L'obiettivo dei sindacati

è quello di arrivare ad ottenere 2 contingenti:

Oti e 151nisti.

Obiettivo condiviso anche dai due assessori!

Ecco allora quanto manca

per la presentazione della riforma:






30 novembre 2018

SIFUS CONFALI: I 44 MILIONI PER LA MESSA IN SICUREZZA DEL TERRITORIO DEVONO ESSERE SPESI UTILIZZANDO I DIPENDENTI DELLA FORESTALE, DEI CONSORZI E DELL' ESA, ANZICHE' PER LE IMPRESE



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Maurizio Grosso Sifus Confali


Nella variazione di bilancio che l'Ars dovrebbe votare giorno 8 dicembre sono previsti 44 milioni euro (provenienti da fondi extra regionali inseriti in bilancio attraverso la legge finanziaria) per la messa in sicurezza del territorio.
Ebbene, è previsto che tali fondi debbano essere assegnati attraverso bandi di gara alle sole imprese.
Il gruppo dirigente del Sifus oggi a Palermo ha chiesto all'On. Vincenzo Figuccia di farsi promotore di un emendamento all'art. 3 in maniera che i 44 milioni di euro in argomento, vengano utilizzati attraverso l'impiego dei lavoratori forestali, dei consorzi e dell'esa.
Se i 44 milioni verranno utilizzati attraverso il ricorso alle imprese, almeno 15 milioni di essi, andranno legittimamente in profitto.
Se invece, come ha proposto oggi l'On. Figuccia alla Commissione Bilancio, verranno utilizzati per la messa in sicurezza del territorio attreverso l'impiego dei forestali, dei dipendenti dei consorzi e dell'esa, il 100 x 100 di essi verrà investito per il territorio, anche perche, queste somme, rappresentano rispetto alle esigenze, una goccia nell'oceano.
Il Sifus invita il governo Musumeci e il Parlamento a muoversi in questa direzione.
Maurizio Grosso Sifus Confali





FORESTALI MANUTENZIONE SIRACUSA. I SALARI DEL MESE DI OTTOBRE SONO STATI INVIATI IN BANCA

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FLAI CGIL Siracusa








LAVORATORI FORESTALI PALERMO. SIFUS: IL DIRIGENTE REGIONALE DEL DIPARTIMENTO SVILUPPO E TERRITORIO, MARIO CANDORE, CI HA COMUNICATO CHE GLI STIPENDI DEL MESE DI SETTEMBRE SONO STATI PAGATI TUTTI. IN LAVORAZIONE INVECE QUELLI DI OTTOBRE


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Maurizio Grosso Sifus Confali

Forestali -azienda- provincia di Palermo (notizia tecnica).
Il Dott. Mario Candore Dirigente Regionale del Dipartimento Sviluppo e Territorio ci ha comunicato in data odierna, che gli stipendi del mese di settembre sono stati pagati tutti, mentre quelli del mese di ottobre si stanno ultimando in tutta la provincia. Bisogna attendere quindi i tempi tecnici per riceverli ( 2- 3 giorni).
Maurizio Grosso Sifus Confali




ULTIM'ORA. ESITO DELL'INCONTRO SINDACALE CON IL DIRIGENTE GENERALE DEL CORPO FORESTALE DOTT. PRINCIPATO, PER PROBLEMATICHE APPLICAZIONE NUOVO CIRL E PROGRAMMAZIONE CAMPAGNA AIB 2019


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FLAI CGIL Siracusa

Incontro odierno con il Dirigente Generale del Comando Foreste, dott. Principato per problematiche applicazione nuovo Cirl e programmazione campagna AIB 2019. Ci è stato comunicato che per la piena e totale applicazione del Cirl, manca la "registrazione in Ragioneria dell'Ass. Agricoltura", che avverrà a giorni.
Per quanto riguarda la nuova figura di caposquadra è stato avviato un confronto per definire i criteri, tenendo conto di quanti hanno gia svolto la funzione di preposto o coordinatore. 
Per quanto riguarda i 151isti Aib, è stata ipotizzata la possibilità dell'espletamento dell'intero turno alle dipendenze dei Sirf.
Abbiamo sollecitato, la piena applicazione degli art. 16 (infortuni) e 24 (permessi per lutto). Sul conguaglio delle indennità km oltre i 20, per il passato, il Comando ha dato disposizione ai Sirf, che non abbiano già proceduto, di liquidare. Le mensilità di ottobre agli Otd (in parte pagate e in parte in pagamento); per gli Oti, le coperture presenti dovrebbero essere sufficienti al completamento dell'anno, inclusa la 13a. A questo primo incontro ne seguiranno altri per definire tutti gli argomenti trattati.
Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil







IL NUOVO CIRL NON VIENE ANCORA PUBBLICATO NELLA GAZZETTA UFFICIALE, QUINDI PER IL MOMENTO IN BUSTA NESSUN AUMENTO DEGLI STIPENDI E INDENNITA'. MA TANTO RUMORE PER CHE COSA?



Gli aumenti degli stipendi e delle indennità a partire dal primo settembre 2018 possono attendere, nessun incremento è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. Tanto rumore per che cosa?



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Sul rinnovo del contratto integrativo dei lavoratori forestali interviene l'On. Cracolici, ex Assessore agricoltura del governo Crocetta: il governo Musumeci ha talmente poche idee che spaccia per novità cose già fatte da altri

Accordo sul nuovo contratto. Regione, aumento stipendio di 85 euro ai forestali. Nuove tutele in arrivo. Michelangelo Ingrassia: riconosciuto il diritto per il lavoratore forestale che s’infortuna sul posto di lavoro

“Quell’aumento ai forestali l’ho deciso io”, il Pd Cracolici rivendica la spesa. La replica dell’assessore al Territorio e Ambiente Totò Cordaro: “Ma a quale contratto fa riferimento Cracolici?

Forestali: quanta ‘vucciria’ tra Toto Cordato e Antonello Cracolici per un contratto-pannicello caldo!


Aumento stipendio forestali, è polemica tra sindacati. Sifus: «Mossa di Musumeci per non ricevere critiche»

Forestali. Rinnovo del Contratto Integrativo. Figuccia: "Mancata discontinuità con il governo Crocetta lascia l'amaro in bocca" 

Forestali. in Sicilia dopo 17 anni arriva il nuovo contratto integrativo. In busta paga 85 euro in più. Il Blog: ancora ad oggi nessuna delibera di Giunta


Forestali, il nuovo contratto costa 14 milioni in più. aumento di stipendi e indennità per 21mila operai. Per il Sifus è considerato un gioco di prestigio. Esultano invece i Confederali che rilanciano le due fasce: oti e 151isti






INTERROGAZIONE DELL'ON. FIGUCCIA. CHIARIMENTI SULLE MANSIONI ESPLETATE DAL PERSONALE FORESTALE FUORI FASCIA DISTACCATO PRESSO L'ASSESSORATO REGIONALE DELL'AGRICOLTURA, LO SVILUPPO RURALE E LA PESCA MEDITERRANEA



INTERROGAZIONE 
(risposta orale) 

