L'obiettivo dei sindacati

è quello di arrivare ad ottenere 2 contingenti:

Oti e 151nisti.

Obiettivo condiviso anche dai due assessori!

Ecco allora quanto manca

per la presentazione della riforma:






29 novembre 2010

SEN. PINO FIRRARELLO (PDL, ATTUALE SINDACO DI BRONTE) 3

BRONTE - (23/09/2008) - Polemica a Bronte fra gli operatori forestali dell'antincendio e il sindaco sen. Pino Firrarello. Ieri mattina in Comune una delegazione di lavoratori ha chiesto di essere ricevuta dal primo cittadino per chiedere il suo impegno a favore dell'aumento delle giornate lavorative, ma...
«Abbiamo - ha dichiarato Antonino Parlavecchio (Codires) - interpellato diversi sindaci per ottenere il loro sostegno per la stabilizzazione della categoria o quanto meno dell'aumento delle giornate lavorative da 101 a 151. Il sindaco Firrarello ha detto ai lavoratori che se fosse per lui li avrebbe mandati a casa, perché non servono a nulla. Dichiarazione grave da parte di un'istituzione importante come quella da lui rappresentata».
«Chi conosce la mia storia politica e la mia persona - replica il senatore Firrarello - sa bene che ho sempre accettato il dialogo e mi sono sempre battuto a favore dei lavoratori, come dimostra la legge 13 sulla forestazione della Regione siciliana. Non è possibile però che una delegazione di operai si presenti in Comune per minacciare e ricattare un sindaco. Gli operai mi hanno detto che se non avessero raggiunto i propri obiettivi avrebbero rovinato la Sagra del pistacchio con una colossale manifestazione di protesta. Come sindaco non posso accettare questo ricatto, ne tanto meno posso avanzare promesse che alla fine rischiano di non essere mantenute. Il servizio antincendio a mio avviso va rivisto perché nonostante l'enorme spesa sostenuta ogni anno dalla Regione siciliana, i nostri boschi vanno ugualmente in fiamme. Io per primo sono a favore del lavoro, che deve essere però produttivo». «Non accetterò - conclude - ricatti dai lavoratori e di fronte ad azioni di forza sarò costretto a rivolgermi al Prefetto, affinché si ristabilisca l'ordine pubblico»
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SEN. PINO FIRRARELLO (PDL, ATTUALE SINDACO DI BRONTE) 2

23 novembre 2010

I sindaci del versante nord ovest dell'Etna e le organizzazioni sindacali pronti a difendere l'accordo del 14 maggio 2009 fra la Regione siciliana ed i sindacati per tutelare i diritti dei lavoratori forestali. Questo l'esito dell'incontro promosso dal consigliere comunale Vincenzo Sanfilippo, cui hanno partecipato il sindaco di Bronte, Pino Firrarello, con i colleghi di Maletto, Pippo de Luca e Maniace, Salvatore Pinzone Vecchio e l'assessore di Randazzo, Nino Zingale. «Sono pronto a lottare per individuare le giuste soluzioni ai problemi - ha effettuato Firrarello - I fondi Fas nel 2013 finiscono, non solo una soluzione definitiva».  Al vertice presenti anche i presidenti dei Consiglio comunali Salvatore Gullotta di Bronte, Giuseppe Spadafora di Maletto e Rodolfo Arcodia di Maniace e numerosi consiglieri comunali. Presenti il consigliere provinciale Nunzio Parrinello e i vertici provinciali della Flai Cgil, Alfio Mannino, della Fai Cisl, Pietro Di Paola e della Uila Uil Nino Marino. 
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SEN. PINO FIRRARELLO (PDL, ATTUALE SINDACO DI BRONTE)

Sabato 11 settembre 2010.

 In sintesi.

Il Sen. Pino Firrarello analizza i due anni del Governo Lombardo 

Qual è il futuro del mondo agricolo - da tre anni abbandonato al proprio destino - considerato che il bando che raramente viene pubblicato, alla fine viene perennemente prorogato? Neanche gli operatori del turismo sono stati più fortunati, visto che a fronte del crollo dell’intero comparto non è corrisposta alcuna iniziativa a breve o a lungo termine. Perfino sul fronte delle tanto “strombazzate” riforme il giudizio è pessimo. Oggi in Sicilia di sanità si può solo morire, ed i due artefici responsabili dei cambiamenti attuati, a mio avviso, tardivamente riusciranno a capire cosa hanno combinato. Non si riesce a fare prevenzione, gli ospedali sono allo sbando, aumenta sempre di più il numero dei pazienti che rinunciano a curarsi perché già al momento delle prenotazioni si rendono conto delle lunghissime liste d’attesa e del caos che regna. La legge sulla casa, concepita innanzi tutto per la realizzazione dei parcheggi, ed adottata con un ritardo impressionante, è forse anche inconcludente, dal momento che ancora oggi non si ignora il numero dei cittadini beneficiari. La riforma dei rifiuti è confusa e disordinata, al punto tale che i funzionari regionali - chiamati a fornire spiegazioni ai comuni del Nisseno - hanno dovuto ammettere la sua totale inapplicabilità. Di contro, però, il costo delle discariche siciliane - gestite da probabili amici di chi oggi governa la Sicilia - è da capogiro: circa 108 euro per ogni tonnellata di rifiuti, ovvero il più caro d’Europa, nonché il quadruplo rispetto ai costi delle discariche delle altre regioni, dal Lazio in su.
Costi che gravano pesantemente sulle tasche dei cittadini. Non sarebbe, inoltre, sbagliato fare chiarezza sui bilanci di questi centri di smaltimento. Tra il personale della Regione è sempre più difficile individuare coloro che non sono stati costretti a piegarsi al potere, poiché chi si ribella rischia di essere punito severamente. La burocrazia regionale è totalmente allo sfascio e ne pagano le conseguenze i cittadini e le imprese. E' incomprensibile e vergognosa l’idea di compartecipare economicamente ad una holding per rilevare la compagnia di navigazione “Tirrenia”. Non è così che si possono salvaguardare i 4300 posti di lavoro. Che sia lo Stato a pensarci e non certamente la nostra Sicilia che ha già tanti problemi. Oppure si lavori affinché siano i privati, con le loro idee imprenditoriali, a salvare i lavoratori della Compagnia. La nostra Isola ha perso il marchio del Banco di Sicilia e con esso 200 milioni di euro di tasse ogni anno, fra l’indifferenza più totale. A sentire i proclami, tutti i buchi di bilancio dovrebbero essere coperti, illusoriamente, attraverso i fondi FAS.
Impossibile!! Al di la del fatto che queste somme dovrebbero essere utilizzate diversamente, è impensabile il loro impegno per la soluzione dei problemi degli operai forestali, dei lavoratori antincendio, dei precari a vario livello, per avviare i cantieri di lavoro e partecipare alla Mediterranea Holding. I fondi FAS non saranno sufficienti per tutto e, soprattutto, rappresentano una forma di sussidio prettamente transitoria. In futuro potrebbero non essere più disponibili e senza una programmazione seria si rischia una crisi che invece potrebbe essere attenuata e trasformata in un rilancio se venissero utilizzati i fondi strutturali dell’UE, finalizzati allo sviluppo delle Regioni . Già questo Governo è un campione nel mancato utilizzo di fondi e di risorse!! E' una critica che piove da più parti e che mette in luce tutte le inefficienze e le incapacità del governo Lombardo. Basterebbe citare il non impiego, al 31/12, dei 55 milioni del Fondo sociale europeo per lo sviluppo e la promozione della coesione tra i diversi stati membri. Somme che dovevano essere impiegati per svolgere una formazione qualificata e che avrebbero aiutato, non poco, ad abbattere l'alta percentuale di disoccupati e lavoratori precari. Ma a ciò si aggiungono i dati di una rilevazione (al 28/2) del P.O FESR 2007-2013, la quale ci indica che la Regione Siciliana ha speso solamente 397.715.589 milioni di euro, corrispondenti al 6,08 % della dotazione complessiva messa a disposizione. Queste cifre sono la fotografia della situazione della nostra Regione, una situazione particolarmente grave, che presenta un bassissimo livello di spesa, da attribuire a forti ritardi nell'emanazione dei bandi, nella raccolta delle domande di finanziamento, nella formazione delle graduatorie e nell'erogazione dei contributi ai beneficiari.

ON. BALDO GUCCIARDI (PD)


“Esprimo piena solidarietà ai mille operai stagionali della forestale, in lotta per il riconoscimento dei propri diritti e preoccupati per il loro futuro occupazionale”. E’ il commento del deputato questore all’Ars, onorevole Baldo Gucciardi, che si schiera dalla parte degli operai della forestale che prestano servizio nell’intera provincia di Trapani e che ieri mattina sono scesi in piazza per rivendicare i loro diritti, come gli stipendi, che non percepiscono più dallo scorso mese di Marzo e il rispetto dell’accordo, firmato dal presidente della Regione, Raffaele Lombardo, il 14 maggio del 2009, che prevedeva che gli operai lavorassero per un totale 181, 151 e 101 giornate. In tal senso, il deputato regionale ha già depositato una interpellanza, indirizzata al presidente della Regione, Raffaele Lombardo, al fine di trovare una soluzione “nel rispetto del lavoro e della dignità di questi operai”. 
18 Agosto 2010
http://marsala.it/istituzioni/dalla-regione/17357-baldo-gucciardi-pd-solidale-con-gli-operai-forestali-della-provincia.html
 






27 novembre 2010

CONVEGNO DI FORZA ITALIA


Questa la lista completa del partenariato socio-economico ed istituzionale convocato e coinvolto
attivamente nella stesura del PO FESR 2007-2013: A.G.C.I., AIDDA, Ambiente Sicilia, A.N.C.I., A.P.I., Arcidonna, ARIS, A.S.A.E.L., Associazione Regionale Allevatori della Sicilia, C.A.I., CASARTIGIANI SICILIA, C.G.I.L., C.I.A., C.I.D.A., C.I.S.A.L., C.I.S.L., CISS, C.L.A.A.I., C.N.A., CODACONS, Col diretti, Comitato GAL Sicilia, Confagricoltura Sicilia, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative Sicilia, CONFEDIR (DIRSI), Confesercenti, Confindustria
Sicilia, CONF.S.A.L., EUROMED CARREFOUR, F.A.B.I., FORUM Terzo Settore, Gruppi
Ricerca Ecologica, Italia Nostra – Onlus, Legambiente, L.I.P.U., Rangers d’Italia, U.C.I., U.D.I.,
U.G.L., U.I.L., U.N.C.I. SICILIA, U.N.E.B.A. ARIS, UN.I.COOP., Unioncamere Sicilia, U.R.P.S.,
W.W.F.


