31 agosto 2018

CATANIA. VERBALE RIUNIONE SINDACALE DEL 31/08/2018 PRESSO LA SEDE DEGLI UFFICI PER IL TERRITORIO

Dalla pagina facebook
del Responsabile Uila S. Michele
Danilo Parasole













CALTAGIRONE, IL BOSCO SOTTO ATTACCO

Foto wikipedia.org


Dal sito ilmanifesto.it

Carmelo Maiorca - 30.08.2018
Storie. Il Bosco di San Pietro è una riserva naturale, ma solo sulla carta. Un’associazione locale si batte per tutelarlo dal cemento e dalle speculazioni

Tra le attuali 72 riserve naturali regionali esistenti in Sicilia, la seconda per dimensione risulta quella del Bosco di Santo Pietro, con oltre 6.500 ettari di superficie, ricadenti in prevalenza nel comune di Caltagirone e in minima parte in quello di Mazzarrone (entrambi in provincia di Catania). Con la confinante Sughereta di Niscemi (altra riserva naturalistica) costituisce l’ultima propaggine di ciò che resta di un’antica foresta a macchia mediterranea, la più grande di querce della Sicilia sud orientale, che un tempo si estendeva per circa 30 mila ettari dall’entroterra calatino fino alle località costiere di Gela e Scoglitti. Le prime tracce storiche risalgono al periodo del regno normanno in Sicilia, con la concessione a Caltagirone (attestata da un documento del 1143) del feudo di Santo Pietro e altri possedimenti, fatta da Ruggero II D’Altavilla per l’aiuto che la città aveva dato ai Normanni contro i Saraceni.

La riserva del Bosco di Santo Pietro in realtà esiste soltanto sulla carta, come ci racconta il professore Renato Carella, presidente dell’associazione di volontariato ambientale Il Ramarro: «Sin dal 1987 inclusa nel piano regionale delle riserve, fu istituita nel 1999, data in gestione all’Azienda foreste demaniali della Regione siciliana e finalmente avviata nel 2000. Purtroppo dal novembre del 2006 è finita in una sorta di limbo. Qualcuno si accorse che il decreto istitutivo non era stato pubblicato nell’apposito albo». «Una banalità – prosegue il professore – un semplice errore materiale che si poteva e doveva correggere nel giro di qualche settimana. Invece, a distanza di ben 12 anni ciò non è avvenuto. La responsabilità possiamo senz’altro attribuirla ad un mix d’inefficienza, lentezza, insensibilità e scarso interesse dell’intero apparato politico amministrativo ai diversi livelli».

IL VALORE SCIENTIFICO-NATURALISTICO DEL SITO è ancora notevole. Al suo interno sono conservate oltre 300 specie botaniche e sono presenti un centinaio di specie di uccelli fra cui il picchio rosso maggiore, la ghiandaia, il gheppio e il pendolino, mammiferi come la martora, l’istrice, il gatto selvatico, la volpe e la donnola, rettili quali il colubro leopardino e la testuggine di terra. Una ricca biodiversità messa in serio pericolo anche a causa di scelte sconsiderate. Le piante indigene – ossia le varie e monumentali querce da sughero, le roverelle, i carrubi e i lecci – si sono drasticamente ridotte, via via sostituite da rimboschimenti ad eucalipto e da una ancor più assurda riconversione a pineta, realizzati da governi regionali quanto meno incompetenti con l’unico risultato di creare uno squilibrio nell’habitat. «A ciò si aggiungono altri e diversificati attacchi contro il bosco – rimarca ed elenca Renato Carella – lottizzazioni, costruzioni indiscriminate di ville, sviluppo esagerato della viabilità interna col conseguente moltiplicarsi di micro discariche e la piaga degli incendi dolosi. Tutto ciò, assieme all’incuria amministrativa, ha comportato l’aumento del degrado».

UN DEGRADO CONTRO CUI SI BATTE da 25 anni l’associazione Il Ramarro. Nata nel 1990 a Caltagirone, dal ‘93 ha avuto in affidamento dal Comune la gestione di una piccola area del bosco in contrada Renelle, 12 ettari ai quali ne sono stati aggiunti altri 5 nel 2013. Molte le attività di volontariato che vengono svolte: dalla pulizia del sito ai corsi di protezione civile e di prevenzione, dal rimboschimento alla creazione di un centro di studi e didattica ambientale, all’organizzazione di attività di formazione e di fruizione del territorio, dove resistono alcuni interessanti e affascinanti percorsi immersi nel verde. Nell’ambito del campo internazionale tenuto nella prima metà di agosto, un incontro-dibattito è stato dedicato ai danni inferti al paesaggio e al patrimonio botanico dagli incendi dolosi (l’ultimo a luglio) e a come contrastare il fenomeno. Commenta il presidente dell’associazione: «Analogamente ad altri posti, le cause ipotizzate sono diverse. Senza escludere possibili piromani e gli irresponsabili che hanno la pessima abitudine di pulire il terreno da sterpaglie e da rifiuti con il fuoco, sono da considerare gli interessi collegati all’utilizzo del pascolo e a certi codici arcaici duri a morire, nonché le eventuali colpe di qualche addetto stagionale impiegato dalla forestale; insomma, l’incendio come strumento d’intimidazione, di vendetta o di tornaconto personale. Ma non ho a riguardo notizia di indagini della magistratura. A quanto ne so, a Caltagirone è inattivo il Catasto degli incendi che, in base a una legge del 2000, stabilisce che i Comuni provvedano a una sorta di mappatura dei luoghi già colpiti dal fuoco. Resto comunque convinto che non bisogna mai darsi per vinti, e la nostra associazione cerca di dimostrarlo con la pratica. Sarebbe il caso che il comune di Caltagirone si riappropriasse del Bosco di Santo Pietro che, per molti secoli, ha rappresentato il più importante cespite di ricchezza per la città grazie alle attività agro-silvo-pastorali che ad esso erano legate».

NEL 2016 IL RAMARRO, tramite un portale di crowdfunding, ha presentato un progetto di riforestazione finalizzato al ripristino dell’antico manto boschivo della macchia mediterranea, con l’impianto di mille piante autoctone forestali certificate – principalmente querce da sughero e non – accompagnato dal progressivo diradamento di pini ed eucalipti. Per salvare il bosco e riportarlo alla bellezza del passato il rimboschimento con essenze forestali è fondamentale. L’associazione chiede che altri contribuiscano, ad esempio le poche ma significative aziende vinicole, olivicole e di ortaggi presenti in zona che potrebbero destinare una percentuale di suolo delle loro proprietà alla piantumazione di specie tipiche della macchia mediterranea.

AL FIANCO DELL’ASSOCIAZIONE ci sono gruppi del mondo dello scoutismo e del volontariato, la locale Stazione consorziale sperimentale di granicoltura della Sicilia, il Cea (Centro di educazione ambientale) di Messina diretto dall’ingegnere Francesco Cancellieri, uno dei promotori della Carta dei comuni custodi della macchia mediterranea. Fra le varie iniziative, l’anno scorso in collaborazione con il vicino presidio dei No Muos, la presentazione di un libro di Aurelio Angelini e Massimo Scalia riguardante i campi elettromagnetici del Muos e i loro effetti. Il controverso sistema di telecomunicazioni satellitari della Marina militare degli Stati Uniti ha sventrato una collina all’interno della Riserva naturale orientata Sughereta di Niscemi, che come il Bosco di Santo Pietro è un Sito d’interesse comunitario.