N. 577. Chiarimenti sulle mansioni espletate dal personale forestale fuori fascia distaccato presso l'Assessorato regionale dell'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea. 
Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea, premesso che da ulteriori informazioni assunte, risulterebbe che circa una trentina di forestali cd. settantottisti fuori fascia, siano distaccati presso i vari uffici dell'assessorato in indirizzo; 

considerato che: 
gli ultimi tragici eventi legati ai fenomeni metereologici, impongono la diligenza di tutta l'amministrazione regionale, nell'impedire ogni genere di inoperosità che si manifesti mediante forme di distaccamento volto a coinvolgere personale che ad oggi, risulta più che mai necessario alla messa in sicurezza del territorio regionale; 

il contrasto al fenomeno del dissesto idrogeologico mediante opere manutentive, la pulizia degli alvei e dei greti dei corsi d'acqua, vanno garantiti mediante l'impiego dell'intero comparto forestale, senza distinzione alcuna ed in regime di equità nel coinvolgimento di tutte le unità, in un momento nel quale è stato riconosciuto lo stato di calamità alla nostra Regione; 

per sapere: 

se siano a conoscenza dei fatti esposti;

se abbiano opportunamente valutato se allo stato attuale, le funzioni espletate dalle figure oggetto del presenta atto ispettivo confliggano o meno con il principio del buon andamento della pubblica amministrazione conformemente alle previsioni costituzionali, ispirate ai criteri di efficienza ed efficacia dell'azione amministrativa; 

quali iniziative intendano altresì intraprendere al fine di evitare ipotesi di impropria utilizzazione del personale oggetto del presente atto ispettivo. 

(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza) 

(26 novembre 2018) 
FIGUCCIA 

Fonte: www.ars.sicilia.it


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Forestali, l’attacco di Figuccia: “Inaccettabile che chi dovrebbe tutelare il bosco, s’imboschi”





RIFORMA PENSIONI BOCCIATA DALL’UNIONE EUROPEA: COSA NE SARÀ DI QUOTA 100?


Dal sito www.money.it

Simone Micocci - 30 Novembre 2018
Quota 100 non piace all’Unione Europea: Juncker chiede di cambiare la riforma delle pensioni per evitare la procedura d’infrazione. Meno dubbi sul reddito di cittadinanza.

La riforma delle pensioni è uno dei motivi principali per cui la Legge di Bilancio è stata bocciata dall’Unione Europea; sembra infatti che il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker lo abbia confidato a Giuseppe Conte nella cena che ha avuto luogo a Bruxelles la scorsa settimana, durante la quale si è cercato di trovare un punto di incontro per la manovra finanziaria.

Come anticipato da La Stampa, i dubbi dell’Europa non riguardano tanto il reddito di cittadinanza, quanto Quota 100. Anche se il reddito è più oneroso rispetto alla riforma delle pensioni - si parla di 9 miliardi di euro contro i 6,7 miliardi di Quota 100 - è comunque una misura modulabile in varie soluzioni che tra l’altro risponde ad un problema, quello del contrasto alla povertà, sentito da tutta l’Unione Europea.

Ci sono invece diversi motivi per cui l’Europa ha bocciato la riforma delle pensioni: in primis la controriforma previdenziale rappresenta un’insidia strutturale alla sostenibilità del debito italiano, mentre in secundis si teme che questa possa creare un precedente in Europa.

Ecco perché dall’Europa hanno chiesto all’Italia di fare un passo indietro per la riforma delle pensioni: un messaggio recepito da Di Maio e da Salvini che in questi giorni stanno pensando alla migliore soluzione per limitare i costi della riforma ma senza incidere troppo sull’impianto complessivo.

Per questo motivo si parla della possibilità di inserire dei paletti per Quota 100 e di ritardarne l’avvio di qualche mese; un’ipotesi che però Salvini continua a smentire ribadendo che questa misura partirà al massimo entro febbraio 2019.

I rischi di Quota 100
Come anticipato dall’Europa temono sia le conseguenze finanziarie che politiche della riforma previdenziale italiana.

Il primo aspetto riguarda i costi di Quota 100, troppo onerosa da sostenere vista la poca disponibilità finanziaria del nostro Paese. Un indebolimento ulteriore potrebbe avere conseguenze negative non solo per la nostra economia, ma di tutta l’Unione.

A tal proposito ricordiamo quando successe nel 2011, quando il Governo Berlusconi cadde perché sul fronte pensioni, per il quale era stata pensata una riforma che secondo le stime avrebbe colpito il 65% dei lavoratori del Nord Italia, ricevette il voto contrario della Lega di Bossi e Maroni. Il Governo cadde e venne sostituito dall’Esecutivo Monti, e sappiamo tutti com’è andata.

Il secondo rischio è di tipo politico: come confessato da Juncker a Conte, infatti, dall’Europa temono che lo “strappo” dell’Italia possa contagiare altri Paesi - dove il problema dell’invecchiamento della popolazione è persino più grave del nostro - avviando processi politici similari.

Quota 100 addio? No, ma ci potrebbero essere penalizzazioni
Per il Movimento 5 Stelle e - soprattutto - la Lega, rinunciare alla riforma delle pensioni e a Quota 100 è impensabile, visto che è proprio su queste promesse che le due forze politiche hanno costruito il loro successo elettorale.

Sembra comunque che in questi giorni il Ministro dell’Economia Giovanni Tria stia valutando la migliore soluzione per introdurre nuove strade per il pensionamento anticipato abbassando però i costi della riforma. Quota 100 senza penalizzazioni, infatti, potrebbe non essere sostenibile nel medio lungo periodo, ecco perché si sta riflettendo sulla possibilità di introdurre delle piccole riduzioni per l’assegno previdenziale.

Nel dettaglio, si pensa di non riconoscere per tutto il periodo di uscita anticipata - ossia fino ad un massimo di 5 anni - la rivalutazione dell’assegno previdenziale nella parte calcolata con il metodo retributivo. Cosa significa questo? Che per ogni anno di uscita anticipata scatterebbe una penalizzazione di circa il 3% sull’assegno previdenziale, fino ad un massimo però del 12%.

Un’altra soluzione, che contrasta con quanto emerso nei giorni scorsi, per abbassare i costi della riforma è di rinunciare all’introduzione del divieto di cumulo tra reddito da lavoro e pensione. Questa è una misura pensata dal Governo per favorire il ricambio generazionale nel mondo del lavoro, impedendo a chi andrà in pensione con Quota 100 di riprendere a lavorare nei primi 5 anni di pensionamento.

Tuttavia, secondo i tecnici del MEF questa misura rischierebbe di provocare l’effetto opposto dal momento che l’evidenza empirica non dimostra alcun effetto sostituzione con i più giovani. Anzi, ci sarebbe il rischio concreto che in questo modo si vadano a creare nuove sacche di lavoro nero, con tutte le conseguenze negative del caso.