26 novembre 2010

ON. GIACOMO DI BENEDETTO (PD)

Forestali, Di Benedetto rassicura sugli stipendi

3 Dic 2009

"Prima delle festività natalizie i lavoratori forestali percepiranno le somme arretrate". Ad annunciarlo è il deputato regionale del Partito democratico Giacomo Di Benedetto. "L’impegno è stato assunto dall’assessore regionale al Bilancio, Roberto Di Mauro, al termine di un incontro – afferma l’onorevole Di Benedetto – che ho avuto, assieme ad altri parlamentari del Pd, con lo stesso esponente del governo Lombardo e con una delegazione di sindacati di categoria e di operai. L’assessore Di Mauro si è impegnato a prevedere, nell’ambito delle variazioni di bilancio e dell’esercizio provvisorio, lo stanziamento di 25 milioni di euro per onorare e rispettare il sacrosanto diritto dei lavoratori a percepire le spettanze dovute. Inoltre, affinché i mandati di pagamento avvengano prima della fine dell’anno, su nostra sollecitazione, - aggiunge Di Benedetto - Di Mauro ha assunto l’impegno di procedere, prima della seduta del 15 dicembre,  a fare le anticipazioni di cassa. Un passaggio, questo importante,  per consentire il pagamento subito dopo l’approvazione degli atti deliberativi in materia finanziaria. In caso contrario tutto sarebbe stato rinviato a gennaio. Tante famiglie siciliane potranno tirare così un sospiro di sollievo. Le attività forestali costituiscono, in questo difficile momento di congiuntura economica, una fonte significativa di reddito – precisa il parlamentare agrigentino del Pd -  oltre che contribuiscono al miglioramento dello stato ambientale del territorio della Sicilia”.
E sulla vicenda l’onorevole Di Benedetto ha presentato una interrogazione urgente, indirizzata al presidente della Regione, Raffaele Lombardo, e all’assessore regionale all’Agricoltura e foreste, Michele Cimino.
“Oltre al problema delle spettanze arretrate – osserva il parlamentare del Pd - la mia attenzione è stata rivolta alla questione legata alla disparità di trattamento tra i lavoratori 151isti dell’antincendio appartenenti all’Azienda forestale, che hanno ottenuto l’aumento delle giornate lavorative, e i 151isti dell’Ispettorato forestale che invece questo aumento non l’hanno ricevuto. E tutto questo in barba ad un verbale di accordo raggiunto tra le organizzazioni sindacali di categoria e il Governo regionale, siglato il 29 settembre scorso, - conclude l’onorevole Di Benedetto - con il quale, tra l’altro,  si stabilisce l’aumento di alcune giornate lavorative per i lavoratori dei servizi antincendio. Sarà utile capire anche come su questo versante il governo regionale vorrà muoversi".

25 novembre 2010

ON. MARCO FALCONE (PDL)

Forestali: Falcone (PdL)”Dare immediata attuazione all’accordo del maggio 2009”.

Palermo, 21 novembre 2010 – Manifesto la mia solidarietà ai lavoratori forestali per la mancata attuazione dell’accordo del maggio 2009 relativo al mancato pagamento degli arretrati contrattuali.
Nonostante, nella scorsa Finanziaria, avevo portato questo problema in Aula, purtroppo, a distanza di un anno, ancora nulla è stato fatto.
Credo sia, ormai improcrastinabile, sebbene ciò comporterà un impegno finanziario per l’Amministrazione regionale, riconoscere quanto dovuto ai lavoratori forestali siciliani onde evitare che forme di proteste possano accentuarsi e degenerare.
Martedì presenterò una Mozione, che spero venga sostenuta dall’intero Parlamento, per impegnare il Governo a dare immediata attuazione all’accordo del maggio 2009”.
Lo ha dichiarato il Parlamentare Marco Falcone.
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BERLUSCONI - LOMBARDO

09/06/2010 

Berlusconi al telefono con Lombardo: fiducia sui precari

 

Il contatto arriva in previsione dell'incontro che il governatore avrà con Tremonti sulle emergenze della Sicilia e dopo un colloquio tra il premier e Micciché



PALERMO.Il premier Silvio Berlusconi ha sentito telefonicamente il governatore Raffaele Lombardo rassicurandolo e confermandogli fiducia e stima anche in previsione dell'incontro che il presidente della Regione siciliana avrà la prossima settimana con il ministro dell'Economia Giulio Tremonti sulle emergenze della Sicilia, a cominciare dai contratti in scadenza dei 22.500 lavoratori precari degli enti locali.   
Il contatto tra Berlusconi e Lombardo è avvenuto dopo il colloquio che il premier ha avuto con il sottosegretario alla Presidenza Gianfranco Micciché e con l'assessore siciliano all'Economia Michele Cimino. Micciché e Cimino hanno informato il premier sulla difficile situazione finanziaria della Regione siciliana, alle prese con problemi di bilancio e con la vicenda dei precari di Comuni e Province.
Che presto ci sarà un incontro con Giulio Tremonti sulla situazione di bilancio della Sicilia lo assicura anche Micciché, al termine di un incontro a Palazzo Grazioli con il premier.   
"La data non è ancora stata fissata ma c'é la volontà di fissare un appuntamento con Tremonti per discutere della situazione siciliana" ha detto Micciché, accompagnato nell'incontro in Via del Plebiscito dall'assessore al Bilancio della Regione Sicilia, Michele Cimino.   
Con Berlusconi, ha riferito il sottosegretario, "abbiamo parlato della situazione in Sicilia e in particolare delle emergenze: da quella dei forestali ai fondi Fas; dai precari ad altri problemi relativi al bilancio".   
Nel corso dell'incontro, ha aggiunto Micciché, Berlusconi ha telefonato a Lombardo e ha "preso appunti" chiedendo a Lombardo "chiarimenti sulla situazione di bilancio".  "Conosco bene Berlusconi e so che quando prende appunti e si informa in questo modo, significa che vuole risolvere i problemi" ha concluso Micciché.
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SICILIA: LOMBARDO E CIMINO ILLUSTRANO RISULTATI ATTIVITA’ ANTINCENDIO

 20 ottobre 2009.

Sicilia “Proporremo al governo nazionale la rimodulazione dei fondi Fas per fronteggiare il dissesto idrogeologico della Sicilia con un grande piano di rinaturalizzazione”.
Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, illustrando stamattina il bilancio dell’attività antincendi di quest’anno. Alla conferenza stampa, convocata a Palazzo d’Orleans, erano presenti anche l’assessore all’Agricoltura e Foreste, Michele Cimino, l’assessore alla Presidenza, Gaetano Armao, il dirigente generale del dipartimento Foreste, Pietro Tolomeo, il dirigente generale dell’Azienda Foreste Demaniali, Fulvio Bellomo, e il dirigente generale della Protezione Civile, Salvatore Cocina.
“Quando abbiamo posto l’esigenza di utilizzare una parte delle risorse Fas per la salvaguardia del territorio – ha sottolineato Lombardo – ci sono piovute addosso tante critiche. C’è stato anche chi ha detto che vogliamo utilizzare il Fas per pagare gli stipendi agli operai forestali. Oggi, dopo l’alluvione che ha colpito alcuni centri del Messinese, è finalmente chiaro a tutti quanto sia importante frenare il dissesto idrogeologico. Per prevenire il rischio frane, la presenza degli alberi è fondamentale. Da qui l’esigenza di un grande piano di rinaturalizzazione dei nostri territori”.
Dall’1 giugno al 5 ottobre 2009 si sono verificati in Sicilia 8.138 incendi che hanno percorso circa 1.900 ettari, di cui circa 1.200 di area boscata non demaniale e circa 650 di area boscata demaniale. Le fiamme non hanno aggredito gli alberi, ma hanno interessato per lo più, il sottobosco (fogliame, arbusti, sterpaglie in generale).
Lombardo si è detto ampiamente soddisfatto dall’attività antincendio svolta quest’anno.
“Si tratta – ha affermato il presidente della Regione – di risultati straordinari. Basti pensare che nel 2007 gli incendi hanno colpito 10 mila ettari di boschi, nel 2008 il fuoco ha distrutto 2 mila ettari, mentre quest’anno le fiamme hanno colpito solo 300 ettari di superficie forestale”.
Il presidente della Regione ha anche annunciato che, nell’azione di prevenzione degli incendi, la Regione punterà pure sulle nanotecnologie, ovvero sull’utilizzazione di microchip che rilevano, a distanza, la presenza di fumo o di aumento, anche minimo, della temperatura.
Anche l’assessore all’Agricoltura, Michele Cimino, ha posto l’accento sull’importanza della forestazione.
“La rinaturalizzazione della Sicilia – ha detto Cimino – è un passaggio indispensabile per la tutela del territorio e per la sicurezza dei cittadini. Mi piace sottolineare quanto sia stata importante la sinergia tra i dipartimenti regionali impegnati nell’opera di prevenzione e spegnimento degli incendi.
Continua.