Fonte: ilmanifesto.it





CATANIA. MENSILITÀ A LAVORATORI ANTINCENDIO FERME A GIUGNO. FLAI CGIL "PREOCCUPATA PER L'INEFFICIENZA DIMOSTRATA DALL'ISPETTORATO FORESTALE"


Dal sito nuke.flaicgilcatania.it

La segreteria provinciale di Flai-Cgil di Catania, si dichiara "preoccupata per l’inefficienza dimostrata dall’Ispettorato Forestale di Catania relativa a tutta la procedura di richiesta finanziaria per pagare le mensilità spettanti ai lavoratori Antincendio OTD".
Nelle altre province i lavoratori dell’antincendio hanno ricevuto le mensilità di giugno e luglio, a Catania, ad oggi, solo il mese di giugno.
Ciò viene ritenuto dal sindacato "inaccettabile perché sono sempre i lavoratori in prima linea nella difesa dei nostri boschi a pagare e a subire per l’incapacità e l’inefficienza della burocrazia e di chi ha la responsabilità e la gestione all’interno dell’Ispettorato Forestale di Catania".
La Flai di Catania ha dunque richiesto un incontro urgente con il dirigente generale del Comando del Corpo Forestale, Filippo Principato, al fine di verificare tutte le procedure effettuate e rimuovere eventuali criticità. Qualora non vengano trovata soluzioni concrete, il sindacato intraprenderà iniziative di lotta per fare rispettare i diritti dei lavoratori.
(30 agosto 2018)

Fonte: nuke.flaicgilcatania.it






FORESTALI ANTINCENDIO SIRACUSA IL PAGAMENTO DEL SALARIO DI LUGLIO INVIATO IN BANCA

Dalla pagina Facebook
Flai Cgil Siracusa







AUTORITÀ DI BACINO, INUTILIZZATE LE RISORSE PER I TORRENTI. «SI RISCHIA DI INTERVENIRE SOLO TRAMITE SOMMA URGENZA». SERVE INNANZITUTTO STABILIRE LE MODALITÀ CON CUI PIANIFICARE GLI INTERVENTI CHE POTRANNO ESSERE EFFETTUATI DAI FORESTALI


Dal sito meridionews.it

SIMONE OLIVELLI 31 AGOSTO 2018
Il nuovo organismo creato dal governo Musumeci potrebbe non riuscire ad occuparsi in tempo della prevenzione per cui è stato costituito. Calendario alla mano, non in pochi negli uffici regionali si chiedono come usare gli oltre sei milioni stanziati a maggio dalla finanziaria

Sei milioni di euro, per riassettare i letti dei torrenti e ridurre i rischi in vista delle piogge autunnali, possono essere pochi, ma anche troppi. Quello che un po' dappertutto sarebbe un paradosso, trova legittimità in Sicilia e nello specifico nei corridoi del dipartimento regionale al Territorio in via Ugo La Malfa. Qui, da mesi, ci si chiede cosa fare delle somme inserite nell'articolo 8 della finanziaria regionale emanata a maggio dopo un lunghissimo iter all'Ars che, così come accaduto in era Crocetta, non ha evitato il ricorso all'esercizio provvisorio fino all'ultimo giorno consentito dalla legge. 

Le risorse - oltre sei milioni e mezzo per l'esattezza - sono destinate alla realizzazione di interventi di «manutenzione ordinaria e straordinaria, compresi gli interventi di urgenza e somma urgenza, sul demanio fluviale, anche relativi ai manufatti pubblici ivi insistenti in condizione di precarietà strutturale e gli interventi di pulizia». Non una manna dal cielo considerate le precarie condizioni generali dei corsi d'acqua isolani, ma comunque una novità per il bilancio regionale: è infatti la prima volta che viene istituito un capitolo ad hoc per gli interventi sul demanio fluviale da quando, nel 2013, la competenza è passata al dipartimento al Territorio, dopo anni in cui la manutenzione spettava al Genio civile. Tuttavia, con l'estate quasi agli sgoccioli e il maltmpo arrivato già ad agosto, anche quest'anno si corre il rischio di affrontare le insidie autunnali senza particolare prevenzione.

All'origine di tutto ci sarebbe ancora una volta un problema di competenze: la legge di stabilità ha istituito l'Autorità di bacino, nuova ramificazione della pubblica amministrazione cui affidare la gestione di uno dei settori del patrimonio pubblico storicamente più trascurati. Così come pensata dal governo Musumeci, l'Autorità dovrebbe accogliere al proprio interno il contributo - sia politico che amministrativo - di diversi assessorati regionali, riuniti in una conferenza istituzionale e in un'altra operativa. Al momento, però, tutto resta sulla carta. Il 25 luglio la giunta regionale ha deliberato un atto di indirizzo che disciplina la norma transitoria in attesa che l'Autorità muova i primi passi. Il coordinamento delle attività, al momento, fa riferimento al segretario generale dell'Autorità individuato nell'attuale dirigente del dipartimento Acque e Rifiuti, Salvatore Cocina. 

Obiettivo della disciplina transitoria sarebbe di consentire l'immediata operatività e, dunque, accelerare gli iter per arrivare agli interventi sul territorio. La realtà, però, racconta tutt'altro: complici le ferie estive, dal 25 luglio si sarebbe tenuta soltanto un'altra riunione informale tra i funzionari. Un incontro da cui sarebbero emerse soprattutto due riflessioni: serve innanzitutto stabilire le modalità con cui pianificare gli interventi che potranno essere effettuati dai forestali, dal personale dell’Ente sviluppo agricolo e dai consorzi di bonifica. Ma c'è anche la consapevolezza che, calendario alla mano, difficilmente si riuscirà a spendere le somme inserite in bilancio. Per il primo punto, la linea sarebbe di chiedere a tutti i soggetti a vario titolo coinvolti di segnalare le maggiori criticità per poi scegliere le priorità; sul secondo punto si spera di riuscire a fare il più possibile. Avendo ben chiaro che gli iter di valutazione dei progetti non sono snelli. 

E così, seppure lontano dalle dichiarazioni ufficiali, c'è chi avanza l'ipotesi per cui le misure attuabili saranno solo quelle che potranno derogare alle normative. «Come nel caso degli interventi di somma urgenza», ragiona ad alta voce qualcuno tra i corridoi. Per questo tipo di provvedimenti però, inevitabilmente, bisognerà attendere che prima arrivino le emergenze. Un paradosso. O forse no, perlomeno da queste parti.