Fonte: www.money.it







LE SEGRETERIE NAZIONALI DI FAI, FLAI E UILA, CHIEDONO UN INCONTRO AL PRESIDENTE DELL' UNCEM PER IL RINNOVO DEL CCNL DEGLI OPERAI IDRAULICO-FORESTALI E PER L'IMPORTANZA DELLA FORESTAZIONE

Ricevo e pubblico
dalla Uila Territoriale Palermo







FORESTAZIONE, ROTA: "RISCONTRATA DISPONIBILITA’ UNCEM, SPIRAGLIO PER CCNL”. IL DISSESTO IDROGEOLOGICO ED EVENTI CLIMATICI ESTREMI HANNO RESO L’URGENZA DI RIMETTERE IL LAVORO FORESTALE AL SERVIZIO DEI TERRITORI E DELLE COMUNITÀ


Dal sito www.faicisl.it

28 Novembre 2018
“Dopo aver scritto all’Uncem nazionale, insieme alle altre sigle sindacali di categoria, per chiedere un incontro sul comparto della forestazione, abbiamo ricevuto oggi un riscontro positivo: il Presidente, Marco Bussone, ha manifestato la sua piena disponibilità a incontrare Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, e questa è una notizia molto positiva perché apre spiragli a un possibile percorso verso la negoziazione del nuovo contratto collettivo nazionale”.

Lo dichiara in una nota il segretario generale della Fai Cisl Onofrio Rota, che spiega:

“Nel 2012 si è chiuso l'ultimo contratto nazionale degli operai idraulico-forestali, e la nostra controparte era l’Uncem, l’unione nazionale delle comunità montane. In seguito, l’assenza di un definito interlocutore pubblico ha gravemente danneggiato la possibilità di negoziare il nuovo contratto nazionale, nonostante, a livello regionale e territoriale, si sia continuato a rinnovare gli accordi per dare continuità al ruolo esercitato da questo comparto nella tutela e valorizzazione del territorio. Ecco perché per noi questo incontro è così importante”.

“In questi giorni – conclude Rota – dissesto idrogeologico ed eventi climatici estremi hanno reso di nuovo evidente l’urgenza di rimettere il lavoro forestale al servizio dei territori e delle comunità, ed è fondamentale che si apra un confronto per definire competenze e responsabilità verso una nuova stagione contrattuale. Mi auguro che l’incontro che terremo nei prossimi giorni possa davvero contribuire a fare un passo in avanti verso il rinnovo del contratto, che rappresenta un pezzo fondamentale di quel rilancio di tutto il comparto che invochiamo da tempo, per una forestazione non più soltanto protettiva ma anche produttiva, per innescare circoli virtuosi di crescita, sviluppo sostenibile, sicurezza del territorio, recupero delle aree marginali”.

Fonte: www.faicisl.it





LA FLAI CGIL PALERMO NEL CANTIERE DI VICARI A SPIEGARE AI LAVORATORI LE NOVITÀ CONTENUTE NEL CIRL


Dalla pagina Facebook
FLAI CGIL Palermo

Siamo stati a Vicari oggi a parlare con i lavoratori forestali.

Andare in giro in queste settimane nei cantieri, per le montagne, a spiegare ai lavoratori le novità contenute nel Cirl, nella proposta di riordino del comparto promossa da Flai,Fai e Uila.

Gli argomenti sono molto importanti:

✅ godimento della malattia
✅ tabelle salariali
✅ infortunio sul lavoro
✅ organizzazione del lavoro
✅ sicurezza nei cantieri
✅ pagamenti 
✅ chilometraggio 
...e tanto ancora

Con loro abbiamo discusso dei problemi e delle prospettive del comparto.
Questo giro per i cantieri sarà un lavoro che racconteremo in un appuntamento di approfondimento nelle prossime settimane.

Vogliamo raccontare e condividere le storie delle lavoratrici e dei lavoratori che si spendono per la salvaguardia del nostro territorio.






IL DDL ALL'ARS. TAGLI E SOLDI PER GLI STIPENDI. ECCO CHI RIDE E CHI PIANGE


Dal sito livesicilia.it

di Andrea Cannizzaro
Il taglio più vistoso ai fondi per i disabili gravissimi. Fondi per l'Esa e gli ex Pip. Tutti i numeri delle variazioni di bilancio.

PALERMO - Dalle risorse per l’Esa ai fondi per gli ex Pip, dagli stipendi per i dipendenti dei Comuni in dissesto a quelli per gli ex dipendenti della Fiera del Mediterraneo di Palermo e degli Enti Parco. E poi ancora dodici milioni per la pulizia dei letti dei fiumi e oltre sei milioni per i trasporti pubblici locali. Sono questi alcuni dei capitoli di bilancio rimpinguati nella variazione di bilancio approvata dal governo e ora all'esame dell'Assemblea regionale siciliana.

Ma a chi "ride" corrisponde nella "mini finanziaria" chi "piange". A farne le spese saranno principalmente i disabili gravissimi. Al fondo per la disabilità e la non autosufficienza si applica il taglio più vistoso: 20 milioni. Di fronte a questa decisione, oggi la presidente della commissione Sanità di Palazzo dei Normanni, Margherita La Rocca Ruvolo, ha intimato alla Commissione Bilancio di alzare gli scudi per difendere l’integrità delle risorse. Nella relazione introduttiva, il governo regionale spiega che quei milioni sono disponibili, non è chiaro per quali ragioni, ed è per questo che ha deciso di utilizzarli in altro modo.

Ulteriori 15 milioni, poi, vengono risparmiati dal capitolo per il finanziamento di farmaci innovativi e 4 milioni sono tagliati dalle somme che la Regione dovrebbe versare al Fondo Pensioni per le indennità e le anticipazioni di buonuscita dei regionali.

Sul fronte delle entrate, il governo gioca un'operazione complessa: ai 4 milioni che saranno recuperati dai bilanci dell’Espi e dell’Ems, i due enti per lo sviluppo industriale e per le miniere attualmente il liquidazione, corrispondono i 4 milioni che la Regione intende destinare alla Resais per la liquidazione dell’Espi.

Se per il pagamento degli stipendi si può parlare di manovra tecnica, certamente tali non possono essere considerati i rifinanziamenti dell’Esa e gli investimenti per la pulizia dei fiumi. La scelta politica è chiara, ma è anche una conseguenza obbligata dopo le recenti emergenze idrogeologiche che si sono verificate in Sicilia con le forti piogge: per arginare i danni è stato necessario mettere in funzione le macchine di quell'ente che Musumeci ha definito l'"ultimo carrozzone della Prima Repubblica", l’Esa, Ente per lo sviluppo agricolo, a cui ora destina più di un milione di euro. Alle attività di manutenzione degli argini sono stati destinati 12,2 milioni.

Ampia parte della "manovrina" è dedicata agli stipendi. Per pagare i sussidi al reddito di ottobre, novembre e dicembre degli ex Pip sono stati trovati 5,5 milioni. Altri 4,4 milioni saranno usati per gli emolumenti del personale assunto per la gestione e la vigilanza dei Parchi siciliani. Per il personale dell’ente Fiera del Mediterraneo saranno necessari altri 441 mila euro. E 686 mila euro andranno all’Istituto sperimentale zootecnico sia per il funzionamento che per gli impiegati. Infine, 1 milione e 790 mila euro serviranno per pagare la proroga dei contratti di lavoro e per le garanzie occupazionali nei consorzi di bonifica. Agli stessi enti inoltre andranno 7 milioni per l’integrazione dei bilanci di questi enti.

Con la variazione di bilancio nasce anche il Fondo di garanzia per gli enti locali che vale venti milioni e sarà usato per pagare gli stipendi dei dipendenti. E la metà di questo fondo, 10 milioni, sarà usata per i pagamenti del personale del Comune di Catania. Decisione che ha scatenato non poche polemiche in Parlamento per la propensione del governatore nei confronti della città ai piedi dell'Etna.