23 novembre 2010

ARS: APPROVATA LEGGE SUI LAVORATORI FORESTALI


 SICILIA: VIA LIBERA DA ARS A LEGGE SU FORESTALI


Palermo, 4 nov. 2008 - (Adnkronos) - L'Assemblea regionale siciliana, presieduta da Francesco Cascio, ha approvato in via definitiva, nella seduta pomeridiana, la legge sulle "disposizioni in materia di avviamento al lavoro dei lavoratori forestali impegnati nei servizi antincendio". È stato approvato anche un ordine del giorno unitario che impegna il Governo e in particolare il presidente della Regione "a sviluppare ogni iniziativa entro e non oltre il 31 dicembre 2008, al fine di garantire l'attuazione integrale dell'accordo sindacale del 30 novembre 2005, per la tutela occupazionale e la stabilizzazione dei lavoratori del settore forestale".
L'Assemblea ha quindi "incardinato" i disegni di legge che riguardano le disposizioni sulla Fondazione Federico II; le misure di contrasto alla criminalità organizzata; le norme per l'attività estrattiva nelle cave; gli interventi urgenti per far fronte all'aumento dei carburanti nel settore della pesca e per il rilancio complessivo del settore; gli interventi per la continuità del reddito minimo d'inserimento.
Il parlamentare del Pdl e sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca, ha sollecitato il Governo regionale ad erogare il contributo, quattro milioni di euro, da destinare alle aziende pubbliche che gestiscono i servizi di trasporto, sull'orlo del collasso mentre i lavoratori del settore minacciano di occupare l'area dello Stretto qualora non si dovesse dare una tempestiva soluzione ai problemi. I lavori sono stati rinviati dal presidente dell'Ars Francesco Cascio a domani alle 17.30.

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EX ASSESSORE LA VIA (PDL) 2

Forestali, giovedì tavolo politico per definizione accordo

L'assessore La Via conferma l’impegno di garantire i livelli occupazionali

PALERMO (25 luglio 2008) - Sarà un tavolo politico, già convocato per giovedì prossimo, a sancire l’accordo e quindi la soluzione, per il futuro dei lavoratori forestali che oggi hanno manifestato presso la sede dell’assessorato regionale all’Agricoltura a Palermo. Alla riunione parteciperanno il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, e gli assessori all’Agricoltura, al Bilancio e al Lavoro, Giovanni La Via, Michele Cimino e Carmelo Incardona. Le richieste dei lavoratori sono state oggetto di una lunga riunione tecnica, protrattasi per oltre sette ore, alla quale hanno partecipato tra gli altri il capo di gabinetto dell’assessore Agricoltura, Patrizia Valenti, i dirigenti generali del dipartimento Foreste e dell’azienda Foreste demaniali, e una rappresentanza di operai forestali. Anche se assente, perché impegnato a Roma in incontri istituzionali, l’assessore La Via ha seguito a distanza l’esito della riunione. «Pur condividendo le legittime rivendicazioni dei lavoratori – afferma La Via – non posso che stigmatizzare il comportamento di quanti oggi, per diverse ore, hanno paralizzato il traffico cittadino, causando gravi disagi agli automobilisti». Per quanto riguarda le rivendicazioni dei lavoratori, nel corso della riunione è stato comunicato che il recepimento della parte economica del contratto collettivo di lavoro è stato già approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore La Via, nella seduta del 22 luglio scorso. E nel contempo è stato dato mandato all’assessore regionale al Bilancio di reperire le risorse economiche necessarie, per coprire i relativi oneri, a decorrere dal primo agosto. L’erogazione degli arretrati, invece, sarà definita in sede di contratto integrativo regionale. La Via ha confermato l’impegno a garantire i livelli occupazionali previsti dalla legge 14/06, rimandando al tavolo politico l’individuazione delle relative risorse, nonché la programmazione della continuità degli interventi forestali in corso. Deciso anche l’avviamento al lavoro, con decorrenza immediata, dei secondi autobottisti da parte del dipartimento regionale delle Foreste. Altra conferma, l’impegno per redigere un disegno di legge organico di riordino del settore forestale, che possa dare piena attuazione all’accordo del 2005. Demandata al tavolo politico, la definizione delle modalità per l’applicazione di quanto previsto nella mozione approvata dall’Ars, il 2 luglio scorso, che invita, tra l’altro, il governo a predisporre un efficace programma straordinario di interventi fino al 30 novembre 2008 e, nel contempo, «a consolidare e valorizzare la professionalità e i livelli occupazionali di tutti i lavoratori, con l’adeguata copertura finanziaria da parte dell’Assemblea in sede di variazione di bilancio».

CONGRESSO CISL

MOZIONE CONCLUSIVA DEL
3° CONGRESSO TERRITORIALE
FAI – CISL PALERMO


Il 3° Congresso territoriale della FAI-CISL di Palermo svoltosi ad Isola delle Femmine il 18 Marzo 2005, udita la relazione del Segretario Generale Francesco Nuccio, l’approva unitamente agli interventi del Segretario Regionale della FAI-CISL Fabrizio Scatà, del Segretario Generale della UST-CISL di Palermo Giuseppe Lupo (oggi Deputato Regionale nonchè Segretario  del PD), del Segretario Nazionale della FAI-CISL Armando Zanotti e i contenuti emersi dal dibattito.
Il Congresso condivide l’invito del Segretario Generale affinché questa fase congressuale sia veramente una occasione vera di approfondimento dei temi di grande attualità nel nostro paese: la grave crisi economica e sociale, il Mercato del Lavoro, la riforma previdenziale e la previdenza complementare, la lotta al lavoro nero, l’esigenza di sicurezza e tutele contrattuali e previdenziali.

Il congresso
Esprime
  • Profonda solidarietà ai lavoratori della EMMEGI di Termini Imprese che attualmente vivono questo grave momento di incertezza per il loro futuro;
  • Profonda preoccupazione per la trattativa con il Governo nazionale sul tema della riforma previdenziale del settore agricolo manifestando comunque la massima fiducia ed apporto nella conduzione di tale trattativa da parte della segreteria nazionale;
e chiede
·        Un impegno forte per il superamento delle incompatibilità interne ed esterne, ormai anacronistiche, non più al passo con i tempi e soprattutto non funzionali al ruolo che il Sindacato dovrà svolgere nel prossimo futuro, in un contesto politico e sociale radicalmente modificatosi rispetto al passato;

In questo senso il Congresso impegna la nuova dirigenza a:

  • Rappresentare sempre una voce forte e non allineata rispetto agli scenari politici presenti e futuri;
  • Incidere pressantemente nei confronti della Regione Siciliana affinché si incentivano sempre di più le politiche di filiere, soprattutto nel comparto agro-alimentare, settore di grande potenzialità;
  • Rivendicare una maggiore funzionalità e sburocratizzazione della pubblica amministrazione, vero freno per lo sviluppo delle aziende;
  • Rivendicare con forza al Governo della Regione la riforma dei settori della bonifica, della Meccanizzazione agricola e della forestale per una stabilizzazione di tutti i lavoratori;
  • Rivendicare la creazione di stabili coordinamenti di azioni di vigilanza con la costituzione di strutture condivise tra gli enti preposti alla vigilanza che garantiscono il presidio del territorio in modo da garantire una vera lotta al lavoro nero, creando opportunità ed incentivi a chi invece rispetta le leggi ed i contratti;
  • Rivendicare con forza il recepimento del CCNL dei lavoratori forestali in Sicilia e l’avvio immediato delle trattative del C.I.R.L.;
  • Ricercare ogni idonea soluzione per arrivare alla stabilizzazione definitiva degli operai agricoli dell’università di Palermo;
  • Ad un ruolo forte per la riforma del modello contrattuale e del modello di rappresentanza;
  • Imprimere una forte azione nei confronti della Federazione Unitaria e delle Organizzazioni Professionali CIA, Coldiretti e confagricoltura per arrivare nel più breve tempo possibile all’approvazione del CPL degli operai agricoli.                                                                              

22 novembre 2010

ON.PANEPINTO (PD)

I lavoratori forestali della provincia di Agrigento hanno organizzato un sit-in, questa mattina, in Piazza Vittorio Emanuiele, dinanzi il palazzo della Preffettura. Una manifestazione pacifica, silenziosa, con tanto di bandiere e cartelloni, finalizzata a garantire l'applicazione delle lagge regionale sul riordino del sistema agro-forestale-ambientale in Sicilia. Al sit-in hanno partecipato anche i sindacalisti, Stefano Iacono del Fai-Cisl, Carmelo Di Franco per il Flai-Cgil e Gero Acquisto della Uila-Uil. A manifestare solidarietà ai lavoratori anche il deputato regionale dei Democratici di Sinistra, Giovanni Panepinto.
"Siamo qui - ha detto Panepinto - per sollecitare il passaggio dei lavoratori forestali da 51 giornate a 78 sia all'Azienda che dell'Ispettorato Forestale. Ed ancora per avere il passaggio da 151 giornate a tempo indeterminato degli aventi diritto dei lavoratori forestali dell'Azienda e dell'Ispettorato Forestale ed il passaggio da 101 giornate a 151 degli aventi diritto dei lavoratori forestali dell'Azienda e dell'Ispettorato Forestale".
Nel corso della mattinata una delegazione di lavoratori, i sindacalisti ed il deputato regionale, Panepinto, hanno incontrato il Prefetto, Bruno Pezzuto, che ha assicurato il massimo impegno per risolvere al più presto i problemi dei forestali.

Link. 