Fonte: meridionews.it






VITTORIA PER I PORTA COLORI DELLA SCUDERIA REAL CEFALÙ REPARTO CORSE. SPETTACOLARE SUCCESSO PER GIOVANNI GRISANTI CON LA AUTOBIANCHI A112 ABARTH T1150. IL FORTE PILOTA DI ISNELLO OTTIENE IL 1° POSTO DI CLASSE


Dal sito www.madonielive.com

29 Agosto 2018
Spettacolare successo per il porta colori della scuderia Real Cefalù Reparto Corse, Giovanni Grisanti con la Autobianchi A112 Abarth T1150 raggruppamento 3°, impegnato sul tortuoso tracciato di 5,500 km ed a tratti velocissimo della 61° edizione della cronoscalata Salita Monti Iblei a Chiaramonte Gulfi, ricavato da una sezione della SP 7 compresa tra i Comuni di Comiso, la frazione di Rocazzo ed il Comune di Chiaramonte Gulfi. Il forte pilota di Isnello ottiene il 1° posto di classe, limando di diversi decimi il precedente tempo record della categoria. “Un gran risultato considerando che il tracciato è molto tecnico e va interpretato al meglio per non incorrere in alcun errore” ha sottolineato Grisanti.

Strepitoso successo per i due equipaggi Glorioso e Cerami porta colori della scuderia Real Cefalù Reparto Corse alla 4^ Prova By Night Campionato Circuito 2018 presso Autodromo Concordia.
Ottimo risultato per i due equipaggi che hanno preso parte alla prova presso L’Autodromo Concordia a Favara, rispettivamente nella categoria stradale 1.4 Turbo. Salvatore Glorioso e Dario Glorioso a bordo della Fiat Punto Evo Abarth ottengono il 1° posto di classe, l’altro equipaggio formato dal driver Cerami Giuseppe e Castiglia Giuseppe conquistano il 2° posto di classe. Entrambi inoltre si piazzano a metà della classifica generale della competizione che ha visto ai nastri di partenza più di cento vetture.

Per il karting invece Antonio Damiani continua a fare esperienza nella 6ª prova del Campionato Italiano Karting presso Sant’Egidio alla Vibrata (TE). Ennesima prova per la giovane promessa del Real Cefalù Reparto Corse, che lo scorso mese ha anche debuttato con le auto alla cronoscalata Termini-Caccamo, ottenendo una vittoria di classe con la Citroen C2 R2 curata dalla scuderia.
Durante il venerdì di gara Antonio conclude le sue qualifiche in 24ª posizione dopo problemi di set up sul nuovo telaio. Il sabato nelle manches di qualificazione riesce a trovare il giusto bilanciamento tra motore e telaio e dopo 16 posizioni recuperate il conteggio delle penalità lo vede partire in casella n°8 per gara 1. Il giorno successivo gara 1 si è corsa in condizioni di pista bagnata dove Antonio è riuscito a recuperare solo 1 posizione per colpa di alcune pressioni sbagliate. Con la griglia invertita per gara 2, Antonio si è visto partire in prima fila ma allo spegnimento dei semafori alcuni problemi hanno attanagliato il driver cefaludese cedendo così le prime posizioni ai piloti più veloci, e per scorrettezze di altri. Antonio non ha avuto il passo giusto per tenere le posizioni di testa, complice il cambiamento rapido della pista da bagnato ad asciutto ritornando ad avere gli stessi problemi del venerdì, conclude la gara in 11ª posizione. “Non è sicuramente la posizione dove volevo essere alla fine del week end” afferma Antonio che ancora una volta paga gli errori di setting del suo kart. Il weekend altalenante di Val Vibrata non è bastato a far ottenere una posizione di rilievo, compromettendo il proseguo del campionato. Antonio è comunque contento di partecipare a questa competizione ed è molto fiducioso per la terza e ultima prova del campionato kz3junior che si disputerà il 23 Settembre a Castelletto di Branduzzo (PV).

Fonte: www.madonielive.com


Leggi anche:



Primo di classe alla Coppa Nissena e vincitore del campionato regionale 2016. Isnello festeggia il suo campione. A festeggiare insieme a lui anche i colleghi forestali


Autoslalom di Castelbuono: sul podio i piloti della scuderia Cefaludese. Il Blog: sul gradino più alto anche il nostro mitico collega Aib, Giovanni Grisanti, che ha già superato 100 vittorie. Merita un riconoscimento dalla regione!












ANCORA UNA SERIE DI ORDINANZE PER LA PREVENZIONE DI INCENDI DI STERPAGLIE – IL SINDACO DI GIROLAMO: NON ABBASSIAMO IL LIVELLO DI GUARDIA POICHE’ VOGLIAMO GARANTIRE LA PUBBLICA INCOLUMITA’


Dal sito www.trapaniok.it

Il provvedimento sindacale generale, emanato ad aprile , sarà valido fino al prossimo 15 ottobre

Un’altra serie di ordinanze nei confronti di alcuni proprietari di appezzamenti di terreno che ancora non hanno ottemperato al provvedimento (n. 5/2018) emanato dal Sindaco di Marsala, Alberto Di Girolamo, nello scorso mese di aprile e finalizzato alla prevenzione degli incendi boschivi e d’interfaccia, sono state emesse dall’Ufficio Pubblica Incolumità del Comune di Marsala. 
Le nuove, ulteriori ordinanze, frutto di appositi controlli nel territorio marsalese, sono anch’esse finalizzate a prevenire il sorgere di pericolosi incendi. 
“Non abbassiamo il livello di guardia e continuiamo assiduamente i controlli sulle aree a rischio – fa presente il Sindaco Di Girolamo. Il nostro obiettivo primario è quello di salvaguardare l’incolumità pubblica mantenendo, nel contempo, uno stato di decoro della nostra città”. 
Si ricorda che I provvedimenti impongono ai proprietari dei terreni di procedere, nel tempo massimo di 15 giorni di eliminare ogni e qualsiasi pericolo di incendio mediante realizzazione di fasce parafuoco o diserbatura completa delle aree con rimozione delle erbacce secche, degli arbusti, nonché ponendo in essere tutti gli accorgimenti necessari per evitare di alimentare fiamme e garantendo la sicurezza, l’incolumità pubblica e privata e anche l’igiene dei luoghi. 
Il rispetto dell’ordinanza e quindi di mantenere puliti i terreni incolti evita, altresì, di incorrere nelle previste sanzioni di legge che possono giungere fino a quasi 700 euro. L´ordinanza, emanata dal sindaco quale autorità comunale di Protezione civile, contiene altre prescrizioni e divieti riguardanti danni ambientali per chi abbandona i rifiuti pericolosi o determina anche potenziali inneschi di incendi, con sanzioni fino a 10 mila euro per i trasgressori. Il provvedimento amministrativo invita, infine, chiunque avvisti un incendio a darne immediato avviso al Corpo Forestale (numero d´emergenza 1515), ai Vigili del Fuoco (115) e alle autorità di Polizia e Carabinieri.
Ancora, nel periodo 15 giugno – 15 ottobre, è fatto divieto a chiunque nel territorio di Marsala di accendere fuochi per bruciatura di paglia, degli sfalci e potature, nonché di altro materiale agricolo e forestale naturale se non mediante processi o metodi che non danneggino l’ambiente e che non mettono in pericolo la salute umana. 