Nella variazione rientrano pure i finanziamenti per altri enti e fondazioni. Una sorta di "tabella H fuori tempo". Al consorzio per la ricerca sulla filiera latterio caseario vanno 130 mila euro, e 777 mila euro sono destinati all’Istituto dell’incremento Ippico. Ulteriori 432 mila euro vanno all’Istituto della vite e del vino, e 80 mila euro di contributo per la fondazione “The Brass group”. Infine 100 mila euro saranno distribuiti a pioggia ad altri istituti: l’istituto dei ciechi “Opere riunite Florio e Salamone”, all’istituto di vulcanologia e al centro di ricerche Eurispes.

Il documento ha appena "messo piede" all'Ars e ha già fatto discutere. E si tratta "soltanto" delle variazioni di bilancio. Chissà cosa succederà quando sarà il momento di parlare di Finanziaria e Collegato. Gli esisti della battaglia che si sta consumando in questi giorni sul ddl sui debiti fuori bilancio potrebbero determinare gli equilibri futuri della sessione di bilancio.
30 Novembre 2018 

Fonte: livesicilia.it





PIÙ CHE UN ‘SISTEMA MONTANTE’ IN SICILIA C’ERA UN ‘SISTEMA LUMIA’, LE ACCUSE DI MUSUMECI IN ANTIMAFIA. IL BLOG: I POLITICI (E NON SOLO) POSSONO MAI INTERESSARSI AI LAVORATORI FORESTALI SE HANNO ALTRE COSE PIU' IMPORTANTI A CUI PENSARE?


Dal sito www.blogsicilia.it

29/11/2018
”Dalle parole del presidente Musumeci durnate le audizioni svolte oggi sembrerebbe emergere, più che un ‘sistema Montante’, un ‘sistema Lumia’, nel quale il primo era garante di interessi particolari e specifici del mondo imprenditoriale, ma era il secondo ad essere appunto al centro del sistema parallelo di governo della Regione. È ovviamente ancora un quadro che si sta delineando e non già una certezza. Un motivo in più per proseguire nel lavoro della Commissione”.

Lo dice il presidente della commissione regionale antimafia, Claudio Fava, che oggi ha ascoltato il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, nell’ambito delle audizioni per l’indagine conoscitiva sul cosiddetto sistema dell’imprenditore Antonello Montante arrestato per corruzione e indagato insieme a esponenti delle forze dell’ordine, dei servizi segreti e politici.

“Avremmo voluto ascoltare tutti i presidente della Regione – ha detto Fava al termine dell’audizione – Abbiamo ascoltato Raffaele Lombardo ed avremmo voluto ascoltare Crocetta, che ha declinato l’invito. Oggi abbiamo ascoltato anche il presidente Musumeci per la sua esperienza di presidente della commissione antimafia e deputato dell’opposizione nella scorsa legislatura. Vogliamo capire quanto di questo ‘sistema Montante’ rischia di sopravvivere come governo parallelo della Regione siciliana”.

Fava dice che Musumeci ha parlato ”con assoluta franchezza di un ‘sistema Lumia’, ovvero una forte paternità politica nella creazione di questo cerchio magico e della governance parallela alla quale partecipavano, secondo quello che ci ha ricostruito Musumeci e confermato anche da diverse altre audizioni, diversi ‘pezzi’, istituzionali e non, che si sono raccolti attorno a Montante”.

“Siamo di fronte ad una organizzazione più articolata che non si esaurisce solo nelle responsabilità di Montante”, aggiunge Fava. Il presidente dell’Antimafia regionale ha ricordato che la prossima settimana saranno ascoltati “l’ex assessore Marino e il geometra Cicero e poi saremo nelle condizioni di presentare la relazione finale”.
(Ansa)

Fonte: www.blogsicilia.it



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Per Montante, leader di Confindustria Sicilia, i precari e i forestali sono la rovina dei privati 

Crisi, Maggio (Pd) a Montante: “Non se la prenda con precari e forestali”

Montante e quei rapporti con Gianfranco Miccichè che il Presidente dell’Ars ridimensiona. Il Blog: di Miccichè ricordiamo che ci voleva stabilizzare tutti, ma ancora non c'è riuscito. Ci sarà un perchè?

Confindustria tace sulle banche superprotette in Sicilia. Non si può fare macelleria sociale, ma i precari devono essere valorizzati e non utilizzati per mantenere il consenso nella perenne campagna elettorale

Forestali. Lumia, governo regionale mantenga impegni assunti. Chiedeva al governo regionale il varo della legge di riforma del settore, in attuazione dell'accordo sottoscritto con l'Assessore all'Agricoltura il 30 novembre dell'anno scorso. Poi da maggioranza si è dimenticato tutto






GOVERNO. MANOVRA, TUTTO PRONTO PER LE PENSIONI A QUOTA 100 E ARRIVA IL "PACCHETTO FAMIGLIA"


Dal sito gds.it

29 Novembre 2018
La Lega è pronta ad introdurre nella legge di bilancio i dettagli di quota 100, così come è pronto anche il pacchetto famiglia che il ministro Lorenzo Fontana ha messo a punto per rafforzare le misure di sostegno a genitori e figli. Ma se su quest’ultimo punto il governo ha già annunciato l'intenzione di intervenire subito, presentando l’intero blocco prima del fine settimana in commissione Bilancio alla Camera, sulle pensioni la tempistica è più incerta.

I costi invece, di questo la Lega è sicura, saranno inferiori a quelli preventivati, anche inferiori a 6 miliardi. Una cifra che collimerebbe dunque con la necessità di ridurre il deficit per cercare un accordo con l’Unione europea. La riforma della legge Fornero con 62 anni di età e 38 di contributi per l’accesso alla pensione sarà attiva, ha spiegato il sottosegretario al Welfare, Claudio Durigon, «a gennaio». Le prime uscite saranno quindi possibili ad aprile, grazie alla prima finestra trimestrale.

Almeno per i lavoratori privati. Per il pubblico impiego, il "preavviso" tra domanda di pensionamento e primo assegno sarebbe infatti più lungo, pari a sei mesi. Collegata dovrebbe esserci anche la pace contributiva, per dare cioè la possibilità ai lavoratori di coprire volontariamente alcuni periodi o buchi della vita lavorativa.

I tempi per la presentazione dell’emendamento alla Camera sono strettissimi, considerando che il ddl è atteso in Aula già lunedì.  A Montecitorio è invece possibile che arrivino altre misure sponsorizzate dalla Lega, ovvero il taglio per le imprese dei premi Inail e la riduzione dell’Imu sui capannoni. Allo stesso tempo, il governo potrebbe proporre già domani il raddoppio dei fondi stanziati nel dl fisco per la riduzione delle liste di attesa (che passerebbero così da 50 a 100 milioni) e il pacchetto famiglia.

In arrivo ci sarebbero risorse per gli asili nido e per il voucher babysitter, il raddoppio delle detrazioni per i figli disabili e un fondo per le crisi familiari. Si attende poi la conferma del congedo obbligatorio di 4 giorni per i papà, in scadenza a fine anno, e più flessibilità per la maternità facoltativa, dando la possibilità di optare per 3 mesi pagati al 60% al posto dei 6 mesi pagati al 30%. Dovrebbe inoltre salire da 12 a 16 anni l’età dei figli entro la quale usufruire dei congedi parentali.