SEN.LUMIA (PD)



AGRICOLTURA:LUMIA,GOVERNO REGIONALE MANTENGA IMPEGNI ASSUNTI

(ANSA) - PALERMO, 15 MAR - ''Il governo regionale mantenga gli impegni  presi con le organizzazioni dei lavoratori e, almeno in questo campo, chiuda con dignita' una stagione tristissima per la Sicilia. Non si consumi l'ennesima beffa a danno dei siciliani che hanno creduto alle promesse del polo nella nostra Isola e nel Paese''. Lo ha dichiarato il deputato dei Ds, Giuseppe Lumia, stamattina ha preso parte alla manifestazione organizzata a Palermo dalle organizzazioni sindacali, per chiedere al governo regionale il varo della legge di riforma del settore, in attuazione dell'accordo sottoscritto con l'assessore all'Agricoltura e foreste il 30 novembre dell'anno scorso.(ANSA).
P05-YXS
17/03/2006
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16 novembre 2010

SILVIO BERLUSCONI



No ai fondi Fas per la spesa corrente


No ai fondi Fas per la spesa corrente. Il governo non ha ancora distribuito alle Regioni, attraverso il Cipe, le risorse dei Fas (Fondi aree sottoutilizzate), ha detto il Cavaliere, perché «non vogliamo che questi fondi vadano dalle infrastrutture alle spese correnti, in particolare la Sicilia che ha un esercito di forestali». Berlusconi ha detto che aspetta dalle regioni un Piano per l'uso dei fondi infrastrutturali e un Piano complementare. «Ogni Regione ha diritto ad avere questi fondi» ma, spiega che il Cipe non ha ancora potuto provvedere per i dubbi sulle destinazioni delle risorse. E rivela di aver fatto bloccare una sedute del Comitato interministeriale già convocata per venerdì scorso perché, nonostante una sessione notturna di lavoro, le incertezze non erano state ancora fugate. «Non siamo - chiarisce - riusciti a convincerci che» quelle delle Regioni «fossero indicazioni giuste, che non fossero spese correnti invece che spese per infrastrutture». La prossima riunione del Cipe dovrebbe comunque, conclude, portare alla definizione degli stanziamenti.


28 Maggio 2009
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2009/05/berlusconi-confesercenti.shtml?uuid=cc2a3ede-4b7a-11de-8cae-568b4a1407d9&DocRulesView=Libero









 

CAMERA DEI DEPUTATI 2

ATTI DI INDIRIZZO

Risoluzioni in Commissione:
La XI e XIII Commissione,
premesso che:
le risorse forestali considerate finora di scarso interesse in Italia, costituiscono un prezioso volano per l'occupazione e per il reddito, nonché un necessario presupposto della tutela ambientale;
la regione Sicilia, pur essendo una delle regioni italiane con maggiore dimensione territoriale, è penultima in Italia per percentuale di superficie boschiva, possedendo meno di un terzo della media nazionale della superficie boschiva che è del 32 per cento;
al fine di potenziare e tutelare definitivamente il patrimonio ambientale che è una delle risorse più importanti per lo sviluppo socio-economico della Sicilia, il cui settore è strettamente collegato, insieme a quello dei beni culturali, al turismo, è necessario emanare tutti gli strumenti normativi ed attivare iniziative progettuali che possano permettere di superare lo stato di precarietà dei lavoratori del settore e quindi la piena attuazione dei piani antincendio e di programma organico di intervento del patrimonio naturale della Regione;
gli incendi, che si verificano con cadenza stagionale in Sicilia originano danni rilevanti e giustificano gli sforzi e gli impegni finanziari che ai diversi livelli istituzionali vengono sostenuti per garantire la prevenzione, la repressione e il rimboschimento;
in Sicilia il lavoro forestale ha rappresentato e rappresenta tuttora un potente ammortizzatore sociale, assicurando l'impiego stagionale a più di 20.000 operai forestali;
è fuori ogni dubbio che le attuali logiche occupazionali di tipo assistenziale nel settore forestale sono ormai di pregiudizio al perseguimento delle finalità proprie dell'Azienda Forestale e Ispettorato Forestale della Regione, individuabili nell'ampliamento della superficie boscata, nella difesa antincendio del patrimonio vegetativo, nella prevenzione del rischio idrogeologico, attraverso la realizzazione di interventi di difesa del suolo nella valorizzazione e nella ricostituzione del patrimonio naturalistico;
visti i decreti del Presidente del Consiglio di ministri del 28 gennaio 2004, pubblicati in Gazzetta Ufficiale del 7 luglio 2004, n. 157, con i quali sono approvati rispettivamente le integrazioni e le modifiche al programma integrativo di interventi urgenti della Regione Siciliana e il programma integrativo di interventi urgenti e di misure di prevenzione per le aree a rischio della Regione Siciliana per gli anni 1999 e 2000;
considerato lo stato di assoluto precariato dei «forestali» con un costo finanziario non indifferente di circa 500 miliardi di vecchie lire, per l'intera stagione lavorativa;
per una miglior razionalizzazione delle risorse finanziarie è necessario portare a tempo indeterminato i lavoratori in questione affinché le opere di piantumazione, trasformazione e manutenzione possano essere garantite nel corso di tutto l'anno;
visti gli ordini del giorno di numerosi Comuni siciliani a favore della stabilizzazione dei forestali;
la situazione dei lavoratori in questione, ove non tempestivamente affrontata dalle autorità competenti, rischia di dare origine a rilevanti problemi di ordine pubblico,

impegna il Governo:
a costituire una «task-force» coordinata dal Ministero delle politiche agricole e forestali e alla quale partecipino il Ministero

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del lavoro e delle politiche sociali, il Ministero dell'ambiente, il Ministero dell'interno e la Regione Siciliana per:
1. monitorare il numero dei forestali appartenenti alle varie fasce;
2. stimare i costi delle retribuzioni a favore dei lavoratori e l'indennità di disoccupazione di cui essi godono;
3. verificare e quantificare il numero dei forestali disponibili alla stabilizzazione;
4. predisporre un programma finalizzato alla prevenzione, allo spegnimento degli incendi, alla ricostituzione nonché all'allargamento della superficie boschiva della Sicilia;
5. eventuale elaborazione di progetti per la protezione civile a seguito del verificarsi di innumerevoli frane su tutto il territorio siciliano in conseguenza di dissesti idrogeologici e quindi l'utilizzo dei forestali in tali progetti;
6. promuovere altre iniziative finalizzate alla stabilizzazione dei forestali e alla salvaguardia del patrimonio forestale.
(7-00578)
«Misuraca, La Grua, Marinello, Carrara, Stagno D'Alcontres, Lo Presti, Catanoso, Germanà, Mormino, Amato».

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CAMERA DEI DEPUTATI

CAMERA DEI DEPUTATI - XIV LEGISLATURA
Resoconto delle Commissioni riunite
XI (Lavoro) e XIII (Agricoltura) 

RISOLUZIONI

Mercoledì 9 marzo 2005. - Presidenza del presidente della XIII Commissione della Camera dei deputati Giacomo de GHISLANZONI CARDOLI. - Intervengono il sottosegretario di Stato per le politiche agricole e forestali Paolo Scarpa Bonazza Buora.
La seduta comincia alle 14.05.
7-00578 Misuraca: per la costituzione di una «task-force» volta ad affrontare la questione del lavoro forestale in Sicilia.
(Discussione ed approvazione).

Filippo MISURACA (FI) illustra la risoluzione in discussione, volta ad affrontare e a risolvere l'annoso problema dei forestali siciliani. Ricorda infatti che in Sicilia vi è una azienda regionale che utilizza tre fasce di lavoratori, individuate a seconda del numero delle giornate lavorative effettuate ogni anno (51, 101 o 151); per le restanti giornate tali lavoratori godono dell'indennità di disoccupazione. Ricordato che non si conosce con esattezza neppure il numero di questi operatori forestali - la sua risoluzione parla di 20.000, ma in realtà il loro numero effettivo sembra avvicinarsi di più ai 30.000 - per un costo complessivo pari a circa 500 miliardi delle vecchie lire, erogato a fronte di personale utilizzato per un tempo limitato. Fa presente che proprio in questi giorni hanno avuto luogo alcune manifestazioni dirette ad ottenere la stabilizzazione di tali lavoratori, secondo quel che è già accaduto per gli operai forestali calabresi, anche sulla spinta di una risoluzione approvata dalla XIII Commissione.
Evidenzia poi le ragioni che fanno sì che il problema in esame assuma una rilevanza nazionale, tra le quali la competenza del Ministero del lavoro sull'indennità di disoccupazione, il rischio di problemi sociali sul territorio e infine la competenza del Ministero dell'ambiente per la predisposizione di un piano diretto al rimboschimento della regione Sicilia.
Sottolinea poi che, davanti un quadro siffatto, la sua risoluzione non chiede direttamente la stabilizzazione degli operai forestali siciliani, ma unicamente la costituzione di una «task-force» incaricata di svolgere una serie di delicate funzioni, tra le quali quella di monitorare il numero dei forestali, di stimare i loro costi e di verificare quanti forestali siano effettivamente disponibili alla stabilizzazione. A




