L'obiettivo dei sindacati

è quello di arrivare ad ottenere 2 contingenti:

Oti e 151nisti.

Obiettivo condiviso anche dai due assessori!

Ecco allora quanto manca

per la presentazione della riforma:






28 luglio 2011

LA DENUNCIA DI LEGAMBIENTE


Nell’ultimo anno in Sicilia, in controtendenza con l’andamento positivo del resto del Paese, si e’ registrato rispetto al 2009 un aumento del 34% dei roghi e la superficie andata in fumo si e’ piu’ che raddoppiata con un incremento di quasi il 57%. In tutto il territorio regionale, nel 2010 si sono verificati 1.159 incendi, che hanno trasformato in cenere una superficie complessiva di 20.258 ettari, di cui 7.242 di boschi e foreste, con un’estensione media di ciascun evento di 17 ettari. A fornire i dati e’ Legambiente, con la terza tappa di ”Non scherzate col fuoco”, la campagna di monitoraggio, prevenzione e informazione sugli incendi boschivi dell’associazione e del dipartimento della Protezione civile che si e’ inaugurata oggi in Sicilia, a Petralia Sottana (Palermo) nel territorio del Parco delle Madonie, dove e’ stato presentato ”Ecosistema Incendi”, dossier sugli incendi boschivi in Sicilia. Analizzando con attenzione i dati relativi ai roghi che sono divampati lo scorso anno in Sicilia risulta che e’ Palermo la provincia piu’ colpita dalle fiamme: 202 incendi hanno trasformato in cenere 6.649 ettari di territorio, di cui un terzo boscato. La provincia meno interessata dal fenomeno dei roghi e’ stata Ragusa, dove 47 incendi hanno percorso una superficie di 237 ettari di territorio. Dai piccoli ai grandi comuni della Sicilia, nel 2010 sono 246 le amministrazioni locali che hanno dovuto rispondere all’emergenza incendi, oltre il 60% di tutti i comuni siciliani. Di questi il 19% nel messinese e il 14% nel territorio palermitano.
Gli incendi sono una vera e propria emergenza – ha commentato Paola Tartabini, portavoce nazionale Non Scherzate con fuoco di Legambiente – perche’ distruggono habitat e paesaggi, possono mettere in crisi l’esistenza di tante economie locali che hanno scommesso sul turismo ambientale, accrescono il rischio idrogeologico e la desertificazione“. “Sono per la maggior parte dolosi – spiega – ed estate dopo estate riconfermano un pericoloso segnale di rifiuto della legalita’. Per reprimere il fenomeno e’ necessario eliminare a monte la possibilita’ di speculare sulla gestione delle aree bruciate. E questo si puo’ fare da un lato con il catasto delle superfici percorse dalle fiamme, dall’altro con un’oculata manutenzione dei boschi e l’allargamento delle aree protette e dei parchi nazionali. Una lotta agli incendi boschivi quindi a 360 gradi da realizzare durante tutto l’anno”. In Sicilia, secondo il dossier di Legambiente, si registra un’attenzione sempre piu’ alta sull’emergenza roghi: un trend positivo caratterizza i comuni che svolgono un lavoro positivo di mitigazione degli incendi boschivi. Nell’ultimo anno il 73% dei comuni svolgono un buon operato.
In linea con gli anni passati e in ritardo rispetto alle altre regioni italiane, e’ invece il dato sull’istituzione del catasto delle aree percorse dal fuoco, realizzato e aggiornato solo dal 46% dei comuni siciliani. Ed e’ proprio il censimento delle superfici incendiate, che rappresenta il punto cruciale nella lotta agli incendi. Perche’ e’ questa stessa mappatura a vincolare e proteggere le aree percorse dal fuoco da mire criminali e speculative.In Sicilia il 75% degli incendi sono di origine dolosa con interessi della criminalita’. Dietro ai fuochi ci sono interessi loschi e affari illegali. Legambiente stima che nel biennio 2009-2010 il giro d’affari legato al rimboschimento sia stato pari a oltre sedici milioni di euro, visto che il rimboschimento di un ettaro bruciato costa 2000 euro. “Non basta – sottolinea Gianfranco Zanna, responsabile Beni culturali di Legambiente Sicilia – l’attivita’ esemplare delle forze dell´ordine e del corpo forestale ogni estate, in prima linea nelle attivita’ di spegnimento, informazione, avvistamento e controllo del territorio. La lotta a questi veri e propri delitti ambientali non puo’ prescindere dalla sensibilizzazione dei cittadini e delle comunita’, anche per rompere quel muro di omerta’ che a volte circonda gli incendiari”. E sul fronte delle illegalita’ ambientali, nell’ultimo anno, in Sicilia, il Corpo forestale dello Stato ha effettuato tre sequestri, sono stati identificati e denunciati 26 ”criminali incendiari”, arrivando all’arresto di una persona. Inoltre, nel territorio siciliano sono state accertate 786 infrazioni, di cui 188 nella provincia di Palermo, 149 nel messinese e 111 nel catanese.

22 luglio 2011

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