© Riproduzione riservata

Fonte: gds.it







29 novembre 2018

SEDUTA PARLAMENTARE DEL 28 NOVEMBRE 2018. ANCHE I LAVORATORI FORESTALI ATTENDONO DI SAPERE SE POTRANNO PRENDERE LO STIPENDIO A FINE ANNO OPPURE NO




In sintesi


On. Lo Curto (Udc).
Siamo, però, anche noi uomini, anche noi madri e padri di famiglia, non lo dobbiamo dimenticare, ancora più fortunati di questi PIP, di questi ASU, di questi forestali, di tutte quelle 4.000 persone che attendono di sapere se potranno prendere lo stipendio a fine anno oppure no.
Faccio, allora, appello, veramente, alla responsabilità di ognuno di noi.
Ma di che cosa stiamo accusando il Presidente dell’Assemblea? Di avere fatto una scelta autorevole, responsabile, ferma, decisa a favore di quattromila famiglie fragili della Sicilia?
Non stiamo parlando di rappresentanti di Confindustria, di imprenditori a cui dobbiamo fare qualche operazione – che è pure necessaria alla loro impresa – stiamo parlando degli ultimi di questa Regione, stiamo parlando di persone fragili, di famiglie deboli e credo che questo sia nostro dovere, perché è facile fare i forti contro i deboli. E in questo momento il Presidente dell’Assemblea rappresenta queste quattromila persone.

On. Foti (M5S). L’ultima, la ciliegina sulla torta, di cui anche l’opposizione si deve prendere la responsabilità, è stata la spericolata operazione rendiconto della scorsa settimana. Una legge cotta e mangiata, deliberata dalla giunta in una stanza, passata con un foglietto volante al di là di ogni procedura in Commissione ed approvata in un’Aula su cui ho forti dubbi persino sulla presenza del numero legale. Oggi vedo una parte dell’opposizione che si lamenta, peggio per voi che avete fornito i voti per avere questa presidenza e peggio per voi che la scorsa volta vi siete assentati a metà lasciando i tesserini e facendo agire questa interpretazione del Regolamento. Quindi delle vostre proteste oggi io mi dissocio. Bene, tornando all’argomento, diciamo dopo l’accorato appello alla je suis PIP, ASU, forestali dell’onorevole Lo Curto, purtroppo devo aggiungere che c’è una enorme dimenticanza, proprio è una sindrome questa, la sindrome di dimenticanza di altri lavoratori che, a quello che ho sentito dire, delle carte che sembrano già essere speditamente inviate per l’approvazione con questo cronoprogramma, e mi chiedo se questo fine settimana rovineremo il fine settimana magari al presidente Miccichè, la cosa di lavorare su questo argomento proprio per fargli fare un fine settimana un pochino più corto, perché se c’è da lavorare noi lavoriamo pure la domenica, non ci spaventiamo. In questa bozza che sta circolando, non so se ancora è quella ufficiale, manca, per l’ennesima volta, nonostante i miei due interventi in aula e un ordine del giorno che ho depositato la qualsiasi previsione per altri dipendenti che hanno un contratto pubblico e che continuano a lavorare. Facile immaginare che si tratta dei dipendenti delle IPAB.

On. Figuccia (Udc)
Signor Presidente, mi sembra di aver colto, Assessori, Assessore Armao, questo genere di appello negli interventi delle minoranze. Allora, se noi andiamo incontro a questo appello che io pongo in maniera altrettanto accorata perché non ci possono essere contrapposizioni di sorta rispetto a quei soggetti che aspettano di essere pagati, rispetto a quei soggetti che rischierebbero di non percepire il reddito, talvolta, nel caso dei Pip, il sostegno al reddito, ecco mi sembra un’azione di buon senso. Entro il 30 novembre, senza fare però appello al Regolamento, perché non interessa a nessuno qui il Regolamento, parliamoci chiaro, qui stiamo parlando di politica, di assetti istituzionali e della possibilità, come ha detto l’onorevole Lo Curto, di andare incontro alle esigenze dei dipendenti dell’Esa, dei forestali, dei Pip.

Resoconto stenografico





UN ALBERO DI NATALE VERO



di Salvino Carramusa
Un Albero di Natale vero da restituire all'ambiente dopo l'uso natalizio. Sarebbe una prassi virtuosa per arricchire i nostri monti e le nostre terre. Il Dipartimento regionale  sviluppo rurale e gli Ust provinciali potrebbero promuovere questa iniziativa orientando la produzione vivaistica ( In Toscana il settore pubblico compete con quello privato riguardo alla formazione ed alla vendita degli Alberi di Natale ); inoltre si potrebbero mettere a disposizione aree  del Demanio regionale per la successiva piantumazione. Anche i comuni siciliani potrebbero proporre all' Amm. Forestale iniziative di tal fatta, mettendo magari a disposizione aree demaniali comunali.

Ma i comuni  siciliani - lungi da queste iniziative virtuose e volontarie - sono gia'  mediamente inadempienti  relativamente alla applicazione della Legge nazionale numero 113 del 29 gennaio 1992: UN ALBERO PER OGNI NEONATO.

Ogni tanto vi e' qualche segnale in controtendenza. Quest' anno "a forza di insistere" ( Associazioni, Comitati ), il Comune di Monreale ha finalmente votato la delibera che applica la L.n. 113/92.

Questo dimostra che c'e' sempre un punto o un modo da cui cominciare.

Anche senza aspettare "determinazioni istituzionali" - che vanno stimolate -, OGNUNO DI NOI PUO' UTILIZZARE UN ALBERO DI NATALE VERO per gli addobbi natalizi e, successivamente, piantumarlo ( gennaio/febbraio 2019 ) in terreni privati, nostri o altrui..; nell'attesa che il pubblico faccia il passo auspicato prima. Le piante che si possono utilizzare sono: il pino comune, il pino d'aleppo, il cipresso, il cedrus, l'ulivo, l'ulivo cipressino, l'alloro e tutte quelle che ci sembrano piu' simpatiche... e adatte. Con l'abete rosso e sopratutto con quello bianco bisogna essere molto cauti. Le probabilita' di attecchimento e crescita sono accettabili dai 1000/1300 metri in su. 

In allegato inviero'
la foto di un CEDRUS DEODARA (termine sanscrito che significa albero degli Dei) addobbato per il Natale 2017. 
Altre foto mostrano il successivo " trasferimento" e la relativa piantumazione. Oggi, novembre 2018, gode di ottima salute.

Il Cedrus Deodara vegeta spontaneamente lungo i versanti meridionali dell'Himalaya. Fu introdotto in Europa verso la fine del 1800. 
In Italia mostra una spiccata predilizione per le stazioni temperate a clima mite con piogge abbondanti ed umidita' atmosferica elevata. Vive in qualsiasi terreno ben drenato (specie dai 700 metri in su, ma vi sono grandi esemplari anche in particolari zone di Palermo..) , predilige terreni mediamente acidi.  
Puo' raggiungere i 25 metri di altezza e negli habitat piu' adatti anche i 50! 

Usare un Albero di Natale vero ha una grande molteplicita' simbolica (e reale ) in un pianeta  ecologicamente sempre piu' insostenibile.