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quest'ultimo riguardo precisa infatti che, poiché molti di tali lavoratori svolgono un doppio lavoro, è presumibile che una quota rilevante di essi non accetti la prospettiva di una stabilizzazione. Tra i compiti della «task-force» vi è inoltre quello di predisporre, ovviamente di intesa con la Regione siciliana, progetti per la protezione civile e altre iniziative per la salvaguardia del patrimonio boschivo nei quali avvalersi degli operai forestali.
Claudio FRANCI (Misto-Com.it) dichiara di aver letto con interesse la risoluzione in discussione e ricorda che il lavoro nel settore forestale ha consentito, in passato, di assicurare una risposta positiva a rilevanti problemi sociali esistenti in diverse aree del Paese; con il passare del tempo, però, tali interventi si sono trasformati in fenomeni assistenziali, originando perciò effetti negativi sulle diverse realtà territoriali. Si tratta quindi di un problema che non può essere risolto facilmente, specie in tempi brevi. A suo avviso, la risoluzione in discussione andrebbe integrata allo scopo di introdurvi alcuni elementi ulteriori: in primo luogo, alla «task-force» andrebbe affidato altresì il compito di determinare il numero ottimale dei forestali effettivamente necessari nella Regione Sicilia; in secondo luogo, si dovrebbe affidare al Governo e alla Regione siciliana il compito di promuovere attività volte alla riconversione produttiva del personale eccedente rispetto a questo numero; in terzo ed ultimo luogo, andrebbero previste forme indirette di utilizzo degli operai forestali, per esempio attraverso impiego di cooperative.
Antonino LO PRESTI (AN), intervenendo sull'ordine dei lavori, riterrebbe opportuno ascoltare, prima dell'intervento di altri colleghi, il parere del Governo sulla risoluzione in esame.
Giacomo de GHISLANZONI CARDOLI, presidente, precisa che è in corso di svolgimento la discussione generale sulla risoluzione: il sottosegretario potrà intervenire subito se i deputati che hanno già chiesto la parola in questa sede vi rinuncino.
Benito SAVO (FI) preferisce intervenire subito, prima delle dichiarazioni del rappresentante del Governo, in quanto, nella sua qualità di deputato, si ritiene un sensore del territorio rispetto alla problematica in esame. Condiviso il testo della risoluzione in esame, evidenzia come la questione in essa affrontata riguardi non solo la Sicilia, ma l'intero territorio nazionale. Sottolinea infatti come il superamento della precarietà dei lavoratori forestali rappresenterebbe un valido strumento per la prevenzione degli incendi e l'emersione di fenomeni di lavoro nero. Sottolineata in particolare l'esigenza di lavoratori forestali nelle regioni del centro-Italia, come Abruzzo, Molise e Lazio, avanza la proposta di rendere obbligatorio, nel caso di svolgimento di lavori pubblici sul territorio, il rimboschimento al fine di contrastare il depauperamento del patrimonio boschivo e favorire la difesa idrogeologica.
Giacomo de GHISLANZONI CARDOLI, presidente, fa presente che la risoluzione in discussione concerne unicamente la questione dei forestali in Sicilia, che appare ora di estrema gravità. Nulla impedisce al deputato Savo di presentare un'altra iniziativa che faccia invece riferimento alla situazione nazionale o a quella di altre regioni.
Il sottosegretario Paolo SCARPA BONAZZA BUORA osserva che il Ministero delle politiche agricole e forestali non può non condividere l'impostazione e la filosofia di fondo della risoluzione in esame, tendenti a far risaltare il ruolo e l'importanza del settore forestale non solo dal punto di vista ambientale, secondo l'oramai consolidato approccio multifunzionale (conservazione della biodiversità, difesa idrogeologica dei versanti, produzione di ossigeno, depurazione delle acque, mitigazione dell'effetto serra, mantenimento delle proprietà estetiche del paesaggio), ma anche sotto il profilo sociale ed economico



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(valorizzazione delle produzioni legnose e non, fruizione ricreativa e culturale).
Il patrimonio forestale siciliano, secondo i primi dati provvisori dell'Inventario nazionale delle foreste e del carbonio, realizzato dal Ministero delle politiche agricole e forestali - Corpo forestale dello Stato - in collaborazione con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio per rispondere anche agli impegni relativi all'attuazione del protocollo di Kyoto, ammonta a circa 366.000 ettari, pari ad oltre il 14 per cento della superficie territoriale della Sicilia.
Pur essendo ben al di sotto della media nazionale, tale dato denota un significativo incremento della superficie forestale della Sicilia (circa 100.000 ettari in più rispetto ai dati del 1o Inventario forestale nazionale del 1985), determinatosi anche grazie ad una maggiore efficacia dell'intervento regionale sia in termini di azioni di rimboschimento e ricostituzione boschiva, sia in termini di tutela e miglioramento del patrimonio esistente, con i conseguenti vantaggi in termini ambientali e socio-economici.
Per quanto riguarda la programmazione e l'attuazione della politica forestale sul territorio, la competenza è delle regioni già a partire dagli anni '70.
Tale competenza si è ulteriormente rafforzata con il decreto legislativo 4 giugno 1997, n. 143 e quindi con la legge costituzionale 18 Ottobre 2001, n. 3.
Gli incendi boschivi costituiscono una grave minaccia per il patrimonio forestale e ambientale nazionale ed in Sicilia assumono una particolare rilevanza per motivi di carattere climatico, vegetativo e sociale.
I comportamenti irresponsabili, la negligenza, l'imprudenza e la superficialità che spesso caratterizzano l'interazione delle attività umane con il territorio, esauriscono solo parzialmente l'attribuzione delle cause di incendio poiché l'incremento del numero dei fuochi è direttamente correlato all'eccezionale aumento della dolosità, come documentato anche dall'indagine conoscitiva sugli incendi boschivi, effettuata alla fine dell'anno 2001 dal Corpo forestale dello Stato su incarico del Governo e dai dati dell'assessorato agricoltura e foreste della regione siciliana - Ufficio speciale servizio antincendi boschivi (in attuazione della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10).
La ridefinizione dei compiti e dei rapporti istituzionali in tale delicato settore è stata operata con la legge 21 novembre 2000, n. 353 (legge quadro sugli incendi boschivi), che rappresenta un modello di collaborazione per un federalismo possibile ed efficiente.
Cardine della legge quadro è il rapporto tra il Governo, attraverso il Ministro delegato per il coordinamento della protezione civile e quindi gli organi tecnici di cui esso si avvale (Dipartimento per la protezione civile, Corpo forestale dello Stato e Vigili del fuoco), a cui spetta la definizione delle linee guida per la programmazione e le Regioni, responsabili dirette della pianificazione territoriale e della gestione di tutte le risorse disponibili e che sfruttano le sinergie con gli organi statali mediante specifici accordi.
In conclusione, alla luce delle ragioni anzidette, esprime il parere favorevole del Governo sulla risoluzione in discussione.

Antonino LO PRESTI (AN) apprezzati l'illustrazione da parte del primo firmatario Misuraca della risoluzione, da egli stesso sottoscritta, nonché il parere favorevole espresso dal Governo, esprime la propria soddisfazione per l'intenzione di avviare a soluzione un problema grave ereditato dal passato. Dichiara pertanto il voto favorevole del suo gruppo sulla risoluzione in esame.
Filippo MISURACA (FI) ribadisce che la sua non è in alcun modo una risoluzione di tipo clientelare, essendo anzi diretta ad avviare una moralizzazione del settore. L'unico impegno che il Governo si assume con essa è quello a costituire un gruppo di lavoro per risolvere la questione.
Giuseppe ROSSIELLO (DS-U) rileva che la risoluzione in discussione contiene una provocazione a suo avviso positiva.



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Sottolinea l'importanza delle risorse forestali, che hanno il pregio di unire il bello all'utile, in quanto contribuiscono alla tenuta idrogeologica del territorio, all'ossigenazione del pianeta e al mantenimento della biodiversità. Concorda nel qualificare come problema nazionale quello dei lavoratori forestali stagionali. Evidenzia poi il grave danno anche economico che deriva dagli incendi e ricorda che il controllo e la direzione di questi processi non può che aspettare alle regioni; tuttavia esistono alcune importanti interazioni con le politiche sociali determinate a livello nazionale. In definitiva, poiché la risoluzione in discussione va nella giusta direzione, dichiara il suo voto favorevole su di essa, nel presupposto che essa possa costituire l'occasione per l'avvio di una discussione di carattere più generale.
Benito SAVO (FI) dichiara il suo voto favorevole sulla risoluzione in discussione, ritenendo che analoghe iniziative debbano essere assunte anche per altre regioni.
Le Commissioni approvano la risoluzione Misuraca n. 7-00578.
La seduta termina alle 14.40.
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ON. RITA BORSELLINO (PD)

SICILIA: BORSELLINO, SUI FORESTALI CUFFARO PROPONE COMPROMESSO A RIBASSO

Palermo, 17 mar. - (Adnkronos) - “L’accordo siglato il 30 novembre prevedeva la copertura finanziaria per la stabilizzazione dei forestali in tre anni. Quello che oggi il presidente della Regione propone è un compromesso al ribasso che non tiene fede agli impegni assunti dal suo assessore per nome e per conto del governo”. Lo dice la candidata dell’Unione Rita Borsellino, commentando la trattativa.
“E’ una pratica inaccettabile che lascia ancor una volta i lavoratori in balia di scelte politiche e li sottopone a un ricatto continuo. Quando parlo di discontinuità per il mio governo – continua la candidata - penso anche a questo: gli accordi sindacali vanno assunti seriamente e seriamente rispettati. Questa sarà la nostra pratica di governo”.
 17 Marzo 206
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MOZIONE N. 56 - APPROVAZIONE URGENTE DI UN TESTO DI RIORDINO DEL SETTORE FORESTALE. SI PROCEDA AD INDIVIDUARE URGENTEMENTE UN PERCORSO DI STABILIZZAZIONE DI TUTTI I LAVORATORI DEL SETTORE

XV Legislatura ARS

MOZIONE

N. 56 - Approvazione urgente di un testo di riordino del settore forestale.


L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA 

PREMESSO che: 
la legge regionale 14 aprile 2006, n.14, ha innovato la disciplina delle misure  riguardanti il lavoro nel settore forestale mediante l'integrazionee la modifica della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16; tali modifiche rappresentano un adeguamento al mutato quadro di riferimento in termini di risorse umane ed economiche a disposizione dell'Amministrazione regionale in tema di personale utilizzato per la gestione del patrimonio silvo-pastorale ed ambientale della Regione; l'esatta dimensione numerica del personale a disposizione dell'Azienda regionale foreste demaniali e dell'ufficio speciale servizio antincendi boschivi per le attività previste dalla normativa di riferimento è stata ottenuta grazie all'applicazione dell'articolo 43 della legge regionale 14 aprile 2006, n.14, che ha modificato la legge regionale 6 aprile 1996, n. 16, dando vita all'elenco speciale dei lavoratori del settore forestale; il legislatore con l'articolato normativo  delle due leggi citate non ha rispettato l'impegno sottoscritto con l'accordo del 30 novembre 2005 trale organizzazioni sindacali dei lavoratori e il Governo della Regione, rimandando la disciplina di alcune parti dell'accordo ad ulteriori leggi; tale accordo individua una serie di misure per il comparto agro forestale ambientale che hanno come fine: 
a) la promozione e la valorizzazione dellerisorse del comparto;
b) la tutela del territorio rurale e montano edelle condizioni socio-economiche delle popolazionidi montagna e delle zone svantaggiate;
c) l'incremento qualitativo e quantitativo dellasuperficie boscata, della selvicoltura e delleattività connesse;
d) la  prevenzione delle cause di dissestoidrogeologico;
e) la lotta alla desertificazione;
f) la tutela degli ambienti naturali, delpaesaggio e degli ecosistemi;
g) la ricostituzione e il miglioramento dellacopertura vegetale dei terreni marginali; 
h) l'utilizzo sociale dei boschi anche ai finiricreativi e didattici; 
i) la difesa dagli incendi del patrimonioforestale regionale, dei terreni agricoli, delpaesaggio e degli ambienti naturali;
l) il contribuire al raggiungimento degliobiettivi assegnati all'Italia nell'ambito degli accordi di Kyoto,

IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

a porre in essere ogni iniziativa perchè si arrivi con urgenza all'approvazione di un testo diriordino, più volte annunciato  dall'Assessore al ramo, che onori gli impegni assunti dal Governo con l'accordo del 30 novembre e si proceda ad individuare urgentemente un percorso distabilizzazione di tutti i lavoratori del settore.