Fonte: www.trapaniok.it






30 agosto 2018

ENNA. RICHIESTA EMISSIONE ELENCHI DI OPERAI FORESTALI AVVIABILI AL LAVORO PER INTERVENTI BOSCHIVO/FORESTALI CONTINGENTE 78ISTI

Ricevo e pubblico
dal Sifus Aidone












AZIENDA FORESTE ENNA. NELL'INCONTRO SINDACALE DI OGGI LA DIRIGENTE HA COMUNICATO CHE INVIERA' LE RICHIESTE PER 78ISTI PRESSO I CPI E CHE A SUA VOLTA SARANNO CHIAMATI MERCOLEDÌ 5 SETTEMBRE. IL PRIMO GIORNO DI LAVORO È PREVISTO PER LUNEDÌ 10 SETTEMBRE



Ricevo e pubblico
dalle Segreterie Prov.li 
Fai, Flai e Uila Enna

In data odierna presso l'azienda delle foreste di Enna si è svolta una riunione tra la Dottoressa Lombardo e le organizzazioni sindacali Flai, Fai e Uila. Durante l'incontro la Dirigente ha comunicato che entro oggi invierà le richieste per tutti i lavoratori 78isti presso i cpi che saranno chiamatI mercoledì 5 settembre. Il primo giorno di lavoro è previsto per lunedì 10 settembre.
Pomeriggio presso le sedi di Fai, Flai e Uila saranno disponibili i numeri dei lavoratori per comune.
Cimino, Scornavacche, Savarino 






ULTIMI GIORNI PRIMA DELLA RIPRESA ALL'ARS. LA POLITICA SICILIANA TORNA DALLE VACANZE CON UNA VALIGIA PIENA DI PROBLEMI


Dal sito www.ilsicilia.it

di Giuseppe Bianca - 30 agosto 2018

L’estate “soft”della politica siciliana ha detto più cose nei suoi silenzi, in alcuni casi assordanti, che nelle sue chiacchiere da ombrellone con tanto di spazio anche agli ombrelli da pioggia, ribadendo che l’avvio, sin dalla prima settimana di settembre, non promette molto di buono sia in termini di produttività parlamentare all’Ars, sia in termini di cambio di passo immediato per quanto riguarda i principali problemi e le emergenze della Sicilia in panne.

Cominciamo da ciò che appare più evidente. Il centrodestra nell’Isola deve fare i conti con la leadership emergente di Salvini e del suo partito in crescita che rischia di fagocitare i partiti più piccoli della coalizione.

Non è un caso che prima il capogruppo di #Diventerabellissima Alessandro Aricò e poi il senatore eletto con FdI Raffaele Stancanelli hanno marcato, negli ultimi giorni, lunghe e ampie precisazioni sul fatto che all’Ars non nascerà con gli uomini della destra storica e di quella laica e di movimento, il gruppo parlamentare del Carroccio che continua ugualmente a mulinare consensi e a cercare formule alternative di reclutamento.

Per Aricò niente fusione a freddo con la Lega con l’esigenza implicita di dover ricavare comunque un ambito comune al cui interno far maturare un percorso che, elettorale o politico che debba essere, non può assumere la formula riduttiva di una semplice annessione di forze parlamentari e presenze nelle province, seppur da parte di un partito emergente, quello di Matteo Salvini, che veleggia col vento in poppa: “Al momento il nostro gruppo di 6 componenti all’Ars va benissimo così. Non siamo interessati a campagne acquisti, lavoriamo bene e reggiamo  credo con profitto la fisionomia che gli elettori ci hanno ritagliato addosso”.

Per quanto riguarda invece le leggi che il parlamento siciliano proverà a imbastire alla ripresa, molto dipenderà, in continuità con le premesse appena esposte, da come potrà cambiare, se cambierà a breve, la geografia parlamentare dei gruppi di maggioranza.

Non è un caso che alcuni disegni di legge siano sottoposti a una “marcatura” più rigida nel caso della legge sull’abolizione del voto di genere, proposta dal capogruppo di Fi Giuseppe Milazzo e che, dopo aver spaccato in due la commissione Affari istituzionali, attende, alla ripresa, di conoscere il suo destino.

Fonte: www.ilsicilia.it






29 agosto 2018

SIFUS CONFALI: TUTTI I LAVORATORI FORESTALI INIZIERANNO A LAVORARE TRA LA PRIMA E LA SECONDA DECADE DI SETTEMBRE



Dalla pagina Facebook
del Si.F.U.S.

Comunicazione per i forestali dell'azienda

Tutti i lavoratori forestali inizieranno a lavorare tra la prima e la seconda decade di settembre.
Siamo in attesa delle date delle richieste di assunzione. Ci aggiorniamo. 
G. Fiore Sifus-Confali





PALAZZO DEI NORMANNI. IN 200 ALL'ARS PER CHIAMATA DIRETTA. ECCO IL PARADISO DEI CONSULENTI


Dal sito livesicilia.it

di Maria Teresa Camarda
Sono più dei dipendenti di ruolo. La proporzione è di tre collaboratori per deputato. E non c'è limite al numero di esterni.

PALERMO - Sono più di 200. E non è escluso che, da aprile ad oggi, il loro numero sia lievitato fino a 300 e oltre. Un numero esatto? Impossibile. I contratti degli esterni di Palazzo dei Normanni sono in continuo mutamento, scadono, si rinnovano, vengono revocati. I gruppi parlamentari, tra l'altro, non hanno ancora consegnato la prima rendicontazione ufficiale da quando è entrata in vigore la mini riforma dei portaborse, lo scorso primo luglio. Un dato però è certo: negli uffici di Palazzo dei Normanni ci sono centinaia di esterni per 70 deputati, praticamente una media di tre collaboratori "a chiamata diretta" per parlamentare. 

Stando agli ultimi dati disponibili, gli esterni a Palazzo dei Normanni - tra collaboratori dei gruppi, portaborse, ex stabilizzati, collaboratori dei componenti del Consiglio di Presidenza e consulenti - sono 212. Più di 160 persone lavorano per i gruppi parlamentari e 50 sono attualmente gli esterni, tra collaboratori e consulenti, del Consiglio di Presidenza (questo è un dato ufficiale verificabile sul sito dell'Ars). Sono invece 177 i dipendenti a tempo indeterminato assunti con concorso pubblico. E a breve, come annunciato dal presidente Micicchè, potrebbe essere bandito un nuovo concorso.

Il presidente dell'Ars Gianfranco Miccichè ha chiamato nei suoi uffici 19 collaboratori - per attività di segreteria, comunicazione e altro - e 4 consulenti. "Sono talmente tanti che per sistemarli tutti hanno dovuto attrezzare nuove stanze al piano parlamentare di Palazzo dei Normanni", ha raccontato in un'intervista il vicepresidente grillino dell'Ars Giancarlo Cancelleri. E di posti disponibili, nella segreteria della Presidenza, stando al regolamento interno ce ne sono ancora 3: il presidente infatti ha diritto a 13 unità di personale, un addetto stampa, due portavoce e sei comandati (richiamati da altre amministrazioni, per cui l'Ars paga solo l'indennità aggiuntiva). Non è escluso quindi che arrivino altre tre persone e consulenti, per cui invece non c'è un limite se non quello della spesa.