Buone Feste e Buon Natale

Salvino C. Novembre 2018












«TERRITORIO TROPPO FRAGILE, SI VALORIZZI IL LAVORO IDRAULICO-FORESTALE». IL BLOG: QUELLO CHE DOVREBBE CAPIRE ANCHE IL GOVERNO SICILIANO


Dal sito www.corrieredellacalabria.it

La Fai Cisl chiede l'intervento delle istituzioni: «Necessario confermare i fondi storici e trovare ulteriori investimenti finanziari per rilanciare le politiche ambientali e forestali» 

28 Novembre 2018
«Il maltempo che in questi giorni sta imperversando in diverse zone del Sud Italia ci ricorda quanto sia vulnerabile e fragile il nostro territorio. Diverse decine le persone evacuate e tanti i danni per i lavoratori del comparto agricolo e zootecnico, specialmente in Calabria, dove ai fenomeni climatici degli ultimi giorni, che hanno messo in ginocchio le aree di Crotone e Catanzaro, si è aggiunta oggi, nel Cosentino, l'esondazione del fiume Crati, che ha invaso terreni, stalle, strade, abitazioni, rete ferroviaria. Siamo vicini alle persone coinvolte e a coloro che stanno prestando soccorso, e rinnoviamo il nostro appello alla politica e alle istituzioni affinché si valorizzi il lavoro idraulico-forestale e della bonifica nell'ottica della prevenzione del dissesto idrogeologico». Lo dichiarano in una nota il segretario generale della Fai Cisl nazionale Onofrio Rota e il segretario generale della Fai Cisl Calabria Michele Sapia. «Esprimiamo tutta la nostra solidarietà - proseguono i due sindacalisti della federazione agroalimentare ambientale della Cisl - a coloro che hanno subìto danni e stanno vivendo in condizioni di grande disagio, dovuto anche allo stato delle reti della viabilità e dei trasporti. Il lavoro degli addetti alla bonifica e degli operai idraulico-forestali può essere determinante. Svolgono un ruolo essenziale in tante aree del Paese, contribuendo anche alla crescita delle filiere dell'agricoltura, del legno, del turismo, ma il loro è un lavoro spesso invisibile perché meno spettacolare di molti interventi di salvataggio». «Il punto - concludono Rota e Sapia - è proprio questo: dobbiamo adoperarci tutti affinché si possa fare più prevenzione e far vivere in sicurezza le nostre comunità, e per farlo occorre un confronto responsabile tra tutte le parti coinvolte, sia sul piano nazionale che regionale, per sostenere più investimenti in questi comparti. Il nostro impegno è quello di portare avanti negoziazioni che possano davvero migliorare le condizioni di lavoro delle tante donne e dei tanti uomini coinvolti. Servono contratti avanzati, che garantiscano formazione e aggiornamento, continuità lavorativa e redditi dignitosi, ampliamento del presidio umano svolto sul territorio, ricambio generazionale. È necessario inoltre garantire le risorse storicizzate e ulteriori investimenti finanziari per rilanciare le politiche ambientali e forestali. A guadagnarci sarebbe tutto il Paese». 

Fonte: www.corrieredellacalabria.it







ARS, NUOVA ‘FUGA’ DI DEPUTATI SUI DEBITI FUORI BILANCIO. IL PAPOCCHIO DI MICCICHÈ SULLE VARIAZIONI


Dal sito www.inuovivespri.it

di Giulio Ambrosetti - 29 novembre 2018
Il problema è complesso e, con molta probabilità, ha poco a che vedere con la dialettica tra maggioranza e opposizione. Anche perché, in questo momento, all’Ars, non è facile capire chi sta in maggioranza e chi fa opposizione. Il PD, ad esempio, fa a tutti gli effetti parte della maggioranza che sostiene il Governo Musumeci, visto che è stato ‘garantito’ su sanità, acqua e rifiuti. Il papocchio del presidente Miccichè sulle variazioni di Bilancio: invece di garantire il lavoro dei deputati garantisce il Governo…   

Ieri, a Sala d’Ercole, si è ripetuta la scena del giorno prima (cioè dell’altro ieri): appena in discussione sono andati i debiti fuori Bilancio è stata richiesta la verifica del numero legale. Alla presidenza del Parlamento non è rimasto che effettuare la conta dei deputati presenti in Aula, constatare la mancanza del numero legale a rinviare la seduta.

QUI IL NOSTRO ARTICOLO DI IERI SUI DEBITI FUORI BILANCIO DELLA REGIONE SICILIANA

In questo sofferto passaggio parlamentare non possiamo non sottolineare la scorrettezza istituzionale del presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, che oltre a tentare di fare il gioco del Governo sui debiti fuori Bilancio, sta provando a forzare la mano sul disegno di legge sulle variazioni di Bilancio, garantendo il Governo e umiliando il ruolo dei parlamentari. Ma andiamo con ordine.

Cominciamo con i debiti fuori Bilancio. A nostro modesto avviso, la mancanza di numero legale non è legata a un’azione dell’opposizione. Anche perché non è agevole capire chi, oggi, in Assemblea regionale siciliana, fa opposizione. Gli 11 deputati del PD, ad esempio, non fanno opposizione, dal momento che questo partito, nelle cose importanti – per esempio nella spartizione delle poltrone nella sanità (leggere direttori generali del ASP e Aziende ospedaliere) – fa a tutti gli effetti parte del Governo.

Sotto questo profilo, le dichiarazioni del capogruppo del PD all’Ars, Giuseppe Lupo, che cerca di accreditare il PD come forza di opposizione sono un po’ tragicomiche…

Il problema dei debiti fuori Bilancio della Regione è che questo strumento è stato pensato e normato dal legislatore nazionale (Decreto n. 118 del 2011) per i Comuni e, peraltro, a certe condizioni, non certo per le Regioni. Invece, sia per i Comuni, sia per la Regione siciliana (delle altre Regioni italiane conosciamo poco su questo versante) i debiti fuori Bilancio sono diventati lo strumento per fare ‘operazioni’.

Nel caso dei debiti fuori Bilancio in discussione all’Ars il tema, a quanto pare, non è molto chiaro. Vero è che c’è stata una prima ‘scrematura’ e che sono stati eliminati i debiti che non sono sostenuti da sentenze.

Ma a quanto pare ci sarebbero altri due problemi.

In primo luogo, nel ‘mazzo’ dei debiti fuori Bilancio in discussione ce ne sarebbe qualcuno non sostenuto da sentenza.

In secondo luogo, in alcuni casi, non si tratterebbe di sentenze definitive, ma esecutive.

Così la situazione si ingarbuglia. Perché se, da un lato, non pagare significherebbe subire eventuali decreti ingiuntivi con tutto quello che ne potrebbe conseguire, dall’altro lato un eventuale ribaltamento delle sentenze in secondo e in terzo grado aprirebbe la via ad eventuali contenziosi.

Lo scenario è complicato e, forse, la ritrosia di alcuni parlamentari ad assumersi la responsabilità dell’approvazione dei debiti fuori bilancio non è del tutto ingiustificata.

Il timore è che, un giorno, gli attuali parlamentari che approveranno questi debiti fuori Bilancio potrebbero avere problemi con la Corte dei Conti.

Insomma, più che motivi politici, dietro questa storia potrebbero esserci altre cause che, in parte, abbiamo cercato di descrivere, ma che in parte potrebbero non essere ancora del tutto chiare.

