.gds.it

di Giuseppe Pantano — 26 Giugno 2019
È scattato ieri il servizio h 24 per gli uomini impegnati, in provincia di Agrigento, nell'attività antincendio. Gli operatori del servizio anticendio sono impegnati in diverse postazioni, nell'Agrigentino, tutte confermate, e quest'anno nell'area del Magaggiaro, in territorio di Menfi, c'è anche un elicottero che sarà impiegato per gli interventi sia in una vasta area dell'Agrigentino che nel territorio Trapanese.

Arriverà nei prossimi giorni. La fascia occidentale dell'Agrigentino, negli ultimi anni, grazie anche un protocollo promosso dal procuratore, Roberta Buzzolani, ha fatto registrare una drastica riduzione degli incendi. Da 533 ettari del 2017 si è passati a 450 del 2018.

Il dato comprende anche i piccoli roghi. Un dato che premia anche il lavoro svolto dalla procura che con il protocollo ha voluto intervenire soprattutto regolando il primo intervento e le attività immediatamente successive al verificarsi di incendi.

L'articolo nell'edizione di Agrigento del Giornale di Sicilia

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Fonte: agrigento.gds.it