Anche gli altri componenti del Consiglio di presidenza hanno costruito i loro uffici "di esterni": quattro sono i collaboratori di Cancelleri; il vicepresidente Roberto Di Mauro, di Popolari e autonomisti, ha un collaboratore e un consulente. Nove persone lavorano con il presidente del Collegio dei deputati questori Giorgio Assenza (Diventerà bellissima). I questori Giovanni Bulla (Udc) e Salvatore Siragusa (M5s) hanno rispettivamente, il primo 3 collaboratori di segreteria e un consulente; il secondo 5 collaboratori. Sei esterni per Nello Dipasquale del Pd, deputato segretario, e tre per Alfio Papale di Forza Italia.

Il totale è di 50 persone. Un numero sicuramente provvisorio e destinato a crescere visto che di posti ancora "disponibili" ce n'è e gli ultimi due segretari eletti, Edi Tamajo di Sicilia Futura e Gaetano Galvagno di Fratelli d'Italia, arrivati dopo grazie alla modifica del regolamento interno, non hanno ancora scelto collaboratori.

Nonostante la mini riforma dei portaborse della scorsa sessione di Bilancio, che promette un risparmio per il Parlamento attorno a un milione e 900 mila euro, la spesa del Parlamento regionale per gli esterni è sempre molto alta. Per i collaboratori esterni, il contributo che ogni deputato ha a disposizione "come costo massimo per una unità di personale" scende a 38.071,43 euro e non più 58.571,44 euro. Somma che il deputato potrà gestire in modo del tutto autonomo o, "con istanza a firma congiunta col capogruppo", potrà scegliere di destinarla al gruppo per assumere personale in modo collegiale. In pochi hanno scelto questa via. Il contributo che ogni singolo deputato può utilizzare per assumere un portaborse è di circa 3.100 euro. Anche le cifre per i cosiddetti stabilizzati vengono ritoccate al ribasso: il tetto massimo previsto fino a oggi di 68 mila euro, è sceso a 58 mila euro. Ma la possibilità di mettere insieme i fondi per i D6 e quello per i portaborse affidando al deputato l'opportunità di gestirli autonomamente, senza il passaggio dai gruppi, crea un fondo che è potenzialmente estraneo ai controlli della Corte dei Conti.

E proprio la magistratura contabile lo scorso aprile è intervenuta duramente nella questione quando ha convocato, ascoltato - e avvisato - tutti i capigruppo dell'Assemblea regionale siciliana. "Appare evidente - hanno spiegato i giudici contabili - come non si possa prevedere sic et simpliciter l'assunzione di un numero sproporzionato di dipendenti senza alcun ancoraggio alle reali necessità operative del gruppo".

Nel frattempo, finché una soluzione drastica e definitiva non sarà adottata per ridimensionare davvero il fenomeno delle "chiamate dirette" gli esterni a Palazzo sono davvero tanti, tanto che a volte non si conoscono nemmeno tra di loro. “So che lavora al gruppo, ma non l’ho mai visto”, ammette qualcuno dei consulenti, parlando dei "colleghi". Il Palazzo degli esterni è più grande di quanto si pensi.
29 Agosto 2018

Fonte: livesicilia.it





UFFICI REGIONE, IL CAOS REGNA SOVRANO


Dal sito www.qds.it

di Valeria Arena

Corte dei Conti (anno 2017): pesano l’uso distorto delle politiche di assunzione, le lacune nel ciclo delle performance e l’organizzazione confusa e farraginosa. Palazzo d’Orléans sconosce fabbisogno, gestione, controllo e meritocrazia
PALERMO – Inadeguatezza del controllo di gestione, assenza di contabilità analitica e lacune del ciclo della performance che non permetterebbero alla Regione di compiere un’accurata rilevazione degli oneri per i centri di costo.

Questo è il quadro disegnato dalle Sezioni riunite della Corte dei Conti siciliana nell’ultima relazione sul rendiconto della Regione Sicilia relativo all’organizzazione amministrativa e al sistema dei controlli interni dell’anno 2017.

In estrema sintesi, nella nostra Isola regna il caos.

I giudici contabili puntano il dito, ancora una volta, su quelle che da anni sono le deficienze dell’amministrazione regionale: un sistema di controllo e gestione del personale farraginoso e confuso, mancanza di una strategia fondata sull’accurata verifica dei fabbisogni, uso distorto delle politiche di assunzione, totale assenza di contabilità analitica, quella che permetterebbe di capire il reale peso dei costi dell’amministrazione nel suo insieme, elefantiasi e un ciclo della performance svolto in maniera parziale e piano di lacune.

Elementi che, secondo gli stessi giudici, non sarebbero in linea con i valori costituzionali. E a niente sono valsi i piccoli miglioramenti registrati, a livello quantitativo, alla voce “spesa del personale”: al 31 dicembre 2017, infatti, le unità in servizio censite sono state 14.797, il 4,2% in meno rispetto al 2016 (15.439), mentre, al 1^ gennaio 2018, la Corte ha registrato un dirigente per ogni 10,12 dipendenti, contro i 9,77 dello scorso anno.

Tale evoluzione, però, è dovuta esclusivamente alla riduzione del numero sia dei dipendenti di fascia non dirigenziale (da 13.990 a 13.431), sia dei dirigenti (da 1.1431 a 1.326).

I dati comparativi, si legge nel documento, continuano a indicare che “la consistenza numerica dei dipendenti di ruolo della Regione siciliana è pari quasi ad un quarto (23,5%) dell’ammontare complessivo del personale di tutte le Regioni: il numero dei dirigenti resta oltre un terzo di tutti quelli regionali in Italia e il rapporto con i dipendenti, 1 ogni 10, pur migliorato rispetto al passato, è lontano dalla media nazionale (in cui l’incidenza è di 14,89)”. Personale che resta ancora superiore, seppur di poco, a quello di dieci anni fa, nonostante i prepensionamenti e il sostanziale blocco delle assunzioni.

COSA DICE LA CORTE DEI CONTI SICILIA

MANCA VERIFICA FABBISOGNO
“L’Amministrazione regionale nel 2017 è rimasta tutt’ora ancorata al concetto di dotazione organica e di spesa storica mentre è priva di una strategia complessiva fondata sull’accurata verifica dei fabbisogni, come, invece, sarebbe necessario per determinare un’effettiva razionalizzazione della spesa in questione”.

MANCA LA GESTIONE
“Continua a mancare una seria politica di assunzione e di gestione del personale, che, invece, è stata finalizzata essenzialmente alla stabilizzazione di precari in assenza di qualsiasi meccanismo di pubblico concorso”.

MANCA IL CONTROLLO
“Per il 2017 la valutazione sul sistema dei controlli interni rimane sostanzialmente negativa a causa delle diffuse criticità che investono le sue diverse component. Infatti, da un lato, il ciclo della performance si è svolo in maniera parziale e lacunosa; dall’altro lato, il controllo di gestione è rimasto carente a causa dell’assenza di contabilità analitica; infine, i controlli sulle società partecipate e sugli enti vigilati si sono rivelati inadeguati”.