Poi c’è il già citato problema del disegno di legge sulle variazioni di Bilancio che il Governo ha presentato con notevole ritardo, con molta probabilità per mettere i parlamentari davanti al fatto compiuto: o lo approvate subito così come l’abbiamo scritto noi, o vi assumete la responsabilità di lasciare senza soldi alcune migliaia di precari.

La mossa del Governo Musumeci ha infastidito i parlamentari, i quali non potranno intervenire sul disegno di legge. E la cosa appare piuttosto fastidiosa.

Il Governo ha trovato la sponda nella presidenza dell’Ars e, in particolare, nell’atteggiamento tutt’altro che al di sopra delle parti del presidente, Gianfranco Miccichè, che invece di difendere le prerogative dei parlamentari – ai quali il Governo ha tolto la possibilità di intervenire nel disegno di legge sulle variazioni di Bilancio nelle commissioni legislative di merito – difende la furbata del Governo.

L’aspetto quasi incredibile è che lo stesso Miccichè lo ammette:

“Il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè – si legge in un comunicato – al termine della lunga seduta d’Aula, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha ricordato che il Governo ha inviato la legge di variazione di bilancio tardivamente a causa dell’intoppo con la Corte dei Conti”.

Questo non è vero perché è stato il Governo a cercare e a perdere lo scontro con la Corte dei Conti, che gli ha imposto la manovra da quasi 2 miliardi già prevista la scorsa primavera in occasione della ‘parifica’ del Rendiconto 2017. Il Governo avrebbe avuto tutto il tempo di mettere a punto il disegno di legge sulle variazioni di Bilancio: ovvero lo spostamento di fondi da un capitolo all’altro che non è prerogativa del Governo, ma del Parlamento siciliano.

Con questa furbata dell’ultimo minuto – lo ribadiamo – il Governo Musumeci sta solo cercando, scorrettamente, di costringere l’Aula a votare un testo che i parlamentari non hanno avuto il tempo di approfondire. Le variazioni di Bilancio le propone il Governo, ma sono le commissioni legislative di merito e, in ultimo, la commissione Bilancio e Finanze, che ne decidono la composizione prima del voto d’Aula.

Miccichè dice che “la legge prevede che le variazioni’ debbano essere approvate entro il 30 novembre, ma essendo i tempi troppo stretti ho chiesto alle opposizioni di essere collaborative, cercando di comprimere il dibattito nelle commissioni”.

Miccichè sbaglia di nuovo: avrebbe dovuto chiedere al Governo, magari qualche mese addietro, di preparare le variazioni di Bilancio e di inviarle alle commissioni legislative di merito: cosa che non ha fatto perché – lo ribadiamo – tutela il Governo e non il Parlamento.

“Ho stigmatizzato l’atteggiamento del Governo – aggiunto il presidente dell’Ars – ma non ho deciso alcunché, se non dopo aver sottoposto il problema alla conferenza dei capigruppo, cercando di trovare una soluzione condivisa da tutti. Sia il PD che i 5 Stelle in conferenza dei capigruppo hanno votato contro la mia proposta ma senza clamore, cosa che invece hanno fatto in aula”.

“In ogni caso – prosegue Miccichè – il mio atteggiamento è stato lineare. Se si fosse trattato di un disegno di legge qualsiasi non avrei certamente forzato i tempi regolamentari. Trattandosi, però, delle variazioni di Bilancio, cioè norme che permettono di stanziare le risorse necessarie per gli stipendi di 4 mila persone – che non possono essere lasciate senza soldi sotto Natale – sono sicuro di avere adottato, in conferenza di capigruppo, la migliore soluzione, nonostante l’opposizione abbia votato contro. Tra l’altro – conclude – nel testo del Governo c’erano due norme che ho stralciato perché prevedevano nuove spese”.

Il ‘ricatto’ politico e parlamentare è servito…

A questo punto il presidente Miccichè si auto-assolve:

“Continuo a ritenere il mio comportamento corretto, equilibrato e lineare, affinché l’Assemblea possa andare avanti e consentire ai Pip, ai dipendenti della Resais e a quelli delle riserve naturali di ricevere gli stipendi”.

Noi, invece, continuiamo a ritenere l’atteggiamento del presidente Miccichè sbagliato, perché sta solo cercando di mettere il Parlamento siciliano al servizio del Governo: e questo è inaccettabile.

Foto tratta da siciliaunonews

Fonte: www.inuovivespri.it






ARS. LITE SULLE VARIAZIONI DI BILANCIO. SPETTRO DEL RITARDO SUGLI STIPENDI DEI LAVORATORI PARAREGIONALI, COME AD ESEMPIO GLI EX PIP, L'ESA, E GLI ENTI PARCO


Dal sito livesicilia.it

Scontro a Sala d'Ercole sul calendario dei lavori nelle commissioni. Cracolici e Cancelleri contro Miccichè

di Andrea Cannizzaro
PALERMO - Scontro tra maggioranza e opposizione all’Ars. Al centro della contesa il ddl sulle variazioni di bilancio presentato dal governo, che avrebbe dovuto essere approvato entro il 30 novembre e che quest’anno è teso a rimpinguare i fondi con cui si pagano gli stipendi dei lavoratori pararegionali, come ad esempio gli ex Pip, l'Esa, e gli Enti parco. Il ritardo e l’urgenza di approvare i documenti sono stati così un motivo di lite a Sala d'Ercole.

Alla base dello scontro c'è la scelta di dimezzare i tempi per approvare le variazioni di bilancio. La decisione comunicata dal presidente dell'Ars Gianfranco Miccichè e votata a maggioranza dalla conferenza dei capigruppo. Il 12 dicembre chiuderà la Cassa regionale e dopo per la Regione non sarà più  possibile effettuare un pagamento. Prima di quella data dovrebbe essere così approvata la legge altrimenti non si potrebbe provvedere a pagare gli stipendi non essendo presenti fondi nei capitoli.

Così la conferenza dei capigruppo, scandendo il timing per l’approvazione della legge per le variazioni, avrebbe tagliato di quattro giorni i tempi fissati dal regolamento per l'esame nelle commissioni di merito, che normalmente è di otto. Il calendario stabilito prevede tempi stretti. Entro il 3 dicembre le commissioni dovranno emettere il proprio verdetto. Poi entro il 6 dovrà arrivare l’ok della commissione Bilancio. Infine, nelle giornate del 6 e 7 dicembre l’Ars dovrebbe approvare i documenti. Solo in questo modo il 10 e l’11 dicembre gli uffici avrebbero il tempo per mettere in liquidazione gli stipendi.

In  aula le opposizioni hanno alzato le barricate contro il colpo di mano della maggioranza. Il tentativo è stato quello di mettere sotto la lente il ritardo del governo nella trasmissione dei documenti. "Non si può ricattare questo Parlamento dicendo che la cassa regionale chiude il 12 dicembre per accelerare i tempi - le parole del grillino Francesco Cappello -. Il governo ha avuto tutto il tempo per presentare i documenti per la variazione". A Cappello è seguito l’intervento del collega di partito Giancarlo Cancelleri, che ha rincarato la dose: "La responsabilità se qualcuno non avrà gli stipendi è solo del governo". Poi il leader del Movimento 5 stelle ha proseguito: "Se andate avanti così, siamo pronti ad azioni eclatanti". Duro l’intervento anche del deputato del Partito democratico Antonello Cracolici che ha attaccato Miccichè: "Ha dimostrato di essere inadeguato ai ruoli. Lei ha sostenuto la teoria per cui la maggioranza può cambiare nella conferenza dei capigruppo i tempi previsti dal regolamento. Questo forse può farlo a casa sua, non certo in un parlamento".