02 Ottobre 2008
LUPO-GUCCIARDI-PANEPINTO-MARZIANO

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Con nota 7540 del 7 ottobre 2008, il Presidente dellaRegione  ha  delegato l'Assessore per l'agricoltura  asostenere in seno all'Aula la discussione della mozione

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PARTITO DEMOCRATICO


"LA SICILIA ABBANDONATA DA BERLUSCONI"

"La Sicilia abbandonata da Berlusconi"
Il Pd: "Lombardo formalizzi la crisi"


di Ermes Dovico
Il Pd non esclude la possibilità di un’apertura al governo Lombardo nel caso la maggioranza venuta fuori dalle urne non dovesse riuscire a ricompattarsi, ma prima si deve verificare una condizione: “Il presidente della Regione deve prendere atto che in Sicilia è fallito il centrodestra e indicare una soluzione per uscire dalla crisi”. Parola di Antonello Cracolici, intervenuto a una conferenza stampa a Palazzo dei Normanni per discutere della paralisi del parlamento regionale. “Il Pd è uno e chi vuole deve discutere con il partito intero, non con i singoli”, ha aggiunto Cracolici, rispondendo a un giornalista che gli faceva notare come esponenti del suo partito si fossero detti possibilisti in merito a un appoggio al governo regionale, per approvare i provvedimenti economici necessari alla Sicilia. Secondo il capogruppo del Pd all’Ars, il governo regionale deve innanzitutto “formalizzare la crisi, che finora è stata raccontata dai giornalisti, ma non è stata mai dichiarata nell’unica sede istituzionalmente preposta, ossia il parlamento siciliano. Questo è uno scontro di Palazzo che ha un effetto micidiale sui problemi dei siciliani e penso agli operatori della formazione professionale, ai precari, ai forestali, tutte categorie che aspettano l’approvazione di determinate norme per non rimanere in mezzo alla strada”.
All’incontro con i giornalisti era presente anche il segretario regionale del Pd, Giuseppe Lupo, che ha mostrato armonia d’intenti con Cracolici. “Noi siamo il partito d’opposizione e non commentiamo scenari di fantapolitica, del se, del ma o del dopo. Intanto pretendiamo da Lombardo che mercoledì venga in aula per dire come si è conclusa la verifica della maggioranza, perché il quadro politico non è chiaro. Ieri sera il presidente ha detto che vuole rivedere il programma, mentre il suo principale alleato Micciché afferma che il programma non si tocca”. Lupo ritiene evidente il fallimento del progetto del leader dell’Mpa, che a suo dire è stato abbandonato anche dagli alleati a livello nazionale: “E’ chiaro che Berlusconi ha mollato la Sicilia e pure il presidente della Regione. Quando si è aperta la crisi, Lombardo ha infatti invocato un intervento del premier, ma da allora sono passate settimane e Berlusconi non è mai intervenuto”. Il segretario del Pd ha anche annunciato che il 5 dicembre a Enna si terrà una manifestazione con i sindaci, in cui verranno affrontate quattro questioni principali: l’emergenza rifiuti, la privatizzazione delle reti idriche, il patto di stabilità e la crisi economica, in particolare nel settore agricolo.

26 Novembre 2009
http://livesicilia.it/2009/11/26/il-pd-lombardo-formalizzi-la-crisi_32982/










ON.ODDO (VICE PRESIDENTE ARS PD)2

 CAMPAGNA ELETTORALE

Care cittadine, cari cittadini, il 13 e 14 aprile 2008 tutti saremo chiamati ad esprimere il nostro voto, (per responsabilità di Cuffaro e "amici", a distanza di soli 19 mesi dalle ultime
elezioni regionali!) tornando alle urne per eleggere i Deputati all’Assemblea Regionale
Siciliana ed il Presidente della Regione. Un voto determinante per una svolta più che mai necessaria per la crescita, il rilancio economico, sociale e culturale della nostra meravigliosa terra, mortificata e umiliata da un centrodestra incapace di governare.La Sicilia ha bisogno di un Governo che non abbia niente a che vedere con le logiche clientelari e mafiose, che miri allo sviluppo reale del territorio e garantisca l’affermazione di uomini e donne per i loro meriti. Cambiare si deve e si può, scegliendo per la guida della Regione ANNA FINOCCHIARO,una siciliana che, sempre, ha interpretato la buona politica, quella vera, che sa impegnarsi nell’interesse dei cittadini. Bisogna scrivere una nuova storia di questa nostra Terra: per assicurare ai giovani la certezza di un lavoro nella propria terra, senza dover emigrare per costruirsi un futuro; per chiudere la triste esperienza del precariato, mortificante per migliaia di lavoratori e per le loro famiglie; per garantire a chi vuole "fare impresa" la possibilità di farlo serenamente, senza gli ostacoli di una burocrazia lenta e spesso ostile, di una politica incapace, di una mafia che toglie il respiro... per "curare" la sanità malata affinché la salute sia un diritto e non un privilegio, per mettere fine agli sprechi, agli incarichi affidati agli amici dei potenti, alle morti per "malasanità", ai viaggi della speranza! Come parlamentare di opposizione, nel brevissimo periodo della legislatura appena conclusa (per i motivi che conosciamo e che non dobbiamo dimenticare!) mi sono impegnato per il cambiamento di cui la Sicilia ha bisogno.Ho condotto battaglie a sostegno di tutto il territorio, degli interessi reali dei giovani,degli artigiani, degli agricoltori, degli imprenditori, degli operatori della pesca e del marmo, dei forestali, della formazione professionale, di tutti i cittadini siciliani. E, nonostante il governo Cuffaro abbia spesso deliberatamente ignorato le esigenze primarie di migliaia di famiglie, abbiamo fatto, insieme al gruppo parlamentare del Partito Democratico, proposte concrete affinché fossero utilizzati i fondi già stanziati dall’Unione Europea per il completamento delle reti idriche e fognarie del territorio provinciale e regionale; ci siamo impegnati affinchè fossero erogati agli agricoltori siciliani i 50 milioni di euro concessi dal governo nazionale; abbiamo lottato per valorizzare e recuperare l’enorme patrimonio monumentale e ambientale, per assicurare un lavoro stabile e produttivo ai lavoratori forestali per la salvaguardia del nostro territorio montano e boschivo. Per noi, tuttora, assolute priorità. 

Personalmente e con un impegno che non ha visto tregua, lottando contro il disinteresse e la faziosità del governo Cuffaro, sono riuscito ad ottenere l’erogazione dei contributi in conto capitale e di quelli per gli apprendisti artigiani attesi da circa dieci anni e la stabilizzazione per molti lavoratori precari che assicurano il funzionamento di servizi essenziali negli Enti Locali.
Per tutto ciò, mi sento di chiedere, nuovamente, il Vostro sostegno e consenso, affinché, come rappresentante di maggioranza, in un governo nuovo, possa continuare il lavoro che fino ad oggi ho svolto nell’interesse del nostro territorio e di tutti i Siciliani. Per dare voce alla nostra Terra, Vi invito a fare la Vostra parte, contattando e coinvolgendo quante più persone possibili per far vincere ANNA FINOCCHIARO e con lei una Sicilia "viva" e pulita. Vi invito, inoltre, a votare per il PARTITO DEMOCRATICO anche per il rinnovo della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, nelle contestuali elezioni Nazionali, per dare ulteriore forza al nostro progetto di cambiamento. E infine, con umiltà e cortesia, Vi chiedo di votarmi per l’Assemblea Regionale Siciliana, segnando con una croce il simbolo del PARTITO DEMOCRATICO e scrivendo a fianco: Oddo.

Grazie a tutti Voi
Camillo Oddo
Assemblea Regionale Siciliana • Gruppo Parlamentare Partito Democratico
On. Camillo Oddo Vice Presidente II Commissione Bilancio e Programmazione
info@camillooddo.it • www.camillooddo.it
Vorrei conoscere le Vostre opinioni collegatevi al mio blog
www.camillooddo.ilcannocchiale.it
On. Camillo Oddo

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ON.ODDO (VICE PRESIDENTE ARS PD)