MANCA LA MERITOCRAZIA
“La dimensione degli organici e l’espandersi del perimetro pubblico regionale solo in parte trovano giustificazione nella titolarità – per via dell’autonomia differenziate di cui gode la Regione siciliana – di funzioni altrove allocate a livello “statale”: piuttosto, la Corte ha rilevato come, nel tempo, il settore pubblico sia stato piegato, attraverso un uso distorto delle politiche assunzionali, a supplire all’incapacità del tessuto produttivo di assorbire la forza lavoro espressa nella regione. Da qui la chiusura alle opportunità di reclutamento attraverso le ordinarie procedure concorsuali e meritocratiche, sostituite da lunghi e complessi percorsi di stabilizzazione del personale precario, tutt’ora condizionanti la legislazione e le politiche del personale, con il conseguente innalzamento dell’età anagrafica del personale in servizio e un’inevitabile frattura generazionale, oltre all’evidente vulnus ai valori costituzionali che regolano l’accesso al pubblico impiego e garantiscono il buon andamento della pubblica amministrazione”.


29 Agosto 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonte: www.qds.it





MORSO DA UNA VIPERA MENTRE FOTOGRAFA FUNGHI, LA CATTURA E VA IN OSPEDALE. IL RETTILE È STATO CONSEGNATO AL DISTACCAMENTO DEL CORPO FORESTALE DI BRONTE


Dal sito www.lasicilia.it

28/08/2018 - di Gaetano Guidotto
Protagonista della disavventura, un operaio trentenne di Riposto, che si trovava sui Nebrodi. Il rettile è stato consegnato al Distaccamento del Corpo forestale di Bronte

Bronte (Catania) - Adesso mostra il pollice in su Mirco Iraci, operaio trentunenne di Riposto, ricoverato in ospedale a Bronte e assistito costantemente dai medici, dopo essere stato morso da una vipera. Si trovava insieme con la sua ragazza fra le verdi campagne dei Nebrodi, esattamente in contrada Piano Cicogna, quando ha notato fra i cespugli un grosso fungo porcino. «Mi sono chinato per fotografarlo – ci dice - senza accorgermi della presenza di una vipera che mi ha morso in un dito. All’inizio non ho avuto dolore, tant’è che prima ho catturato l’animale e l’ho riposto in una bottiglia per mostrarlo ai sanitari e poi ho pure raccolto il fungo. Non sono passati neanche 3 minuti che il braccio si è enormemente gonfiato».

Così con freddezza ha guidato la sua auto per raggiungere la guardia medica di Cesarò, dove i medici hanno disposto il trasferimento all’ospedale di Bronte. Immediatamente ricoverato, l’equipe medica guidata da Giuseppe Lo Faro e composta da Mario Tirendi, Giuseppe D’Amico, Stefania Meli e Maria Grazia Pisano hanno subito pensato al siero antivipera che il paziente però ha rifiutato. Così ci si è limitati a somministrare cortisone e farmaci antibiotici. «Controlleremo costantemente – ci dice il dott. Tirendi – che il sangue non coaguli. Ritengo che il paziente sia fuori pericolo, ma rimane ricoverato in osservazione».

La vipera è stata consegnata al Distaccamento del Corpo forestale di Bronte e verrà rilasciata sull’Etna in una zona non antropizzata.

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonte: www.lasicilia.it






LA BIODIVERSITÀ DELLE SPECIE ARBOREE AUMENTA LO STOCCAGGIO DI CARBONIO NELLE FORESTE


Dal sito www.greenreport.it

E le particelle forestali più vecchie hanno stock di carbonio più elevati di quelle giovani. La Cina deve cambiare i rimboschimenti basati sulle monoculture

27 agosto 2018
Lo studio “Tree species richness increases ecosystem carbon storage in subtropical forests”, pubblicato su Proceedings of the Royal Society B da un d team di ricercatori cinesi, tedeschi e svizzeri ha provato che «La diversità tra le specie arboree aumenta lo stoccaggio del carbonio negli ecosistemi delle foreste subtropicali»

I ricercatori guidati da Xiaojuan Liu dell’Istituto di botanica dell’Accademia delle scienze della Cina, evidenziano che »Gli ecosistemi forestali fanno parte integrante del ciclo mondiale del carbonio, assorbendo e liberando delle grndi quantità di carbonio durante brevi periodi o accumulandolo durante periodi più lunghi. Però, restano delle incertezze riguardo al sapere se i flussi e gli stock differiscono nelle foreste a grande e bassa ricchezza di specie«

Il team internazionale di ricercatori ha studiato e analizzato per 6 anni 27 particelle forestali nella riserva naturale di Gutianshan nella provincia orientale cinese di Zhejiang ed è così che ha scoperto che «Le particelle forestali ricche di specie avevano dei flussi e degli stock di carbonio più alti di quelle che presentavano una bassa ricchezza di specie. Inoltre, le particelle forestali più vecchie avevano degli stock di carbonio più elevati di quelle giovani».

Secondo gli scienziati, «Gli ecosistemi forestali che possiedono una grande ricchezza in termini di specie hanno dei cicli del carbonio più rapidi. Parallelamente, più carbonio può essere stoccato al di sotto o al di sopra del suolo  inclusi tronchi, radici, lettiera, rami secchi e terreno».

All’Istituto di botanica dell’Accademia delle scienze della Cina concludono che «Questi risultati implicano che, se nei progetti di imboschimento fossero state utilizzate le piantagioni multi-specie, anziché la monocoltura, in tutta la Cina potrebbe essere stato fissato dall’atmosfera un ulteriore ammontare di carbonio del valore di 300 milioni di dollari all’anno, aumentando così il contributo a combattere il riscaldamento globale. Contemporaneamente, un cambiamento nelle strategie di piantumazione contribuirebbe a preservare la biodiversità delle foreste».

Fonte: www.greenreport.it





28 agosto 2018

ALLARME A CATANIA, CANNETI FINO AL SECONDO PIANO. PETRALIA: "CONCRETO RISCHIO INCENDI"


Dal sito catania.livesicilia.it

I residenti si appellano al sindaco Pogliese.

di Melania Tanteri
CATANIA - L'estate non proprio afosissima ha, forse, fatto passare in secondo piano il problema. Eppure, ci sono zone della città dove andrebbe organizzata una pulizia straordinaria per scongiurare possibili incendi o roghi. È quanto chiede Filippo Petralia, rappresentante del comitato di cittadini della zona Fossa Creta che segnala, per l'ennesima volta, la presenza di vegetazione e canneti in via Santa Maria di Nuovaluce, lungo l'argine del torrente Acquasanta, a pochi metri dalle abitazioni.

Petralia parla di "elevatissimo rischio incendi e idrogeologico". "Da tre anni - tuona l'ex consigliere di circoscrizione -  segnalo il tutto ma l'amministrazione rimane totalmente assente. I residenti vivono giornalmente nell'incubo della tragedia - conclude - e si appellano alla nuova amministrazione, guidata dal sindaco Pogliese, affinché consideri anche gli abitanti di questo quartiere cittadini di Catania".

"Verificheremo immediatamente a chi appartiene questo tratto di strada - assicura l'assessore all'Ambiente, Fabio Cantarella. Escludo che ci sia rischio incendi, ma è chiaro che occorre intervenire".
28 Agosto 2018

Fonte: catania.livesicilia.it





CONTRADA TRANCHINA. VASTO INCENDIO A SCIACCA, IN FUMO DIVERSI ETTARI DI MACCHIA MEDITERRANEA. L’INTERVENTO DI SPEGNIMENTO È STATO EFFETTUATO ANCHE DAGLI UOMINI DEL CORPO FORESTALE


Dal sito agrigento.gds.it

28 Agosto 2018
Un vasto incendio si è propagato nel pomeriggio di ieri a Sciacca, in contrada Tranchina. In fumo sono andati diversi ettari di macchia mediterranea.