A "difesa" del calendario dei lavori comunicato dalla presidenza dell'Ars sono intervenuti i capigruppo di Forza Italia Giuseppe Milazzo, di Diventerà Bellissima Alessandro Aricò e quello dell'Udc Eleonora Lo Curto. “Trovo strumentali gli attacchi al governo Musumeci sulle variazioni di bilancio approdate oggi in Aula. - ha detto la Lo Curto - È fin troppo ovvio che l’esame del ddl potesse avvenire solo dopo l’approvazione del rendiconto. Fuori da questo parlamento c’è una platea di lavoratori che attende solo il rifinanziamento di capitoli di spesa ex lege che garantiscono lo stipendio e il sostegno al reddito di migliaia di famiglie". Ma Miccichè stesso ha difeso le scelte della maggioranza affermando: "Stigmatizzerò sempre il ritardo del governo ma non consentirò che la gente rimanga senza stipendio".

Anche il governo ha poi rivolto il proprio appello accorato perché si superassero le discussioni sul regolamento e si accettasse la procedura indicata. "Non credo che sia uno scandalo - ha affermato l’assessore al Territorio Toto Cordaro - se le commissioni hanno quattro giorni per esaminare cinque articoli di legge. Le variazioni di Bilancio riguardano solo il rifinanziamento di alcuni capitoli che già c'erano. Come potremmo spiegare ai siciliani - si è poi chiesto - che l'esame in commissione, secondo il regolamento, dovrebbe durare otto giorni? I ritardi nella presentazione di questo disegno di legge ci sono stati, è vero, ma non sono dovuti a colpe nostre".
28 Novembre 2018 

Fonte: livesicilia.it






IL PARCO DEI MONTI SICANI ACCOGLIE IL TURISMO SOSTENIBILE IN MOTO

Foto di gruppo Motociclisti sui Monti Sicani

Dal sito www.siciliapress.it

Accordo programmatico con Sicily Over Trail plaudito dall’Assessorato regionale Territorio e Ambiente 

PALERMO (28 nov) – Far convivere motociclismo e natura nel pieno rispetto delle leggi a tutela dell’ambiente e far comprendere che il turismo in moto è una grande risorsa da dover sfruttare nel nostro territorio: sono questi gli obiettivi dell’accordo siglato tra il Parco naturale dei Monti Sicani e l’associazione Sicily Over Trail, plaudito dall’assessore regionale al Territorio e all’Ambiente Toto Cordaro, che ha avallato la lodevole iniziativa presentata in questi giorni. Un’innovativa forma di turismo rurale a cavallo di moto entrofuoristrada, il cosiddetto “maxienduro”, di attuale grande diffusione, accompagnata da uno spirito di “adventouring” e scoperta turistica delle numerose bellezze che l’ente offre in un’area compresa tra 12 comuni (in parte Provincia di Palermo, in parte Agrigento) con “unicum” paesaggistici e naturalistici di forte impatto visivo e una ricchezza e molteplicità di flora e fauna.

“Il parco merita di essere conosciuto e apprezzato attraverso l’incremento turistico – spiega il commissario straordinario Luca Gazzara – nuove forme di fruizione come quella legata al mondo dei motocilisti consentono la valorizzazione delle nostre bellezze culturali ed enogastronomiche, oltreché naturali; si tratta di uno strumento per esprimere le potenzialità di una zona della Sicilia ancora poco nota e che invece deve accogliere turisti e appassionati di percorsi naturalistici”.

Sicily Over Trail ha trovato nell’Ente Parco un prezioso partner: “Sulla scia di un’intesa firmata con il Consorzio turistico Via Lattea sulle Alpi per proporre l’Alpi Motor Resort – sottolinea il presidente dell’associazione Francesco Paolo Rubino – e di un accordo stipulato con la Federazione Motociclistica Italiana, abbiamo pensato di coinvolgere i Monti Sicani in un progetto simile, volto alla consapevolezza che un turismo sostenibile a cavallo delle due ruote, non solo è auspicabile, ma rappresenta un’opportunità di sviluppo e promozione. Proporremo iniziative simili anche ad altre realtà siciliane”.

Fonte: www.siciliapress.it







LUOGHI DEL CUORE 2018 DEL FAI, FESTA PER L’ORETO. A POCHE ORE DAL TERMINE IL FIUME GUIDA LA CLASSIFICA


Dal sito palermo.meridionews.it

Quando manca poco alla scadenza per le votazioni il corso d’acqua palermitano è in testa con un certo margine sul secondo luogo (ma manca la contabilizzazione delle firme raccolte dal vivo). Un risultato che soddisfa gli organizzatori per aver sensibilizzato sullo stato di salute del luogo

MASSIMO GUCCIARDO 28 NOVEMBRE 2018
Una festa per il fiume Oreto, o meglio per brindare alla fine della campagna di raccolta firme per l’edizione 2018 dei Luoghi del Cuore ideata dal Fai (Fondo ambiente italiano). Una scelta, quella dei promotori - il Comitato Salviamo L'Oreto, in collaborazione con Terradamare, Social Influencer e UpPalermo - fatta per ringraziare gli sforzi che in questi mesi volontari e associazioni hanno portato avanti per spingere il fiume in alto in classifica.

La competizione online (qui si trova la pagina internet con la classifica aggiornata), che permette al vincitore di ottenere 50.000 euro messi in palio dal Fai e dalla banca Intesa San Paolo, si chiuderà il 30 novembre alle 24, e dopo una maratona di 6 mesi (la raccolta voti è partita il 30 maggio) il bistrattato corso d’acqua di Palermo risulta al primo posto con oltre 54mila preferenze, staccando di circa 7mila voti l’Antico stabilimento termale di Porretta Terme (Bo). Un dato non ancora definitivo, sia per le ultime ore ancora disponibili per votare sul sito del Fai, sia perché il conteggio comprenderà oltre ai click anche le firme raccolte nei banchetti sparsi nelle vie e nelle piazze delle varie città. Ed in questi mesi i promotori hanno realizzato varie iniziative per diffondere notizie sul fiume, comprese visite in loco e campagne social, potendo contare - tra l’altro - anche sul documentario realizzato dal film maker Igor D’India diventato virale su Youtube

Ma se il risultato finale si saprà solo a febbraio 2019, per il comitato organizzatore della candidatura dell’Oreto, si è già di fronte ad una vittoria, «dato che - spiega Salvatore Buccheri, del comitato Salviamo L'Oreto - il nostro primo obiettivo della campagna era accendere i riflettori e sensibilizzare le coscienze dei singoli cittadini, della comunità e delle istituzioni sull’attuale stato di salute del fiume (di certo non grandioso, tra incuria, rifiuti e scarichi fognari più o meno abusivi, ndr). E infatti siamo stati ricevuti all’Ars, l’assessorato regionale al Territorio ha promosso gli Stati generali sull’Oreto, e il Comune sta lavorando per destinare parte della tassa di soggiorno al fiume e a Monte Pellegrino».






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