Assemblea Regionale Siciliana 
XV LEGISLATURA 34a SEDUTA 28 Ottobre 2008



ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, la prima cosa che vorrei fare osservare è che è singolare che il Governo annunci - a parte il fatto che la decisione credo che la Presidenza l’abbia assunta al di fuori delle esigenze del Governo per quanto concerne la presentazione degli emendamenti, almeno lo spero, dopo che questo testo è entrato e uscito dalle commissioni più volte che vuole ancora, comunque, emendarlo cercando di ottimizzare la norma. E’ singolare, perché in Commissione non abbiamo sentito il Governo. Non mi pare che abbia espresso intenzioni specifiche per quanto concerne l’ottimizzazione della norma, oggetto della discussione. E questa è la prima osservazione che intendevo fare. La seconda è quella che ‘l’elefante, come si suol dire, ha partorito il topolino’. I colleghi sicuramente sapranno, onorevole assessore, la guardo evidentemente in mezzo ai colleghi, però la vedo più o meno attento e me ne compiaccio e per questo la debbo ringraziare perché non è semplice e non è facile, soprattutto in determinati momenti in quest’Aula, perché ha partorito il topolino? Perché avete fatto una campagna elettorale, appena quattro mesi fa - sembrano quarant’anni ma sono trascorsi appena centoventi giorni, dicendo in giro, rispetto anche alla allocazione dei lavoratori soprattutto dell’anti-incendio – anzi debbo dire dell’anti-incendio – che avreste fatto la auspicata operazione di aumentare le giornate dell’anti-incendio boschivo a centocinquantuno.
Mi risulta, quindi, non vado evidentemente a orientamento senza alcun punto di riferimento e senza alcuna prova che sono pronto anche, onorevole assessore, a esibire qualora ve ne fosse la necessità di farlo, che avete fatto, fino all’ultimo giorno della trattazione in commissione, la cosiddetta ‘tattica del gambero’, un passo avanti e due indietro. Un passo avanti, nel dire «è un servizio essenziale, non possiamo solo parlare dell’importanza dei nostri boschi spessissimo minacciati e distrutti da numerosi incendi, quel servizio dobbiamo fare in modo che diventi un servizio vero, essenziale di questa regione» e dunque noi sosteniamo come Governo – se vuole le prove gliele porto, assessore - la necessità di implementare e allineare, per quanto concerne anche gli interventi relativi alla legge 14, che è inutile che richiamo, per questione di brevità, che una parte di questi lavoratori che sono a 151 giornate così come stabilito nella legge 14, di portare tutti a 151 giornate lavorative. Quando si è trattato di affrontare l’argomento, nemmeno da questo punto di vista siete riusciti a fare un’operazione come quella di esitare il testo dalla quarta commissione con la norma che riguarda le 151 giornate in modo tale che poi la commissione Bilancio avrebbe potuto dire se dava o meno la copertura finanziaria all’operazione.
Vedete, purtroppo debbo pensare male. Voi avrete pensato che mantenendola e facendola diventare una norma che sistema un po’ la famosa questione del come sono state fatte le graduatorie, la formazione delle graduatorie, con tutto quello che è accaduto per i lavoratori dei cantieri, senza problemi, per i lavoratori dell’antincendio, quello che sappiamo bene con le varie interpretazioni e con i vari pareri espressi dagli Uffici della Regione siciliana, fino a creare quella situazione antipaticissima di predisporre le graduatorie tenendo presenti elenchi anagrafici, tenendo presente quanto realmente ha alterato quelle graduatorie, senza avercela con i lavoratori che si sono trovati - per carità! - primi in graduatoria rispetto a quelli che avevano vent’anni, venticinque anni, quindici anni, diciotto anni di servizio. Non ce l’ho con costoro! Grande rispetto! Ma fino a creare una situazione anomala e paradossale per quanto attiene il rispetto di quella che era l’anzianità di servizio e di quelle che sono anche, perché no, esperienze che servono, per quanto riguarda il servizio antincendio.Quello che mi preme di più, onorevole Assessore e onorevole Presidente, è far notare il modello, mi permetto di scomodare anche la parte culturale di questo modello - mettiamolo anche tra virgolette - del “dire”, del “promettere” in periodi di voto per poi dimenticare, nei momenti opportuni, gli impegni e le promesse che questa classe dirigente, che questa maggioranza, che questo Governo, ha preso durante l’ultima campagna elettorale.
Anche da questo punto di vista c’è da ‘far cadere le braccia’ perché non è causa di preoccupazioni finanziarie che non siete andati avanti; caro assessore, lei sa bene, capisco che il conteggio di cui io mi sono dotato sarà anche non del tutto rispondente a quelli che sono i conteggi che farà o che farà fare o che ha già fatto fare ai suoi uffici, che non è un problema di ordine finanziario, sa bene che inizialmente l’avere indicato che per la copertura c’erano di bisogno 30 milioni di euro era sostanzialmente una cifra uscita fuori da calcoli errati. Lei sa bene che con più o meno 5 milioni di euro lei riesce a fare l’operazione, perché ne ha 10.920 mila che evidentemente non utilizzerà e non sta utilizzando, dato che, nel 2008, circa 200 lavoratori sono stati cancellati e non si sono presentati al lavoro, quindi quelle somme ce le ha a disposizione - sa bene quanto costa l’operazione -, quindi 10.920 mila più il calcolo che sicuramente lei farà fare ai suoi uffici, e che io mi sono fatto fare, con un grado di errore, una percentuale, mi permetta di dire, assolutamente accettabile, potremmo dire 100 mila euro in più, 100 mila euro in meno, e i 10.920 mila più un milione e mezzo che viene fuori dai progetti Por - un progetto Por su Trapani sa bene che non è stato sostanzialmente attuato e quindi quelle somme le ha già recuperate o comunque non sono somme che ha impegnato - e sommando la cifra ciò le permette di realizzare l’operazione delle 151 giornate e, peraltro, mi permetto di ricordarle che in tal modo, finalmente, ogni tanto potreste anche guardarvi allo specchio e dire se riuscite, anche sotto il profilo della correttezza politica di fare quello che spesso dite, come ho richiamato poco fa, e avreste rispettato anche il volere di questo Parlamento che ha votato il 30 di novembre dell’anno scorso, se non erro, assessore lei era presente in Aula, e a un mio emendamento, rispetto a quell’ordine del giorno, intervenne dicendo di modificarlo perché, chiaramente, in quel modo si sarebbe aperto a tutti.
Quell’ordine del giorno consentiva di operare nei confronti dei servizi antincendio con una scelta netta e sosteneva di considerarlo un servizio essenziale e, quindi, proponeva di aumentare le giornate dei lavoratori a 151 giorni.

Non c’è stata la possibilità di discutere in seconda commissione, non c’è stata la possibilità
di confrontarci, rispetto anche ad un altro argomento, molto delicato, che è quello che i
lavoratori dei cantieri potevano sollevare.
Perché questa scelta solo per il SAD? Perfetto, noi annunciamo questa sera, onorevole
assessore, onorevole presidente, la presentazione, in queste ore, del disegno di legge del
Partito Democratico che riprende la questione del famoso accordo del novembre del 2005 che poi si fermò con un incremento modesto che lei sicuramente ricorderà, io lo definisco quello del 15 per cento, per intenderci. Poi altri lo definiscono in altro modo, ma quello dell’incremento famoso del 15 per cento. Riprendendo l’accordo del dicembre del 2005, quando le parti sindacali del Governo allora in carica, firmarono e la giunta, subito dopo,approvò un disegno di legge che si ispirava a quell’accordo raggiunto.
Poi tutto fu cambiato, ma in giunta, allora, avevate approvato lo ricordo bene, era assessore all’agricoltura l’assessore Leontini . Subito dopo, lei sostituì l’assessore Leontini, che è in Aula e si ricorderà sicuramente che siete andati in giunta, avete approvato il disegno di legge che non operava il famoso incremento del 15 per cento, ma andava molto oltre, anche con l’aspetto della ‘pluriennale’; successivamente in Aula fu stato totalmente modificato e poi si passò alla decisione, dell’elefante che partorisce il topolino e l’incremento del 15 per cento.
Noi annunciamo la presentazione del disegno di legge e non dite, per favore, che sfioriamo la demagogia perché glielo spiego in due minuti e concludo. A conti fatti, lei sa bene che, nella logica anche della formulazione triennale, la Regione siciliana nel tempo risparmia rispetto a quelle che sono le cosiddette uscite contemporanee, le uscite di questi anni. E risparmia non solo perché c’è la questione di coloro che opteranno e, quindi, il fatto che si possa ridurre in maniera notevole il numero dei lavoratori forestali, ma risparmia rispetto a quello che costa complessivamente un lavoratore forestale, calcolato tutto quello che nell’arco dell’anno si verifica e che lei sa bene e che io non riprendo per questioni di brevità. Avete richiamato più volte, e concludo, il famoso tavolo Ministero-Bruxelles, per tentare di mettere su un’operazione che può realmente impegnare in maniera intelligente, nell’interesse non solo dei lavoratori, ma nell’interesse di una buona politica, per quanto concerne le foreste siciliane.L’importanza è data anche dall’aspetto economico dei boschi e, mi permetto di aggiungere,dalla produttività del lavoro forestale. Che nessuno ci venga a dire che su questo si infrange il profilo riformista. La produttività del lavoro forestale è fondamentale. L’interesse che noi tutti abbiamo, onorevole assessore Di Mauro, è quello di cominciare seriamente a pensare non solo a Kioto, non solo alle percentuali di forestazione esistenti, non solo ai rischi incendi, ma di pensare in maniera diversa una politica per la montagna e per il nostro verde, per il nostro patrimonio arboreo. Onorevole Assessore, la sfida è proprio lì: mentre voi bleffate continuamente, e prendete in giro i lavoratori forestali, noi vogliamo realmente operare percorsi di stabilizzazione, percorsi che riguardano anche il lavoro a tempo indeterminato, percorsi che ritengono finalmente essenziali i servizi di antincendio boschivo; possiamo dimostrare che non è vero che appesantiamo le casse della nostra Regione perché è ovvio che  a conti fatti questo non solo non accadrà, ma scopriremo che risparmieremo ed è possibile risparmiare in questa direzione elevando la produttività e guardando la nostra montagna e i nostri boschi con un occhio e con una logica diversi.
Annuncio, onorevole Presidente, la presentazione di un emendamento che riprende la questione che era già contenuta nel testo, quella dei 151 giorni di lavoro.
Dite no in quest’Aula e dite anche perché non lo volete fare rispetto al calcolo che si è fatto per
quanto concerne la spesa di sei milioni di euro in più.
Annunciamo - come ho detto poco fa, perché vale la pena ricordarlo – la presentazione del
disegno di legge che riprende tutta la questione dei lavoratori dei cantieri della montagna –
come vengono definiti - riprendendo un po’ lo spirito di quell’accordo del novembre 2005 e
riprendendo anche quelli che erano i percorsi che Governo e parti sindacali si erano dati.
Con questo spirito e con questa intenzione, in queste ore, vi lanceremo l’altra sfida non solo
sul servizio antincendio, ma parallelamente, sulla questione che riguarda i lavoratori forestali
della montagna, come si suol dire. E’ proprio lì che si misurerà e si scoprirà se questo Governo vuole fare sul serio o se questo Governo usa gli argomenti che ha usato soltanto per fare spicciola campagna elettorale insieme a quanti si sono attrezzati in questi anni per fare in modo che, anche da questo punto di vista, i lavoratori non credano più a niente e a nessuno e la responsabilità è soprattutto vostra!