L’intervento di spegnimento è stato effettuato dai vigili del fuoco, dagli uomini del corpo forestale, ma a causa del vento le fiamme si sono propagate.

E’ intervenuto un Canadair della Protezione civile.

© Riproduzione riservata

Fonte: agrigento.gds.it







MALTEMPO, PAURA A CARONIA: IL FANGO INVADE CASE E NEGOZI. IN AIUTO ANCHE I FORESTALI


dal sito messina.gds.it

26 Agosto 2018
Sono quelli di Messina ed Enna i territori provinciali siciliani dove l’ondata di maltempo sta creando i maggiori disagi. A Caronia, scrive il Giornale di Sicilia, la situazione più preoccupante con case e negozi invasi dal fango.

A Caronia marina sono almeno 35 gli immobili danneggiati dal fango nella nottata, fra venerdì e sabato, che ha visto il lavoro congiunto del dipartimento regionale della Protezione civile, dei vigili del fuoco, dei Forestali, dei vigili, delle forze dell’ordine, e dei tanti cittadini di buona volontà che hanno cercato per quanto possibile di arginare i danni.

© Riproduzione riservata

Fonte: messina.gds.it





MICCICHÈ ED IL DOPPIO INCARICO DA EURODEPUTATO ED È POLEMICA: “SCHIAFFO AI SICILIANI”


Dal sito www.blogsicilia.it

L'ATTACCO DELL'EUROPARLAMENTARE 5 STELLE IGNAZIO CORRAO

28/08/2018
Presidente dell’Assemblea regionale Siciliana ed eurodeputato. E’ il doppio ruolo del commissario di Fi nell’Isola, Gianfranco Miccichè, secondo il sito ufficiale del Parlamento europeo. E subentrato, come primo dei non eletti, a Salvo Pogliese, che si è dimesso pochi giorni dopo la sua elezione a sindaco di Catania. Resta in attesa il secondo degli eletti, Innocenzo Leontini, che contava di poter andare subito a Bruxelles. Lo scrivono i quotidiani La Sicilia e l’edizione palermitana di Repubblica sottolineando che Miccichè, in questo momento ricopre un doppio ruolo, anche se l’ insediamento formale al Parlamento europeo avverrà solo alla prima seduta plenaria utile, in programma a Strasburgo il 10 settembre.

Il presidente dell’Ars non riceverà indennità aggiuntiva da Bruxelles, perché c’è il divieto di cumulo, ma da luglio può ricevere comunque i circa 3mila euro al mese che l’ Europarlamento mette a disposizione dei deputati per spese di segreteria e generali. Da un punto di vista amministrativo, Micciché doveva comunicare a Bruxelles entro il 20 agosto il doppio incarico e quindi optare. Ma non lo ha fatto. Intervistato da La Sicilia, Miccichè che “non rinuncerà alla carica di presidente dell’Ars” per andare a fare l’eurodeputato. “Io il 19 luglio ho ricevuto la comunicazione di subentro – spiega – e da quel momento in poi io non posso dimettermi da nulla. Lo farò quando lo posso fare. Alla prima plenaria, che se non ricordo male, è il 10 settembre”.

“La doppia poltrona del presidente dell’Ars Gianfranco Micciché, europarlamentare dal 19 luglio e venuta fuori solo grazie alla solerzia di due giornalisti siciliani, è l’ennesimo schiaffo in faccia ai cittadini. Una vergogna targata Forza Italia per la quale chiediamo il parere del presidente Tajiani, sempre pronto a giudicare tutto e tutti. Cosa dice Tajani adesso? Prova imbarazzo o no?”. A dichiararlo è l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Ignazio Corrao.

“Quello che fa ancora più specie in questa triste vicenda – spiega Corrao – è che se i giornalisti non lo avessero reso noto, Micciché avrebbe continuato a far finta di niente, giocando anche sul nome di Giovanni, certamente meno riconoscibile rispetto a quello di Gianfranco e pure in barba agli stessi regolamenti di quell’Assemblea Regionale di cui lui stesso di definisce garante. Assemblea che peraltro lavora pochissimo grazie anche alla sua gestione. Cosa ancor più grave è la spocchia con la quale l’onorevole Micciché continua a parlare di indennità e soldi, pensando di fare uno smacco al Movimento 5 Stelle o ai suoi compagni di partito. Ebbene, Gianfranco Micciché, lo smacco lo sta facendo soprattutto ai siciliani, mostrando loro tutto il suo attaccamento alle poltrone e alle indennità, facendo carta straccia dei regolamenti dell’Ars e della gestione dell’Aula. Insomma, votando Musumeci, i siciliani lo scorso autunno, hanno fatto un pessimo affare. Nel frattempo, l’Europa è e rimane una cosa seria e mentre gli altri paesi, negli anni lottavano per i diritti dei propri concittadini, i partiti italiani come Forza Italia e affini, mandavano qui a Bruxelles, conduttori televisivi e starlettes. La tradizione non è cambiata. I deputati siciliani erano cinque ed eravamo già pochissimi. Ora siamo ancora meno – conclude Corrao – continuate a scherzare con le tasche dei cittadini”.

Miccichè replica a La Sicilia e smorza la polemica e assicura le sue dimissioni: “Alla prima plenaria, che se non ricordo male è il 10 settembre. Sarà anche una cosa simbolica – sottolinea il presidente dell’Ars -. Vede, da quando sono presidente c’è un gruppo di persone che si sta facendo un culo così per me. Voglio premiare il mio staff, che lavora da mesi con impegno, senza risparmiarsi. Voglio portarli tutti a Strasburgo con me per l’insediamento: sarà una specie di gita-premio. Arriviamo lì, mi insedio e poi subito dopo mi dimetto. Facciamo una bella festa e poi torniamo tutti a Palermo a lavorare per il bene della Sicilia”.

Fonte: www.blogsicilia.it





FORESTALI. IN SICILIA DOPO 17 ANNI ARRIVA IL NUOVO CONTRATTO INTEGRATIVO. IN BUSTA PAGA 85 EURO IN PIÙ. IL BLOG: ANCORA AD OGGI NESSUNA DELIBERA DI GIUNTA


Dal sito www.lavoroitalianoagroalimentare.eu

27 Agosto 2018
E’ arrivato dopo 17 anni, nel mese di Agosto, il rinnovo del contratto integrativo regionale dei lavoratori forestali siciliani che porterà, dal 1 Settembre, 85 euro in più nelle buste paga. L’intesa, raggiunta dopo 3 mesi di confronto tra il governo Musumeci e i rappresentanti sindacali, è stata siglata dagli assessori regionali al Territorio e all’Agricoltura Toto Cordaro ed Edy Bandiera, e i segretari regionali di Flai-Cgil Alfio Mannino, Fai-Cisl Pierluigi Manca e Uila-Uil Antonino Marino. La copertura finnziaria, già assicurata con la legge di stabilità è di 6,8 milioni di euro. Il nuovo contratto, che avrà validità tre anni, è positivo non soltanto sul piano dei diritti sociali, con l’incremento salariale o la nuova classificazione dei lavoratori, ma anche sul fronte delle tutele. Per la prima volta, infatti, le parti riconoscono anche ai lavoratori del settore, una tutela fino a ieri garantita solo a tutte le altre categorie: si tratta del diritto, per il lavoratore forestale che s’infortuna sul posto di lavoro, a recuperare integralmente le giornate di lavoro non prestate a causa dell’infortunio stesso.

Fonte: www.lavoroitalianoagroalimentare.eu






PUBBLICATE NEL SITO DELLA REGIONE LE GRADUATORIE DEFINITIVE DI ENNA





Clicca quì sotto per visualizzare e/o scaricare le graduatorie 

Elenchi lavoratori forestali rilevazione 2018. II semestre Enna






FORESTALI ENNA. RIPRESA ATTIVITA' E CAMBIO ORARIO

Ricevo e pubblico
dal Sifus Aidone









STABILIZZAZIONE LAVORATORI FORESTALI. LA COMMISSIONE EUROPEA INFORMA CHE IL PARLAMENTO EUROPEO È MOLTO SENSIBILE ALLE TEMATICHE SOLLEVATE DALLO STUDIO LEGALE FASANO RIGUARDANTE LA LOTTA ALLA PRECARIETÀ E ALL'ABUSO DEI CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO



Ascolta anche:



Leggi anche:

L'Avvocato Fasano: lavoratori forestali ecco perchè vi spetta la stabilizzazione

L'avvocato Fasano ai lavoratori forestali: "Chiarisco i motivi per cui facciamo istanza in Commissione Europea"

I lavoratori forestali della Sicilia (78isti, 101nisti e 151nisti) si appelleranno alla Corte Europea per la trasformazione dei contratti a tempo indeterminato

L'Avvocato Fasano: forestali siciliani, dovete lottare per un diritto che vi spetta! Sarà un lungo percorso e noi vi sosterremo fino alla fine

Ricorso collettivo lavoratori forestali della regione siciliana. Ecco alcuni chiarimenti sorti in seguito alle erronee informazioni rese da operatori estranei all'azione legale

Forestali siciliani: ecco il pdf dell’istanza in Commissione e il video completo della riunione tenutasi a Castelbuono il 14 ottobre 2016




27 agosto 2018

FORESTALE, ACQUISTO DI MATERIALI SCADUTI: A PAGARE NON SONO I DIRIGENTI, MA CHI DENUNCIA LA CATTIVA GESTIONE


Dal sito www.inuovivespri.it

27 Agosto 2018
E’ un dei casi di “malagestione” raccontati dal segretario del SIFUS, Maurizio Grosso, che dal prossimo 31 agosto annuncia un cambio di marcia di questa organizzazione sindacale. Se fino ad oggi hanno cercato di capire le intenzioni del Governo Musumei, da settembre la musica cambierà… 

Forestali. Se non è una dichiarazione di ‘guerra’ è, comunque, qualcosa che gli somiglia. A parlare è Maurizio Grosso, segretario del SIFUS Confali, il sindacato degli operai della Forestale che si batte per la stabilizzazione di questo personale.

Fino ad oggi – a parte il dissenso sul contratto integrativo farlocco che l’assessore al Territorio e Ambiente, Toto Cordaro, ha rilanciato nelle scorse settimane, non senza un battibecco con l’ex assessore all’Agricoltura, Antonello Cracolici, che ne rivendica la paternità – il SIFUS non ha attaccato l’attuale Governo regionale. Ora, però, le cose potrebbero anche cambiare.

Maurizio Grosso fa sapere che dal 31 agosto in poi la musica cambierà:

“Le urgenze e le proposte le indicheremo noi. Se coincideranno con quelle del Governo Musumeci, bene. Altrimenti…”.

Insomma altrimenti si andrà allo scontro. Il segretario del SIFUS riorda i disastri registrati nella gestione del comparto forestale e dei Consorzi di bonifica ai tempi del Governo di Rosario Crocetta.

E oggi? Il Governo Musuneci “non ha la bacchetta magica”. Ma dopo l’approvazione dell’esercizio provvisorio, di Bilancio e Finanziaria, dopo il dibattito sul Collegato alla Finanziaria, poi giungo e luglio di chiacchiere qualcosa, adesso, deve venire fuori.

Il SIFUS vuole capire se l’attuale Governo regionale “ha ingranato la marcia giusta oppure no”. Grosso cita alcuni fatti: avviamento dei lavoratori nei Consorzi di bonifica e nelle attività forestali, l’antincendio, il pagamento degli stipendi. Così si scopre che i ritardi, nei pagamenti degli stipendi, dipendono dal personale in ferie.

Sarebbe interessante sapere se anche il personale della Regione che è andato in ferie si è goduto le vacanze con lo stipendio pagato o, come sembra sia avvenuto per gli operai della Forestale, anche loro sono andati in vacanza senza stipendi…

Sembra che il Governo abbia giustificato i ritardi facendo sapere di avere cambiato i dirigenti: salvo a scoprire che i dirigenti mandati fuori dalla porta sono poi rientrati dalla finestra…

Poi l’affondo al Governo regionale:

“Se non siamo in grado di cacciare un direttore generale del Consorzi di bonifica divenuta tale senza concorso pubblico – Fabio Bizzini da Caltagirone)… dove volete andare?”.

Quindi un’altra accusa al vetriolo:

“Se vi vengono rappresentate con un video scorci di malagestione del settore antincendio e le trappole che vi ‘inchiappettano’ vendendovi materia scaduti , e voi, invece di punire i ‘dirigenti incapaci’, punite il lavoratore che ha osato aprirvi gli occhi, dove volete andare?”.

Altra stoccata sul contratto integrativo ‘rococò’:

“Per il contratto integrativo dei forestali, addirittura, il Governo Musumeci ha inserito la retromarcia: ha concupito quello della ditta Cracolici & qui quo qua, un contratto in cui la disparità di trattamento tra settori, il taglio dei diritti, le nove mila ore di permessi sindacali (alla ‘Banda Bassotti’) la fanno da padroni, nonostante il fumo negli occhi degli 80 euro di renziana memoria”.

“Davanti un quadro così mesto – prosegue il segretario del SIFUS – e alla vigilia dell’avvio delle riforme (Consorzi, forestali, vivai, ecc), il ‘Parlamentino’ del SIFUS si riunirà il 31 agosto e deciderà, dal basso e democraticamente, di analizzare tutti i fatti registrati, le strategia per provare a far cambiare passo al Governo Musumeci e indirizzarlo verso la strada progressista”.

Campa cavallo…

Fonte: www.inuovivespri.it


Leggi anche:


Intervista di Sicra Press. La paradossale vicenda del lavoratore 101sta antincendio Guglielmo Monello e la riforma dei forestali: il punto con Maurizio Grosso, Segretario Nazionale del Sifus Confali. Video


Forestali: Guglielmo Monello "punito" per il video denuncia, Maurizio Grosso (Sifus) attacca a tutto campo...