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ON. CRACOLICI (CAPOGRUPPO DEL PD) 2


È nato il gruppo del Partito Democratico all’Assemblea Regionale Siciliana, e Antonello Cracolici è stato eletto presidente all' unanimità. I 28 deputati che lo compongono si sono riuniti nella Sala Rossa di Palazzo dei Normanni e hanno eletto anche il vicepresidente, Giovanni Barbagallo.


“Il governo Cuffaro e la maggioranza di centrodestra – ha detto Cracolci - la smettano di sfuggire al confronto parlamentare e si presentino in aula per discutere di proposte concrete e disegni di legge. Non siamo più disposti a tollerare la paralisi del parlamento regionale che sta caratterizzando questa legislatura”. “Non si tratta di una semplice ‘fusione’ - ha aggiunto il capogruppo -: il nuovo gruppo, che sarà il più numeroso dell’Ars, potrà contare sul valore aggiunto della consapevolezza di rappresentare un partito, il PD, che è la spina dorsale del progetto di alternativa al governo Cuffaro e al centrodestra”. Per il vicepresidente del gruppo, Giovanni Barbagallo, “nella fase attuale anziché proporre leggi e leggine su interessi particolari, il centrodestra dovrebbe portare in aula le variazioni di bilancio per recuperare 120 milioni di euro per gli enti locali e 80 per i forestali, oltre alle risorse necessarie a coprire il buco derivato dalle entrate per la tassa sul tubo, dichiarate illegittime dall’Ue. La legge sullo sviluppo, più volte annunciata dal centrodestra, non ha alcuna copertura finanziaria. Basti pensare – ha concluso Barbagallo – che per sopperire al mancato incasso di 740 milioni che doveva arrivare dalla vendita degli immobili, bisognerà contrarre un nuovo mutuo con le banche”.

http://www.antonellocracolici.it/home/index.php?option=com_content&task=view&id=52&Itemid=40

ON. CRACOLICI (CAPOGRUPPO DEL PD)


Dal Giornale di Sicilia di mercoledì 23 ottobre 2007, pag. 9



Cracolici: "Basta clientelismo, in Sicilia servono vere riforme" 

intervista di Giacinto Pipitone


Che succede alla Regione? L'esponente del Pd: Il governo Cuffaro non ha la forza di fare alcunchè. La legge sullo sviluppo è un libro dei sogni".
PALERMO. «All’immobilismo, la Regione, c’è arrivata da un anno. Ora il problema è peggiorato, siamo nella fase dell’attesa e ci si chiede soltanto quanto durerà tutto ciò»: al presidente Cuffaro, che ha annunciato di temere la paralisi istituzionale in vista della sentenza nel processo che lo vede imputato per favoreggiamento aggravato, Antonello Cracolici risponde che le sabbie mobili sono già una realtà. Ma il futuro leader all’Ars del Partito democratico offre anche una mano sul terreno del risanamento dei conti, soprattutto quelli della sanità.
Onorevole Cracolici, Cuffaro ha chiesto al Parlamento un sussulto per approvare la legge sullo sviluppo e la Finanziaria, evitando così la paralisi. Che profilo manterrà l’opposizione in questa fase tanto delicata?
«Intanto vorrei premettere due cose. La prima è che noi avevamo detto già nel 2005 che ricandidare Cuffaro avrebbe significato legare la legislatura al destino del presidente della Regione. Ora infatti siamo al punto che il governo non ha la forza di fare alcuna scelta perchè vive giorno per giorno nella speranza di sopravvivere a se stesso. La seconda cosa che vorrei ricordare è che questo Parlamento nel primo anno di legislatura ha avuto sussulti solo su proposte mie condivise dall’opposizione. Mi riferisco alle norme che hanno limitato gli stipendi dei manager, all’abolizione delle pensioni d’oro alla Regione, alla cancellazione dell’Agenzia del Mediterraneo. Per il resto l’Ars ha fatto solo ordinaria amministrazione. Ha pensato solo a coprire i disavanzi finanziari».
Voi cosa proponete per uscire dalla paralisi?
«Intanto, fare leggi non significa uscire dalla paralisi. La Sicilia ha bisogno di riforme a 360 gradi, di tagliare le spese di eliminare il clientelismo. E per fare tutto ciò non si sono le condizioni. Noi diciamo però che ci sono delle emergenze a cui far fronte. Penso ai fondi per i Comuni, 120 milioni che scongiurerebbero il rischio di eliminazione dei servizi essenziali. Penso agli 80 milioni che servono per stabilizzare i forestali o aumentare il numero delle giornate lavorative e lo stipendio. Occorre anche trovare copertura per il buco procurato dalla restituzione dell’anticipo versato dalla Snam per la tassa sul tubo e per l’altro buco costituito dal mancato incasso dei 740 milioni che sarebbero dovuti arrivare dalla valorizzazione degli immobili. Noi attendiamo che il governo ci proponga la variazione di bilancio».
E la legge sullo sviluppo?
«Fino a ora è un libro dei sogni. A partire dal fatto che malgrado le rassicurazioni di Cuffaro, per assicurare copertura a questa legge si ricorrerà a un mutuo, riaprendo la stagione dell’indebitamento della Regione. Ma noi siamo interessati a questa legge. Se non si limita a una grande operazione ducotone (il riferimento è alla norma che assegnerebbe contributi per rifare le facciate dei palazzi) siamo disponibili al confronto. Ogni volta che il Parlamento è stato convocato noi abbiamo fatto la nostra parte. La colpa della paralisi invece è del governo e della maggioranza. Questo sia chiaro»
 Il Partito democratico non ha chiesto le dimissioni di Cuffaro, nemmeno dopo la richiesta di condanna a otto anni. Perchè?     
«Quella del processo Cuffaro e dell’attesa della sentenza è ormai un alibi per questo governo e questa maggioranza. Nasconde la crisi politica che stanno vivendo. Noi abbiamo detto, ”andate avanti, poi in presenza della sentenza si parlerà di dimissioni, ma intanto governate”. Ma mi sembra evidente che anche nella Cdl ormai tutti abbiano la consapevolezza che Cuffaro presto non sarà più il presidente. Sono iniziati i giochi di palazzo. Forza Italia sta cercando un posto in prima fila per il dopo Cuffaro e l’Mpa punta a diventare una costola dell’Udc perchè ha un idea del centro eternamente al comando in Sicilia».
Ma lei che giudizio si è fatto del processo Cuffaro?
«Guardi, io vorrei ribaltare il punto di vista. Lasciamo stare le aule giudiziarie. Se esistesse un tribunale in grado di giudicare il presidente per il buco nei conti che ha creato, per l’occasione sprecata con i fondi di Agenda 2000, per le riforme mancate e per il clientelismo dilagante, allora sono convinto che la condanna scatterebbe. Sarà la storia a condannare Cuffaro. Ma lui prima di andarsene ci lascerà danni irreparabili, come il disavanzo record di due miliardi di euro».
Buona parte del disavanzo è però legata alla sanità. Ora c’è l’occasione di rimediare, grazie al piano di rientro dal deficit. Come vi comporterete in vista della sua attuazione?
«Intanto, Cuffaro è stato costretto a concordare un piano di rientro. Costretto non da Prodi ma dai danni che lui stesso ha provocato con una gestione inefficace e costosa della sanità. Il piano di rientro è l’occasione per rimediare all’architrave del ”cuffarismo”, cioè a quella politica del dare tutto a tutti senza dire mai di no. Ora c’è questo piano di rientro ma non vedo grande convinzione nell’attuarlo. Da parte nostra anticipo che se c’è da tagliare guardie mediche piuttosto che ridurre le ambulanze noi non ci tireremo indietro se tutto ciò è fatto con un vero intento di risanamento. E poi, vorrei dire che forse è meglio tagliare del tutto gli straordinari troppo generosi a medici e infermieri che lavorano stabilmente nelle Asl e dietro incentivi salgono poi sulle ambulanze. Forse è meglio assumere personale dedicato, a conti fatti costerebbe meno alle casse pubb.liche».
Sul tappeto a breve scadenza ci sarebbe anche la riforma della gestione di Asl e ospedali. La condivide?
«Se corrisponderà a una vera riduzione di poltrone, sì. Ma se tutto si trasformerà in una operazione di marketing come il taglio degli Ato rifiuti, approvato per legge e mai fatto, allora a questa maggioranza rispondo: se lo facciano da soli.... A noi questa riforma interessa solo se riesce ad abbattere il sistema di potere che sta dietro al sistema attuale. Per ora stiamo discutendo del Dpef. Ebbene, approvando quello dell’anno scorso votammo insieme misure di risanamento, come il taglio degli enti inutili, che non sono mai state attuate. La paralisi è anche questo».
Il Partito democratico ha visto la luce. All’Ars potrebbe contare su 28 o 29 deputati (a seconda che La manna aderisca o meno). Quando nascerà anche il gruppo unico?
«Mercoledì (domani per chi legge, ndr) nascerà il gruppo unico, almeno politicamente. Ci riuniremo e fonderemo i gruppi di Ds e Margherita. Anche se sul piano amministrativo il cammino è un po’ più lungo per quello che riguarda sedi, personale e quant’altro».
E quali saranno le alleanze? Si è parlato tanto di dialogo con Udc e Mpa. Lei, che dovrebbe essere il capogruppo, che strategia propone?
«La politica è anche capacità di alleanze. Io premetto che il centrosinistra per ora è minoranza nella società, non solo negli ambienti politici e a questo deficit dobbiamo rimediare con le alleanze. Ma queste alleanze devono essere in grado di avviare un serio riformismo e non devono essere dettate solo da geografia politica. Io credo che i maggiori aspetti conservativi in Sicilia siano radicati negli ambienti neocentristi. Mentre noto in Forza Italia una maggiore propensione all’innovazione».
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